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Melius Club

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Digital Concert Hall
E' iniziata oggi la stagione concertistica 2018/2019 dei Berlin Philarmoniker con il suo nuovo direttore stabile Kirill Petrenko. Da Berlino mi hanno mandato un voucher che permette l'accesso gratuito al sito per una settimana.
Prima parte del programma il Don Juan e Tod und Verklarung... giaà terminata, fantastica ...
Ora è iniziato IL (secondo) Movimento della settima di Beethoven.., shhh... ci si risente...
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L' Hammond che meraviglia...
Il suono di questa tastiera, sia abbinata al Leslie che "alterata" dalle sperimentazioni dei gruppi degli anni '60/'70 (tipo Ion Lord che la amplificava con i Marshall da chitarra elettrica) mi è sempre piaciuto da impazzire. Vi invito a postare brani dove la presenza di questo organo è in risalto o dove ci sono dei begli assolo di Hammond.
Inizio con un paio di brani.
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  • 74 replies

Le storiche "etichette" del jazz, i loro grandi dischi
Apro le danze con IMPLULSE!

J. Coltrane - A Love Supreme
Archie Sheep - Fire Music
Sonny Rollins - East Broodway Run Down
Charles Mingus - The Black Saint and the Sinner Lady
RCA Victor
Chales Mingus - Tijuana Moods
Sonny Rollins - The Bridge

 

 
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Mozart "propone", Beethoven "impone"
Nella puntata radiofonica di Hollywood Party andata in onda il primo maggio si è parlato, prendendo spunto dal libro "Mozart e il cinema" di Enrico Giacovelli, dei film su Mozart, da Mozart, con musiche di Mozart.
Si è posto perlopiù l'accento sul celeberrimo Amadeus del regista Milos Formar recentemente scomparso.
Tra le varie cose dette, è stato inoltre ricordato come il personaggio mozartiano, presente in 40 film come protagonista, venga citato in vario modo in ben 1447 pellicole, cosa che sul versante cinematografico porrebbe il "nostro" davanti a tutti gli altri grandi musicisti della storia.
A un certo punto, uno dei conduttori della trasmissine che cercava di individuare nella profondità musicale mozartiana ottenuta con la (apparente) semplicità, una delle ragioni che renderebbero le musiche del salisgburgese particolarmente adatte per le "colonne sonore, ha pronunciato la seguente suggestiva frase:
 
Mozart propone, Beethoven impone...
 
Cio non mi sorprende particolarmene.., ho una mia personale teoria al riguardo, ma vorrei aprire le danze, riportando altra frase non ricordo da chi pronunciata, letta molti anni fa, andando a memoria:
in un quartetto mozartiano non si sbattono mai i pugni sul tavolo come invece accade nei quartetti beethoverniani ...[aggiungerei anche in altre forme di composizioni di entrambi i musicisti]

Cosa vorrà dire questo?


 
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Se apportate delle modifiche al vostro impianto, che pezzi ascoltate per testarlo? 
Mi indicate un pezzo o un intero album? 
Genere jazz oppure vocale oppure rock. 
Grazie a tutti
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  • 63 replies

I veicoli  sulle copertine dei dischi (no limits)
Cover: 10 / Disco: 10 e lode.
(Chevrolet 210 del 1954)

 
P.S. Veicolo: mezzo meccanico di trasporto guidato dall'uomo (o teleguidato): v. ferroviari; v. circolanti su strada; v. aerei o atmosferici; v. spaziali, cosmici; 
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  • 228 replies

John Coltrane: Both directions at once - The lost album
https://www.independent.co.uk/arts-entertainment/music/news/john-coltrane-both-directions-at-once-lost-album-jazz-saxophonist-recording-a8388681.html
leggo su "La Repubblica" odierna...
bell'articolo sul nuovo disco che uscirà, fra pochi giorni, del grande sassofonista scomparso nel 1967.

