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Consigli per fine tuning Rega Planar 3
Buongiorno, apro questa discussione, perché per Natale mi arriverà il giradischi, un Rega Planar 3, appunto.
La mia esperienza con i giradischi, si è fermata a 20 anni fa (anche se li ascolto spesso a casa di amici che hanno giradischi di alto livello), per cui vorrei qualche consiglio da chi ha, o conosce bene questo giradischi. Nello specifico, vorrei sapere se può essere utile dotarlo di un clamp e se si di che tipo: pesante o quelli che si avvitano e pressano il disco?
Il Planar sarà appoggiato su un tavolino Norstone con ripiano di spesso cristallo  appoggiato su punte ( vedasi la foto del mio impianto in Gallerie). Pensavo di frappogli a quest’ultimo, una base, leggera di Bambù, appoggiata su punte o meglio ancora su piedini smorzatori (tipo Vibrapod). Cosa ne pensate? 
Per il momento, manterrò la testina in dotazione, poi, più avanti, penserò a qualcosa di più performante tipo Rega Exact. Il pre-phono, per il momento sarà quello del mio ampli (Yamaha AS2100).
Cos’altro mi potete consigliare per farlo suonare al meglio? 
Grazie 
Roberto
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  • 151 replies

Voglio iniziare con il jazz
...Da zero!!!
Da dove cominciare? Cerco qualcosa di facile e vivace... hammond, vibrafono, sax? Qualche voce femminile? Mi potete aiutare???
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  • 133 replies

Simulazione binaurale con il software Out of Your Head della  Darin Fong Audio
Nella mia recente ricerca di “suono realistico come da ascolto da diffusori” per l’ascolto in cuffia ho trovato diverse risposte e soluzioni, per una delle quali ho già postato una discussione, cioè la tecnica di registrazione binaurale.
In quella discussione ho anche detto che mi pareva giunto il momento, anche per i rapidi progressi nella realtà virtuale di questi anni, di un software che potesse simulare, quando si ascolta la cuffia, l’ascolto di un sistema con i diffusori.
Spulciando su internet ho trovato Il software “Out of Your Head” della Darin Fong Audio, recensito pochi mesi fa anche su The Absolute Sound (sono abbonato a quella rivista, ma chissà perché mi era sfuggito quell’articolo). 
Nessuno di voi ne ha esperienza diretta? Prima di scaricare la versione Demo, che pure é gratis, volevo sapere l’opinione di qualcuno di voi, se ne vale la pena insomma...
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  • 51 replies

Quella mitica foto del 1958...
«Alle dieci di mattina? Ma quelli staranno ancora dormendo!». In effetti l'idea di radunare ad Harlem la crème del jazz per una foto di gruppo era parsa una follia agli stessi giornalisti di "Esquire", che si accingeva a celebrare la golden age della musica afroamericana: la categoria era ingovernabile, egocentrica, notoriamente allergica alla puntualità e per di più si guadagnava la vita suonando fino a notte fonda nei club, tra bottiglie di whisky e ogni altro vizio possibile.
Ma quella foto, scattata dall'art director del mensile Art Kane la mattina del 12 agosto 1958, è diventata leggenda. In un modo o nell'altro, si presentarono in 57, da Count Basie a Dizzy Gillespie, da Charlie Mingus a Thelonious Monk, da Sonny Rollins a Lester Young, trasformando quell'immagine in un'icona che gli appassionati di jazz non hanno ancora smesso di adorare. E Art Kane decise quel giorno che avrebbe vissuto di fotografia.
PS Qui ci sono diversi che potrebbero aggiungere dettagli interessanti a questa particolare vicenda. Li invito a dare il loro contributo
 
