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Showing content with the highest reputation on 06/12/2021 in all areas

  1. Ambiente: Circa 30 mq Tavolini: Bassocontinuo Aeon carbonio/acciaio Sorgente analogica: GoldNote Mediterraneo B7 Machiavelli H Pre phono: M2Tech Nash Sorgente digitale: Nagra CDC Amplificazione: Nagra Classic Integrated Cavi : Cardas Clear e Zavfino Diffusori: Dynaudio Heritage Special Linea elettrica dedicata dal contatore
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  2. Bellissimo album e bellissima incisione, che non guasta affatto. Su DCC: Body And Soul - Joe Jackson
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  3. @iBan69 Riflettiamo: Un neofita cosa concluderebbe chiedendo a moltitudine di audiofili, negozianti e riviste? Che un cavo usb suona meglio di un altro Che un ampli da sessantamila suona meglio di uno da seimila Che la meccanica CD suona Che il jitter si sente Che un file 24/192 si sente meglio di 24/96 Che MQA è come il musicista intendeva Che dsd suona più analogico Che i cavi di alimentazione sono importanti Che un dac da trentamila suona meglio di uno da cinquecento Che la sorgente è la cosa più importante Che ci vogliono alimentazioni surdimensionate Che il dsp si mangia bambini a colazione Che i monotriodi possono suonare al top Che i fusibbili che sfruttano l'entanglement suonano meglio.... Ecc ecc.... Nzomma tutte cose da tenersi la panza dalle risate....
    7 points
  4. Ad un esame di farmacologia se fai un affermazione simile il professore si alza e va via lui. Cosa c'entra il vaccino con la cura, sono due cose differenti che hanno due scopi differenti, uno serve a prevenire e un altro a curare la malattia già insita nella persona, hai mischiato mele e pere. Pure per la Tbc hanno sia vaccino che cura, preferisci prenderti la Tbc e curarla o prevenire di prendersi la malattia? Idem l'Epatite B, esiste vaccino e cura cosi come per altre centinaia di patologie. Come ripeto, se all'esame fi farmacologia o di patologia avessi fatto un affermazione simile mi avrebbero cacciato da tutti gli atenei d'Italia.
    6 points
  5. Dexter Gordon Clubhouse Tone Poet splendido!!
    4 points
  6. Sono le meraviglie del just-in-time, delle teorie che vedono il magazzino come "un ladro in casa". L'onere del magazzino si sposta sulla catena logistica: Terziarizzazione spinta, inquinamento, strade intasate da camion e furgoni-bianchi-demmerda giudati da sovrasfruttati. Classica privatizzazione del profitto con socializzazione delle perdite. Si risolve con leggi fiscali premianti le lavorazioni a ciclo integrato e mazzolanti i trasporti, sopratutto quelli di semilavorati. Quando prodotto gira tra tranciature, verniciature, allestimenti, cablaggi, montaggi, collaudi fatti da aziende diverse e alla fine risulta conveniente sul mercato, non è difficile intuire quali siano gli anelli della catena che lo pigliano nel didietro.
    4 points
  7. @iBan69 giustamente fa notare a @FabioSabbatini che non basta criticare negativamente, occorrerebbero anche, soprattutto, contributi costruttivi. Io inizio col dire che @FabioSabbatini mi sta antipatico: il suo tono da censore, da saccente non lo sopporto proprio. Mi ricorda me! E infatti… trovo impossibile dargli torto. Se leggiamo molti degli interventi su questo forum ci ritroviamo circondati da una massa di audiofili omeopatici. Beh, se vogliamo davvero fare un favore, non possiamo non avvertire i neofiti della loro presenza è pericolosità. Le filippiche di Fabio diventano l’avvertimento preliminare ed indispensabile, la regola numero uno: nel nostro mondo esiste una minoranza rumorosa che inquina le discussioni con teorie tanto strampalate quante costose. No, cambiare una spina elettrica non solo non cambia il suono di un impianto, ma costituisce uno spreco di soldi. Ognuno di noi è libero di spendere come gli aggrada, ma uno che butta via i soldi dalla finestra non può essere additato come un guru, diventa invece un deterrente per chi si vorrebbe avvicinare al mondo della musica ben riprodotta.
