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Trovato 576 risultati

  1. Fabio Cottatellucci

    cronaca e costume Browser: layout grafico utente

    Ciao ragazzi, Mi sto scontrando con il fatto che le interfacce utente di Edge e di Chrome sono, a mio avviso, molto meno user-friendly di quella di Explorer o di Firefox (quest’ultimo però non lo uso mai). In particolare, trovo eccessivo il numero di passaggi richiesti per aprire liste di preferiti, accedere a cronologie eccetera; inoltre i layout grafici “smartphone-style”, con tutta la pagina bianca e linee chiare di divisione, non giovano per me alla chiarezza di quanto presentato a schermo. Ma, soprattutto, mi crea disagio rinunciare alla vecchia “tendina” della barra indirizzi di Explorer, che presentava gli ultimi siti visitati; da quel che vedo, in Edge e in Chrome non è replicabile se non utilizzando un numero maggiore di click: ad esempio, in Chrome si può decidere che ogni nuova scheda aperta rechi le ultime pagine visitate ma, se sto già navigando, mi tocca aprire una scheda nuova e attendere che carichi. Sembra poco ma, usando molto il browser, diventa seccante. Qualcuno sa se e come si può ripristinate la tendina nella barra indirizzi di Chrome e di Edge? Grazie in anticipo a chi mi risponderà.
  2. Due settimane fa ho aggiornato il mio abbonamento Sky e l'operatore del call center per l'occasione mi aveva proposto a gratis lo Sky Q black. Sono cliente extra da 14 anni. Io tutto contento accetto... Arriva stamattina il tecnico che prima di entrare a casa mi fa una domanda velocissima e si auto risponde. Domanda tecnico: quanti decoder hai a casa? Con Sky Q devo cambiare illuminatore e i decoder TV Sat o free non funziona più nulla. Risposta tecnico : me ne vado a casa. Insomma Sky per mettere i nuovi Q ti impone tout court il suo impianto. Oppure mettere un decoder aggiornato da 200 euro. Oppure una cavolo di seconda parabola solo per gli altri decoder. A me sembra Na minchiata.
  3. bost

    cronaca e costume Cos'è questo coso?

    ...ne ho un sacchetto pieno, prima di buttarlo via, cos'è? Sembra un coprispina...
  4. °Guru°

    cronaca e costume Una relazione su tre nasce online

    http://amp.ilsole24ore.com/pagina/AEnbPezD Chi lo considerava un approccio per sfigati è costretto a ricredersi, le app e i siti di matching hanno definitivamente sostituito altri luoghi classicamente deputati all'approccio. Pare che, quando il mezzo non è usato per contatti occasionali, le relazioni nate online siano anche durature, grazie al background di dialogo che la rete favorisce. Avete mai acchiappato online?
  5. wow

    cronaca e costume Agli amici di Napoli (rifiuti)

    Amici che abitate a Napoli: la città, la provincia o la regione si trovano in emergenza smaltimento dei rifiuti? Perché se non mi sono perso qualcosa, non posso fare a meno di notare come la città, che faticosamente sta cercando di risalire la china, sta avendo una rinascita turistica ed è teatro di importanti iniziative culturali stia, in questo momento, subendo un incredibile danno di immagine. È il solito inconcepibilmente rancoroso antimeridionalismo che per mere strategie politiche sta creando una emergenza che non esiste o, a Napoli, siete davvero con l'immondizia sulle strade, con l'aria inquinata di smog, con le discariche di rifiuti che prendono fuoco e rilasciano nubi tossiche tanto da far titolare a un quotidiano come Libero (giusto per stare in tema di munnezza) Cantanapoli Pattumiera? Nel merito, per quale motivo solo la Campania e non altre regioni dovrebbe dotarsi di un inceneritore per ogni provincia? Mi sono perso qualcosa o l'emergenza rifiuti esiste anche altrove? Premetto che non sono contrario in modo preconcetto agli inceneritori (ne possiamo discutere) né, mi interessa, in questo caso, il teatrino della politica (per i moderatori). Mi sto soltanto chiedendo se, per dibattere sulla soluzione di un problema tanto delicato, che mi pare affligga buona parte d'Italia, sia necessario rimettere mano ai soliti stereotipi su Napoli, prefigurare, come accaduto anche in passato, una emergenza che si rivelerà utile anche per il raggiungimento di altri fini, assestare l'ennesima mazzata ad una città che cerca sempre di riemergere ma si rirova inevitabilmente qualcuno o qualcosa che gli rimette la testa sotto...
  6. Quando metto qualche prodotto in osservazione su amazon, in attesa che magari cali di prezzo, e queso invece aumenta, lo cancello. Ecco, in questi giorni ne ho tolti una decina, tutti in aumento. Non sarà che anche amazon ha imparato il trucchetto tipico del periodo pre-saldi?
  7. briandinazareth

