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Melius Club

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  1. What's new in this club
  2. Si Gigi, le 81 e le 83 montano un unico pannello, largo, singolo nella 81 doppio sovrapposto nella 83. Il risultato le penalizza entrambe poichè assumono una direttività orizzontale assoluta, basta spostare la testa di pochi cm e si va fuori fuoco. Verticalmente va un po' meglio ma non di tanto, tant'è che in entrambe è possibile l'inclinazione per centrarle sul punto di ascolto. A parte l'efficienza da delirio che ne limita specie nella 81 il livello di ascolto massimo raggiungibile. Risoluzione e naturalezza comunque molto simili alle ESS6a Presto una analisi costruttiva dei pannelli usati nella serie ESL, ho la fortuna di averne alcuni "sezionati" ti posso garantire che la lavorazione degli statori è difficilmente spiegabile rapportata al fatto che questi sono stati costruiti 50 anni fa !! Ciao Valerio
  3. gigi60

    Stax loudspeakers ESS6 a

    Ciao Valerio, ho sentito per bene con i miei dischi di riferimenti le F 83 X,pilotate do pre e finale Acoustat,buoni ma niente di che. Il risultato e' a dir poco strabiliante. Una trasparenza e naturalezza mai sentita Pensi che queste siano meglio?Penso di si per il maggior numero di celle Saluti
  4. Il secondo capitolo relativo alle esperienze condivise riguarda i diffusori Stax. Credo di aver accumulato una discreta esperienza a riguardo avendo avuto modo di testare a lungo i seguenti modelli 1964 ESS6a 88 dB 1W 1 Mt. 25Hz~20kHz 30W (minima) 1981 ELS-F81 73 dB 1W 1 Mt. 40Hz~21kHz* 180W * -10 dB 1987 ELS8X-BB 81 dB 2W 1 Mt. 35Hz~25kHz 200W 1989 ELS-F83X 80 dB 2W 1 Mt. 35Hz~20kHz 180W e sono appena entrato in possesso delle ESL6a del 1976 di cui al momento non sono riuscito a reperire le caratteristiche Ciò che accomuna tutti i diffusori sopra citati è il dato di efficienza a livelli tra i più bassi mai misurati e che potete vedere sopra. Fatta eccezione del primo progetto che vanta un dato molto elevato in assoluto per questa tipologia di diffusore, le altre si attestano abbondantemente sotto agli 80 dB metro con 1 watt applicato. La struttura delle celle della ESS6a è differente da tutti i modelli che sono seguiti e questo è forse uno dei motivi per cui il dato di efficienza è così clamorosamente distante. La serie ESS è l'opera prima del costruttore Giapponese e comprendeva tre modelli ESS3, 6 e 12. In realtà la 12 fu la prima versione di quella che poi diventò la ESS6a e fu realizzata solo in pochi esemplari a scopo sperimentale. La ESS6a risale al 1966 e, per quanto mi riguarda, riproduce in modo tuttora insuperato le frequenze dai 50 Hz in su. Destinata al mercato interno, mai arrivata in Europa, di impossibile reperibilità sul mercato vintage per diversi motivi, tra cui quello di essere in molti casi passata di mano svariate volte e finita non di rado ad acquirenti che non ne capivano i limiti e pretendevano di ottenere l'impossibile con il risultato di distruggere questi capolavori. Infatti gli unici esemplari che ogni tanto compaiono negli shop Giapponesi vengono venduti come “junk”. Ogni diffusore è composto da 10 celle, otto per la riproduzione di tutta la banda audio sino ad una frequenza che non posso determinare con certezza ma presumibilmente attorno ai 8/9000 Hz, due per la riproduzione da questo punto ai 20000 Hz. L'impedenza è di 8 ohm, ma ne esisteva una versione da 250 ohm a richiesta per essere pilotata direttamente in accoppiamento con un amplificatore a tubi