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  1. Dal potere curativo dello yoga a quello di portare "un barlume di luce" nella politica italiana. Tiziana Santaniello, adepta della santona Sri Mataji Nirmala Devi, che il 2 dicembre 1979 dichiarò di essere la reincarnazione della madre divina sulla terra (il suo "metodo" sostiene che la meditazione possa curare cancro e Aids) ora è candidata con il MoVimento 5 Stelle al Senato. In un messaggio pubblicato su Whatsapp dal gruppo milanese aderente alla Sahaja Yoga di Milano, viene spiegato come alla Santanello la proposta fosse arrivata "inaspettatamente e, dopo una lunga riflessione e consulto vibratorio collettivo, ha deciso di accettare». Questo “consulto vibratorio collettivo” l'ha convinta a correre per il collegio di Milano 2. Nel messaggio social si legge ancora: "Cari fratelli e sorelle vorremo darvi una grande notizia, non per aprire un dibattito politico o cercare di influenzare le opinioni sacrosante che ognuno di noi ha, ma per dire che una nostra cara sorella, Tiziana Santaniello di Milano, è stata candidata al Senato della Repubblica Italiana nelle prossime elezioni!. Va da sé che questa è un’occasione davvero unica che è capitata per portare un barlume di luce nel mondo della politica italiana, che ne ha sicuramente bisogno in questi tempi di grande confusione e cambiamento. Supporto vibratorio ll messaggio fra adepti della Sahaja Yoga si conclude così: "Vi chiediamo di dare tutto il vostro supporto vibratorio a lei e a questa impresa, con il desiderio di portare portare vibrazioni nelle istituzioni italiane per iniziare una rinascita Sahaja e illuminata del nostro Paese".
  2. https://video.repubblica.it/dossier/elezioni-politiche-2018/elezioni-berlusconi-cede-alla-battuta-durante-incontro-con-capogruppo-ppe--chi-mi-sta-toccando-il-c/297785/298406 Con Berlusconi torneremo ad avere prestigio internazionale... finalmente!
  3. L'aggressione all'esponente di Forza Nuova e l'oltraggio al monumento commemorativo della strage di via Fani indicano senza ombra di dubbio una recrudescenza della campagna elettorale. C'era da aspettarselo, vista la penuria di contenuti e l'assoluta incertezza sull'orientamento degli elettori. Che altro dobbiamo aspettarci da questa escalation?
  4. http://www.repubblica.it/cronaca/2018/02/21/news/accoltellato_potere_al_popolo_perugia-189368683/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1 Chi saranno i mandanti?
  5. MAESTRI Federico Caffè, una lezione (attuale) Non c’è integrazione senza equità Trent’anni fa l’autorevole economista keynesiano spariva per non farsi più rivedere Nell’ultima lezione, tenuta nel 1984, criticò la svolta neoliberista in corso nel mondo ... di GUIDO BRERA Caffè, nato a Pescara il 6 gennaio 1914, fece perdere le sue tracce il 15 aprile 1987 ... «L’esperienza è ciò che ottieni quando non sei riuscito a ottenere ciò che volevi». Queste parole sono state pronunciate dall’informatico statunitense Randy Pausch il 18 settembre 2007. Quel giorno, presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Pausch tenne la sua Last Lecture. Gravemente malato e consapevole di una fine imminente, compose un estremo magistero a proposito del modo con cui conseguire i propri sogni. Morirà dieci mesi più tardi, a 48 anni. «Federico Caffè. Le riflessioni della stanza rossa» (in uscita a marzo; pagine 144, euro 14,50) Un’ultima lezione è anche quella dell’economista Federico Caffè all’Università di Roma, una mattina di giugno del 1984. A differenza di Pausch, Caffè percepiva la definitività relativa d’un congedo accademico. Ma il relativo si farà assoluto tre anni dopo, il 15 aprile 1987, quando il professore scomparirà nel nulla come già aveva fatto, alla fine degli anni Trenta, il fisico Ettore Majorana. Uomini svaniti, sottrattisi al proprio tempo: forse prigionieri dell’«esperienza», di quello che ci resta allorché il setaccio del vivere ha filtrato la materia di sogni, desideri e intendimenti tra le maglie strette della realtà. Per lo scienziato allievo di Fermi e per il riformista solitario che studiava Keynes sembrano valere le parole di Pausch. Entrambi furono feriti dalla preveggenza di ciò che intuirono ed entrambi constatarono l’impossibilità di conseguire ciò che volevano. Secondo