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Top content from across the community, hand-picked by us.

Parliamo di Pioneer
Salve a tutti, gradirei conoscere dagli esperti del "vintage" quali sono tra gli amplificatori sia integrati che separati pre-finale, che meglio suonano e quindi hanno sia un' importanza collezzionistica, che di valore "audiofilo" della PIONEER.
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[sound masters] Parliamo di Mark Levinson: esperienze, sensazioni ricordi.
Vorrei che questo fosse il primo di un piccola serie di thread dedicata alle nostre esperienze, alle sensazioni, ai ricordi legati ai veri [sound masters]: quelli che hanno fatto la storia del suono in casa, i maestri. Spero che molti abbiano questo stesso mio interesse.
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A che punto siamo con l'alta risoluzione?
Ci sarebbe qualcuno che gentilmente mi faccia il punto sull'alta definizione audio?
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ESS 422H cuffia con l'Air Motion Transformer di Heil
La ESS 422H è una cuffia chiusa a due vie con il mitico Trasformatore di Heil: https://amzn.to/39lIpLL
Chi ne sa qualcosa? Il prezzo è allettante, la costruzione sembra superba, il Trasformatore di Heil sappiamo di cosa è capace... 🤨
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Febbraio 2021: novità in libreria
Inizio la rubrica con una vera chicca in uscita proprio in questi giorni: Sangue inquieto...
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All'origine dei Pilastri della Terra
Quando avvicinarono I Pilastri della Terra al suo Il Nome della Rosa, Umberto Eco, indignato, disse:
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Migliore amplificatore integrato XXI secolo
Parlando solo di oggetti che avete ascoltato di persona personalmente: qual è il miglior amplificatore integrato tra quelli usciti dal 2000 ad oggi?
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Schumann: Carnaval Opera 9
"Le origini di questa composizione risalgono ad una particolare circostanza. Una delle mie conoscenze musicali essendo originaria di una piccola città dal nome di Asch e siccome le quattro lettere costituenti questo nome figurano ugualmente nel mio, ebbi l'idea di valermi della loro significazione musicale come punto di partenza di una serie di brevi pezzi, nello stesso modo in cui Bach aveva fatto in rapporto al suo patronimico. Sollecitata la fantasìa da codesta trovata, un brano succedeva all'altro senza che me ne avvedessi, e siccome ciò avveniva durante la stagione di Carnevale del 1835, una volta finita la composizione, aggiunsi i titoli e le diedi la denominazione generale di Carnevale".
 
Ecco le note del medesimo compositore su queste "Scènes mignonnes sur quatre notes".
Non so perché ma il Carnaval mi ha sempre attratto, indipendentemente dalla sua forma così di rottura rispetto al canone della forma sonata.
I suoi picchi, i suoi accartocciamenti, i respiri, i pianti; tutto a me è sempre sembrato presente in questa composizione.
Come già scritto nel post su ABM, avendo ascoltato il concerto di Berna del 1972 segnalato da @Grancolauro, le interpretazioni che prediligo sono proprio del Nostro, sia quella del 1957 a Londra che quella del 1972, una novità splendida che però il Tubo non mi fa incollare.
Segue, beninteso a mio modesto modestissimo certamente soccombente parere, la versione glaciale di Eliso Virsaladze del 1971.
Ho apprezzato molto anche Arrau, Kissin e Shura Cerkassky.
Evviva Schumann ed il Romanticismo dunque, ma bene interpretato.
Buoni ascolti
 