OTL. La potenza minima consigliata è di 30 Watts, la massima non dichiarata ma non mi spingerei oltre ai 100 Watts Le dimensioni sono importanti 1865 x 765 mm. Al di sotto dei traversi che danno stabilità al pannello vi sono quattro sfere ingabbiate che consentono di spostare agevolmente il diffusore. Il peso è di 36 Kg Partiamo quindi con l'analisi di questo modello con il consueto schema che utilizzo: risoluzione realismo/naturalezza dinamica scena sonora (ampiezza, altezza, profondità) riproduzione gamma bassa riproduzione gamma medio bassa riproduzione gamma media riproduzione gamma alta punti di forza punti di debolezza Risoluzione: non ne farei una distinzione a livello di frequenze, tutta la gamma che le ESS6a sono in grado di gestire, cioè dai 40 Hz in avanti gode di uno stato di grazia a livello di risoluzione e microdettaglio senza pari. Non sfugge nulla, anche i difetti più reconditi vengono portati alla luce, un leggero mistracking in una nota di flauto che non avevo mai notato viene messa in luce con evidenza al punto che ho sospettato una staratura dell'accoppiata braccio-testina. Una volta collegati altri diffusori questa è scomparsa, o meglio era sempre presente ma non più udibile. Realismo/naturalezza: le ESS6a non sono diffusori, sono due grandi finestre spalancate sulla realtà dell'evento musicale. Eccettuata la Quad ESL (ma con limiti ben maggiori sotto altri aspetti) non è mai stato prodotto alcun diffusore in grado di “porgere” la gamma di frequenze che è in grado di riprodurre con linearità, con tale grazia, naturalezza e verosimiglianza all'originale. Dinamica: la più dinamica delle Stax che ho avuto modo di provare. Se l'amplificazione lo consente, aspetto che vedremo in seguito, il contrasto dinamico che riescono a riprodurre è veramente degno di nota sino al limite consentito. Si appiattisce un po' a livelli d'ascolto molto bassi ma sboccia ai normali livelli “condominiali” Scena sonora: hai hai, il tallone d'Achille. Vi sono due modalità sfruttabili: tweeter interni o tweeter esterni. Alla fine dopo aver consumato le sfere al di sotto dei piedi ho deciso che nel mio ambiente il tw esterno da l'immagine più ampia e corretta. Va ridotta la distanza tra le due (e aumentata l'angolazione ovviamente) sino a cancellare il buco centrale. Una volta trovata la corretta combinazione l'immagine in larghezza diventa eccellente, molto buono lo spessore mentre lo sviluppo in altezza non va oltre il centro del diffusore. Un brano che uso spesso per valutare la credibilità dello sviluppo verticale della scena è “Everybody Hurts” nell'esecuzione di Karen Souza. Il brano parte con una trama di basso e percussioni forse un po' eccessiva ma quando Karen inizia a cantare, se il sistema è all'altezza, la meravigliosa voce è a un metro e mezzo di quota, indipendentemente dalla posizione d'ascolto. Pochi diffusori riescono a collocarla li dove deve essere, le ESS6a non sono tra questi e non mi capacito del motivo visto lo sviluppo verticale dei pannelli vicino ai due metri, Karen è seduta. Poco male ma io so che deve essere in piedi perché altri diffusori (pochissimi) hanno riprodotto questo. Come altri planari la dispersione orizzontale è molto ridotta, il punto di ascolto ideale, una volta trovato, va a vantaggio di un solo ascoltatore. Riproduzione gamma bassa: i diffusori a gamma intera elettrostatici che scendono sotto i 50 Hz si contano sulle dita delle mani di un falegname. Qualche nome: Acoustat, Audiostatic, Soundlab, Quad 2905 (con gradi riserve sulla qualità) ma soprattutto