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  1. stefanino

    cronaca e costume ma si dai diamo fuoco agli studenti

    https://www.milanotoday.it/cronaca/incendio/autobus-paullese-sandonato-peschiera.html quella e' la linea che prende mia figlia 12 volte alla settimana meno male che i morti in mare non sono piu' quelli del 2016-2017
  2. 31canzoni

    cronaca e costume Arrestateli! Dice salvini

    Tranquilli, non si riferisce ai mafiosi del sud o del nord, ma al personale della ONG, che ha salvato da annegamento una cinquantina di disperati, ed ai disperati stessi. Ma quell'ARRESTATELI? ma chi crede di essere salvini? Che l'italia non è sua, anche se ama crederlo e farlo credere.
  3. bost

    cronaca e costume Vodafone: regalo cellulare

    Ieri al punto Vodafone per chiedere info. Il ragazzo al banco mi dice che siccome abbiamo la domiciliazione bancaria abbiamo in regalo un cell. Vodafone. Cooosa? Non si paga, è agggratisss. Solo cambiamo la schedina (10 euro) perché è tipo vecchio e lenta. Ottimo, ma sono ancora dubbioso. La promo è dall'inizio mese. Ma c'ero stato la scorsa settimana, e la ragazza con la quale parliamo di solito (ormai ci conosce) non mi aveva detto niente, anzi consigliava di cambiare cell...
  4. alexis

    cronaca e costume Una testimone scomoda...

    Leggiamo oggi su tutti i quotidiani... https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/03/15/news/imane_fadil_ruby_ter_silvio_berlusconi_morta-221646092/?ref=RHPPLF-BL-I0-C8-P1-S1.8-T1 https://www.ilfattoquotidiano.it/ se fossero confermati i sospetti... un'atroce conferma... di quanto stanno pensando in molti... in questo momento.
  5. luckyjopc

