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Ricordi vintage... di tutto un po'
Ho riaperto dei cassetti della memoria rimasti chiusi da anni.
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Uccellini e uccellacci!
Non c'è un tag adatto, mi accontento di quello che trovo.
Sono stato a casa per diversi giorni a riposo ( forzato ) e ho ritirato fuori il mio 500mm f4 Nikon ( non VR ) che ho usato con D4 e D800.
Mi sono divertito a fotografare qualche uccellino che girava nei pressi di casa mia , prima esperienza in assoluto. 
Certo ci vuole tanta tanta tanta pazienza...
Buona visione
Renato
 
il copyright è dell'autore delle immagini, nessun utilizzo, oltre a quello della visione su questo sito, è autorizzato.
 
Pettirosso in attesa... ( i colori sono molto più brillanti sul mio monitor...) 

 
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Cosa è la musica?
Sono rimaso profondamente sorpreso dal potere espressivo ( ma quante lingue parla?) e profondita di pensiero di questo uomo. Ci sono tanti video su youtube in varie lingue, ricchi di lezioni di vita' in congiunzione con la musica.
Divertenti le sue considerazioni sulle incisioni e il mondo stereo ( dal min 20 fino alla fine ). 
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  • 87 replies

Paul Klee: il genio del '900
Paul Klee: il genio del '900
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Una domanda agli esperti di grattacieli
Una domanda che mi pongo sempre davanti a un grattacielo: ma quanto può durare una costruzione così imponente e pesante? Ci sono controlli obbligatori e periodici? E i costi di manutenzione come sono rispetto ad una abitazione normale, diciamo max 10 piani? Quale può essere l’indice di pericolosità? Questo pensiero lo avevo già fatto quando mi ero seduta sulla panchina dove c’era l’impiegato con il pc, statua bronzea, alla base delle torri gemelle a NY. L’impiegato è stato  poi ritrovato a una profondità di 12 m dopo l’attacco dell’11 settembre.
Oggi ho letto questa notizia che coinvolge questo grattacielo  con un vasto raggio e tremila persone evacuate:
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2018/12/24/australia-allarme-grattacielo-evacuati_5d97d4f0-c40a-49d1-8b51-c1a517948ccc.html
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  • 139 replies

Parliamo di orologi
Iniziamo da un marchio che ha avuto il suo momento di celebrità, grazie ad estetiche interessanti. Va però ricordato che erano rivisitazioni di linee art decò. Pur non mettendo sul piatto meccaniche particolarmente raffinate (ETA top grade per i solotempo) i cintrèe curvex erano precisi ed affidabili. I prezzi erano fuori di melone, ma gli sconti ingenti. Oggi sull'usato si trovano anche ad un quarto del listino.
Vi piace questo? E' un Casablanca con cassa 5850, cioè grande ma non troppo.
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  • 1704 replies

Preamplificatori McIntosh C-2300 e C-50
di Bebo Moroni
 
Un assunto alquanto minimalista vuole che il preamplificatore ideale sia soltanto “un filo con guadagno”.
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Geniali, pazzi sfortunati
Apro questo thread perche` nell'arte, non solo in musica, ma appunto nell'arte tutta, a volte la vita degli artisti condiziona pesantemente le loro scelte, al punto che biografia e opera diventano un tutt'uno. Ovviamente non accade sempre, ci sono alcuni che hanno prodotto arte eccellente senza patire gravi infermita` o ristrettezze economiche. Altri invece sono stati travolti dai loro fantasmi interiori e non hanno potuto vivere una vita ordinaria e sono stati emarginati, oppure sono stati toccati dalla follia o da patologie fisiche che ne hanno condizionato l'esistenza. Qui mi piacerebbe focalizzare sui musicisti, sull'influsso della malattia o della dipendenza da droghe o della follia, sul loro percorso creativo. Sono sicuro che dalla classica, al jazz e soprattutto al rock ci sono moltissimi esempi di cui parlare. A voi la palla.
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  • 193 replies

La conosci? No. E che ci campi a fare?
- Sssh, la senti a questa? Questa, quando veniva 'nterra Brucculin', faceva piangere i meglio gangstèr a tanto di lacrime! Gilda Mignonette, la conosci?
- No.
- E che ci campi a fare?
(dialogo dal film I Magliari, diretto da Francesco Rosi nel 1959)

