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La grande tradizione violinistica russa


Parsifal1959

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Un esempio dal XIX secolo, quello classico del concerto in re maggiore Op. 35 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, l’altro da uno del XX secolo, quello “magico” del primo concerto in re maggiore Op. 19 di Sergej Sergeevič Prokof’ev. Da sole queste due opere (contraddistinte dalla stessa tonalità) sono più che sufficienti per evidenziare la grande tradizione concertistica per violino russa, attraverso altrettanti compositori che hanno fatto la storia della musica colta occidentale. Da un lato il “concerto dei concerti violinistici”, conosciuto e amato perfino da molti di coloro che non masticano la musica classica; dall’altro una delle pietre miliari del Novecento storico musicale, frutto dell’inarrivabile verve fantasiosa del compositore sovietico.
 

Aiman MussakhajayevaDue concerti ineludibili per qualunque interprete che si rispetti e quindi non c’è da stupirsi se la violinistica kazaka Aiman Mussakhajayeva, per il suo debutto per la prestigiosa casa discografica Deutsche Grammophon, abbia voluto cimentarsi con questi “carichi da novanta”.

Vincitrice dei più prestigiosi concorsi internazionali (Belgrado, “Paganini” di Genova, Tokyo, “Sibelius” di Helsinki e “Čajkovskij” di Mosca), Aiman Mussakhajayeva suona un prezioso Stradivari del 1732 (in copertina), che appartiene alla collezione di Stato di strumenti del Kazakhstan e - nel disco in questione - è accompagnata dai Wiener Symphoniker, diretti da Manuel Hernández Silva.

 

Il concerto Op. 35 fu composto nel 1878 da Čajkovskij a Clarens, sul lago di Ginevra, mentre si trovava in compagnia del giovane violinista Yosif Kotek, il quale fu prodigo di consigli per quanto riguarda la parte solistica dell’opera. Il debutto avvenne tre anni dopo, nella “tana del lupo”, ossia nella conservatrice Vienna, regno della musica brahmsiana e bruckneriana. Fu inevitabilmente un fiasco, la partitura era troppo ardita per poter piacere al compassato pubblico asburgico, ma repliche effettuate a Londra e a Mosca ne decretarono in seguito il successo, tramutandolo in quel capolavoro immortale tramandato fino a noi.

 

Il Primo concerto di Prokof’ev fu composto in un anno storicamente nevralgico, nel 1917, nel pieno della Prima Guerra Mondiale e all’inizio della Rivoluzione Russa, un evento, questo, che avrebbe sconvolto il Paese. Lontano dal caos degli eventi, il compositore russo, chiuso in una casa di campagna nei pressi di San Pietroburgo, ebbe modo di scrivere il concerto, insieme con un’altra operaAiman-Mussakhajayeva-2.thumb.jpg.b4cdb61b05cd92bd92647154972a6c75.jpg capitale del Novecento storico, la Prima sinfonia “Classica”.

Ma Prokof’ev dovette attendere cinque anni prima di vedere il debutto del concerto, nell’ottobre del 1923, per la precisione a Parigi, dove nel frattempo si era trasferito, con Marcel Darrieux nel ruolo del violino solista e il leggendario direttore Sergej Kusevickij sul podio. In questo concerto, il compositore russo mise momentaneamente da parte il suo stile iconoclasta, per abbandonarsi a uno stupefacente lirismo, che ha il suo culmine nel meraviglioso terzo tempo, l’Allegro moderato.

 

Banco di prova di ogni violinista che voglia imporsi a livello internazionale, questo concerto viene affrontato con straordinaria partecipazione da parte di Aiman Mussakhajayeva, la quale si trova pienamente a proprio agio nell’esprimere un lirismo che le è particolarmente congeniale. La sua interpretazione è davvero degna di essere menzionata tra quelle consigliabili a chi voglia avvicinarsi a questa pietra miliare del concertismo violinistico.

 

La stessa cosa, invece, non può essere detta per il concerto di Čajkovskij, visto che l’esecuzione dell’artista kazaka si limita a una corretta lettura che nulla aggiunge alla sterminata produzione discografica dedicata a questo capolavoro immortale. È come se la Mussakhajayeva non senta nelle proprie corde (è il caso di dirlo) questo concerto, incapace di farlo proprio. E in ciò anche l’interpretazione orchestrale non l’aiuta di certo, complice un’evidente pesantezza nella direzione di Manuel Hernández Silva.

 

Capitolo registrazione. Da sempre gli audiofili storcono il naso quando sentono parlare dei dischi registrati dalla Deutsche Grammophon, in quanto i suoi tecnici del suono sono celebri per le loro più che evidenti “manipolazioni”, soprattutto per ciò che riguarda la voce dei cantanti. In un certo senso, anche questo disco ne è la riprova. La registrazione è stata effettuata nella sala del Baumgartner Casino di Vienna: il 29 gennaio 2009 è stato registrato il concerto di Prokof’ev, mentre il 7 e 8 aprile dello stesso anno quello di Čajkovskij. Purtroppo, alla casa discografica non hanno saputo darmi altre indicazioni, ma ascoltando il disco mi sono reso conto che c’era qualcosa che non andava.

 

Per la precisione, nel primo tempo del concerto cajkovskijano, il celeberrimo Allegro moderato, la microfonatura sembra che sia stata posta a una certa distanza, sia dallo strumento solista, sia dall’orchestra, con il risultato che il suono non solo giunge “ovattato”, ma nei momenti del tutti orchestrale lo Stradivari suonato dalla violinista kazaka viene completamente sommerso dagli altri strumenti. La cosa cambia, invece, nei tempi successivi e in tutto il concerto di Prokof’ev, visto che il suono non solo risulta maggiormente focalizzato sia tra lo strumento solista e l’orchestra, ma si alza anche notevolmente nello spazio sonoro, permettendo di ottenere un palcoscenico più congeniale, con il violino e gli altri strumenti in grado di dialogare, con la presenza di quella necessaria “aria” che si avverte attorno ad essi.

 

51Sbf-Z7o9L._AC_.jpgPëtr Il’ič Čajkovskij - Sergej Sergeevič Prokof’ev “Concerto per violino Op. 35 - Concerto per violino n. 1 Op. 19”, Aiman Mussakhajayeva, Wiener Symphoniker, Manuel Hernández Silva, CD Deutsche Grammophon, durata totale: 58.15 (distribuito in Italia da Universal Music) ASIN: ‎ B00BK40R4O

 

  • Giudizio artistico: 4/5
  • Giudizio tecnico: 3/5

 

di Andrea Bedetti

 

Componenti dell’impianto di ascolto utilizzato:

Lettore analogico Mitchell Gyro Dec, Braccio SME 3009 Improved, Testina Rega Exact MM - Lettore digitale Esoteric UX-3 Pi (modificato nell’uscita da Attilio Conti)

Pre Phono AM Audio MM-MC Reference (bilanciato), Preamplificatore AM Audio AX Reference su due telai - Crossover attivo AM Audio AS - 3 - Coppia di finali di potenza AM Audio Dual Mono T 130, Coppia di finali di potenza AM Audio Mono B 130 Reference - Coppia di diffusori AM Audio Supreme a due vie - Coppia di diffusori AM Audio Supreme Sub a una via.

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