    cronaca e costume sky fibra

    Attualmente ho l'abbonamento sky digitale terrestre,e ieri mi hanno proposto di passare all'abbonamento con sky fibra con un leggero sovrapprezzo e canali in più. Tecnicamente ce la posso fare secondo lo speed test. Qualcuno di voi ha sky fibra e come si trova? Va bene la fibra per la TV o ci sono problemi tecnici?
  6. ...di chi possiede regolarmente un’arma. https://www.linkiesta.it/it/article/2019/01/15/legittima-difesa-armi-lega-fdi-caretta/40739/ Legittima difesa, una legge inutile e dannosa che serve solo a prendere i voti degli amici delle armi I dati dicono che non esiste alcuna emergenza nazionale. Anzi la vera emergenza sono gli omicidi commessi da chi detiene regolarmente un’arma. Ma in campagna elettorale la Lega si è impegnata con i comitati pro-armi. E tra i deputati Fdi c’è Maria Cristina Caretta, presidente della Confavi Approvata la manovra, uno dei primi provvedimenti che la maggioranza gialloverde intende portare a casa è quello relativo alla legittima difesa. Il ddl, già approvato al Senato, dovrebbe superare indenne l’esame in Commissione Giustizia alla Camera grazie soprattutto al tacito consenso dei Cinque Stelle. Salvini, d’altronde, aveva detto chiaramente che il suo partito avrebbe fatto di tutto per approvare al più presto il testo, che ha ricevuto anche il placet di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Eppure, mentre il partito leghista continua a sostenere che una legge sulla legittima difesa sia un’urgenza nazionale, i dati raccontano un’altra storia. A esaminarli nel dettaglio è stato Giorgio Beretta, analista dell’Opal (Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere): «I dati Istat mostrano che le rapine negli esercizi commerciali sono in consistente calo nell’ultimo decennio (da 8.149 nel 2007 a 4.848 nel 2016) e che quelle nelle abitazioni sono tornate ai livelli di dieci anni fa (erano 2.529 nel 2007, sono state 2.562 nel 2016)». Non solo. «Risultano più che dimezzati proprio i reati su cui interverrebbe la legittima difesa, ovvero gli omicidi per “furti o rapine”. Si passa, infatti, da una media annuale di oltre 70 ad inizi anni ‘90 a circa 30 nell’ultimo quinquennio, di cui 19 nel 2016 e 16 nel 2017. Non è certo questa l’emergenza». Mentre la Lega continua a sostenere che una legge sulla legittima difesa sia un’urgenza nazionale, i dati raccontano un’altra storia: gli omicidi per furti e rapine sono dimezzati dagli anni Novanta LA VERA EMERGENZA Se gli omicidi per furti o rapine mostrano, numeri alla mano, un costante calo, è un altro l’ambito a cui la politica dovrebbe porre attenzione: gli omicidi familiari e passionali. Quelli, cioè, che si consumano nella maggior parte dei casi tra le mura domestiche: «Solo nel 2016, gli omicidi non attribuibili alla criminalità bensì di tipo interpersonale ammontano a 128 e costituiscono quasi un terzo di tutti gli omicidi perpetrati in Italia (397)». E nel 2017, a fronte di 16 omicidi per furti, ci sono stati almeno 40 omicidi con armi legalmente detenute. «E purtroppo c'è di più – aggiunge Beretta – Dei 92 tra omicidi di donne e femminicidi che sono stati commessi nel 2018, ben 28, cioè quasi uno su tre, sono stati compiuti da persone con regolare licenza per armi. In sintesi, oggi l'ambito di maggior pericolosità per gli italiani, soprattutto per le donne, è quello familiare e relazionale e se c'è un'arma in casa è più probabile che venga utilizzata per ammazzare un familiare, spesso una donna, che per respingere eventuali ladri». In altre parole, come spiega Piergiulio Biatta, presidente di Opal, «allargare le maglie della legge della legittima difesa senza contestualmente restringere le norme sulla detenzione di armi porterà più persone ad armarsi con la prevedibile conseguenza di aumentare gli omicidi in ambito familiare e interpersonale». Questo rischio è chiaramente esplicitato anche nel Primo rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia, realizzato dal Censis. «Con il cambio delle regole e un allentamento delle prescrizioni – si legge nel rapporto – ci dovremmo abituare ad avere tassi di omicidi volontari con l’utilizzo di armi da fuoco più alti e simili a quelli che si verificano oltre Oceano. Le vittime da arma da fuoco potrebbero salire in Italia fino a 2.700 ogni anno, contro le 150 attuali, per un totale di 2.550 morti in più». Non tenere conto di questa situazione – commenta il presidente di Opal – è una gravissima responsabilità delle forze politiche che intendono cambiare la legge sulla legittima difesa. Più che alle effettive necessità di sicurezza dei cittadini, la modifica della legge è infatti un modo per fidelizzare una certa parte dell’elettorato non escluso quello che rivendica come un diritto il farsi giustizia in casa propria». Dei 92 tra omicidi di donne e femminicidi che sono stati commessi nel 2018, ben 28, cioè quasi uno su tre, sono stati compiuti da persone con regolare licenza per armi TRASPARENZA ZERO Tra l’altro, oggi neppure sappiamo quante siano le armi nelle case degli italiani. Nonostante il ministero dell’Interno (lo stesso guidato