Nel film il jukebox suonava 'A cartulina 'e Napule, del 1927, musicata da Giuseppe De Luca su testo di Pasquale Buongiovanni, entrambi emigranti a New York, interprete è Gilda Mignonette.
Era chiamata la Regina degli emigranti dalle colonie italo-americane, Gilda Mignonette nata nella Duchesca nel 1886, forse la prima music star della musica napoletana. Il suo successo fu lungo e travolgente, dall'Argentina agli Stati Uniti.
Nel 1953 sentendo arrivare la fine, volle essere condotta a Napoli, chi nasce a Napule 'n ce vo' muri', si dice. Non ci riuscì, morì a ventiquattro ore da Napoli sulla transoceanica "Homeland", sul certificato di morte vennero riportate le coordinate del punto in cui si spense, latitudine 37° 21' Nord e longitudine 4° 30' Est.
E allora, immergiamoci nella New York del 1927 e godiamoci la grande Gilda. A presto e sempre senza nulla a pretendere.
 
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Gold Note Machiavelli
Cartridge Gold Note Machiavelli + Tonearm Gold Note B7 Ceramic on Gold Note Mediterraneo
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Base antirinculo per diffusori "Extrema Voice" by Di Prinzio
Buondì a tutti!
Oggi ho ritagliato un po' di tempo per valutare e condividere l'effetto della base "anti-rinculo" che ho fatto montare, circa 3 mesi fa, sotto i miei diffusori.
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Hardrock72
Hardrock72
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luigi61
luigi61
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Il popolo dei critici gastronomici
Il popolo dei critici gastronomici
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  • 257 replies

Una abitazione confortevole (appartamento, villetta, casa)
Ultimamente si è trattato di cucine, piani cottura, lava/asciugatrici, illuminazione, servizi igienici eccetera. Recentemente ho visto un film di produzione italiana in cui si indugiava compiaciuti sull’arredamento moderno - elegante ma in un certo senso prepotente, di un appartamento. Personalmente io, in un ambiente così non riuscirei a vivere. Anche molte altre scenografie, in contesti diversi,  presentano arredamenti progettati  da noti architetti, dotati di quadri di valore o anche solo copie: tutti però appaiono asettici e dominatori,  magari perfetti nei loro accostamenti, ordinati e splendenti come negli spot pubblicitari ma privi di quella personalizzazione che si confà a chi la abita e mostra quel particolare intimo del carattere e dell’idea di confort  del proprietario.  Per fare un esempio, l’appartamento di Poirot era un perfetto esempio esplicativo della mania per l’essenziale e il geometrico ma, al contempo, riusciva ad esternare il  concetto di calore e di casa vissuta  che offriva il massimo confort al padrone di casa e ai suoi ospiti.
Ora, senza cadere in stucchevoli commenti relativi ai tinelli e senza giocare alla solita misurazione di chi c’è l’ha più lungo, la domanda è: che cosa si intende oggi per casa confortevole che risponda ai bisogni quotidiani di tutta la famiglia? Siete soddisfatti del vostro spazio?  Io penso che il confort non sia tanto determinato dai mq: molte superfici infatti possono solo aumentare il caos ( penso a certe tavernette o mansarde in cui si finisce per stipare di tutto) ma dallo sfruttamento intelligente dello spazio disponibile e dal gusto personale, moderno o d’antiquariato. In ogni casa normale, poi , di solito ci sono oggetti ritenuti brutti o kitch ma ai quali, per un motivo o un altro, restiamo affezionati e non vogliamo disfarcene: questo più che un difetto rappresenta la nostra personalità e, a mio avviso, è giusto mantenerlo: quando torno da un viaggio a me piace molto guardarmi attorno,  ritrovare le mie cose, osservarle, toccarle mi da piacere e sicurezza, conta il significato, del tutto indipendentemente dal loro pregio  
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  • 395 replies