Tolteque. Le ESS6a pur dichiarando una risposta a partire da 25 Hz obiettivamente arrivano con poca attenuazione a 40Hz. Pertanto non posso mettere un voto pieno alla gamma bassa poiché le prime due ottave non sono riprodotte. Riproduzione gamma medio bassa, media, alta: unisco il tutto poiché i livelli qualitativi sono di eccellenza assoluta. Articolazione, separazione tra gli strumenti, dettaglio, tutto da 10 e lode. Le voci danno quella sensazione di realismo e ricchezza di particolari a un livello tale il cui solo competitor è la ESL 57. Punti di forza: rischio di ripetermi. Già scritto tutto, ma...devo aprire una parentesi sul problema amplificazione. Queste Stax sono una Formula 1 per quanto riguarda i tempi di salita e discesa delle note. Gli accordi di qualunque trama musicale sono riprodotti con una ricchezza di armoniche spettacolare ma nemmeno un millisecondo di coda. Non so se riesco a spiegarmi ma soprattutto sul medio-basso il suono è “asciutto” decolorato. Merito prima di tutto della tipologia di funzionamento dove una grande ma leggerissima membrana si muove uniformemente su tutta la superficie con escursioni minime, e in secondo luogo per via della bassissima distorsione generata, più a livello di elettronica che di diffusore. Questo vantaggio genera di contro uno svantaggio che vediamo nei punti negativi Per i miei gusti musicali al momento le reputo il miglior diffusore mai testato. Per la "botta nello stomaco" esiste molto altro. Amanti del Jazz, voci, orchestra da camera, non cercate l'occasione di ascoltarle, dopo solo notti insonni. Punti di debolezza: Amplificazione. Se avrete la possibilità di trovare questa o altre Stax in perfette condizioni dovete sapere che il percorso è a metà. Trovare un finale di potenza in grado di gestire nel modo migliore questi altoparlanti è complicato. Vi servono 100 watts. Se a stato solido assolutamente in classe A. Se a valvole preferibilmente OTL. I migliori risultati in assoluto con le ESS6a li ho avuti con il DA300 dello stesso brand. Poi con i Mark Levinson ML20, forse, sonicamente, ancora meglio con gli ML2 ma la potenza è insufficiente. Male con KRS 100 Krell (anzi malissimo) meravigliose con i Cello Performance ma troppo potenti, le delicate celle saranno a rischio se vi scappa la manopola del volume, le ESS6a non hanno alcun tipo di protezione. Grandissimo risultato, appena al di sotto del DA300 con lo strano ibrido Melos difficile però da reperire. Ottimo test (ma troppo veloce per una realistica valutazione) con il DR3 VHC di Classè. E qui mi fermo poiché ho esaurito la rosa a mia disposizione. Come avrete capito però serve realmente un apparecchio all'altezza di questi esigentissimi diffusori. Collocazione: sono grandi, non è necessario un ambiente enorme ma serve spazio tra loro, a destra e a sinistra e dietro. Il punto di ascolto può essere ravvicinato lavorando sull'angolazione ma la parete dove sono collocate deve essere almeno 4 metri e vanno distanziate dal fondo di 70-80 cm almeno. Limiti musicali. Evitate l'organo, la sinfonica e il rock. Non sapranno regalarvi le giuste emozioni. Per il resto sono un sogno ad occhi aperti. L'immagine in altezza: stranamente “schiacciata” dato lo sviluppo verticale del diffusore. Importante: le successive ESL6a realizzate un decennio dopo al momento sono in fase di restauro, mi riservo un confronto diretto ma dai primi veloci ascolti devo dire che non vi furono significativi miglioramenti, anzi sotto certi aspetti si tratta di un passo indietro. Valerio
  5. BEST-GROOVE