    4 points
  8. Ray Charles Genius + Soul = Jazz
    4 points
  9. Proprio ieri leggevo questo interessante articolo. . . . Da QAnon ai woke, la matrice gnostica delle guerre culturali americane Il foglio - GUIDO VITIELLO 09 GIU 2021 . . L’idea ellenistica del mondo come inganno da smascherare per essere iniziati alla verità: non è solo la trama di "Matrix", ma anche la chiave di lettura degli estremismi di destra e sinistra in America. Lo aveva capito Harold Bloom Un piano vaccinale contro il virus della identity politics all'americana Tra le “Visioni profetiche” di Harold Bloom ce n’era una veramente profetica: “Viviamo, oggi più che mai, in un’America dove un gran numero di individui è gnostico senza saperlo”. Il libro di Bloom arrivò in Italia nel 1999, l’anno in cui il film “Matrix” dei fratelli Wachowski riversava le oscure dottrine eretiche dei primi secoli cristiani nel mainstream della cultura pop – e tra le due cose si può stabilire un legame. Scriveva Bloom che negli Stati Uniti ci sono gnostici inconsapevoli di destra e gnostici ignari di sinistra. Lì per lì l’idea mi lasciò perplesso – le declinazioni politiche della categoria di gnosticismo sono da decenni un’esasperante fiera dell’aleatorietà, e Bloom oltretutto illustrava la sua intuizione con esempi un po’ lambiccati – ma col senno di poi devo riconoscergli che aveva avuto la vista lunga. Proviamo ad applicare il suo schema dello gnosticismo bipartitico a una sola delle molte teste di quella che l’apologista Ireneo chiamò l’idra gnostica: l’idea che il mondo sia un grande inganno allestito da un funesto demiurgo, e che l’iniziato possa smascherarlo attraverso una conoscenza liberatrice, che lo illumina sulla vera natura della realtà. Una ricerca del Public Religion Research Institute e dell’Interfaith Youth Core divulgata pochi giorni fa ha rivelato che il 15 per cento degli americani aderisce alle teorie di QAnon, crede cioè che il governo, i media e la finanza statunitense siano controllati da un gruppo di pedofili adoratori di Satana che gestiscono un traffico mondiale di bambini. Sono più di trenta milioni di americani (e un numero molto più grande non esclude che in quelle farneticazioni ci sia del vero). “Se fosse una religione”, ha detto al New York Times il fondatore del PRRI Robby Jones, “equivarrebbe a tutti i protestanti evangelici bianchi, o a tutti i protestanti bianchi tradizionali”. Tra i seguaci del culto complottista i protestanti di varie denominazioni fanno la parte del leone (ma ci sono pure cattolici, atei, non cristiani), e in effetti c’è un’aria di famiglia tra la profezia centrale di QAnon – la Tempesta scatenata da Trump e dai militari che spazzerà via le élite luciferine – e le ossessioni millenaristiche del protestantesimo americano. Ma non si aderisce a QAnon per via di una conversione tradizionale, piuttosto per un’illuminazione gnostica, che la alt-right in questi anni ha reso popolare attraverso la metafora della “red pill”, attinta appunto a una scena di “Matrix”: scegliendo la pillola rossa, l’eroe della saga fantascientifica Neo abbandona la simulazione informatica che aveva scambiato fino a quel momento per la realtà e ha accesso alla vera conoscenza; allo stesso modo, l’iniziato di QAnon esce dall’allucinazione consensuale indotta dai media mainstream e ottiene la rivelazione sulle potenze che governano l’America e il mondo. Sono gli gnostici inconsapevoli di destra profetizzati da Bloom. A sinistra le cose sono un po’ più complicate. Il giovane regista americano Travis Brown sta per lanciare una serie documentaria in sette puntate, “The Woke Reformation”, che fin dal titolo annuncia di voler descrivere il mondo dei Social Justice Warriors come un culto religioso. Brown, educato in una setta cristiana, ha percepito una inquietante affinità tra l’ideologia della sinistra universitaria più radicale e il fanatismo della propria formazione. Non a caso ha presentato la sua impresa affiancato da due atei militanti: il filosofo Peter Boghossian, autore di “A Manual for Creating Atheists”, secondo cui i seguaci del culto woke vanno “deprogrammati” esattamente come i membri di una setta; e il britannico Douglas Murray, autore del pamphlet “La pazzia delle folle”. Il termine woke è uno dei più controversi degli ultimi anni, e se a un primo livello un po’ neutro lo si può tradurre come “consapevole delle ingiustizie sociali”, quando lo si guarda da vicino ha tutti i tratti di un “risveglio” religioso o metafisico: nella fattispecie, è l’illuminazione su quella “Matrix of domination” – capitalismo, razzismo sistemico, patriarcato – di cui parlano i teorici dell’intersezionalità. L’ideologia woke, a differenza dei deliri di QAnon, ha ancora un debole appiglio con la razionalità e la realtà, ma è da anni che alcuni ne parlano come di una pseudo-religione. Nel 2018 Helen Pluckrose, James Lindsay e il già citato Peter Boghossian – i tre autori della beffa dei paper assurdi proposti ad alcune prestigiose riviste accademiche postmoderniste – presero di petto la questione (il loro dibattito alla Portland State University, “Is Intersectionality a Religion?”, si può vedere su YouTube). Una volta aperti gli occhi sulla natura della società come matrice di oppressioni visibili e invisibili, gli adepti di questo culto vittimologico scopriranno, a seconda della loro posizione nella gerarchia diabolica delle dominazioni, la verità su di sé: per i maschi bianchi eterosessuali sarà la rivelazione del peccato originale del “privilegio”; ma quanto più un individuo interseca gli attributi vittimari, in quanto membro di diverse minoranze oppresse, tanto più potrà accedere a una visione integrale della realtà, alla cui luce, come dopo un’illuminazione religiosa, anche le più minute interazioni della vita quotidiana avranno un significato nuovo. Sono gli gnostici ignari di sinistra. Nessuno può dire che forma prenderanno nei prossimi anni questi due gnosticismi rivali che si avviano a occupare il centro della scena delle guerre culturali americane. In mancanza di un Bloom che possa fornire visioni profetiche, possiamo fermarci alla sintesi umoristica data l’anno scorso dallo scrittore Tim Urban: “E’ buffo, woke e red-pilled sono la stessa identica parola, ma le persone woke odiano le persone red-pilled e i red-pilled odiano i woke. Uno penserebbe che due gruppi con accesso alla completa verità debbano essere amici!”.
