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Foto scattate nel 2015 - 2016 nel  "Pian Grande", un altopiano situato nel Parco Nazionale dei Sibillini, Centro Italia, in prossimità di Castelluccio di Norcia che a luglio è interessato dalla "fioritura" per circa due settimane all'anno.
È un fenomeno naturale effimero spettacolare in cui fiori selvatici di diversi colori invadono in tutto l'altopiano nelle zone dove è stata seminata la lenticchia. Prima appaiono i gialli (all'inizio si colora tutto di giallo, con i fiori di colza) poi vengono i papaveri ed infine i fiordalisi, blu.
La colorazione dei fiori dipende dall'anzianità della semina, per cui, in queste due settimane, poi accadere di assistere contemporaneamente a strisce di fiori gialli, rossi e blu.
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Come fate a capire quando sostituire la puntina del giradischi?
Ciao a tutti,
Ho letto che alcune puntine possono durare 250 ore di utilizzo, altre anche 500. Voi come capite quando sostituirle? Lo capite “ad orecchio”, oppure avete un sistema per monitorare il numero di ore complessivo di riproduzione?
Giuseppe
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  • 29 replies

Secondo Voi, i migliori Trio Jazz...
sono un amante del jazz, ed in particolare di trio jazz, con questo 3d volevo cercare di raggruppare delle segnalazioni di dischi che per voi sono eccellenti...
Le segnalazioni dovrebbero rispettare non solo il lato artistico, ma anche il lato tecnico della registrazione...
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  • 261 replies

I "dogmi" dell'Acustica. Le pareti vicine non vanno bene a priori?
Sbagliato! Molto dipende dalla direzionalità polare del diffusore... molto dipende dal coefficiente di assorbimento della parete... e pure dalla distanza ascolto.
Guardate qui... 2 diffusori diversi messi a "contatto" con le pareti laterali.
L'ITG e le prime riflessioni vanno tenute sotto controllo... ma è una leggenda metropolitana quella che punta il dito direttamente alla distanza.
Questo è il diagramma che propone gli effetti di inudibilità delle riflessioni... della zona di spazialità...e della zona di allargamento della sorgente (gigantismo)
...ora cercate di sovrapporre le rispettive ETC a questo diagramma... Il paradosso è che quella migliore corrisponde alla situazione in cui la distanza dalle pareti è MINORE... e senza alcun trattamento di assorbimento- (giusto perché il diffusore è più direttivo)
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  • 246 replies

musica classica: da dove si inizia?
Buongiorno a tutti,
fra le molte lacune nella mia cultura musicale, la più evidente è quella nella musica classica.
Mi piacerebbe iniziare ad avvicinarmi al genere con ordine, magari a partire dai lavori meno impegnativi per poi proseguire con quelli più tosti, senza disdegnare l’Opera.
Chiedo ai molti esperti del forum di consigliarmi una qualche scaletta di lavori su cui indirizzare i prossimi ascolti. Considerato che sono abbonato al servizio in streaming di Tidal, non dovrei avere eccessive difficoltà nel reperire specifiche opere particolarmente meritevoli per la qualità della direzione, della performance degli esecutori e, perché no, anche della registrazione.

Ringrazio in anticipo per i contributi.
Fabio
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  • 551 replies

Le pubblicità più "hot" del settore hi-fi
Apriamo un thread sulle migliori pubblicità (brochure, pagine di riviste, spot) di apparecchiature hifi accostate al gentil sesso.
Io sono "giovane" , ma ricordo che negli anni passati le riviste di settore ogni tanto si concedevano qualche...licenza...
p.s.: (se ho sbagliato sezione i mod. spostino pure in quella più pertinente)
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  • 732 replies

Kawah Ijen Miners - Reportage
Kawah Ijen Miners
 
Nel cuore del vulcano Kawah Ijen, dalla terra emergono ad alte pressioni e temperature molto elevate grandi quantità di esalazioni di zolfo.
A contatto dell’aria ed incendiato dalla lava lo zolfo brucia, formando fiamme azzurre alte fino a 4 metri, e lo zolfo liquido blu, cola lungo la montagna per poi solidificarsi. 
Per 14 euro al giorno, i minatori raccolgono zolfo "l’oro diavolo" con scarsa protezione respirando gas altamente tossici, per poi trasportarlo nella ripida salita fuori dal cratere, fino a 90 kili per volta.  
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  • 32 replies