    Esperienze condivise

    facciamo due va...
  6. oscilloscopio

    Esperienze condivise

    Lodevole iniziativa, un "melius" per te...
  7. Bill

    Stax DA 300

    Ti dirò, parlando di amplificazioni in Classe A è una certezza. Parleremo presto di Mark Levinson ML2 e ML20, di Krell degli anni 80 e di quelli di un ventennio dopo e c'è da divertirsi
  8. radio

    Stax DA 300

    la prova provata che i top vintage non hanno nulla da invidiare agli amplificatori attuali, semmai il contrario
  9. Bill

    Stax DA 300

    Allora vediamo di analizzare più in dettaglio le performance sonore di questo amplificatore che è tutt'ora presente nella nostra sala d'ascolto principale. Diciamo subito che il DA300 pare progettato per "guidare" le elettrostatiche Stax. Al momento con nessun altro sistema di amplificazione ho ottenuto risultati simili. Questo parametro condiziona leggermente l'analisi assoluta del finale Stax poichè spostato su altri speakers diventa più "normale". Mi spiego meglio: i diffusori Stax sono terribilmente poco efficienti, si parte dai 73 dB della FX81 ma non si superano mai gli 80 dB dichiarati pertanto pur non potendo essere spinte a pressioni sonore elevate richiedono comunque almeno 100 watt al di sopra di ogni sospetto, i 150 watts in classe A per canale del DA300 sembrano perfetti per lo scopo. Con diffusori meno esigenti le caratteristiche sotto esposte sembrano perdere un 10-15% del loro valore, pur rimanendo su livelli elevatissimi. risoluzione: spettacolare ad ogni livello d'ascolto e su tutta la banda audio realismo/naturalezza: idem come sopra, la Classe A d'annata coniuga i migliori pregi di valvole e stato solido dinamica: nel caso dei diffusori Stax condizionata dai limiti di questi, con diffusori che ne consentono il completo dispiego risulta eccellente, purtroppo la presenza di doppie ventole di raffreddamento, pur se molto silenziose, pongono la base di rumore ambientale (se questo è molto ben isolato acusticamente) su un piano udibile nei pianissimi orchestrali. scena sonora (ampiezza, altezza, profondità): discretamente dilatata, non è il pregio migliore del DA300. Ammesso che un finale di potenza possa contribuire a definire questo parametro, altri concorrenti sanno fare di meglio. E' l'unico aspetto in cui non si dimostra il numero uno nel pilotaggio delle Stax riproduzione gamma bassa: potente, profonda e frenata, non si può chiedere di più riproduzione gamma medio bassa: splendida, il contrasto dinamico anche a bassi livelli d'ascolto, ove l'incisione o consente, è veramente da primato riproduzione gamma media: è un classe A di quelli di una volta. Nulla a che vedere con i Krell di recente fattura. La grazia di un Pioneer M22 con una riserva di potenza quattro volte superiore, in questa gamma di frequenze nessun altro amplificatore si avvicina abbinato a una Quad 57 o alle Stax. riproduzione gamma alta: Qui devo aprire una parentesi, nell'abbinamento con il sistema HQD di Mark Levinson il tweeter Decca a nastro è meno radiografante rispetto ad altre accoppiate ma mi sorge il dubbio che la situazione più corretta sia questa poichè non si sente assolutamente la mancanza di più energia sull'estremo acuto. Nel lunghissimo assolo di batteria in Castillian drums di Brubeck "at Carnegie Hall" i piatti si stagliano nell'aria con prepotenza e eccezionale