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  • 12 replies

Melody Maker, 18 Luglio 1970...da perderci la testa
Salve a tutti. Mi reputo un appassionato di musica a tutto tondo, non rinnego la contemporaneità, sono per il multi genere musicale, e qualità vò cercando con indefessa determinazione😁. Solo che poi mi capita di imbattermi in queste pagine, e tutto vacilla. Sono le pagine dei concerti previsti nella settimana del 18.07.1970 in Inghilterra apparsa sul Melody Maker. Sono solo una parte perché ce ne sono molte altre...Si evince una qualità generale, una varietà stilistica che mi fa letteralmente perdere la testa. Non so dove guardare, non riesco ad essere lucido davanti a questa quantità di talenti, di mille rivoli di una creatività che non aveva barriere, lo sperimentalismo con il mainstream, il sotterraneo con l'accreditato, suoni e sonorità che non ammettevano recinti, steccati. E mancano gli USA, manca la Francia e l'Italia ecc. ecc. Lo so non dovrei...ma concedetemelo almeno per una volta...non ho dubbi per me viviamo in un epoca musicalmente davvero misera...ecco l'ho detto. Abbiate pazienza sono solo le parole di un cinquantreenne con la botta di nostalgia!!! Adesso accendo la radio e mi sento Ultimo, Motta, Fedez, Signorino Sferaebbasta e via con altri geni di questo tipo. Buona domenica
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  • 27 replies

Viaggiare attraverso mondi fantastici
La vera magia che compie il Carnevale è quella di fermare il tempo...
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La Playlist della vita: i dieci film più belli di sempre...
Sulla scorta di quanto sta facendo la Rubrica  di Repubblica, Robinson Cinema, che sta pubblicando le liste dei 10 film “della vita” di personaggi più o meno celebri, potrebbe essere interessante aprire qui sopra un Thread su cui ciascuno di noi mette la propria lista di Film...
La Playlist della vita di ciascuno dovrebbe includere 10 film, non uno di più (e magari non uno di meno, ma penso che la difficoltà sia quella di metterne solo 10...), con titolo e regista, e magari anno di uscita.
Che ne dite, si può fare? 
Se sì, ovviamente inizio io...
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  • 265 replies

Le musiche di cui poco o niente si parla (solo "classica") ...
... per le quali non intendiamo aprire dei topic specifici che resterebbero "solitari", mentre una la dici tu, una la dico io... e l'unione fa la forza.

S. Rachmaninov: The Isle of the Dead, Poema Sinfonico Op. 29. Il musicista russo trovò ispirazione dalla copia in bianco e nero di un quadro omonimo realizzato anche a colori (l'immagine del video che propongo) di un  pittore simbolista dal quale restò molto colpito. E si sente.
Dal carattere romantico-gotico anticipatore, inoltre, mi sembra in alcuni passaggi più mossi, del fatale sgomento espressionistico, la sua è una partitura estatic_onirica, ricca di chiaroscuri e colori ombrosi, con squarci di luci che fendono il severo e straniante, assorto, subcosciente andamento melodico-ritmico mortuario che ingloba, come da prassi in certi repertori, la parodia del Dies Irae gregoriano.
Un ascolto bellissimo, di grande suggestione, mi piace molto l'interpretazione che propongo  (maggiori info https://it.wikipedia.org/wiki/L'isola_dei_morti_(Rachmaninov) )
 
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  • 104 replies

qual è secondo Voi il legno migliore per un plinto per giradischi?
buongiorno a tutti,
qual è secondo Voi il legno migliore per costruire un plinto per giradischi non su molle?Legni duri, legni, legni morbidi tipo balsa e ricoperti o mdf e  multistrato?
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  • 337 replies

I vostri due brani preferiti dei...
Joy DIVISION
Comincio io:
1) Dead Souls
2) The Eternal
Voi che dite?
😉
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  • 56 replies

Ho ascoltato il miglior impianto del mondo!
Un "stage" enorme,  il pizzicato dei violini e violoncelli perfettamente percepibile, nacchere in lontananza e timpani quasi fuori la porta, i contrabbassi con il loro suono bruno sistemati ai lati dei fagotti che sono piazzati al centro della scena sopra gli archi, inamovibili. Un tamburo invadente, potente.
Fotografico e rilevatrice quasi troppo. Iperrealistico.
Come se fossi in V fila nella sala intitolata all'indimenticato Maestro italiano Sinopoli, con Minkowski che dirige i suoi musicisti del Louvre. Ieri sera a Roma.
Ragazzi.. è l'impianto perfetto...Con uno dei concerti più belli dell'anno..
Lasciatemi un pizzico di polemica... se non hai ascoltato in sale come queste...di che cosa stiamo parlando...quale è il vostro termine di paragone?
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  • 252 replies

Dexter Gordon
Ciao a tutti. Nonostante sento da anni Miles Davis, John Coltrane , Charlie Parker ecc. , in questo momento sto sentendo su spotify  Dexter Gordon e precisamente l’album Go. Mi piace molto e inspiegabilmente  non ho nulla di questo jazzista. Potete darmi un giudizio sull’artista e che dischi mi consigliate?
Ciao e grazie.
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  • 34 replies

Audio Research Ref One e classifica all time pre ARC
Eccolo arrivato da poco. Modificato dalla G.N.S.C. di Steve Huntley. A tra poco per le prime impressioni d'ascolto ............ Esteticamente bellissimo !!!
 