Il Thread dei Giradischi
Salute a tutti, vintagisti e non: in questi ultimi anni il piatto giradischi e il suo software, i dischi neri in vinile, stanno conoscendo una nuova gioventù!
Troppo semplice sarebbe farne una questione di filosofia spicciola del tipo "Il cd è troppo perfettino, il digitale è troppo silenzioso oppure che la mancata gestualità nel riporre e manutenere macchine e vinili ne siano la causa".
In realtà essa va cercata sulla creatività che l' utente di queste macchine può esprimere nell' abbinamento braccio/fonorivelatore/preampli fono, sugli "upgrading" creativi che si possono eseguire sulle basi, i cosidetti "plinti" per dirlo in Italiano, sull' abbinamento, nei casi più specifici, dei bracci alle basi, delle basi ai piedini e così via.
Sia quel che sia, ormai nell' impianto di ogni audiofilo che si rispetti, accanto a un buon lettore cd a 1, 2 o tre telai, farà bella mostra di se un girapadelle più o meno importante, più o meno "esoterico" e più o meno vintage!
Bene, inizio le danze linkando uno dei siti italiani sul tema, tra i più interessanti e precisamente quello di Magnaghi, con esperienza cinquantennale tra Lesa e Panta
http://digilander.libero.it/Magnaghi/Magnaghi turntable/Capitolo 11.htm
E ora spero vi scateniate su: esperienze, marche, modelli, qualità, difetti delle macchine che ganno girare i disconi neri!
Ammessi tutti i modelli, tutte le marche e nazionalità, e benvenuti gli oggetti più rari e più particolari!
Ovviamente sarebbe molto gradita la partecipazione di @Stefano Pasini compatibilmente con i suoi impegni professionali!
SCATENATE L' INFERNO!! (cit. Guido Meda)
Ovviamente graditissimi sono gli auto-costruiti, con foto e spiegazioni! 
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  • 143 replies

Louisiana Bayou - Reportage
Louisiana Wetlands are a giant tangle of canals, swamps and forests of palm and cypress trees that extend around and beyond the great Mississippi estuary, often unhealthy, populated by numerous snake birds, alligators and poisonous spiders. In autumn the great cypress trees are colored and this apparently hostile environment shows all its beauty. Pictures taken in the Atchafalaya Basin in Louisiana, near Plaquiemine, Lake Fausse and Lake Martin.
 
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  • 33 replies

Intervista a Bebo Moroni (incrociamo le dita)
Ci proviamo?
Dai che ci proviamo, se poi va buca, pazienza.
 
Intervista a Bebo Moroni.Di Alberto O. (in arte Otrebla)
 
 
Innanzitutto Signor Moroni, grazie per avermi concesso l’intervista. Iniziamo dunque:
 
Lei ha fratelli o sorelle? Se sì, possiedono impianti d’Alta Fedeltà?
 
Che tipo di studi ha fatto? Qual’era il suo rendimento a scuola? Ha dovuto ripetere qualche anno?
 
Nella sua famiglia c’era amore per la musica? Qualche parente musicista?
Pensa che la sua passione per l’Alta Fedeltà derivi, anche indirettamente, da qualche influsso famigliare?
 
A quale età ha cominciato ad interessarsi di hi-fi? Quali sono state le circostanze che l’hanno avvicinata a questo mondo?
 
Che idea si è fatto in merito all’amore per la musica degli appassionati d’Alta Fedeltà? E' sempre presente? Dovrebbe esserlo di più?
 
Lei è anche uno studioso ed un conoscitore d’arte. Se potesse tornare indietro, percorrerebbe con più decisione quella strada?
 
Sull’ultimo numero di Fedeltà del Suono abbiamo visto una piccola fotografia della sua signora.
La signora Moroni cosa pensa del suo lavoro?
 
Consiglierebbe a suo figlio d’intraprendere la professione di giornalista hi-fi?
 
Pensa che le sue idee politiche (lei è noto come uomo di sinistra) abbiano influito sul suo modo di svolgere l’attività di giornalista hi-fi, e se sì, in che modo?
 
In che cosa il settore dell’Alta Fedeltà si differenzia oggi rispetto agli anni in cui Lei ha iniziato a dare il suo contributo come giornalista?
 
Una domanda impertinente: lei ha lavorato per molti anni alla rivista Suono. Ad un certo punto l’ha lasciata. Se non sono troppo indiscreto, può indicarcene sommariamente i motivi?
 
Uscito dalla redazione di Suono, che cosa ha fatto nel periodo in cui non si è occupato più di Alta Fedeltà?
 
C’è un periodo della sua vita lavorativa, nel settore dell’Alta Fedeltà, che rimpiange con maggiore nostalgia?
 
E’ opinione diffusa quella che vuole le donne come completamente disinteressate alla riproduzione sonora di qualità. Ed effettivamente sono poche le donne audiofile. E’ ancora così? Quali potrebbero essere, secondo la sua opinione, i sistemi per ottenere un maggior interesse femminile verso l’hi-fi?
 
Quanta responsabilità hanno, se ne hanno, le riviste di settore, rispetto alla crisi attuale, crisi che pare riconosciuta un po’ da tutti? Quali sono secondo lei i difetti del settore, ed a chi o a cosa sono da ascrivere?
 
Trova che la rete telematica costituisca un ostacolo o un incentivo alla crescita del settore nel nostro Paese?
 
Ognuno di noi ha i suoi miti, quali sono i suoi?
 
A chi si sente di dover dire grazie, giunto a questa fase della sua esperienza professionale?
 