Film a tematica omosessuale
Ultimamente senza volere mi è capitato di vedere diversi film su questo tema. Certo si presta al drammatico, viste le sofferenze che sovente vivono le persone omosessuali. Oltre ai bellissimi Disobedience e Zen - sul ghiaccio sottile, ora in sala, mi viene in mente un opera di tutt'altro tipo, The Rocky Horror Picture Show. Elenchiamo qui le più belle opere sull'omosessualità.
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  • 63 replies

La grande abbuffata...
Visto qualche sera fa.
confesso che non ho capito il senso di sto film, la storia è chiara non implica sforzi di comprensione ma di certo non si esaurisce nella semplice vicenda di gente che si strafoga fino a morirne, c'è un sottotesto che mi sfugge.
insomma, secondo voi che cosa voleva dire Ferreri co sto film?
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  • 51 replies

I pezzi da 90 della vostra collezione di vinili.
Foto e commenti ai vostri post son graditi.
 
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  • 356 replies

Cosa resta del Neorealismo?
Mi sono sparato di seguito: Ladri di biciclette, Umberto D., Miracolo a Milano e Il generale Della Rovere.
Per me sono ancora capolavori assoluti, fondamentali per una mimima cultura cinefila.
Voi cosa ne pensate, hanno ancora il loro valore?
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  • 21 replies

Isotta nel 1985: contro la filologia barocca
domenica scorsa ho riascoltato un vecchio cofanetto philips con i brandenburghesi diretti da leonhardt. Al suo interno ho trovato un ritaglio di giornale preso dal corriere della sera del giugno 85: lo conservai allora nel cofanetto perche ne fui colpito evidentemente ...
Rileggendolo sono rimasto a bocca aperta (ma poi non troppo conoscendo il personaggio e le sue opinioni politiche anche recenti) dal livore di paolo isotta contro la operazione di recupero della prassi esecutiva barocca su strumenti originali: dalla foga reazionaria contro musicisti e studiosi del calibro di leohnardt, curtis e harnoncourt e di cantanti (i controtenori alla paul Esswood che pure non nommina N.d.T. ). Pollini ( cui non risparmia strali e frecciatine - almeno -in quanto ... comunista) si salva perche' era fresco di esecuzione del clavicembalo ben temperato alla scala sul pianoforte! Accusa pero' i giornalisti allora piu' giovani, allora vessilliferi della nuova pratica (penso a paolo giaccio e a dino villatico che leggevo  e anzi divoravo su stereoplay: di villatico sono persino amico su facebook e discuto con lui direttamente !) di avere 'risparmiato' pollini in quanto a loro politicamente contiguo ...
L'articolo e' una testimonianza interessante della brutalita' ideologica, della preclusione al nuovo e in fondo della ignoranza di certi eprsonaggi ormai fuori dal tempo (i vari dantone, banchini, biondi, antonini sono qui a dimostrarlo felivemente
se qualcuno e' interessato posso pubblicarne una scansione
Come aperitivo una testimonianza dello .. stile del personaggio http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/spassosa-intervista-paolo-isotta-nisciuno-me-puo-cchiamma-58738.htm
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  • 95 replies

Lacrime in musica, musica in lacrime...
Musiche di ogni tempo, luogo, tipo, genere...

Da Acis and Galatea, un masque di G.F. Handel
 
Il povero Acis è morto, spiaccicato da un masso lanciatogli dal geloso Polifemo innamorato non corrisposto della sua amata Galatea.

Il coro dei pastori ne da il triste annuncio...
Mourn, all ye Muses! weep all ye swains!
Tune your reeds to doleful strains!
Groans, cries and howlings fill the neighb'ring shore:
Ah, the gentle Acis is no more!
 


I pastori consolano il dolore della Ninfa invitandola a guardare come l'amato Aci si sia trasformato in un ruscello d'acqua fluente che potrà cantarle in eterno il suo gentile amore... (notare la figura "retorico-onomatopeica", termine corretto "imitativa".., del vitale flusso acquifero, nel coro handeliano finale, specialmente dopo la ripresa al min 2:00... geniale!)
Galatea, dry thy tears,
Acis now a god appears!
See how he rears him from his bed,
See the wreath that binds his head.
Hail thou gentle murm'ring stream,
Shepherds pleasure, muses' theme!
Through the plains still joy to rove,
Murm'ring still thy gentle love.
 
