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Technics SP-10MK2, restauro e completa revisione di un giradischi top


BEST-GROOVE

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Finalmente posso dire FINITO!

Il protagonista del 3ad è stato l'apripista di quelli che andrò successivamente a restaurare avendomi permesso di conoscere finalmente a fondo e non solo sulla carta tutti i particolari che rendono questo giradischi professionale utilizzato in moltissime radio di stato e famosi studi di registrazione prima e ad uso casalingo poi, apprezzato e ricercato nel mondo; il livello di costruzione e dispendio di materiali pur nella estrema semplicità e compattezza era stato pensato e sviluppato senza badare a spese, mentre rimane qualche domanda sul perché l'elettronica distribuita su quattro schede non fosse stata integrata maggiormente, ma tant'è. 0.thumb.jpg.5dd0fd68efc54aee518c284e45a4e646.jpgA mio avviso l’elettronica di cui questo gira è dotato, la ritengo più complessa secondo la mia piccola conoscenza rispetto ad altri giradischi dell'epoca aventi le stesse funzioni; devo aggiungere che prima dell'avvento del successore (SP-10MK3) fu prodotta una versione aggiornata dopo questo modello commercializzata senza far clamore... praticamente un up-grade chiamato MK2A durato il tempo di una meteora il quale integrava tutta quanta l'elettronica in un unica compatta pcb dalla componentistica ridotta pur mantenendo in tutto e per tutto sia la stessa estetica esteriore del MK2 che le stesse identiche funzioni e specifiche tecniche, praticamente gli ingegneri che hanno lavorato al progetto MK2 erano riusciti ad integrare, semplificare e compattare tutto quanto durante la migrazione da questo al MK3.

 

La carteggiatura

 

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Ma bando alle chiacchiere e passiamo alla storia di questo restauro durato diversi mesi o meglio un'anno utilizzando il tempo libero, il giradischi è stato smontato com-ple-ta-men-te pezzo per pezzo, vite per vite, partiamo dall’inizio per chi avrà pazienza e voglia di sobillarsi il lungo brodolone.

 

Smontato in ogni sua parte procedo con la carteggiatura togliendo quello che resta della vernice trasparente di protezione che veniva applicata di serie, questa con gli anni tende a sollevarsi e ad assorbire l’umidità creando ossidazioni e bolle a più non posso intaccando e macchiando l’alluminio sottostante, pertanto il telaio diventa brutto a vedersi e antiestetico.

Porto a liscio anche la spazzolatura eseguita dal fabbricante che è irrimediabilmente intaccata dall’ossido e da indelebili aloni, dopo di che in attesa di scegliere una tinta appropriata passo al cuore del giradischi ossia il motore.

Il motore


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Questo aperto inizialmente per constatare l’usura della pastiglia anti attrito e valutare se sostituirla con una nuova mio malgrado fui costretto successivamente a smontarlo del tutto per effettuare un serraggio delle viti che fissano anche da sotto la doppia bobina del controllo tachimetrico in quanto inspiegabilmente si erano allentate creando un movimento rotatorio ingiustificato e non tollerato.




 

 


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A sinistra, il perno che supporta la pastiglia anti attrito dove va a contatto con la sfera reggispinta.
La pastiglia scavata al centro indica che si è usurata e sarebbe opportuno sostituirla, volendo potrebbe durare ancora del tempo ma meglio non correre rischi.

 

 

 

 

 

 



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Approfittando di questa revisione straordinaria sono stati rimossi e puliti a fondo i residui di olio dal manicotto e verificato che perno e la sfera reggispinta fossero sani, senza ammaccature o rigature di sorta; perfetti!

 

Tolta la pastiglia reggispinta andrò a sostituirla.












 

 

 

 

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Le due pastiglie messe al confronto: vecchia e nuova.