Saluti ed a tra poco ...
Rodolfo Luffarelli
 
Modificato da - Rodolfo Luffarelli il 18/12/2011 15:49:47
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  • 1447 replies

Otto edifici di Frank Lloyd Wright candidati a Patrimonio dell’Umanità Unesco
Otto edifici di Frank Lloyd Wright candidati a Patrimonio dell’Umanità Unesco
Ed era ora.. 🙂 aggiungo io.
Gli otto edifici candidati, situati in sei diversi stati americani – Arizona, California, Illinois, Pennsylvania, New York e Wisconsin – sono, in ordine cronologico:
– Unity Temple, Oak Park, Illinois (progetto: 1905, realizzazione: 1906-1909)
– Frederick C. Robie House, Chicago, Illinois (progetto: 1908, realizzazione: 1910)
– Taliesin, Spring Green, Wisconsin (progetto: 1911, realizzazione: 1911-1959)
– Hollyhock House, Los Angeles, California (progetto: 1918, realizzazione:
1918-1921)
– Fallingwater, Mill Run, Pennsylvania (progetto: 1935, realizzazione: 1936-1939)
– Herbert and Katherine Jacobs House, Madison, Wisconsin (progetto: 1936,
realizzazione: 1936-1937)
– Taliesin West, Scottsdale, Arizona (realizzazione iniziata nel 1938)
– Solomon R. Guggenheim Museum, New York, New York (progetto: 1943,
realizzazione: 1956-1959)
Cominciamo con quest'ultimo.. Bruno Zevi lo definiva uno spazio borrominiano per definizione.. per il suo moto circolare ascensionale,
a spirale crescente.. che rimanda a Sant' Ivo della Sapienza, ma in chiave Pop, con forti rimandi all'architettura degli scenari urbani americani,
delle highways, degli autosilos..
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  • 149 replies

Cosa state ascoltando?
Cosa state ascoltando?
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  • 1387 replies

Il grande thread dei tuner
Pensando di fare cosa gradita, apro un thread in cui elencherò i tuner che ho avuto o che comunque son passati per un certo periodo da casa mia, e che ho quindi ascoltato non occasionalmente, e in condizioni controllate (ovvero con antenna, ampli casse e ambiente ben conosciuti). Le impressioni sono relative ad ascolti live di Radio Tre; quindi concerti di musica classica e jazz, più qualche ascolto di emittenti dal suono curato quali Lifegate Radio, o le emissioni della RTSI.
 
Il thread non vuole essere assolutamente esaustivo... anzi, invito chi come me ha la passione del tuner FM ed una certa esperienza d'ascolto, a mettere qui le proprie impressioni per condividerle con gli altri forumer.
 
 
Buona lettura...
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  • 536 replies

Cosa state leggendo?
Avanti, ho voglia di leggere qualche buon libro una volta finito quello attuale:
Amabili resti di Alice Sebold.
In realtà l'ho appena iniziato e non sono ancora in grado di farvi una recensione
ma forza, non siate tirchi, consigliate pure.
 
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  • 939 replies

Cappa giradischi stra-graffiata? Ecco come risolvere (2a parte)
Per chi presentasse una cover vintage vistosamente graffiata di cui nessun prodotto potrebbe cancellare definitivamente i segni del tempo, ecco come procedere in maniera drastica ad eliminare completamente graffi profondi per poi tramite successivi passaggi rimettere tutto a nuovo seguendo la procedura indicata nella prima parte.