    4 points
  10. Album meraviglioso, IMHO...
    4 points
  11. Secondo me si stanno facendo dei discorsi senza sapere come siano andate veramente le cose e per questo ci sarà l'indagine della Procura di Genova che ci dirà cosa sia capitato. Dire.."perché l'hanno vaccinata?", ma lei ha reso noto durante il triage pre-vaccinale che aveva questa patologia e stava facendo una cura? Perché nessuno a casa, che sapevano la patologia di cui soffriva, non l'hanno fermata visto che è stato detto in tutte le lingue che gli immunodepressi non possono vaccinarsi? Si parte sempre che la colpa sia da parte del medico o del sanitario di turno ma non si mettono in campo poi tutte le ipotesi. Se questa povera ragazza non ha avvertito il medico della sua situazione cosa doveva fare il medico? Lo screening visivo che riesce al medico di sapere vita, morte e miracoli della persona ancora non è stato inventato. Ora sono state acquisite le documentazioni tra cui il foglio che ognuno di noi ha dovuto compilare e da li si vedrà se erano a conoscenza o meno di quello che la ragazza soffriva però aspettiamo l'indagine che faccia luce e chiarezza. Mio padre che soffre di un aneurisma all'arco aortico, quando è andato a vaccinarsi, sul foglio del consenso ci ha scritto tutto, diagnosi e farmaci presi e il medico se li è letti per bene, eccome. Un mio amico voleva fare l'Open Day Astrazeneca (lo stesso fatto da me), si è presentato, ha scritto che soffre di obesità ed è stato immediatamente rimandato a casa perché lui solamente Moderna o Pfizer può fare, perciò aspettiamo le indagini e non tiriamo le somme senza sapere nulla di quello che è accaduto.
    4 points
  12. Il suono 'bachiano' di Sokolov è per me qualcosa di meraviglioso. Nel 2006 lo ascoltai per la prima volta dal vivo, dopo che avevo sentito più persone giurare e spergiurare su di lui. Bastò la Suite francese a farmi capire di essere di fronte a un pianista difficilmente confrontabile. Qui propongo questo pezzo: La capacità di rendere la scrittura contrappuntistica è fenomenale: sa gestire benissimo un 'non legato' molto suggestivo. La combinazione velocità, chiarezza, nitore in certi passi è qualcosa di incredibile (penso alla Fuga o al Presto 6.40). E' un pianista che, per arrivare a suonare così con questo suono, deve avere lavorato con determinazione inimmaginabile. A volte non mi piace, ma lo ammiro tantissimo. Un saluto a tutti, Angelo
    4 points
  13. JVC QL-7 Quartz-Locked Direct-Drive Turntable (1977) Con il restauro e revisione di questo QL-7 mi cimento per la prima volta sui JVC dei tempi d’oro. Il giradischi in origine si presenta composto da: una base in truciolato impiallacciata in laminato di colore nero, era disponibile anche una base impiallacciata in legno per altri mercati, non per l’Italia; dal motore TT-71 disponibile per la vendita anche separatamente; dalla versione semplificata del braccio UA 5045 che si differenzia dal modello venduto inbox per alcune caratteristiche quali il gancio di riposo del braccio in posizione separata; una base dedicata da poter permettere il fissaggio del braccio sul plinto al posto del consueto dadone; i cavi che fuoriescono direttamente dal braccio fino ad un box di connessione ancorato al fondo nel quale si estendono i cavi schermati left - right e la massa al di fuori del giradischi per la normale connessione al pre; e per alcuni particolari di montaggio interni semplificati nel braccio in dotazione a questo giradischi Mi aggiudicai il giradischi ad un’asta qualche anno fa dopo una combattuta disputa tra più contendenti; lo scelsi sia perché la riparazione del fratello maggiore TT-101 che mi fu regalato tempo prima si rivelò fallace (ed un JVC tra la mia collezione lo volevo avere) sia perché leggendo in rete riguardo questa serie, il TT-71 avendo meno complicazioni elettroniche non presentava i problemi del fratellone maggiore, risultando anche a dispetto della concorrenza oltre che ben suonante pure tremendamente affidabile, quindi niente di meglio che mettermi a caccia di un modello che sia a posto come volevo io. Il corriere Appena mi si presentò quindi l’occasione di trovare all’asta un paio apparentemente a posto, tentai di portarmi a casa proprio quello che vinsi in quanto veniva proposto da un venditore nazionale (preferibile ad uno estero) ed era perfetto e a posto come volevo io. Purtroppo si sa che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e, nonostante le raccomandazioni fatte al proprietario di effettuare un imballaggio a prova di bomba anti-corriere, costui sottovalutando quanto gli indicai, lo imballò alla bell’e meglio e me lo spedì. Qualche giorno di attesa e una volta ritirato, aperto l'imballo il giradischi oltre che lercio mi si presentò in queste condizioni... Il braccio apparentemente sembrava non aveva subito danni se non il perno del contrappeso visibilmente a pendoloni per il cedimento naturale della gomma smorzante, problema di cui ero già a conoscenza in tutti questi bracci ma non mi preoccupava in quanto la riparazione è possibile. Invece il giradischi ad un test veloce si rivelò non funzionante nel senso che all’accensione non ne voleva sapere di partire in quanto il blocco del freno meccanico non si sganciava dal piatto impedendole