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Il fascino dei  VuMeter
Come non rimanere ipnotizzati mentre ascoltiamo i nostri dischi preferiti?
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  • 351 risposte

L’alfa e l’omega del quartetto per archi
Il genere del quartetto per archi, storicamente inteso, ha operato e maturato in un periodo racchiuso in poco meno di due secoli, partendo da Franz Joseph Haydn e finendo con Béla Bartók
Haydn e Bartók: che cosa lega il fondatore del Classicismo viennese con il grande compositore ungherese?
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Space Age
Ho sempre trovato affascinante certe soluzioni ad isola, o forse è meglio definirle a consolle, che hanno avuto una certa diffusione negli anni delle esplorazioni spaziali... e da cui hanno tratta molta ispirazione. 
Cosa dite, per chi apprezza almeno a livello estetico queste "soluzioni" di farne una carrellata per soddisfare gli occhi?
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  • 33 risposte

40 anni di "FEBBRE" e non sentirli
Usciva proprio oggi ( 13 marzo 1978 ) nelle sale italiane quello che per noi adolescenti, in quei lontani ormai anni '70, sarebbe diventato lo sparti acque verso un periodo roseo per chi giovincello e curioso aveva fame di musica e divertimento; un vero trampolino di lancio per come si sarebbe intesa "la discoteca" e per lo sviluppo esponenziale che questi locali avrebbero avuto nel nostro paese.
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  • 133 risposte

The McIntosh Story
La storia  in generale e più in particolare la  storia delle persone è cosa bizzarra e certamente Frank Mc Intosh ingegnere elettronico e appassionato di musica non poteva immaginare, in quella primavera del 1949, che fondando la sua piccola ditta che britannicamente chiamò semplicemente Mc Intosh Engineering stava immortalando il suo nome e che tale nome sarebbe stato tramandato ai posteri come sinonimo di qualità che rasenta il mito.
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FPP Food Porn Photo
FPP Food Porn Photo: cibo da mangiare con gli occhi.
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  • 556 risposte

The Marantz Story
Millenovecentoundici, un anno destinato a cambiare il corso della Storia del Suono. Nel 1911 a New York nasce, infatti, Saul B. Marantz.
Un nome chiaramente benedetto dagli dei, poiché in quel magico anno in una casa di New York non fu un bambino a emettere i suoi primi vagiti ma, direttamente un marchio.
Marantz  è un nome che contiene nelle due sillabe che lo compongono la vera essenza dell’Alta Fedeltà, un nome familiare tanto al più saggio degli audiofili quanto all’uomo della strada che, di melodiosi watt, non si è mai interessato. Solo questo basta a mostrare quanto questo amante della musica e dell’elettronica abbia realizzato nei suoi ottant’anni di vita. 
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piccola galleria criminale italiana
C'è un paese, in Basilicata, che si chiama oggi Savoia di Lucania, ma che fino al 1878 aveva un altro nome: Salvia. Salvia di Lucania fu ribattezzata Savoia per compensare l'offesa fatta al re Umberto I di Savoia da un suo cittadino: Giovanni Passannante, anarchico, che ferì il re Umberto durante una visita al sud da poco conquistato ai Borbone.

Tolti nome e memoria al paese, Passannante fu sistemato in questo modo: la madre e i fratelli furono chiusi in manicomio criminale, lui fu sottoposto a torture e violenze per decenni, e il suo corpo fu fatto a pezzi e dato agli animali. Prima però gli fu segata la testa ed estratto il cranio.

Ancora oggi, chi vuole (basta pagare il biglietto di 2 euro), può godersi lo spettacolo del cervello e del cranio di un anarchico italiano morto nel 1910 messi sotto teca nel Museo Criminologico di Roma, in onore alle teorie lombosiane che volevano patologico tutto quel che non era conforme al concetto di normalità, cercando la causa della devianza e della delinquenza nelle pieghe del cervello.

Gianluca
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  • 34 risposte

I "cinemi" spariti
A chi non fa un po' di tristezza vedere la vecchia sala di quartiere dove abbiamo sognato, imparato, vissuto, riso e pianto.., trasformata in un Bingo, oppure in un magazzino, o abbandonata al suo lento degrado?
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  • 73 risposte

