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Echi precolombiani

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Luci ed ombre dal continente americano prima di Colombo. Consulta anche l'Album fotografico.

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l'ossessione del tempo e il calendario maya

i maya erano ossessionati dal tempo, i loro sacerdoti avevano calcolato con precisione sconosciuta fin quasi ai giorni nostri, la durata dell’anno solare e del ciclo di Venere ed avevano anche fissato una data per l’origine del loro mondo, intorno al luglio d3l 3114 avanti cristo (facendo riferimento alla nostra datazione del tempo). Secondo la loro visione, il mondo aveva subito processi periodici di distruzione be rinascita, che non erano terminati e potevano ripresentarsi. Una fine del mondo doveva necessariamente accadere alla fine di un katun (periodo di 20 anni solari>), il computo del tempo era quindi un compito essenziale della casta sacerdotale Il calendario maya era basato sull’incastro tra un ciclo solare (12 mesi di 30 giorni cadauno, per un totale di 360 giorni) con un calendario lunare di 13 mesi di 20 giorni cadauno, per complessivi 260 giorni) ogni giorno era dunque perfettamente individuati da mese solare, giorno solare, mese lunare e giorno lunare. I sacerdoti utilizzavano questo 4 elementi (ognuno dei quali aveva un significato religioso preciso, sia se associato ade una divinità, sia se associato ad un numero) per formulare vaticini e profezie, a partire dalla data di nascita (una sorta di oroscopo) per finire alle vicende contingenti (affari, guerre, figli, ec.). Questo calendario ricominciava il suo ciclo ogni 52 anni solari. Naturalmente i maya sapevano bene che l’anno solare non dura 360 giorni, ma 365 e rotti, per cui, similmente a quello che facciamo noi con gli anni bisestili, periodicamente inserivano dei giorni oscuri per riallineare le cose. Questi giorni oscuri erano portatori di sciagura, si evitavano le nascite o se ne cambiava la data, si evitava di intraprendere le attività, tipicamente erano inseriti alla fine del ciclo dei 52 anni. si aspettava spasmodicamente l’alba de nuovo giorno come conferma che il sole (dio anche della morte) avesse ri-iniziato il suo ciclo vitale, e per favorirne il ritorno si consumavano sacrifici umani. Le vittime, tipicamente prigionieri catturati in battaglia, meglio se di nobile schiatta, venivano storditi con alcol e stupefacenti affinché non si ribellassero durante la cerimonia, il dio non avrebbe gradito una vittima recalcitrante. Questa infausta sorte toccò anche a 7 conigli, il potente sovrano di Copan, che dopo aver sbaragliato molti nemici venne sconfitto in battaglia e catturato in una guerra contro una città vicina, sulla carta assai meno potente. Il ciclo dei 52 anni alla lunga poteva ingenerare confusione tra eventi avvenuto lo stesso giorno ma in katun differenti, per questo i maya fino a tutto il periodo classico (diciamo fino all’800 dopo Cristo) adottarono il cosiddetto con lungo, che collocava ogni katun in un momento temporale ben definito, rispetto alla data della mitica nascita del mondo. Dopo il crollo della civiltà maya classica, il conto lungo venne abbandonato Collocare cronologicamente le vicende maya rispetto al nostro calendario non è facile, ci vengono in aiuto le steli in cui vengono riportate le date delle eclissi di sole e di luna, nonché, in mancanza del conto lungo, la corrispondenza tra le date sulle steli ed eventi vissuti dai conquistadores Per chi vuole saperne di più, ed avere anche un metodo facile per trasformare una data attuale, per esempio la propria data di nascita, in una data maya suggerisco il libro “i maya” di morley, brainerd e shared, edito da editori riuniti Con alcune differenze sui nomi, il calendario maya venne adottato anche da altre popolazioni della mesoamerica, p'er esempio gli aztechi. Il calendario lunare rispondeva alle esigenza della agricoltura e dei riti ad essa associati, il calendario solare si prestava meglio alle necessità della società civile, con l'avvertenza che civile non va inteso come laico, il peso dei sacerdoti rimaneva sempre prevalente

cactus_atomo

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Nascita di una passione "stramba"

Correva l'anno 1969, a tutto pensavo meno che alle civiltà precolombiane. poi, non so come e perché, mi capitò un invito ad assistere ad una conferenza sulla civiltà Maya, in contemporanea con una mostra e con la presentazione della traduzione italiana dell libro di Thompson "La civiltà Maya". Il relatore era l'ambasciatore del Guatemala in Italia, di professione archeologo, che ha illustrato con competenza, chiarezza, fervore e passione i punti salienti della cultura Maya ed ha mirabilmente spiegato il loro calendario.
 
Per me è stata una folgorazione, dopo la conferenza ho visitato la mostra, mi sono accattato il catalogo della stessa ed il libro di Thompson, ed ho cominciato a frequentare la biblioteca dell'istituto italo-latino americano. la domenica successiva ero al Pigorini (museo preistorico ed etnografico) dove mi sono immerso nella sezione dedicata al centro e sud America. Da li un crescendo che non mi ha ancora abbandonato, ho comprato quasi tutte le pubblicazioni reperibili in italia, più materiale in lingua inglese e spagnola. Lo confesso, non ho preso nulla in tedesco, non ce la posso fare, anche le passioni hanno un limite, ho visitato tutte le mostre sull'argomento svoltesi a Roma ed anche qualcuna fuori, sono stato in Perù e Bolivia, Messico e Guatemala, splendido il museo antropologico di città del Messico, dove le prime sale hanno una struttura didattica che facilita la comprensione degli altri reperti, bello ma confusionario come quello del Cairo, il museo dell'oro a Lima.
  Delusioni e rimpianti? Direi 4, un libro sulla scrittura Maya, prestato 20 anni fa e mai recuperato (purtroppo fuori commercio ed introvabile, lo avevo trovato, figlio unico di madre vedova, nello shop di un sito Maya in Messico), la grande mostra sui Maya a Palazzo Grassi (organizzata con logica da architetti, grande cura nella estetica delle sale, grandi slogan sui muri tipo "i Greci d'America) spiegazioni poche o nulle, ho dovuto illustrare io ai miei amici come funzionava il calendario Maya), non aver visitato in Messico la zona olmeca e in Perù la parte nord (Chavin e Cha Cha).
  Cosa mi ha attirato delle civiltà precolombiane? Forse la loro diversità con noi, la difficoltà di comprenderle (un po' come le donne, che mi piacciono pure per questo), popoli dell'età della pietra capaci di costruire edifici imponenti, di avere conoscenza matematiche ed astronomiche superiori a quelle del resto del mondo coevo, di mettere in piedi una organizzazione sociale complessa e raffinata, di elaborare un sistema di divinità con più facce, noi abbiamo avuto solo Giano Bifronte, tutte le divinità della mesoamerica hanno caratteri multipli e opposti. Per non parlare del calendario, un misto tra solare e lunare.

 

cactus_atomo

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