la partenza, risolto in seguito durante la revisione con una pulizia a fondo del solenoide in quanto inspiegabilmente nella sede del perno si trovava del grasso che ne impediva il movimento. Tutti problemi che andavano discussi con il venditore per una soluzione da risolvere nel migliore dei modi. Alla fine concordammo per la restituzione di una parte dell’importo speso lasciando il giradischi in mio possesso. Lo scorso inverno tra il restauro di un Technics e l’altro decisi di prenderlo in mano e procedere ad una revisione completa per rimetterlo a nuovo e renderlo efficiente e funzionante. Procediamo Come prima cosa mi occupai di far rifare un coperchio e sistemare anche il plinto che aveva subito il danno allo spigolo completandolo con una ri laccatura dello stesso colore originale. Nell’attesa ho preso in mano il TT-71 per smontarlo completamente volendo lavare dalla sporcizia il telaio messo a nudo, sostituire tutti gli elettrolitici, revisionare il motore e curare alcuni aspetti dell’insieme. Il motore prima di procedere al completo smontaggio Per la maggior parte delle elettroniche dell’epoca i cablaggi venivano affidati alla tecnica wire wrap per collegarle alle schede, soluzione comoda ma volendo svicolare le schede dai collegamenti per una pulizia a fondo come desideravo, la soluzione diventa intralciante e alquanto fastidiosa; pertanto o si dissaldano tutte le colonnine dove i cavi sono avvolti alle rispettive posizioni o si passa a soluzioni più drastiche tagliando i cavi e riavvolgendoli all’atto dell’assemblaggio... ho scelto la prima soluzione per poi, all’atto dell’ assemblaggio passare alla variante best-groove che spiegherò in seguito. Dopo aver siglato singolarmente i cavi per non commettere errori al momento del montaggio riportando quando stampato sulle schede nel punto del collegamento… …ho provveduto a dissaldare le colonnine wire-wrap, liberando le schede, separare il motore e tutta la componentistica per ottenere il telaio a nudo e, assieme alla schede procedere per la pulizia a fondo con il solito Chanteclair. Alcuni componenti dopo lo smontaggio pronti per una pulizia a fondo. Dopo aver accuratamente lavato e sgrassato schede e telaio ho approfittato per ricoprire ad aerografo alcuni piccoli segni dovuti allo sfregamento con le dita in corrispondenza dei tasti deputati alla velocità di rotazione. La scheda madre una volta sgrassata e pulita ha subito un completo recap come di prassi. Inspiegabile come in passato i costruttori giapponesi avessero il vizio di impiastricciare di collante la base dei condensatori più grossi, collante che spalmavano in ogni dove, coinvolgendo pure la componentistica nei pressi e che ho voluto rimuovere dissaldando i componenti impiastricciati. Le foto mostrano l’abbondanza di colla sotto le capacità che avevo già tolta utilizzando una marea di cotton fioc e solvente, mancano solo alcuni punti da pulire, poi le resistenze sollevate per la pulizia a fondo possono ritornare al loro posto ed essere risaldate. Effettuato il recap e applicato l’immancabile bollino come promemoria indicante mese e anno dello stesso ho messo in pratica la variante best-groove che in sostituzione delle colonnine wire wrap assai scomodissime ho pensato di utilizzare la tecnica plug-in a singolo polo, saldando sempre una colonnina allo stampato ma utilizzando una femmina dedicata in modo da poter sfilare all’occorrenza semplicemente i cavi senza dissaldare nulla nell’eventualità servisse in un futuro una manutenzione straordinaria...la difficoltà più grossa è stata nel trovare qualcosa che fosse compatto visti gli ingombri risicati e la densità della componentistica; accantonati i faston anche di piccole dimensioni quanto meno nella scheda madre, i problemi son sorti nel momento che in commercio si trovano solamente innesti a partire da 2 poli a salire che a me non interessavano affatto. Dopo lunghe ricerche alla fine ho trovato quanto cercavo grazie anche alle indicazioni ricevute in Sezione DIY. Trovati ed acquistati i necessari plug-in, i singoli cavi necessitavano di numerazione per non confonderli, quindi piuttosto che acquistare numerazioni specifiche per cavi che non costano poco ho preferito farle da me con carta adesiva utilizzando una stampante a getto di inchiostro e guaina termo restringente trasparente andando a ricoprire la numerazione di ogni singolo cavo. Prima.... .... e dopo Revisione del motore Il motore si rivela un bel pezzo elettromeccanico dalle dimensioni importanti simili ad una grossa tazza ed è anche pesante; devo dire che mi piace più del motore del Technics SP-10 per come si presenta; piuttosto piatto quello del Technics, decisamente sviluppato in altezza quello del JVC... sono solo sensazioni ma in qualche modo trasmettono solidità e qualità senza badare a spese. Al disassemblaggio l’interno non ha rilevato sporcizia di sorta, posso dire che l’ho trovato pulito come non avrei mai immaginato. Anche il perno si presenta molto bene, con buona lucentezza e fatto molto importante senza striature visibili, segno che il lubrificante ha fatto un ottimo lavoro in 40 anni di vita ma anche merito di attriti contenutissimi e parti molto ben lubrificate indice di un attento studio in fase di progettazione. Lo statore e