Amplificatore integrato McIntosh MA7000
L’MA7000 di McIntosh è l’ultimo nato tra gli amplificatori integrati del glorioso marchio americano.
E’ un apparecchio che si presente in modo piuttosto imperativo, non soltanto per le dimensioni decisamente abbondanti, ma anche a causa del peso di oltre 40 Kg (che, imballo compreso, arrivano a quasi 60 Kg).
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Il Sistema dei Sogni
C’è qualcosa di nuovo oggi nel cielo, anzi di antico. (G.Pascoli)
Se potete, andate ad ascoltare questo incredibile sistema, e comunicatemi le vostre impressioni.
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Giradischi, braccio e testina Kuzma Stabi S, Stogi S e KC-3
Questa volta sono in terra di Slovenia per la prova di questo set-up analogico completo di casa Kuzma. Lo so, qualcuno dirà che questo giradischi è già stato provato tante volte. Però in casa mia ancora non era giunto e quindi, visto che mi è stato proposto di provarlo, perché rinunciare di esprimere la mia opinione? Non è vincolante, sicuramente; ma sarà una voce in più. E poi la testina è alla sua prima prova d’ascolto.
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Neo-psichedelia: scoperte e ri-scoperte
Sull'onda della discussione del nuovo album dei The Dream Syndicate, chiacchierata inevitabilmente allargatasi lungo tutta l'ondata del cosiddetto Paisley Underground, ripensando a quell'epoca nella quale il suono sixties venne incrociato con la new-wave ed il punk regalandoci ibridi da brividi, ricordi di tutti i fiori & colori, e preso da tante memorie e riff di fuzz e farfise svolazzanti , non vuoi che mi scappa una lacrima?
Quello che qui si vorrebbe raccontare riguarda specificatamente la riscoperta del sixties sound e la sua rielaborazione secondo la sensibilità e le tecniche delle epoche attraversate, quel genere musicale che dal 1980 ad oggi è stato classificato come Neo-psichedelia, pur trascorrendo la maggior parte del suo tempo nell'underground più di nicchia, ebbene ogni tanto torna in superficie con qualche nuova gemma, tipo il disco degli svedesi qualche riga sopra.
Questo thread vorrebbe essere dedicato a chi ama o ha amato questi suoni, invitandovi a mettere insieme memorie di dischi e band che hanno fatto la storia della scena Neo-psichedelica attraverso 35 anni di alti e bassi, ma, soprattutto, il mio vorrebbe essere un invito a segnalare le novità, stare sul pezzo, come si dice, e menzionare bands che spesso passano in silenzio pur meritando la massima attenzione di noi appassionati del genere, col rischio di scoprirli quando è troppo tardi, tipo quando le poche copie di dischi stampati sono già esaurite.
Probabilmente regalate ad amici/parenti o vendute ai concerti.
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  • 233 risposte

Migliore amplificatore integrato XXI secolo
Parlando solo di oggetti che avete ascoltato di persona personalmente: qual è il miglior amplificatore integrato tra quelli usciti dal 2000 ad oggi?
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  • 1.031 risposte

SENZA PELI SULLA LINGUA - Bebo Moroni a ruota libera: Come eravamo dieci anni fa. - I
Le classifiche di ieri, i desideri di oggi... E accade che si faccia prendere dal romanticismo, e guardi indietro, di dieci, quindici, trent’anni. E così andiamo a scoprire che una buona parte degli apparecchi che popolano queste affollate classifiche sono quelli più in voga nel mercato dell’usato ( o del "vintage" secondo un non recondito desiderio merceologico, di storicizzare subito tutto —anche i prezzi di vendita: perché vuoi mettere il prezzo di un apparecchio "vecchio" rispetto a quello di uno "antico" o "classico"?
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Rogers LS3/5a
In aggiunta, vi offro un mio scambio di messaggi privati con un forumer che ovviamente resterà anonimo...:
 "Ingegner Renato, piu volte le ho sentito dire che per l'ascolto (ravvicinato) della musica riprodotta in casa, occorrono diffusori specifici, ho provato a rileggere i suoi scritti, ma non sono riuscito a trovare la risposta. Le chiedo cortesemente, di elencare qualche diffusore attuale che sia adatto a tale situazione e perché lo è. Quali sono le caratteristiche di tali diffusori. Per fare un esempio, le vecchie KEF chorale e le JBL L112, sono adatte a soddisfare tali prerogative? Grazie ingegnere ed a presto.
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  • 110 risposte

Viste da vicino: le nostre testine
Forza, non siate timidi. Mettete mano alla macchina fotografica e mostrate le vostre bellezze!
Denon DL110 su Micro Seiki MA-505S.
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  • 1.320 risposte

[Reportage] Norcia-Castelluccio Sisma 30 ottobre 2016 - Zona Rossa
30 ottobre 2016, un terribile terremoto di magnitudo 6,5 travolge Norcia e i paesi intorno ad essa, il sisma più forte dal 1980 in Italia non ha fatto vittime ma ha causato decine di migliaia di sfollati e danni incalcolabili al patrimonio artistico, la cattedrale di San Benedetto è stata distrutta dal sisma e si sono registrati crolli e lesioni nel borgo storico e in diverse frazioni del territorio.
Il 2 novembre, armato di sacco a pelo, tenda e macchine fotografiche, sono partito per raccontare quello che era successo e sopratutto lo straordinario lavoro dei vigili del fuoco, ci sono rimasto più di due mesi, vivendo in roulotte e container ospite di amici, un esperienza dura ma che ti fa capire sempre di più di quale spirito siamo fatti noi italiani quando dobbiamo affrontare le sfide più difficili, a volte impossibili. Parlo della solidarietà, della forza d'animo e del carattere fiero che purtroppo, o fortunatamente, tiriamo fuori in queste occasioni.
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  • 7 risposte

