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Pro-Ject RPM 9, giradischi


joe845

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Ed eccoci alla seconda puntata della saga Pro-Ject. Dopo l'ottima prova del RPM 6 ero molto curioso di sapere come andava il “big brother”, l'RPM 9. In particolare mi stuzzicava l'idea di fare un confronto quasi in “real time”, visto che ho ancora in casa l'RPM 6, in modo da evidenziare al massimo le eventuali differenze tra i due prodotti. Un breve scambio di e-mail con Audiogamma e l'RPM 9 è a casa, possiamo iniziare.

 

Costruzione
A differenza del RPM 6, forse meno affermato, l'RPM 9 lo conoscete già tutti, essendo uno dei piatti giradischi più famosi del momento. L'estetica, anche in questo caso, è ottima. La base, in medite spessa circa 4 cm, ha un'ottima finitura color argento e alloggia il perno e la base per il braccio.

Il perno è esattamente uguale a quello del “6”, di tipologia rovesciata e di buon spessore, con l'immancabile sfera in testa. In questo caso però manca il contropiatto in quanto è il piatto stesso, come si vede dalle foto, ad alloggiare la sede in ottone del perno.

 

Il braccio è invece completamente differente. Ha la canna in carbonio, rastremata e, almeno visivamente, sembra superiore al 9” normale del RPM 6. Sembra però più leggero in quanto con la stessa testina e lo stesso contrappeso quest'ultimo è in posizione meno arretrata una volta bilanciato il tutto segno, almeno apparente, che la canna è più leggera.

Similmente all'RPM 6, il cavo di segnale non è solidale al braccio ma è ad esso collegato tramite due pin jack dorati.

Le solite misure con il disco test HFNRR e con la DL 103 settata a 2.5 grammi hanno dato un esito particolare; nel test di frequenza di risonanza orizzontale il picco di risonanza è un po' più “largo” del solito; l'insieme braccio-testina inizia a vibrare ad una frequenza maggiore, circa 13Hz, rispetto a quando arrivava al suo massimo, circa 10Hz. Ciò in realtà succede sempre, ed è anche normale, ma in questo caso il fenomeno è leggermente accentuato. La frequenza verticale è invece di 10Hz, e il picco abbastanza stretto temporalmente. I valori sono comunque buoni in entrambi i casi.

 

La base poggia infine su tre piedoni leggermente ammortizzati. I piedoni in realta' non mi sono piaciuti granche', sono in materiale plastico un po' leggero e mal si abbinano alla qualita' del resto dei componenti del piatto. Devo pero' dire che funzionano, almeno per quel che ho potuto osservare.

 

Il motore è separato, alloggiato in cilindretto metallico con una base molto pesante in modo da controbilanciare la forza esercitata dalla cinghia in trazione. Per posizionarlo non c'è problema, la Pro-Ject , come potete vedere dalla foto, fornisce anche una piccola dima che vi permette di regolare la giusta distanza tra piatto e motore in modo da dare la trazione corretta alla cinghia. Solo perché sono un po' bastardo devo però osservare che se si usa la puleggia più grande, quella per i 45 giri, questa regolazione non vale più in quanto la cinghia tirerà di più. Ma mi sembra veramente un difetto minore.

Il cambio di velocità, come desumibile da quanto appena accennato, è manuale ed avviene spostando la cinghia sulla puleggia (doppia) del motore.

Anche in questo caso, come per l'RPM6, il trasformatore d'alimentazione è alloggiato nella presa a muro.

 

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Ascolto

Dopo aver montato il tutto lascio girare il piatto per qualche ora, quindi faccio andare qualche disco in sordina, solo per far rodare un po' tutte le micro giunzioni meccaniche tra i singoli componenti… poi alzo il volume al mio solito livello d'ascolto, non propriamente pacato… L'RPM 9 è proprio il fratello maggiore del RPM 6, fa tutto ciò che fa il 6 ad un livello superiore.

Quanto superiore?

Il giusto direi, quanto dettato dalla differenza di prezzo tra i due oggetti.