 

 

 

 

 

 


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Una stranezza del motore è la targhetta che riporta la data di produzione (21 agosto 1987), praticamente costruito 6-7 anni dopo la cessata produzione del MK2. Dubito che l’intero giradischi sia stato assemblato in quell’anno, forse il motore è stato sostituito; comunque la data di produzione rimane un mistero di cui non ci sarà mai risposta nel senso che, suona strano pensare che i motori sono stati prodotti anche anni dopo che il giradischi ha cessato la produzione, purtroppo sul web non ho mai trovato nessuna indicazione in proposito.


A distanza di tempo (e lo aggiungo ora) qualche tempo dopo scoprii per una serie fortuita di combinazioni che un’australiano conosciuto su un forum estero possiede lo stesso giradischi avente il motore costruito lo stesso giorno del mio e pure con i seriali delle pcb vicinissimi alle mie quindi è possibile affermare che almeno due SP-10 gemelli sono stati assemblati e finiti lo stesso giorno di un mese del 1987 probabilmente su commissione visto l’uscita di produzione già da qualche anno prima.

 

La pulsantiera

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Pure la pulsantiera è stata smontata del tutto, operazione necessaria per appurare l’efficienza degli switch e poter togliere la sporcizia accumulata con gli anni.


A sinistra, la pulsantiera prima dello smontaggio totale per la pulizia  con macchina ad ultrasuoni di ogni singola parte.


Una volta smontata del tutto mi son ritrovato un mare di pezzi tra vitine, dadini, rondelle, micro molle, vetrini trasparenti, pulsanti e altro.
 

 


8.thumb.jpg.15d073dea001faa2ea7e6793ed4e9eda.jpgIl tastone start-stop è stato scollato per poterlo sistemare in quanto presentava alla vista degli piccoli ma antiestetici avvallamenti, si noti al centro del supporto sottostante il tastone la finezza di chi ha progettato questo giradischi: una micro vite permette di regolare l’altezza (e quindi la reattività) avvicinando o allontanando il tastone ed il suo supporto dallo switch sottostante, una molla (non visibile) provvede ad ammortizzare la corsa. In origine la pulsantiera unita dalla minuteria (viti e bulloncini) contempla pure delle rondelle spezzate anti svitamento, queste ultime erano ulteriormente fissate con del collante alle loro sedi probabilmente per evitare cadessero con il rischio di perderle nel rimontaggio; per la minuteria ho risolto con del frena filetti ad adesività media oltre alle ri-applicazione delle rondelle spezzate dove erano contemplate.

 

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Forse mi stupisco per nulla ma mi risulta incredibile come la vecchia scuola rispetto ad adesso sviluppasse gli assemblaggi; notare le micro vitine diametro M1,8 a tenere tutti i pezzi uniti assieme, a differenza di tastiere attuali dove in una unica fusione plastica ottengono il prodotto finito o semi finito e se si stacca un tastino dal suo posto son dolori... qui no.

L’uso delle piccole molle visibili in foto aiutano i pulsanti a rendere la corsa morbida... ho notato che anche senza queste, tutti i tasti funzionavano comunque bene ed il “click” era ben avvertibile grazie alla resistenza degli switch,  considerato che per un motivo le hanno messe ovviamente le rimetto al proprio posto.



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Per finire è stato necessario rinfrescare le scritte 33-45-78 sbiadite con il tempo cercando la tinta più simile all'originale, poi si potrà procedere con il rimontaggio.



 

 




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A sinistra, la pulsantiera assemblata.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le schede


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Prima di iniziare con la sostituzione di tutti gli elettrolitici ho provveduto ad una modifica riguardante la staffa di connessione il quale presenta un connettore mai visto prima rispetto a quanto si è abituati a vedere di serie su questo giradischi, sicuramente un connettore simile era destinato a qualche radio di stato o studio di registrazione.
Da quel che so non si tratta di un giradischi prodotto per la BBC che adotta connettori simili ma non uguali, per capirci di più una approfondita ricerca in rete non ha portato a nulla.

