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Top content from across the community, hand-picked by us.

Ricomincio da tre: Sonus Faber Electa Amator III
Un compleanno deve essere sempre festeggiato, soprattutto poi quando è quello di una delle realtà para – industriali di assoluta eccellenza del nostro paese: la Sonus Faber S.p.A. di Arcugnano, Vicenza.
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Post in Ecco i dischi che avete consigliato in 10 anni
@paolippe "DECISAMENTE CONSIGLIATO!"
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Come mettere a punto giradischi e testina: mini guida per neofiti del vinile
Con il ritorno di moda del vinile, sempre più spesso noi vecchi barbogi cresciuti a base di musica analogica, veniamo interpellatati dalle new entry sul settaggio del giradischi.
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Per chi vuole avvicinarsi alla Classica ...
In questi giorni ho avuto modo di scambiare 4 chiacchiere con diverse persone appassionate di musica ma con pochissime (se non addirittura nulle) competenze di musica classica e quindi  anche di storia della musica.
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Post in Ecco i dischi che avete consigliato in 10 anni
@mozarteum "Impressionante ed incredibile è la Donna senz'Ombra di Bohem del 1955 per la Decca, appena un po' asprigna negli acuti, ma spaziosissima, voci perfettamente integrate, chiara e possente. A mio avviso è il top, superiore anche a Solti in CD".
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Dingo Famelico, storia di un trafficante di vintage audio
Si aggira come uno sciacallo tra mercatini, soffitte e aste on-line con un unico scopo: riempire le proprie tasche. Ma gli affari non vanno sempre per il verso giusto.
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La buona psicoacustica
Si dice che le differenze d’ascolto siano spesso soggettive e imputabili a psicoacustica. In linea di massima concordo. Pero’ non e’ un male sempre. Per quale ragione un Sokolov si ascolta al concerto con luci semibuie?
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EVA Expo Video & Audio
EVA Expo Video & Audio. La prima manifestazione internazionale di audio e video che si tiene in Italia dopo tanti anni di silenzio.
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Come comprare su Amazon usando il banner Melius?
Mettiamo che volessi dare una mano al sito, con un ringraziamento "pratico" non solo a parole.
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Magnat Transpuls 1500 - D'Appolito
Magnat Transpuls 1500 - D'Appolito
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Ho provato i cavi Duelund
Riprendo in mano l’argomento,  sto parlando dei Duelund Tinned copper in rame stagnato, venduti a metro, e in tre spessori (mi pare 16, 18 o 12 gauge).
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Magnat Transpuls 1500
Il costruttore dichiara di essersi ispirato ai grandi modelli del passato ormai sostituiti dai modelli a torre... trovo curioso il tweeter... chissà come andranno. Per caso qualcuno che frequenta mostre (soprattutto in Germania) ha avuto modo di vederle/sentirle?
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Sonus Faber Elipsa
Sonus Faber Elipsa
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Bose 301 series II Direct Reflecting Loudspeaker System
Il best seller del prof. Amar Bose, in vendita dal 1983 al 1991, nacque per essere posto in libreria, in orizzontale, col deflettore orientato secondo i dettami del professore. Sono inconfondibili per il loro design asimmetrico ed il caratteristico array di tweeter a cono in "Free Space", che si accompagna ad un woofer da 20 cm. caricato in reflex.
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Opera Grand Callas, concretezza ed eleganza made in Italy
La bella e corposa Grand Callas è uno fra gli ultimi diffusori della ditta trevigiana Opera Loudspeakers.
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The JBL HP Series Story
Da sempre ringrazio Quirino Cieri @qcieri, in maniera vera e sentita, e ora vi dirò il perché di tali ringraziamenti.
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Stagno di qualità per saldature
Ho acquistato questo stagno.
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I Primare di Salvo
I Primare di Salvo
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Come scegliere il subwoofer: mini guida per neofiti
Per alcuni il subwoofer è fatto per l'home theater e i suoi effetti nella riproduzione audio musicale sono dubbi o addirittura negativi: ebbene non è così.
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Wtfplay... ne vogliamo parlare?
Dopo aver letto le sole 2 righe entusiastiche scritte da Ipoci sulla presunta qualità di questo player (Wtfplay), oggi ho voluto provare ad installarlo. Vi dico solo una parola... provatelo!!!
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Post in Ecco i dischi che avete consigliato in 10 anni
"Ed eccoci qua, proiettati in un club hard bop della New York del 1968, sul palchetto a tre metri da noi c'è Pat Martino, per me il genio della chitarra bop. L'incisione ha il sound di quegli anni ma allo stesso tempo è nitida, estesa, dinamica, silenziosa, tale da mettere alle corde anche un ottimo impianto".
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The forgotten front
Ovvero la liberazione di Bologna. Un importante documentario della Cineteca di Bologna, disponibile fino al 25 aprile in streming, a 3 €. Contiene documenti inediti. Conoscendo la qualità dei lavori della Cineteca mi aspetto molto.
https://festival.ilcinemaritrovato.it/the-forgotten-front/
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La pubblicità Hi Fi vintage
Gli anni '70 ed '80 hanno visto il boom dell'Hi Fi e le varie costruttrici si sono date grande battaglia nel proporre modelli e prodotti (non sempre) all'avanguardia.
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Serie TV
come suggerito da molti direi di aprire un topic (questo  ) sulle serie tv, magari sarebbe utile specificare il canale che le trasmette (sia in chiaro che a pagamento) genere e trama per sommi capi senza spoiler
 