Un Paese dalle mille e una notte.  Shahrazad dove sei? Qui alcune notti sono molto oscure...
Oggi vorrei parlarvi di Doha e del Qatar: io di questo Paese conoscevo poco: sapevo solo che, per gravi motivazioni politiche era stato isolato dagli altri Emirati che ne avevano  rimosso la bandiera e chiuso i consolati. Non so se tutti voi abbiate idea della ricchezza di questo piccolissimo emirato, più piccolo di molte regioni italiane. A Doha non ci sono poveri e se qualcuno ha debiti, l’emiro è sempre pronto a saldarli. Tutti gli indigeni hanno un’abitazione decorosa, un lavoro e almeno un’auto. Il reddito annuo pro capite, dicono, supera i 100.000$. ( non so se anche qui valga la media “dei polli”).
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  • 15 risposte

Il luogo fisico e non solo, delle mie avventure, il Torrente
In molte occasioni nelle quali ho raccontato ad amici, conoscenti o ad altri pescatori , avventure vissute sui torrenti, ho dato loro molteplici definizioni dei luoghi, e ho elencato moltissimi elementi  e caratteri di un torrente, ma se dovessi pensare ad una definizione la più ampia e nello stesso tempo intima possibile del luogo, direi che il torrente è come una seconda casa.
Questo perché alcuni affluenti e tratti di fiume li vivo, conosco e frequnto da oltre 45 anni, e quindi il modo più naturale, spontaneo e completo di pensare a questi luoghi è definirli come la mia seconda casa.
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  • 4 risposte

Il DJ "suona"?, che ne pensate?
Uno a "caso"
Voi come li considerate i dj?
Francesco
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  • 318 risposte

Misure e Ascolto
Dal Manifesto di Audioplay http://www.renatogiussani.it/Audioplay.htm#manifesto traggo la seguente frase: "...Misurare e valutare correttamente come importanti anche le minime alterazioni spettrali introdotte da ciascun componente hi-fi (nella effettiva condizione di interfacciamento prevista), potrebbe quindi costituire un valido passo avanti verso la possibilità di correlare meglio le sue prestazioni scientificamente rilevabili con le sensazioni uditive prodotte..."
 
Sono cose che il sottoscritto scrive da "parecchi anni".
 
E che sono state a più riprese supportate da esperienza galileiane al di sopra di ogni sospetto.
 
E allora, al di là delle molte comprensibili ragioni di opportunità commerciale (ho militato per diversi anni nella stessa categoria e qualcosa su certi condizionamenti la so anch'io...), perché i giornalisti "in carica" quando hanno sotto gli occhi i grafici degli apparecchi provati, magari addirittura con scala verticale in decibel molto espansa, non mettono mai l'accento sulle differenze di risposta in frequenza così facilmente rilevabili?
 
Da notare, che molto spesso tali differenze raggiungono e superano il mezzo dB anche a frequenze certamente ben udibili (quali i 10 kHz, ad esempio) e sono tali quindi da caratterizzare fortemente l'ascolto. In un senso o nell'altro.
 
Ultimamente, ad esempio, su Audio Review mi è capitato di leggere articoli che presentavano apparecchi digitali con risposte in frequenza che tali differenze le avevano e come... Eppure nei commenti alle misure non se ne faceva cenno alcuno né si ravvedeva la necessità di provare a correlare in alcun modo tali prestazioni tecniche con le sensazioni d'ascolto, che io posso facilmente immaginare fortemente influenzate da tali evidenze tecniche.
 
Mi piacerebbe che qualcuno provasse ad esprimere il suo parere e a portare testimonianze dirette sull'argomento. Evitando, per cortesia di chiamare in causa parametri diversi da quelli da me evidenziati (andamento del modulo della risposta in frequenza).
Il metodo scientifico funziona e conduce a qualche riaultato utile solo se il problema viene affrontato, sia pure da molte prospettive differenti, ma una alla volta.
 