    cronaca e costume La tv delle ragazze 30 anni dopo

    temevo l'effetto muffa, invece sono ancora tutte bravissime e l'effetto nostalgia è gestito bene. "chi la visto" con la scomparsa della sinistra e la raggi fatta dalla guzzanti da soli valgono il programma.
  8. Panurge

    cronaca e costume informazione scientifica

    https://www.lastampa.it/2018/11/09/italia/la-commissione-ad-hoc-per-controllare-la-divulgazione-scientifica-gAVy59dSSPX5BQkYqD62bJ/premium.html mah, ste cose si sa come cominciano ma non come finiscono, terrapiattisti all'orizzonte?
  9. mom

    cronaca e costume Compleanno

    Ebbene, sì! 10 anni fa, il 29 ottobre 2008, dopo che vi seguivo e vi leggevo da più di due anni, mi sono iscritta a vhf, oggi Melius Club. Credo di essere l’unica donna ad aver resistito così tanto qui sopra. La mia permanenza mi ha portato un notevole, generale e anche più specifico, arricchimento culturale in vari settori, mi ha permesso la conoscenza di tante belle teste sia a livello virtuale che diretto e mi ha regalato anche qualche preziosa sincera amicizia. Ho imparato molto e di questo voglio ringraziare di cuore proprio tutti, anche quelli con i quali mi sono scontrata e quelli che, ancora oggi, non vedono l’ora che mi tolga di mezzo! A costoro dico: “ Non disperate!” Che dite, dopo 10 anni, per la mia cocciuta frequenza, me lo sono guadagnato almeno un piccolo “mongolino d’oro”? ( senza offesa per i mongolini, ovviamente!).
  10. Ho letto ieri un articolo di un report fatto da qualche azienda di wall street che si occupa di valutazioni ,,, una delle tante. Il succo della storia e' che i prodotti Apple hanno una durata MEDIA (in America) di vita stimata sui 2,7 anni. Addirittura c'e' chi si tiene il telefono per 4 anni!!! Secondo loro dovrebbero essere cambiati piu' pesso ... Ora , sapendo che loro spacciano Aifon come prodotto di qualita' superiore (?!) rispetto alla concorrenza dovrebbe essere insito che ci sia anche una durabilita' superiore ... Questi si preoccupano per l'azienda perche' mediamente il tizio medio Apple lo tiene meno di 3 anni!!! Ma quanto lo dovrebbero tenere per andare bene secondo loro ? finita la garanzia lo butti al secchio? Non basta strapagarlo rispetto all'equivalente Android?? Secondo me e' tutta una cortina di fumo agli occhi , tutta Reclam. Le vendite sono al massimo e non riescono piu' a crescere. Per aumentare i ricavi hanno usato la strategia piu' semplice del mondo : aumentare i prezzi. Ma il pollo da spennare e' arrivato al capolinea , le vendite non subiscono incrementi e nel mondo (soprattutto dove si bada alla ciccia e non alla fuffa) le vendite si dice non siano di nuovo rispondenti alle attese. Il prezzo degi aifon mi ricorda un po' il prezzo della benzina in Italia , hanno provato ad alzarla fino ai 2€ per vedere che gettito fiscale generava. Arrivati ai 2€ si vide che il gettito non solo non aumentava ma diminuiva , l'unica cosa che aumentava era l'inflazione collegata ai mezzi di trasporto. Insomma , tornando alla Mela , tutta Reclam . IMHO ovviamente.
  11. JohnLee