Come indicato nella prima parte riguardo la rimessa a nuovo del coperchio, un graffio presentava segni vistosamente profondi che neppure passandolo con lo Sholl riuscivo ad attenuare, per tanto la decisione era già presa; sarebbe stato necessario carteggiare tutto il piano per poi a più riprese sostituire la carta con altra di grana via via più fina fino alla lucidatura.
Il graffio che andrò ad eliminare ma questo vale per tutti i graffi anche PIU' profondi che si potrebbero presentare nelle vostre amate cappe
Dopo  aver utilizzato un supporto per alzare il coperchio nella zona “lavoro” ed applicato un tappettino schiumato da fitness per non rovinare l’interno del coperchio...

 
si può procedere all’applicazione della carta abrasiva ad acqua di grana 600 sul relativo tampone
per poi andare ad operare mantenendo il coperchio sempre leggermente bagnato ... per questo ci pensa il rubinetto che fa cadere ripetutamente delle gocce...

con movimenti lenti e circolari procedo a passare tutto il piano compresi gli angoli, insistendo di più nella zona del graffio ma cercando per quanto possibile di rendere l’abrasione in percentuale uguale al resto dell’area non coinvolta dal graffio.
Dopo una decina di minuti di carteggiatura provando a più riprese a monitorare con l’unghia se si rilevava ancora scalino appuro che il graffio dovrebbe essere del tutto scomparso.

 
Ecco come si presenta il coperchio asciugato dopo il passaggio con carta abrasiva 600; decisamente opaco al punto che nemmeno l’ombra del cutter viene riflessa.
a questo punto si cambia carta passando alla 800
...poi alla 1000

 

 




 
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  • 42 replies

Restauro B&W 801 prima serie
Salve a tutti, volevo documentare con l'occasione il restauro di una coppia di B&W 801 prima serie (quelle in sospensione pneumatica). C'e' da dire che la prima serie di questi famosissimi monitor utilizzati in moltissimi studi di registrazione di musica classica ecc...(vi risparmio la storia e tutta la pappardella ampiamente documentata in rete...) si compone di tre versioni...
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  • 228 replies

Tidal vs Spotify e altri: il punto sui migliori servizi streaming
Buongiorno a tutti cari amici, apro una discussione trita e ritrita ma forse non sviscerata fino in fondo. L’occasione viene dal fatto che sto  provando il mese gratuito di Tidal in questi giorni e, ovviamente, il confronto per me è con Spotify.
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  • 177 replies

Cappa giradischi graffiata? No problem, trovato il prodotto definitivo (1a parte)
Coperchi graffiati si è trovata la soluzione definitiva?
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  • 70 replies

Un passo avanti per lo streaming
Finalmente mi sono dotato di un dac di livello adeguato all’impianto principale finalizzato all’ascolto di qobuz hires.
ora mi serve un puro streamer per inviare al dac i dati in modo che nulla vada disperso con l’obiettivo dello stato dell’arte (diciamo cosi’ per capirci).
la domanda e’ questa: quanto l’esito finale dipende dallo streamer puro? Quali caratteristiche deve avere? Quale prodotto consigliate di pronto uso (niene pc accrocchi e cose in arabo per favore)?
un bluenode node 2i (da usarsi solo streamer ripeto) andrebbe bene?
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  • 314 replies

Quali sono i migliori ampli integrati tra gli anni '70 e '90, oggi ad un buon prezzo?
Quali sono per voi i migliori ampli integrati tra gli ani '70 e '90, che si riescono a trovare oggi ad un buon prezzo? (sotto i 300€, ma che siano superiori agli attuali che costino qualcosa in più)
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  • 292 replies

Ricordi vintage... di tutto un po'
Ho riaperto dei cassetti della memoria rimasti chiusi da anni.
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  • 1604 replies

Uccellini e uccellacci!
Non c'è un tag adatto, mi accontento di quello che trovo.
Sono stato a casa per diversi giorni a riposo ( forzato ) e ho ritirato fuori il mio 500mm f4 Nikon ( non VR ) che ho usato con D4 e D800.
Mi sono divertito a fotografare qualche uccellino che girava nei pressi di casa mia , prima esperienza in assoluto. 
Certo ci vuole tanta tanta tanta pazienza...
Buona visione
Renato
 
il copyright è dell'autore delle immagini, nessun utilizzo, oltre a quello della visione su questo sito, è autorizzato.
 
Pettirosso in attesa... ( i colori sono molto più brillanti sul mio monitor...) 

 
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  • I Blog di Melius Club

    1. Avevo intorno ai 15 anni quando scesi santa Teresa, arrivai sotto Port'Alba e consegnai due settimane di sudati risparmi a Guida. E fu così che mi accaparrai la prima edizione dell'opera prima di uno sconosciuto scrittore napoletano.
      La comprai al buio, come allora si compravano libri e dischi, ma me ne aveva parlato bene una persona di fiducia e allora decisi di rischiare.