Grazie.
Renato Giussani
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  • 495 risposte

Posizione degli altoparlanti delle casse acustiche
Attenzione! Come al solito vengo a rompere le scatole...!
Negli anni '70 si assisteva alla proliferazione di casse con gli altoparlanti disposti nelle posizioni e nelle configurazioni più strane. Pannelli elettrostastici e isodinamici e loro "approssimazioni" a parte... Io, volendo progettare una cassa "mia" mi chiesi quale regole avrei dovuto seguire per ottenere i migliori risultati.
La prima risposta fu che per fare in modo che le misure delle prove delle riviste sarebbero venute meglio se gli altoparlanti fossero stati più vicini possibile (e il madornale errore di Heyser nella misura delle 7/06 negli anni '80 ne fu una indesiderata controprova...).

La seconda risposta fu che, visto che le misure "fuori asse" le facevano praticamente solo in orizzontale. era meglio che gli altoparlanti fossero allineati in verticale. Questa conclusione in realtà non è semplicemente "opportunistica" perché tiene conto del fatto che di solito l'ascoltatore non fa su e giù di un matro con la testa mentre potrebbe sicuramente sedersi fuori asse rispetto ad almeno una delle due casse di un sistema stereo.
 
Ricordate che sto ripercorrendo i primordi...
 
Dalle due conclusioni precedenti, in risposta a precisa domanda di Biasella, nacque l'Unità Medio-Alti ESB.
L'ultima risposta che mi diedi fu quella che fui in grado di elaborare quando ero ormai pronto a sviluppare il DSR.
Ed è che per ciascun altoparlante di un sistema multivie c'è una posizione ottimale da scegliere, in relazione sia alla banda dello spettro audio che questo riproduce che alla posizione degli altri trasduttori.
 
Il passaggio all'NPS verticale ormai dovreste conoscerlo. In pratica non si usano aloparlanti appartenenti a diverse vie, per espandere la dimensione verticale della sorgente emittente, bensì elementi appartenenti allo stesso "gruppo" ed emittenti le stesse frequenze. Esattamente come avviene nei pannelli isodinamici che piacciono proprio per la dimensione che "erraticamente" ricostruiscono e la minore distorsione rispetto al singolo cono (che io ho cercato di ottenere aumentandone il numero...). :-)
 
Insomma, non sarebbe ora di cominciare a dubitare della bravura dei progettisti che si sono tuttora fermati alle prime due risposte... O magari sono andati oltre " a caso"... Senza aver nemmeno cercato una risposta minimamente logica ai quesiti ai quali "qualcuno" ha già saputo rispondere da molto tempo in un modoc he "pare funzioni"...? ;-)
 
E nelle prove delle riviste specializzate qualche minimo accenno ogni tanto non potrebbe starci bene...?
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  • 31 risposte

Audiofilo quarantenne disorientato: richiesta d'aiuto
Buongiorno a tutti, mi chiamo Roberto, ho 42 anni, ho un vecchissimo impianto di 30 anni fa (finale a valvole BAS P50, Cd Arcam 70.2 e diffusori Celestion DL12), non funzionante....
prima o poi vorrei tornare a riavere un impianto "serio" con cui ascoltare la mia musica preferita.
Seguo, non con costanza però, l'evoluzione del settore audio e confesso che sono un tantino disorientato: assisto spesso alla nascita di nuovi marchi o all'importazione di prodotti precedentemente non distrubuiti in Italia, oggetti dal costo di "millanta" euro, ovviamente i toni usati dal produttore e/o dal negoziante di turno sono spesso altisonanti e presentano la novità di turno come il non plus ultra.....e fino a qui nulla di male, fanno il loro lavoro che è quello di produrre o vendere. Il problema, tutto mio credo, è che se io decido di acquistare un componente audio anche molto costoso con la precisa scelta, anacronistica nel mercato hi-end, di tenermelo il più a lungo possibile, il mercato, da ridondante di proposte e soluzioni, diviene piccolo piccolo, dovendo giocoforza rivolgermi a quei prodotti distribuiti con continuità e serietà. Mi chiedo allora come sia possibile che molti "colleghi" audiofili, quando devono rinnovare un componente molto costoso dell'impianto, non ci pensino due volte prima di acquistare un prodotto che fino a pochi mesi prima non veniva commercializzato in Italia e soprattutto un prodotto che da qui a pochi anni non si sa ancora se continuerà ad essere importato o distribuito sul mercato nazionale... Quand'è che un componente hi-fi è un ottimo componente? Le performances sonore sono sì importanti, su questo non ci piove, ma per me è fondamentale sapere che se tra 10 anni avrò bisogno di una riparazione, non rimarrò in braghe di tela con un pezzo di ferraglia inerte. Mi chiedo se sono rimasto l'unico a fare delle considerazioni, o delle paturnie, può essere, di questo tipo... Mi piace pensare che il mio futuro impianto sarà quello definitivo, che mi accompagnerà fedele per mooolti anni, senza troppi capricci e problemi, insomma vorrei acquistare un impianto costruito non solo per suonare bene, ma anche per durare a lungo. I marchi del mercato hi-end che "meritano" di essere acquistati per me, sottolineo il per me, sono davvero pochi e li annovero tra quei produttori che vantano una presenza ultradecennale sul mercato, caratterizzata non solo dall'innovazione dei prodotti, ma anche da una più umile ma certosina ottimizzazione di quanto prodotto fino a quel momento.
Forse il mio approccio è troppo rigido e sbaglio, precludendomi di conoscere degli ottimi prodotti che magari non hanno una storia di lungo corso alle loro spalle.
Voi che pensate? Le vostre critiche e considerazioni saranno apprezzate.
Grazie in anticipo. Roberto
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  • 206 risposte

