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Top content from across the community, hand-picked by us.

Opera Grand Callas, concretezza ed eleganza made in Italy
La bella e corposa Grand Callas è uno fra gli ultimi diffusori della ditta trevigiana Opera Loudspeakers.
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The JBL HP Series Story
Da sempre ringrazio Quirino Cieri @qcieri, in maniera vera e sentita, e ora vi dirò il perché di tali ringraziamenti.
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Stagno di qualità per saldature
Ho acquistato questo stagno.
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I Primare di Salvo
I Primare di Salvo
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Come scegliere il subwoofer: mini guida per neofiti
Per alcuni il subwoofer è fatto per l'home theater e i suoi effetti nella riproduzione audio musicale sono dubbi o addirittura negativi: ebbene non è così.
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Wtfplay... ne vogliamo parlare?
Dopo aver letto le sole 2 righe entusiastiche scritte da Ipoci sulla presunta qualità di questo player (Wtfplay), oggi ho voluto provare ad installarlo. Vi dico solo una parola... provatelo!!!
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Post in Ecco i dischi che avete consigliato in 10 anni
"Ed eccoci qua, proiettati in un club hard bop della New York del 1968, sul palchetto a tre metri da noi c'è Pat Martino, per me il genio della chitarra bop. L'incisione ha il sound di quegli anni ma allo stesso tempo è nitida, estesa, dinamica, silenziosa, tale da mettere alle corde anche un ottimo impianto".
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La pubblicità Hi Fi vintage
Gli anni '70 ed '80 hanno visto il boom dell'Hi Fi e le varie costruttrici si sono date grande battaglia nel proporre modelli e prodotti (non sempre) all'avanguardia.
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Serie TV
come suggerito da molti direi di aprire un topic (questo  ) sulle serie tv, magari sarebbe utile specificare il canale che le trasmette (sia in chiaro che a pagamento) genere e trama per sommi capi senza spoiler
 
 
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Cappa giradischi graffiata? No problem, trovato il prodotto definitivo (1a parte)
Coperchi graffiati si è trovata la soluzione definitiva?
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Tutto andrà bene!
I membri e lo staff di Melius Club rivolgono un saluto di incoraggiamento ai membri di Lombardia, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria e con loro a tutti gli abitanti. FORZA RAGAZZI, TUTTO ANDRA' BENE!
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Bticino S2018GE: la spina schuko ammazzagiganti
Spina volante 2P+T 16A standard franco/tedesco. Bi Stampaggio, prodotto in Bi-materia (plastica e caucciù).Resistentissima agli urti - IP44 - 3500 watt - Peso 60 grammi - Dimensioni prodotto 10 x 4 x 4 cm.Accetta 9mm di diametro del cavo compresa la guaina.
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  • 131 replies