alcuni, Majorana avrebbe previsto l’inferno atomico che le sue ricerche stavano contribuendo a schiudere. A Caffè, invece, toccò sondare il futuro guardando gli anni Ottanta della «rivoluzione conservatrice», di cui — proprio nell’ultima lezione — confutò con durezza il «retoricume neoliberista», l’apologia del mercato, l’odio per lo Stato e — di conseguenza — per qualsiasi interesse sociale. Federico Caffè preconizzò gli effetti nefasti del culto dei mercati nel cui segno la globalizzazione si è imposta, mentre conservatori e socialisti andavano incontrandosi lungo la «terza via»: nell’indistinto di ciò che è stato chiamato «estremismo di centro». A trent’anni dalla scomparsa, il vuoto lasciato da Caffè non scalfisce la lungimiranza di un insegnamento che continua a indicare la strada. Benché fosse un convinto europeista, il professore nutriva profondi dubbi nei riguardi del Sistema monetario europeo (Sme) e soprattutto nei confronti della Germania, la nazione con il marco forte e il terrore per l’inflazione, che considerava causa d’inevitabili squilibri rispetto ai Paesi con valuta debole. Per questo, citando Keynes, raccomandava una reciprocità di obblighi tra nazioni esportatrici e Paesi importatori, sempre alla ricerca di un equilibrio commerciale che fosse presupposto di pace durevole e benessere collettivo. Oggi, quelle preoccupazioni trovano tragica conferma nell’Europa della moneta unica, dominata dal surplus commerciale tedesco. Le asimmetrie di allora diventano ingiustizie strutturali nella spirale perversa che vede le potenze neo-mercantiliste cavalcare l’onda delle esportazioni, trasformare i Paesi in deficit in mercati di sbocco per i loro prodotti e poi comprarne il debito attraverso gli stessi surplus commerciali che ne derivano. È il frutto velenoso della globalizzazione senza regole, e diventa letale quando soffoca Paesi come la Grecia, costretti in una gabbia nella quale non possono né svalutare né stampare in autonomia. Vista da Atene, l’Unione Europea ricorda la camera della morte di una tonnara, l’inaggirabile intrico di reti in cui la preda si dibatte fino alla mattanza: cioè, all’esplodere di una crisi finanziaria e al diffondersi del panico. È allora che subentra il diktat dell’austerità, la finta cura che — invece di lenire — acuisce la sofferenza. Il rimando a meccanismi di perequazione e bilanciamento, alla reciprocità e alla solidarietà tra Stati, è l’imprescindibile lezione di Caffè per invertire la rotta tracciata dal mercantilismo teutonico, al tempo della guerra commerciale tra le due sponde dell’Atlantico, nei giorni in cui in America echeggiano sirene protezioniste e nel vecchio continente la mistica della sovranità nazionale si tinge di truci implicazioni identitarie. Un monito per tentare di riformare radicalmente l’Ue, perché serve più Europa, ma soprattutto una diversa Europa, e non differenti «velocità» o, peggio, due valute che condannerebbero le aree più lente a una svalutazione imposta, con conseguente fughe di capitali e crisi del sistema bancario. Il «divorzio amichevole» è una proposta tardiva, fuori tempo massimo, e suona beffarda ora che, sull’altare del rigorismo, i Paesi in deficit hanno già sacrificato pezzi del sistema produttivo e del welfare, pagando con l’impoverimento e l’inasprirsi delle condizioni di vita. Federico Caffè ed Ettore Majorana videro lontano, ma non ottennero ciò che volevano. Ci resta la loro «esperienza», prezioso contributo per conseguire nuovi e vecchi sogni. 9 febbraio 2017 (modifica il 13 febbraio 2017 | 19:51) http://www.corriere.it/cultura/17_febbraio_09/federico-caffe-economista-scomparsa-keynes-16884450-eee6-11e6-b691-ec49635e90c8.shtml?refresh_ce-cp
  6. Il Nostro ha iniziato la sua campagna Rottamatrice con i Tweet... Fiero dei suoi 3 milioni di followweeerss a cui si rivolge nei suoi cyber-comizi de Noantri. Niente , una volta si diceva dei cugini Romanisti "mai 'na gioia" , adesso con Matteuccio e' come sparare sulla Croce Rossa . A fare le pulci ai seguaci-social dei cinguettii politici è stato il Cnr di Pisa che ha scoperto che l'88% dei 3,3MLN di Followers sono Fake o inattivi... Nel vizietto dei "seguaci-gonfiati" non e' solo , il neonato "Liberi e qualcosa" con ben 600.000 seguaci ,,, circa l''86% sono falsi o inattivi...