 

 


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Conseguenza di ciò, visto che un connettore simile non mi serviva a nulla, ho voluto sostituire l’intera staffa e connettore con una tradizionale che contiene il solito morsetto di massa e la connessione per il telecomando a filo adeguando i cablaggi alla nuova modifica uniformando il giradischi alla versione standard.
A sinistra, prima.

 

 

Approfittando della rimessa a nuovo ho voluto sostituire anche il cavo di alimentazione 4 poli originale che arriva al giradischi in quanto rigido e poco flessibile con uno commerciale (nulla di hi-end) nettamente più morbido rivestendolo con l’immancabile calza in poliestere protettiva.

 

 




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Cambiate in quanto danneggiate e ossidate anche  le calze delle masse insieme alle relative guaine di protezione trasparenti, ingiallite a causa degli anni. 

A sinistra, dopo.

 

 

 

 

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Smontato, disossidato e lucidato, contatti interni ed esterno, il connettore di alimentazione prima di procedere alla saldatura del nuovo cavo.

 






 

 

 

 

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ll piatto è stato pulito di tutto punto e lucidato a specchio sul bordo;  per far questo e stato carteggiato insistentemente con della carta abrasiva finissima per asportare tutta l’anodizzazione e solo successivamente a più passate utilizzato il tampone rotante e pasta abrasiva per portarlo alla lucidatura voluta.

 

Una passata finale con cera ai nanopolimeri dovrebbe garantire protezione all’ossidazione per lunghi periodi.

 

A sinistra, prima della lucidatura...

 


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... e dopo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Anche il coperchio inferiore, avendo la finitura estetica rovinata, è stato verniciato come da origine in due passaggi.... nero opaco all'interno e nero goffrato all'esterno ma in questo caso mi son fatto furbo; non l'ho carteggiato per portarlo a ferro vivo ma sabbiato, in poco tempo era bello che finito pronto per partire con la verniciatura.


 

 

 

 


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Il risultato è superiore alle aspettative. 
Il fondello con il tappo motore e piedini appena applicati in attesa delle targhette e del seriale che verranno applicati a giradischi finito.

 

 

 

 

 

 

 

 

L'assemblaggio

 

Inizia l'assemblaggio… lampada strobo, torrette e il montaggio prosegue
 

19.thumb.jpg.478ae5e6cacdb887e1803d6bc27c9bba.jpg                                     24.thumb.jpg.a06f77183b0a8515cec3169f1defcf0a.jpg

 

 

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Ridipinto anche il coperchio copri freno che non era in condizioni estetiche presentabili

 

I supporti blu in poliuretano espanso sono stati provvidenziali per rimontare tutto tenendo sollevato il giradischi ad una altezza adeguata affinché capovolto per il montaggio delle parti il perno non cozzi contro il piano.

 

 



20.thumb.jpg.08e7d15952097a24672080871018ac98.jpgMentre i supporti adesivi in nylon che mantengono in ordine i cavi non sono ovviamente originali; li ho voluti utilizzare in quanto i cavi sono sì raggruppati in fasci ma lasciati liberi di sbatacchiare dove gli pare e non mi stava bene una soluzione del genere; qualcuno sostiene che il biadesivo di cui sono dotati questi tipi di supporti non tiene staccandosi con il tempo, mi sono limitato a sostituirlo con uno tenacissimo, vedremo se il tempo mi darà ragione.

 

Lucidate per il piacere di farlo sia le flange in alluminio sia le torrette in ottone ossidate con il tempo, riportandoli al loro splendore originale (forse non dureranno a lungo ma non importa).                                                                    

 

 

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La targhetta in basso a sx riporta come promemoria marca e codice colore servito per la verniciatura.

 

 


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Anche il motore e le singole schede riportano un bollino con la data della sostituzione condensatori con revisione generale come promemoria.