Può farci almeno un nome, tra coloro che oggi operano nel settore dell’Alta Fedeltà (giornalista, costruttore, distributore, veda lei…) verso il quale prova una sincera stima?
 
Grazie per l’intervista Direttore Moroni, ed auguri per il futuro.
 
 
Alberto O.
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  • 71 replies

Crick: spiritosi o candidati troll? Delirio...
Salve, il crick di serie della mia Renault mi ha lasciato.
Premetto che non mi è mai piaciuto e con l'occasione vorrei cercarne uno migliore invece che andare dallo sfasciacarrozze.
Il vantaggio di quello vecchio era che non occupava spazio in quanto "dormiva" nel suo vano sotto il cofano. Era il classico pantografo.
Che ne dite di questo:
 

 
http://www.ebay.it/itm/CRIC-IDRAULICO-CARRELLATO-2-T-2000-KG-IN-VALIGIA-CRICK-/170597188066?pt=Ricambi_automobili&hash=item27b86281e2
Vorrei spendere il meno possibile visto l'uso, per fortuna, assolutamente saltuario. Non per questo cerco un giocattolo.
Che ne dite?
Francesco
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  • 262 replies

Sondaggio: i migliori bracci (vintage ovviamente)
restando al periodo d'oro adeguato a questa sezione e mettendo un termine temporale (diciamo fino al 1983) così "pour parler" quali sono stati secondo voi i migliori bracci  non necessariamente i più costosi che avete avuto o desidarato  prodotti dalle aziende dell'epoca e perché?
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  • 108 replies

Capolavori dell' arte contemporanea, i vostri preferiti
Comincio io con il mirabile Jeff Koons!
 

 
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  • 970 replies

Il cinema visto nelle sale
Vorrei riprendere qui la disussione sul cinema in sala vs cinema domestico nata nel topic di Blade Runner 2049
Mi ripeterò, riassumendo cose già scritte nelle varie discussioni in modo sparso, in modo più organico, e sarò un po' lungo, ma quelli che apprezzano i tempi lunghi di film come Blade Runner 2049, sono certo che comprenderanno anche la mia esigenza di dire al meglio le cose che ho da dire (il primo che scrive "pippone" o "supercazzola" è scemo! )
Il cinema è nato come "spettacolo" mirabolante, diventando presto la settima arte, della fruizione collettiva, della magia del "buio in sala" che scende piano piano come la sera, come quando ci addormentiamo; è il fascio di luce magico che fende l'oscurità e proietta sullo schermo bianco i nostri stessi sogni, le nostre aspettative, i nostri drammi, le nostre gioie, la risa, il pianto: il processo di identificazione.
Ci lamentiamo dei cinema odierni.., della maleducazione delle gente brutta, sporca e cattiva.., prendiamo questo come alibi per disdegnare la visione cinematografica sul grande schermo, ma una volta si sputava per terra, prima che mettessero i cartelli di divieto. Si fumava come turchi che le sale sembravano camere a gas, e non tutti i locali avevano il botolone che si apriva per farlo uscire quando si era sull'orlo dell'asfissia. Si entrava e si usciva in ogni momento della proiezione; bisognava alzarsi dalle scomode sedie di duro e rumoroso legno per far entrare o uscire dalla fila la gente che si alternava, che ti schiacciva e ti passava avanti. Si facevano spesso lunghe code per entrare e una volta entrati non di rado c'erano solo posti in piedi e ti vedevi tutto il film in piedi appoggiato alle pareti perimetrali, se trovavi posto.., se non eri così svelto da fiondarti sulle sedie che via via si liberavano prima di altri "concorrenti" più veloci di te.., era una vera e propria caccia alla sedia (uno dei mie ricordi più "avventurosi" di "cinema in piedi", quando diedi prova del mio amore superemo per il cinema, la prima per il pubblico de La Grande abbuffata del grande e purtroppo dimenticato Marco Ferreri, al Quirinetta, film geniale, immenso, ma non "facile" specialmente in quelle condizioni...) 
Spesso nella sala il pubblico dava spettacolo in pieno spettacolo cinematografico, per non parlare del fenomemo piuttosto diffuso (a Roma c'erano delle  sale "specializzate": Farnese, Nuovo Olimpia, Avorio, Aquila, Moderno o Medernetto, ecc, ecc...) frequentate da strani "adescatori" allupati che per poter stare tranquillo durante la visione era meglio che ti mettevi qualcosa di protettivo sulle parti basse... E va discorrendo... Certo, nei cinema di prima visione e dei quartieri bene le cose andavano un po' meglio, ma il meccanismo era quello...
 
segue...
 