Both Directions at once - the lost album, fu registrato in una giornata sola (come spesso si usava fare) insieme a McCoy Tyner, Elvin Jones, Jimmy Garrison, nello studio di Rudy van Gelder (e dove, se no... ?)
Come spesso si usava fare, Van Gelder dava, dopo la registrazione, una copia del nastro ai musicisti che se lo ascoltavano, e, eventualmente ci lavorassero ancora un po'.
In quel periodo Coltrane si stava dividendo dalla prima moglie, traslochi, trasferte, casini vari e tutti, o quasi, si dimenticarono di quella sessione messa su bobina.
Ora Ravi, il fsecondo figlio di John, ha ritrovato il nastro.
La Impulse ha trovato, nell'archivio di RvG, un appunto di questi nastri, e ha chiesto di "rovistare nei cassetti" di casa Coltrane.
Sembra che sia della mnmusica eccezionale, quello che ascolteremo, fra poco.
Staremo a ..  sentire...
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  • 149 replies

Scott Ross
In principio c'era il genio di Girolamo Frescobaldi, prima dei Scarlatti, di Couperin, di Rameau, di Bach, di Handel ...

 


 
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  • 44 replies

Come collegare una TV ad un amplificatore stereo 2 ch.?
buonasera a tutti.
sono da non molto possessore di un plasma Panasonic TX-42GT60E e da meno ancora di un lettore Panasonic BDP500. poiché sullo stesso mobile dove tengo il plasma alloggia un "all in one" Arcam Solo (http://www.arcam.co.uk/advice-and-support/discontinued-products/products,,,SoloMusic.htm) che utilizzo per ascoltare musica in soggiorno, avevo pensato di collegare il plasma al citato Arcam Solo e sfruttarne la sezione amplificatrice nonché i diffusori ad esso collegati.
ora, il GT60E no ha uscite analogiche RCA, bensì solo HDMI, una digitale ottica e l'uscita cuffie 3.5". la cosa più semplice che ho pensato è stata quella di prelevare il segnale analogico dall'uscita cuffie e collegarmi ad uno degli ingressi dell'ampli, tramite un cavo jack 3.5 / RCA.
risultato: anche alzando molto sia il volume cuffie della TV che quello dell'ampli, non si sente quasi nulla; invece con le cuffie collegate alla stessa ed unica uscita, si sente bene.
qualcuno sa spiegarmi il perché? dove ho sbagliato? mi viene il sospetto che l'ampli abbia problemi agli ingressi; dovrò fare altre verifica.
in alternativa, esclusi problemi agli ingressi dell'ampli, stavo invece pensando di prelevare il segnale digitale dall'uscita ottica del GT60E, entrare in un piccolo convertitore e da questo uscire con un segnale analogico verso uno degli ingressi RCA linea dell'Arcam.
cosa ne pensate? sapete suggerirmi una soluzione economica tra cavo ottico e DAC?
grazie in anticipo a tutti.
saluti,stefano
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  • 23 replies

une belle femme, chaque jour
dato per scontato che sono poche le cose che ci fanno venire il buonumore, vorrei, umilmente, suggerire un topic su cui sorridere e di cui bearsi un pochino
comincerei con questa attrice bravissima e bellissima donna
htt
 
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  • 5179 replies

Deutsche Grammophon - Qualità registrazioni
Ho diverse cose della DG, sia in CD che in LP, tipo; Overtures di Verdi e anche quelle di Rossini entrambe dirette da Abbado; varie sinfonie di Beethoven dirette da Karajan; e svariate altre cose.
La maggior parte di queste registrazioni non mi sembrano però particolarmente valide. Non mi riferisco al contenuto artistico ma a quello tecnico. Vorrei avere la vostra opinione riguardo alla qualità delle registrazioni DG, specialmente quelle degli anni 80 e 90. Quelle recenti mi sembrano assai meglio.
 
Alessandro
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  • 268 replies

"L'altra" musica italiana
Sarà perché si sta avvicinando l'appuntamento annuale con San Remo, sarà anche perché su questo forum non si parla mai di musica italiana che non sia legata ai soliti nomi di cantautori, cantanti pop e di musica leggera ma mi è venuto in mente di iniziare questo nuovo thread, su un argomento che magari è già stato trattato in precedenza, ma del quale ultimamente si è parlato poco.
Insomma questo thread avrebbe il compito di mettere in primo piano la "nuova" musica italiana mettendo in vetrina, per così dire, le novità che si allontanano dai classici circuiti mainstream e che magari non hanno grande visibilità.
Sono ben accetti gli interventi di tutti, con le loro proposte, basta che abbiano l'intento di presentare nuovi artisti solisti o con band che hanno inciso dei dischi ma che la loro conoscenza non è proprio delle più diffuse.
Stiamo a vedere se ne viene fuori qualcosa di interessante per tutti.
Inizio subito io con un gruppo di post rock che si riallaccia a sonorità progressive e psichedeliche.
Sono romani, si chiamano Vonneumann e il disco si intitola "Norn"
ciao (e vediamo se funziona !)
Stefano R.
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  • 91 replies