Volumio x86: esperienze e consigli
Ciao a tutti, mi sono incartato con Daphile e ho pensato di ripiegare su Volumio x86.
Quali sono le vostre esperienze con Volumio su PC? Quali i vostri preziosi consigli?Grazie in anticipo.
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Klipsch Heritage con Woofer da 15'': con cosa le amplificate, o avete amplificate?
Impressioni e rimpianti.
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Quando i dischi si incantano, e non d'immenso
Ultimamente mi capita che nelle ultime canzoni dei miei dischi , la testina si incanti più volte.
Qualcuno sa che regolazione fare per risolvere il problema? Ringrazio in anticipo.
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Preamplificatori, che passione!
Come alcuni di voi sapranno, il preamplificatore è' un mio pallino.
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McCoy Tyner ci ha lasciati
Il tempo passa inesorabilmente, e ad uno ad uno i grandi ci lasciano.
Purtroppo accedendo poco fa al sito Allmusic mi sono reso conto che oggi anche McCoy ci ha abbandonati ...
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Post in Ecco i dischi che avete consigliato in 10 anni
@niko_s "grande cast ed eccezionale qualità audio". @TetsuSan "comprato per la qualità tecnica, pian piano sta diventando uno dei miei preferiti. Come tutti i dischi importanti, richiede un po' di ascolti per essere apprezzato. Ascoltalo. Poi, se vuoi, ne riparliamo. (per la cronaca, DR=10, perché il DR non è tutto)". @Armando Sanna "lo preferisco di gran lunga , tra l'altro è consigliato da Jim Smith del famoso libro Get better sound". @giannicimbalo "belle voci, bella musica, ottima registrazione".
Tears of Stone
Chieftains
Link: https://amzn.to/2uPnAJc
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[lessico e nuvole] Cosa intendete per "nero infrastrumentale" o "nero infrastrutturale"?
Spiegatemi per favore cosa è il nero infrastrumentale, grazie!
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Il Bianco e il Nero
Ed eccomi qua, dopo tanti anni di desideri mai esauditi, a condividere con voi il cambiamento (epocale, a mio modo di vivere il momento) ora più che mai, direi quasi drastico nel mio setup… un McIntosh MA6600 è finalmente in pianta stabile, lì, bello e possibile (per dirla alla Nannini).
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Bach is in the Air
Volevo segnalare un concerto di Danilo Rea e Ramin Bahrami che si terrà a Schio, in provincia di Vicenza, questa sera. Se qualcuno è in zona ed è interessato, ci sono ancora biglietti disponibili.
Ecco la presentazione del concerto:
“Bach in fondo è già tutto lì, in quell'aria che apre e chiude il più bel ciclo di variazioni per tastiera mai scritto (Goldberg), unicum prezioso nella storia della musica... Danilo Rea, grande pianista jazz con alle spalle un passato di studi classici, non si è però fermato a questo e per primo ha intuito le potenzialità di un progetto che ha dell'incredibile: rivoluzionare Bach. Per la prima volta, attraverso l'improvvisazione, Danilo rivoluziona il repertorio bachiano con le versioni originali ad opera di Bahrami, dando vita a un vero e proprio linguaggio universale. La specializzazione di Bahrami, assieme all'estro e alla fantasia di Rea, rappresentano una frizzante rivisitazione il cui scopo non è stravolgere il messaggio del grande compositore tedesco; semmai l’obiettivo è coglierne lo spirito contemporaneo e gettare un ponte verso orecchie "abituate" diversamente“.
Programma:

- Aria BWV 988 dalle variazioni Goldberg
- Jesus bleibet meine freude BWV 147
- Preludio in si minore BWV 855 A
- Preludio In do maggiore BWV 846
- Aria sulla IV corda BWV1068
- Minuetto in sol maggiore BWV 114
- Preludio in do minore BWV 847
- Sarabanda BWV 808 dalla suite inglese n. 3 in sol minore
- Sinfonia n. 11 in sol minore BWV 797
- Siciliana dalla sonata per flauto in mi bemolle maggiore BWV 1031
- Preludio dalla Partita n. 1 in si bemolle maggiore BWV 1002