da Salvini) registri tutti gli acquisti legali, non ha però mai reso noti i dati. Secondo stime dell’Osservatorio Opal, le armi legalmente detenute in Italia sarebbero circa 10-12 milioni. Ciò non significa, però, vi siano 10-12 milioni di persone in possesso di armi: è, infatti, una conseguenza della legge la quale prevede che chi è in possesso di regolare licenza possa detenere più di un’arma, finanche un numero illimitato di fucili da caccia. Ma quel che dovrebbe preoccupare maggiormente è la facilità con cui si può ottenere una licenza per armi. Basta essere incensurati e presentare una domanda in carta libera alla Questura, insieme ai certificati medici che attestano la propria salute fisica e mentale e quello che attesta l’idoneità al maneggio delle armi: certificato che si ottiene dopo un corso di mezza giornata presso una sede del Tiro a segno nazionale. Ed è qui che arriva quello che per alcuni è un vero e proprio escamotage: considerata la facilità, molti richiedono la licenza a uso sportivo invece di quella per difesa personale perché quest’ultima, oltre a richiede una prassi più complessa, necessita di una valida motivazione che deve essere riconosciuta dalla Prefettura. Linkiesta ha chiesto i dati relativi alle licenze concesse al Viminale. I numeri parlano da sé: al 2016 le licenze in corso di validità per difesa personale sono 18.362, quelle ad uso sportivo 456.096, quelle per la caccia 580.377. E c’è un dettaglio da non sottovalutare: oggi, dopo che l’Italia ha recepito la direttiva europea 477 (uno dei primi atti della Lega al governo), con queste licenze è raddoppiato il numero di fucili semiautomatici che si possono detenere come “armi sportive” (da 6 a 12) e sono pure aumentati i colpi nei caricatori (da 15 a 20 per le armi corte e da 5 a 10 per quelle lunghe). Insomma, al di là dell’attività venatoria pur presente e diffusa in Italia, il costante aumento di richieste di licenze “per uso sportivo” fa capire che l’intenzione dei richiedenti non sembrerebbe quella di poter partecipare alle gare olimpiche di tiro, bensì quella di poter detenere armi in casa, finanche un piccolo arsenale. Molti richiedono la licenza a uso sportivo invece di quella per difesa personale perché quest’ultima, oltre a richiede una prassi più complessa, necessita di una valida motivazione che deve essere riconosciuta dalla Prefettura LA LETTERA DI INTENTI I dubbi, in effetti, ci sono tutti se riavvolgiamo il nastro e torniamo al periodo di campagna elettorale. Diversi esponenti leghisti in quelle settimane hanno sottoscritto un impegno formale per farsi carico delle richieste dei comitati impegnati a contrastare le politiche a loro dire restrittive in materia di detenzione di armi. Linkiesta ha visionato quella lettera in cui si parla di «assunzione pubblica di impegno a tutela dei detentori legali di armi, dei tiratori sportivi, dei cacciatori e dei collezionisti di armi». Dopodiché la lettera prosegue con la solenne formula: «Sul mio onore mi impegno» e via, poi, una serie di richieste. Tra cui «difendere dagli attacchi ideologici le attività venatorie e sportive e ad impedire che vengano approvate misure disincentivanti quali nuovi oneri amministrativi o economici». E, ancora, «fare tutto il possibile affinché la "direttiva armi" approvata nel 2017 venga recepita senza introdurre oneri e restrizioni non espressamente previsti dalla stessa». Parliamo cioè della direttiva 477 che, come detto e non a caso, è stato recepita «senza introdurre oneri e restrizioni» e anzi aumentando il numero di armi che si possono legalmente detenere. Ma altro punto fondamentale è proprio all’urgenza di «affrontare con serietà e decisione l'inevitabile e necessaria revisione dell'istituto della legittima difesa, tutelando prioritariamente il diritto dei cittadini che sono vittime di reati a non essere perseguiti ed ulteriormente danneggiati (anche economicamente) dallo Stato e dai loro stessi aggressori». Esattamente quanto oggi chiedono Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Uno dei gruppi più combattivi su tali questioni, il Comitato D-477, ha stilato poco prima delle elezioni del 4 marzo l’elenco di «coloro che si sono distinti e/o hanno sottoscritto l’impegno pubblico da noi promosso». Non solo Matteo Salvini. Ma anche il capogruppo del Carroccio alla Camera Riccardo Molinari, il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, gli onorevoli Massimo Candura, Claudio Broglio, Anna Cinzia Bonfrisco, Guido Guidesi, l’ex sindacalista della Polizia e oggi senatore leghista Gianni Tonelli. E poi, ancora, diversi esponenti di Forza Italia e Fratelli d’Italia. E forse neanche questo deve sorprendere: tra gli onorevoli FdI spicca Maria Cristina Caretta, una delle più votate in assoluto a Montecitorio tra gli eletti al maggioritario (nella sua circoscrizione in Veneto ha raccolto 88.396 preferenze). La Caretta risulta ancora presidente nazionale della Confavi (Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane) e il suo profilo Facebook abbonda di immagini che la ritraggono mentre imbraccia il suo caro fucile.
  7. bluesman74