    cronaca e costume le frequenze del complotto

    non sapevo se metterla quì o in 'musica', ma noi audiofili ci siamo dentro fino al collo Ora finalmente si spiega in modo scientifico perché in Melius ci azzuffiamo su ogni argomento. Colpa di Goebbels. http://www.complottisti.info/432-hz-la-frequenza-che-hanno-deciso-di-non-farci-ascoltare-e-in-grado-di-rigenerare-il-dna/?fbclid=IwAR0-zD_JQh4oKTrZ9Znedo_qQeP4rWNyN6MF92bEmQP2Ky_93IMVL_5idVg
  12. kauko

    cronaca e costume La falsa oncologa...

    ma come si fa ad avere, con dei bambini, tanto pelo sullo stomaco... una roba da film di alberto sordi, come ci si difende da casi del genere??? - https://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/roma_finta_oncologa_bambini_malati-4105286.html?fbclid=IwAR1TB99R6_cVRP4cUZ2gdjVH75q-bWMl60QlTs5yhQCH7JOInriOIGuBbJE
  13. ferrocsm

    cronaca e costume Modena: come è stato possibile?

    http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2017/12/06/news/caso-pedofili-veleno-riapre-la-ferita-1.16207433 E se davvero fossero innocenti? Roba da accapponare la pelle!
  14. ...interessante intervista di Roberto Saviano a Faccia d’angelo, il leader della mafia del Brenta ora “pentito”. https://www.repubblica.it/cronaca/2018/11/13/news/saviano_maniero-211586386/ Felice Maniero: "Così trattai con gli uomini dello Stato. Ho rimorsi per un solo delitto" Roberto Saviano intervista l'uomo che fu leader e fondatore della mafia nata in Veneto negli anni 70, ora collaboratore di giustizia. Da oggi, 14 novembre, ogni mercoledì alle 21.25 su Nove, torna "Kings of Crime", le interviste inedite dello scrittore ai protagonisti del crimine di ROBERTO SAVIANO13 novembre 2018 Quando intervisti un uomo che è stato un capo criminale, il primo obiettivo è capire cosa vuoi ottenere. Inchiodarlo alle sue responsabilità? Denunciare i suoi crimini più nascosti? Rintracciare il suo lato più umano? La mia ossessione è sempre la stessa: mostrare come i boss siano parte della nostra economia, siano capitalisti con mezzi diversi, farne emergere miserie e contraddizioni. E volevo, in questo caso, accendere un riflettore necessario sul nord Italia. Le mafie al Nord esistono da lunghissimo tempo. Per decenni si è negata la loro presenza e la loro esistenza, e questo è stato uno dei più dannosi tabù. Si cerca di relegarle a fenomeno locale, meridionale, di ridimensionarne la potenza economica, di negarne la presenza militare nelle regioni settentrionali o di attribuire tutto questo esclusivamente a gruppi di invasori che dal Sud "infettano" alcune zone del Nord. Non si tiene mai conto che le mafie si sono ramificate nel Nord Italia grazie a un'alleanza con l'imprenditoria e la politica settentrionale. Senza queste sinergie, le mafie non sarebbero mai riuscite a fare il salto di qualità. Il Nord è il motore del Paese e lo è stato anche per le organizzazioni criminali nate al Sud, che hanno investito in imprese e appalti, hanno venduto droga sulle migliori piazze, che hanno riciclato e moltiplicato nei circuiti finanziari i loro soldi sporchi. Ma è esistita una mafia - una sola ad oggi - che al Nord non è solo cresciuta, ma è anche nata. Si è strutturata in Veneto negli anni '70 e il suo fondatore e capo indiscusso è stato Felice Maniero. Ho incontrato Maniero, ora collaboratore di giustizia. Studiando e incontrando boss, killer e gregari di mafia, capisci che si possono dividere in due categorie: quelli che scelgono il crimine contro il mondo e quelli che scelgono il crimine per scalare il mondo. Non si sfugge a questa divisione. Ci sono boss per cui la vita è una guerra in cui ognuno si prende ciò che vuole in base al proprio coraggio, alla propria spietatezza: questi vedono lo Stato come un'altra organizzazione di banditi governata da persone tutto sommato interscambiabili, che si alternano al potere. Il loro guadagno sarà tanto più alto quanto più riusciranno a contrapporsi alle istituzioni, a sfidarle, a batterle. E ci sono boss che, invece, vogliono infiltrare lo Stato e utilizzare il crimine per avere un ruolo istituzionale: non guadagnano dalla alterità rispetto alle istituzioni, ma dall'identificazione con esse, mirano a diventare loro stessi le istituzioni. Il boss Felice Maniero apparteneva alla prima categoria, a quei boss di mafia che valutano l'essere giusto non in relazione al rispetto delle leggi, ma in relazione alla capacità di stare al mondo. Il giusto non è giusto perché indossa una divisa, ma perché risponde a valori che il mafioso stesso valuta come fondamentali, come l'essere feroce, magnanimo col debole, efficiente o sprezzante del pericolo. La filosofia morale criminale parte da un pilastro chiaro: potere, danaro, donne sono gli obiettivi di tutti: c'è chi è nato con maggiore possibilità di averli e chi deve invece trovare una strada per raggiungerli. Maniero ha una visione del mondo chiara, descrive se stesso come qualcuno che non voleva passare la vita in fabbrica, guadagnare due soldi, rimanere confinato alla provincia. Nato negli anni '50 in un Veneto in miseria, dove in molti avevano scelto la via dell'emigrazione in Sud America, Maniero cresce con il mito dei fuorilegge, che gli sembrano "esseri superiori". A 9 anni la prima pistola, a 12 anni i primi furti ai camion di caffè e formaggio, a 16 la prima rapina in una fabbrica. Dalle fabbriche di