Gli astri nascenti della musica classica: le vostre segnalazioni 2018
Spesso qui sul Forum si vedono dibattiti fra appassionati sui grandi nomi della musica classica del passato: é stato più grande come pianista Gilels oppure Richter? Rubinstein o Horowitz? Come direttore preferite Bernstein o Karajan? E così via...
Ora, fa sempre piacere rievocare alcuni nomi di riferimento assoluto, come é stato fatto di recente per Gilels o come ho fatto io medesimo per Abbado, ma é un po' ...la scoperta dell’acqua calda! 
Allora ecco penso che, sia per gli appassionati più navigati sia per i novellini alle prime armi, potrebbe essere più interessante aprire una discussione sui nuovi talenti emergenti.
Che, per fortuna, sono più numerosi di quello che si dice e che danno “speranza” per il futuro della musica classica.
Da parte mia cercherò di fare segnalazioni di nomi di musicisti ascoltati dal vivo prima ancora che in disco (magari indicando una registrazione che poi ho cercato e  ascoltato dopo aver assistito ad una bellissima esecuzione dal vivo...)
Ma le segnalazioni possono essere fatte anche solo dopo un ascolto, magari per caso, di un CD, LP, Download, Streaming, o quello che vi pare e piace.
Si possono segnalare su questo Thread musicisti di classica, di ogni categoria  ovviamente, dai solisti ai cantanti, dai direttori di orchestra a piccole formazioni da camera.
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  • 135 replies

Le nostre  chicche jazz: segnalazioni
Uno scambio di informazioni sui nostri dischi jazz che riteniamo possano far parte di una bella collezione.
Possibilmente carichiamo le immagini del disco.
Inizio io con qualche cd della mia collezione, ordine sparso. 
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  • 372 replies

Le nuove uscite di musica classica e lirica in formato HiRes e MQA: quali le migliori per qualità artistica e/o audiofila?
Indipendentemente dal fatto che si ascolti in streaming da Tidal (MQA), da Qobuz (HiRes) o si acquistino per download dai numerosi siti specializzati (Qobuz, HD Tracks, London Symphony Orchestra, Berliner Philharmoniker e le decine di altri...), penso che farebbe piacere a qualunque appassionato avere segnalazioni su nuovi “dischi” (ooops, esce fuori il vecchio analogista...) che brillino per qualità artistica o qualità audio.
Le due qualità, se poi si trovano insieme, dovrebbero far sì che quella registrazione segnalata diventi “patrimonio dell’umanità” 😃(scusate l’iperbole, ma per me la penso davvero proprio così!).
Mi piacerebbe, per la segnalazione, che ci si attenesse a queste due regole:
1) La registrazione deve essere disponibile sul mercato da poco tempo
2) Sono ammesse alla segnalazione sia registrazioni nuove di zecca sia registrazioni con 50 anni di vita ma disponibili per la prima volta da poco tempo in formato HiRes
3) Deve essere segnalato dove é disponibile la registrazione per l’ascolto (per es. sia su Tidal, che su Qobuz e sui diversi siti di download, cioè da tutte le parti oppure se solo in un sito di streaming  o in un sito di download)
É del tutto evidente che sono ammesse deroghe a queste due regole, specie se “in buona fede”.
Mi spiego meglio: in realtà tutto il mercato “HiRes” é nuovo e i servizi di streaming addirittura nuovissimi.
Però per esempio le Sinfonie di Mahler dirette da Gergiev sono disponibili in HiRes nativo 24/96 sul sito della London Symphony già da diversi anni, quindi la segnalazione non sarebbe corretta. Potrebbe però essere accettata se fatta “in buona fede”, cioè da parte di chi si imbattesse per la prima volta, magari su Qobuz, in queste registrazioni e le segnalasse.
Quindi come si vede queste poche regole sono anche abbastanza elastiche, e servono più per dare un certo ordine al Thread che a fare da “barriera”.
E per i “trasgressori”? Nessuna multa, giuro....😉
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Le frasi celebri. (annuario cinematografico della risata e non) :-))
Ma guarda questa dove c'ha le provincie!
(Totò e Cleopatra)
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  • 298 replies