contrasto dinamico ma sono leggermente più morbidi (o più naturali ?) che con altre amplificazioni sullo stesso altoparlante punti di forza: il suono, che altro. Nel complesso il miglior Classe A che mi sia passato tra le mani. Inarrivabile in abbinamento ai diffusori dello stesso marchio. Inoltre, ma è inutile sottolineare la soggettività di questa affermazione: E' BELLISSIMO punti di debolezza: il calore generato; dalla fuoriuscita dei due tunnel laterali esce un fiotto continuo di aria calda pari a quello dello scarico di un condizionatore carrellabile. Non è purtroppo cosa da poco, nell'ambiente la temperatura sale in un'ora di 2-3 gradi. In estate potrebbe essere un grosso problema. La rumorosità delle ventole, pur se veramente bassa a livelli d'ascolto minimi si fa sentire. La dimensione veramente imponente richiede una speciale collocazione, inoltre è necessario lasciare i fianchi destro e sinistro liberi per almeno una ventina di centimetri per lato.
  10. L'idea è quella di mettere a disposizione in questo spazio la mia esperienza relativa ai tanti prodotti che fortunatamente mi sono passati per le mani in virtù del mestiere che faccio. Il DA300 Stax di cui ho dato una piccola anticipazione vuole essere il prodotto inaugurale di questa idea Negli anni, ahimè parecchi oramai, ho sempre preso appunti relativi a tutte le mie esperienze d'ascolto e di analisi dei prodotti e credo sia venuto il momento, visto anche lo spazio che Melius mi mette a disposizione, di iniziare a condividere questo bagaglio. Il vantaggio principale è che, trattandosi di prodotti realizzati in un periodo che va dagli anni sessanta agli anni novanta e, salvo rarissime eccezioni, non più in produzione, tenuto anche conto che nella quasi totalità dei casi non saranno più presenti nella nostra show room, le mie impressione sono slegate da logiche commerciali e vi anticipo che non tutti i prodotti analizzati godranno di elogi, anzi, lo scopo è proprio quello di mettere in evidenza sia i lati positivi che negativi di ogni apparecchio, oltre che la facilità, o idiosincrasia, nell'interfacciarsi con il resto della catena. Premetto inoltre che difficilmente troverete le solite frasi per la maggior parte incomprensibili, forse in molti casi utilizzate proprio in virtù di questo, tanto di moda tra i recensori odierni (ma anche molti del passato ne hanno fatto uso) cercherò di far capire come suona un prodotto basandomi su quelli che a mio modo di vedere sono gli aspetti più importanti di una riproduzione audio, cioè: risoluzione realismo/naturalezza dinamica scena sonora (ampiezza, altezza, profondità) riproduzione gamma bassa riproduzione gamma medio bassa riproduzione gamma media riproduzione gamma alta punti di forza punti di debolezza E' palese che ogni impressione riportata è influenzata dai miei gusti in termini musicali e dalle mie preferenze in termini timbrici, pertanto va considerata come assolutamente personale e, per questo, ovviamente discutibile e opinabile, ma tiene anche conto del mio bagaglio di esperienza accumulato in quaranta anni di militanza in questo settore Ogni volta che verrà aperto un thread relativo ad un apparecchio invito chiunque abbia voglia di partecipare e abbia avuto esperienza diretta riguardo l'oggetto a intervenire per dare il proprio contributo. A presto, Valerio
  11. BEST-GROOVE

