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faber_57

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  1. Da una dichiarazione di ieri della Meloni: "...ma il Green pass per entrare al bar a prendere il caffè farà scappare milioni di turisti..."
  2. Quindi mi stai dicendo che la SPECTRE non esiste? Provamelo.
  3. Confermi il mio pensiero 😁. Dicessi ad un mio interlocutore alcune frasi lette in questo thread, minimo prenderei un papagno in faccia. E comunque era una osservazione generale: excusatio non petita, accusatio manifesta....
  4. Io non so se i ceffoni possano o no servire, ma mi sono accorto di una cosa: qui dentro ci si insulta pesantemente e reiteratamente in assoluta allegria. Noto fra l'altro che il livello di permalosità è bassissimo, in quanto gli insultati incassano con assoluta nonchalance restituendo colpo su colpo. Se in famiglia, o al lavoro, o con amici io mi fossi comportato così, probabilmente oggi sarei solo come un cane, senza lavoro e senza amici.
  5. Corretto. Dovevo fare un due vie e, per evitare casini all'incrocio ho comprato uno Scan Speak D2905-9700000, che scende alla grande con bassa distorsione. Poi ho regolato la frequenza di taglio (48 dB/ottava) misurando la TND (o la distorsione multitono che ha lo stesso scopo) riuscendo a scendere fino a 1600 Hz. Un buon compromesso non potendo utilizzare una terza via. Questo per ribadire che le misure servono a verificare passo passo la buona riuscita di un progetto. Naturalmente questo non basta a far sì che suoni "bene". Ma almeno non gracchia 😁.
  6. Domanda banale: ma hai misurato la risposta in frequenza nel punto di ascolto? Perchè, sinceramente, non penso proprio che un cavo di alimentazione ed un alimentatore possano stravolgere il suono; dico meglio: a me non è mai successo. Invece buchi e picchi sì che creano problemi grossi.
  7. Credo tu ti riferisca alla distorsione del woofer del due vie: tagliato passa alto intorno ai 100 Hz in effetti intermodula di meno sulle medio basse. Per quel che riguarda il peggioramento del suono, può essere dovuto a vari motivi: un incrocio tra sub e woofer non ottimale, con conseguente buco o picco mi sembra il più probabile.
  8. Più di 30 anni fa Giussani fece una splendida serie di articoli su Audio Review che spiegavano nel dettaglio proprio questi aspetti, dispersione verticale inclusa. Spiegavano come progettare un crossover, dove mettere gli altoparlanti, come misurarne i parametri con, come ciliegina, il progetto di un diffusore con una particolarissima forma. E più o meno in quel periodo Aloia spiegava perchè e per come la multiamplificazione fosse una gran cosa. Il tutto rigorosamente accompagnato da misure. Le quali però non dicevano se l'aggeggio costruito sarebbe poi piaciuto al signor Audiofilett
  9. In teoria (e cioè con un crossover digitale a pendenza infinita) sì. Ogni altoparlante mantiene la sua dispersione nel range di frequenze in cui viene utilizzato. E' chiaro che per non avere "salti" gli altoparlanti, nella zona di incrocio, devono avere la medesima dispersione: obiettivo approssimabile, ma di certo non raggiungibile. Sempre di compromessi parliamo: ma di certo minori rispetto a quelli che si devono fare con crossover più blandi. Parlo naturalmente di misure in ambiente anecoico. Quando entra in gioco l'ambiente si rimescolano le carte e per non avere fluttuazioni occ
  10. Non lo è, su questo hai ragione. E finchè uno ascolta apparecchi e dà un'opinione, tutto bene. Se non sbaglio tu sei un recensore di apparecchi, e fornisci ai tuoi lettori il tuo parere: coloro che hanno una sensibilità vicina alla tua concorderanno con le tue opinioni, altri no. Però sono sicuro che concorderai con me quando dico che per un progettista le misure dicono quasi tutto sull'apparecchio che sta progettando e costruendo; e ciò semplicemente perchè lui ha ben chiaro l'obiettivo da raggiungere (si spera). Se non misura è un apprendista stregone.
  11. Guarda che io non parlo di come suona, ma dei punti a favore "tecnici". Non ci piove sopra sul fatto che approssima il crossover ideale, E nemmeno che può riallineare nel tempo gli altoparlanti. Mica dico "suona meglio"! Su questo dovremmo assolutamente concordare.
  12. Più passano gli anni, più penso che, in assoluto, non esista. Un giradischi, ritenuto da molti audiofili la migliore sorgente possibile, alle misure mostra distorsioni mostruose di tutti i tipi. Per questo tento di non entrare nelle dispute "suona bene" o "suona male" e preferisco concentrarmi sull'aspetto tecnico. Per farlo mi do degli obiettivi precisi (ad esempio quando autocostruisco un diffusore mi pongo certi limiti di distorsione in certi range di frequenze), ma so benissimo che altri tecnici si pongono obiettivi diversi. Quello che però mi da fastidio (e alcuni interventi in
  13. Comunque, per chiarire il mio pensiero, credo che le misure siano utili: - in fase di progettazione per verificare quanto il progettista si stia avvicinando al modello che si è prefissato di ottenere; - in fase di test per capire che cosa voleva ottenere il progettista e quanto ci è riuscito. Sulla possibilità di misurare la "qualità" sarei più cauto, perchè sappiamo benissimo che sono molto apprezzati nel nostro ambiente autentici obbrobri tecnici con misure paurose: quando entra il gioco il cervello umano ci si può aspettare di tutto. Al limite si potrebbe fare un discors
  14. Il mio intervento riguardava esclusivamente il discorso crossover. Un crossover digitale si avvicina al crossover ideale (pendenza infinita): questo permette di affidare ai soli altoparlanti l'onere di rispondere alle specifiche di progetto. Un bel passo avanti. Tu ti riferisci ad un intervento sulla risposta in asse che si ripercuote su quella fuori asse: credo che gli effetti incalcolabili di cui parla Atc siano da imputare all'ambiente, in quanto quelli sulla risposta fuori asse senza ambiente (in anecoica) sono calcolabilissimi, posto che si sia misurato bene l'altoparlante in asse e
  15. Esistono due risposte in frequenza da tenere d'occhio. Quella sull'asse e quella del campo riverberato. Quella sull'asse può essere manipolata fino a raggiungere il target desiderato. Quella del campo riverberato dipende sia dall'ambiente sia dalle scelte fatte riguardo al tipo di crossover da utilizzare ed alla sua frequenza. Utilizzare un crossover digitale semplifica enormemente il lavoro necessario per linearizzarla.
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