 
da 22.09
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Gennaio 2021: novità in libreria
Benvenuti alla rubrica del mese di gennaio 2021! La novità, di buon auspicio per questa rubrica, è che, con il nuovo anno, disponiamo di una piattaforma più capiente e performante e di questo non possiamo che rallegrarci.
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Joy Division a 33 anni dalla morte di Ian Curtis
Non vi sono forse altri esempi di energia pura, scaturita dalla disperazione
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Un Marantz 1060, la nebbia, le luci, i sogni, i desideri
Annuncio su rivista Mercatino: "Vendo Marantz 1060 perfette condizioni lire 50.000". Telefono e mi precipito.
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La bellezza dei giradischi
Avevo già aperto un tema simile, nel vecchio "contesto".
Ma questo nuovo bellissimo forum si merita altro e di meglio, per cui mi piacerebbe dedicare questo tread proprio alla bellezza e al fascino di uno degli oggetti più fascinosi e conturbanti mai creati per la riproduzione musicale.
Tanto per cominciare, un nuovo prodotto di manifattura, proveniente dalla Polonia (uno dei paesi a più forte sviluppo nel settore high end) e dedicato alla poetica metafisica di Oscar Niemeyer, il progettista di Brasilia.
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Bose 901
Fortunata realizzazione del grande Amar Bose, costruita in innumerevoli esemplari e versioni, scaturito dal progetto "2201" (la sfera pulsante di cui ricordavo in altro 3D, concepita negli anni '50!). Chi le ha (le 901)?
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C'era una volta "Operadisc" (ed io ho l'onore di esserci stato)
Credo che, in uno spazio riservato alla musica, si possa aprire una piccola finestra sulla musicologia, sulla critica, sul "parlar di musica".
Quindi non racconterò di dischi né di concerti, ma della mia piccola, personale testimonianza come autore di editoriali e di recensioni in un sito, ma più che un sito una vera e propria rivista online, che ha sospeso le pubblicazioni quasi due anni or sono, ma che continua a sussistere online per essere consultato, letto ed apprezzato. E' stata una bellissima avventura, alla quale sono stato chiamato quasi "a forza", in ragione della mia più che proverbiale pigrizia, nell'ormai lontano 2016. Gli amici di "Operadisc" mi hanno coinvolto nel loro progetto in qualità di appassionato (non dirò mai "studioso", perché è un termine che confligge con la mia pigrizia ?) di opera secentesca, con particolare riguardo per un autore, Francesco Cavalli, che a mio parere è il vero padre dell'opera così come la conosciamo. Più giù allegherò i link di alcuni miei editoriali, giusto per consentire ai curiosi di annoiarsi a dovere ?.
Quegli editoriali ebbero una risonanza, nell'ambiente piuttosto piccolo dei secentisti, che io mai e poi mai mi sarei aspettato: mi fruttarono l'amicizia personale con direttori d'orchestra e cantanti, l'attestato di stima da parte di Elvio Giudici, che mi confessò di aver sempre letto i miei articoli con grandissimo interesse. Fu per me una grande soddisfazione quando, il giorno in cui (durante MITO Settembre Musica del 2017) venne a Torino la Cappella Mediterranea ad eseguire il Diluvio Universale di Falvetti.
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Beethoven Revolution - Jordi Savall
Spulciando nel forum, ho notato come già qualcuno abbia accennato alle recenti registrazioni beethoveniane di Jordi Savall. Dopo averle ascoltate, penso che meritino un thread a parte, a cagione della loro altissima qualità musicale e tecnica.
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Cavo di Alimentazione Eclipse by Neutral Cable
Stavolta mi avventuro in un terreno insidioso, quello dei cavi di alimentazione.
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Inverno (Poesie, frasi, aforismi, passi preferiti)
Il Gatto Inverno

Ai vetri della scuola stamattina
l’inverno strofina
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Alluminio Blu e le mie autocostruzioni
A distanza di anni, dopo diverse richieste di utenti, pubblico una parte delle mie autocostruzioni.
Inserirò delle foto con delle descrizioni.
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George Philipp Telemann (Magdeburgo, 14 marzo 1681 – Amburgo, 25 giugno 1767)
Ci siamo recentemente soffermati su Telemann mentre si parlava di Beethoven e delle influenze esercitate dagli autori "antichi" sugli autori romantici e della "modernità" intesa in senso lato...
Si è detto di quanto oggi Telemann sia misconosciuto e sottostimato nonostante la sua indiscussa grandezza, nonostante sia uno dei più prolifici creatori di musica della storia, innovatore anche di se stesso, impegnato in ogni genere musicale: operistica, sacra, profana, corale, solistica, strumentale, ecc.
E' stato anche ricordato come gli ascoltatori dell'epoca lo preferissero a Bach, non per colpa di Telemann nè per colpa del Kantor, ma perché mentre Bach era troppo avanti con i tempi, la musica di Telemann, di prima grqndezza, incontrò la maggior popolarità perché più alla "moda" e calata nei tempi. Oggi Telemann sconta immeritatamente, in modo particolare in Italia, il successo riscosso in vita. 