relativi avvolgimenti si son rivelati perfetti e lucenti, questo indica che il motore non ha subito colpi o schiacciamenti con sfregamenti di conseguenza; a parte le foto di rito non è stato necessario fare nulla, solamente la pulizia accurata della sede del perno dopo la rimozione dell’olio originale e una spolverata generale. L’olio originale pur avendo deciso di sostituirlo comunque, alla vista è risultato perfetto, chiaro e pulito come fosse stato immesso da poco tempo. Questa caratteristica mi ha sorpreso molto in quanto nei motori degli SP-10 che ho revisionato ho sempre trovato in generale una sporcizia diffusa sia all'interno del motore sia dell’olio che della relativa sede estraendo i cotton fioc utilizzati per la pulizia solitamente neri; in questo motore invece la sensazione che ho avuto è stata come se fosse stato appena prodotto... mi è piaciuto veramente molto. Il fondello di appoggio del perno Il motore pulito, lubrificato e assemblato pronto per l’installazione e... ...l’immancabile bollino indicante la data della revisione appena effettuata Prima di procedere all’assemblaggio del TT-71 sono state pulite e/o lucidate tutte le rimanenti parti cromate quali i tastini delle funzioni, staffe, zoccoli portafusibili, il plexy a protezione dello stroboscopio, e quant’altro compongono il giradischi, ingrassate le piccole leve metalliche e perni che eseguono i movimenti del freno e dell’accensione. Rimossa anche la vecchia pasta al silicone ormai seccata ed applicata di nuova al transistor di potenza. Inizia il montaggio Il trasformatore di alimentazione è isolato dal telaio ed fissato a testa in giù tramite un paio di lunghi perni terminanti a fondo corsa da due silent block di gomma morbidissima dove il trasformatore va ad adagiarsi. I silent-block in questa revisione li ho voluti opportunatamente trattare con un protettivo specifico che mantiene la gomma morbida evitando che il tempo la possa aggredire generando insidiose e dannose screpolature. Il sistema adottato dalla JVC evita che le vibrazioni generate dal trasformatore possano attraversare il telaio amplificandone le seppur microscopiche vibrazioni... idea semplice economica ma sopra tutto geniale. Proseguo nel montaggio... ...per poi applicare la scheda madre effettuati i collegamenti alla scheda manca da applicare il cavo di alimentazione e il fondello così da permettere di consegnarlo al tecnico per effettuare le tarature prescritte dalla casa. Il cavo originale di alimentazione accorciato per chissà quale motivo verrà sostituito da un altro cavo di alimentazione di opportuna lunghezza e dalla sezione decisamente più generosa ma estremamente flessibile grazie al rivestimento esterno in neoprene rispetto alla flessibilità dei cavi rivestiti in volgare pvc. Il braccio In attesa sia pronto il plinto e venga controllato il TT 71 mi son dedicato alla revisione del braccio; come prima cosa ho effettuato lo smontaggio del lifter in quanto il braccio scendeva troppo velocemente indice di mancanza di grasso siliconico, cosa normale con gli anni d’uso. Puliti per bene e sgrassati i vari elementi ho provveduto a spalmare sufficientemente il pistoncino con un grasso siliconico avente una densità di 500.000 cts... densità col quale mi trovo benissimo offrendomi una discesa non troppo veloce ne estenuatamente lenta. Non servono tonnellate di prodotto ma basta una leggera velata purché uniforme attorno al pistoncino e al perno che lo movimenta. L’altro problema cui accennavo più su riguarda il perno che regge tutto il contrappeso; questo da progetto veniva isolato da una gomma che con gli anni praticamente in quasi tutti i bracci JVC - o Victor che dir si voglia - tende a diventare molliccia come il chewing gum cedendo con il peso del contrappeso e non producendo nessuna utilità. La gomma che avrebbe dovuto essere cilindrica con gli anni si trasforma in questa massa informe dall’ aspetto non proprio rassicurante. In questo caso è servito un procedimento di sostituzione alquanto laborioso per operare negli spazi risicati concessi all’interno dell’articolazione (o castello che dir si voglia), ma alla fine la pazienza è risultata vincente nel senso che l’operazione ha dato i frutti sperati riuscendo nell’intento. Riflettendo mentre l’avevo sul banco ne osservavo la lavorazione e seppur essendo un braccio economico e semplice senza complicazioni meccaniche di sorta, a differenza di bracci più costosi ed evoluti dell’epoca, questi oggetti rivestono sempre sorprese piacevoli nel senso che in passato non si lesinava con le lavorazioni dei metalli e relativi trattamenti galvanici sicuramente inquinanti da far paura ma così robusti e duraturi rispetto a cosa si trova oggi: si pensi ad esempio all’alluminio della base tirato a specchio quasi a risultar cromato ed intaccabile dall’ossidazione restando lucido e senza brutture estetiche dovute al trascorrere del tempo nonostante i 40 e più anni di vita, o alla canna del braccio sempre in metallo ma sorpresa..... non è conduttiva, nel senso che appoggiando i puntali del tester la canna non conduce, soluzione adottata per non fungere da antenna captando ronzii o rumori di massa; eppure non c’è vernice applicata a far da isolamento e nemmeno la canna è di plastica imitazione