 
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Cappa giradischi graffiata? No problem, trovato il prodotto definitivo (1a parte)
Coperchi graffiati si è trovata la soluzione definitiva?
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  • I Blog di Melius Club

    1. Il best seller del prof. Amar Bose, in vendita dal 1983 al 1991, nacque per essere posto in libreria, in orizzontale, col deflettore orientato secondo i dettami del professore. Sono inconfondibili per il loro design asimmetrico ed il caratteristico array di tweeter a cono in "Free Space", che si accompagna ad un woofer da 20 cm. caricato in reflex.

       

      Sono qui per parlarvi di una coppia di diffusori a cui sono legato, diciamo così, sentimentalmente: mi hanno accompagnato per tanti anni di ascolti, poi, causa vicissitudini e cambi di abitazione, erano finite in cantina. Da qualche tempo hanno riconquistato un posto nella mia sala di ascolto, rivelando doti che solo il loro posizionamento ottimale ha svelato. Vi sto parlando di una coppia di Bose 301 series II, anno di acquisto 1986.Bose 301 series II

      Per lunghi anni hanno costituito la voce del mio impianto: acquistate assolutamente d'impulso, dopo ascolti casuali, aveva fatto colpo, lo confesso, il fatto che fossero "diverse" dagli altri diffusori allora in giro, con un prezzo alla portata delle mie tasche e, soprattutto, un modello da scaffale, dato che in quel periodo la mia camera permetteva il loro collocamento solo su di un lungo mobile addossato ad una parete.


      Il mio impianto
      Il resto dell'impianto era costituito da un gira e un ampli Technics, a cui affiancai prima una piastra Aiwa ed in seguito un lettore cd Sony. Per 15 anni ho ascoltato musica da questo impianto, sfruttando relativamente le doti delle 301 in quanto il loro posizionamento seguiva solo in parte le raccomandazioni del produttore.
      Da allora è passato tanto tempo e negli ultimi anni, nonostante pochi soldi a disposizione, la passione per l'ascolto hi-fi si è risvegliata: grazie al Forum il mio universo audiofilo si è aperto a cose che non avrei mai pensato: ampli cuffia, dac e tutta una serie di catene audio sono mano a mano entrate nello spazio di ascolto che ho a disposizione, uno studiolo di 4,80 per 3,80 mq, mediamente arredato.
      Complice tutta una serie di passaggi, ultimamente mi è tornata la voglia di ascoltare le vecchie e gloriose 301, che non ho mai avuto voglia veramente di vendere. E qui comincia il bello. Sono andato a ripescare il manuale d'utilizzo e ho cercato di vedere se potevo realizzare nel mio spazio di ascolto un posizionamento ottimale.