Proviamo a conoscerlo un po' meglio, mi piacerebbe che a tal fine giungessero altri contributi. Vorrei iniziare presentando un'opera sacra per soli, coro ed orchestra da camera, con la "TrauerKantate - Du aber Daniel", composta per non si sa quale occasione funebre.
 
Faccio partire il giradischi..,  in un clima di serena malinconia quasi estatica, di grande profondità espressiva, canto umano e sacrale, ha inizio il raffinato concertato (Sonata) di violino, flauto a becco, oboe, due  viole da gamba, e basso continuo che prepara l’entrata del coro misto il quale si mantiene sugli stessi "toni" espressivi (suggerisco di ascoltare tale inizio rapinoso).
Poi è tutto un susseguirsi di meraviglie vocali, corali, strumentali.., un’opera misconosciuta che solo ultimamente viene caricata nel tubo e dalla quale traspare la grandezza del purtroppo misconosciuto autore che con quest'operta può davvero prendersi per mano con il suo "rivale" contemporaneo: J.S.Bach (non a caso la DHM propone nelle stesso disco le due "cantate funebri" di Sebastiano e di Giorgio Filippo)

La Cantata funebre di Telemann viene detta anche "Cantata dell'orologio".., non ricordo se fu una "nostra" invenzione chiamarla così quando la eseguimmo, perché nell'aria per soprano (min 13:40 ) le note ribattute dei fiati sul ritmo ostinato delle corde pizzicate della viola da gamba, sembrano alludere al battito sonoro, inesorabile ed eterno della pendola che scandisce il tempo...  sorta di "memento mori",  oppure, in fondo.., di ineffabile "ninnananna" per l'uomo, per l'umanità dolente. Geniale!

 
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Qualità video: Oled, Led, Qled, Plasma, Crt
Benvenute riflessioni in aiuto alla scelta di un televisore. Su ciò che è stato e ciò che rappresenta lo stato dell'arte del presente. Volutamente ampia e comprensiva di tutte le tecnologie presenti e passate, per approfondimenti, consigli, ipotesi, confronti e critiche di ampio respiro.
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  • 318 replies

REW Room EQ Wizard. Guida for beginners
miniguida sull'utilizzo delle funzioni principali di REW, l'utilizzo di questo preciso software vi potrebbe servire per poter misurare dentro il vostro ambiente e con i vostri diffusori la risposta in frequenza....la waterfall....e l'RT60.
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  • 391 replies

Caro Babbo Natale, portami un giradischi.
Quando il figlio di un audiofilo chiede un giradischi a Babbo Natale, corre il serio rischio di entrare in una fase problematica della sua esistenza, fino a quel momento felicissima. Ma niente paura: pupe e pupi è arrivato il vostro salvatore (che sono io).
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[lessico e nuvole] Cosa intendete per "raffinatezza"?
In termini audiofili, secondo voi di che si tratta?
 