      Ho poi incontrato di persona Luciano De Crescenzo, ben 25 anni dopo, teneva una conferenza nelle cantine storiche di Mastroberardino accompagnato da una giovanissima etèra vestita come Aspasia, la sua preferita. In quei 25 anni era passato da scrittore dopolavorista a Maestro di un genere letterario e cinematografico creato da lui stesso.

      Grazie professore per avermi insegnato l'ironia ed essere riuscito dove anche Geymonat e Adorno a volte avevano fallito.

      Ci rivedremo, non importa quando, tanto il tempo non esiste.
       

       

    2. INGRESSO.thumb.JPG.96b89f760d250b9e7058bd6fe8b766e5.JPG

       

      La vera magia che compie il Carnevale è quella di fermare il tempo: almeno per qualche giorno si può dimenticare il quotidiano e lasciarsi trasportare in un mondo fantastico, ritornare bambini inventarsi battaglie a colpi di coriandoli e volare con la fantasia in quei mondi fatti di streghe, elfi, draghi, fate, creature misteriose che evocano personaggi mitologici o del futuro che viaggiano nel nostro inconscio: DES MONDES FANTASTIQUES!

      Questo è stato il tema dell’ 86esimo Carnevale di Menton durante la tradizionale e celebre Fête du Citron che ha richiamato una gran folla entusiasta un po’ da tutto il mondo.

      Domenica eravamo 240000 e, alla fine, tutti eravamo cosparsi di “confettis” (coriandoli). Moltissimi i controlli e massiccia la presenza dei gendarmi ma,  più importante ed evidente, era la voglia di fare festa e divertirsi tutti insieme... no, non c’erano gilets jaunes ma tanti...citrons jaunes che, volentieri,  giocavano e si facevano fotografare soprattutto con i bambini. La temperatura era quasi estiva, il sole splendeva e, nel cielo, neanche una nuvola! Dopo la burrasca dei giorni scorsi, anche il mare si era calmato. La scenografia era quindi perfetta!

      Prima di partire con le foto delle cartoline, però, leggete il lato B, quello che vi racconta qualcosa sulle origini e la storia di questa bella festa, e probabilmente scoprirete qualche notizia interessante. Buon divertimento!

       

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      L’idea del Carnevale a Mentone, fino allora legato a quello di Nizza, è venuta all'inizio del 1900 ad opera di alcuni albergatori che volevano alimentare e intrattenere i villeggianti durante la stagione in cui era tradizione che re, principi, nobili, imprenditori, artisti e ricchi borghesi venissero su “la Côte” a trascorrere qualche salutare settimana al mare cercando anche di curare quel triste mal sottile che era la piaga del tempo. 

      Il Carnevale di Nizza, antichissimo e risalente addirittura al XIII secolo, era l’appuntamento ideale con la sua famosa Parade e i fantastici fuochi artificiali che chiudevano i festeggiamenti . Anche la regina Vittoria partecipò alla manifestazione nel 1882. 

      Una simpatica curiosità: durante questo periodo, nella seconda serata, si svolgeva una famosa e attesa gara, retaggio genovese, che era chiamata dei “Moucouleti”.

      In realtà, come racconta la storia, questa serata presentava un gioco molto divertente dedicato agli innamorati: i giovani tenevano in mano una candela accesa mentre le ragazze la portavano ugualmente ma tenendola, con la mano alzata, sulla testa. Il combattimento consisteva nel cercare, soffiando, di spegnere a vicenda la candela degli avversari mantenendo accesa la propria. Anche le ragazze cercavano di spegnere quella di quei corteggiatori che non gradivano o quelle delle rivali. Quelli che riuscivano a mantenere il moccolo acceso cercavano poi di spegnere quello della ragazza di cui erano innamorati: se ci riuscivano avevano in premio il bacio della fanciulla amata.

      @

      Intanto, nel 1929, quando si diceva che Mentone fosse il primo produttore di limoni del continente, un albergatore decise di allestire una Mostra di Fiori e di Agrumi  nel giardino dell’Hotel Riviera. L’esposizione riscosse un notevole interesse tanto che, a poco, si sviluppò sempre di più arricchendosi di carretti decorati di agrumi, piante di agrumi e bancarelle disseminati qua e là per la cittadina con graziose majorettes abbigliate in costume. 