scarpe presto si passa ai laboratori di oro, e la vita di Felicetto cambia. Ferrari, viaggi all'estero, yacht: i soldi sono così tanti che non sa come spenderli. Tutti vogliono fare rapine con Felice Maniero, perché con lui si porta a casa la pelle e la grana. I colpi sono studiati da lui in modo meticolosissimo. "La prima cosa che valutavo era il piano di fuga, se non c'era possibilità di un piano di fuga, non veniva fatto niente", ma anche se qualcosa andava storto e si veniva arrestati, Maniero aveva escogitato un metodo efficace per uscire in fretta dai guai: usare le opere d'arte come merce di scambio con lo Stato. Qui Felice Maniero svela la dinamica di una trattativa: All'alba del 23 febbraio del '79 alcuni uomini entrano nella Basilica di San Marco a Venezia. "Sì". Rubano una collana di diamanti e altre pietre preziose dal quadro di una Madonna... "Nicopeia". Esattamente. Valore stimato all'epoca: un miliardo di lire. Qualche settimana dopo, però, i gioielli vengono ritrovati, o meglio, fatti ritrovare. Perché avete deciso di rubare? "Perché io avevo una pesante sorveglianza speciale, dovevo essere a casa alle 7 e venivo controllato tre volte al giorno... non ce la facevo più! E allora ho fatto fare il furto e poi ho contrattato..." Quindi era una forma di riscatto, di sequestro con riscatto? "Eh". Lo Stato nega, ma in realtà c'è stato un meccanismo di questo tipo... "Sì. M'hanno tolto la sorveglianza speciale e recuperato i gioielli". Quindi, il furto delle opere d'arte, in genere, viene usato come forma di ricatto? [...] E con chi avveniva la trattativa? I Servizi? Le polizie? "Ah, guardi, a me a casa ne arrivavano tre o quattro ogni giorno di potentati". Cioè uomini dello Stato? "Sì" Forze dell'Ordine, Servizi...? "Sì, sì". Tra l'inizio degli anni '80 e la metà degli anni '90 l'organizzazione di Maniero gestisce il gioco d'azzardo in Veneto, a Modena e in Jugoslavia. Le bische devono dargli dal 40% al 50% dei guadagni. Ma Maniero riesce a guadagnare anche dal Casinò di Venezia, perché impone il pizzo ai cambisti, cioè coloro che prestano soldi a interessi altissimi ai giocatori che hanno perso tutto ma vogliono continuare a giocare. Il 10 ottobre 1980, in quella che è conosciuta come "la notte dei cambisti", gli uomini della Mala del Brenta arrivano al Casinò di Venezia, cacciano i cambisti fuori a calci e gli intimano di non farsi più vedere prima di aver trattato un accordo con loro. Per quel raid "abbiamo fatto anche due mesi di carcere" ricorda Maniero "ma ne è valsa la pena perché poi mi hanno pagato per quindici anni 2 milioni al giorno. Arrivavano circa 60 milioni di lire ogni mese in contanti, senza fare niente". A quel punto il suo potere sul Nord-Est è tale che sono le mafie a bussare alla porta del bandito Maniero. Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, i Bono e Francis Turatello, che condivide con Maniero lo stesso soprannome: Faccia d'angelo. Ma anche i Misso di Napoli chiedono di fare rapine con lui. La sua ormai consolidata fama criminale riesce ad azzerare i pregiudizi e le diffidenze dei mafiosi verso il boss del Nord. Dai più potenti boss di Cosa Nostra, camorra e 'ndrangheta Maniero era rispettato e temuto, tanto che nessun criminale poteva entrare in Veneto senza il suo sì. Al boss del Brenta non si rivolgono solo per le rapine, ma anche per la droga. A Maniero la coca arriva direttamente dalla Colombia; da lui si riforniscono per il mercato settentrionale anche camorra e 'ndrangheta. Le stesse mafie che vendevano droga in tutta Italia, sul Veneto devono fare un passo indietro, perché lì c'è Maniero. Non appena aveva visto la droga, infatti, il boss del Brenta aveva intuito non solo il grande business che avrebbe potuto ricavarci, ma anche la necessità di occupare quel mercato. Maniero si appella alla solita logica: anche se non vorresti fare soldi con la droga, se non la gestisci tu, chi la gestirà ti eliminerà. Quando iniziate a fare traffico di droga? "Negli anni '80 quando sono arrivati siciliani, camorristi e 'ndranghetisti a venderla". Quindi arrivano le mafie storiche a commercializzarla, e lì capite che... "Che non era possibile non farlo noi altrimenti avrebbero preso il mercato, e li avremmo avuti in casa!" È vero che inizialmente lei era contrario al traffico di droga? "Sì". Anche perché, tra l'altro, dopo che iniziate a farlo, cominciano ad esserci in Veneto molti morti per droga... "Eh certo..." Quindi all'inizio c'era questa contrarietà morale quasi... "Sì, anche perché noi, non usandola, la criticavamo. Chi prendeva droga non poteva entrare..." Però di fronte al business non vi fermate... "Di fronte al business e all'invasione di mafie esterne". Quanto si ricavava dal traffico di droga? "Molto. Guardi, il traffico di droga oggi è l'unica fonte di reddito - a parte il racket, che io non credo sia molto importante - delle mafie". Se ci fosse stata la legalizzazione, i suoi affari ci sarebbero stati lo stesso o sarebbero stati fermati? "I miei affari ci sarebbero stati lo stesso, perché io poco prima di collaborare ho fatto una rapina di quattro quintali di lingotti d'oro, quattro quintali e mezzo, in una banca che serviva gli orafi nel Vicentino. Però per le altre organizzazioni la legalizzazione sarebbe la ghigliottina. Mi chiedo come mai ancora non lo abbiano fatto. be', un narcotraffico però