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Dicembre 2020: numero speciale dedicato ai libri da regalare a Natale
Cari lettori, ho trascorso  parecchio tempo a cercare le pubblicazioni migliori tra le innumerevoli proposte, recensioni e mie idee, per preparare questo nostro appuntamento. Spero possiate apprezzarlo e che qui riusciate a trovare qualche buon suggerimento per i vostri regali e anche per voi stessi. Numero davvero speciale questo! Desidero infatti dedicare la rubrica non solo alle ultime uscite del mese ma, a suggerire titoli di libri che potrebbero essere oggetto di un gradito dono natalizio. Non citerò perciò  soltanto quelli in cima alla classifica nelle librerie e che si trovano un po’ dappertutto in questi giorni ma orienterò la mia scelta a 360° in modo da cercare di accontentare i gusti e gli interessi di tutti con volumi anche non necessariamente recentissimi.🍾 🥂 💫
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Stax SR-L300Limited "Anniversary 80 years"  (800 units limited sale)
Disponibilità (limitatissima) fine marzo c.a. In occasione dell'ottantesimo anno fondazione storico Marchio giapponese, un combo davvero interessante.
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  • I Blog di Melius Club

    1. joe845
      Latest Entry

      By joe845,

       

      Stavolta mi avventuro in un terreno insidioso, quello dei cavi di alimentazione. Se infatti, l’oggetto cavo (di segnale, digitale, di potenza) e la sua importanza nel risultato finale sono stati ormai abbastanza accettati e condivisi da quasi tutta la popolazione audiofila - con comunque alcuni irriducibili “cavo scettici” - quando si parla di cavi di alimentazione, l’avversità e la reticenza a riconoscere eventuali benefici aumentano di un bel po' anche tra le fila dei “cavofili” e devo dire che anche io, a volte, mi sono trovato di fronte ad oggetti la cui efficacia era quanto meno discutibile, o dubbia. 

       

      Il cavo di alimentazione nella riproduzione audio

      O meglio, sicuramente qualcosa, inserendoli in un impianto, cambiava, ma a volte, ai miglioramenti riscontrati si accompagnavano degli “effetti collaterali” assolutamente non graditi. Probabilmente il problema è dovuto al fatto che, nel caso di un cavo di alimentazione, le variabili in gioco sono ancor più numerose che non quelle interessate in un cavo di segnale e dipendenti da oggetti al di fuori del nostro controllo (ad esempio il circuito elettrico di casa). O forse si tratta solo di una certa avversione “filosofica” che porta a pensare a un effetto placebo al contrario, non sono pochi quelli che sentenziano “con km e km di rete elettrica cosa vuoi che faccia l’ultimo metro”.

      Insomma, per una ragione o per l’altra, il cavo di alimentazione è abbastanza bistrattato.

      Io, come dicevo, ho avuto esperienze altalenanti, ma siccome sono un inguaribile curioso, ho accettato volentieri di provare l’entry level (si fa per dire) di Neutral Cable, un marchio che conosco bene perché ho visto nascere e del quale conosco il “deus ex machina”, Fabio Sorrentino, con il quale ho più volte condiviso esperienze di ascolto e, in tempi remoti, anche di autocostruzione.

       

      Il cavo Eclipse di Neutral Cable

      Ma veniamo al sodo. Eclipse è, come dicevamo, l’entry level della serie che comprende anche i modelli Fascino Improved e, al top, Reference.

      Il cavo di alimentazione Eclipse, come gli altri cavi Neutral Cable, è costruito a mano con conduttori in rame OCC di purezza 7N isolati in polietilene con una sezione di 3 x 4 mmq (per fase, neutro e terra). Grande importanza è attribuita dal costruttore alla qualità del rame, alle sezioni e all'isolante dei conduttori.

      In luogo di conduttori isolati con semplice ed economico PVC (isolante utilizzato nei normali cavi dei ns. impianti elettrici) si è scelto l'utilizzo del polietilene che ha una costante dielettrica molto più bassa del PVC. Un altro aspetto che caratterizza tutti i cavi Neutral Cable è l'attenzione posta agli aspetti meccanici e vibrazionali dei cavi (Vibration Damping System) in quanto vibrazioni, risonanze o collegamenti meccanicamente non perfettamente saldi non consentono prestazioni ottimali. Nel caso del cavo di alimentazione Eclipse, i conduttori sono twistati in modo molto stretto e successivamente tenuti uniti e smorzati con strati di materiali come teflon e guaine in poliefina. I conduttori poi una volta collegati ai contatti vengono ulteriormente accoppiati ad essi mediante resine per formare un solido corpo unico conduttori - spina.

