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Vintage audio, che passione!


AudioVintageHiFi

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Le riflessioni che si devono fare sui componenti vintage, e per vintage intendo quello “classico” che comprende elettroniche a tubi ma anche diffusori o giradischi che siano appartenuti al cosiddetta Hi-Fi Golden Age, sono di due ordini di pensiero attraverso due approcci ed obiettivi ben distinti tra di loro:

 

  • il vintage da collezionare (come direbbero gli anglosassoni da “display”)
  • il vintage da ascoltare.


I due approcci al vintage audio
Si può far iniziare Il vintage classico alla fine degli anni Quaranta, quando apparvero i primi finali a valvole ed i primi circuiti a bassa frequenza con requisiti di Alta Fedeltà, vedi il Leak del 1945 ed il Williamson del 1947, fino ad arrivare alla fine dei Settanta, quando si ebbe uno spartiacque con la riproduzione digitale ed il nuovo sistema di lettura dei dischi con il CD-Player, in pratica tutti gli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta.

Il primo approccio è quello di reperire apparecchi da collezionare, che siano originali al 100% e che mantengano perciò inalterato nel tempo tutto il loro valore storico-filologico ma allo stesso tempo siano in grado di funzionare ancora in maniera ottimale, nonostante i vari decenni sulle loro spalle. Molti di questi, perciò, possono essere componenti da posizionare “in vetrina” e godere del ritorno emozionale che essi siano in grado di trasferire,  altri invece possono essere impiegati con grande soddisfazione così nello stato in cui si trovano. Dipende come sempre dalla loro qualità di costruzione. Mi riferisco ai vari brand storici, marchi illustri che hanno contribuito a determinare la Storia dell’Audio. E’ un obiettivo “nobile” atto a preservare nel tempo queste memorie del passato hi-fi per non farle cadere nell’oblio.

 

Il secondo approccio invece è quello di ricercare il vintage classico perché si è convinti che esso possa ancora giocarsi le proprie chance (rispetto a componenti moderni) e quindi possa funzionare molto bene anche interfacciato in impianti audio attuali. Oltretutto la ricerca è figlia anche del loro costo che risulta molto più abbordabile e non arriva certamente ai prezzi alle volte esagerati delle apparecchiature vendute oggi giorno.

E’ normale dedurre che per un impiego continuo e costante di tali apparecchi vintage sia necessario intervenire, avendo come obiettivo sempre un restauro conservativo e filologico dei componenti sostituiti. Occorre, infatti, ridare “energia” e mettere in sicurezza gli elementi più critici. Parlando di elettroniche, per esempio, oggetto di attenzione saranno le valvole o i transistor oppure i trasformatori o ancora la componentistica passiva.

Considerando i diffusori, occorrerà verificare le membrane degli altoparlanti, lo stato dei cross-over e via dicendo.
image.thumb.png.7e97a1e9492650d0426eafec26097374.png

Questi due approcci sono altamente soggettivi e qualunque dei due venga adottato, la scelta definitiva dovrà portare alla massima soddisfazione del proprietario. Dipende solamente dall’appassionato di musica, infatti, sapere che cosa voglia e qual è la sua filosofia di pensiero.

Io stesso possiedo componenti  hi-fi vintage che utilizzo quotidianamente, i quali sono stati revisionati e perciò sono in grado di riprodurre la musica in maniera corretta (come piace a me) ed allo stesso tempo ho una nutrita collezione di apparecchi vintage, non restaurati, che conservano intatto tutto il loro valore storico-costruttivo e sono comunque ancora capaci di offrire una riproduzione eccellente della musica riprodotta.

Sono apparecchi a valvole oppure diffusori storici o giradischi di altissima qualità che per la loro stupenda progettazione e costruzione inducono a concrete riflessioni  sul “perché” l’evoluzione audio non abbia avuto, secondo il sottoscritto, molta ragione di successo in questi ultimi decenni! Un Radford STA-15 Serie III del 1964, un Marantz 8B del 1960 oppure un giradischi Garrard 401 del 1972 od ancora un diffusore Tannoy Lancaster Monitor-Gold del 1970, sono esempi eclatanti di un’ottima ingegnerizzazione audio e di un’altissima scuola di pensiero tuttora insuperata!

 

Diffidate di chi sostiene per ignoranza (nell’accezione letterale del termine: che ignora, che non conosce) o per strani pregiudizi o peggio ancora perché in malafede per propri malcelati interessi che i componenti hi-fi del passato siano dei “rottami” e quindi non riescano a mostrare tutto il loro antico, e nello stesso tempo moderno, valore sonico. Essi sono totalmente in errore. E questo lo posso affermare data la mia esperienza e convivenza pluridecennale con questi affascinanti oggetti.
 

image.png.a0fae405b0d36b2a1fb6a0b2e91af731.pngAlcuni, poi, riducono il tutto alle misure: si basano cioè solamente sulle misurazioni tecniche dei vari apparecchi come se queste potessero spiegare  tutto o quasi delle “alchimie audio” e fossero in tal modo da considerarsi una sorta di “vangelo”.