 
https://www.arteven.it/index.php/rassegne/other-componentsremaining-component-views-3/schio/schio-musica?view=article&id=1721:bach-is-in-the-air&catid=402&idrassegna=222
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Giradischi. L’epopea dei super bracci
Non sono solo i giradischi, con le loro fascinose masse rotanti a catturare le attenzioni a tratti morbosi dell’audiofilo ludens,  ma a loro degno completamento ci sono pure i bracci di lettura, nelle loro infinite declinazioni..  a metà protesi meccanica di mano artificiale degna di robocop, a metà archetto musicale pronto a far sussultare di piacere musicale quegli oscuri solchi nel vinile.
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Giradischi. L’epopea dei super motori
Nuovo capitolo, che vorrei riservare, questa volta, a un componente spesso misconosciuto, ma di fondamentale importanza per il suono del giradischi.
L’audiofilo generico, in genere, lo relega a un ruolo secondario nella articolata meccanica di un giradischi, ma a mio avviso è proprio lì che si gioca la partita più importante nella genesi del segnale analogico.
perché persa la prima partita per un progetto superficiale, troppo semplificato o semplicemente “ignorante”, dal verbo ignorare.. non si recupera più... mai più.
La dimostrazione plastica la abbiamo con la triste palingenesi del progetto LP12, partito con un economicissimo motorino, poi corretto a fasi successive con costosissimi servocontrolli aggiuntivi.. fino ad arrivare a un motore con Encoder di controllo, portando alle stelle il listino del giradischi, originariamente moderato.
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Post in Ecco i dischi che avete consigliato in 10 anni
@roger "C'è sì anche il violino... ma il piano è un grande riferimento per timbro e dinamica"
Bazzini: Virtuoso Works for Violin & Piano - Chloë Hanslip - Link: https://amzn.to/31DXAN6
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Concerti leggendari ai quali avete assistito
Premetto che non devono essere necessariamente i migliori, ma quelli che avete avuto la fortuna di assistere nella belle epoque della musica moderna (60-70-metà anni 80) anche perché poi il tutto diventa meno leggendario.
Mi farebbe piacere sentire il resoconto dei concerti degli anni 70 anche perché io ero troppo giovane per capire, la mia storia musicale "passionale"  inizia nel 1977 dove incontro in un colpo solo hard rock..progrock...punk e disco music.
Dico subito che mi piacquero subito tutti meno il punk e trovavo penoso il fatto che i punk ammettessero candidamente che , non sapendo suonare e non volendo imparare, odiavano i gruppi rock che li avevano preceduti, praticamente odiavano il rock perché non erano in grado di suonarlo.
Il mio primo concerto al quale assistetti , e lo considero leggendario proprio per questo fu dovuto ad una gita scolastica al teatro lirico di Milano dove suonavano i Decibel , gruppo "punk"che era tutto fuorchè punk  , a parte forse nei testi.
Mi trovai invece di fronte ad un buon gruppo rock con un chitarrista fantastico , che poi sarebbe divenuto un amico, un bassista truccato come i Kiss e un cantante che cantava poco ma parlava come Enrico Ruggieri con un look "new wave".
Non avevo mai visto da vicino qualcuno con i capelli così lunghi e che suonava la chitarra elettrica così bene, il sound alle mie orecchie vergini era poderoso e allo stesso tempo molto chiaro , insomma...avevo appena fatto conoscenza con l'HARD ROCK dal vivo!
Comprai il disco che poi scoprii  sia anche molto ben quotato .
Dopo quell'esperienza il desiderio di musica rock dal vivo crebbe a livelli ingestibili, io andavo controcorrente e volevo conoscere i gruppi già allora leggendari che avevano dato vita agli anni 70 , del punk me ne fregavo, il problema era che nessuno veniva a suonare in Italia, allora decidetti di andare io da loro con dei viaggi organizzati che partivano da piazza castello a Milano.
La mia prima volta con un gruppo straniero fu a Berna con un gruppo che era già famoso ma lo stava per diventare mille volte di più: gli AC/DC.
A dire il vero erano due i gruppi ovvero Ac/Dc e Judas Priest ma sfortunatamente il pullman arrivò quando i Priest avevano già finito di suonare, poi mi dissero che erano stati ancora meglio degli Ac/Dc .
Che dire degli Ac/Dc ...furono straordinari, il sound era come sui dischi la voce del povero Bon Scott potente e chiara, la sezione ritmica perfetta e ,ovviamente la chitarra di Angus Young, una potenza della natura, era il 25 novembre 1979, ho trovato incredibilmente su youtube l'evento , ovviamente l'audio fa schifo ma già è un miracolo averlo trovato!
Voto : 9 
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  • I Blog di Melius Club

    1. appecundria
      Latest Entry

      By appecundria,


      Quando il figlio di un audiofilo chiede un giradischi a Babbo Natale, corre il serio rischio di entrare in una fase problematica della sua esistenza, fino a quel momento felicissima. Lui non può saperlo ma potrebbe essere costretto a cruenti riti di iniziazione e a pratiche rituali ancestrali. Al peggio, il pargolo potrebbe cadere in una preoccupante dipendenza da cavi e connettori, terribile! Ma niente paura: pupe e pupi è arrivato il vostro salvatore (che sono io).