       

      Il posizionamento ottimale
      Da notare che questi diffusori, come anche le più prestigiose 901, hanno vincoli di posizionamento che, se non rispettati, vanificano molto della esperienza di ascolto. La prima necessità è stata quella di dotami di stand adeguati senza spendere una follia: ho optato per l'autocostruzione, aiutato da un amico volenteroso e l'amicizia di un falegname. Ne è venuta fuori una coppia di stand in legno dal colore simile alla impiallacciatura Bose 301 series II studiolodelle 301, alti 70 cm e con alla base dei piedini ottenuti con dei battiporta di gomma, dunque una situazione di disaccoppiamento. L'altezza scelta è una via di mezzo tra il minimo consigliato da Bose (45 cm) e l'idea di una altezza della fonte sonora vicina alla altezza delle orecchie da seduto. Il direzionamento delle coppie di TW (che formano un angolo di alcuni gradi diretto verso l'alto gli anteriori e paralleli i posteriori) mi ha fatto comunque scegliere di tenere la posizione dei diffusori leggermente più bassa della quota delle mie orecchie. D'altra parte tenerle più basse o più alte della misura scelta avrebbe portato ad una serie di difficoltà di posizionamento nel mio spazio di ascolto e il compromesso è stato inevitabile.

      Veniamo al posizionamento. Bose consigliava nello scarno foglietto di istruzioni di rispettare innanzi tutto il corretto posizionamento destra-sinistra dei diffusori, di distanziarli tra loro di 1,2 - 3,6 m, di tenerle come dicevo almento 45 cm dal pavimento o dal soffitto e infine di distanziarle dalle pareti laterali da un minimo di 30 ad un massimo di 90 cm. Della distanza dalla parete posteriore si parlava di altrettanti 45 cm minimi. 


      Lo studiolo

      Veniamo allo spazio di ascolto: con un programmino di progettazione 3D ho fatto un rendering del mio studiolo. Per una serie di vincoli insuperabili (lo studio è utilizzato in parte anche per lavoro) non ho potuto rispettare in pieno il posizionamento ideale, in particolare rispetto alla simmetria della distanza dalle pareti laterali, rispetto alle quali c'è una distanza di circa 90 cm a sinistra, mentre a destra la parete dista circa 120 cm. Questa differenza è stata in parte compensata da soluzioni ottenute attraverso l'arredamento.
      Per il resto, le 301 sono in posizione di riposo e vengono messe a dimora per l'ascolto posizionandole a circa 70 cm dalla parte di fondo, con una distanza tra loro di 185 cm e la posizione di ascolto è a circa 2 metri, con circa 60 cm di spazio dietro alle spalle.Bose 301 series II riflessioni
      Una particolarità del mio spazio di ascolto è quella di avere due piccole librerie dove tengo la collezione di cd, identiche, che ho potuto posizionare circa 20 cm posteriormente e a lato di entrambi i diffusori: questa soluzione ha avuto un impatto notevole sulla resa delle 301, creando una superficie di riflessione del tw posteriore che esalta la funzione dello stesso. Nelle immagini potete vedere una piccola indagine delle riflessioni sonore che i diffusori generano nella stanza.

       

      Conclusioni

      Ho deciso di scrivere queste righe per il piacere di condividere un' esperienza di ascolto che con pochissimi soldi e un po' di applicazione mi sta dando moltissima soddisfazione.

      Ritornare ad ascoltare questi diffusori mi ha permesso di dire che avevo visto giusto, ma soprattutto di riflettere, se mai ce ne fosse bisogno, che il corretto posizionamento e la cura dello spazio di ascolto sono indispensabili per far rendere al meglio un impianto. Mentre ascoltavo le 301 in questi giorni pensavo che in fondo più vado avanti in questa passione e meno mi interessa di trovare la quadratura del cerchio. Ora sono più interessato ad apprezzare i pregi dell'impianto nei suoi limiti, ad accogliere più l'emozione che a perseguire assoluti. Lo ritengo un approdo che mi sta facendo apprezzare gli impianti che ho per quello che possono dare e  la trovo una posizione molto rilassante.