       

      Finalmente, la vera FÊTE du CITRON nacque nel 1934 e diventò una manifestazione indipendente dal Carnevale di Nizza, offrendo un proprio défilé “al limone”!

      Nel 1936 apparvero  i primi  manifesti e la Festa si trasferì nei pressi del Casinò, nei giardini pubblici Biovès: qui nacquero le prime creazioni con l’utilizzo di 10000 limoni e 12000 arance: il tema era un omaggio al territorio.

      .

      Da allora, ogni anno, in autunno, viene deciso il tema per il prossimo Carnevale, tuttavia, come succede per tutti gli eventi, alcuni anni sono stati felici e altri meno sia per cause climatiche (anni di forti piogge e addirittura neve nel 1956!) che politiche, come il 1991, soppresso per motivi di sicurezza a causa della guerra del Golfo.

      Ecco le tappe principali e alcuni dei temi importanti che sono stati sviluppati nel corso degli anni passati:

      Nel 1959 gli agrumi dei carri non vengono più infilzati in lunghi spilloni ma ancorati e legati tra loro per mezzo di elastici. Quest’anno ne sono serviti 750000!

      Nel 1973, in omaggio a Jules Verne e allo sbarco sulla luna, il tema è stato: “Dalla Terra alla Luna”; a Jules Verne si ritornerà nel 2013 con “ Il giro del mondo in 80 giorni”.

      Dal 1995 al 1999 i temi sono dedicati agli eroi dei fumetti : Asterix, Obelix, Tintin, Lucky Luke, personaggi di Walt Disney e del film “Fantasia”.

      Nel 2000 sfilano per la prima volta i carri di agrumi articolati nei movimenti.

      Nel 2002 il tema è italiano : Pinocchio.

      Molte edizioni, invece,  hanno scelto temi geografici che spaziano nei viaggi e vanno dalla Cina all’India, a regioni europee e grandi isole.

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      Occupandoci di questioni più pratiche, viene spontaneo domandarsi da dove vengano ben 140 tonnellate di agrumi, quantità impossibile per un comprensorio così piccolo... E poi, se i limoni di Mentone sono così speciali e pregiati, perché sciuparli nella creazione dei carri? E dove finiranno alla fine del Carnevale?Chi li fa e chi li disfa?

      Eccomi qua a cercare di dare una risposta a queste domande che io, come voi, suppongo vi siate posti!

      Allora, da quel che ho saputo, nessuno degli agrumi impiegati proviene dal territorio e neppure dalla Francia! Arrivano in maggioranza dalla Spagna, dal Marocco e, forse anche un po’ dall’Italia e altri Paesi del Mediterraneo. Delle più di 140 tonnellate, acquistate dal Comune, 100 servono per decorare il Jardin, la cui visita costa 12€ e che ospita le strutture immobili. Un po’ più di 30 invece servono per allestire i carri della sfilata ( per assistere i costi vanno dai 10, in piedi ai 25 €, seduti in tribuna) e il restante per risistemare quelle che, nel corso di quindici giorni, periodo della durata della manifestazione, si deteriorano. Alla fine, quando si smontano gli allestimenti, gli agrumi vengono svenduti, per pochi euro, in sacchetti che le famiglie acquistano ( ma solo in parte, circa 6 o 7 tonnellate), per divertirsi creando giochi per i bambini o dilettandosi, a loro volta, in piccole creazioni. Uno dei giochi più comuni è quello di creare piramidi e, sempre con gli agrumi, bombardarle per vedere chi riesce ad abbatterne il maggior numero.

      Va detto che questi agrumi non sono di grande qualità e che, difficilmente si sarebbero venduti perché magari trattati con prodotti non conformi alle norme relative all’alimentazione. Restano comunque dubbi su altri eventuali usi.

      Dalla preparazione allo smantellamento, ogni anno, vengono assunte dal Comune centinaia di persone tra cui molti studenti e pensionati che si avvicendano nei vari compiti.

