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Melius Club

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Top content from across the community, hand-picked by us.

"Blue Note Tone Poet e 80 Vinyl Reissue Series"
Se ne è parlato di straforo nel thread Affaròn Vinilòn, ma voglio aprire un thread  per segnalare questa serie che si preannuncia come un must per gli appassionati di vinile.
Per farla breve Don Was presidente della Blue Note è rimasto così impressionato dalla qualità delle ristampe della storica etichetta jazz americana realizzata dalla Music Matters, da decidere di affidare a Joe Harley (co-fondatore e co-curatore  della MM) una nuova serie di ristampe realizzata stavolta direttamente dalla Blue Note, con lo stesso altissimo standard qualitativo: vinili stampati a RTI copertine stampate a Stoughton e sopratutto il riversamento interamente analogico realizzato da Kevin Gray nel suo Cohearent Audio.
La produzione di questi dischi da parte di una multinazionale come la Universal consentirà oltre a costi più contenuti anche una distribuzione globale (per esempio Amazon).
Molto interessante anche la scelta dei titoli, che eviterà i soliti classici già ristampati dalla Music Matters o APO per scegliere albums più rari non recentemente usciti in vinile.
Nel 2019 usciranno due dischi al mese, questo è elenco 
http://www.bluenote.com/news/blue-note-presents-the-tone-poet-series
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  • 591 replies

Soundtrack: parliamo di colonne sonore
Mi consigliate qualche  colonna sonora in cd basato su musica classica, jazz o musica sacra 
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Bruckner. Settima sinfonia in Mi maggiore
Uno dei miei autori preferiti, se non il preferito...Ipersensibile ed umorale, grandioso e mistico, sensuale e candido.
La grande avventura dello spirito in un discorso sinfonico che induce ad esaltazioni solenni ed audaci contrastati da una febbre emotiva che sembra sempre sul punto di scoppiare in lacrime...
Credo che sia uno dei manifesti più rappresentativi della melanconia romantica.
Sono di parte perché amo Bruckner, cosi come quando si ama veramente qualcuno: senza saperne veramente il perché;  forse perché per ragioni solo nostre risuona e convibra con il nucleo del proprio intimo sentire.
Voi cosa ne pensate?
Avete questo brano nella vostra collezione?
Vi allengo il link di una esecuzione di Karajan, che al momento mi sembra l'unico in grado di restituirgli giustizia.
 
ps. off topic cinema: musica celebre anche per la scelta di Luciano Visconti di farne la colonna sonora del film “Senso”.
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  • 148 replies

Pentodi italiani: Synthesis Roma 753AC amplificatore integrato
Pentodi EL34 italiani. Detto fatto, dopo aver spostato qualche impegno di uno o dell’altro riusciamo a vederci a casa di Renato, sempre il solito trio, io, lui ed Enrico per un pomeriggio/sera di ascolti.
  • 9

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Il nostro Hi-Fi... visto con l'occhio
Da uno a dieci... al vostri occhio... quindi SENZA ASCOLTARE... quanto vi piace?
Fate una valutazione con impianto acceso ma Senza volume, vi fareste ingannare.
Io... a essere sincero... Non do un voto molto alto al mio.
Le casse senza protezione sono bruttine (anche se hanno un loro fascino)
Ampli NuVista... be'... con quelle 5 spie azzurre... a me non piace molto.
Yamaha CD S3000 quello sí. Ma lí va a gusti.
Il Labtek... insomma...
Devo dire il voto piú alto lo do al mio ampli per cuffie e... alle cuffie.
comunque... in generale posso dire
Bellezza, voto: 6,5
Fattore moglie ?
Siate sinceri e chiedete alla moglie
La mia: WAF: 7 (" casse brutte... il resto vabbè)
Voi?
  • 3

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  • 1655 replies

Franco Serblin, Snail Project
1980. Ho appena compiuto 18 anni ma al Salone Internazionale Della Musica a Milano ci vado in treno. I primi soldi guadagnati con un "vero" lavoro durante l'estate ho deciso di investirli in hifi, Per la patente ci penseremo in autunno.
  • 30