      (Prima pubblicazione: novembre 2012)

    2. appecundria
      Latest Entry

      By appecundria,

      Per alcuni il subwoofer è fatto per l'home theater e i suoi effetti nella riproduzione audio musicale sono dubbi o addirittura negativi: ebbene non è così, se progettati e soprattutto installati in modo appropriato, i subwoofer possono essere estremamente efficaci. Bassi eccessivi o scarsamente definiti, come pure un evidente buco nello spettro delle frequenze nella regione di crossover tra gli altoparlanti satellite e il subwoofer, sono per lo più imputabili ad una cattiva scelta e/o ad un posizionamento errato in ambiente. E allora, non c'è niente di meglio di una mini guida di Melius per aiutare gli appassionati neofiti a fare la scelta giusta. Buona lettura, buona scelta e buona musica!

       

      Caratteristiche tecniche principali

      La membrana dell'altoparlante emette da due facce, fronte e retro, che vanno isolate tra di loro. La tecnica usata per fare questo è detta "carico acustico" dell'altoparlante, questo compito è svolto dal mobile. Esiste una decina di carichi acustici diversi ma quelli che ci interessano per questa guida sono solo due: sospensione pneumatica e bass-reflex. Nei subwoofer caricati in sospensione pneumatica (sealed), il mobile è completamente chiuso, questi sono generalmente più compatti ed è più semplice inserirli in ambiente, specialmente accostati alle pareti. La risposta alle variazioni rapide di ampiezza (come nella fase d'attacco dello strumento) di un woofer in sospensione pneumatica è ottima. D'altra parte, il suono emesso da un sub bass-reflex (ported) è più forte di quello di un sealed e scende più in basso grazie all'apertura di un condotto verso l'esterno. Una via di mezzo sono i subwoofer bass-reflex con passivo (radiator) sono compatti come i sealed e riescono ad avere un accordo a frequenze molto basse come i reflex. Purtroppo questi sono più complessi e costosi dei due precedenti perché al posto del condotto hanno un altoparlante passivo.

      Bassreflex-Geh%C3%A4use_(enclosure).pngUn'altra differenza nel mobile è il design Down-firing o Front-firing: la differenza sta nella direzione dell'altoparlante. Se è rivolto verso il basso, è un subwoofer down-firing, se invece emette il suono dalla parte anteriore, si dirà front-firing. E' difficile ricavare da questo dato delle indicazioni precise sul comportamento del sub in ambiente, ci sono altre caratteristiche più incisive, tuttavia molto genericamente si può dire che nel design down-firing il pavimento funge da superficie riflettente, col risultato di avere spesso bassi più immanenti e minori onde stazionarie. I subwoofer front-firing diffondono invece il suono direttamente nell'ambiente, ciò può tradursi in bassi più accurati e veloci. Nell'illustrazione, linkata da Wikipedia, è mostrato un design front-firing caricato in bass-reflex a condotto anteriore.

      I sub hanno a bordo una amplificazione dedicata, tipicamente in Classe-D, una topologia che offre elevate potenze e bassi consumi con una minima produzione di calore. La Classe D utilizza un tipo di uscita noto come Pulse Width Modulation (PWM) che commuta tra soltanto due stati (per questo  è detta "digitale"). Per fare questo, gli amplificatori di classe D richiedono un filtro di uscita che potrebbe influire sulla qualità del suono. La topologia BASH tracking utilizza un amplificatore di Classe D solo per tracciare il segnale di ingresso e regolare la tensione disponibile per alimentare un amplificatore di classe A/B, eliminando così il filtro di uscita.

      Crossover passivi e altri circuiti analogici hanno dei limiti funzionali, il DSP è un processore dedicato all'elaborazione dei segnali nel dominio digitale. Modellando digitalmente il suono, le possibilità sono quasi infinite per quanto riguarda la correzione dei difetti naturali di un altoparlante. Il subwoofer è un ottimo candidato per l'elaborazione DSP poiché è un progetto in cui un unico progettista controlla l'altoparlante, il mobile e l'amplificatore, il risultato può essere una risposta acustica estremamente fedele alle specifiche di progetto.