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  • 184 replies

Concerto per piano e orchestra di Brahms
non sono un esperto di musica classica, ma l'altra sera ho ascoltato un concerto per piano e orchestra di Brahms davvero molto bello; purtroppo non so quale fosse di preciso
qualcuno saprebbe suggerire ad un neofita come me qualche bella incisione di questi concerti?
grazie per l'attenzione
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  • 66 replies

Qacoustic i2020
In tutta onestà, i mini non mi sono mai piaciuti. Ecco, ora posso iniziare questa recensione un po’ più sereno e leggero, visto che stavo fissando la tastiera con uno stato ansioso simile a quello provato nella sala d’aspetto del dentista.
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Amiamo ascoltare la musica, parliamo spesso di gruppi, cantanti, orchestre, direttori, ma...la musica è prodotta dagli strumenti (che credo siano migliaia). Tutti conosciamo un violino una tromba o un pianoforte, ma se pensiamo a tutti gli strumenti musicali attuali o del passato, classici o etnici, tecnologici od obsoleti, ritengo possa risultarne una "carrellata" interessante o quantomeno curiosa. Una foto ed una descrizione sommaria possono dare seguito, per chi fosse interessato, ad approfondimenti.

Questa è la Ghironda...strumento a corde medioevale, funzionante tramite una ruota ricoperta di pece, azionata da una manovella, che strofinando le corde producono il suono. Le corde esterne emettono un suono continuo, mentre quelle centrali sono modulate da una tastiera (o meglio un registro) che permette di realizzare una melodia.

Questo invece è un Tamburo Armonico progettato nel 2007 da Dennis Havlena, è realizzato in acciaio e gli intagli servono a generare le note. Ha un suono melodioso e rilassante.
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Il gioco delle coppie
Prendendo in prestito il titolo del secondo movimento del Concerto per Orchestra di Bela Bartok, proviamo a fare un gioco diverso, ad associare a un musicista e/o a delle musiche di ogni genere e tempo un artista e/o delle opere di ogni genere e tempo, anche in modo cronologicamente sfalsato, delle altre arti. Bisogna però dire il motivo dell'associazione, che sia una sensazione o un fatto concreto.., insomma qualcosa che giustifichi l' "accoppiata". Un esempio facile per capirci meglio: Debussy / Renoir o Monet .. motivo: l'impressionismo. Non va bene Velvet Underground /Andy Wharol perché che una collaborazione diretta, nemmeno Alan Parson / Edgard Allan Poe perché anche qui l'intenzione è diretta... e inve dovrebbe essere trasversale.
Un'accoppiata più "suggestiva" in tal senso potrebbe essere Igor Strawinsky  e il regista cinematografico Andrei Tarkowsky... non perché siano entrambi russi, ma perché entrambi, il primo con la musica, Le Sacre du Printemps, l'altro con l'immagine, Andrei Rublev, entrambi capolavori assoluti della storia delle arti, rappresentano, ciascun autore a modo suo e con "quadri" diversi, le ritualità pagane intrise di eros della Russia arcaica...
 

 
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  • I Blog di Melius Club

    1. INGRESSO.thumb.JPG.96b89f760d250b9e7058bd6fe8b766e5.JPG

       

      La vera magia che compie il Carnevale è quella di fermare il tempo: almeno per qualche giorno si può dimenticare il quotidiano e lasciarsi trasportare in un mondo fantastico, ritornare bambini inventarsi battaglie a colpi di coriandoli e volare con la fantasia in quei mondi fatti di streghe, elfi, draghi, fate, creature misteriose che evocano personaggi mitologici o del futuro che viaggiano nel nostro inconscio: DES MONDES FANTASTIQUES!

      Questo è stato il tema dell’ 86esimo Carnevale di Menton durante la tradizionale e celebre Fête du Citron che ha richiamato una gran folla entusiasta un po’ da tutto il mondo.

      Domenica eravamo 240000 e, alla fine, tutti eravamo cosparsi di “confettis” (coriandoli). Moltissimi i controlli e massiccia la presenza dei gendarmi ma,  più importante ed evidente, era la voglia di fare festa e divertirsi tutti insieme... no, non c’erano gilets jaunes ma tanti...citrons jaunes che, volentieri,  giocavano e si facevano fotografare soprattutto con i bambini. La temperatura era quasi estiva, il sole splendeva e, nel cielo, neanche una nuvola! Dopo la burrasca dei giorni scorsi, anche il mare si era calmato. La scenografia era quindi perfetta!