metallo, quindi la domanda mi sorge spontanea: come cavolo hanno eseguito 40 anni fa queste lavorazioni che ora non si adottano più? Se si pensa che oggi come oggi la maggior parte delle canne dei bracci son tutte o prevalentemente verniciate questo fa riflettere un po’... vero? La canna non conduttiva Basamento e castello invece sono conduttivi ma in questi punti non ha importanza Purtroppo il lavoro delle riparazioni da me eseguito è stato vano in quanto ragionandoci su, un braccio che ha sulle spalle molti anni di vita andrebbe per principio comunque revisionato sia per permettere di essere sempre a posto contenendo gli attriti al minimo causa la lubrificazione dei cuscinetti dissolta o indurita all’interno di essi (complice anche l’inevitabile cumulo di polvere o sporcizia che si deposita) sia per il controllo dei cablaggi che con gli anni tendono anch’essi ad indurirsi generando insidiosi attriti e che andrebbero sostituiti nel caso fosse necessario. Per questo, quando la disponibilità economica me lo permette, un po’ alla volta per scrupolo faccio volentieri revisionare i bracci usati acquistati nel tempo oltre al fatto che non ci tengo ad aver problemi al momento di un utilizzo futuro. Così, non essendo in grado di farlo da me, ho preferito spedire il braccio per una revisione al gran completo, revisione che è stata utile in quanto l’ho ritrovato decisamente più fluido rispetto a prima e con l' antiskating perfettamente calibrato; se solo c’avessi pensato prima mi sarei risparmiato due lavorazioni di ripristino riguardo il lifter e la sostituzione della gomma del contrappeso ma ...tant’è che è andata diversamente. Il check Revisionato il braccio e laccato il plinto posso procedere al montaggio di tutto all’arrivo dalla revisione e check del solo motore TT71. Il check non ha comportato problemi di sorta e si è svolto senza grosse complicazioni ma, causa il primo lockdown, il TT71 è stato trattenuto per parecchi mesi prima di consegnarmelo; ad ogni modo tutto è andato per il meglio e con le tarature di rito si è chiuso il cerchio. 33 rpm 45 rpm Il montaggio Procedo al montaggio con l' applicazione dei piedoni e dei badge Passato ad applicare il braccio senza particolari problemi ho poi provveduto da sotto il giradischi alla saldatura dei sottili fili sulla piastrina di giunzione e da questa far fuoriuscire i cavi che andranno collegati al preamplificatore. Non volendo tenere i cavi originali dall’aspetto alquanto dimesso ho voluto migliorare il tutto con dei cavi ad hoc a bassa capacita della Van Den Hul terminati con i connettori della stessa casa, pure il filo di massa è stato sostituito con un cavo argentato a più grossa sezione Cercato, trovato e acquistato lo shell originale e delle pagliuzze idonee che andranno a sostituire una conchiglia after market come verrà sostituito anche il tappetino che erano forniti al momento dell’acquisto. Per il montaggio del motore al plinto non mi andava di utilizzare le orribili viti per legno arrugginite che lo impegnano sul truciolato solo in parte dando una sensazione di fissaggio precario, ho optato per una soluzione più congegnale utilizzando delle viti a colonna filettate a passo metrico all’interno e tagliate a misura per la giusta altezza in modo da fissare saldamente il TT 71 al plinto oltre ad essere più gradevoli alla vista. Installato il TT 71 al plinto e fissato solidamente con le nuove viti… ho provveduto all’applicazione degli adesivi e del seriale rifatto ex novo causa scarsa leggibilità dell’originale. Il risultato Il giradischi finito e pronto all’uso dopo l’applicazione di una buona testina.
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  14. Lourdes, Pompei, Benares, La Mecca... (scusa, non te la prendere )
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  15. Eric Clapton 461 Ocean....Shm Sacd 2021 Chi possiede un buon lettore sacd, e ama il Clapton dei primi 70, non si lasci sfuggire questa eccellente versione, presa direttamente dal master. Probabilmente ora, il miglior trasferimento su supporto di questo bellissimo album. Bassi profondissimi, un suono molto piu' incisivo e delineato rispetto al mio precedente riferimento e tanto basta. Ascoltare certe balland come Give me Strenght o Let it Grow e' una goduria per le orecchie cosi' come il ritmo ipnotico reggae di Get ready, o la tiratissima Steady Rollin man. Un suono corposo, e molto solido pur mantenendo un ottimo dettaglio, questo in sintesi. Confronto con sacd ibrido 2004 Questo sacd faceva parte di tutta una serie di uscite in quel formato all'inizio del 2000, alcuni di essi suonano ancora bene, altri hanno perso anche il confronto con un semplice cd. Questo disco suona ancora bene, con una eccellente dinamica. Anzi, questo e' un buon esempio per tutti quelli che giudicano il suono dai valori verdi del DR, in questo caso a orecchio pari pari al giapponese. Eppure vi e' un senso di maggior appiattimento rispetto al sacd 2021, i bassi sono ben profondi anche qui, ma manca quella giusta dose di trasparenza che delinea il suono e ne fa' un grande trasferimento. Non e' notte/giorno fra i 2 dischi, il 2004 si difende ancora bene, ma deve arrendersi di fronte a vent'anni di tecnologia nella masterizzazione. Della serie, la dinamica non e' tutto.