Tre vini rossi da voi consigliati, solo tre.
Quali sono per voi tre vini rossi da consigliare, solo tre, mi raccomando! Uno economico, 10 euro, uno medio, 20 euro, uno da 30 euro o più. Ecco i miei, dal più economico al più costoso:
Barbera D'Alba DOC Batasiolo 2014
Radici (Taurasi DOCG) Mastroberardino 2012
Sessantanni (Primitivo Di Manduria DOP) San Marzano 2015
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  • 138 risposte

  • I Blog di Melius Club

    1. INGRESSO.thumb.JPG.96b89f760d250b9e7058bd6fe8b766e5.JPG

       

      La vera magia che compie il Carnevale è quella di fermare il tempo: almeno per qualche giorno si può dimenticare il quotidiano e lasciarsi trasportare in un mondo fantastico, ritornare bambini inventarsi battaglie a colpi di coriandoli e volare con la fantasia in quei mondi fatti di streghe, elfi, draghi, fate, creature misteriose che evocano personaggi mitologici o del futuro che viaggiano nel nostro inconscio: DES MONDES FANTASTIQUES!

      Questo è stato il tema dell’ 86esimo Carnevale di Menton durante la tradizionale e celebre Fête du Citron che ha richiamato una gran folla entusiasta un po’ da tutto il mondo.

      Domenica eravamo 240000 e, alla fine, tutti eravamo cosparsi di “confettis” (coriandoli). Moltissimi i controlli e massiccia la presenza dei gendarmi ma,  più importante ed evidente, era la voglia di fare festa e divertirsi tutti insieme... no, non c’erano gilets jaunes ma tanti...citrons jaunes che, volentieri,  giocavano e si facevano fotografare soprattutto con i bambini. La temperatura era quasi estiva, il sole splendeva e, nel cielo, neanche una nuvola! Dopo la burrasca dei giorni scorsi, anche il mare si era calmato. La scenografia era quindi perfetta!

      Prima di partire con le foto delle cartoline, però, leggete il lato B, quello che vi racconta qualcosa sulle origini e la storia di questa bella festa, e probabilmente scoprirete qualche notizia interessante. Buon divertimento!

       

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      L’idea del Carnevale a Mentone, fino allora legato a quello di Nizza, è venuta all'inizio del 1900 ad opera di alcuni albergatori che volevano alimentare e intrattenere i villeggianti durante la stagione in cui era tradizione che re, principi, nobili, imprenditori, artisti e ricchi borghesi venissero su “la Côte” a trascorrere qualche salutare settimana al mare cercando anche di curare quel triste mal sottile che era la piaga del tempo. 

      Il Carnevale di Nizza, antichissimo e risalente addirittura al XIII secolo, era l’appuntamento ideale con la sua famosa Parade e i fantastici fuochi artificiali che chiudevano i festeggiamenti . Anche la regina Vittoria partecipò alla manifestazione nel 1882. 

      Una simpatica curiosità: durante questo periodo, nella seconda serata, si svolgeva una famosa e attesa gara, retaggio genovese, che era chiamata dei “Moucouleti”.

      In realtà, come racconta la storia, questa serata presentava un gioco molto divertente dedicato agli innamorati: i giovani tenevano in mano una candela accesa mentre le ragazze la portavano ugualmente ma tenendola, con la mano alzata, sulla testa. Il combattimento consisteva nel cercare, soffiando, di spegnere a vicenda la candela degli avversari mantenendo accesa la propria. Anche le ragazze cercavano di spegnere quella di quei corteggiatori che non gradivano o quelle delle rivali. Quelli che riuscivano a mantenere il moccolo acceso cercavano poi di spegnere quello della ragazza di cui erano innamorati: se ci riuscivano avevano in premio il bacio della fanciulla amata.

      @

      Intanto, nel 1929, quando si diceva che Mentone fosse il primo produttore di limoni del continente, un albergatore decise di allestire una Mostra di Fiori e di Agrumi  nel giardino dell’Hotel Riviera. L’esposizione riscosse un notevole interesse tanto che, a poco, si sviluppò sempre di più arricchendosi di carretti decorati di agrumi, piante di agrumi e bancarelle disseminati qua e là per la cittadina con graziose majorettes abbigliate in costume. 