      Il cavo monta delle ottime IEC e schuko Furutech, rispettivamente FI-11 (CU) e FI-E11 (CU). Le spine Furutech sono molto solide e sorde, hanno il corpo dei contatti in composito nylon - fibra di vetro, mentre il resto della spina è in policarbonato molto spesso. Garantiscono una presa molto ferma solida, soprattutto la IEC si serra molto bene nella vaschetta.

      Insomma il cavo è molto ben fatto ed il prezzo finale è ben bilanciato rispetto al costo dei singoli componenti. Ma vediamo come va…

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      La prova in opera

      Avendo nel mio impianto i “soliti” tre pezzi (sorgente, pre e finale) decido di andare con ordine e cominciare la prova collegando il CD Yamaha CDS 1000. Tolgo quindi il suo cavo originale e monto l’Eclipse. Lo lascio andare qualche giorno senza ascoltarlo, dato che Fabio mi aveva detto che era appena stato “sfornato”, poi comincio.

       

      Il primo approccio non è proprio convincente, facendo le varie sostituzioni utilizzando tutti i CD test che uso normalmente, non è che senta sto granché. Provo anche, ovviamente, a girare la fase, ma il risultato non cambia. Boh. (ma poi ci ritorniamo) ?

      Un po' deluso provo a lasciar perdere il CD e cominciare il test sul preamplificatore: ooohhhhh, ora sì.

       

      Qui l’apporto dell’Eclipse si sente eccome. Innanzitutto tutto (scusate la ripetizione) diventa più silenzioso, il “tappeto” del rumore sembra essersi abbassato di qualche dB. Capisco che sia difficile da immaginare “se non sta suonando niente cosa vuoi che si senta?” direte voi. Vero, ma comunque, almeno nel mio caso, con pre e finale equipaggiati con triodi DHT, qualcosina, magari appoggiando l’orecchio, si sente sempre. Ecco, con l’Eclipse, questo “tappeto” si sente molto meno.

      Facendo poi partire il cd arriva il resto. I contorni degli strumenti sono più netti, e anche più regolari, più spaziati. Ci sono più armonici, le “code” sono più ricche di informazione; forse è questo il parametro che più si avvale dell’ingresso del nuovo cavo, c’è più ricchezza, sia in alto che in basso, su tutta la gamma udibile. In particolare l’alto, oltre che più ricco e materico, mi sembra anche un minimo più esteso. Occhio che non voglio dire che sia un cavo chiaro. Non sposta l’equilibrio tonale ma sembra più far emergere qualcosa che già c’era ma rimaneva un po' nebuloso.

      Poi c’è la dinamica. Anche in questo caso il miglioramento è facilmente avvertibile, seppure in misura leggermente minore rispetto alla timbrica e alla ricchezza armonica. In generale c’è più energia e forza, sembra che il sistema suoni un po' più forte.

      Passando all’utilizzo sul finale non posso che confermare le doti fin qui osservate, forse con un pelino in meno di intensità ma l’approccio rimane, ovviamente invariato.

       

      151600440_Ecl2.jpg.b8842e4eb11850d636bfceb87656c286.jpgUna cosa che voglio sottolineare e che, contrariamente a quanto mi è successo con altri cavi di alimentazione, che miglioravano alcuni aspetti, magari estremizzandoli, ma ne peggioravano altri, con l’Eclipse l’equilibrio del sistema rimane il medesimo, quello che avete scelto nel corso dello sviluppo del vostro impianto, vengono solo esaltati aspetti che, con il cavo “normale”, erano un po' “nella nebbia”, poco a fuoco insomma.

      E questo per me è uno dei migliori complimenti che possa fare a un cavo di alimentazione.