      Prima di partire con le foto delle cartoline, però, leggete il lato B, quello che vi racconta qualcosa sulle origini e la storia di questa bella festa, e probabilmente scoprirete qualche notizia interessante. Buon divertimento!

       

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      L’idea del Carnevale a Mentone, fino allora legato a quello di Nizza, è venuta all'inizio del 1900 ad opera di alcuni albergatori che volevano alimentare e intrattenere i villeggianti durante la stagione in cui era tradizione che re, principi, nobili, imprenditori, artisti e ricchi borghesi venissero su “la Côte” a trascorrere qualche salutare settimana al mare cercando anche di curare quel triste mal sottile che era la piaga del tempo. 

      Il Carnevale di Nizza, antichissimo e risalente addirittura al XIII secolo, era l’appuntamento ideale con la sua famosa Parade e i fantastici fuochi artificiali che chiudevano i festeggiamenti . Anche la regina Vittoria partecipò alla manifestazione nel 1882. 

      Una simpatica curiosità: durante questo periodo, nella seconda serata, si svolgeva una famosa e attesa gara, retaggio genovese, che era chiamata dei “Moucouleti”.

      In realtà, come racconta la storia, questa serata presentava un gioco molto divertente dedicato agli innamorati: i giovani tenevano in mano una candela accesa mentre le ragazze la portavano ugualmente ma tenendola, con la mano alzata, sulla testa. Il combattimento consisteva nel cercare, soffiando, di spegnere a vicenda la candela degli avversari mantenendo accesa la propria. Anche le ragazze cercavano di spegnere quella di quei corteggiatori che non gradivano o quelle delle rivali. Quelli che riuscivano a mantenere il moccolo acceso cercavano poi di spegnere quello della ragazza di cui erano innamorati: se ci riuscivano avevano in premio il bacio della fanciulla amata.

      @

      Intanto, nel 1929, quando si diceva che Mentone fosse il primo produttore di limoni del continente, un albergatore decise di allestire una Mostra di Fiori e di Agrumi  nel giardino dell’Hotel Riviera. L’esposizione riscosse un notevole interesse tanto che, a poco, si sviluppò sempre di più arricchendosi di carretti decorati di agrumi, piante di agrumi e bancarelle disseminati qua e là per la cittadina con graziose majorettes abbigliate in costume. 

       

      Finalmente, la vera FÊTE du CITRON nacque nel 1934 e diventò una manifestazione indipendente dal Carnevale di Nizza, offrendo un proprio défilé “al limone”!

      Nel 1936 apparvero  i primi  manifesti e la Festa si trasferì nei pressi del Casinò, nei giardini pubblici Biovès: qui nacquero le prime creazioni con l’utilizzo di 10000 limoni e 12000 arance: il tema era un omaggio al territorio.

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      Da allora, ogni anno, in autunno, viene deciso il tema per il prossimo Carnevale, tuttavia, come succede per tutti gli eventi, alcuni anni sono stati felici e altri meno sia per cause climatiche (anni di forti piogge e addirittura neve nel 1956!) che politiche, come il 1991, soppresso per motivi di sicurezza a causa della guerra del Golfo.

      Ecco le tappe principali e alcuni dei temi importanti che sono stati sviluppati nel corso degli anni passati:

      Nel 1959 gli agrumi dei carri non vengono più infilzati in lunghi spilloni ma ancorati e legati tra loro per mezzo di elastici. Quest’anno ne sono serviti 750000!

      Nel 1973, in omaggio a Jules Verne e allo sbarco sulla luna, il tema è stato: “Dalla Terra alla Luna”; a Jules Verne si ritornerà nel 2013 con “ Il giro del mondo in 80 giorni”.

      Dal 1995 al 1999 i temi sono dedicati agli eroi dei fumetti : Asterix, Obelix, Tintin, Lucky Luke, personaggi di Walt Disney e del film “Fantasia”.

      Nel 2000 sfilano per la prima volta i carri di agrumi articolati nei movimenti.