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[sondaggio] I tuoi prossimi investimenti in cavi
Nel periodo compreso tra oggi e le prossime vacanze estive, prevedi di acquistare cavi per il tuo impianto?
Se sì, ti raccomandiamo di partecipare al nostro sondaggio! Grazie in anticipo.
(chiude il primo giugno, il voto è anonimo)
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  • 14 replies

Censimento analogico:  stadio phono
Una mia curiosità fra gli analogisti per chi possiede uno stadio phono "separato".
Che marca e modello avete?
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  • 1222 replies

Ci fu un tempo
Ci fu un tempo in cui “farsi l’impianto stereo” era il sogno di tanti. 
Era indubbiamente un tempo ormai abbastanza remoto, ma al di là del dato oggettivo temporale (erano gli anni '70)  il vorticoso modo di fruire della tecnologia nell’era digitale ha consegnato quell’epoca in un tempo forse ancora più remoto. La memoria umana di quel tempo può tornarci utile ma forse ancora di più contano le testimonianze scritte che ci pervengono dalle riviste del tempo.
  • 25

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The ADDC Measure. Rintracciare l'errore di riproduzione in una catena audio
Apro questo 3D con l'intento di confrontarmi con voi su una ricerca audio da me sviluppata autonomamente negli ultimi 5 anni. Essa si prefigge di rintracciare l'errore di riproduzione di una catena audio.
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  • 348 replies

La bellezza dei giradischi
Avevo già aperto un tema simile, nel vecchio "contesto".
Ma questo nuovo bellissimo forum si merita altro e di meglio, per cui mi piacerebbe dedicare questo tread proprio alla bellezza e al fascino di uno degli oggetti più fascinosi e conturbanti mai creati per la riproduzione musicale.
Tanto per cominciare, un nuovo prodotto di manifattura, proveniente dalla Polonia (uno dei paesi a più forte sviluppo nel settore high end) e dedicato alla poetica metafisica di Oscar Niemeyer, il progettista di Brasilia.
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  • 1707 replies

Per iniziare - Collegare un amplificatore stereo ai diffusori: monowiring e biwiring
di Enrico Felici
 
Collegare un amplificatore stereo ad una coppia di diffusori è operazione semplice, ma da quando è stato introdotto il biwiring le cose si sono un po complicate. Vediamo di fare chiarezza.
  • 8

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L’angelo della musica: Sonus Faber Serafino
A livello dimensionale si inserisce nello stesso perimetro della Olympica III, quindi diffusore da pavimento abbastanza slanciato, non particolarmente ingombrante e dalla classica linea a liuto della Sonus Faber. Rispetto alla serie inferiore è evidente lo sforzo di ricreare la suggestione della sorelle maggiori in questa piccola ammiraglia. L’attenzione ai particolari, alla finitura del legno e della pelle, i dettagli in alluminio, ne fano un oggetto che, al di là della sua mera funzione pratica, esprime una bellezza visiva e tattile che ne fanno un oggetto del “bel vivere”, del made in Italy (vero) e di altissimo livello tale da giustificarne, a prescindere dal suono, il prezzo da pagare.
  • 14

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Kirill Petrenko Nona di Beethoven Roma
La prima settimana di aprile.
Io ve l’ho detto
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  • 77 replies

Quando l'Italia non teme lo straniero
Opera ed Unison, un caso esemplare di Made in Italy affermato sui mercati esteri.
di Enrico Felici e Pierfrancesco Fantin con foto di Renato Franceschin
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Focal Elite ER1. Il cavo di segnale ammazzagiganti?
Di grande marchio, bello, coassiale, 0.12 x 64 strands di rame OFC, tripla schermatura con doppia calza 0.12 x 10 e schermo in alluminio, guaina soft touch semitrasparente, connettori spring interamente metallici, massicci, placcati oro, saldatura all'argento.
E' il Focal Elite ER1... a soli... prima pensate una cifra e poi cliccate https://amzn.to/2Ce0e0r   🙂 
  • 6