Nuova Sennheiser HD 800 S
Pare regali una migliore riproduzione sia dei medi che dei bassi rispetto alla classica 800
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  • 545 replies

E Teretuppete: Lincetto come hai osato!
Era uno di quei pomeriggi domenicali piovosi e uggiosi, mi aggiro per la casa nello stato paracatatonico che segue il dopopranzo se questo è stato rigorosamente napoletano tradizionale. In quello stato non si può che eseguire una sequenza di gesti consueti, quelli che la presenza mentale non serve, cose come controllare con fugace sguardo che ‘a Muntagna (il Vesuvio) sia sempre allo stesso posto e sempre dormiente o come mettere sul fuoco la decima moka della giornata. Quel giorno, ahimè, con la tazzulella in mano presi anche a sfogliare la collezione di CD alla ricerca di qualcosa di stimolante: questo no, questo fa dormire, questo lo so a memoria, questo… cos’è questo?
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  • 239 replies

Il Jazz è Musica per vecchi
Quantomeno questa è l'opinione dei nuovi critici.
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Buonasera a tutti. Conoscete per caso alcuni dischi incisi in Q-Sound? Personalmente ho Amused to death di Roger Waters e Broken China di Rick Wright.
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Dell'eleganza
Astura Pinin farina cabriolet
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Un giorno a Glyndebourne
Credo sia uno dei festival piu’ esclusivi nel senso letterale del termine: esclude.
Intanto il teatro e’ piccolo sicche’ la prima esclusione e’ data dall’esiguo numero di biglietti in vendita. Poi per gli uomini e’ quasi obbligatorio lo smoking (ma ieri ho messo il vestito della prima comunione e nessuno se ne e’ avuto a male). Piu’ liberta’ per le donne.
Infine, per quanto abbia rinomanza internazionale, e’ frequentato in massima parte da inglesi.
Ma, superate queste difficolta’ si tratta di uno spettacolo nello spettacolo: si parte, per chi non disponga d’autista privato dalla stazione Vittoria, si scende a Lewes e con un servizio di bus si arriva a teatro.
Il teatro sorge nel mezzo di una campagna dolce attraversata da un corso d’acqua. Tutt’intorno prati sui quali gli spettatori organizzano pic nic portati da casa (ma e’ possibile anche prenotarli sul posto). Sul treno si vedevano borse termiche plaid. E’ tutto un magna magna. Signori in smoking accovacciati sul prato, dame in seta distese a dormicchiare sull’erba, in attesa che l’opera cominci oppure durante il secondo intervallo che dura 1.25 minuti esatti. Questa liberta’ aristocratica che hanno gli inglesi (loro la praticano, i francesi la predicano) e’ unica al mondo. 
Ieri sera Giulio Cesare di Handel nel trionfale allestimento di Mc Vicar con William Christie sul podio e Sarah Connelly nel ruolo.
Finita l’opera, percorso a ritroso, con corsa sulle scale della stazione di Lewes per non perdere il treno con smoking, vestiti lunghi a rischio strappo e inciampo. Un finale alla Buster Keaton insomma.
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Dalla Tonnara a Stintino: incontri con flora e fauna in una splendida mattina di aprile...
Questa passeggiata slow, di poco più di una decina di km tra andata e ritorno, si può considerare un vero e proprio viaggio attraverso la meravigliosa macchia mediterranea che, in questi giorni, è tutta in fiore e unisce il suo fantastico profumo a quello del mare.
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*Misticanza. Soggetti sacri, religiosi e in odore d'incenso: foto 2015*
Si aprano i confessionali.
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Buena Vista Social Club
Prendo spunto da quanto ho trovato su wikipedia, riguardo allo studio di registrazione dell'album (dove si parla di attrezzature restate invariate sin dagli anni 50) per chiedere se secondo voi, o meglio da quanto ne sappiate, la registrazione originale (il master)  venne eseguito in analogico o in digitale?
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  • I Blog di Melius Club

    1. INGRESSO.thumb.JPG.96b89f760d250b9e7058bd6fe8b766e5.JPG

       

      La vera magia che compie il Carnevale è quella di fermare il tempo: almeno per qualche giorno si può dimenticare il quotidiano e lasciarsi trasportare in un mondo fantastico, ritornare bambini inventarsi battaglie a colpi di coriandoli e volare con la fantasia in quei mondi fatti di streghe, elfi, draghi, fate, creature misteriose che evocano personaggi mitologici o del futuro che viaggiano nel nostro inconscio: DES MONDES FANTASTIQUES!