      Nel 2002 il tema è italiano : Pinocchio.

      Molte edizioni, invece,  hanno scelto temi geografici che spaziano nei viaggi e vanno dalla Cina all’India, a regioni europee e grandi isole.

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      Occupandoci di questioni più pratiche, viene spontaneo domandarsi da dove vengano ben 140 tonnellate di agrumi, quantità impossibile per un comprensorio così piccolo... E poi, se i limoni di Mentone sono così speciali e pregiati, perché sciuparli nella creazione dei carri? E dove finiranno alla fine del Carnevale?Chi li fa e chi li disfa?

      Eccomi qua a cercare di dare una risposta a queste domande che io, come voi, suppongo vi siate posti!

      Allora, da quel che ho saputo, nessuno degli agrumi impiegati proviene dal territorio e neppure dalla Francia! Arrivano in maggioranza dalla Spagna, dal Marocco e, forse anche un po’ dall’Italia e altri Paesi del Mediterraneo. Delle più di 140 tonnellate, acquistate dal Comune, 100 servono per decorare il Jardin, la cui visita costa 12€ e che ospita le strutture immobili. Un po’ più di 30 invece servono per allestire i carri della sfilata ( per assistere i costi vanno dai 10, in piedi ai 25 €, seduti in tribuna) e il restante per risistemare quelle che, nel corso di quindici giorni, periodo della durata della manifestazione, si deteriorano. Alla fine, quando si smontano gli allestimenti, gli agrumi vengono svenduti, per pochi euro, in sacchetti che le famiglie acquistano ( ma solo in parte, circa 6 o 7 tonnellate), per divertirsi creando giochi per i bambini o dilettandosi, a loro volta, in piccole creazioni. Uno dei giochi più comuni è quello di creare piramidi e, sempre con gli agrumi, bombardarle per vedere chi riesce ad abbatterne il maggior numero.

      Va detto che questi agrumi non sono di grande qualità e che, difficilmente si sarebbero venduti perché magari trattati con prodotti non conformi alle norme relative all’alimentazione. Restano comunque dubbi su altri eventuali usi.

      Dalla preparazione allo smantellamento, ogni anno, vengono assunte dal Comune centinaia di persone tra cui molti studenti e pensionati che si avvicendano nei vari compiti.

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      Adesso però divertitevi e rilassatevi guardando un po’ di cartoline che arrivano fresche fresche dalla festa del 24 febbraio scorso! Alla sfilata però, lo vedrete, non c’erano solo i carri di agrumi, 10 in tutto, ma parecchie altre attrazioni si susseguivano con performances di acrobati e artisti di strada, animali gonfiabili giganti, danze tipiche eseguite dalle simpatiche e bellissime rappresentanti dei Territori d’Oltre Mare, dame e cicisbei della Commedia dell’arte, violiniste, robot, maschere varie, velocipedi, carri meccanici di mostri  giganteschi che sparavano neve e coriandoli o che sbuffavano fumo dalle narici... Fantasie oniriche di ogni età e di ogni tipo...senza tempo, insomma, come le mie cartoline!CA3.thumb.JPG.3afa2e46908c76f0e59b25d76283c265.JPGCA4.thumb.JPG.c6858f40433065d8e276d242cd62156f.JPGCA5.thumb.JPG.98077b8241b9b351262ff0b891ee259a.JPGCA7.thumb.JPG.29bf76c49f543035cf6d648deaab51d0.JPG

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      .

      Purtoppo la mia carrellata finisce qui, con la Chimère... lo spazio è tiranno e io avevo ancora un po' di cartoline... vedremo se mi sarà possibile inserirne altre prima o poi...per ora restano alcuni spazi vuoti...Peccato!

      BUON CARNEVALE A TUTTI!!! 

      IMPORTANTE! Sono riuscita a postare qui sotto, in altri post successivi...  😁

       

      CA6.JPG

    2. - Sssh, la senti a questa? Questa, quando veniva 'nterra Brucculin', faceva piangere i meglio gangstèr a tanto di lacrime! Gilda Mignonette, la conosci?
      - No.
      - E che ci campi a fare?