       

      Connessioni e comandi

      Il sub è un componente in sé piuttosto semplice, il pannello si riduce generalmente ai quattro elementi che seguono.

      Connessione “LINE IN” (Ingresso linea). Molti degli attuali amplificatori sono dotati di un’uscita contrassegnata "Subwoofer Out" o "LFE"che offre un segnale mono già filtrato. In alternativa si possono collegare le uscite "Pre Out" dei canali sinistro e destro agli ingressi sinistro (L/LFE) e destro (R) del subwoofer. Come terza opzione c'è quella di collegare i morsetti dei diffusori dell'amplificatore con i corrispondenti del sub. Questa in verità è la scelta di molti audiofili esperti (potrei anche dire incalliti), tuttavia ad un principiante la consiglio come ultima opzione, ogni cosa a suo tempo.

      Comando “LEVEL” (Guadagno). Regola il volume di ascolto del sub, va impostato una volta per tutte allineando il livello a quello dei diffusori principali fino ad ottenere il risultato voluto. Completata questa impostazione, il comando del volume sull’amplificatore dell’impianto regolerà contemporaneamente il volume sia del subwoofer sia degli altoparlanti principali.

      Comando “LOW-PASS” (Passa-basso). Il punto di crossover prescelto determina la frequenza alle quale le basse frequenze vengono trasferite al subwoofer. Impostare il punto di crossover in base alle dimensioni dei diffusori principali. Come regola generale, per altoparlanti da pavimento, più grandi, impostare il punto di crossover tra 50 e 80 Hz, mentre se si usano piccoli altoparlanti da scaffale ovvero “satelliti” come altoparlanti principali, impostarlo tra 80 e 120 Hz.

      Comando “PHASE”. Questo comando adatta acusticamente il subwoofer ai diffusori principali aiutando a correggere le differenze di fase meccaniche ed elettriche.

       

      Posizionamento in ambiente d'ascolto
      Un altoparlante posto in una stanza può teoricamente fornire un'energia dei bassi 64 volte maggiore in un posizionamento piuttosto che in un altro, questo significa che un altoparlante deve trovarsi in un posto specifico per mantenere i suoi bassi in equilibrio con il resto del suono. Il posizionamento del subwoofer in un ambiente non dedicato all'ascolto comporta sempre dei compromessi ed è condizionato da esigenze concorrenti come arredamento, estetica, spazio disponibile, area calpestabile. Tuttavia l'ambiente è parte integrante del sistema di riproduzione ed ogni stanza ha i suoi problemi di ordine acustico, problemi che bisogna cercare di mitigare col migliore posizionamento del sub. Le basse frequenze sono non direzionali, se posizionato correttamente un buon subwoofer non dovrebbe rivelare la sua posizione, tuttavia subwoofer non ben progettati tendono però a generare rumore fuori dalla loro banda (distorsione armonica e rumori udibili delle porte), ciò rende la loro posizione facilmente rilevabile e maschera anche la gamma media dai diffusori.Assumendo di avere un prodotto di qualità, bisogna considerare che le riflessioni, le onde stazionarie, la risonanza e l'assorbimento influenzano fortemente le prestazioni e che la vicinanza di un sub a una parete piatta può causare un suono rimbombante e sgradevole. Il principale problema è proprio l'onda stazionaria (l'animazione che vedete è linkata da Wikipedia), una risonanza a bassa frequenza che si verifica tra due pareti opposte, le onde stazionarie 400px-Standing_wave_2.gif causano un aumento di livello ad alcune frequenze, un'estensione della durata del suono a quelle stesse frequenze e alcuni profondi cali ad altre frequenze. Il fenomeno non si verifica allo stesso modo in punti diversi della stanza, questo è il motivo per cui la resa di un sub varia da punto a punto pur nella stessa stanza. Insomma, si tratta di provare a collocarlo in vari punti e a regolare i comandi su diverse posizioni fino a trovare la configurazione adatta alla stanza e alle proprie preferenze. Il posizionamento del subwoofer nella parte anteriore della stanza è il più comune e di solito si traduce nella migliore fusione con i diffusori, d'altra parte un posizionamento nell'angolo può aumentare notevolmente l'uscita del subwoofer. Conviene quindi cominciare col sub posizionato tra i diffusori (non necessariamente al centro) e discostato dalla parete di fondo, ascoltare, poi accostarlo alla parete di fondo, ascoltare, poi spostarlo verso l'angolo libero più vicino e ascoltare ancora. Prendetevi il giusto tempo, anche qualche giorno di ascolto per valutare ciascuna posizione non guasterà. Due sub oppure solo uno? In genere un buon sub è in grado di sonorizzare al meglio anche un tipico ambiente italiano di medie dimensioni, però c'è da dire che con due subwoofer aumenta notevolmente la densità modale nella stanza. Il risultato è una risposta in frequenza più fluida in più posizioni di ascolto nella stanza, con meno potenziale per irregolarità evidenti nella risposta in frequenza. Consiglio: cominciate con uno, poi quando (se) vorrete fare upgrade, valutate la possibilità di prenderne un altro uguale. Accessori utili: in caso di eccessive vibrazioni trasmesse al pavimento, provate i GorillaGrit e se non bastano si può passare ai SoundCare. Potrà essere utile anche un buon cavo come il Focal Elite. Un ultimo pro memoria: i subwoofer hanno magneti grandi e potenti, tenete il vostro sub distante da apparecchi sensibili.