      Questo è stato il tema dell’ 86esimo Carnevale di Menton durante la tradizionale e celebre Fête du Citron che ha richiamato una gran folla entusiasta un po’ da tutto il mondo.

      Domenica eravamo 240000 e, alla fine, tutti eravamo cosparsi di “confettis” (coriandoli). Moltissimi i controlli e massiccia la presenza dei gendarmi ma,  più importante ed evidente, era la voglia di fare festa e divertirsi tutti insieme... no, non c’erano gilets jaunes ma tanti...citrons jaunes che, volentieri,  giocavano e si facevano fotografare soprattutto con i bambini. La temperatura era quasi estiva, il sole splendeva e, nel cielo, neanche una nuvola! Dopo la burrasca dei giorni scorsi, anche il mare si era calmato. La scenografia era quindi perfetta!

      Prima di partire con le foto delle cartoline, però, leggete il lato B, quello che vi racconta qualcosa sulle origini e la storia di questa bella festa, e probabilmente scoprirete qualche notizia interessante. Buon divertimento!

       

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      L’idea del Carnevale a Mentone, fino allora legato a quello di Nizza, è venuta all'inizio del 1900 ad opera di alcuni albergatori che volevano alimentare e intrattenere i villeggianti durante la stagione in cui era tradizione che re, principi, nobili, imprenditori, artisti e ricchi borghesi venissero su “la Côte” a trascorrere qualche salutare settimana al mare cercando anche di curare quel triste mal sottile che era la piaga del tempo. 

      Il Carnevale di Nizza, antichissimo e risalente addirittura al XIII secolo, era l’appuntamento ideale con la sua famosa Parade e i fantastici fuochi artificiali che chiudevano i festeggiamenti . Anche la regina Vittoria partecipò alla manifestazione nel 1882. 

      Una simpatica curiosità: durante questo periodo, nella seconda serata, si svolgeva una famosa e attesa gara, retaggio genovese, che era chiamata dei “Moucouleti”.

      In realtà, come racconta la storia, questa serata presentava un gioco molto divertente dedicato agli innamorati: i giovani tenevano in mano una candela accesa mentre le ragazze la portavano ugualmente ma tenendola, con la mano alzata, sulla testa. Il combattimento consisteva nel cercare, soffiando, di spegnere a vicenda la candela degli avversari mantenendo accesa la propria. Anche le ragazze cercavano di spegnere quella di quei corteggiatori che non gradivano o quelle delle rivali. Quelli che riuscivano a mantenere il moccolo acceso cercavano poi di spegnere quello della ragazza di cui erano innamorati: se ci riuscivano avevano in premio il bacio della fanciulla amata.

      @

      Intanto, nel 1929, quando si diceva che Mentone fosse il primo produttore di limoni del continente, un albergatore decise di allestire una Mostra di Fiori e di Agrumi  nel giardino dell’Hotel Riviera. L’esposizione riscosse un notevole interesse tanto che, a poco, si sviluppò sempre di più arricchendosi di carretti decorati di agrumi, piante di agrumi e bancarelle disseminati qua e là per la cittadina con graziose majorettes abbigliate in costume. 

       

      Finalmente, la vera FÊTE du CITRON nacque nel 1934 e diventò una manifestazione indipendente dal Carnevale di Nizza, offrendo un proprio défilé “al limone”!

      Nel 1936 apparvero  i primi  manifesti e la Festa si trasferì nei pressi del Casinò, nei giardini pubblici Biovès: qui nacquero le prime creazioni con l’utilizzo di 10000 limoni e 12000 arance: il tema era un omaggio al territorio.

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      Da allora, ogni anno, in autunno, viene deciso il tema per il prossimo Carnevale, tuttavia, come succede per tutti gli eventi, alcuni anni sono stati felici e altri meno sia per cause climatiche (anni di forti piogge e addirittura neve nel 1956!) che politiche, come il 1991, soppresso per motivi di sicurezza a causa della guerra del Golfo.

      Ecco le tappe principali e alcuni dei temi importanti che sono stati sviluppati nel corso degli anni passati:

      Nel 1959 gli agrumi dei carri non vengono più infilzati in lunghi spilloni ma ancorati e legati tra loro per mezzo di elastici. Quest’anno ne sono serviti 750000!