  7. ho trovato questo, mi sembra carino, spero si sappia apprezzare lo scherzo:
  8. Non ha le basi http://www.consob.it/web/area-pubblica/siciliano-giovanni
  9. Con il quantitative easing la BCE ha attuato una politica volta ad immettere liquidità nel sistema per scongiurare pericoli deflazionistici e favorire l'attività creditizia delle banche. La domanda è questa: considerando quanto elevato sia il fardello dei debiti pubblici per alcuni stati tipo il nostro, cosa succederebbe se la BCE decidesse di azzerare il valore di quei crediti acquisiti in questi anni? Lo chiedo perché mi è capitato di leggere alcune prese di posizione di economisti, o presunti tale, che consideravano questa eventualità, ma non ho mai realmente capito se si trattasse di dichiarazioni ad minchiam o se effettivamente ci fosse una qualche logica.
  10. Sotto la lente, le elezioni e l’economia /1 Maggiori uscite per circa 40 miliardi, la più corposa è lo scorporo dal deficit di spese “mirate”. Ridurre il cuneo contributivo porta minori entrate per 12 miliardi. Le privatizzazioni sono irrealistiche di ROBERTO PEROTTI QUANTO costa il programma elettorale del Pd? La somma dei costi è di almeno 56,4 miliardi (oltre il 3 percento del Pil), di cui 39,7 miliardi di maggiori spese e 16,7 miliardi di minori tasse. A questa cifra bisogna però aggiungere svariati ma imprecisati miliardi da ben trenta voci di maggiori spese e cinque voci di minori entrate, la cui quantificazione è impossibile in assenza di dettagli. Inoltre, il programma del PD non indica coperture. Di seguito commento brevemente le maggiori proposte, in particolare quelle di cui ho stimato personalmente i costi in assenza di indicazioni nel programma, divise tra maggiori spese e minori entrate. La voce principale è un piano di aiuti alle famiglie, 240 euro di detrazione Irpef mensile per i figli a carico fino a 18 anni e 80 euro per i figli fino a 26 anni, che raggiunge anche gli autonomi e gli incapienti, ad un costo stimato dal Pd di 9 miliardi. Il programma del Pd prevede poi almeno 150 ore di formazione durante la vita di ogni lavoratore: la mia stima è di un costo annuo di 2 miliardi. Per quanto riguarda il reddito di inclusione, con la legge di Bilancio 2018 vengono stanziati 2,75 miliardi dal 2020; la mia stima del costo del raddoppio è dunque di 2,75 miliardi. Il PD propone l’innalzamento del livello di contribuzione alla cooperazione allo 0,3% del Pil. Oggi per gli aiuti pubblici allo sviluppo l’Italia spende 3,1 miliardi. Per arrivare allo 0,3 percento del Pil, 5,3 miliardi, stimo quindi un costo di 2,2 miliardi. Il “ritorno a Maastricht” significa lo scorporo dal calcolo del deficit entro il tetto del 3% del Pil di spese “mirate e chiaramente identificabili”. Questa misura va letta insieme alla prossima, l’ “emissione di Eurobond per finanziare progetti su capitale umano, ricerca e infrastrutture, fino al 5% del Pil dell’Eurozona”. La quota dell’Italia sarebbe il 5 percento del Pil italiano; sull’arco della legislatura, significa l’1 percento l’anno, cioè 18 miliardi. Tra le minori entrate, la voce maggiore è la riduzione del cuneo contributivo dal 33 al 29 percento per lavori a tempo indeterminato, di un punto percentuale all’anno per quattro anni. La mia stima è di almeno 12 miliardi. Le altre due maggiori misure di riduzioni di entrate sono la riduzione dell’aliquota IRES dal 24 al 22 percento (2,8 miliardi), e l’estensione alle partite IVA del bonus 80 euro (1,9 miliardi). Il programma del Pd non identifica coperture, eccetto per il punto 95 del Programma breve: “Recuperare un punto di Pil nell’arco della prossima legislatura attraverso la digitalizzazione della PA”, su cui non vengono forniti ulteriori dettagli. Il Programma lungo enuncia però un ambizioso obiettivo di riduzione del debito: “ridurre gradualmente ma stabilmente il rapporto tra debito pubblico e Pil al valore del 100% entro i prossimi 10 anni”. Per raggiungerlo, basterebbe la “crescita attuale” anche in presenza di “politiche fiscali moderatamente espansive”. Questa affermazione è fattualmente scorretta. Attualmente il costo medio del debito è il 3,1 percento, la crescita nominale del Pil il 2 percento, l’avanzo primario l’1,7 percento del Pil, e il rapporto debito pubblico / Pil il 130 percento. È facile verificare che con questi numeri il rapporto debito pubblico / Pil rimarrebbe praticamente stabile. Con una politica fiscale “moderatamente espansiva”, diciamo un avanzo primario dell’1 percento del Pil invece dell’1,7 percento attuale, il rapporto aumenterebbe. È vero che l’inflazione probabilmente aumenterà, e con essa il tasso di crescita del Pil nominale, ma anche il tasso di interesse probabilmente aumenterà. http://www.repubblica.it/economia/2018/02/12/news/il_programma_del_partito_democrato_costi_e_coperture_spiegazione-188663336/?ref=drnweb.repubblica.scroll-1
  11. Uno degli slogan che più si sente in campagna elettorale e’ l’accusa di populismo. Le persone poco serie sarebbero i “populisti”, i “demagoghi” che titillano le emozioni della gente unicamente per prendere voti. Mentre loro, quelli che tuonano contro il populismo, sarebbero persone serie. E si presentano in giacca e cravatta, non con le felpe. Questo arguto articolo di Nicola Porto disvela le ipocrisie del PD, di Gentiloni e di “repubblica”. I populisti in giacca e cravatta. http://m.ilgiornale.it/news/2018/02/19/i-populisti-in-giacca-e-cravatta/1495553/
  12. Bussolati e Sumaya ospiti nella moschea di Shwaima. Foto con Gentiloni e Bussolati Incontri ravvicinati. Il centro islamico di Milano e Lombardia ha convocato nella sua moschea, a Segrate, un incontro con il segretario del Pd di Milano Pietro Bussolati e la consigliera Sumaya Abdel Qader. Decine di persone ad ascoltarli: gli uomini da una parte e donne dall'altra. Rigorosamente. A introdurre i due illustri ospiti, il leader storico del centro islamico: Abu Shwaima. Difficile stabilire quali affinità possa avere il Pd con l'imam di Segrate, che fra l'altro ha partecipato a uno dei noti cortei «per Gerusalemme», il 16 dicembre, gridando col megafono ai partecipanti messaggi di questo tenore: «Non trattare con israeliani», «di Gerusalemme vogliono farne un ghetto per gli ebrei» e «Intifada contro questo progetto». Sumaya aveva perso posizione contro gli slogan antisemiti scanditi in quei cortei, in particolare il 9 dicembre. E il Pd ha presentato una denuncia sul caso. Altri hanno chiesto anche agli imam una presa di distanza, di cui a oggi ancora non si ha notizia. Probabilmente Abu Shwaima e il Pd non si troveranno d'accorso sull'uso della bicicletta: per la sinistra è notoriamente da incentivare, per Shwaima invece è sconveniente, per le donne, ovviamente perché sono «un diamante». «È più decoroso e di rispetto per una donna che non vada in bicicletta» ha detto nel 2016 questo imam che ieri ha accolto in moschea i due ospiti Pd. Segue: http://m.ilgiornale.it/news/2018/02/19/il-pd-cerca-voti-dallimam-che-vieta-la-bici-alle-donne/1495824/