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      Adesso però divertitevi e rilassatevi guardando un po’ di cartoline che arrivano fresche fresche dalla festa del 24 febbraio scorso! Alla sfilata però, lo vedrete, non c’erano solo i carri di agrumi, 10 in tutto, ma parecchie altre attrazioni si susseguivano con performances di acrobati e artisti di strada, animali gonfiabili giganti, danze tipiche eseguite dalle simpatiche e bellissime rappresentanti dei Territori d’Oltre Mare, dame e cicisbei della Commedia dell’arte, violiniste, robot, maschere varie, velocipedi, carri meccanici di mostri  giganteschi che sparavano neve e coriandoli o che sbuffavano fumo dalle narici... Fantasie oniriche di ogni età e di ogni tipo...senza tempo, insomma, come le mie cartoline!CA3.thumb.JPG.3afa2e46908c76f0e59b25d76283c265.JPGCA4.thumb.JPG.c6858f40433065d8e276d242cd62156f.JPGCA5.thumb.JPG.98077b8241b9b351262ff0b891ee259a.JPGCA7.thumb.JPG.29bf76c49f543035cf6d648deaab51d0.JPG

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      .

      Purtoppo la mia carrellata finisce qui, con la Chimère... lo spazio è tiranno e io avevo ancora un po' di cartoline... vedremo se mi sarà possibile inserirne altre prima o poi...per ora restano alcuni spazi vuoti...Peccato!

      BUON CARNEVALE A TUTTI!!! 

      IMPORTANTE! Sono riuscita a postare qui sotto, in altri post successivi...  😁

       

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    3. Scendo alla prossima

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      dopo il primo blog sugli organi da strada Olandesi, , mi sembra naturale proseguire la strada della musica riprodotta “in altra maniera”.
      Organi da strada… carini, vero? 
      E i JukeBox? Sicuramente un oggetto che molti di noi conoscono.
      Tre le marche fondamentali:
      Wurlitzer, Seeburg,  Rock-Ola
      E mica parliamo di “macchinette” eh…! La diffusione di queste macchine era, dal 1930 al 1960, molto vasta.
      Tanti locali pubblici, e non di certo solamente negli USA, ne avevano uno.
      Pensate che nel solo anno 1936 la Wurlitzer  riuscì a vendere più di 40.000 jukebox…
      Era stata la ditta Ami a produrre il primo vero fonografo a moneta che fu messo sul mercato nel lontano 1927.  Questa azienda aveva un certo nome come produttore di pianoforti automatici…

      Non riuscì a diventare marchio leader negli States. Cosa che però, gli riuscì in Europa.
      Nel 1933 (quindi 3 anni dopo la AMI) la Wurlitzer presentò il suo primo apparecchio, col quale si poteva selezionare uno dei dischi inserito in questo “mobile” (che, inizialmente, era fatto di legno).


      Quella di poter selezionare il brano che si voleva ascoltare si rivelò subito una scelta vincente.
      In pochi anni anche Seeburg  e Rock-Ola riuscirono ad affermarsi sul mercato. 
      Il mobile di questi apparecchi prodotti in quegli anni erano fatti di legno.
      I dodici (ma c’erano anche modelli con una selezione/offerta più piccola…) dischi erano, visto il periodo,  a 78 giri.  I dischi erano disposti in una pila verticale dalla quale di volta in volta venivano estratti e “suonati”. 

      Fu la ditta Seeburg a sposare, prima di tutti, il “KITSCH”, tipo di design che ha reso famosi questi aggeggi. Non vi è dubbio alcuno che il grande successo di vendita fu anche per i vari mobili, cromature, colori, plastiche  illuminate. 
      Interessante sapere che questi JukeBox raramente venivano venduti ai locali, bar, ristoranti ecc. 
      Si preferiva venderli ai noleggiatori, che noleggiavano ai locali pubblici le ultime novità. Tempo un anno, e la macchina passava dai grandi locali ai bar più piccoli, poi nelle cittadine meno grandi, infine nei locali di campagna.