      Nel 1973, in omaggio a Jules Verne e allo sbarco sulla luna, il tema è stato: “Dalla Terra alla Luna”; a Jules Verne si ritornerà nel 2013 con “ Il giro del mondo in 80 giorni”.

      Dal 1995 al 1999 i temi sono dedicati agli eroi dei fumetti : Asterix, Obelix, Tintin, Lucky Luke, personaggi di Walt Disney e del film “Fantasia”.

      Nel 2000 sfilano per la prima volta i carri di agrumi articolati nei movimenti.

      Nel 2002 il tema è italiano : Pinocchio.

      Molte edizioni, invece,  hanno scelto temi geografici che spaziano nei viaggi e vanno dalla Cina all’India, a regioni europee e grandi isole.

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      Occupandoci di questioni più pratiche, viene spontaneo domandarsi da dove vengano ben 140 tonnellate di agrumi, quantità impossibile per un comprensorio così piccolo... E poi, se i limoni di Mentone sono così speciali e pregiati, perché sciuparli nella creazione dei carri? E dove finiranno alla fine del Carnevale?Chi li fa e chi li disfa?

      Eccomi qua a cercare di dare una risposta a queste domande che io, come voi, suppongo vi siate posti!

      Allora, da quel che ho saputo, nessuno degli agrumi impiegati proviene dal territorio e neppure dalla Francia! Arrivano in maggioranza dalla Spagna, dal Marocco e, forse anche un po’ dall’Italia e altri Paesi del Mediterraneo. Delle più di 140 tonnellate, acquistate dal Comune, 100 servono per decorare il Jardin, la cui visita costa 12€ e che ospita le strutture immobili. Un po’ più di 30 invece servono per allestire i carri della sfilata ( per assistere i costi vanno dai 10, in piedi ai 25 €, seduti in tribuna) e il restante per risistemare quelle che, nel corso di quindici giorni, periodo della durata della manifestazione, si deteriorano. Alla fine, quando si smontano gli allestimenti, gli agrumi vengono svenduti, per pochi euro, in sacchetti che le famiglie acquistano ( ma solo in parte, circa 6 o 7 tonnellate), per divertirsi creando giochi per i bambini o dilettandosi, a loro volta, in piccole creazioni. Uno dei giochi più comuni è quello di creare piramidi e, sempre con gli agrumi, bombardarle per vedere chi riesce ad abbatterne il maggior numero.

      Va detto che questi agrumi non sono di grande qualità e che, difficilmente si sarebbero venduti perché magari trattati con prodotti non conformi alle norme relative all’alimentazione. Restano comunque dubbi su altri eventuali usi.

      Dalla preparazione allo smantellamento, ogni anno, vengono assunte dal Comune centinaia di persone tra cui molti studenti e pensionati che si avvicendano nei vari compiti.

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      Adesso però divertitevi e rilassatevi guardando un po’ di cartoline che arrivano fresche fresche dalla festa del 24 febbraio scorso! Alla sfilata però, lo vedrete, non c’erano solo i carri di agrumi, 10 in tutto, ma parecchie altre attrazioni si susseguivano con performances di acrobati e artisti di strada, animali gonfiabili giganti, danze tipiche eseguite dalle simpatiche e bellissime rappresentanti dei Territori d’Oltre Mare, dame e cicisbei della Commedia dell’arte, violiniste, robot, maschere varie, velocipedi, carri meccanici di mostri  giganteschi che sparavano neve e coriandoli o che sbuffavano fumo dalle narici... Fantasie oniriche di ogni età e di ogni tipo...senza tempo, insomma, come le mie cartoline!CA3.thumb.JPG.3afa2e46908c76f0e59b25d76283c265.JPGCA4.thumb.JPG.c6858f40433065d8e276d242cd62156f.JPGCA5.thumb.JPG.98077b8241b9b351262ff0b891ee259a.JPGCA7.thumb.JPG.29bf76c49f543035cf6d648deaab51d0.JPG

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      .

      Purtoppo la mia carrellata finisce qui, con la Chimère... lo spazio è tiranno e io avevo ancora un po' di cartoline... vedremo se mi sarà possibile inserirne altre prima o poi...per ora restano alcuni spazi vuoti...Peccato!

      BUON CARNEVALE A TUTTI!!! 