       

      I magnifici 5

      Ed eccoci giunti al momento delle scelte. Non ho considerato "degni" woofer di taglio inferiore ai 25 cm, e pur restringendo il budget ad una fascia tra i trecento e i seicento euro, le opzioni possibili d'acquisto restano dozzine. Quindi, senza la pretesa di emettere giudizi assoluti, ho scelto i rappresentanti di cinque interpretazioni diverse del ruolo "subwoofer budget per alta fedeltà due canali", ecco a voi i magnifici cinque sub consigliati per un neofita... ma non solo per lui!

       

      Magnat Tempus Sub 300AMagnat_TempusSub-mokka.thumb.jpg.e82d1c95904976b32d337695967f91df.jpg

      • Woofer da 30 cm in reflex
      • 120 watt in Classe D con LPC
      • Front-firing con condotti posteriori

      Presentato nel 2017, il Tempus 300A monta un altoparlante da 300 mm a lunga escursione con membrana in cellulosa dopata, la bobina mobile long-throw è ventilata, il magnete è stato messo a punto con l'ausilio di un Klippel Distortion Analyzer. Il woofer è caricato in bass reflex, front-firing, con condotti sul lato posteriore, bisognerà distanziarlo un po' dalla parete di fondo. L'amplificazione è fornita da un Classe D da 120 watt RMS con la circuitazione Magnat chiamata LPC Circuit, questa equalizza la risposta dei bassi più profondi nella gamma udibile e protegge il subwoofer tedesco da frequenze subsoniche (cioè non udibili) che potrebbero causare danni all'altoparlante. Magnat non specifica se si tratti di un DSP o no. La fase è commutabile 0/180°. Il cabinet è in MDF grado E1 con bracing interno, griglia frontale removibile, disponibile in finitura marrone o nera. Le dimensioni sono 355 x 447 x 445 mm, il peso è di 16,3 Kg.

      In sintesi: il Tempus 300A è un prodotto progettato e costruito bene, sia pur badando al sodo, e permette l'ingresso nel mondo dei veri subwoofer per hi-fi stereo con l'impegno economico minimo possibile. Link a disponibilità e prezzi.