      Questi bar e ostelli erano l’ultimo anello della catena… quando arrivava un nuovo modello, con ancora più luci, colori, scelte e stranezze varie, il jukebox, spesso ancora perfettamente funzionante, veniva distrutto. 
      Consumismo, si chiama. Ne sappiamo qualcosa anche noi, adesso….. 😁
      Comunque sia… fu nel 1940 che ebbe inizio la produzione di Jukebox  ad arco. Erano sempre stati squadrati, prima. Fu una grande idea, tant’è che i dieci anni successivi i jukebox prodotti avevano tutti, più meno, la stessa forma. 
      Non sarebbe completamente giusto però, scrivere “10 anni successivi”, perché negli anni della seconda guerra mondiale i vari Seeburg, Wurlitzer, Ami e Rock-Ola furono, più o meno, costretti a convertire i macchinari di produzione alla fabbricazione di materiale bellico.
      Così fu che  molti vecchi JukeBox che prima della guerra venivano distrutti perché “non più di moda”, durante la guerra venivano dismessi in grandi magazzini. Così si potevano recuperare dei pezzi di ricambio; 



      Un pezzo unico, una meccanica unica, fu la svolta che fece di Wurlitzer il marchio leader. Cambiava la carrozzeria, ma la meccanica restava pressoché uguale.
      In pratica… si teneva il mobile originale, ma si cambiavano il design e le dimensioni esterne….. 
      I costi diminuirono e….così i locali più modaioli e lussuosi ebbero sempre dei jukebox nuovi, che però… erano sempre gli stessi,  a livello tecnico;  cambiava solo il mobile esterno nella sua veste estetica!
      Dopo la guerra 1939/1945, l’entusiasmo per i JukeBox cresceva in tal modo che era davvero difficile trovare un locale pubblico che non ne avesse uno.  

      Non si dipendeva più solo dai brani musicali proposte dalle radio, o, per i più fortunati, da qualche disco che si poteva avere in casa… coi vari Seeburg, Rock-Ola, Ami e Wurlitzer (e altri nomi…) se volevi ascoltare il brano preferito era sufficiente inserire una monetina e… l’ascolto era fatto  😜
      Ovviamente era anche un bel mercato per l’industria discografica… (a propò… qualcuno si ricorda del “FestivalBar” che si faceva, una volta all’anno, nell’Arena di Verona? La classifica finale si basava sulle selezioni effettuate da chi inseriva 100 lire <200 ?>  Chi si ricorda più, sic!)… 
      Io, nel mio piccolo, ho sempre dubitato che fosse un conteggio vero e non pilotato, ma questo è un altro discorso… 🙄


      IL nome JUKE BOX non si sa di preciso da dove venga… esistono più teorie, probabilmente tutte vere… Fatto sta che avere la possibilità di avere un mobile che riproduceva musica, e magari pure quella più popolare, non fu molto ben vista dai musicisti.
      Del resto… i musicisti suonavano per guadagnarsi da vivere, stavano sul palco, anche se improvvisato, nei bar, e suonavano… Vedersi sostituiti da una macchina “infernale come questa…. " significava dover cercare altri luoghi dove poter guadagnare suonando… oppure… erano costretti a cambiare lavoro o diventare musicista da strada…  (rubare il lavoro lo si può fare/interpretare in molti modi…..) .


       

      Dite la verità, qui, forse, siamo tutti audiofili… sì, ma anche un po’ nostalgici… (o no???)
      Chi di noi non avrebbe voglia, entrando in un bar, di inserire una moneta nella fessura, selezionare qualche brano e ascoltare quel suono di “poca fedeltà” ma molto fascino?
      Chissà… magari nel bar si trovano delle ragazze  e voi potreste invitarle a ballare…  roba d’altri tempi? be', sì… certo. Ma … a voi non piacerebbe averne uno, in casa? 
      Se vi interessa (e se avete lo spazio necessario…) cercate sul web… troverete molti JukeBox usati/garantiti/originali in vendita… non costano poco, OK, … ma… volete mettere?

      PS… avevo scritto queste righe più di un mese fa, per poi dimenticarmene (…) l’altro giorno sono andato al museo “Nicolis” di Villafranca Veronese, e lì ci sono esposti 4/5 jukebox originali, (e anche... udite udite, qualche organo da strada di cui parlavo tempo fa...) molto belli. 
      E … mi è venuto voglia di riaprire  queste righe…
       

      Vedo di inserire qualche foto, grazie per la lettura

       

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      esistono delle belle letture sull'argomento, spesso hanno delle belle immagini.

      Molto di ciò che ho scritto l'ho preso da questo bellissimo libro. Ve lo consiglio... (contiene anche un CD di musiche del JukeBox_Time...)

      JukeBox_libro.thumb.jpg.1fdd7058255d24e4597158f627c449e9.jpg


       



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