       

      Ma c’è un ma. Torniamo al CD, perché il fatto che non si sentisse quasi nessun effetto mi era rimasto un po' sullo stomaco. Non tanto per il cavo in sé stesso quanto per la credibilità delle mie orecchie (perché non sentivano grandi cambiamenti, positivi o negativi che fossero?) quindi ne facevo un caso personale.

      Caso volle che, per altri motivi, un bel giorno mi trovo a spostare alcuni cavi e quindi provo ad utilizzare il cavo originale del CD su un altro oggetto, ma la spina IEC non entra. Ma che è? Provo e riprovo ma niente… guardo bene e mi accorgo che la spina IEC presente sul cavo originale Yamaha non ha il conduttore centrale della massa. Non solo non ha il conduttore, non ha proprio il foro!! (e infatti il cavo, in un'altra presa IEC, non entrava). Di conseguenza il CD Yamaha non ha il collegamento di massa (deve funzionare col doppio isolamento)  e probabilmente è questo che rendeva l’intervento dell’Eclipse così poco efficace.

      Ottimo, le orecchie ancora funzionano e il cavo è discolpato. ?

       

      Conclusioni

      Il cavo di alimentazione Eclipse di Neutral Cable, è un ottimo prodotto, svolge la sua funzione migliorativa senza apportare stravolgimenti all’equilibrio del vostro sistema e lo fa a un prezzo che, pur non basso in senso assoluto, lo è se rapportato al materiale utilizzato (non devo esser io a dirvi che solo di spine Furutech ci sono un bel po' di soldini.).

      Nel mio sistema la “posizione” che ha dato il risultato più evidente è stata quella sul preamplificatore, leggermente in secondo piano sul finale, la sorgente è stata un caso a sé, come già spiegato. Se siete in fase di completamento e affinamento del vostro impianto, tenetelo ben presente perché è veramente un buon valore aggiunto.

    2. Avevo intorno ai 15 anni quando scesi santa Teresa, arrivai sotto Port'Alba e consegnai due settimane di sudati risparmi a Guida. E fu così che mi accaparrai la prima edizione dell'opera prima di uno sconosciuto scrittore napoletano.
      La comprai al buio, come allora si compravano libri e dischi, ma me ne aveva parlato bene una persona di fiducia e allora decisi di rischiare.

      Ho poi incontrato di persona Luciano De Crescenzo, ben 25 anni dopo, teneva una conferenza nelle cantine storiche di Mastroberardino accompagnato da una giovanissima etèra vestita come Aspasia, la sua preferita. In quei 25 anni era passato da scrittore dopolavorista a Maestro di un genere letterario e cinematografico creato da lui stesso.

      Grazie professore per avermi insegnato l'ironia ed essere riuscito dove anche Geymonat e Adorno a volte avevano fallito.

      Ci rivedremo, non importa quando, tanto il tempo non esiste.
       

       

    3. INGRESSO.thumb.JPG.96b89f760d250b9e7058bd6fe8b766e5.JPG

       

      La vera magia che compie il Carnevale è quella di fermare il tempo: almeno per qualche giorno si può dimenticare il quotidiano e lasciarsi trasportare in un mondo fantastico, ritornare bambini inventarsi battaglie a colpi di coriandoli e volare con la fantasia in quei mondi fatti di streghe, elfi, draghi, fate, creature misteriose che evocano personaggi mitologici o del futuro che viaggiano nel nostro inconscio: DES MONDES FANTASTIQUES!

      Questo è stato il tema dell’ 86esimo Carnevale di Menton durante la tradizionale e celebre Fête du Citron che ha richiamato una gran folla entusiasta un po’ da tutto il mondo.

      Domenica eravamo 240000 e, alla fine, tutti eravamo cosparsi di “confettis” (coriandoli). Moltissimi i controlli e massiccia la presenza dei gendarmi ma,  più importante ed evidente, era la voglia di fare festa e divertirsi tutti insieme... no, non c’erano gilets jaunes ma tanti...citrons jaunes che, volentieri,  giocavano e si facevano fotografare soprattutto con i bambini. La temperatura era quasi estiva, il sole splendeva e, nel cielo, neanche una nuvola! Dopo la burrasca dei giorni scorsi, anche il mare si era calmato. La scenografia era quindi perfetta!