       

      Finalmente, la vera FÊTE du CITRON nacque nel 1934 e diventò una manifestazione indipendente dal Carnevale di Nizza, offrendo un proprio défilé “al limone”!

      Nel 1936 apparvero  i primi  manifesti e la Festa si trasferì nei pressi del Casinò, nei giardini pubblici Biovès: qui nacquero le prime creazioni con l’utilizzo di 10000 limoni e 12000 arance: il tema era un omaggio al territorio.

      .

      Da allora, ogni anno, in autunno, viene deciso il tema per il prossimo Carnevale, tuttavia, come succede per tutti gli eventi, alcuni anni sono stati felici e altri meno sia per cause climatiche (anni di forti piogge e addirittura neve nel 1956!) che politiche, come il 1991, soppresso per motivi di sicurezza a causa della guerra del Golfo.

      Ecco le tappe principali e alcuni dei temi importanti che sono stati sviluppati nel corso degli anni passati:

      Nel 1959 gli agrumi dei carri non vengono più infilzati in lunghi spilloni ma ancorati e legati tra loro per mezzo di elastici. Quest’anno ne sono serviti 750000!

      Nel 1973, in omaggio a Jules Verne e allo sbarco sulla luna, il tema è stato: “Dalla Terra alla Luna”; a Jules Verne si ritornerà nel 2013 con “ Il giro del mondo in 80 giorni”.

      Dal 1995 al 1999 i temi sono dedicati agli eroi dei fumetti : Asterix, Obelix, Tintin, Lucky Luke, personaggi di Walt Disney e del film “Fantasia”.

      Nel 2000 sfilano per la prima volta i carri di agrumi articolati nei movimenti.

      Nel 2002 il tema è italiano : Pinocchio.

      Molte edizioni, invece,  hanno scelto temi geografici che spaziano nei viaggi e vanno dalla Cina all’India, a regioni europee e grandi isole.

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      Occupandoci di questioni più pratiche, viene spontaneo domandarsi da dove vengano ben 140 tonnellate di agrumi, quantità impossibile per un comprensorio così piccolo... E poi, se i limoni di Mentone sono così speciali e pregiati, perché sciuparli nella creazione dei carri? E dove finiranno alla fine del Carnevale?Chi li fa e chi li disfa?

      Eccomi qua a cercare di dare una risposta a queste domande che io, come voi, suppongo vi siate posti!

      Allora, da quel che ho saputo, nessuno degli agrumi impiegati proviene dal territorio e neppure dalla Francia! Arrivano in maggioranza dalla Spagna, dal Marocco e, forse anche un po’ dall’Italia e altri Paesi del Mediterraneo. Delle più di 140 tonnellate, acquistate dal Comune, 100 servono per decorare il Jardin, la cui visita costa 12€ e che ospita le strutture immobili. Un po’ più di 30 invece servono per allestire i carri della sfilata ( per assistere i costi vanno dai 10, in piedi ai 25 €, seduti in tribuna) e il restante per risistemare quelle che, nel corso di quindici giorni, periodo della durata della manifestazione, si deteriorano. Alla fine, quando si smontano gli allestimenti, gli agrumi vengono svenduti, per pochi euro, in sacchetti che le famiglie acquistano ( ma solo in parte, circa 6 o 7 tonnellate), per divertirsi creando giochi per i bambini o dilettandosi, a loro volta, in piccole creazioni. Uno dei giochi più comuni è quello di creare piramidi e, sempre con gli agrumi, bombardarle per vedere chi riesce ad abbatterne il maggior numero.

      Va detto che questi agrumi non sono di grande qualità e che, difficilmente si sarebbero venduti perché magari trattati con prodotti non conformi alle norme relative all’alimentazione. Restano comunque dubbi su altri eventuali usi.

      Dalla preparazione allo smantellamento, ogni anno, vengono assunte dal Comune centinaia di persone tra cui molti studenti e pensionati che si avvicendano nei vari compiti.

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      Adesso però divertitevi e rilassatevi guardando un po’ di cartoline che arrivano fresche fresche dalla festa del 24 febbraio scorso! Alla sfilata però, lo vedrete, non c’erano solo i carri di agrumi, 10 in tutto, ma parecchie altre attrazioni si susseguivano con performances di acrobati e artisti di strada, animali gonfiabili giganti, danze tipiche eseguite dalle simpatiche e bellissime rappresentanti dei Territori d’Oltre Mare, dame e cicisbei della Commedia dell’arte, violiniste, robot, maschere varie, velocipedi, carri meccanici di mostri  giganteschi che sparavano neve e coriandoli o che sbuffavano fumo dalle narici... Fantasie oniriche di ogni età e di ogni tipo...senza tempo, insomma, come le mie cartoline!CA3.thumb.JPG.3afa2e46908c76f0e59b25d76283c265.JPGCA4.thumb.JPG.c6858f40433065d8e276d242cd62156f.JPGCA5.thumb.JPG.98077b8241b9b351262ff0b891ee259a.JPGCA7.thumb.JPG.29bf76c49f543035cf6d648deaab51d0.JPG

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      .