 
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Costruire un cavo hi-end: geometrie e materiali.
lavorando e studiando tutti questi mesi tra leggi di maxwell, the ultimate cable book, e tutti i brevetti che si trovano online, mi sono fatto la convinzione che il suono del cavo si gioca moltissimo sulla geometria che adottiamo.
Mi spiego meglio; il suono di un xlo, nordost, cardas, audioquest e si differenziato dal materiale, sezione, dielettrico ma secondo me molto la fa il tipo di geometria scelto dal costruttore.
Non a caso spesso i cavi autocostruiti malgrado l'utilizzo di ottimi materiali poi all'atto pratico non riescono a raggiungere determinate prestazioni.
Di seguito vi riporto tutte le varie geometrie per livello di difficolta' ma che sicuramente daranno soddisfazioni nettamente maggiori ai classici 2 o 3 fili twistati.
Spero che la cosa vi interessi perche' ci sta tanto da leggere e da discutere.
La geometria ha importanza (lo dico per gli scettici) perche' modifica i parametri elettrici del cavo e migliora o peggiora la reiezione ai disturbi.
Questi patent che adesso riporto erano in rete ma chiaramente per scovarli non e' stato cosi' facile.
 
Partiamo dal primo esempio
Una geometria a tre fili "braided" con coassiale di massa.
http://www.freepatentsonline.com/5831210.pdf
 
 
Questo tipo di geometria ma semplificata e' quella spesso consigliata su internet.
Si utilizzano due connettori in una camicia di teflon attorno ad un tubicino .
Successivamente il cavo viene isolato con uno strato di teflon e una schermatura esterna semibilanciata.
 
Nel caso invece piu' serio si utilizza un connettore centrale che funge da massa e con un AWG che sia Maggiore della somma dei 2 conduttori che fungono invece da polo caldo.
La scelta della sezione non deve essere eccessiva per evitare effetto pelle e direi 24-22 AWG.
Il coassiale che funge da massa potrebbe essere un 18 awg isolato con il teflon prima di utilizzare la geometria braided dei due conduttori.
I conduttori si incrociano sul coassiale sempre a 90 gradi e andranno a costituire il polo caldo.
Sempre una nastrata di teflon e una schermatura in semibilanciato (solo lato sorgente).
 
Prossima puntata Geometria Ray Kimber quella adottata sul HERO a quattro conduttori.
 
Sandro
 
Spero che quello che sto scrivendo lo trovate interessante perche' sono mesi che ci sto lavorando per tirare fuori una specie di manuale per fare un cavo di segnale che possa competere con i mostri sacri ad una frazione del prezzo.
Chiaramente poi posto tutte le misure che ho fatto....
 
 
 
Modificato da - saperusa il 11/04/2011 16:25:56
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Bambole meccaniche perturbanti
Un tema affascinante, no? fin dai tempi del mago Sabbiolino di Hoffmann.
Forse Fellini è riuscito nella trasposizione filmica più inquietante e bella, nel suo Casanova.
http://it.youtube.com/watch?v=EotNv1Tsa_Q
Gianluca
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  • 42 replies

Impianti e ambienti degli audiofili nel mondo
Perchè non postare qui le foto che ognuno di noi ha potuto vedere  in rete o ..personalmente  e che più lo hanno "colpito" ?....  vediamo un pò come ogni appassionato, cerca di "sistemare" il proprio impianto e/o il proprio ambiente dedicato ( e non) all'ascolto. Ovviamente ognuno può postare anche solo il suo ambiente....  ecco di seguito alcuni sistemi/ambienti che mi sono piaciuti e che ho salvato sul mio pc. 
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  • 344 replies

Trattamento acustico: sì o no?
Come gia' si capisce dal titolo,
vi chiedo se mai qualcuno sia contrario al trattamento acustico di una sala d'ascolto.

Vorrei fare un trattamento nel mio salone ma non con i tube traps o pannelli di vario tipo o ancora con materiali che si discostino dall'arredamento usuale di una casa, ma direttamente con pareti e tetto trattati con cartongesso o altri materiali in modo da avere un trattamento che non si vede
(la mia compagna è architetto purtroppo, ma anche a me non piace pasticciare la casa con quei pannelli orrendi), il tutto ovviamente fatto da professionisti del settore e non da me.
Allora vi ripeto la domanda in sintesi:
un trattamento fatto bene a precindere comunque che siano tube traps/pannelli
o il tipo di intervento che voglio fare io, lo vedete sempre positivo o no? Grazie.
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Nei bassifondi: Sennheiser HD201, piccola fuoriclasse
E' un tema vecchio e già noto ma...
Oggi alla mediaworld, incuriosito da un fugace ascolto di prova, ho preso la economicissima Sennheiser HD201, 25 euro, chiusa, leggerissima, plasticosetta ma molto comoda.
 
Mi ha appena non solo retto, ma riprodotto con autorità ed entusiasmo musicale il finale dell'Ottava di Mahler nella versione di Solti con i Chicago.
 
E poteri aver chiuso qui.
 
Ma approfondisco e vi riferisco.
 