      (dialogo dal film I Magliari, diretto da Francesco Rosi nel 1959)

      COPERTINA-Migranti-a-Ellis-Island-1892.j


      Nel film il jukebox suonava 'A cartulina 'e Napule, del 1927, musicata da Giuseppe De Luca su testo di Pasquale Buongiovanni, entrambi emigranti a New York, interprete è Gilda Mignonette.
      Era chiamata la Regina degli emigranti dalle colonie italo-americane, Gilda Mignonette nata nella Duchesca nel 1886, forse la prima music star della musica napoletana. Il suo successo fu lungo e travolgente, dall'Argentina agli Stati Uniti.
      Nel 1953 sentendo arrivare la fine, volle essere condotta a Napoli, chi nasce a Napule 'n ce vo' muri', si dice. Non ci riuscì, morì a ventiquattro ore da Napoli sulla transoceanica "Homeland", sul certificato di morte vennero riportate le coordinate del punto in cui si spense, latitudine 37° 21' Nord e longitudine 4° 30' Est.
      E allora, immergiamoci nella New York del 1927 e godiamoci la grande Gilda. A presto e sempre senza nulla a pretendere.

       

    3. Scendo alla prossima

      Wurlitzer_01.thumb.jpg.78c0a14ff698d0569eb7134ea415676d.jpg

      dopo il primo blog sugli organi da strada Olandesi, , mi sembra naturale proseguire la strada della musica riprodotta “in altra maniera”.
      Organi da strada… carini, vero? 
      E i JukeBox? Sicuramente un oggetto che molti di noi conoscono.
      Tre le marche fondamentali:
      Wurlitzer, Seeburg,  Rock-Ola
      E mica parliamo di “macchinette” eh…! La diffusione di queste macchine era, dal 1930 al 1960, molto vasta.
      Tanti locali pubblici, e non di certo solamente negli USA, ne avevano uno.
      Pensate che nel solo anno 1936 la Wurlitzer  riuscì a vendere più di 40.000 jukebox…
      Era stata la ditta Ami a produrre il primo vero fonografo a moneta che fu messo sul mercato nel lontano 1927.  Questa azienda aveva un certo nome come produttore di pianoforti automatici…

      Non riuscì a diventare marchio leader negli States. Cosa che però, gli riuscì in Europa.
      Nel 1933 (quindi 3 anni dopo la AMI) la Wurlitzer presentò il suo primo apparecchio, col quale si poteva selezionare uno dei dischi inserito in questo “mobile” (che, inizialmente, era fatto di legno).


      Quella di poter selezionare il brano che si voleva ascoltare si rivelò subito una scelta vincente.
      In pochi anni anche Seeburg  e Rock-Ola riuscirono ad affermarsi sul mercato. 
      Il mobile di questi apparecchi prodotti in quegli anni erano fatti di legno.
      I dodici (ma c’erano anche modelli con una selezione/offerta più piccola…) dischi erano, visto il periodo,  a 78 giri.  I dischi erano disposti in una pila verticale dalla quale di volta in volta venivano estratti e “suonati”. 

      Fu la ditta Seeburg a sposare, prima di tutti, il “KITSCH”, tipo di design che ha reso famosi questi aggeggi. Non vi è dubbio alcuno che il grande successo di vendita fu anche per i vari mobili, cromature, colori, plastiche  illuminate. 
      Interessante sapere che questi JukeBox raramente venivano venduti ai locali, bar, ristoranti ecc. 
      Si preferiva venderli ai noleggiatori, che noleggiavano ai locali pubblici le ultime novità. Tempo un anno, e la macchina passava dai grandi locali ai bar più piccoli, poi nelle cittadine meno grandi, infine nei locali di campagna.