  13. I super ricchi dovrebbero pagare tasse «significativamente» più alte. Firmato Bill Gates. In un’intervista alla Cnn il miliardario fondatore di Microsoft (e secondo uomo più ricco del mondo) ha criticato la riforma fiscale Usa, voluta da Donald Trump: «Non è una legislazione fiscale progressiva, ma regressiva», ha detto. «Consente alle persone più ricche di trarre enormi benefici rispetto alla classe media o ai poveri - ha aggiunto - e quindi contrasta con la tendenza generale che vorremmo vedere, che prevede una rete di sicurezza più forte e le persone più abbienti che pagano più tasse». All’intervistatore che gli chiedeva cosa pensasse della crescente diseguaglianza negli Stati Uniti, Gates ha risposto: «E’ un problema che tutte le democrazie devono affrontare».
  14. Sotto la lente, le elezioni e l’economia /2 Rispetto ai calcoli del Movimento il reddito minimo non costa 15 miliardi ma quasi il doppio. Superare la Fornero genera aggravi per 15 miliardi invece degli 11 previsti. Con la riforma Irpef minori entrate per 16 miliardi, non per 4 di ROBERTO PEROTTI Il costo totale del programma M5S, secondo lo stesso movimento, è di 78,5 miliardi (il 4,5 per cento del Pil), di cui più di tre quarti di maggiori spese. Secondo le mie stime, il costo totale è di 108 miliardi. A queste cifre bisogna aggiungere svariati ma imprecisati miliardi da almeno tre voci non quantificate nel programma del M5S. La somma delle coperture è di 79 miliardi secondo il M5S, 45 miliardi secondo le mie stime. Sottraendo le coperture dal totale dei costi, si ottiene un avanzo di 0,5 miliardi secondo il M5S, un disavanzo 63 miliardi (il 3,5 per cento del Pil) secondo le mie stime. Il reddito di cittadinanza è un reddito minimo garantito di 812 euro al mese per un single, 1.706 euro al mese per una famiglia di due adulti con due figli. Il costo secondo il M5S è di 15 miliardi, lo stesso calcolato dall'Istat nel 2015. L'Inps calcolò il doppio, 30 miliardi, una cifra confermata di recente da Massimo Baldini e Francesco Daveri su lavoce.info. L'Istat attribuisce alle famiglie che possiedono la casa un reddito "imputato", pari all'affitto che pagherebbero sulla casa se fosse in affitto. Questo aumenta il loro reddito, e diminuisce quindi il sussidio che ricevono. Tuttavia, non c'è menzione di questo aggiustamento nella proposta del M5S. Il M5S propone di superare la legge Fornero tornando alla pensione di anzianità con 41 anni di contributi per i lavori gravosi e di introdurre "quota 100", meno pesante per le casse dello stato della "quota 96" pre-Fornero: con quota 100 per andare in pensione a 60 anni bisogna avere 40 anni di contributi, con quota 96 ne bastavano 36. La stima di costo del M5S è di 11 miliardi, compreso il blocco dell'adeguamento dell'età pensionabile alle aspettative di vita. Tuttavia, quest'ultimo richiede di modificare anche tutte le riforme approvate dai governi di centrodestra dal 2004 in poi, che hanno introdotto il principio dell'adeguamento: la legge Fornero si è limitata ad accelerarne i tempi di applicazione. Prudenzialmente, assumo un costo di 15 miliardi. Gli aiuti alle famiglie (14,5 miliardi) consistono in rimborsi per asili