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Le belle stanze.
È domenica e facciamo un po' di oratorio per puro divertimento di tutti.
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Forever tape deck
Un pò come è avvenuto qualche anno fà (bei tempi!) con il vinile, mi pare che in questo momento, su Ebay ma in genere nel mercato dell'usato, si tovino registratori a cassetta, anche di buon livello, a prezzi convenienti.
A prescindere dall'utiltà di avere oggi apparecchi in un formato obsoleto e nemmeno troppo hi-fi (ma su questo si potrebbe discutere....) e partendo dal presupposto che io sono un pò "innamorato" del genere (le chiamo piastre infatti, non registratori) che modelli sono , e saranno in futuro, più significativi di una intera generazione di tape deck?
Grazie per tutti i contributi.
Saluti, Saul
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  • 459 replies

[film] L'Age d'or di Luis Buñuel
sì dura un paio d'ore, ma è sabato, domani è domenica
ed è film intero, in buono stato.
L'Age d'or è un film del '30, bianconero sonoro e parlante,
Luis Bunel, ed altri "poeti dell'immagine e dell'immaginario"
che si possono leggere sui titoli di testa.
questo è link che porta al film
http://youtu.be/M5Z-xvOjMdM
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Scarpe inglesi: la classifica delle migliori
secondo voi quale è la classifica delle migliori?
 
Andrea
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Trattorie d'Italia. Segnalate il Melius
Contro i conti da mille euro ed i ristoranti con boa prenotabile (ma chi lo mangia un boa???), contro lo stile imposto dai complotti demo-pluto-giudaico-massonici internazionali, alla facciaccia dei vari Corona e delle teste coronate varie, facciamoci la nostra guida DIY al buon mangiare italiano che davvero è uber alles.
 
Niente limiti di prezzo e di menù, tutto affidato alla sensibilità dei postatori purché nello spirito della premessa.
 
FATEVI SOTTO! (nel senso di "accettate la sfida"!)
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L'antiaudiofilo
Mi convinco sempre piu' di esserlo.
Ho bisogno di un esorcista che scacci il sorcio.
Credo nello smalto ferroso.
Non credo nel calore, nella magia, nella cd naturalezza
Non credo nei cantautori e in diana krall
Credo poco nella scena
Credo poco nel fonometro sotto l' impermeabile
Non credo nel vintage
Non credo nell'analogico
Non credo nelle registrazioni audiophile
E via discorrendo
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  • I Blog di Melius Club

    1. INGRESSO.thumb.JPG.96b89f760d250b9e7058bd6fe8b766e5.JPG

       

      La vera magia che compie il Carnevale è quella di fermare il tempo: almeno per qualche giorno si può dimenticare il quotidiano e lasciarsi trasportare in un mondo fantastico, ritornare bambini inventarsi battaglie a colpi di coriandoli e volare con la fantasia in quei mondi fatti di streghe, elfi, draghi, fate, creature misteriose che evocano personaggi mitologici o del futuro che viaggiano nel nostro inconscio: DES MONDES FANTASTIQUES!

      Questo è stato il tema dell’ 86esimo Carnevale di Menton durante la tradizionale e celebre Fête du Citron che ha richiamato una gran folla entusiasta un po’ da tutto il mondo.

      Domenica eravamo 240000 e, alla fine, tutti eravamo cosparsi di “confettis” (coriandoli). Moltissimi i controlli e massiccia la presenza dei gendarmi ma,  più importante ed evidente, era la voglia di fare festa e divertirsi tutti insieme... no, non c’erano gilets jaunes ma tanti...citrons jaunes che, volentieri,  giocavano e si facevano fotografare soprattutto con i bambini. La temperatura era quasi estiva, il sole splendeva e, nel cielo, neanche una nuvola! Dopo la burrasca dei giorni scorsi, anche il mare si era calmato. La scenografia era quindi perfetta!

      Prima di partire con le foto delle cartoline, però, leggete il lato B, quello che vi racconta qualcosa sulle origini e la storia di questa bella festa, e probabilmente scoprirete qualche notizia interessante. Buon divertimento!

       

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      L’idea del Carnevale a Mentone, fino allora legato a quello di Nizza, è venuta all'inizio del 1900 ad opera di alcuni albergatori che volevano alimentare e intrattenere i villeggianti durante la stagione in cui era tradizione che re, principi, nobili, imprenditori, artisti e ricchi borghesi venissero su “la Côte” a trascorrere qualche salutare settimana al mare cercando anche di curare quel triste mal sottile che era la piaga del tempo. 

      Il Carnevale di Nizza, antichissimo e risalente addirittura al XIII secolo, era l’appuntamento ideale con la sua famosa Parade e i fantastici fuochi artificiali che chiudevano i festeggiamenti . Anche la regina Vittoria partecipò alla manifestazione nel 1882. 

      Una simpatica curiosità: durante questo periodo, nella seconda serata, si svolgeva una famosa e attesa gara, retaggio genovese, che era chiamata dei “Moucouleti”.