controllato, non è che uno va a prendersi un chilo! Deve tirar fuori i documenti, codice fiscale e tutto. E poi se uno Stato acquista la cocaina o l'eroina da un altro Stato, con 50 euro può comprarne 2 chili credo, perché non costa niente... e la può vendere anche a 100 euro, 200, tanto per dire, senza porcherie dentro. E io vorrei sapere la stragrande maggioranza degli italiani dove va ad acquistarla: se va a pagare 200-300 euro per un grammo - dipende dalla qualità - o 5 euro. Il prezzo crolla! Crolla il mercato! E quelli le rapine non le sanno fare, non sanno fare neanche i furti! Per cui vorrei vederli che si ammazzano per una... cassa di pomodoro! Ovvio che bisogna fare una cosa che è molto delicata, però visto che sono 50 anni che imperversa in tutto il mondo e in tutta Italia soprattutto - perché l'Italia è uno dei principali Paesi - perché non provano qua?" Per cui, per un narcotrafficante, il nemico principale è la legalizzazione? "Io ne sono certo. Mi metto nei miei panni di una volta eh..." Quindi lei da narcotrafficante avrebbe combattuto la legalizzazione... "Oh! Guardi che hanno il terrore della legalizzazione eh! Tutti, non solo io!" Ma lei sta ragionando sulla possibilità di legalizzare tutte le droghe, sia leggere che pesanti? "No, io sto ragionando su come distruggere le mafie. A un prezzo che si pagherà ovviamente..." Da un ex trafficante non si accettano, certo, lezioni, né indicazioni politiche, ma la testimonianza in questo caso è particolarmente significativa, perché Maniero ammette che per gli affari delle mafie - soprattutto per quelli delle mafie del Sud - la legalizzazione sarebbe stata la fine. La droga della Mala del Brenta devastò una intera generazione e collocò le province venete in cima alle classifiche delle morti per droga. Rapine, furti, sequestri, droga: era in queste forme che si palesava la Mala del Brenta ai veneti, che solo molti anni più tardi, dopo il pentimento di Maniero, ne avrebbero conosciuto davvero le dimensioni e la pericolosità. Volevo capire come ha fatto un uomo del Nord, veneto ad avere il rispetto militare delle organizzazioni militari meridionali che storicamente considerano i settentrionali criminalmente incapaci di vera ferocia, deboli e al massimo in grado di evadere le tasse e far qualche rapina. La risposta la dà Francesco Saverio Pavone, giudice istruttore del maxiprocesso alla Mala del Brenta: durante un processo a Gaetano Fidanzati per traffico di droga, "mentre con altre persone che avevano reso dichiarazioni contro di lui Fidanzati ha inveito dalle gabbie, minacciandoli, bestemmiando, quando ha parlato Felice Maniero, che lo ha sempre guardato negli occhi, non ha mai detto una parola, quasi che ne temesse lo sguardo. Le dichiarazioni più pesanti contro Fidanzati sul traffico di droga sono state proprio di Maniero, e Fidanzati non ha detto neanche una parola..." Maniero fissa negli occhi i boss meridionali, lo sguardo è territorio, conosce le regole, le apprende e le mantiene. Anche sulle condanne a morte agisce come i capi di cui aveva maggior rispetto criminale, come Antonio Bardellino, gli omicidi erano circoscritti ai regolamenti di conti all'interno della banda: "Doveva essere punito o uno che ci voleva uccidere o uno che aveva tradito ed era dannoso. Se non era dannoso, veniva allontanato e non ce ne fregava niente, un divorzio totale. Invece la mafia siciliana, la camorra... ammazzano anche per soldi, ammazzano il miglior amico per convenienza", ci tiene a sottolineare il boss del Brenta, che è stato condannato per 7 omicidi. Per nessuno di questi ha provato rimorso: È cambiato qualcosa in lei quando ha fatto l'esecuzione o in fondo non ha pesato questo gesto? "Non mi ha fatto niente perché queste erano le nostre regole". Dopo un omicidio non è mai successo che abbia avuto un tormento? "No". Solo per una morte Maniero dice di provare rimorsi: quella di Cristina Pavesi, la studentessa di 22 anni rimasta uccisa durante la rapina della Mala al vagone postale del treno Venezia-Milano il 13 dicembre 1990. Maniero pronuncia ufficialmente le sue scuse alla famiglia di Cristina, sapendo bene che le scuse non potranno riportarla indietro e che, molto probabilmente, non potranno nemmeno essere accettate. Dopo due evasioni da due diverse carceri di massima sicurezza e latitanze vissute tra lussi di ogni tipo, il capo della Mala del Brenta venne catturato l'ultima volta il 12 novembre del 1994 e sei giorni dopo decise di diventare collaboratore di giustizia. Le sue rivelazioni hanno portato alla condanna di quasi cinquecento persone e alla fine della Mala del Brenta. Maniero, con la sua perenne aria di sfida, è un uomo che - come ha descritto il giudice Pavone - ha gettato il patrimonio della sua intelligenza in imprese criminali. Imprese criminali che hanno generato un dolore esponenziale. Ecco, il dolore: tra tutte le domande che gli ho posto in questa lunga intervista, quella sul dolore è l'unica su cui l'ho sentito vacillare.
  15. ...colpiscono ancora sfottendo il decreto salva banche. http://www.lercio.it/banca-del-seme-a-rischio-crack-abbiamo-problemi-di-liquidita-e-arriva-il-decreto-salva-sperma/
  16. ...argomento leggerino va'...si vedono spesso per strada della gentaglia con abbigliamento , soprattutto pantaloni , di tipo mimetico . Nun li posso vedè'. Che ne pensate?
  17. alexis