Non considerano, cioè, che la buona riproduzione musicale sia formata da un mix di fattori combinati fra loro come l’ambiente, l’interfacciamento dei singoli componenti, la posizione dei diffusori, l’utilizzo di circuiti e di materiali di qualità, ecc. Le misure elettriche sono utili ma non sono fondamentali!

 

Se fosse vero  e dipendesse solo ed esclusivamente dalle misure elettriche, non si spiegherebbe come mai il trasformatore di uscita di un finale a tubi come  quello del Radford  STA-15 presenti caratteristiche tecniche eccellenti  mentre quello del leggendario Leak TL 12 Point-One (foto in copertina) risulti molto scarso alla prova del banco di misura. Eppure il Leak TL 12.1 viene considerato, a ragione, da decenni  e da tutti gli appassionati del mondo come uno dei migliori amplificatori mai costruiti nella Storia dell’hi-fi per la sua stupenda musicalità e qualità di riproduzione!

 

Fidatevi quindi, come ho sempre fatto io, ciascuno del proprio orecchio e della propria sensibilità  e cultura musicale.

di Pier Paolo Ferrari

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15 Comments


Recommended Comments

 

 

sono d'accordo con te, da possessore di un garrard 301, ho iniziato ad avvicinarmi a componenti vintage, ho da poco acquistato una coppia di fullrange GOODMANS axiom 201 che monterò in open baffle.

il prossimo acquisto ORTOFON SPU

se alcuni oggetti (SPU, denon 103, garrard 301-401, thorens 124, emt930, leak, rogers ecc..) sono ancora ricercati e spesso, a furor di popolo, rimessi in produzione un motivo ci sarà

 

 

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Interessante blog ...

Non mi sono mai avvicinato al vintage, ma, è da qualche tempo, che ci sto pensando.

In fase di ultimazione del mio impianto principale, sto valutando di farmi un secondo piccolo impiantino vintage, da lasciare momentaneamente a casa della mia compagna, per motivi di spazio. Niente di che, un amplificatore integrato, possibilmente Marantz, perché è stato il mio primo ampli nell’80, dei diffusori AR o JBL, ma dipende da cosa trovo ... e un giradischi, ma qui non saprei proprio (Thorens?). Diciamo che vorrei stare nei 1000€ per il tutto, sto guardando da un po’ online, per capire che cosa a che prezzo si trova e in che stato. Comunque, a prescindere da questo, adoro l’aspetto di molti prodotti vintage, e il loro suono, quando è caldo e pastoso. Invidio un po’ chi nel corso dei decenni, ha collezionato questi apparecchi, per me, oggetti da preservare nel tempo, come un’ auto antica.

Insomma, sarà forse perché sto invecchiando ... ma, il vintage mi affascina, più che certi prodotti nuovi. 

Roberto

 

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Il fascino estetico dei componenti e casse anni 70 per me non ha eguali: per questo ho scelto il vintage per il mio nuovo impianto! 

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Io sono sempre stato un assertore della modernità a tutti i costi, convinto che l'evoluzione tecnologica in atto portasse miglioramenti sostanziali. Solo da pochi anni mi sono accorto dell'errore scoprendo apparecchi vintage che suonavano e suonano davvero bene, sia a livello assoluto per molti oggetti top di gamma del passato, sia per il rapporto qualità prezzo di molti apparecchi che possono anche essere "aggiornati" mantenendo possibilmente una completa reversibilità e raggiungere risultati sonori inaspettati. Da qui è partita una passione per le valvole (per me inabbordabili quando uscirono i primi Audio Innovations), per i grandi sistemi classici a tromba (Klipsch, Altec, JBL) e poi per i giradischi Thorens, che amo restaurare, o, ove non sia possibile, aggiornare o addirittura trasformare. Con piccoli aggiornamenti e un poco di diy, un semplice Thorens 16x può raggiungere sia una piacevolezza estetica e d'utilizzo ineguagliabile, sia risultati sonori ben superiori a apparecchi contemporanei dal costo a volte 10 volte superiori. Sono diventato "Vintage" anche io, e in onor di ciò ho pure allestito un teatro "vintage" dove suonano vecchie Electrovoice, VoTT e Klipsch, stadi di guadagno a valvole e trasformatori per microfoni, uniti a moderni ampli in classe d, regie digitali etc. Il risultato, sopratutto per merito delle vecchie EV, è stupefacente e molto gradito alle compagnie. Il vintage non è intrinsecamnete superiore al moderno, affatto... solo che l'equivalente moderno di un apparecchio top dell'età dell'oro è spesso spaventosamente costoso, e facendo spesso paragoni, non così più performante. E' indubbia l'evoluzione sia tecnologica che filosofica su determinati componenti elettronici, quali i condensatori, la classe d, i dac, ma non su altri. Dunque Vintage si, ma per ascoltare bene, anche se a volte anche per godere di "un certo fascino" che gli oggetti attuali no sempre hanno