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  • 2496 replies

UPS, trasformatori di isolamento e filtri.
Ciao,
ho letto che nel tempo si è parlato più volte di queste soluzioni ma, a mio vedere, in maniera un po' slegata, prestando anche poca attenzione alle protezioni elettriche per la sicurezza di utilizzo...
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  • 83 replies

Sculture di luce. Vi chiedo un parere sincero
Mi diletto da alcuni mesi a fare queste cose che definisco "sculture di luce".
Tranne alcuni amici, i cui parei sono ovviamente condizionati, non le ho ancora fatte vedere praticamente a nessuno.
Ho pensato di sottoporle qui, perché credo sia più facile ottenere delle opinioni sincere, quando non ci sono legami personali e ben sapendo che molti di voi hanno gusti raffinati.
Ho postato in questa sezione del forum, ma se i moderatori ritengono di spostarla o anche di chiudere, nessun problema.
Siate sinceri, ve ne sarei grato.
  • 17

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  • 100 replies

Ritorno al futuro
di Enrico Felici
 
Dopo anni di silenzio la rivista torna, ci stiamo impegnando per dare continuità a questa iniziativa. Non vogliamo scimmiottare le riviste cartacee, ma sfruttare le potenzialità che il web offre. Abbiamo riflettuto a lungo su come strutturare la rivista, ed abbiamo ipotizzato uno schema che ovviamente pensiamo di realizzare a regime, dopo un congruo periodo di rodaggio.
  • 25

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Musica Antica
prendo lo spunto dal fatto che il 21 marzo, oltre ad essere la giornata della Poesia, è anche la Giornata Europea della Musica Antica per segnalare un bel disco...
Disco prodotto grazie al museo del Violino di Cremona  e ben suonato da Federico Guglielmo che, presumo, non abbia bisogno di presentazioni

disco che mi ricorda molto un altro bel disco dei bei tempi passati, di quando si era giovani e si frequentavano costantemente i concerti a Milano per Musica e Poesia a San Maurizio

ovviamente non stiamo parlando di capolavori della musica, ma in ogni caso di musica "bella"
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  • 64 replies

qual è il componente più "vintage" che ascoltate sull'impianto?
Vediamo fra tutti quali sono i componenti più datati che comunque utilizziamo sui nostri impianti, e mettiamoci pure una foto (anche dalla rete và bene).
Parliamo comunque di componenti separati (non valgono compattoni, fonovaligie grammofoni ecc. ecc.). Comincio io...il più anziano fra i componenti che utilizzo, dovrebbe essere questo tuner Armstrong che data 1965.

A voi la parola...
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  • 387 replies

toh..il concerto di Ciaikoski con Berman e Temirkanov
... qualcuno ha ristampato il concerto di Ciaikoski con Berman e Temirkanov, abbinandolo ad un altro caposaldo interpretativo di quelli da capogiro.
https://www.amazon.it/Concerto-Piano-N-1-Op-23/dp/B06XJRDTJ5/ref=sr_1_5?ie=UTF8&qid=1552068694&sr=8-5&keywords=lazar+berman
Di gran lunga la più bella e irrinunciabile esecuzione del concerto di Ciaikoski: spettacolare dal punto di vista virtuosistico (la Argerich è un chihuahua, Berman è un leopardo), lirica e piena di passione e di fuoco, lussureggiante nella ricchezza del suono di pianoforte e orchestra, con una direzione sontuosa e meravigliosamente in sintonia con il pianista.
Amo Lazar Berman con tutto il mio cuore per mille e mille motivi, e questo è certamente uno di quelli: una di quelle rarissime cose per le quali la tutti gli altri chinano il capo e dicono sì.
C'è solo un motivo per non comprare questo disco, ed è perché ce l'hai già.
Ciao
C
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  • 84 replies

Deck Cassette. Quale?
n cordiale saluto.
Ho recuperato diverse musicasette di mio padre (nastri di qualita' basf, maxell, diverse originali ecc) tra l'altro di artisti di mio gradimento e incisioni storiche. Apparentemente ben tenute, stavano al chiuso in un mobile lontano da luce e credo umidita'.
 