      Sì, sì. Fàmolo smart!

      Lenco L-84

       

      Ecco una prima soluzione: assolutamente plug & play, sana, divertente, intorno ai duecento euro. L'impianto è composto da un giradischi Lenco L-84 e una coppia di Edifier R1700BTs, può suonare decorosamente il vinile, essere collegato al PC, inoltre accetta qualsiasi sorgente Bluetooth.

       

      Lenco L-84. Giradischi preamplificato con connessione USB di dimensioni compatte. Dispone di porta USB di connessione al PC (per ascoltare e/o per convertire il vinile in formato digitale) e pre phono incorporato con uscita Line Out. La testina premontata è una MM con stilo intercambiabile. La trazione è a cinghia, il funzionamento è semi-automatico con ritorno del braccio a fine disco e stop del piatto. Non manca il coperchio in plexiglas. Le dimensioni sono 420 x 360 x 110 mm (LxPxA), il peso è di 3,2 Kg. Il colore è antracite.

      Edifier R1700BT

       

      Edifier R1700BTs. Coppia di diffusori multifunzionali con telecomando. Multiamplificati 2x 18 Watt e 2x 15 Watt, con elaborazione del segnale digitale (DSP) e controllo della gamma dinamica (DRC).  Sono bass reflex front firing, con tweeter a cupola "Eagle Eye" in seta da 19 mm e driver dei bassi da 4 pollici. Offrono uscita sub filtrata, due ingressi linea (di diversa sensibilità) più Bluetooth 5.0. Sono realizzate in MDF e disponibili con finitura vinilica color antracite o noce. Qui il manuale.

       

      No, no. Fàmolo audiofilo!

       

      Niente da fare, il paparino non molla, lo vuole audiofilo. Ed allora eccolo accontentato con una soluzione con basi sane e espandibile nel tempo, intorno ai trecentocinquanta euro.

      L'impianto è composto da un giradischi Lenco L-86 e una coppia di Edifier R1850DB, può suonare direi più che bene il vinile, essere collegato al PC, ha ingressi digitali coassiale e ottico, inoltre accetta qualsiasi sorgente Bluetooth. Dulcis in fundo, può essere potenziato con l'aggiunta di un subwoofer.

       

      Lenco L-86

      Lenco L-86. Piatto in alluminio con un diametro di 300 mm, porta USB per connessione a PC e/o per convertire il vinile in formato digitale, preamplificatore phono integrato disattivabile, pickup AudioTechnica, trasmissione a cinghia, copertura antipolvere in plastica rimovibile, base in legno. Le dimensioni sono 420 x 340 x 90 mm (LxPxA), il peso è di 4,2 Kg. Il colore è antracite. L'immagine in testata raffigura il retro del Lenco L-86. (Altre proposte sono emerse nella discussione sotto questo post).

       

      Edifier R1850DB. Coppia di diffusori multifunzionali con telecomando. MultiaEdifier R1850DBmplificati 2x 19 Watt e 2x 16 Watt, con elaborazione del segnale digitale (DSP) e controllo della gamma dinamica (DRC).  Sono bass reflex front firing, con tweeter a cupola "Eagle Eye" in seta da 19 mm e driver dei bassi da 4 pollici. Offrono due ingressi linea più Bluetooth 4.1. Sono presenti anche due ingressi digitali, uno coax e l'altro ottico. Molto utile l'uscita per subwoofer. Sono realizzate in MDF e disponibili con finitura vinilica color antracite. Qui il manuale.


      Buon divertimento.


      Nel consigliare dei prodotti bisogna sempre "posizionarli" bene, cercare di entrare nell'utilizzo quotidiano che ne farà il loro proprietario. Nell'assemblare queste due soluzioni ho pensato a prodotti sani, affidabili, divertenti e al giusto budget. Gli abbinamenti sono stati fatti con la usuale logica "per pochi soldi in più conviene..." ma nulla vieta di assemblare Lenco L-86 e Edifier R1700BTs, a circa trecento euro.