nido, pannolini e baby sitter e nell'innalzamento dell'importo detraibile per assunzione di colf e badanti. Tra le entrate, per quanto riguarda l'Irpef, vi saranno tre aliquote, con no tax area a 10.000 euro invece degli 8.000 attuali, fino a 26.000 se si hanno famigliari a carico. Il costo stimato dal M5S è di 4 miliardi (13 miliardi da cui va sottratto il costo del bonus 80 euro, che il M5S vuole abolire). Recentemente, Massimo Baldini e Leonzio Rizzo su lavoce.info stimano un costo di 16 miliardi: essi applicano l'aumento della no tax area a tutti i contribuenti, inclusi gli autonomi, dato che la proposta del M5S non menziona alcuna differenza. D'altra parte, la loro è probabilmente addirittura una sottostima del costo perché non tiene conto del forte aumento delle detrazioni per famigliari a carico proposto dal M5S, fino a 26.000 euro. http://www.repubblica.it/economia/2018/02/13/news/programma_m5s-188717203/?ref=drnweb.repubblica.scroll-2
  15. Il pd e pdl sono il riferimento dei tardoni, lo sappiamo... ma... vedevo ora su Ski un sondaggio che dava il 30% circa dei nuovi votanti al M5s il 30% lega e forza italia il 20% al pd i giovani non capiscono più il PD o il PD non capisce i più giovani? Ps primo partito l'astensione.
  16. GiovaneLeone

    politica ed economia La decrescita felice

    Allegri, in Italia è stata realizzata
  17. Vero che i sondaggi possono essere sbagliati ma c’è sostanziale unanimità e quindi, a meno di variabili non considerate (che però se ci sono devono essere ben nascoste), abbiamo il cdx a un passo dal traguardo...quello che più mi colpisce è che siamo di fronte probabilmente per la prima volta a una situazione in cui un partito al governo per regolare i propri conflitti interni approva una legge elettorale che pare scritta su misura per l’altra parte politica (limitatamente a Renzi e cerchio magico ovviamente altra ad oggi, domani non è detto non sia anche la loro)
  18. Roma: Calenda, Raggi arrogante,unica via chiudere tavolo. Avanti con la Regione con progetti che non dipendono dal Comune (ANSA) - ROMA, 15 FEB - "La risposta della Sindaca conferma che l'unica strada per evitare di continuare a sprecare tempo e risorse e' quella di chiudere il tavolo. Evidentemente ritiene di non aver bisogno di aiuto". Lo dichiara il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, replicando a Virginia Raggi riguardo al lavoro impostato al tavolo per Roma. "Non posso che rilevare prosegue - che siamo di fronte a un combinato disposto di incompetenza e arroganza che non avevo mai sperimentato. Andremo avanti con la Regione con i progetti che non dipendono da questa amministrazione". - Roma: Calenda, Raggi arrogante, unica via chiudere tavolo (ANSA) - ROMA, 15 FEB - "Ho lanciato questo tavolo su richiesta dei sindacati con spirito propositivo. - spiega Calenda in una nota - Ho piu' volte dichiarato sin dall'esordio che i problemi di Roma vengono da lontano e che non sono imputabili all'attuale amministrazione". Oltre agli stanziamenti messi a disposizione dal Governo e dalla Regione, sottolinea ancora il ministro, "il Mise ha dedicato un team di 20 persone per seguire i progetti del tavolo di lavoro. Dopo mesi scanditi da una totale assenza della Sindaca e da proposte a dir poco stravaganti e richieste assurde formulate anche sulla base di errori di aritmetica, mi pare che non ci sia piu' alcun senso nel