Ma vuoi per questa scoperta, vuoi per il piacere di inserire una piastra nell'impianto (mi affascina questa idea retro') che paradossalmente diventerebbe una novita', stavo pensavo di cercare una piastra di qualita' dal buon rapporto qualita'/prezzo.
 
Io sono un 40enne e sono fermo agli anni 90 con nakamichi, aiwa, akai, teac ecc.
 
Cosa mi consigliate? Idea malsana nel 2017? Oppure qualche riproduzione e registrazione analogica con le vecchie cassette si puo' ancora fare?
 
Il budget non è molto (150euro), ma pensavo ad un 3 testine, stavo ponderando, sperando di trovarle in buono stato
 
Teac v3000
Teac v5000
Akai GX65
Akai GX75
 
grazie
 
  • 0

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  • 2588 replies

La Videoteca esilarante del Club
Pillole curative per i momenti uggiosi, raccogliamo qui i video più esilaranti per avere sempre a portata di mano tre minuti di sano diversivo, contro il tram tram della vita moderna 🙂
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  • 66 replies

Consigli per fine tuning Rega Planar 3
Buongiorno, apro questa discussione, perché per Natale mi arriverà il giradischi, un Rega Planar 3, appunto.
La mia esperienza con i giradischi, si è fermata a 20 anni fa (anche se li ascolto spesso a casa di amici che hanno giradischi di alto livello), per cui vorrei qualche consiglio da chi ha, o conosce bene questo giradischi. Nello specifico, vorrei sapere se può essere utile dotarlo di un clamp e se si di che tipo: pesante o quelli che si avvitano e pressano il disco?
Il Planar sarà appoggiato su un tavolino Norstone con ripiano di spesso cristallo  appoggiato su punte ( vedasi la foto del mio impianto in Gallerie). Pensavo di frappogli a quest’ultimo, una base, leggera di Bambù, appoggiata su punte o meglio ancora su piedini smorzatori (tipo Vibrapod). Cosa ne pensate? 
Per il momento, manterrò la testina in dotazione, poi, più avanti, penserò a qualcosa di più performante tipo Rega Exact. Il pre-phono, per il momento sarà quello del mio ampli (Yamaha AS2100).
Cos’altro mi potete consigliare per farlo suonare al meglio? 
Grazie 
Roberto
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  • I Blog di Melius Club

    1. INGRESSO.thumb.JPG.96b89f760d250b9e7058bd6fe8b766e5.JPG

       

      La vera magia che compie il Carnevale è quella di fermare il tempo: almeno per qualche giorno si può dimenticare il quotidiano e lasciarsi trasportare in un mondo fantastico, ritornare bambini inventarsi battaglie a colpi di coriandoli e volare con la fantasia in quei mondi fatti di streghe, elfi, draghi, fate, creature misteriose che evocano personaggi mitologici o del futuro che viaggiano nel nostro inconscio: DES MONDES FANTASTIQUES!

      Questo è stato il tema dell’ 86esimo Carnevale di Menton durante la tradizionale e celebre Fête du Citron che ha richiamato una gran folla entusiasta un po’ da tutto il mondo.

      Domenica eravamo 240000 e, alla fine, tutti eravamo cosparsi di “confettis” (coriandoli). Moltissimi i controlli e massiccia la presenza dei gendarmi ma,  più importante ed evidente, era la voglia di fare festa e divertirsi tutti insieme... no, non c’erano gilets jaunes ma tanti...citrons jaunes che, volentieri,  giocavano e si facevano fotografare soprattutto con i bambini. La temperatura era quasi estiva, il sole splendeva e, nel cielo, neanche una nuvola! Dopo la burrasca dei giorni scorsi, anche il mare si era calmato. La scenografia era quindi perfetta!

      Prima di partire con le foto delle cartoline, però, leggete il lato B, quello che vi racconta qualcosa sulle origini e la storia di questa bella festa, e probabilmente scoprirete qualche notizia interessante. Buon divertimento!