      Prima di partire con le foto delle cartoline, però, leggete il lato B, quello che vi racconta qualcosa sulle origini e la storia di questa bella festa, e probabilmente scoprirete qualche notizia interessante. Buon divertimento!

       

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      L’idea del Carnevale a Mentone, fino allora legato a quello di Nizza, è venuta all'inizio del 1900 ad opera di alcuni albergatori che volevano alimentare e intrattenere i villeggianti durante la stagione in cui era tradizione che re, principi, nobili, imprenditori, artisti e ricchi borghesi venissero su “la Côte” a trascorrere qualche salutare settimana al mare cercando anche di curare quel triste mal sottile che era la piaga del tempo. 

      Il Carnevale di Nizza, antichissimo e risalente addirittura al XIII secolo, era l’appuntamento ideale con la sua famosa Parade e i fantastici fuochi artificiali che chiudevano i festeggiamenti . Anche la regina Vittoria partecipò alla manifestazione nel 1882. 

      Una simpatica curiosità: durante questo periodo, nella seconda serata, si svolgeva una famosa e attesa gara, retaggio genovese, che era chiamata dei “Moucouleti”.

      In realtà, come racconta la storia, questa serata presentava un gioco molto divertente dedicato agli innamorati: i giovani tenevano in mano una candela accesa mentre le ragazze la portavano ugualmente ma tenendola, con la mano alzata, sulla testa. Il combattimento consisteva nel cercare, soffiando, di spegnere a vicenda la candela degli avversari mantenendo accesa la propria. Anche le ragazze cercavano di spegnere quella di quei corteggiatori che non gradivano o quelle delle rivali. Quelli che riuscivano a mantenere il moccolo acceso cercavano poi di spegnere quello della ragazza di cui erano innamorati: se ci riuscivano avevano in premio il bacio della fanciulla amata.

      @

      Intanto, nel 1929, quando si diceva che Mentone fosse il primo produttore di limoni del continente, un albergatore decise di allestire una Mostra di Fiori e di Agrumi  nel giardino dell’Hotel Riviera. L’esposizione riscosse un notevole interesse tanto che, a poco, si sviluppò sempre di più arricchendosi di carretti decorati di agrumi, piante di agrumi e bancarelle disseminati qua e là per la cittadina con graziose majorettes abbigliate in costume. 

       

      Finalmente, la vera FÊTE du CITRON nacque nel 1934 e diventò una manifestazione indipendente dal Carnevale di Nizza, offrendo un proprio défilé “al limone”!

      Nel 1936 apparvero  i primi  manifesti e la Festa si trasferì nei pressi del Casinò, nei giardini pubblici Biovès: qui nacquero le prime creazioni con l’utilizzo di 10000 limoni e 12000 arance: il tema era un omaggio al territorio.

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      Da allora, ogni anno, in autunno, viene deciso il tema per il prossimo Carnevale, tuttavia, come succede per tutti gli eventi, alcuni anni sono stati felici e altri meno sia per cause climatiche (anni di forti piogge e addirittura neve nel 1956!) che politiche, come il 1991, soppresso per motivi di sicurezza a causa della guerra del Golfo.

      Ecco le tappe principali e alcuni dei temi importanti che sono stati sviluppati nel corso degli anni passati:

      Nel 1959 gli agrumi dei carri non vengono più infilzati in lunghi spilloni ma ancorati e legati tra loro per mezzo di elastici. Quest’anno ne sono serviti 750000!

      Nel 1973, in omaggio a Jules Verne e allo sbarco sulla luna, il tema è stato: “Dalla Terra alla Luna”; a Jules Verne si ritornerà nel 2013 con “ Il giro del mondo in 80 giorni”.

      Dal 1995 al 1999 i temi sono dedicati agli eroi dei fumetti : Asterix, Obelix, Tintin, Lucky Luke, personaggi di Walt Disney e del film “Fantasia”.