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  16. Continua l’operazione nostalgia, oggi riascolto i vecchi dischi di S & G, cominciando da questa ristampa Jap, con la versione originale acustica di Sound of Silence.
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  17. Il tema è la questura che racconta balle palesi e insostenibili e lo fa a favore di una parte, mentre rimane inerte di fronte ad una sprangatura premeditata ed accuratamente pianificata. A mio avviso è un problema più grosso della manifestazione in se.
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  18. @mchiorri con squadre forti, tipo la Germania, probabilmente sará molto dura vincere, ma sono sicuro che non saremo presi a pallonate per 120 minuti come successo con conte commissario tecnico. questa nazionale ha poco di italiano. É moderna, forte e divertente.
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  19. Ma 'na volta che la Nazionale vince e vince bene e vince sempre, specie in raffronto ad anche recenti immonde figuracce, è proprio così difficile esprimere qualche parola di apprezzamento?
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  20. secondo me te lo ricorderai solo tu, altro che annali... imho
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  21. Certamente: le auto le tengo a lungo. P.S.: anche gli sterei, invero. P.S.2: e le donne (che vita noiosa!)
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  22. Vengo spesso qui per ammirare le immagini dei gioielli che gli appassionati possiedono, ho contribuito, pur modestamente, anche con le testine in mio possesso.. In effetti è un po' stucchevole leggere post su post delle solite polemiche trite e ritrite..
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  23. Giangastone e bluesman non meliusatevi pateticamente l’uno l’altro. Siete la stessa persona il gioco e’ scoperto oramai
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  24. Se le cose stanno così allora hanno fatto bene a spaccare qualche cranio. Non sia mai che mi arrivava in ritardo il collare gioiello per il compleanno del mio adorato cane.
    3 points
  25. @senek65 E' la tempesta perfetta, hanno reso il personale schiavo dei clienti che vogliono lo stilo di ricambio (gia' ne hanno tre ma non si sa mai) in 12 ore.
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  26. 3 points
  27. 3 points
  28. Stasera ho voglia di pop anni 70/80, ma di classe. Stampa italiana d’epoca, 1979.
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  29. Arrivato ieri e adesso me li ascolto.
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  30. @appecundria No. Più in generale. Stili di vita, attività fisica corretta, gestione dello stress, integratori, ecc.
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  31. Io mi domando spesso se si e’ lavato
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  32. Penso che sia tra i migliori vinili in circolazione Impex 45rpm
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  33. Ottimo chitarrista Jazz , eccellente registrazione , Lp originale 1963
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  34. @Guru concordo. É discutibile. Di quello che sosteneva Conte manco val la pena discuterne. 😅
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  35. Anche io quello che mi hanno fatto mi tengo ma capisci bene che sapere dopo tre giorni dalla prima dose che non avrei dovuto ricevere az qualche dubbio su come si stia procedendo lo fa venire. Ora il cts dice che dovrei fare la seconda dose con pfizer o moderna ma ieri Crisanti diceva che non sono stati fatti trial di questo tipo. Poi per carità farò quello che c'è ma a questo punto vale tutto, chiederò una dose di scotch.
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  36. Yes, ma poi ha smesso 😂
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  37. Mario Draghi, che è molto più intelligente di tutti voi messi insieme 😁, ha dichiarato al G7 che adesso è di primaria importanza la coesione sociale. A qualcuno può sembrare la solita dichiarazione di circostanza ma io invece credo che sia un memo per una certa parte imprenditoriale pronta a fare macelleria sociale. Se qualche padroncino ha in mente di sfruttare i lavoratori, comprimere diritti ed allegramente trasformare il mondo del lavoro di questo Paese in una realtà da terzo o quarto mondo, ossia l'anticamera della schiavitù, mi piace pensare che ci possa essere qualcuno a fargli il culo, nel senso stretto (e poi largo) del concetto. La violenza non sta solo nelle spranghe, ma anche negli atteggiamenti e comportamenti decisionali.
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  38. vabbe', se poi parliamo di tutti coloro che affermano che le leggi della termodinamica sono un complotto della lobby dei petroliery non ne usciamo più
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  39. L'ho ascoltato dal vivo otto volte (l'ultima 3-4 anni fa a Cuneo, ma mi fece uno strano effetto, non un altro pianista ma forse un pianista con diverse pretese) e due su tutte: nel suo periodo probabilmente piu' brillante, a Bergamo (Granados, Prokofiev, poi i preludi di Chopin), saranno passati trent'anni e mi sembra ieri. E poi in un cinemino di Chiasso, al suo rientro sulle scene dopo il suo periodo di lutto e di interruzione dei concerti (Rachmaninov, Beethoven), forse era addirittura il primo concerto della ripresa..... anche questa serata fu memorabile, non avevo mai ne' sentito ne' anche solo immaginato che un pianoforte potesse esprimere sonorita' cosi' telluriche e metalliche, e posizionarsi (o almeno tendere cosi' esplicitamente ad essere) come un medium, un tramite verso dimensioni reali quanto occulte. Chissa', forse il Pogorelich del video che linko puo' essere anch'esso esemplare del momento d'oro al quale fai riferimento. Pogorelich live Napoli   Chopin I Scherzo
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  40. Anch'io calo il mio asso locale (dei tempi moderni), un ragazzino che ora credo sia adolescente: Brad Pitton
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  41. Oggi è finalmente arrivato il dc blocker che acquistato da ATL HiFi in Bulgaria.😊 Bene l'ho collegato al mio integrato ed il ronzio è diminuito in intensità ma non del tutto. Penso che il rumore residuo sui semplicemente un leggero ronzio generato dai circuiti elettrici ed è quasi impercettibile. Ma quello che a mio stupore ho notato è che il suono risulta essere più pulito, dinamico, profondo, tri dimensionale con bassi profondi, definiti senza code, dandoti la possibilità di alzare di più il volume con la massima piacevolezza senza una minima sensazioni di affaticamento. Gli strumenti e le voci risultano essere più pulite,definite, precise e sospese nell'aria, fluttuanti in maniera quasi magica. Tutto questo miglioramento per appena 125 euro compreso il trasporto. Chapeu!!!