    cronaca e costume New Zealand burning

    https://www.repubblica.it/esteri/2019/03/15/news/nuova_zelanda_attacco_in_un_moschea_decine_di_morti-221589586/ Gravissimo fatto di sangue in una nazione apparentemente tranquilla. Il nome di Traini su un caricatore... Un fatto di sangue ispirato dai cattivi maestri che diffondono odio razziale? Secondo me si...
  8. keres

    cronaca e costume Sparatoria a Utrecht Olanda

    Pare atto terroristico, una risposta a ciò che è avvenuto in Nuova Zelanda? Il fattaccio dentro a un tram.
  9. djansia

    cronaca e costume "Caro ..."

    Non ne posso più, davvero. A Roma, in qualunque locale o negozio praticamente, soprattutto bar e ristoranti è tutto un: "Ciao caro ... Tuttapposto caro? ... Che ti porto caro? ... bancomat o carta caro? ...". Non solo non si da più del lei, ma ora c'è pure il "caro": perché? E' colpa di internet e dei social anche questo? Per le donne ho notato che usano "Tesoro ...", ma se lo danno più tra loro e noto che almeno all'anziana si tende ancora a dare del lei. I maschi non si salvano più. Commessi, camerieri, tassisti e via dicendo, possono avere davanti qualunque persona ed è sempre "Caro ...". Cerchi di tenere le distanze dando del Lei ma niente, continuano con il tu e questo caz** di "caro" infilato ovunque. Neanche i titolari di uffici o negozi tengono più alla buona educazione dei loro dipendenti? Lo trovo davvero scortese, troppo confidenziale ma soprattutto maleducato. Non sai chi hai davanti ed è già "caro"? Io neanche "Piacere" quando ci si presenta uso. Sono abbastanza str****, altro che caro. Vi giuro che questo "caro" mi sta andando sempre più di traverso. Ma in tutta Italia ormai è così? A voi non infastidisce?
  10. Ma...non si potrebbe fare altrettanto in Italia? https://bari.repubblica.it/cronaca/2019/03/11/news/l_ucraina_inserisce_al_bano_nella_lista_nera_minaccia_alla_sicurezza_nazionale_-221243575/
  11. sandromagni

    cronaca e costume Percezione dell'Italia dall'estero

    Ieri a cena c'è un amico di mio figlio che studia alla Sorbona a Parigi filosofia da un anno. 20 anni è persona davvero di ampie visoni e con cui fa piacere parlare. Ha tutti i crismi di una persona con orientamento sovranazionale. Inoltre è figlio di un matrimonio misto e ha parenti in vari paesi. Ho sfruttato l'occasione per cercare di apprendere che visone delle nostre misere vicende si ha da quel punto di osservazione. Premette ovviamente che anche in Francia vissute dal''interno ci sono vari aspetti che la connotano negativamente, e non mi dilungo anche se sarebbe molto interessante,e va al dunque dicendo che innanzitutto quello che è di dominio pubblico davvero è che l'Italia non è davvero un paese da prendere mai sul serio. L'Italia è e sempre sarà mafia, pizza e mandolino. Tutti i giornali e l'ambiente universitario dà assolutamente per scontato che l'Italia è Salvini, che di fatto rappresenta un partito di destra. I cinquestelle semplicemente imploderanno nel nulla da cui sono nati, perché nulla rappresentano, in Italia si formerà un governo con Lega e verosimilmente Forza Italia, un governo di fatto liberista, di centro destra, che cambierà aspetti assolutamente marginali dell'Italia, che andrà sempre avanti come è sempre andata a mafia, pizza e mandolino. Ecco questo aspetto che nulla di sostanziale può e potrà mai cambiare in Italia è quello che più mi ha colpito. Lo stimolo a parlare sul perché nulla potrà cambiare mai e ne esce il concetto che se la causa di tutti i mali è l'essenza stessa del paese, cioè il concetto mafioso che è alla base dell'italia - nulla è dovuto in quanto cittadino, ma in quanto amico ecc ecc - che ha come corollario che ciò che è di tutti è di nessuno, nulla potrà mai cambiare. Anche perché gli "avvantaggiati" dal sistema saranno sempre maggioranza. La frase che esce e che mi colpisce e che siamo un paese senza dignità. In Francia la tassazione è superiore all'Italia. Ricordiamo che lo stato sociale francese è mostruoso, ci sono prebende, sussidi e ammortizzatori sociali estesi.L'apparato dello stato funziona, anche troppo,l'Alta Scuola di Pubblica Amministrazione in Francia fa si che addirittura la gente comune odi la pubblica amministrazione per la sua troppa competenza. Nonostante tutto una fascia di popolazione ha ritenuto di dover intraprendere una forte azione verso il governo per ottenere più tutele,e sono i Gilet Gialli. Ma quanta dignità e civiltà e serietà di comportamento dimostra tutta l'avventura Gilet Gialli se confrontata con le buffonate italiane? Gradirei contributi su questi temi.
  12. appecundria