       

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      L’idea del Carnevale a Mentone, fino allora legato a quello di Nizza, è venuta all'inizio del 1900 ad opera di alcuni albergatori che volevano alimentare e intrattenere i villeggianti durante la stagione in cui era tradizione che re, principi, nobili, imprenditori, artisti e ricchi borghesi venissero su “la Côte” a trascorrere qualche salutare settimana al mare cercando anche di curare quel triste mal sottile che era la piaga del tempo. 

      Il Carnevale di Nizza, antichissimo e risalente addirittura al XIII secolo, era l’appuntamento ideale con la sua famosa Parade e i fantastici fuochi artificiali che chiudevano i festeggiamenti . Anche la regina Vittoria partecipò alla manifestazione nel 1882. 

      Una simpatica curiosità: durante questo periodo, nella seconda serata, si svolgeva una famosa e attesa gara, retaggio genovese, che era chiamata dei “Moucouleti”.

      In realtà, come racconta la storia, questa serata presentava un gioco molto divertente dedicato agli innamorati: i giovani tenevano in mano una candela accesa mentre le ragazze la portavano ugualmente ma tenendola, con la mano alzata, sulla testa. Il combattimento consisteva nel cercare, soffiando, di spegnere a vicenda la candela degli avversari mantenendo accesa la propria. Anche le ragazze cercavano di spegnere quella di quei corteggiatori che non gradivano o quelle delle rivali. Quelli che riuscivano a mantenere il moccolo acceso cercavano poi di spegnere quello della ragazza di cui erano innamorati: se ci riuscivano avevano in premio il bacio della fanciulla amata.

      @

      Intanto, nel 1929, quando si diceva che Mentone fosse il primo produttore di limoni del continente, un albergatore decise di allestire una Mostra di Fiori e di Agrumi  nel giardino dell’Hotel Riviera. L’esposizione riscosse un notevole interesse tanto che, a poco, si sviluppò sempre di più arricchendosi di carretti decorati di agrumi, piante di agrumi e bancarelle disseminati qua e là per la cittadina con graziose majorettes abbigliate in costume. 

       

      Finalmente, la vera FÊTE du CITRON nacque nel 1934 e diventò una manifestazione indipendente dal Carnevale di Nizza, offrendo un proprio défilé “al limone”!

      Nel 1936 apparvero  i primi  manifesti e la Festa si trasferì nei pressi del Casinò, nei giardini pubblici Biovès: qui nacquero le prime creazioni con l’utilizzo di 10000 limoni e 12000 arance: il tema era un omaggio al territorio.

      .

      Da allora, ogni anno, in autunno, viene deciso il tema per il prossimo Carnevale, tuttavia, come succede per tutti gli eventi, alcuni anni sono stati felici e altri meno sia per cause climatiche (anni di forti piogge e addirittura neve nel 1956!) che politiche, come il 1991, soppresso per motivi di sicurezza a causa della guerra del Golfo.

      Ecco le tappe principali e alcuni dei temi importanti che sono stati sviluppati nel corso degli anni passati:

      Nel 1959 gli agrumi dei carri non vengono più infilzati in lunghi spilloni ma ancorati e legati tra loro per mezzo di elastici. Quest’anno ne sono serviti 750000!

      Nel 1973, in omaggio a Jules Verne e allo sbarco sulla luna, il tema è stato: “Dalla Terra alla Luna”; a Jules Verne si ritornerà nel 2013 con “ Il giro del mondo in 80 giorni”.

      Dal 1995 al 1999 i temi sono dedicati agli eroi dei fumetti : Asterix, Obelix, Tintin, Lucky Luke, personaggi di Walt Disney e del film “Fantasia”.

      Nel 2000 sfilano per la prima volta i carri di agrumi articolati nei movimenti.

      Nel 2002 il tema è italiano : Pinocchio.

      Molte edizioni, invece,  hanno scelto temi geografici che spaziano nei viaggi e vanno dalla Cina all’India, a regioni europee e grandi isole.