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  42. Che e' la mia scelta, sia nel live che nella versione in studio. Scelta direi (diremmo, credo) abbastanza facile. Curiosando su Tidal sono incappato, in mezzo a tante versioni soprattutto di "integralisti" (intendo coloro che hanno registrato l'integrale schumanniana) , in un live di Michel Block( con le Novellette ad occupare l'intero recital, bis a parte). Beh, dierei sorprendente, magari non solo nel bene, ma sorprendente. I momenti tumultuosi, le tipiche e numerosissime fanfare trionfali e anche i passaggi danzanti sono resi con una carica trascinante per potenza, enfasi di fraseggio e superlativo controllo strumentale (in questo siamo a livelli altissimi, da associare che so a un Sokolov, per capirci). Un po' (tanto....) concitato, parte gia' veloce e forte e poi accelera e cresce ancora, ma il bello e' che il suono resta almeno accettabile, e l'euforia e' si tagliente e calorosa ma anche piena di armonici e con sufficiente (per la velocita') differenzazione prospettica. Non vorrei fare il maestrino dalla penna rossa ("li' c'e scritto piano e lui fa forte, ma come?"), ma i momenti "tendenza Eusebio", piu' rilassati se non estatici, li tira via senza mai rallentare piu' di tanto ne' scendere sotto il mf in pratica, con pochissime e quasi insignificanti eccezioni. Quando c'e una frase di otto battute che Ciani (per esempio e per capirci) suona piano e pianissimo.....lui non ce la fa proprio, comincia cosi' ma alla terza battuta siamo gia' al F e piu' veloce. Ammetto di essere assai spaesato, non me la sento di accusarlo di pesantezza eccessiva (pur da virtuoso, insisto) e onnipresente, in definitiva di parzialita' tutto-Florestano, ma al tempo stesso devo ancora metabolizzarlo. Effetto "alla carica!" enfatizzato dalla registrazione, con microfoni molto vicini alle corde e suono acerbo, poco/nulla ambientato e a tratti violento, ma in fondo mai saturo e a suo modo pieno e godibile.
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  43. Fatta giusto ieri la seconda dose AZ: niente di particolare, salvo un po' di stanchezza (la sensazione di gambe molli, come quando si sono fatti chilometri di corsa...senza aver corso, però). La prima dose ha dato qualche problema in più: febbre a 38°C il giorno dopo e un andirivieni di mal di testa e senso di stanchezza per una decina di giorni, fenomeni non tuttavia invalidanti. Ho 43 anni. Parlando coi colleghi, sembra che AZ si sia fatto sentire di più sui relativamente giovani, mentre effetti avversi quasi nulli sugli 'anziani relativi' (post 60). Quando ho fatto la prima dose, il 24 marzo, ogni giorno qualche testata giornalistica titolava di trombosi letali...ogni mal di testa, che arrivava puntualissimo in serata, mi toccavo nei luoghi più segreti. La morte della ragazza 18enne, e la forte e comprensibile reazione emotiva dell'opinione pubblica, fa sì che chi di dovere abbia deciso che AZ andrà vietato sotto il 60 anni e le seconde dosi, per chi non le ha già fatte, saranno di Pfizer. Ovviamente non è il primo di questi eventi trombotici avversi avvenuto post vaccino AZ: difficile adesso negare la correlazione. Credo - col senno di poi - che sia stato un errore fare questi Open day con AZ, visto che adesso, a differenza di febbraio-marzo, altri vaccini non mancano...per me è bene che AZ sia riservata, a esaurimento scorte, agli ultra 60enni. Comunque, il fatto che il numero di contagi si sia drasticamente abbassato, e così i decessi, è segno che i vaccini funzionano, alla faccia di certi cattivi maestri divulgatori di fregnacce, in particolare quelli di un'orrida radio romana, molto seguita purtroppo. Spero che coi vaccini avvenga quanto è successo con le mascherine: un anno fa non si trovavano, oggi si comprano delle forme più strane...tra un anno ci si vaccinerà tranquillamente ovunque.
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  44. Comincierei consigliando di evitare l'acquisto di cavi magici che costano più di 20/30 euro e hanno come unico beneficio l'arricchimento di chi li vende.
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