    cronaca e costume La Videoteca esilarante del Club

    Pillole curative per i momenti uggiosi, raccogliamo qui i video più esilaranti per avere sempre a portata di mano tre minuti di sano diversivo, contro il tram tram della vita moderna
  13. alexis

    cronaca e costume Il telefonino pieghevole sfida Apple

    che dite sarà vera gloria? https://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/alla-scoperta-del-huawei-mate-x-lo-smartphone-pieghevole-spiegato-nei-minimi-dettagli/328987/329584?ref=RHPPBT-BS-I0-C12-P9-S5.4-T1 di certo è la prima vera novità in campo dei telefonini assieme alla potenzialità 5G... ed è made in China... il che fa riflettere... Apple sta tremando...? Oppure sta covando qualcosa di altrettando rivoluzionario? Certo che essere messi all'angolo da un ex subfornitore...
  14. BEST-GROOVE

    cronaca e costume Cose da commedia sexy anni 70

    L'insegnante viene a casa... https://www.fanpage.it/insegnante-indagata-per-violenza-sessuale-su-un-14enne-avrebbe-avuto-un-bimbo-da-lui/
  15. maurodg65

    cronaca e costume Il populismo in Europa e le sue origini

    Un interessante articolo de Il Sole24Ore che analizza le dinamiche che hanno portano alla nascita ed alla crescita di posizioni populiste in Europa e nel nostro Paese...tutto è partito dal 1980. https://www.infodata.ilsole24ore.com/2019/02/28/cosa-dice-lauthoritarian-populism-index-itale-e-ungheria-roccaforti-in-europa/ Ecco cosa dice l’Authoritarian Populism Index? Il caso Italia e Ungheria Fabio Fantoni 28 febbraio 2019 “Quello che è l’opportunismo per gli uni è una democrazia per gli altri”. Questa massima di Ralf Dahrendorf, uno dei più importanti sociologi del XX secolo, viene usata spesso per descrivere oggi il populismo. Mai come è oggi è diventato complicato descrivere valori e idee che confluiscono in questo che è oggi anche movimento politico. Tra le varie alternative che la letteratura propone c’è quello della Treccani che parte dalla radici storiche e quindi dal movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia. Per la Treccani quindi con populismo si intende un “atteggiamento ideologico che, sulla base di principi e programmi genericamente ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi”. Di norma, il populismo trova la sua ragione di esistere nell’opposizione a qualche sorta di potere forte che, come viene riportato nell’aforisma di Dahrendorf, costituisce il dualismo centrale tra l’opportunismo e la democrazia a seconda dei punti di vista delle due fazioni “rivali”, vale a dire il popolo con i suoi valori morali e le élite che lo governano. I numeri pubblicati dal Timbro Authoritarian Populism Index tracciano un quadro piuttosto chiaro di come questo fenomeno abbia già preso piede in Europa dal 1980 a questa parte, delineando uno scenario in crescente ascesa. Timbro è un think tank svedese partner, insieme all’Istituto Bruno Leoni, di Epicenter network. L’Indice monitora i partiti populisti in Europa, l’evoluzione delle loro basi elettorali e i loro risultati alle elezioni nazionali e sovranazionali. Il populismo è definito nell’Indice come “la mancanza di rispetto per i diritti delle minoranze e per la divisione dei poteri; l’impazienza nei confronti delle procedure democratiche; la visione della politica come un conflitto tra un popolo omogeneo e un’élite corrotta”. Quindi, come dire, per ogni valutazione dei risultati bisogna partire dalle definizioni. Nell’infografica che segue sono rappresentate le percentuali di voto attribuibili al movimento populista dal 1980 fino