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Sono giovane,ho solo 25 anni,ma non ho mai amato (almeno non in tutti i casi) il moderno,i miei impianti sono tutti vintage e (salvo qualche pezzo nuovo necessario) lo preferisco di gran lunga. L magia che,secondo me,si può trovare con una bella accoppiata come RCF BR1580 + Sansui 717 + Garrard 86sb (cito questi perché sono pezzi che ho e conosco molto bene ormai) e magari un bel tuner vintage,non l'ho mai trovata in nulla di moderno. Oggi tutti rincorrono la perfezione assoluta con DAC che frullano a 1000000000 kbt,convertitori e regolatori di tensione che una volta non esistevano,musica liquida che vuole però avere la "VINYL QUALITY" e roba varia,francamente non è che io ci creda molto a ste paturnie qua. Ok che di sicuro un paio di di Indiana line 3XA suoneranno completamente differentemente dalle nuove Diva vattela a pesca e le nuove Nautilus saranno molto più precise e forse "corrette" delle Matrix 801,ma a mio modesto parere non avranno mai il fascino delle loro "nonne". Sono nato con un paio di KEF Coda SP1034 abbinate ad un Pioneer SA-5300 con la radio Pioneer TX-6800 (CHE ERANO DI MIO PADRE) più una doppia piastra che non ricordo il modella ma sempre Pioneer ed un equalizzatore da 2 lire preso da me a 10 anni in una bancarella,che sporcava solo il suono,ma il bello era smanettare con questi controlli,cambiare i parametri dei DB e tirare su i King Crimson (che i miei coetanei non sanno minimamente chi siano) in 33 giri ed ascoltare,punto. Oggi nessuno delle nuove generazioni potrà mai capire che cosa voleva dire divertirsi in quel modo,dal 2000 ad oggi hanno rovinato tutto con sti ca**o di sistemi compatti che basta che scegli l'equalizzazione "rock pop flat ecc" e suonano i vari trapper e rapper del momento. be',forse io sono nato nell'epoca sbagliata,ma io ho un solo motto : " BECAUSE VINTAGE IS COOL" 

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Scusate, e con questo mi rivolgo a tutti gli utenti fino ad ora sono intervenuti in questa sala @plinth art ,@iBan69 ,@MixToshiba2 , @Stel1963 ,@Pucci ; ma vi siete resi conto che state colloquiando con un utente che ha postato il suo scritto il 2 gennaio 2014 ( diemilaquattordici ) !?!!! e che se per curiosità aveste dato un'occhiata al suo profilo, avreste constatato come iscritto dal 2014 ( duemilaquattordici ) ?!!??? e come ultima sua visita MAI 😲.

No, scusate, ma c'è qualcosa che non mi torna, troppe cose che non mi tornano. 😞

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  • Administrators

Si tratta di materiale di archivio, sia il testo che i commenti sono del 2014. Il "mai" è logicamente riferito al post incendio.

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Un doveroso ringraziamento alla redazione per aver recuperato questi interessanti interventi. 

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@tapesrc vedi… questa è una delle cose più interessantindel forum.  Se voglio “parlare” con qualcuno, lo faccio dal vivo, ontramite whatsapp o anche a volte sui forum.  Ma un forum contiene tonnellate di vecchi interventi che rappresentanonesperienze ed opinioni preziose, a cui aggiungere le proprie.  Per vecchio che sia, un thread che contiene informazioni ed opinioni in cui ti riconosci o da cui ti discosti non è mai “vecchio” ma anzi attuale.  Beh, io almeno la penso cosi.   

  • Thanks 1
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8 ore fa, tapesrc ha scritto:

c'è qualcosa che non mi torna, troppe cose che non mi tornano

fantomas.jpg?fit=650,387&ssl=1

Per cena dovresti evitare la peperonata, poi fai brutti sogni.

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6 ore fa, iBan69 ha scritto:

cari estinti

Cosa vuoi che siano sette anni per un Leak TL 12 Point-One? 🙂

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L'articolo VINTAGE, CHE PASSIONE, l'ho scritto nel 2014 quando ancora ero registrato al forum VIDEO HI-FI.

Poi ho abbandonato il forum e ne ho creato un altro, uno mio.

 

La pubblicazione del mio testo è stata fatta da parte dell'amministratore di questo forum, a mia insaputa.

 

Cordialmente, 

P.Paolo Ferrari - Audiovintagehifi

 

P.S.

il caro estinto è vivo e vegeto, tanto per tranquillizzare un pò tutti...!

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  • Administrators

Ciao @Albatros Melius è il proseguimento di VHF. Il post, originariamente in Open Journal, è sempre stato on line. Il presente è un restore dovuto al ben noto incidente. 

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