Jump to content

Iohannes

Members
  • Content Count

    860
  • Joined

  • Last visited

Community Reputation

66 Excellent

Recent Profile Visitors

The recent visitors block is disabled and is not being shown to other users.

  1. Il suono 'bachiano' di Sokolov è per me qualcosa di meraviglioso. Nel 2006 lo ascoltai per la prima volta dal vivo, dopo che avevo sentito più persone giurare e spergiurare su di lui. Bastò la Suite francese a farmi capire di essere di fronte a un pianista difficilmente confrontabile. Qui propongo questo pezzo: La capacità di rendere la scrittura contrappuntistica è fenomenale: sa gestire benissimo un 'non legato' molto suggestivo. La combinazione velocità, chiarezza, nitore in certi passi è qualcosa di incredibile (penso alla Fuga o al Presto 6.40). E' un pianista che, per arri
  2. @gennaro61 No, capisco bene. In un altro thread ho detto di aver fatto ieri il richiamo di AZ: oggi esce la notizia che d'ora in poi il richiamo si farà con Pfizer. Ho 43 anni. Che AZ appaia il più problematico tra i vaccini in circolazione. La provocazione voleva fugare ogni dubbio dalla bontà di vaccinarsi: io ho già fatto AZ, ma adesso ne farei un altro...
  3. Me lo voglio cercare questo Laso. Grazie per la segnalazione...
  4. 120.000 italiani, non vaccinati, sono finiti al cimitero.
  5. Fatta giusto ieri la seconda dose AZ: niente di particolare, salvo un po' di stanchezza (la sensazione di gambe molli, come quando si sono fatti chilometri di corsa...senza aver corso, però). La prima dose ha dato qualche problema in più: febbre a 38°C il giorno dopo e un andirivieni di mal di testa e senso di stanchezza per una decina di giorni, fenomeni non tuttavia invalidanti. Ho 43 anni. Parlando coi colleghi, sembra che AZ si sia fatto sentire di più sui relativamente giovani, mentre effetti avversi quasi nulli sugli 'anziani relativi' (post 60). Quando ho fatto la prima dose, il 24 marz
  6. Per la D 960 per me fondamentale Maria Yudina, alla quale lo stesso Richter dichiara di essere un po' debitore: i tempi lentissimi, le sonorità incredibili e l'atmosfera dolente e lunare hanno certo affascinato il buon Sviatoslav e influenzato il suo modo di vedere Schubert. Credo che la Yudina e Sofronitsky, pianisti dalle alterne fortune in vita, un po' defilati, un po' irregolari, originalissimi, furono davvero 'mostri sacri' e influenzarono i pianisti delle generazioni successive. Per la D 959 rimango sempre sconvolto dal suono che tira fuori Lonquich nell'Andantino: Pe
  7. Condivido tutto, anche il refuso nel nome (in filologia è un errore di anticipo indotto dal suono -gor- del cognome...). Trovo quel Pogorelich sensazionale. Altra sua registrazione che amo moltissimo il disco brahmsiano: In quegli anni IP percorreva strade tutte sue e raggiungeva vette di espressività che gli altri nemmeno immaginavano...al di là della perizia esecutiva del pianista, queste esecuzioni mi toccano le corde della commozione come poche altre. Un saluto a tutti, Angelo
  8. Io! Mi prendo i meriti...avevo rimandato a questo live con Mazurke chopiniane: Un saluto a tutti, Angelo
  9. Riporto un'intervista a Franco Castrezzati, il sindacalista che stava parlando quando è esplosa la bomba: Anche ieri Castrezzati, ultranovantenne e sulla sedia a rotelle, era presente alle celebrazioni di quella che è stata la più scopertamente politica delle stragi, ordita dai fascisti ordinovisti a una manifestazione antifascista.
  10. @kauko Per quanto nato qualche anno dopo l'evento, essendo bresciano, ho sentito alcune testimonianze, in particolare quella di mio papà, insegnante (conosceva una delle otto vittime, sei dei quali erano insegnanti) e ho provato un po' a documentarmi. In breve, l'attentato non fu un fulmine a ciel sereno. Non si dimentichi la matrice fascista della strage: Brescia era stata con Salò l'ultimo baluardo dell'esperienza politica fascista in Italia. Come è successo altrove, con la fine della guerra, la città sviluppò un vigoroso antifascismo, che tuttavia non recise sempre e del tutto i fili
  11. A me non risulta...però lo trovo molto bello e appropriato. Magnifica l'esecuzione di Horowitz, che fa emergere, come sempre, la sua riconoscibilissima personalità sonora.
  12. Secondo me, no. La cosa bella, quando si ascoltano i grandi artisti, è trovare rivelazioni inattese nel repertorio apparentemente più semplice. Visto che si parlava di Sokolov, con lui ho alcuni esempi a riguardo. Spesso propone tra i bis pezzi semplicissimi, ma che sotto le sue mani diventano gioielli, come questo: E' un valzer di Chopin semplicissimo, da principianti quasi, più che dilettanti. Lo hanno suonato praticamente generazioni di pianisti in erba. E' un pezzo postumo, sul quale ci sono persino dubbi di autenticità, se non ricordo male. Ebbene GS, da gran
  13. Beato te 😉... Credo che sia molto vero quello che hai spiegato, parlando di una sorta di empatia tra interprete-esecutore e musicista. Mi viene in mente Richter che diceva di faticare a trovare affinità elettiva con Mozart, e gli dispiaceva assai. Oppure penso a Horowitz che ha suonato poco e senza convinzione Beethoven: impazziva per Schumann, da vecchio impazziva per Mozart, amava Clementi...e con Beethoven, che è un po' in mezzo a tutti questi, non è scattata la scintilla. Un saluto a tutti, Angelo
  14. Dico la mia, da profano e per sentito dire, per cui benvengano correzioni e precisazioni di ogni tipo. A me sembra che in Chopin la difficoltà esecutiva sia commisurata all'effetto: le terribili ottave della Polacca op. 53 creano comunque un effetto di doppio, epico crescendo, che ha un forte impatto sul pubblico. Per l'uomo della strada, forse in ragione di qualche film di successo, Rachmaninov passa per compositore che ha scritto cose difficilissime. Rachmaninov, oltre a essere stato compositore, è stato un eccellente e ammiratissimo pianista concertista, che sapeva benissimo quel che scrive
  15. Tra i maghi del suono viventi un posto non deve mancare per il buon Sokolov, pianista che ha fatto della ricerca sonora la cifra del suo percorso artistico. Propongo questa esecuzione in cui appare quasi più gouldiano di Gould: Nel Preludio trovo abbagliante il nitore dello staccato della destra abbinato alla nota tenuta della sinistra...apparentemente nulla di difficile, ma un amico pianista mi diceva che ottenere tali sonorità è cosa concessa a pochissimi.
×
×
  • Create New...

You seem to have activated a feature that alters the content of pages by obscuring advertisements. We are committed to containing advertising to the bare minimum, please consider the possibility of including Melius.Club in your white list.