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      Occupandoci di questioni più pratiche, viene spontaneo domandarsi da dove vengano ben 140 tonnellate di agrumi, quantità impossibile per un comprensorio così piccolo... E poi, se i limoni di Mentone sono così speciali e pregiati, perché sciuparli nella creazione dei carri? E dove finiranno alla fine del Carnevale?Chi li fa e chi li disfa?

      Eccomi qua a cercare di dare una risposta a queste domande che io, come voi, suppongo vi siate posti!

      Allora, da quel che ho saputo, nessuno degli agrumi impiegati proviene dal territorio e neppure dalla Francia! Arrivano in maggioranza dalla Spagna, dal Marocco e, forse anche un po’ dall’Italia e altri Paesi del Mediterraneo. Delle più di 140 tonnellate, acquistate dal Comune, 100 servono per decorare il Jardin, la cui visita costa 12€ e che ospita le strutture immobili. Un po’ più di 30 invece servono per allestire i carri della sfilata ( per assistere i costi vanno dai 10, in piedi ai 25 €, seduti in tribuna) e il restante per risistemare quelle che, nel corso di quindici giorni, periodo della durata della manifestazione, si deteriorano. Alla fine, quando si smontano gli allestimenti, gli agrumi vengono svenduti, per pochi euro, in sacchetti che le famiglie acquistano ( ma solo in parte, circa 6 o 7 tonnellate), per divertirsi creando giochi per i bambini o dilettandosi, a loro volta, in piccole creazioni. Uno dei giochi più comuni è quello di creare piramidi e, sempre con gli agrumi, bombardarle per vedere chi riesce ad abbatterne il maggior numero.

      Va detto che questi agrumi non sono di grande qualità e che, difficilmente si sarebbero venduti perché magari trattati con prodotti non conformi alle norme relative all’alimentazione. Restano comunque dubbi su altri eventuali usi.

      Dalla preparazione allo smantellamento, ogni anno, vengono assunte dal Comune centinaia di persone tra cui molti studenti e pensionati che si avvicendano nei vari compiti.

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      Adesso però divertitevi e rilassatevi guardando un po’ di cartoline che arrivano fresche fresche dalla festa del 24 febbraio scorso! Alla sfilata però, lo vedrete, non c’erano solo i carri di agrumi, 10 in tutto, ma parecchie altre attrazioni si susseguivano con performances di acrobati e artisti di strada, animali gonfiabili giganti, danze tipiche eseguite dalle simpatiche e bellissime rappresentanti dei Territori d’Oltre Mare, dame e cicisbei della Commedia dell’arte, violiniste, robot, maschere varie, velocipedi, carri meccanici di mostri  giganteschi che sparavano neve e coriandoli o che sbuffavano fumo dalle narici... Fantasie oniriche di ogni età e di ogni tipo...senza tempo, insomma, come le mie cartoline!CA3.thumb.JPG.3afa2e46908c76f0e59b25d76283c265.JPGCA4.thumb.JPG.c6858f40433065d8e276d242cd62156f.JPGCA5.thumb.JPG.98077b8241b9b351262ff0b891ee259a.JPGCA7.thumb.JPG.29bf76c49f543035cf6d648deaab51d0.JPG

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      Purtoppo la mia carrellata finisce qui, con la Chimère... lo spazio è tiranno e io avevo ancora un po' di cartoline... vedremo se mi sarà possibile inserirne altre prima o poi...per ora restano alcuni spazi vuoti...Peccato!

      BUON CARNEVALE A TUTTI!!! 

      IMPORTANTE! Sono riuscita a postare qui sotto, in altri post successivi...  😁

       

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    2. - Sssh, la senti a questa? Questa, quando veniva 'nterra Brucculin', faceva piangere i meglio gangstèr a tanto di lacrime! Gilda Mignonette, la conosci?
      - No.
      - E che ci campi a fare?