      IMPORTANTE! Sono riuscita a postare qui sotto, in altri post successivi...  😁

       

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    2. - Sssh, la senti a questa? Questa, quando veniva 'nterra Brucculin', faceva piangere i meglio gangstèr a tanto di lacrime! Gilda Mignonette, la conosci?
      - No.
      - E che ci campi a fare?

      (dialogo dal film I Magliari, diretto da Francesco Rosi nel 1959)

      COPERTINA-Migranti-a-Ellis-Island-1892.j


      Nel film il jukebox suonava 'A cartulina 'e Napule, del 1927, musicata da Giuseppe De Luca su testo di Pasquale Buongiovanni, entrambi emigranti a New York, interprete è Gilda Mignonette.
      Era chiamata la Regina degli emigranti dalle colonie italo-americane, Gilda Mignonette nata nella Duchesca nel 1886, forse la prima music star della musica napoletana. Il suo successo fu lungo e travolgente, dall'Argentina agli Stati Uniti.
      Nel 1953 sentendo arrivare la fine, volle essere condotta a Napoli, chi nasce a Napule 'n ce vo' muri', si dice. Non ci riuscì, morì a ventiquattro ore da Napoli sulla transoceanica "Homeland", sul certificato di morte vennero riportate le coordinate del punto in cui si spense, latitudine 37° 21' Nord e longitudine 4° 30' Est.
      E allora, immergiamoci nella New York del 1927 e godiamoci la grande Gilda. A presto e sempre senza nulla a pretendere.

       

    3. Scendo alla prossima

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      dopo il primo blog sugli organi da strada Olandesi, , mi sembra naturale proseguire la strada della musica riprodotta “in altra maniera”.
      Organi da strada… carini, vero? 
      E i JukeBox? Sicuramente un oggetto che molti di noi conoscono.
      Tre le marche fondamentali:
      Wurlitzer, Seeburg,  Rock-Ola
      E mica parliamo di “macchinette” eh…! La diffusione di queste macchine era, dal 1930 al 1960, molto vasta.
      Tanti locali pubblici, e non di certo solamente negli USA, ne avevano uno.
      Pensate che nel solo anno 1936 la Wurlitzer  riuscì a vendere più di 40.000 jukebox…
      Era stata la ditta Ami a produrre il primo vero fonografo a moneta che fu messo sul mercato nel lontano 1927.  Questa azienda aveva un certo nome come produttore di pianoforti automatici…

      Non riuscì a diventare marchio leader negli States. Cosa che però, gli riuscì in Europa.
      Nel 1933 (quindi 3 anni dopo la AMI) la Wurlitzer presentò il suo primo apparecchio, col quale si poteva selezionare uno dei dischi inserito in questo “mobile” (che, inizialmente, era fatto di legno).


      Quella di poter selezionare il brano che si voleva ascoltare si rivelò subito una scelta vincente.
      In pochi anni anche Seeburg  e Rock-Ola riuscirono ad affermarsi sul mercato. 
      Il mobile di questi apparecchi prodotti in quegli anni erano fatti di legno.
      I dodici (ma c’erano anche modelli con una selezione/offerta più piccola…) dischi erano, visto il periodo,  a 78 giri.  I dischi erano disposti in una pila verticale dalla quale di volta in volta venivano estratti e “suonati”. 

      Fu la ditta Seeburg a sposare, prima di tutti, il “KITSCH”, tipo di design che ha reso famosi questi aggeggi. Non vi è dubbio alcuno che il grande successo di vendita fu anche per i vari mobili, cromature, colori, plastiche  illuminate. 
      Interessante sapere che questi JukeBox raramente venivano venduti ai locali, bar, ristoranti ecc. 
      Si preferiva venderli ai noleggiatori, che noleggiavano ai locali pubblici le ultime novità. Tempo un anno, e la macchina passava dai grandi locali ai bar più piccoli, poi nelle cittadine meno grandi, infine nei locali di campagna.