continuare questo lavoro. Ieri ho spiegato alla Sindaca per iscritto e nel dettaglio a che punto sono i progetti del tavolo Roma e quali sono le tante inadempienze e ritardi del Comune invitandola ad un incontro ristretto con il Presidente Zingaretti". "La risposta della Sindaca - attacca Calenda - conferma che l'unica strada per evitare di continuare a sprecare tempo e risorse e' quella di chiudere il tavolo. Evidentemente la Sindaca ritiene di non aver bisogno di aiuto. Speriamo per la citta' che sia cosi'. Per parte mia non posso che rilevare il fatto che siamo di fronte a un combinato disposto di incompetenza e arroganza che fino ad oggi non avevo mai sperimentato. Andremo avanti, insieme la Regione, con i progetti per Roma che non dipendono dalla collaborazione con questa amministrazione". - Roma, Raggi a Calenda: per la Capitale il Tavolino va avanti ""Scorretto prendere in giro i cittadini"" Roma, 15 feb. (askanews) - ""È bastato chiedere contezza del miliardo annunciato e mai stanziato dal MISE per scoprire che quello di Calenda è soltanto un bluff pre-elettorale. Per Roma, il Tavolo va avanti. Tutti siamo utili, nessuno è indispensabile: far finta di non capirlo è la vera arroganza"". Così su Fb la sindaca di Roma Virginia Raggi, in replica all'annuncio del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda di voler chiudere il Tavolo per Roma.""È scorretto prendere in giro con false promesse i cittadini e le aziende soltanto per qualche titolo di giornale - aggiunge Raggi -. Chi realmente vuol impegnarsi, lavora in silenzio. Il Comune ha partecipato a più di 60 incontri con il Mise senza fare tanta pubblicità"".""Sottolineo che, invece, nel corso delle ultime settimane il Mise è passato con estrema disinvoltura dall'annunciare di voler assegnare tre miliardi di euro a Roma - fa notare Raggi -, poi è sceso a due; questa mattina ne ha promesso uno e nel pomeriggio, indispettito, ha deciso di toglierli tutti. Fondi che, alla prova dei fatti, sembrano non esistere"".
  19. Non ho capito le motivazioni di questa decisione... Qualcuno le conosce?
  20. http://www.huffingtonpost.it/2018/02/13/errori-e-smentite-berlusconi-in-affanno-a-confcommercio_a_23360482/ http://www.lastampa.it/2018/02/13/multimedia/italia/berlusconi-il-mio-governo-ha-alzato-le-pensioni-a-mille-lire-FWjtMIwfcGWmltcAt06B6H/pagina.html Ma perché qualcuno ( che gli vuole bene) non lo ferma? Che tristezza! Anche se meriterebbe di peggio, vederlo esporsi così palesemente al pubblico ludibrio, fa veramente pena...
  21. Il pdl non lo candida Un dramma, ora chi mettera pace tra la corea del nord e il resto fel mondo?
  22. Il presidente del consiglio entrante continua nella sua offensiva volta a riportare il Paese indietro di 200 anni. E fa bene, dal suo punto di vista, perché i sondaggi gli danno ragione: il popolo vuole tornare all'era del latte e del miele. Questa volta è il turno dell'innovazione tecnologica e dell'automazione industriale che saranno tassate senza pietà. Vale la pena di ricordare che la produzione di macchine per l'industria è un'architrave del nostro export, orgoglio e vanto delle nostre imprese e delle nostre maestranze. Magari ricordiamo pure che dopo la delocalizzazione delle produzioni a bassa tecnologia, cacciare anche quelle ad alta tecnologia potrebbe essere un tantinello imprudente. Ah ma tanto c'è il reddito di cittadinanza, che ce frega?