      (dialogo dal film I Magliari, diretto da Francesco Rosi nel 1959)

      COPERTINA-Migranti-a-Ellis-Island-1892.j


      Nel film il jukebox suonava 'A cartulina 'e Napule, del 1927, musicata da Giuseppe De Luca su testo di Pasquale Buongiovanni, entrambi emigranti a New York, interprete è Gilda Mignonette.
      Era chiamata la Regina degli emigranti dalle colonie italo-americane, Gilda Mignonette nata nella Duchesca nel 1886, forse la prima music star della musica napoletana. Il suo successo fu lungo e travolgente, dall'Argentina agli Stati Uniti.
      Nel 1953 sentendo arrivare la fine, volle essere condotta a Napoli, chi nasce a Napule 'n ce vo' muri', si dice. Non ci riuscì, morì a ventiquattro ore da Napoli sulla transoceanica "Homeland", sul certificato di morte vennero riportate le coordinate del punto in cui si spense, latitudine 37° 21' Nord e longitudine 4° 30' Est.
      E allora, immergiamoci nella New York del 1927 e godiamoci la grande Gilda. A presto e sempre senza nulla a pretendere.

       

    3. Scendo alla prossima

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      dopo il primo blog sugli organi da strada Olandesi, , mi sembra naturale proseguire la strada della musica riprodotta “in altra maniera”.
      Organi da strada… carini, vero? 
      E i JukeBox? Sicuramente un oggetto che molti di noi conoscono.
      Tre le marche fondamentali:
      Wurlitzer, Seeburg,  Rock-Ola
      E mica parliamo di “macchinette” eh…! La diffusione di queste macchine era, dal 1930 al 1960, molto vasta.
      Tanti locali pubblici, e non di certo solamente negli USA, ne avevano uno.
      Pensate che nel solo anno 1936 la Wurlitzer  riuscì a vendere più di 40.000 jukebox…
      Era stata la ditta Ami a produrre il primo vero fonografo a moneta che fu messo sul mercato nel lontano 1927.  Questa azienda aveva un certo nome come produttore di pianoforti automatici…

      Non riuscì a diventare marchio leader negli States. Cosa che però, gli riuscì in Europa.
      Nel 1933 (quindi 3 anni dopo la AMI) la Wurlitzer presentò il suo primo apparecchio, col quale si poteva selezionare uno dei dischi inserito in questo “mobile” (che, inizialmente, era fatto di legno).


      Quella di poter selezionare il brano che si voleva ascoltare si rivelò subito una scelta vincente.
      In pochi anni anche Seeburg  e Rock-Ola riuscirono ad affermarsi sul mercato. 
      Il mobile di questi apparecchi prodotti in quegli anni erano fatti di legno.
      I dodici (ma c’erano anche modelli con una selezione/offerta più piccola…) dischi erano, visto il periodo,  a 78 giri.  I dischi erano disposti in una pila verticale dalla quale di volta in volta venivano estratti e “suonati”. 

      Fu la ditta Seeburg a sposare, prima di tutti, il “KITSCH”, tipo di design che ha reso famosi questi aggeggi. Non vi è dubbio alcuno che il grande successo di vendita fu anche per i vari mobili, cromature, colori, plastiche  illuminate. 
      Interessante sapere che questi JukeBox raramente venivano venduti ai locali, bar, ristoranti ecc. 
      Si preferiva venderli ai noleggiatori, che noleggiavano ai locali pubblici le ultime novità. Tempo un anno, e la macchina passava dai grandi locali ai bar più piccoli, poi nelle cittadine meno grandi, infine nei locali di campagna.

      Questi bar e ostelli erano l’ultimo anello della catena… quando arrivava un nuovo modello, con ancora più luci, colori, scelte e stranezze varie, il jukebox, spesso ancora perfettamente funzionante, veniva distrutto. 
      Consumismo, si chiama. Ne sappiamo qualcosa anche noi, adesso….. 😁
      Comunque sia… fu nel 1940 che ebbe inizio la produzione di Jukebox  ad arco. Erano sempre stati squadrati, prima. Fu una grande idea, tant’è che i dieci anni successivi i jukebox prodotti avevano tutti, più meno, la stessa forma. 
      Non sarebbe completamente giusto però, scrivere “10 anni successivi”, perché negli anni della seconda guerra mondiale i vari Seeburg, Wurlitzer, Ami e Rock-Ola furono, più o meno, costretti a convertire i macchinari di produzione alla fabbricazione di materiale bellico.
      Così fu che  molti vecchi JukeBox che prima della guerra venivano distrutti perché “non più di moda”, durante la guerra venivano dismessi in grandi magazzini. Così si potevano recuperare dei pezzi di ricambio; 