al 2018, suddivise per tendenza politica indicando in rosso l’inclinazione di sinistra ed in blu quella di destra. In aggiunta è stato fatto un focus sul decennio 2008-2018 riguardante le percentuali di voto per i paesi europei anno per anno che sono riportate nella tabella colorata con un gradiente di viola tanto più è alto il valore percentuale. La mappa a corredo raffigura, con lo stesso criterio cromatico, la situazione al 2018 che viene poi paragonata con i dati del 2008 nell’istogramma in cui, per ogni paese, le barre rappresentano la differenza sui dieci anni esaminati (indicando i cali numerici in toni di giallo). Appare evidente che il populismo stia prendendo sempre più piede all’interno dell’Europa passando da poco più del 10% di voti (10,7 per l’esattezza) nel 1980 ad oltre il 22% (22,3) dello scorso anno. Se all’inizio degli anni ’80 il fenomeno sembrava avere una tendenza decisamente più vicina alla sinistra, come dimostra il 9,6% paragonato al solo 1,1% della destra, a partire dagli anni ’90 c’è stata un’inversione piuttosto evidente che già sul finire dello scorso millennio vedeva una suddivisione piuttosto equa (5,7% per la sinistra, 6,1% per la destra) fino a diventare poi una prerogativa principalmente di destra, figlia di una preferenza elettorale più che doppia rispetto alla controparte (15,4% contro 6,9%). La svolta populista dell’Italia Analizzando i numeri riferiti all’anno scorso, tra i paesi europei che meglio rappresentano l’ascesa del populismo, spicca al primo posto l’Ungheria con più di due terzi dei consensi elettorali (68,9%) davanti a Grecia (seconda con il 57%) e Italia (56,7%), unici tre casi con oltre il 50% di rappresentanza. Se come percentuale assoluta ci sono due paesi che ci precedono, lo stesso non si può dire per la differenza in relazione al 2008 visto che l’Italia ha fatto registrare una crescita di 41,4 punti percentuali nel corso degli ultimi dieci anni. L’attuale governo coordinato da Movimento 5 Stelle e Lega Nord è la fotografia di un paese radicalmente rivoluzionato nella tendenza elettorale dei propri cittadini che in meno di un decennio hanno spostato oltre un terzo dei voti verso la scelta populista (15,3% nel 2008). Sul fronte opposto, la Serbia è invece la nazione in cui si è verificato il calo maggiore passando dal 29,5% al 13,1% dello scorso anno, per una differenza complessiva di 16,4 punti, valore doppio rispetto a quanto registrato in Belgio (-8%) e Olanda (-7,6%), rispettivamente penultimo e terzultimo paese per differenza sul decennio. Dal punto di vista della minore adesione assoluta al populismo elettorale, la Gran Bretagna si assicura le posizioni di testa con Irlanda a quota 4,1% (anche se in crescita dallo 0,7% del 2008) e Regno Unito fermo al 2,7% (in calo rispetto al 4,3% del 2008).
  16. Freya

    cronaca e costume Questo si che è un paese serio

    L'Ucraina inserisce Al Bano nella 'lista nera' Il Ministero della Cultura lo considera 'minaccia alla sicurezza nazionale' Il ministero della Cultura ucraino ha inserito anche il cantante Albano Carrisi (Al Bano) nella lista degli individui che considera una minaccia alla sicurezza nazionale. La lista nera è compilata e aggiornata dal ministero della Cultura in base alle richieste del Consiglio di Sicurezza e Difesa nazionale dell'Ucraina, dei servizi di sicurezza ucraini e del Consiglio della Tv e Radio nazionali. fonte Ansa. Con una guerra civile in atto da un decennio, l'economia devastata, un presidente che definire cioccolataio è poco questi che fanno? mah
  17. Aqualung