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Come scrissi all'inizio, oltre alla sostituzione degli elettrolitici, mi sono preoccupato di rendere esteticamente accettabili le schede raddrizzando o risaldando la vastità di componenti (transistors in primis) inseriti fastidiosamente storti e risaldando quelli inseriti sbilenchi... adesso sembrano tutti rigorosamente in ordine non trovate?  





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Il tasto start-stop di cui accennavo all’inizio è stato “ribattuto” dall’interno dagli avvallamenti dovuti a dita troppo pesanti e maldestre, ora è tornato nuovo e privo di ogni difetto estetico.






 

 

Uno strano sgabello

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L'idea e la realizzazione di un supporto per facilitare l'assemblaggio e per effettuare le necessarie tarature purtroppo mi venne a giradischi “quasi” ultimato, ma tornerà comodo per il restauro degli altri SP che aspettano impazienti di passare per le mie mani.
Quindi nei ritagli di tempo l’ho realizzato utilizzando il telaio di un secondo SP-10MK2 per le misure, in attesa di passare ad un successivo restauro.
Con vari listelli di legno come materiale e il telaio del giradischi come dima ho proceduto a tagliare i pezzi a misura ed assemblarlo.

 

 



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Alcuni particolari del supporto dedicato agli SP-10, le parti nere sono in gomma affinché non sorgano abrasioni appoggiandoci sopra un telaio verniciato.




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Il giradischi in attesa di montare ancora alcuni particolari prima di passare nelle mani del tecnico per le tarature.



 

 

 




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La grande flangia che solleva di qualche millimetro il motore non è quella originale ma traendo spunto da essa è stata fatta ex novo in modo da permettere il trasporto sicuro ed evitare che il perno con i sussulti sbatta sul fondo danneggiando pastiglia anti attrito e sfera; ovviamente il piatto non andrà montato sopra.

 

Il giradischi è terminato, non mi sono fidato ad accenderlo in quanto non mi è stata confermata la funzionalità da parte di chi me l’aveva ceduto, una volta imballato a dovere sarà pronto per il check finale e le tarature necessarie.

 



L'alimentatore 

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Tra un lavoro e l’altro ovviamente non ho voluto trascurare l’alimentatore che necessitava di uno smontaggio completo, riverniciatura a nuovo degli scatolati, pulizia a fondo e recap se necessario, rimontaggio e controllo finale.

 

 

 

Dopo aver staccato con le dovute cautele tutti gli adesivi aiutato da piccoli escamotages per evitare danni...

 

 

 


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...ho provveduto a smontare tutto quanto per procedere a carteggiare gli scatolati e riverniciarli. 



 

 

 




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Riguardo il rimontaggio ho provveduto a tagliare i cavi a misura in quanto abbondantemente lunghi avendo comunque accortezza di non accorciarli troppo in modo da poter effettuare nel caso ce ne fosse bisogno una corretta manutenzione allontanando le schede dal contenitore e fascettandoli  a distanza prestabilita.
 

 





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Ho approfittato anche della sostituzione del cavo di alimentazione con un cavo più morbido e più lungo di quanto ho trovato in questo alimentatore inguainato dalla solita calza in poliestere; concludo con i bollini riguardanti la data del recap e check come promemoria futura.







 

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Una volta assemblato il tutto ho regolato le tensioni come da service manual e riapplicato gli stickers originali già preparati in anticipo con l'eliminazione del vecchio adesivo sostituito da un nuovo collante.

 

 

 

 


 

 

 

 

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Infine ho voluto applicarci dei piedini in alluminio anodizzato decisamente più belli e con più grip rispetto agli originali che si presentavano come dei semplici dischetti di gomma dura.






 



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l’ alimentatore finito.