       

      Klipsch Reference 10SWIKlipsch_R-10SWi-Angle.jpg.ca4bdcac4cdcfc1910a518d37e39dcd2.jpg

      • Woofer da 25 cm in reflex
      • 150 watt in Classe D
      • Front-firing con condotto posteriore
      • Wireless

      In produzione dal 2016, il R-10SWi è un wireless subwoofer, ha cioè la possibilità di essere posizionato esattamente nel punto più adatto avendo bisogno soltanto dell'alimentazione elettrica, la connessione non è a standard Bluetooth ma a 2.4 GHz. L'altoparlante è da 10" con l'iconica membrana spun-copper IMG (injected molded graphite) di Klipsch, caricato in bass reflex, front-firing, con condotti sul lato posteriore, bisognerà distanziarlo un po' dalla parete di fondo. L'amplificazione è fornita da un Classe D da 150 watt RMS. La fase è commutabile 0/180°. Il cabinet è in MDF, la griglia frontale è removibile, la finitura è in vinile nero satinato, il tutto si presenta con un bel look vintage. Le dimensioni sono 317 x 355 x 399 mm, il peso è di 11,6 Kg. In sintesi: compatto e wireless, il Reference-10SWI trova posto ovunque. Link a disponibilità e prezzi.

       

      JBL LSR310SJBL_LSR310S.jpg.f016b2cc5bc00a1f449d5db05aab06ec.jpg

      • Woofer da 25 cm in reflex
      • 200 watt in Classe D
      • Down-firing con condotto anteriore
      • Ingressi bilanciati
      • Uscite bilanciate filtrate

      JBL ha introdotto nel 2017 la Serie 3 Monitor con questo sub che è un vero studio monitor, come si vede subito dal pannello connessioni e comandi piuttosto raro da trovare in hi-fi.Il woofer da 10" progettato per questo sub offre un'estensione a bassa frequenza fino a 27 Hz e 113 dB SPL di picco massimo. Il carico è bass-reflex con un condotto anteriore di forma brevettata, la Slip Stream. Il modulo amplificazione è in Classe D e offre 200 Watt, potenza necessaria a supportare l'equalizzazione XLF. il pannello offre infatti tre impostazioni di crossover: 80 Hz, XLF, esterno. L'impostazione 80 Hz implementa i filtri passa alto e passa basso per l'accoppiamento con monitor da studio JBL o di altri produttori. L'impostazione esterna esclude tutti i filtri, consentendo l'uso di un crossover esterno. L'impostazione XLF attiva un filtro passa alto 120 Hz in combinazione con un tuning a bassa frequenza che avvicina il 310S al sound dei sistemi di riproduzione dei club. La fase è commutabile 0/180°. Sono presenti ingressi e uscite bilanciati con prese XLR e 1/4", le uscite sono filtrate dal crossover e dunque mandano ai diffusori il segnale privo delle frequenze riprodotte dal sub, realizzando così un vero sistema multiamplificato. Il mobile è rifinito con vinile nero, le dimensioni sono 448 x 381 x 398 mm, il peso è di 15.6 Kg.
      In sintesi: un sub da studio impiegabile anche a casa, ideale per chi ha dei monitor amplificati con ingresso bilanciato. Link a disponibilità e prezzi.

       

      ELAC Debut 2.0 Sub-3010Elac_sub-3010_s.jpg.3898ba06505ce1eb4747f77f1071e555.jpg

      • Woofer da 25 cm in reflex
      • 200 watt BASH-Tracking
      • Front-firing con passivo inferiore da 25 cm
      • DSP
      • AutoEQ

      Nato nel 2018 dall'opera del guru americano Andrew Jones (già progettista di Kef, Infinity e TAD), il 3010 porta nella categoria "budget" alcune tecnologie viste fin'ora solo in "premium".

