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Altainefficienza

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  1. @Velvet alla fine, restando in un campo di funzionamento che non preveda l'evaporazione dello smalto dal filo dell'avvolgimento o la fusione dello stesso, la potenza dichiarata per il trasformatore è sindacabile, dipende da quanta qualità vuoi. Ovvero, se non ce la fa con quella corrente, semplicemente inizia a distorcere prima, saturando inizialmente alle basse frequenze (ma se guardi le casse con cui venivano accoppiati capisci che le basse frequenze non erano nei radar). Quando vai a progettare un T.U., uno dei parametri che specifichi è la minima frequenza a cui vuoi farlo lavorare. La dif
  2. @Velvet fuori discussione che fossero costruiti molto bene, il cablaggio punto a punto è esemplare. Ho una piccola collezione di ampli italiani d'epoca e gli standard erano molto alti, la nostra manodopera è sempre stata valida. Poi si potrebbero fare discorsi sull'esterofilia e su quanto poveri fossimo per creare un mercato interno importante. Certo che se vuoi farli suonare come potrebbero devi escludere i controlli (sarebbe anche reversibile), a parte le doverose sostituzioni dei vari elettrolitici di filtro. Ma a questo punto tanto vale costruirsi qualcos'altro...
  3. @Velvet ho letto tanti anni fa che è pure bensuonante (fatta la tara al fatto che in un ampli la valvola è solo uno degli ingredienti). Ho appena regalato il mio Perser che le monta ad un amico che vuole usarle per una coppia di ESL57... L'ampli suona ma si arrangerà lui a sistemare tutti quei maledetti commutatori.
  4. @oscilloscopio verissimo... Unison non ha mai prodotto ampli con le EL84. Ho cercato in vari data sheet on line e ne ho trovato uno RCA che specifica la massima temperatura sul bulbo delle 6973 (250°) e 7320 (altra versione professionale della EL84), ovvero 225°. La 6973 era abbastanza tirata... Ma la rincorsa alle potenze elevate era iniziata. Non so se fosse dififcile o costosa da produrre: 20 watt veri erano potenza da 6L6, 5881, ed anche di molti finali con le EL34. Un saluto, Piero
  5. @oscilloscopio però l'Unison usava le EL84. Adesso io non so gli intrecci delle produzioni russe, da loro di EL84 ne sono usciti principalmente due tipi (parlo di export moderni in occidente, a parte le varie rimarcature), le normali e le "M" (rinforzate, un po' come le E84L o le 7189). Le EL84M avevano buona fama, anche di robustezza, quanto alle qualità audio non so se si possano paragonare alle storiche (Philips, Telefunken, Siemens...) - discorso infinito. Non so se quella tecnologia abbia a che fare con le 6973: sono valvole comunque diverse, non solo come ratei ma anche come piedinatura.
  6. @Velvet probabilmente sono quelle col Philips... Mi ricordo che le avevo trovate esattamente la bellezza di 36 anni fa... Pagato 30000 Lire ampli e casse, un investimento per me quella volta. Anch'io non ricordo bene quanto grandi fossero 😄. Testa le 6973, se sei abbastanza fortunato sono ancora buone. Sul mio Perser erano OK. Un saluto, Piero
  7. @Velvet la domanda è se le Electro Harmonix siano buone come le vecchie RCA... Queste ultime erano robuste, se si pensa all'utilizzo continuativo nei Juke box. Sono molto sollecitate con quelle dimensioni fisiche rispetto alla dissipazione (c'erano ampli push pull che dichiaravano 25 Watt RMS, praticamente il doppio della grande maggioranza di quelli basati sulle EL84). Ho avuto sia le casse col Philips che con il PAX 20, entrambi da 8", a memoria non erano più grandi di queste (il reflex sulle Philips era un buco sulla cassa, T&S erano da venire). Ho trovato al volo questo proge
  8. @Velvet @madero Perser ha utilizzato, in quegli anni, sia larga banda bicono Philips (non quelli di lusso come i 9710, ma quelli con il magnete più piccolo 3800), dei Goodmans, oppure i Pioneer PAX 20 e 30. I PAX non sono affatto una copia brutale dei Tannoy, non sono dei coassiali ma dei concentrici. Ho trovato utilizzati sia i 20 che i 30, molto interessanti non fosse che per la costruzione deliziosa. L'unico coassiale (ma non del tutto, perché il tweeter è disassato) è lo splendido PAT38, che però somiglia molto più ad un Jensen 610 che ad un Tannoy (non fosse altro che perché è un 3 v
  9. @Lestratto Può darsi che abbia ripreso a funzionarere regolarmente perché i vari punti che ne necessitano hanno ricominciato a ricevere lubrificazione: ma io lo farei vedere comunque. Di Lucchetti so che lavora bene... A Roma non saprei dirti, io sono a Mestre e i miei gira cerco di sistemarli da solo. Cordiali saluti, Piero
  10. Non ha i potenziometri... La regolazione della velocità è con un freno eddy current. Potrebbe forse essere il lubrificante degli alberi del motore o della pulleggia, o del perno. Va controllato, per non sforzare inutilmente il motore. Un saluto, Piero
  11. @robyroadster queste sono del 1979, Tetris del 1984. RCF dovrebbe farsi pagare i diritti? Comunque devo ancora decidere se mi piacciano o meno... Sicuramente ci hanno provato. Qualcuno ha citato le Jim rogers 149? Un saluto, Piero
  12. @Morenik per il Rococò vedo molto meglio certe Tannoy (mi ricordo le Westminster con chiavetta in ottone provate da Suono...), oppure queste Altec Milano 😂:
  13. RCF BR2000: a memoria avevano vinto un premio per il design al SIM. Ora in rete ho trovato due immagini di cui una sola con le griglie, copertina di Suono (che non so se si possa pubblicare, suppongo i moderatori sappiano regolarsi). Un saluto, Piero
  14. @Bazza i medioalti sono caricati a tromba, dipende dal modello, il basso è reflex. Stephens faceva parte del "giro" JBL/Altec, e costruiva altoparlanti effficienti come si usava all'epoca. Un saluto, Piero
  15. @Bazza anno 1956... quegli altoparlanti sono stati concepiti 65 anni fa...
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