 

 

 

 

 

 

 





Tarature e messa a punto finale

 

Terminato anche l’alimentatore e non possedendo un variac con attrezzatura adeguata, dovevo cercare a chi affidarlo; chiedendo in giro informazioni con il rischio di spedirlo in chissà quale parte del paese, nemmeno mi passò per la mente che il tecnico l’avevo praticamente sotto casa con una conoscenza di questo modello elevata avendone in passato fatta manutenzione e riparati parecchi.

Affidandolo a chi li conosce come le sue tasche, con amore e competenza è stato riportato praticamente come le specifiche di mamma Matsushita indicano, anche se all’inizio erano sorti alcuni problemi.

Infatti all’accensione i guai iniziarono a manifestarsi in modo evidente; in pratica il giradischi non voleva saperne di avviarsi o si avviava solo intervenendo con una spinta della mano sul piatto, mentre a giradischi “caldo”  l’avvio era regolare. 

L’esperienza l’ha fatta da padrona individuando rapidamente il guasto nel solenoide che coinvolge il freno; questo presentava alle misure valori non conformi, e lavorava sotto tono scompensando in qualche modo il circuito che lo pilota; una volta sostituito, il funzionamento e l’affidabilità sono stati ripristinati ad hoc rendendo necessarie solo le tarature richieste dal service manual.

 

A questo punto ho voluto affidargli tutte le pcb (in pratica una ventina comprese quelle di riserva) degli altri SP-10 accantonati che possiedo, al fine di scremare le sane dalle guaste, far riparare queste ultime e, una volta riportate in vita, predisporre tutte quante per una prima taratura, in seguito su suo consiglio andranno tarate di fino sui propri motori e giradischi terminati i restauri.

Ne uscirono diverse pcb guaste (come immaginavo) le peggiori furono quelle riguardanti la parte logica zeppe di integrati di cui parecchi saltati, senza perdersi d’animo è riuscito a ripararle e farle funzionare tutte quante sostituendo dove necessario gli integrati non funzionanti.

La peggiori neanche a dirlo erano quelle abbinate all’ SP-10 pescato in un fiume... riparata la pcb della logica con diversi integrati sostituiti e la drive... ci sarà un post in un futuro anche per questo giradischi quando sarà completato.

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taratura dei 33 giri




 

 



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taratura dei 78 giri






 

 


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e di conseguenza automaticamente si ottiene anche quella dei 45 giri






 

Sostituita pure la lampadina al neon che dava una luce fioca e funzionava per metà della sua lunghezza illuminando solo un paio di tacche stroboscopiche... purtroppo originali non si trovano più quindi è stata sostituita con due lampade neon (NE2H) più luminose delle NE2 ed integrate all’interno di un bulbo di vetro ricavato da delle fialette farmaceutiche... un lavoraccio che non sono riuscito documentare ma visto che potrebbero servimene ancora non mancherò di farlo.

 

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adesso è tutto ok

 








 

 

Il giradischi riconsegnato è stato ricomposto, applicati gli adesivi rimanenti compreso il seriale ed ora rimane in attesa di un adeguato plinto.


Finito

 

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Fatto 30, adesso facciamo 31
 

In attesa di ideare un plinto o trovarne uno originale in ossidiana mi sono preoccupato di come proteggere al meglio il giradischi e il suo alimentatore per evitare possibili danni; dopo aver pensato come risolvere il problema ho concluso che mi sarebbe servito un imballo su misura per questo e per gli altri gemelli che in futuro dovevo rimettere a nuovo.


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Trovati degli imballi in cartone identici e abbastanza robusti il problema nacque su come imbottirli al meglio… ci voleva del polistirolo tagliato e sagomato a misura e per fare questo necessitavo di un attrezzatura per tagliarlo, attrezzatura che non era il caso di comperare ma piuttosto utile ed economico era farsela da soli.

Così complice questi giorni del ponte lungo mi son costruito un tavolo per poter tagliare a caldo il polistirolo in modo da poterlo sagomare su misura all’interno delle scatole di cartone che mi ero procurato... un guscio protettivo che dovrebbe tenere al riparo il giradischi per diverso tempo.