      Nel 2000 sfilano per la prima volta i carri di agrumi articolati nei movimenti.

      Nel 2002 il tema è italiano : Pinocchio.

      Molte edizioni, invece,  hanno scelto temi geografici che spaziano nei viaggi e vanno dalla Cina all’India, a regioni europee e grandi isole.

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      Occupandoci di questioni più pratiche, viene spontaneo domandarsi da dove vengano ben 140 tonnellate di agrumi, quantità impossibile per un comprensorio così piccolo... E poi, se i limoni di Mentone sono così speciali e pregiati, perché sciuparli nella creazione dei carri? E dove finiranno alla fine del Carnevale?Chi li fa e chi li disfa?

      Eccomi qua a cercare di dare una risposta a queste domande che io, come voi, suppongo vi siate posti!

      Allora, da quel che ho saputo, nessuno degli agrumi impiegati proviene dal territorio e neppure dalla Francia! Arrivano in maggioranza dalla Spagna, dal Marocco e, forse anche un po’ dall’Italia e altri Paesi del Mediterraneo. Delle più di 140 tonnellate, acquistate dal Comune, 100 servono per decorare il Jardin, la cui visita costa 12€ e che ospita le strutture immobili. Un po’ più di 30 invece servono per allestire i carri della sfilata ( per assistere i costi vanno dai 10, in piedi ai 25 €, seduti in tribuna) e il restante per risistemare quelle che, nel corso di quindici giorni, periodo della durata della manifestazione, si deteriorano. Alla fine, quando si smontano gli allestimenti, gli agrumi vengono svenduti, per pochi euro, in sacchetti che le famiglie acquistano ( ma solo in parte, circa 6 o 7 tonnellate), per divertirsi creando giochi per i bambini o dilettandosi, a loro volta, in piccole creazioni. Uno dei giochi più comuni è quello di creare piramidi e, sempre con gli agrumi, bombardarle per vedere chi riesce ad abbatterne il maggior numero.

      Va detto che questi agrumi non sono di grande qualità e che, difficilmente si sarebbero venduti perché magari trattati con prodotti non conformi alle norme relative all’alimentazione. Restano comunque dubbi su altri eventuali usi.

      Dalla preparazione allo smantellamento, ogni anno, vengono assunte dal Comune centinaia di persone tra cui molti studenti e pensionati che si avvicendano nei vari compiti.

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      Adesso però divertitevi e rilassatevi guardando un po’ di cartoline che arrivano fresche fresche dalla festa del 24 febbraio scorso! Alla sfilata però, lo vedrete, non c’erano solo i carri di agrumi, 10 in tutto, ma parecchie altre attrazioni si susseguivano con performances di acrobati e artisti di strada, animali gonfiabili giganti, danze tipiche eseguite dalle simpatiche e bellissime rappresentanti dei Territori d’Oltre Mare, dame e cicisbei della Commedia dell’arte, violiniste, robot, maschere varie, velocipedi, carri meccanici di mostri  giganteschi che sparavano neve e coriandoli o che sbuffavano fumo dalle narici... Fantasie oniriche di ogni età e di ogni tipo...senza tempo, insomma, come le mie cartoline!CA3.thumb.JPG.3afa2e46908c76f0e59b25d76283c265.JPGCA4.thumb.JPG.c6858f40433065d8e276d242cd62156f.JPGCA5.thumb.JPG.98077b8241b9b351262ff0b891ee259a.JPGCA7.thumb.JPG.29bf76c49f543035cf6d648deaab51d0.JPG

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      Purtoppo la mia carrellata finisce qui, con la Chimère... lo spazio è tiranno e io avevo ancora un po' di cartoline... vedremo se mi sarà possibile inserirne altre prima o poi...per ora restano alcuni spazi vuoti...Peccato!

      BUON CARNEVALE A TUTTI!!! 

      IMPORTANTE! Sono riuscita a postare qui sotto, in altri post successivi...  ?

       

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