      In realtà, come racconta la storia, questa serata presentava un gioco molto divertente dedicato agli innamorati: i giovani tenevano in mano una candela accesa mentre le ragazze la portavano ugualmente ma tenendola, con la mano alzata, sulla testa. Il combattimento consisteva nel cercare, soffiando, di spegnere a vicenda la candela degli avversari mantenendo accesa la propria. Anche le ragazze cercavano di spegnere quella di quei corteggiatori che non gradivano o quelle delle rivali. Quelli che riuscivano a mantenere il moccolo acceso cercavano poi di spegnere quello della ragazza di cui erano innamorati: se ci riuscivano avevano in premio il bacio della fanciulla amata.

      @

      Intanto, nel 1929, quando si diceva che Mentone fosse il primo produttore di limoni del continente, un albergatore decise di allestire una Mostra di Fiori e di Agrumi  nel giardino dell’Hotel Riviera. L’esposizione riscosse un notevole interesse tanto che, a poco, si sviluppò sempre di più arricchendosi di carretti decorati di agrumi, piante di agrumi e bancarelle disseminati qua e là per la cittadina con graziose majorettes abbigliate in costume. 

       

      Finalmente, la vera FÊTE du CITRON nacque nel 1934 e diventò una manifestazione indipendente dal Carnevale di Nizza, offrendo un proprio défilé “al limone”!

      Nel 1936 apparvero  i primi  manifesti e la Festa si trasferì nei pressi del Casinò, nei giardini pubblici Biovès: qui nacquero le prime creazioni con l’utilizzo di 10000 limoni e 12000 arance: il tema era un omaggio al territorio.

      .

      Da allora, ogni anno, in autunno, viene deciso il tema per il prossimo Carnevale, tuttavia, come succede per tutti gli eventi, alcuni anni sono stati felici e altri meno sia per cause climatiche (anni di forti piogge e addirittura neve nel 1956!) che politiche, come il 1991, soppresso per motivi di sicurezza a causa della guerra del Golfo.

      Ecco le tappe principali e alcuni dei temi importanti che sono stati sviluppati nel corso degli anni passati:

      Nel 1959 gli agrumi dei carri non vengono più infilzati in lunghi spilloni ma ancorati e legati tra loro per mezzo di elastici. Quest’anno ne sono serviti 750000!

      Nel 1973, in omaggio a Jules Verne e allo sbarco sulla luna, il tema è stato: “Dalla Terra alla Luna”; a Jules Verne si ritornerà nel 2013 con “ Il giro del mondo in 80 giorni”.

      Dal 1995 al 1999 i temi sono dedicati agli eroi dei fumetti : Asterix, Obelix, Tintin, Lucky Luke, personaggi di Walt Disney e del film “Fantasia”.

      Nel 2000 sfilano per la prima volta i carri di agrumi articolati nei movimenti.

      Nel 2002 il tema è italiano : Pinocchio.

      Molte edizioni, invece,  hanno scelto temi geografici che spaziano nei viaggi e vanno dalla Cina all’India, a regioni europee e grandi isole.

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      Occupandoci di questioni più pratiche, viene spontaneo domandarsi da dove vengano ben 140 tonnellate di agrumi, quantità impossibile per un comprensorio così piccolo... E poi, se i limoni di Mentone sono così speciali e pregiati, perché sciuparli nella creazione dei carri? E dove finiranno alla fine del Carnevale?Chi li fa e chi li disfa?

      Eccomi qua a cercare di dare una risposta a queste domande che io, come voi, suppongo vi siate posti!

      Allora, da quel che ho saputo, nessuno degli agrumi impiegati proviene dal territorio e neppure dalla Francia! Arrivano in maggioranza dalla Spagna, dal Marocco e, forse anche un po’ dall’Italia e altri Paesi del Mediterraneo. Delle più di 140 tonnellate, acquistate dal Comune, 100 servono per decorare il Jardin, la cui visita costa 12€ e che ospita le strutture immobili. Un po’ più di 30 invece servono per allestire i carri della sfilata ( per assistere i costi vanno dai 10, in piedi ai 25 €, seduti in tribuna) e il restante per risistemare quelle che, nel corso di quindici giorni, periodo della durata della manifestazione, si deteriorano. Alla fine, quando si smontano gli allestimenti, gli agrumi vengono svenduti, per pochi euro, in sacchetti che le famiglie acquistano ( ma solo in parte, circa 6 o 7 tonnellate), per divertirsi creando giochi per i bambini o dilettandosi, a loro volta, in piccole creazioni. Uno dei giochi più comuni è quello di creare piramidi e, sempre con gli agrumi, bombardarle per vedere chi riesce ad abbatterne il maggior numero.

      Va detto che questi agrumi non sono di grande qualità e che, difficilmente si sarebbero venduti perché magari trattati con prodotti non conformi alle norme relative all’alimentazione. Restano comunque dubbi su altri eventuali usi.

      Dalla preparazione allo smantellamento, ogni anno, vengono assunte dal Comune centinaia di persone tra cui molti studenti e pensionati che si avvicendano nei vari compiti.