      Questo Elac mostra subito un elevato livello costruttivo, il mobile è in MDF conforme CARB2, una traversa centrale orizzontale ed una addossata al fondo rafforzano e irrigidiscono il cabinet, contribuendo a ridurre al minimo le vibrazioni indesiderate. Il design è front-firing, il caricamento è bass-reflex con passivo, il woofer attivo è un 10” long-throw con cono in carta dopata, il passivo è uguale salvo che appunto è passivo. Il tutto fornisce una risposta in fascia bassa fino a 28 Hz. L'amplificazione del sub tedesco è costituita da un BASH da 200 watt assistito da un DSP. Questo sub è anche dotato del sistema di equalizzazione automatica Auto EQ controllato tramite la app ELAC SUB Control 2.0. Utilizzando il microfono del tablet o dello smartphone, si fanno misurazioni della risposta sia da vicino che dalla posizione di ascolto. Con questi dati, l'app crea in automatico una curva di correzione, ma è possibile anche agire a mano tramite un equalizzatore parametrico a dodici bande incluso. L'app controlla tutti gli aspetti del volume e della messa a punto del sub, di conseguenza il retro del sub non presenta alcun controllo. Il mobile è rifinito con vinile color frassino nero, le dimensioni sono  364 x 343 x 343 mm, il peso è di 14,5 kg.

      In sintesi: un prodotto con dotazioni di classe superiore proposto ad un prezzo molto vantaggioso. Link a disponibilità e prezzi.

       

      SVS_SB-1000.jpg.d3fff6387d45542d36d4c04e55ae2835.jpgSVS SB-1000

      • Woofer da 30 cm in sospensione pneumatica
      • 300 watt in Classe D
      • Front-firing
      • Uscite filtrate
      • DSP

      La linea 1000 è stata lanciata dall'americana SVS sul finire del 2012 e si è imposta sulla concorrenza in virtù delle sue eccellenti prestazioni e della sua tecnologia avanzata. Per la stereofonia la casa suggerisce la versione sealed, SB-1000, un modello caratterizzato da design attraente con bordi smussati e compattezza della forma.
      Il mobile è costruito con un pannello frontale in MDF da 2,5 mentre gli altri pannelli sono da 2 cm. Le pareti interne sono rivestite con due fogli di materiale smorzante su tutte le facce. Il woofer ha un cestello in acciaio stampato, un cono da 12" in materiale plastico, un gruppo mobile a lunga escursione ed un motore ottimizzato con la Finite Element Analysis con doppio magnete in ferrite. Con questi presupposti il sub sfodera l'eccellente prestazione di 23 Hz a –3 dB e 21 Hz a –6 dB. A questo risultato non è estraneo il processore di segnale DSP avanzato e potente implementato da SVS, qualcosa che non è molto comune da vedere in un subwoofer economico. L'amplificatore a bordo è un Classe D da ben 300 watt (la sospensione pneumatica è un po' più vorace di watt), i controlli agiscono nel dominio digitale e quindi garantiscono interventi precisi e senza l'introduzione della distorsione tipica di quelli tradizionali. La fase è regolabile con continuità. Il pannello offre anche uscite linea filtrate a 80Hz per realizzare una multiamplificazione. Purtroppo la casa madre riserva la funzione AutoEQ alla serie superiore, forse i sette anni dal lancio cominciano a pesare. La finitura è in vinile tipo frassino nera opaca, la griglia è in tessuto, le dimensioni sono 344 x 329 x 354 mm, il peso è di 12,5 kg.

      In sintesi: forse i bassi più profondi, potenti e veloci della categoria, peccato per la mancanza di un AutoEQ. Link a disponibilità e prezzi.

    3. Avevo intorno ai 15 anni quando scesi santa Teresa, arrivai sotto Port'Alba e consegnai due settimane di sudati risparmi a Guida. E fu così che mi accaparrai la prima edizione dell'opera prima di uno sconosciuto scrittore napoletano.
      La comprai al buio, come allora si compravano libri e dischi, ma me ne aveva parlato bene una persona di fiducia e allora decisi di rischiare.

      Ho poi incontrato di persona Luciano De Crescenzo, ben 25 anni dopo, teneva una conferenza nelle cantine storiche di Mastroberardino accompagnato da una giovanissima etèra vestita come Aspasia, la sua preferita. In quei 25 anni era passato da scrittore dopolavorista a Maestro di un genere letterario e cinematografico creato da lui stesso.

      Grazie professore per avermi insegnato l'ironia ed essere riuscito dove anche Geymonat e Adorno a volte avevano fallito.

      Ci rivedremo, non importa quando, tanto il tempo non esiste.
       

       

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