      Questi bar e ostelli erano l’ultimo anello della catena… quando arrivava un nuovo modello, con ancora più luci, colori, scelte e stranezze varie, il jukebox, spesso ancora perfettamente funzionante, veniva distrutto. 
      Consumismo, si chiama. Ne sappiamo qualcosa anche noi, adesso….. 😁
      Comunque sia… fu nel 1940 che ebbe inizio la produzione di Jukebox  ad arco. Erano sempre stati squadrati, prima. Fu una grande idea, tant’è che i dieci anni successivi i jukebox prodotti avevano tutti, più meno, la stessa forma. 
      Non sarebbe completamente giusto però, scrivere “10 anni successivi”, perché negli anni della seconda guerra mondiale i vari Seeburg, Wurlitzer, Ami e Rock-Ola furono, più o meno, costretti a convertire i macchinari di produzione alla fabbricazione di materiale bellico.
      Così fu che  molti vecchi JukeBox che prima della guerra venivano distrutti perché “non più di moda”, durante la guerra venivano dismessi in grandi magazzini. Così si potevano recuperare dei pezzi di ricambio; 



      Un pezzo unico, una meccanica unica, fu la svolta che fece di Wurlitzer il marchio leader. Cambiava la carrozzeria, ma la meccanica restava pressoché uguale.
      In pratica… si teneva il mobile originale, ma si cambiavano il design e le dimensioni esterne….. 
      I costi diminuirono e….così i locali più modaioli e lussuosi ebbero sempre dei jukebox nuovi, che però… erano sempre gli stessi,  a livello tecnico;  cambiava solo il mobile esterno nella sua veste estetica!
      Dopo la guerra 1939/1945, l’entusiasmo per i JukeBox cresceva in tal modo che era davvero difficile trovare un locale pubblico che non ne avesse uno.  

      Non si dipendeva più solo dai brani musicali proposte dalle radio, o, per i più fortunati, da qualche disco che si poteva avere in casa… coi vari Seeburg, Rock-Ola, Ami e Wurlitzer (e altri nomi…) se volevi ascoltare il brano preferito era sufficiente inserire una monetina e… l’ascolto era fatto  😜
      Ovviamente era anche un bel mercato per l’industria discografica… (a propò… qualcuno si ricorda del “FestivalBar” che si faceva, una volta all’anno, nell’Arena di Verona? La classifica finale si basava sulle selezioni effettuate da chi inseriva 100 lire <200 ?>  Chi si ricorda più, sic!)… 
      Io, nel mio piccolo, ho sempre dubitato che fosse un conteggio vero e non pilotato, ma questo è un altro discorso… 🙄


      IL nome JUKE BOX non si sa di preciso da dove venga… esistono più teorie, probabilmente tutte vere… Fatto sta che avere la possibilità di avere un mobile che riproduceva musica, e magari pure quella più popolare, non fu molto ben vista dai musicisti.
      Del resto… i musicisti suonavano per guadagnarsi da vivere, stavano sul palco, anche se improvvisato, nei bar, e suonavano… Vedersi sostituiti da una macchina “infernale come questa…. " significava dover cercare altri luoghi dove poter guadagnare suonando… oppure… erano costretti a cambiare lavoro o diventare musicista da strada…  (rubare il lavoro lo si può fare/interpretare in molti modi…..) .


       

      Dite la verità, qui, forse, siamo tutti audiofili… sì, ma anche un po’ nostalgici… (o no???)
      Chi di noi non avrebbe voglia, entrando in un bar, di inserire una moneta nella fessura, selezionare qualche brano e ascoltare quel suono di “poca fedeltà” ma molto fascino?
      Chissà… magari nel bar si trovano delle ragazze  e voi potreste invitarle a ballare…  roba d’altri tempi? be', sì… certo. Ma … a voi non piacerebbe averne uno, in casa? 
      Se vi interessa (e se avete lo spazio necessario…) cercate sul web… troverete molti JukeBox usati/garantiti/originali in vendita… non costano poco, OK, … ma… volete mettere?

      PS… avevo scritto queste righe più di un mese fa, per poi dimenticarmene (…) l’altro giorno sono andato al museo “Nicolis” di Villafranca Veronese, e lì ci sono esposti 4/5 jukebox originali, (e anche... udite udite, qualche organo da strada di cui parlavo tempo fa...) molto belli. 
      E … mi è venuto voglia di riaprire  queste righe…
       

      Vedo di inserire qualche foto, grazie per la lettura

       

      ami_01.thumb.jpg.242eae0815f5d2af4e40d4aef9f55a51.jpg 

      esistono delle belle letture sull'argomento, spesso hanno delle belle immagini.

      Molto di ciò che ho scritto l'ho preso da questo bellissimo libro. Ve lo consiglio... (contiene anche un CD di musiche del JukeBox_Time...)

      JukeBox_libro.thumb.jpg.1fdd7058255d24e4597158f627c449e9.jpg


       



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