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Mozart & Pulcinella, serenata buffa


appecundria

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Inaugurando il Festival di Pentecoste 2008 a Salisburgo, il maestro Muti dichiarò: “La musica di Paisiello ha conquistato il pubblico. Armonie tanto simili a quelle di Mozart, scritte però nel 1779, quando ancora il genio di Salisburgo doveva immaginare il suo trittico italiano. E’ questo il motivo per il quale insisto nel sottolineare l’importanza della scuola musicale del Settecento napoletano. E' chiaro che tutto è nato qui; forse Mozart non sarebbe stato lo stesso se non avesse conosciuto l’opera napoletana”.

 

L'anello magico
Il 14 maggio 1770 i Mozart giungono a Napoli. Durante il tragitto “Amedeo De Mozartini” (così a volte si firma nelle lettere dall’Italia) ripensa ai giorni italiani fin lì trascorsi. “Da zoticone germanico ora sono uno zoticone italiano” scriverà con il suo solito umorismo alla sorella Nannerl. Amedeo ha da poco compiuto 14 anni. Napoli, pur soffrendo delle sue eterne contraddizioni è una città culturalmente assai vivace e cosmopolita ed anche una delle più popolose d’Europa, con circa un milione d’abitanti.


Il padre Leopold sembra nutrire sentimenti contradditori: “La fertilità esuberante di queste terre piene di vita e di cose rare mi renderanno penosa la partenza. Ma la sporcizia, la quantità di mendicanti, questa gente senza Dio e la cattiva educazione dei bambini, fanno sì che si lascia senza rimpianto anche ciò che c’è di buono. Quanto alla superstizione! E’ tanto radicata quaggiù, che si può dire che si sia qui introdotta una vera eresia!”.

 

Un episodio assai divertente sembra confermare queste ultime parole di Leopold. Al conservatorio della Pietà dei Turchini mentre Amedeo sta suonando meravigliosamente, il pubblico rumoreggia. Le sue piccole mani volano sulla tastiera del cembalo. Soprattutto l’agilità della sinistra, dove porta un anello, sembra impressionare  il pubblico. Ecco il motivo di tanta abilità: ha un anello magico al dito! Il giovane Mozart che comprende divertito il motivo di tanto baccano lentamente si sfila l’anello e poi continua a suonare. Il pubblico ammutolisce.

 

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Mozart e la musica napoletana
La corte borbonica s’è mostrata alquanto fredda nei loro confronti. D’altronde le vicende dei Mozart, presso la corte asburgica, sono sempre state un po’ complicate. E Maria Teresa d’Austria arriverà a definirli “gens inutilis”. Ottimi invece sono  i rapporti che i Mozart hanno con l’ambiente musicale napoletano. Frequenti i loro contatti con i musicisti. Conosceranno personalmente i maestri Pasquale Cafaro, Niccolò Jommelli, Giuseppe De Majo e suo figlio Gian Francesco detto Ciccio. Con loro, Mozart manterrà in seguito sempre cordiali rapporti.


Napoli vive già da tempo una stagione musicale particolarmente felice soprattutto nel versante dell’opera “buffa”. Cimarosa e Paisiello, per fare due nomi su tutti, porteranno a maturazione questo genere musicale nato proprio a Napoli all’inizio del secolo (e che raggiungerà con lo stesso Mozart negli anni della maturità esiti definitivi). Ovunque a Napoli si fa musica e i musicisti di strada sono un po’ dappertutto con tanto di zampogna, mandolino e colascione (una sorta di liuto), spesso ravvisabile nelle maschere della commedia dell’arte.

Di questo spirito forse il giovane Mozart farà tesoro negli anni della maturità, quando porterà a compimento in una sintesi stilisticamente insuperata, i suoi capolavori futuri come “Le Nozze di Figaro” e “Don Giovanni”.

Un giorno poi, Amedeo ascolta in una chiesa una “musica bellissima” che, come ci informa egli stesso in una lettera: “fu del sign. Cicio Demajo, lui poi ci parlò e fu molto compito”. 

Amedeo avrà sempre nostalgia dell’Italia e di Napoli. Scriverà al padre qualche anno più tardi : “Ho un’indescrivibile brama di scrivere ancora una volta un’opera e quando avrò scritto l’opera per Napoli, mi si ricercherà ovunque.” E poi conclude “con un’ opera a Napoli ci si fa più onore e credito che non dando cento concerti in Germania.”

 

All’amico compositore boemo Myslivecek, che gli aveva consigliato di tornare in Italia, Amedeo risponde: “Egli ha perfettamente ragione; se ben ci penso in verità credo che io non ho mai avuto tanti onori, non sono mai stato così stimato come in Italia, specialmente a Napoli.”

 

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Lo spettacolo e il disco
Il viaggio di Mozart è il tema di "Mozart & Pulcinella, serenata buffa di una notte napoletana", pregevole pièce teatrale di Gianni Aversano con arrangiamenti di Domenico De Luca. La profonda cultura, non solo musicale, di Gianni Aversano ed il suo amore per la ricerca nelle radici della musica napoletana, stanno portando risultati lusinghieri. In questi mesi è in giro di Gianni Aversano "Un Gobbo snob, esilio napoletano dell'insaziabile poeta" dedicato a Giacomo Leopardi, non perdetevelo!