      Purtoppo la mia carrellata finisce qui, con la Chimère... lo spazio è tiranno e io avevo ancora un po' di cartoline... vedremo se mi sarà possibile inserirne altre prima o poi...per ora restano alcuni spazi vuoti...Peccato!

      BUON CARNEVALE A TUTTI!!! 

      IMPORTANTE! Sono riuscita a postare qui sotto, in altri post successivi...  😁

       

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    2. - Sssh, la senti a questa? Questa, quando veniva 'nterra Brucculin', faceva piangere i meglio gangstèr a tanto di lacrime! Gilda Mignonette, la conosci?
      - No.
      - E che ci campi a fare?

      (dialogo dal film I Magliari, diretto da Francesco Rosi nel 1959)

      COPERTINA-Migranti-a-Ellis-Island-1892.j


      Nel film il jukebox suonava 'A cartulina 'e Napule, del 1927, musicata da Giuseppe De Luca su testo di Pasquale Buongiovanni, entrambi emigranti a New York, interprete è Gilda Mignonette.
      Era chiamata la Regina degli emigranti dalle colonie italo-americane, Gilda Mignonette nata nella Duchesca nel 1886, forse la prima music star della musica napoletana. Il suo successo fu lungo e travolgente, dall'Argentina agli Stati Uniti.
      Nel 1953 sentendo arrivare la fine, volle essere condotta a Napoli, chi nasce a Napule 'n ce vo' muri', si dice. Non ci riuscì, morì a ventiquattro ore da Napoli sulla transoceanica "Homeland", sul certificato di morte vennero riportate le coordinate del punto in cui si spense, latitudine 37° 21' Nord e longitudine 4° 30' Est.
      E allora, immergiamoci nella New York del 1927 e godiamoci la grande Gilda. A presto e sempre senza nulla a pretendere.

       

    3. Scendo alla prossima

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      dopo il primo blog sugli organi da strada Olandesi, , mi sembra naturale proseguire la strada della musica riprodotta “in altra maniera”.
      Organi da strada… carini, vero? 
      E i JukeBox? Sicuramente un oggetto che molti di noi conoscono.
      Tre le marche fondamentali:
      Wurlitzer, Seeburg,  Rock-Ola
      E mica parliamo di “macchinette” eh…! La diffusione di queste macchine era, dal 1930 al 1960, molto vasta.
      Tanti locali pubblici, e non di certo solamente negli USA, ne avevano uno.
      Pensate che nel solo anno 1936 la Wurlitzer  riuscì a vendere più di 40.000 jukebox…
      Era stata la ditta Ami a produrre il primo vero fonografo a moneta che fu messo sul mercato nel lontano 1927.  Questa azienda aveva un certo nome come produttore di pianoforti automatici…

      Non riuscì a diventare marchio leader negli States. Cosa che però, gli riuscì in Europa.
      Nel 1933 (quindi 3 anni dopo la AMI) la Wurlitzer presentò il suo primo apparecchio, col quale si poteva selezionare uno dei dischi inserito in questo “mobile” (che, inizialmente, era fatto di legno).


      Quella di poter selezionare il brano che si voleva ascoltare si rivelò subito una scelta vincente.
      In pochi anni anche Seeburg  e Rock-Ola riuscirono ad affermarsi sul mercato. 
      Il mobile di questi apparecchi prodotti in quegli anni erano fatti di legno.
      I dodici (ma c’erano anche modelli con una selezione/offerta più piccola…) dischi erano, visto il periodo,  a 78 giri.  I dischi erano disposti in una pila verticale dalla quale di volta in volta venivano estratti e “suonati”. 

      Fu la ditta Seeburg a sposare, prima di tutti, il “KITSCH”, tipo di design che ha reso famosi questi aggeggi. Non vi è dubbio alcuno che il grande successo di vendita fu anche per i vari mobili, cromature, colori, plastiche  illuminate. 
      Interessante sapere che questi JukeBox raramente venivano venduti ai locali, bar, ristoranti ecc. 
      Si preferiva venderli ai noleggiatori, che noleggiavano ai locali pubblici le ultime novità. Tempo un anno, e la macchina passava dai grandi locali ai bar più piccoli, poi nelle cittadine meno grandi, infine nei locali di campagna.