      Non fate mancare i vostri suggerimenti e buon divertimento!

    2. mark66
      Latest Entry

      By mark66,

      Il best seller del prof. Amar Bose, in vendita dal 1983 al 1991, nacque per essere posto in libreria, in orizzontale, col deflettore orientato secondo i dettami del professore. Sono inconfondibili per il loro design asimmetrico ed il caratteristico array di tweeter a cono in "Free Space", che si accompagna ad un woofer da 20 cm. caricato in reflex.

       

      Sono qui per parlarvi di una coppia di diffusori a cui sono legato, diciamo così, sentimentalmente: mi hanno accompagnato per tanti anni di ascolti, poi, causa vicissitudini e cambi di abitazione, erano finite in cantina. Da qualche tempo hanno riconquistato un posto nella mia sala di ascolto, rivelando doti che solo il loro posizionamento ottimale ha svelato. Vi sto parlando di una coppia di Bose 301 series II, anno di acquisto 1986.Bose 301 series II

      Per lunghi anni hanno costituito la voce del mio impianto: acquistate assolutamente d'impulso, dopo ascolti casuali, aveva fatto colpo, lo confesso, il fatto che fossero "diverse" dagli altri diffusori allora in giro, con un prezzo alla portata delle mie tasche e, soprattutto, un modello da scaffale, dato che in quel periodo la mia camera permetteva il loro collocamento solo su di un lungo mobile addossato ad una parete.


      Il mio impianto
      Il resto dell'impianto era costituito da un gira e un ampli Technics, a cui affiancai prima una piastra Aiwa ed in seguito un lettore cd Sony. Per 15 anni ho ascoltato musica da questo impianto, sfruttando relativamente le doti delle 301 in quanto il loro posizionamento seguiva solo in parte le raccomandazioni del produttore.
      Da allora è passato tanto tempo e negli ultimi anni, nonostante pochi soldi a disposizione, la passione per l'ascolto hi-fi si è risvegliata: grazie al Forum il mio universo audiofilo si è aperto a cose che non avrei mai pensato: ampli cuffia, dac e tutta una serie di catene audio sono mano a mano entrate nello spazio di ascolto che ho a disposizione, uno studiolo di 4,80 per 3,80 mq, mediamente arredato.
      Complice tutta una serie di passaggi, ultimamente mi è tornata la voglia di ascoltare le vecchie e gloriose 301, che non ho mai avuto voglia veramente di vendere. E qui comincia il bello. Sono andato a ripescare il manuale d'utilizzo e ho cercato di vedere se potevo realizzare nel mio spazio di ascolto un posizionamento ottimale.

       

      Il posizionamento ottimale
      Da notare che questi diffusori, come anche le più prestigiose 901, hanno vincoli di posizionamento che, se non rispettati, vanificano molto della esperienza di ascolto. La prima necessità è stata quella di dotami di stand adeguati senza spendere una follia: ho optato per l'autocostruzione, aiutato da un amico volenteroso e l'amicizia di un falegname. Ne è venuta fuori una coppia di stand in legno dal colore simile alla impiallacciatura Bose 301 series II studiolodelle 301, alti 70 cm e con alla base dei piedini ottenuti con dei battiporta di gomma, dunque una situazione di disaccoppiamento. L'altezza scelta è una via di mezzo tra il minimo consigliato da Bose (45 cm) e l'idea di una altezza della fonte sonora vicina alla altezza delle orecchie da seduto. Il direzionamento delle coppie di TW (che formano un angolo di alcuni gradi diretto verso l'alto gli anteriori e paralleli i posteriori) mi ha fatto comunque scegliere di tenere la posizione dei diffusori leggermente più bassa della quota delle mie orecchie. D'altra parte tenerle più basse o più alte della misura scelta avrebbe portato ad una serie di difficoltà di posizionamento nel mio spazio di ascolto e il compromesso è stato inevitabile.