    Stax DA 300

    Ascoltato agli inizi degli anni 80 a casa di un'amico (l'impianto era del padre) non ricordo se fosse un 100 W o 150W, abbastanza strano come dimensioni e come asserisce Valerio scaldava da far paura ..ci pilotava una coppia di B&W 801 (il pre non lo ricordo proprio) ...mi impressionò tutto l'insieme, ricordo quel fatto perché l'amico mi supplicò anche se ero abbastanza infarinato di non toccare nulla.
  12. @densenpf Quando sostituisco delle valvole sul mio Unison sia dello stadio pre che di quello finale, anche utilizzando lo stesso modello di valvola, verifico sempre il bias ed una aggiustatina devo sempre farla.
  13. oscilloscopio

    Stax DA 300

    @Bill Non lo conoscevo e sembra veramente interessante, quando hai occasione dicci qualcosa in più.
  14. paolosances

    Stax DA 300

    @Bill grazie Valerio! Attendiamo una tua recensione approfondita.
  15. Non è il primo che mi passa per le mani ma ogni volta penso di tenerlo per me... Si tratta di uno degli amplificatori più performanti in termini di prestazioni sonore pure mai realizzati. Scalda come un forno ventilato lasciato aperto. Le ventole ai due lati sempre in funzione contribuiranno ad alzare la temperatura del vostro ambiente di 2-3 gradi cosa piacevole in inverno, meno in questo periodo. E' enorme, non esiste un mobile standard in grado di ospitarlo. Ma, amici miei, che suono straordinario. Lo sto ascoltando ora abbinato ai diffusori ESS6 dello stesso marchio (roba di 45 anni fa) e la voce di Tok Tok Tok (la conoscete ?) in "i'll never fall in love again" viene riprodotta con un realismo e una ricchezza di dettaglio e sfumature mai sentita prima. L'elettrostatico abbinato alla purezza della classe A è veramente un matrimonio riuscito, considerando poi la ragguardevole potenza in questo caso assolutamente necessaria per "muovere" le straordinariamente poco efficienti ESS6. La risoluzione su tutta la gamma è impressionante e, ma non so se sia più merito degli speakers o del finale, la tridimensionalità della scena è spettacolare. In più, è bellissimo ! Qui un breve video buon fine settimana Valerio
  16. be' un confronto serio andrebbe fatto con valvole che abbiano quantomeno caratteristiche più simili possibile per quanto riguarda il guadagno e in caso di doppi triodi il bilanciamento interno altrimenti quella con meno guadagno (e/o più sbianciata) risulterebbe penalizzata a parità di volume. E' noto infatti che una differenza di livello di ascolto anche di lieve entità tende a far privilegiare quella maggiore. Grazie per i complimenti
  17. Una domanda a tutti voi, da profano in materia, ma quando fate tube-rolling, a parte la caratteristica della valvola corrispondente, occorre fare qualche bilanciatura particolare, o basta un metti e togli? Lo chiedo perche' avrei una mezza intenzione di prendermi un ampli cuffia valvolare. Complimenti a Bill per il circolo e la serieta' con cui porta avanti la sua passione. Pier
  18. @Bill grazie Valerio, la prox settimana torno da un periodo di ferie e procederò a fare l’acquisto. Qual è l’ultimo giorno utile per ordinare stanti le prossime chiusure estive? Grazie
  19. @Tesla63 Dunque, RCA6SN7GT le ho solo in coppia, mentre la 5691 posso fornirtela anche singola. Per le altre che hai citato al momento non ho nulla. Posso fare delle ricerche ma non sarà una cosa rapida.
  20. Ciao, direi che do un'occhiata a tutto e ti rispondo con calma domani. Devo vedere a magazzino perché le valvole che abbiamo sono veramente tante, la procedura che utilizziamo a monte della pubblicazione è lunga e il tempo sempre troppo poco pertanto molti tubi in realtà presenti non sono ancora online. A domani Valerio
  21. Buongiorno Bill, confesso che quasi quotidianamente aggiorno il mio carrello su Audioantiquary, in particolare dovrei affiancare a quelle di serie una 6sl7,una 6sn7 più una coppia di 6c33cb per il mio Almarro a 318b ed avrei scelto le rca5691 e le rca 6sn7gt (le vendete solo in coppia?). Inoltre cerco un quartetto di 6cs7 ed una 6cj3 per l’altro mio ampli Leben cs 600, vedo che non ne disponete al momento, è una scelta o scarseggiano? Poi il compito più difficile: cerco per un amico due coppie di Philips 8417 per i due finali mono Quicksilver mono Amps prima versione, sono introvabili... grazie se potrai darmi utili suggerimenti ed info al riguardo
  22. La EL34 è stata sviluppata da Mullard negli anni 50, la 6CA7 è la risposta Americana, Dal punto di vista elettrico non vi sono in pratica differenze, dal punto di vista estetico la produzione USA è più bassa e di maggiore diametro, per quanto riguarda le prestazioni sonore le Europee sono complessivamente più apprezzate.
  23. @Bill Grazie per la tua interessante introduzione, e ne approfitto per chiederti la reale differenza fra un tubo 6CA7 ed una EL 34. Grazie in anticipo.
  24. Ti ringrazio Gigi a buon rendere
  25.  


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