    cronaca e costume Sempre più in basso...

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/12/fabrizio-corona-la-prima-volta-ho-messo-asia-sul-tavolo-e-abbiamo-fatto-lamore-lei-non-voglio-raccontare-dettagli-intimi/4758474/ .. abbiamo abbondandemente superato il confine da tempo, ma ormai siamo alla pornografia pura, dell‘informazione, dell’immagine, del giornalismo, del fatto stesso. e sul tavolo di osservazione non abbiamo solo due signori di mezza età in felpa con cappuccio che ( malamente, a giudicare dall‘ansia di trombeggiarne al modo intero la presunta magnificenza ) fornicano sul tavolaccio da cucina.. lui non è il postino, lei non è la Lange... ma due evidenti casi da psichiatria, due sociopatici, due narcisi, due dementi, due esibizionisti, due disadattati, due drogati.. due poveretti, ( aggettivi tratti dai commenti in rete) in sintesi due Anime in Pene. Sembra Black Mirror, o pochissimo ci manca. Eppure in tv e sulla stampa, anche „autorevole“.. troneggiano nella pagina di (s)costume.. i Social rigurgitano anatemi e bestemmie, pure noi osserviamo incuriositi.. non tanto dal fatto in se, ma dagli abissi di guardonismo malato ormai radicati nella società italiana, da bassissimo impero prima della imminente catastrofe, che per contrappasso storico si prefigura quantomeno nucleare o smutandata, scegliete voi..
  18. siebrand