      Questi bar e ostelli erano l’ultimo anello della catena… quando arrivava un nuovo modello, con ancora più luci, colori, scelte e stranezze varie, il jukebox, spesso ancora perfettamente funzionante, veniva distrutto. 
      Consumismo, si chiama. Ne sappiamo qualcosa anche noi, adesso….. 😁
      Comunque sia… fu nel 1940 che ebbe inizio la produzione di Jukebox  ad arco. Erano sempre stati squadrati, prima. Fu una grande idea, tant’è che i dieci anni successivi i jukebox prodotti avevano tutti, più meno, la stessa forma. 
      Non sarebbe completamente giusto però, scrivere “10 anni successivi”, perché negli anni della seconda guerra mondiale i vari Seeburg, Wurlitzer, Ami e Rock-Ola furono, più o meno, costretti a convertire i macchinari di produzione alla fabbricazione di materiale bellico.
      Così fu che  molti vecchi JukeBox che prima della guerra venivano distrutti perché “non più di moda”, durante la guerra venivano dismessi in grandi magazzini. Così si potevano recuperare dei pezzi di ricambio; 



      Un pezzo unico, una meccanica unica, fu la svolta che fece di Wurlitzer il marchio leader. Cambiava la carrozzeria, ma la meccanica restava pressoché uguale.
      In pratica… si teneva il mobile originale, ma si cambiavano il design e le dimensioni esterne….. 
      I costi diminuirono e….così i locali più modaioli e lussuosi ebbero sempre dei jukebox nuovi, che però… erano sempre gli stessi,  a livello tecnico;  cambiava solo il mobile esterno nella sua veste estetica!
      Dopo la guerra 1939/1945, l’entusiasmo per i JukeBox cresceva in tal modo che era davvero difficile trovare un locale pubblico che non ne avesse uno.  

      Non si dipendeva più solo dai brani musicali proposte dalle radio, o, per i più fortunati, da qualche disco che si poteva avere in casa… coi vari Seeburg, Rock-Ola, Ami e Wurlitzer (e altri nomi…) se volevi ascoltare il brano preferito era sufficiente inserire una monetina e… l’ascolto era fatto  😜
      Ovviamente era anche un bel mercato per l’industria discografica… (a propò… qualcuno si ricorda del “FestivalBar” che si faceva, una volta all’anno, nell’Arena di Verona? La classifica finale si basava sulle selezioni effettuate da chi inseriva 100 lire <200 ?>  Chi si ricorda più, sic!)… 
      Io, nel mio piccolo, ho sempre dubitato che fosse un conteggio vero e non pilotato, ma questo è un altro discorso… 🙄


      IL nome JUKE BOX non si sa di preciso da dove venga… esistono più teorie, probabilmente tutte vere… Fatto sta che avere la possibilità di avere un mobile che riproduceva musica, e magari pure quella più popolare, non fu molto ben vista dai musicisti.
      Del resto… i musicisti suonavano per guadagnarsi da vivere, stavano sul palco, anche se improvvisato, nei bar, e suonavano… Vedersi sostituiti da una macchina “infernale come questa…. " significava dover cercare altri luoghi dove poter guadagnare suonando… oppure… erano costretti a cambiare lavoro o diventare musicista da strada…  (rubare il lavoro lo si può fare/interpretare in molti modi…..) .


       

      Dite la verità, qui, forse, siamo tutti audiofili… sì, ma anche un po’ nostalgici… (o no???)
      Chi di noi non avrebbe voglia, entrando in un bar, di inserire una moneta nella fessura, selezionare qualche brano e ascoltare quel suono di “poca fedeltà” ma molto fascino?
      Chissà… magari nel bar si trovano delle ragazze  e voi potreste invitarle a ballare…  roba d’altri tempi? be', sì… certo. Ma … a voi non piacerebbe averne uno, in casa? 
      Se vi interessa (e se avete lo spazio necessario…) cercate sul web… troverete molti JukeBox usati/garantiti/originali in vendita… non costano poco, OK, … ma… volete mettere?

      PS… avevo scritto queste righe più di un mese fa, per poi dimenticarmene (…) l’altro giorno sono andato al museo “Nicolis” di Villafranca Veronese, e lì ci sono esposti 4/5 jukebox originali, (e anche... udite udite, qualche organo da strada di cui parlavo tempo fa...) molto belli. 
      E … mi è venuto voglia di riaprire  queste righe…
       

      Vedo di inserire qualche foto, grazie per la lettura

       

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      esistono delle belle letture sull'argomento, spesso hanno delle belle immagini.

      Molto di ciò che ho scritto l'ho preso da questo bellissimo libro. Ve lo consiglio... (contiene anche un CD di musiche del JukeBox_Time...)

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