  23. - 10 luglio decede l'ultimo genitore - c'è una palazzina dove risiedeva la parente , ipotecata da mutuo con pluriintestatari , due genitori , figlio unico , nuora , rimane poca roba del mutuo , 00.000 per ancora 4 anni a fronte di un valore residuo dell'immobile di 25 volte rispetto il residuo , stimato dal perito di UNICREDIT , dopo perizia da 400 € - il 26 di luglio si va in UNICREDIT per sapere cosa si deve fare anche per una restrizione del mutuo , avendo intenzione di vendere l'appartamento della deceduta - si stila un compromesso il 10 agosto per rogitare entro il 31 dicembre con un acquirente - UNICREDIT risponde in data 14 dicembre , 4 mesi e mezzo dopo la richiesta , perché in sede di zona nessuno può rispondere , solo la sede centrale decide , con un elenco di documenti - salta la vendita - forniti i documenti ecco che nasce il problema dell'accollo , problema comunicato dal direttore della sede centrale di zona in data 26 gennaio - si fornisce lista documenti richiesti , ma richiesti con pec certificata - in data 6 febbraio si portano i documenti , come da elenco Unicredit - ma non vanno bene , rogito e contratto mutuo devono essere aggiornati ? ? ? uno si inca@@a e chiede della sede centrale che , dopo due giorni , comunica che vanno bene anche quelli datati 2001 , anno del rogito - però chiedono anche copia della concessione di P IVA e nutrono riserve x - certificato contestuale con stato di famiglia e residenza - Ad oggi , 15/02/2018 , ancora senza accollo si sta . Comunque , se un pistola di normale o scemo cittadino x avere un accollo , o una restrizione per un decesso a fronte di un valore residuo rapportato 25 : 1 rispetto quanto rimane , alle attuali valutazioni di mercato , perché , stante le vecchie , staremmo 53 : 1 deve trovarsi in un simile inferno di carte e sgambetti da parte dell'istituto di credito , viene da chiedersi : < ma allora tutte queste sofferenze urlate dalle banche , NON POSSONO ESISTERE , tutte palle ! > . Ah , se decede un intestatario del mutuo , 1 su 4 , nel caso , il conto viene bloccato istantaneamente , diviso , e la parte intestataria vecchia , quella da cui partivano i pagamenti pure lei bloccata . Per cui il mutuo non viene pagato , pur essendoci i fondi , ma secondo terzo e quarto intestatario vengono prontamente iscritti nella black list per consultare la quale ci vogliono 4 € e 15 gg , se vuoi accelerare devi cacciarne 35 e dopo 4 gg hai la risposta ,moh , chissà coem hanno fatto con MPS e le altre a fregar tutti quei MLD di € , io li nominerei ad interim ministri dell'economia
  24. queste le parole di G.Meloni leader di F.d'I. al direttore del museo egizio di Torino, reo di aver cercato di incrementare gli in ingressi con un'operazione d'inclusione, discutibile quanto si vuole, ma non certo responsabile di operare una sorta di "razzismo al contrario" di cui la Meloni accusa Il Greco. E poi, quando venne definita "ministronza" si offese e partirono strali bipartisan... https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/11/torino-fratelli-ditalia-avverte-il-direttore-del-museo-egizio-se-noi-vinceremo-le-elezioni-andra-via/4153941/ la peggior campagna elettorale di sempre
  25. briandinazareth

    politica ed economia brexit e automobili

    http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-02-09/brexit-e-l-automotive-settore-piu-vulnerabile-195921.shtml?uuid=AEL0EexD Dopo anni di crescita, lo scorso anno la produzione di auto è calata sia a causa dell’incertezza legata a Brexit sia della flessione delle vendite interne in seguito al rallentamento dell’economia. Secondo i dati ufficiali della Society of Motor Manufacturers and Traders (Smmt), la produzione è scesa del 3% a 1,67 milioni di auto. L’obiettivo di raggiungere quota 2 milioni entro il 2020 è stato abbandonato. Gli investimenti sono calati del 34% a 1,1 miliardi, un’inversione di tendenza dopo anni di crescita che la Smmt attribuisce all’effetto paralizzante di Brexit. «Serve chiarezza al più presto sull'accordo di transizione per permettere alle imprese di prendere decisioni sugli investimenti», spiega Mike Hawes, Ceo della Smmt.

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