    cronaca e costume pulire la pipì dei cani...

    https://torino.repubblica.it/cronaca/2018/11/05/news/chivasso_i_padroni_dei_cani_ora_devono_pulire_anche_la_pipi_-210830351/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P12-S1.4-T1 forse si esagera? non so... per essere chiari: io non ho cani... mi piacciono, ma non ne ho. La pupù, anche se fatta da DuDù, fa schifo a tutti. anche la pipì, ovvio, ma insomma... mi lascia un po' perplesso, questa ordinanza... Chivasso, i padroni dei cani ora devono pulire anche la pipì
  19. camaro71

    cronaca e costume 12-11-2003

    anniversario della strage di nassirya
  20. specchio

    cronaca e costume Non è reato?!?

    Cioè: un Sindaco, dico, un sindaco si inventa una procedura in base alla quale prima “assume” un amico suo (o amico dei suoi amici) e lo nomina suo braccio destro, il numero due, secondo alcuni il vero numero uno, così, sfacciatamente, senza contraddittorio. E poi, appena possibile e con le stesse modalità nomina il fratello a comandante, ti-dico Comandante, dei vigili urbani della Capitale. Ricordo che, per questo stesso reato, il braccio destro di cui sopra è stato arrestato... ...e non è un Reato?? Dice, mi pare, che il reato c’era ma lei non lo sapeva. Possibile? Il sindaco e il suo vice? Io non capisco. Quello che capisco è che se era successo a uno qualunque di noi, ci avrebbero fatto um mazzo da paura. Dov’e’ che Sbaglio? scusate, aggiungo, che il thread è di tipo tecnico, non politico. Ma se è un problema chiudete pure. Grazie.
  21. Simo

    cronaca e costume Centro per l'impiego..

