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emiliopablo

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  1. @cactus_atomo strano: la serie 20 è uno dei matrimoni consigliati per i pre AR che di solito si interfacciano bene con la maggior parte dei finali. Ho sentito andare meravigliosamente bene il finale n29 con pre AR. Mentre, il n28 l’ho ascoltato in bilanciato col vt100 e non faceva rimpiangere il pre AR ...
  2. Vorrei segnalare un'altra gloria, questa volta Audio Research, il VT100 mk3 coevo del Mark levinson n.28 A cavallo tra gli anni 90 e gli anni 2000 AR ha messo in produzione quella che probabilmente è la sua elettronca più longeva, il VT100. La versione mk3 è la più performante (ma anche la mk2 non scherza) e ancora oggi è uno dei migliori finali a valvole sul mercato. Una trasparenza e silenziosità che ha dell'incredibile (ha una particolare configurazione progettuale in cui una parte del segnale va in ultralineare direttamente ai trasformatori di uscita). Estensione scenica straordina
  3. @robyprof60 Non ho ascoltato il 12, ma ho avuto per anni l'11s3 liscio, poi con dac Lampizator, poi sostituito il tutto con Esoteric. Il Marantz ha un suono corposo, materico e caldo, con un basso in evidenza. Col Lampizator Amber 2 la gamma alta diventava ricca e riverberante completando quella che a mio avviso era l'unica pecca di quel lettore: un ascolto davvero entusiasmante. Gli ho preferito, alla fine l'X03xs che mi dava il tutto in un'unica macchina, con un pizzico di trasparenza in più, ma non senza qualche rimpianto per quel suono materico e riverberante. L'11s3 è costruito come
  4. Mi è capitato spesso di cercare informazioni in rete su alcuni apparecchi di tanti anni fa e trovare poche frammentarie affermazioni che sono poi diventate un riferimento a volte fuorviante per l’appassionato nella misura in cui sono apodittiche, lapidarie e decontestualizzate. Anche alla luce della perdita del data base di VHF/Melius vorrei aprire un 3d per ricollocare nella giusta dimensione alcuni apparecchi anziani che in rete appaiono snobbati o sottovalutati e magare ricompattare le esperienze dirette di ciascuno sull’argomento anche al fine di capire quanto sia ancora attuale il progett
  5. @Paperinik2021 Tu hai negato una mia affermazione, ovvero che l'orecchio è adattivo, asserendo che il cervello non riconosce ecc. ecc. Cosa c'entra l'alta fedeltà in questo aspetto della fisiologia dell'udito umano?
  6. @Paperinik2021 Quindi non sei in grado di riconoscere un pianoforte se viene riprodotto da un qualunque dispositivo audio che non sia in grado di garantire una risposta a banda piena, rapporto 1/1 ...
  7. @imoi san sono gli stessi che preoccupati del 20hz hanno il suono in cassa senza cura alcuna per le informazioni ambientali ... l'orecchio è adattivo, capace di decifrare e ricostruire nel cervello frequenze che non ci sono, anche ascoltando da una radiolina ...
  8. @jakob1965 scusami, ma non ti seguo ... esprimo solo una opinione. Molto banalmente io la penso così: se ho un’incisione di pianoforte (non conosco l’evento reale) e mi è piaciuta molto su alcuni impianti e meno su altri, io cercherò nella costruzione del mio impianto quel suono che nei miei ricordi stratificati di pianoforte è quello più mi è rimasto dentro e rappresenta quello strumento. Poi non mi frega niente se nell’incisione c’è un pianoforte Yamaha e io timbricamente cerco di avere sul mio impianto un Fazioli cercando di addomesticare il timbro a quello che piace a me d
  9. @jakob1965 La contraddizione di fondo che legittima poi l’approccio manierista é ad esempio nel fatto che forum alla fine chiediamo consiglio se un ampli suona più caldo o più neutro, facendo riferimento ad altre elettroniche - valvolari Push Pull transistor di quel marchio o di quell’altro marchio ... mentre nessuso userebbe riferimenti di musica dal vivo ... In questo intendo dire Che l’alta fedeltà probabilmente non ho bisogno dell’evento reale per vivere autonomamente e di proprie regole
  10. @diego_g certo direi che esistono i Manieristi e i Naturalisti ... i primi valutano un ascolto di un impianto nella misura in cui è riconducibile alla memoria di ascolti di altri impianti ritenuti validi mentre i secondi valutano un ascolto di un impianto nella misura in cui è riconducibile alla memoria di altri ascolti simili dal vivo. Nel nostro ambiente è più utile sapere che un certo ampli riproduce un vìolino come quello di quel tizio al teatro oppure che lo riproduce più simile a quell’ ampli piuttosto che a quell’altro ancora? Intendo dire che qui dentro, inseguiamo un s
  11. @meridian e allora ti faccio una domanda in altri termini: quanto pesa - da zero a cento - la tua esperienza di ascolto di impianti rispetto alla tua esperienza di ascolti dal vivo nell'ottenere un buon risultato dal tuo impianto? ...
  12. Bravo Diego. Andiamo sul pratico. Vi faccio questa domanda: supponiamo di avere a disposizione degli ottimi componenti e un ambiente idoneo per allestire l'impianto. A chi vi affidereste per il set up? a un navigato appassionato o a un maestro d'orchestra? Intendo dire che la padronanza dei mezzi espressivi per riprodurre la musica (quello che io definirei i potenti mezzi dell'alta fedeltà) la si acquisisce frequentando sale da concerto o ascoltando impianti su impianti?
  13. @extermination A monte di tutto c'è la passione per la musica e quindi si presuppone una buona conoscenza di come suona dal vivo. Quello che intendevo dire è che un appassionato di fotografia impara guardando le foto degli altri più che andando in giro come Van Gogh in cerca della luce migliore. Potrei dire di non essere stato presente a nessuno degli eventi registrati sui miei ennemila dischi ... ma mi sono fatto un'ottima idea di come dovrebbero suonare e come mi piacerebbe che suonassero a casa mia ascoltandoli e riascoltandoli su differenti impianti. Più che aver assistito all'even
  14. Ho sempre avuto una passione per il preamplificatore, oggetto a mio avviso insostituibile e che fa la differenza tra un impianto ben suonante ad un impianto ambizioso. Cito quelli che mi sono rimasti nel cuore: 1. Cello Palette. Si tratta del modello con i manopoloni conosciuto come il baby palette che integra il pre e l'equalizzatore. Capolavoro di Tom Colangelo, confrontato col Viola Cadenza, ovvero Colangelo venti anni dopo, non soffre complessi d'inferiorità, anzi. Provato con finali McIntosh, Viola, AR, sempre a suo agio e con una prestazione ancora oggi difficile da superare.
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