      Veniamo al posizionamento. Bose consigliava nello scarno foglietto di istruzioni di rispettare innanzi tutto il corretto posizionamento destra-sinistra dei diffusori, di distanziarli tra loro di 1,2 - 3,6 m, di tenerle come dicevo almento 45 cm dal pavimento o dal soffitto e infine di distanziarle dalle pareti laterali da un minimo di 30 ad un massimo di 90 cm. Della distanza dalla parete posteriore si parlava di altrettanti 45 cm minimi. 


      Lo studiolo

      Veniamo allo spazio di ascolto: con un programmino di progettazione 3D ho fatto un rendering del mio studiolo. Per una serie di vincoli insuperabili (lo studio è utilizzato in parte anche per lavoro) non ho potuto rispettare in pieno il posizionamento ideale, in particolare rispetto alla simmetria della distanza dalle pareti laterali, rispetto alle quali c'è una distanza di circa 90 cm a sinistra, mentre a destra la parete dista circa 120 cm. Questa differenza è stata in parte compensata da soluzioni ottenute attraverso l'arredamento.
      Per il resto, le 301 sono in posizione di riposo e vengono messe a dimora per l'ascolto posizionandole a circa 70 cm dalla parte di fondo, con una distanza tra loro di 185 cm e la posizione di ascolto è a circa 2 metri, con circa 60 cm di spazio dietro alle spalle.Bose 301 series II riflessioni
      Una particolarità del mio spazio di ascolto è quella di avere due piccole librerie dove tengo la collezione di cd, identiche, che ho potuto posizionare circa 20 cm posteriormente e a lato di entrambi i diffusori: questa soluzione ha avuto un impatto notevole sulla resa delle 301, creando una superficie di riflessione del tw posteriore che esalta la funzione dello stesso. Nelle immagini potete vedere una piccola indagine delle riflessioni sonore che i diffusori generano nella stanza.

       

      Conclusioni

      Ho deciso di scrivere queste righe per il piacere di condividere un' esperienza di ascolto che con pochissimi soldi e un po' di applicazione mi sta dando moltissima soddisfazione.

      Ritornare ad ascoltare questi diffusori mi ha permesso di dire che avevo visto giusto, ma soprattutto di riflettere, se mai ce ne fosse bisogno, che il corretto posizionamento e la cura dello spazio di ascolto sono indispensabili per far rendere al meglio un impianto. Mentre ascoltavo le 301 in questi giorni pensavo che in fondo più vado avanti in questa passione e meno mi interessa di trovare la quadratura del cerchio. Ora sono più interessato ad apprezzare i pregi dell'impianto nei suoi limiti, ad accogliere più l'emozione che a perseguire assoluti. Lo ritengo un approdo che mi sta facendo apprezzare gli impianti che ho per quello che possono dare e  la trovo una posizione molto rilassante.

      (Prima pubblicazione: novembre 2012)

    3. Avevo intorno ai 15 anni quando scesi santa Teresa, arrivai sotto Port'Alba e consegnai due settimane di sudati risparmi a Guida. E fu così che mi accaparrai la prima edizione dell'opera prima di uno sconosciuto scrittore napoletano.
      La comprai al buio, come allora si compravano libri e dischi, ma me ne aveva parlato bene una persona di fiducia e allora decisi di rischiare.

      Ho poi incontrato di persona Luciano De Crescenzo, ben 25 anni dopo, teneva una conferenza nelle cantine storiche di Mastroberardino accompagnato da una giovanissima etèra vestita come Aspasia, la sua preferita. In quei 25 anni era passato da scrittore dopolavorista a Maestro di un genere letterario e cinematografico creato da lui stesso.

      Grazie professore per avermi insegnato l'ironia ed essere riuscito dove anche Geymonat e Adorno a volte avevano fallito.

      Ci rivedremo, non importa quando, tanto il tempo non esiste.
       

       

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