    Sono 3 giorni che vado per lasciare un foglio del patronato per la disoccupazione, non c'è verso. "I computer funzionano male, ti conviene tornare domani" questo mi ha detto al primo tentativo la guardia giurata, l'addetta è praticamente una statua con faccia di cu**, completamente scazzata, che manco si degna a lasciare il numero di prenotazione, lo fa la guardia accanto a lei. Secondo giorno idem, oggi stessa zuppa. Esco, faccio delle commissioni, torno e trovo il cartello 'servizi sospesi', al che ho detto che è una strategia per evitare qualche erogazione, provocando una risata generale visto che ci sono 15 gg di tempo per presentare questa domanda.. Che dire, vogliono riformare questi posti per formare e inserire i disoccupati quando non si riesce neanche a lasciare un pezzo di carta.
  22. Panurge

    cronaca e costume 50 anni fa l'alluvione del biellese

    Più di 70 morti, decine di fabbriche spazzate via, su Rai storia.
  23. specchio

    cronaca e costume Caz@o!

    Lungi da me l’idea di urtare la vostra sensibilità ma, per noi romani, questa non è una parolaccia e non ha alcun collegamento con l’apparato genitale maschile. Si tratta piuttosto di un semplice intercalare, una virgola infilata in mezzo ad una frase, una congiunzione sparsa qua e là tra le parole di un discorso. Alcuni esempi: - mancata precedenza ad un incrocio: “ma ‘ndo caz** vai?”. - bella ragazza incrociata: “caz** che fica!”. - incidente stradale: “caz** che botto!”. - discorso sugli immigrati: “ma a me che caz** me ne frega?”. - traffico sul raccordo: “ ma che caz** di casino!”. - moglie che borbotta: “ e mo’ m’hai rotto il (er) caz**!”. e via così. Al massimo, potrebbe essere un’allocuzione rafforzativa. Perché, all’incrocio di cui sopra, ve lo immaginate un romano che sbotta con un: “ma dove accidenti vai?”. E da voi, come si dice? Una buona serata.
  24. °Guru°

    cronaca e costume Ripristinare plastica appiccicosa

    Ho una signature pad, una di quelle tavolette che si usano per raccogliere le firme, che è rimasta alcuni anni chiusa in un cassetto; la plastica che la ricopre, che in origine dava un effetto vellutato, col tempo si è deteriorata ed è diventata appiccicosa. Se usata per firmare la mano non scorre e la scrittura diventa difficile. C'è un modo per togliere questo appiccicoso? Avevo pensato a cospargerla di talco. Altra soluzione sarebbe ricoprire con nastro adesivo trasparente, ma penso avrei un effetto rattoppato... Avete qualche idea?
  25. Ciao a tutti, negli ultimi mesi sono sempre più frequenti anomalie sulla mia linea di casa (telefono/ADSL con Vodafone station). La scorsa settimana ho avuto un'interruzione totale della linea per circa 6 giorni, al termine dei quali mi chiama un tecnico TIM dicendo che la linea è stata ripristinata. Ora, siccome a pensar male si fa peccato, ma spesso si azzecca (cit.), non vi sembra assai discutibile che sia delegata ad un'altra compagnia la risoluzione dei problemi di Vodafone? Ovviamente ciò accade perché TIM è proprietaria delle reti, ma in questo modo diventa facile "sabotare" il concorrente, rallentando i servizi di ripristino e spingendo il cliente a cambiare operatore. Ovviamente, guarda caso, stamattina mi hanno contattato 2 operatori TIM chiedendomi se, per caso , avessi intenzione di cambiare operatore. Vodafone mi sta sulle scatole, ma questo di TIM mi sembra un atteggiamento moooolto scorretto. Cosa ne pensate?

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