      Questi bar e ostelli erano l’ultimo anello della catena… quando arrivava un nuovo modello, con ancora più luci, colori, scelte e stranezze varie, il jukebox, spesso ancora perfettamente funzionante, veniva distrutto. 
      Consumismo, si chiama. Ne sappiamo qualcosa anche noi, adesso….. 😁
      Comunque sia… fu nel 1940 che ebbe inizio la produzione di Jukebox  ad arco. Erano sempre stati squadrati, prima. Fu una grande idea, tant’è che i dieci anni successivi i jukebox prodotti avevano tutti, più meno, la stessa forma. 
      Non sarebbe completamente giusto però, scrivere “10 anni successivi”, perché negli anni della seconda guerra mondiale i vari Seeburg, Wurlitzer, Ami e Rock-Ola furono, più o meno, costretti a convertire i macchinari di produzione alla fabbricazione di materiale bellico.
      Così fu che  molti vecchi JukeBox che prima della guerra venivano distrutti perché “non più di moda”, durante la guerra venivano dismessi in grandi magazzini. Così si potevano recuperare dei pezzi di ricambio; 



      Un pezzo unico, una meccanica unica, fu la svolta che fece di Wurlitzer il marchio leader. Cambiava la carrozzeria, ma la meccanica restava pressoché uguale.
      In pratica… si teneva il mobile originale, ma si cambiavano il design e le dimensioni esterne….. 
      I costi diminuirono e….così i locali più modaioli e lussuosi ebbero sempre dei jukebox nuovi, che però… erano sempre gli stessi,  a livello tecnico;  cambiava solo il mobile esterno nella sua veste estetica!
      Dopo la guerra 1939/1945, l’entusiasmo per i JukeBox cresceva in tal modo che era davvero difficile trovare un locale pubblico che non ne avesse uno.  

      Non si dipendeva più solo dai brani musicali proposte dalle radio, o, per i più fortunati, da qualche disco che si poteva avere in casa… coi vari Seeburg, Rock-Ola, Ami e Wurlitzer (e altri nomi…) se volevi ascoltare il brano preferito era sufficiente inserire una monetina e… l’ascolto era fatto  😜
      Ovviamente era anche un bel mercato per l’industria discografica… (a propò… qualcuno si ricorda del “FestivalBar” che si faceva, una volta all’anno, nell’Arena di Verona? La classifica finale si basava sulle selezioni effettuate da chi inseriva 100 lire <200 ?>  Chi si ricorda più, sic!)… 
      Io, nel mio piccolo, ho sempre dubitato che fosse un conteggio vero e non pilotato, ma questo è un altro discorso… 🙄


      IL nome JUKE BOX non si sa di preciso da dove venga… esistono più teorie, probabilmente tutte vere… Fatto sta che avere la possibilità di avere un mobile che riproduceva musica, e magari pure quella più popolare, non fu molto ben vista dai musicisti.
      Del resto… i musicisti suonavano per guadagnarsi da vivere, stavano sul palco, anche se improvvisato, nei bar, e suonavano… Vedersi sostituiti da una macchina “infernale come questa…. " significava dover cercare altri luoghi dove poter guadagnare suonando… oppure… erano costretti a cambiare lavoro o diventare musicista da strada…  (rubare il lavoro lo si può fare/interpretare in molti modi…..) .


       

      Dite la verità, qui, forse, siamo tutti audiofili… sì, ma anche un po’ nostalgici… (o no???)
      Chi di noi non avrebbe voglia, entrando in un bar, di inserire una moneta nella fessura, selezionare qualche brano e ascoltare quel suono di “poca fedeltà” ma molto fascino?
      Chissà… magari nel bar si trovano delle ragazze  e voi potreste invitarle a ballare…  roba d’altri tempi? be', sì… certo. Ma … a voi non piacerebbe averne uno, in casa? 
      Se vi interessa (e se avete lo spazio necessario…) cercate sul web… troverete molti JukeBox usati/garantiti/originali in vendita… non costano poco, OK, … ma… volete mettere?

      PS… avevo scritto queste righe più di un mese fa, per poi dimenticarmene (…) l’altro giorno sono andato al museo “Nicolis” di Villafranca Veronese, e lì ci sono esposti 4/5 jukebox originali, (e anche... udite udite, qualche organo da strada di cui parlavo tempo fa...) molto belli. 
      E … mi è venuto voglia di riaprire  queste righe…
       

      Vedo di inserire qualche foto, grazie per la lettura

       

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      esistono delle belle letture sull'argomento, spesso hanno delle belle immagini.

      Molto di ciò che ho scritto l'ho preso da questo bellissimo libro. Ve lo consiglio... (contiene anche un CD di musiche del JukeBox_Time...)

      JukeBox_libro.thumb.jpg.1fdd7058255d24e4597158f627c449e9.jpg


       



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