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      Adesso però divertitevi e rilassatevi guardando un po’ di cartoline che arrivano fresche fresche dalla festa del 24 febbraio scorso! Alla sfilata però, lo vedrete, non c’erano solo i carri di agrumi, 10 in tutto, ma parecchie altre attrazioni si susseguivano con performances di acrobati e artisti di strada, animali gonfiabili giganti, danze tipiche eseguite dalle simpatiche e bellissime rappresentanti dei Territori d’Oltre Mare, dame e cicisbei della Commedia dell’arte, violiniste, robot, maschere varie, velocipedi, carri meccanici di mostri  giganteschi che sparavano neve e coriandoli o che sbuffavano fumo dalle narici... Fantasie oniriche di ogni età e di ogni tipo...senza tempo, insomma, come le mie cartoline!CA3.thumb.JPG.3afa2e46908c76f0e59b25d76283c265.JPGCA4.thumb.JPG.c6858f40433065d8e276d242cd62156f.JPGCA5.thumb.JPG.98077b8241b9b351262ff0b891ee259a.JPGCA7.thumb.JPG.29bf76c49f543035cf6d648deaab51d0.JPG

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      .

      Purtoppo la mia carrellata finisce qui, con la Chimère... lo spazio è tiranno e io avevo ancora un po' di cartoline... vedremo se mi sarà possibile inserirne altre prima o poi...per ora restano alcuni spazi vuoti...Peccato!

      BUON CARNEVALE A TUTTI!!! 

      IMPORTANTE! Sono riuscita a postare qui sotto, in altri post successivi...  😁

       

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    2. - Sssh, la senti a questa? Questa, quando veniva 'nterra Brucculin', faceva piangere i meglio gangstèr a tanto di lacrime! Gilda Mignonette, la conosci?
      - No.
      - E che ci campi a fare?

      (dialogo dal film I Magliari, diretto da Francesco Rosi nel 1959)

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      Nel film il jukebox suonava 'A cartulina 'e Napule, del 1927, musicata da Giuseppe De Luca su testo di Pasquale Buongiovanni, entrambi emigranti a New York, interprete è Gilda Mignonette.
      Era chiamata la Regina degli emigranti dalle colonie italo-americane, Gilda Mignonette nata nella Duchesca nel 1886, forse la prima music star della musica napoletana. Il suo successo fu lungo e travolgente, dall'Argentina agli Stati Uniti.
      Nel 1953 sentendo arrivare la fine, volle essere condotta a Napoli, chi nasce a Napule 'n ce vo' muri', si dice. Non ci riuscì, morì a ventiquattro ore da Napoli sulla transoceanica "Homeland", sul certificato di morte vennero riportate le coordinate del punto in cui si spense, latitudine 37° 21' Nord e longitudine 4° 30' Est.
      E allora, immergiamoci nella New York del 1927 e godiamoci la grande Gilda. A presto e sempre senza nulla a pretendere.

       

    3. Scendo alla prossima

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      dopo il primo blog sugli organi da strada Olandesi, , mi sembra naturale proseguire la strada della musica riprodotta “in altra maniera”.
      Organi da strada… carini, vero? 
      E i JukeBox? Sicuramente un oggetto che molti di noi conoscono.
      Tre le marche fondamentali:
      Wurlitzer, Seeburg,  Rock-Ola
      E mica parliamo di “macchinette” eh…! La diffusione di queste macchine era, dal 1930 al 1960, molto vasta.
      Tanti locali pubblici, e non di certo solamente negli USA, ne avevano uno.
      Pensate che nel solo anno 1936 la Wurlitzer  riuscì a vendere più di 40.000 jukebox…
      Era stata la ditta Ami a produrre il primo vero fonografo a moneta che fu messo sul mercato nel lontano 1927.  Questa azienda aveva un certo nome come produttore di pianoforti automatici…

      Non riuscì a diventare marchio leader negli States. Cosa che però, gli riuscì in Europa.
      Nel 1933 (quindi 3 anni dopo la AMI) la Wurlitzer presentò il suo primo apparecchio, col quale si poteva selezionare uno dei dischi inserito in questo “mobile” (che, inizialmente, era fatto di legno).


      Quella di poter selezionare il brano che si voleva ascoltare si rivelò subito una scelta vincente.
      In pochi anni anche Seeburg  e Rock-Ola riuscirono ad affermarsi sul mercato. 
      Il mobile di questi apparecchi prodotti in quegli anni erano fatti di legno.
      I dodici (ma c’erano anche modelli con una selezione/offerta più piccola…) dischi erano, visto il periodo,  a 78 giri.  I dischi erano disposti in una pila verticale dalla quale di volta in volta venivano estratti e “suonati”. 

      Fu la ditta Seeburg a sposare, prima di tutti, il “KITSCH”, tipo di design che ha reso famosi questi aggeggi. Non vi è dubbio alcuno che il grande successo di vendita fu anche per i vari mobili, cromature, colori, plastiche  illuminate. 
      Interessante sapere che questi JukeBox raramente venivano venduti ai locali, bar, ristoranti ecc. 
      Si preferiva venderli ai noleggiatori, che noleggiavano ai locali pubblici le ultime novità. Tempo un anno, e la macchina passava dai grandi locali ai bar più piccoli, poi nelle cittadine meno grandi, infine nei locali di campagna.