Banale direte voi. Non così tanto dico io. Spesso ho visto, e non penso di essere il solo, oggetti di “livello superiore” andar peggio dei loro presunti inferiori. Oggetti magari talvolta un po' inventati sull'onda di un precedente successo. In questo caso no, tutto è coerente e concreto e il cliente ha quel che deve avere. Vabbe', ma ci vuoi dire come suona?

OK OK, adesso ci arrivo…🙂

Partiamo dalla risposta in frequenza, sicuramente più estesa rispetto all'RPM 6, sia in basso che in alto. In basso abbiamo più estensione ma anche più potenza e fermezza. Dallo strano comportamento alla prova di risonanza non l'avrei detto e invece ancora una volta devo constatare come alla fine il giudice ultimo è (e deve essere) sempre il nostro orecchio. E' davvero un bel basso, potente, articolato, fermo, nulla da dire. Anche in alto c'è più estensione, ma non è questo che colpisce maggiormente, no, in questa gamma ciò che si fa più notare è la maggior energia che esce fuori, la maggior veridicità, la maggior consistenza, il maggior spessore degli strumenti, tutte cose che aiutano a rendere più veritiera la performance sonora. Poi c'è il nero, il silenzio.

 

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Meglio anche qui, in assenza di modulazione il rumore è veramente ai minimi termini, almeno rispetto al dato di targa (-73dB) che non sembrerebbe proprio eccezionale. E il rumore ci porta direttamente alla dinamica. Già ottima nell'RPM 6 viene, nel 9, probabilmente anche grazie al miglior rapporto S/N, ulteriormente migliorata assurgendo a livelli ottimi in assoluto.

E ora il dettaglio. Questa è, a mio giudizio, la caratteristica che sicuramente trae maggior giovamento dalle migliorie introdotte rispetto al fratellino minore; l'RPM 9 fornisce un bel po' più di “informazione” rispetto al 6 a tutto vantaggio dell'ambienza generale e della leggibilità del messaggio sonoro, ogni strumento ogni voce acquista maggiori particolari, nuance profonde che arricchiscono piacevolmente la tavola cromatica. L'aria e' tanta intorno agli strumenti e l'immagine e' correttamente ampia e profonda dando un senso di grande respiro all'insieme. Veramente un ottimo risultato.

 

Conclusioni
Il Pro-Ject RPM 9 è proprio il fratello maggiore del già ottimo RPM 6. Costa di più e vi dà di più, nella giusta misura. Se l'RPM6 vi ammalia con il suono concreto e vivo il 9 vi fornisce una performance più matura, da macchina di classe, dove il particolare è portato in evidenza e curato al massimo, almeno nella classe dell'apparecchio. La costruzione è ottima, il suono di più, il prezzo più che concorrenziale. Ho detto tutto.

 

di Giovanni Aste

  • Melius 4
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3 Comments


Recommended Comments

angeloklipsch

Posted

Complimenti per l'acquisto. Io recentemente ho preso il Signature 10, gran macchina. Se devo muovere un appunto la regolazione del VTA è stata ostica per via delle mini brugole che una volta allentate sono finite dentro il braccio del giradischi. Lascio immaginare il panico, sono rimasto con il braccio in mano e ho dovuto smontarlo per tirare via le brugole. Una sistema di fermo delle viti  avrebbero dovuto farlo secondo me. Aldilà di ciò è un ottimo prodotto. Sul Rpm 9 come si comporta la VTA?

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joe845

Posted

Ciao Angelo, grazie.

Come avrai visto è un articolo del 2012, un po' vecchiotto, ma non ricordo particolari problemi per il VTA..

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SpiritoBono

Posted

Grazie per la prova, tuttavia credo che la Denon DL103 non sia adatta ai bracci sopra menzionati, personalmente avrei usato una testina con un cedevolezza ben maggiore.

Leggendo le specifiche del braccio in questione ci troviamo di fronte ad un braccio con massa effettiva di 8g, la DL 103 ha una compliance di circa 5 a 100hz, dunque circa 9 a 10hz, siamo, a mio avviso pesantemente fuori parametri.

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