 

Mozart & Pulcinella in breve: due musicisti, in scena, suonano un'ouverture mozartiana; sulla coda compaiono il cantastorie Pulcinella ed il suo assistente, che eseguono gli ultimi momenti "tarantellati" di uno spettacolo ambulante di burattini. Scende la sera e Pulcinella si ritrova sotto la finestra della sua amata. Comincia la sua solita serenata cantando arie di Paisiello, Pergolesi, villanelle del XVI secolo e tarantelle del XVII secolo, ovvero, tutto quello che Mozart avrebbe potuto o che ha addirittura ascoltato nei giorni della sua permanenza a Napoli. Dalla finestra si affaccerà, però, il quindicenne Mozart che, intanto, si è goduto la serenata. Passerà in quel vicolo anche il re "lazzarone" che, di notte, vorrebbe incontrare il giovane austriaco all'insaputa della terribile regina Carolina. La lettura in scena di brani delle lettere che il piccolo Amedeo scriveva alla sua sorellina ci testimonia le emozioni e gli incontri da lui fatti in quei giorni. Momenti originali esilaranti, rielaborazioni di brani classici della commedia dell’arte napoletana e arrangiamenti di celebri brani di Mozart arricchiscono lo spettacolo, che vuole essere un percorso nei tre secoli che precedono la nascita della canzone “classica” napoletana.

Dallo spettacolo è stato tratto un disco che è esaurito ma è ascoltabile su Amazon Music e altre piattaforme streaming.

 

 

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Recommended Comments

 

Non vi è dubbio che senza Paisiello, Cimarosa, Traetta, ... Piccinni, Clementi, e Lucchetti in porta... 😄 , insomma senza quelli della "scuola napoletana", Mozart, e non solo Mozart, non sarebbe stato quello che fu, che anzi è.

Con tutto il rispetto e l'umiltà possibile verso il maestro Muti, ma queste cose ce le dicevamo pure noi, quando sapevamo ancora poco di lui, del raro gruppetto di appassionati di classica, operistica e sinfonica, verso la fine dei '60, inizi '70.., altre volte condivise anche nelle discussioni del nostro club.

Mo' Pasquale mi verrà a dire che sono "EGO-centrico.., 😄  ...ma io che ci posso fare se questa è la pura verità..., la mia non di Pulicenella... 😉

Esco immediatamente di scena, me ne scuso,  ti faccio i miei più grati complimenti per l'amenissima lettura che mi hai fatto fare, per la musica che mi hai fatto ascoltare, per le immagini che mi hai fatto vedere.., e parlo in prima persona perché tanto IO sono pure EGO-ista... 🙂 

 

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Ma tu hai ragione! Però capisci a me, se invece di Muti avessi cominciato con "Come diceva analogico_09 già da quando era guaglione..." qua mi pigliavano con lo scetavajasse. 🙂 

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Ragazzi, Abert ha dedicato decine e decine di pagine al rapporto di Mozart con l’opera italiana. Parliamo di un secolo fa. Non ci voleva Muti per scoprire l’acqua calda. 

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grazie @London104 , comunque in questo post si parla dell'opera napoletana e si presenta una pièce teatrale di Gianni Aversano, non si pretende di scoprire chissà cosa.

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Infatti io mi riferivo a Muti, non al post. Comunque nel libro sopra citato c’e un intero capitolo dedicato all’opera napoletana.

Vista l’immagine di Murat, e l’espressione colorita, immagino tu sia napoletano.

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Freak Antoni ha cantato di Mozart ne "La filastrocca della mamma" assieme la sua compagna pianista classica. La quale ha preso la melodia del terzo tempo dalla Sonata in do maggiore K545. Cantato ovviamante alla maniera di Freak, un gran bel divertissement, vi invito ad ascoltarlo sul tubo. Tenete presente che Mozart a coprolalia se la cavava brillantemente. 😄

Qui Freak si aggancia ad una lettera che il giovin "Mozarto" scrisse alla mamma.😅

Buon ascolto, chiuso ot.

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@appecundria Ho ascoltato l’intero pezzo. Un'operazione originale e intelligente, ma credo che senza la padronanza della lingua partenopea, si perda buona parte del valore e significato dell’opera.

Io, pur essendo di origine settentrionale, ho trascorso l’infanzia in Campania e il dialetto napoletano lo conosco abbastanza, ma capisco che possa essere un’ostacolo al godimento di opere come queste. I brani musicali però possono essere apprezzati da tutti senza ostacolo alcuno. 

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Il 11/6/2021 at 15:42, appecundria ha scritto:

Ma tu hai ragione! Però capisci a me, se invece di Muti avessi cominciato con "Come diceva analogico_09 già da quando era guaglione..." qua mi pigliavano con lo scetavajasse. 🙂 

 

E che ci fa'.., come diceva il grande fisolofo giorgì gabèr: "povera gente, noi non la degneremo nemmeno di uno sguardo"... 😎 😄

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A proposito di musica e dialetto napoletano, avevo dimenticato di segnalare questa cantata da camera di cui possiedo il CD.

 

 

 

 

 

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