 

 

 

 

 

 



 

  

  


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Attingendo da quanto avevo in casa, ho recuperato un ripiano che avanzava da tempo in cantina, un trasformatore da esterno per luci di natale, uno spezzone di filo elettrico, interruttore, connettori e poco altro, completando il rudimentale arnese da taglio; dopo qualche insuccesso causa un filo armonico di spessore troppo elevato che non scaldava a dovere ho trovato la giusta combinazione con del filo specifico per il taglio del polistirolo... quindi sono partito con la realizzazione degli imballi.
 

 

 

 

 

Procurati dei pannelli di polistirolo di vari spessori e calcolando l’altezza dei cartoni sono partito sagomando le 4 parteti laterali ed un fondo da 4 cm. utili per supportare giradischi e alimentazione senza sfasciarsi, il tutto separati da un grosso pannello amovibile e non fisso, necessario per permettere l’introduzione e estrazione del giradischi con facilità.

Purtroppo gli ingombri risicati dei cartoni mi hanno limitato parecchio nelle scelte facendo sorgere non pochi problemi; innanzitutto non ho potuto inspessire le pareti laterali più del dovuto comunque a mio avviso sufficienti e sempre per lo stesso problema ho dovuto sagomare il polistirolo in alcuni punti perché l’interruttore dell’alimentazione andava a cozzare inevitabilmente contro le parteti... pure i cavi fissi non riuscivano a trovare posto al piano di sotto per cui era necessario per forza di cose trasferirli al piano di sopra... da qui nacque appunto l’idea di sagomare a mezzaluna due lati affinché riescano a passare al piano superiore.

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Fissati saldamente tutti gli appoggi con del vinavil il piano terra era terminato.
 

 







 

 


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Per il secondo piano la lavorazione è stata più complessa in quanto
andava considerato lo spazio sia per i cavi che per il piatto diviso il tutto da paratie per evitare contatti e sbatacchiamenti. L’inizio della applicazione dei fianchi dopo aver sagomato il piano di appoggio a misura.
 

 

 

 

 

 

 

 

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 a metà della realizzazione       







 


                                                                                                         

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rinforzi a triangolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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 applicazione dei rinforzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 


   
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il piano superiore finito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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a questo punto riempio gli spazi partendo dal piano inferiore                             

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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colloco il piano superiore e appoggio le rimanenti parti










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…e applico il coperchio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una nastrata alla chiusura e adesso può starsene tranquillo per tutto il tempo necessario a completarlo di plinto e braccio.

Al prossimo restauro....stay tuned! :classic_wink:

 

  • Melius 16
  • Thanks 3

18 Comments


Recommended Comments

Complimenti @BEST-GROOVE, si vede tanto che ti piace questa serie di giradischi Technics! 

Anche a me, molto, infatti questo è quello che mi regalerai per la mia laurea giusto? 🤣

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  • Moderators
58 minuti fa, azn131 ha scritto:

infatti questo è quello che mi regalerai per la mia laurea giusto? 🤣


se prendi 121 con lode uno sarà tuo.  :classic_biggrin:

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Complimenti, che lavoro hai fatto. . . Bellissimo!

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  • Moderators

Un lavoro ciclopico...degno di un restauratore di opere d'arte...complimenti 👍

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Comlimentissimi!!

Sei veramente molto meglio di alcuni "professionisti"

Ti ammiro molto.

E' stato il giradischi che da giovane mi ha fatto innamorare di questa passione

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Buongiorno, Che dire.... Da restare senza parole... With compliments....

Ora il plinto... Che sia all altezza di tale meraviglia. .. 🥰

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  • Moderators

Grazie a tutti dei commenti.....cercherò nei limiti del possibile di continuare a stupire con altri effetti speciali. :classic_laugh:

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Super ! Oltre a far tornare l'sp10 come nuovo. Anche un imballo a regola d'arte!

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