      Questi bar e ostelli erano l’ultimo anello della catena… quando arrivava un nuovo modello, con ancora più luci, colori, scelte e stranezze varie, il jukebox, spesso ancora perfettamente funzionante, veniva distrutto. 
      Consumismo, si chiama. Ne sappiamo qualcosa anche noi, adesso….. 😁
      Comunque sia… fu nel 1940 che ebbe inizio la produzione di Jukebox  ad arco. Erano sempre stati squadrati, prima. Fu una grande idea, tant’è che i dieci anni successivi i jukebox prodotti avevano tutti, più meno, la stessa forma. 
      Non sarebbe completamente giusto però, scrivere “10 anni successivi”, perché negli anni della seconda guerra mondiale i vari Seeburg, Wurlitzer, Ami e Rock-Ola furono, più o meno, costretti a convertire i macchinari di produzione alla fabbricazione di materiale bellico.
      Così fu che  molti vecchi JukeBox che prima della guerra venivano distrutti perché “non più di moda”, durante la guerra venivano dismessi in grandi magazzini. Così si potevano recuperare dei pezzi di ricambio; 



      Un pezzo unico, una meccanica unica, fu la svolta che fece di Wurlitzer il marchio leader. Cambiava la carrozzeria, ma la meccanica restava pressoché uguale.
      In pratica… si teneva il mobile originale, ma si cambiavano il design e le dimensioni esterne….. 
      I costi diminuirono e….così i locali più modaioli e lussuosi ebbero sempre dei jukebox nuovi, che però… erano sempre gli stessi,  a livello tecnico;  cambiava solo il mobile esterno nella sua veste estetica!
      Dopo la guerra 1939/1945, l’entusiasmo per i JukeBox cresceva in tal modo che era davvero difficile trovare un locale pubblico che non ne avesse uno.  

      Non si dipendeva più solo dai brani musicali proposte dalle radio, o, per i più fortunati, da qualche disco che si poteva avere in casa… coi vari Seeburg, Rock-Ola, Ami e Wurlitzer (e altri nomi…) se volevi ascoltare il brano preferito era sufficiente inserire una monetina e… l’ascolto era fatto  😜
      Ovviamente era anche un bel mercato per l’industria discografica… (a propò… qualcuno si ricorda del “FestivalBar” che si faceva, una volta all’anno, nell’Arena di Verona? La classifica finale si basava sulle selezioni effettuate da chi inseriva 100 lire <200 ?>  Chi si ricorda più, sic!)… 
      Io, nel mio piccolo, ho sempre dubitato che fosse un conteggio vero e non pilotato, ma questo è un altro discorso… 🙄


      IL nome JUKE BOX non si sa di preciso da dove venga… esistono più teorie, probabilmente tutte vere… Fatto sta che avere la possibilità di avere un mobile che riproduceva musica, e magari pure quella più popolare, non fu molto ben vista dai musicisti.
      Del resto… i musicisti suonavano per guadagnarsi da vivere, stavano sul palco, anche se improvvisato, nei bar, e suonavano… Vedersi sostituiti da una macchina “infernale come questa…. " significava dover cercare altri luoghi dove poter guadagnare suonando… oppure… erano costretti a cambiare lavoro o diventare musicista da strada…  (rubare il lavoro lo si può fare/interpretare in molti modi…..) .


       

      Dite la verità, qui, forse, siamo tutti audiofili… sì, ma anche un po’ nostalgici… (o no???)
      Chi di noi non avrebbe voglia, entrando in un bar, di inserire una moneta nella fessura, selezionare qualche brano e ascoltare quel suono di “poca fedeltà” ma molto fascino?
      Chissà… magari nel bar si trovano delle ragazze  e voi potreste invitarle a ballare…  roba d’altri tempi? be', sì… certo. Ma … a voi non piacerebbe averne uno, in casa? 
      Se vi interessa (e se avete lo spazio necessario…) cercate sul web… troverete molti JukeBox usati/garantiti/originali in vendita… non costano poco, OK, … ma… volete mettere?

      PS… avevo scritto queste righe più di un mese fa, per poi dimenticarmene (…) l’altro giorno sono andato al museo “Nicolis” di Villafranca Veronese, e lì ci sono esposti 4/5 jukebox originali, (e anche... udite udite, qualche organo da strada di cui parlavo tempo fa...) molto belli. 
      E … mi è venuto voglia di riaprire  queste righe…
       

      Vedo di inserire qualche foto, grazie per la lettura

       

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      esistono delle belle letture sull'argomento, spesso hanno delle belle immagini.

      Molto di ciò che ho scritto l'ho preso da questo bellissimo libro. Ve lo consiglio... (contiene anche un CD di musiche del JukeBox_Time...)

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