      Un pezzo unico, una meccanica unica, fu la svolta che fece di Wurlitzer il marchio leader. Cambiava la carrozzeria, ma la meccanica restava pressoché uguale.
      In pratica… si teneva il mobile originale, ma si cambiavano il design e le dimensioni esterne….. 
      I costi diminuirono e….così i locali più modaioli e lussuosi ebbero sempre dei jukebox nuovi, che però… erano sempre gli stessi,  a livello tecnico;  cambiava solo il mobile esterno nella sua veste estetica!
      Dopo la guerra 1939/1945, l’entusiasmo per i JukeBox cresceva in tal modo che era davvero difficile trovare un locale pubblico che non ne avesse uno.  

      Non si dipendeva più solo dai brani musicali proposte dalle radio, o, per i più fortunati, da qualche disco che si poteva avere in casa… coi vari Seeburg, Rock-Ola, Ami e Wurlitzer (e altri nomi…) se volevi ascoltare il brano preferito era sufficiente inserire una monetina e… l’ascolto era fatto  😜
      Ovviamente era anche un bel mercato per l’industria discografica… (a propò… qualcuno si ricorda del “FestivalBar” che si faceva, una volta all’anno, nell’Arena di Verona? La classifica finale si basava sulle selezioni effettuate da chi inseriva 100 lire <200 ?>  Chi si ricorda più, sic!)… 
      Io, nel mio piccolo, ho sempre dubitato che fosse un conteggio vero e non pilotato, ma questo è un altro discorso… 🙄


      IL nome JUKE BOX non si sa di preciso da dove venga… esistono più teorie, probabilmente tutte vere… Fatto sta che avere la possibilità di avere un mobile che riproduceva musica, e magari pure quella più popolare, non fu molto ben vista dai musicisti.
      Del resto… i musicisti suonavano per guadagnarsi da vivere, stavano sul palco, anche se improvvisato, nei bar, e suonavano… Vedersi sostituiti da una macchina “infernale come questa…. " significava dover cercare altri luoghi dove poter guadagnare suonando… oppure… erano costretti a cambiare lavoro o diventare musicista da strada…  (rubare il lavoro lo si può fare/interpretare in molti modi…..) .


       

      Dite la verità, qui, forse, siamo tutti audiofili… sì, ma anche un po’ nostalgici… (o no???)
      Chi di noi non avrebbe voglia, entrando in un bar, di inserire una moneta nella fessura, selezionare qualche brano e ascoltare quel suono di “poca fedeltà” ma molto fascino?
      Chissà… magari nel bar si trovano delle ragazze  e voi potreste invitarle a ballare…  roba d’altri tempi? be', sì… certo. Ma … a voi non piacerebbe averne uno, in casa? 
      Se vi interessa (e se avete lo spazio necessario…) cercate sul web… troverete molti JukeBox usati/garantiti/originali in vendita… non costano poco, OK, … ma… volete mettere?

      PS… avevo scritto queste righe più di un mese fa, per poi dimenticarmene (…) l’altro giorno sono andato al museo “Nicolis” di Villafranca Veronese, e lì ci sono esposti 4/5 jukebox originali, (e anche... udite udite, qualche organo da strada di cui parlavo tempo fa...) molto belli. 
      E … mi è venuto voglia di riaprire  queste righe…
       

      Vedo di inserire qualche foto, grazie per la lettura

       

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      esistono delle belle letture sull'argomento, spesso hanno delle belle immagini.

      Molto di ciò che ho scritto l'ho preso da questo bellissimo libro. Ve lo consiglio... (contiene anche un CD di musiche del JukeBox_Time...)

      JukeBox_libro.thumb.jpg.1fdd7058255d24e4597158f627c449e9.jpg


       



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