    cronaca e costume Nardi

    Mah..aprire una via per scalare il Nanga Parbat in inverno ...con un figlio di 5 mesi...coraggio o irresponsabilità o pura follia ( anche Messner lo aveva sconsigliato ) ?? Aprire una via per fare cosa ..ma sai quanto servirà a suo figlio il messaggio postumo di suo padre di non arrendersi ? E adesso Nardi e il collega rimarranno lassù come due blocchi di ghiaccio .. ma per carità ... rip ..
  18. nessuno qui ha ancora menzionato la sentenza che giorni fa ha dimezzato la pena ad un assassino della compagna? Aldilà delle singole opinioni a riguardo mi sembra che le attenuanti di "forte tempesta emotiva" riguardo ad un omicidio così efferato, pur nella consapevolezza che le motivazioni qui nessuno le ha lette, possano almeno stimolare delle riflessioni condivise. E il capitano cosa dice? Non ho captato niente di suo (se già trattato chiedo venia)
  19. what

    cronaca e costume Non c'è limite al veganesimo

    Sarà così anche con la Patata ? Non quella che pensate voi,perlomeno... https://video.repubblica.it/dossier/mwc-2019/mwc-2019-non-solo-smartphone-la-bistecca-vegana-dalla-stampante-3d-ai-fornelli/328356/328951?ref=RHPPBT-VT-I0-C4-P27-S1.4-T1
  20. biagettini

    cronaca e costume Se questo è giornalismo

    Da qualche giorno su giornali e TV, anticipando l'introduzione del reddito di cittadinanza, si utilizzavano i seguenti termini: caos, troncea, assalto, inferno, ecc. Ho sotto gli occhi alcuni quotidiani di oggi che prefiguravano l'apocalisse. Poi, oggi, apri qualsiasi sito internet o TG e scopri che non ci sono state code e nessun assalto alla diligenza si è verificato. Abbiamo bisogno di un giornalismo così? E poi ci lamentiamo che i giornaloni sono passati dalle 500000 copie a poco meno di 200000?
  21. mom

    cronaca e costume Se queste sono donne...

    Non ci sono parole... e neanche faccine.
  22. https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/03/06/news/donna_violentata_in_circumvesuviana_a_san_giorgio_a_cremano_fermati_tre_uomini-220822699/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1 Se riconosciuti colpevoli sono da carcere a vita. Sono contrario alle pene corporali ma alla castrazione chimica no. Vermi vermi vermi
  23. Le figurine sono tornate di moda. Queste, sulla storia dell’arte, forse sono più rivolte agli adulti che ricordano il “celo/ manca” ma credo possano essere anche molto utili per un approccio all’arte da parte dei bambini che, in questo modo, sono introdotti alla conoscenza di tanti capolavori. Ottima mossa commerciale della Panini. La cosa però mi incuriosisce e magari penso comprerò l’album... https://www.lastampa.it/2019/03/05/cultura/van-gogh-celo-botticelli-manca-sullalbum-delle-figurine-sbarcano-le-opere-darte-yoesySX8zJ6cPzDGx9KCQO/pagina.html

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Melius Club è il ritrovo dei cultori di tutte le passioni sospese tra arte e tecnica, appassionati sempre alla ricerca del miglioramento. Melius Club è l'esclusivo spazio web dove coltivare la propria passione, condividere informazioni, raccontare esperienze, valutare prodotti e soluzioni col supporto attivo della comunità degli appassionati.

Riproduzione audio e video, fotografia, musica, dischi, concerti, cinema, teatro, collezionismo e restauro di preziose apparecchiature vintage: qui su Melius hanno spazio tutte le passioni.

 

 

Il servizio web Melius.Club viene offerto al pubblico da Kunigoo S.R.L., start-up innovativa attiva nel settore Internet of content and knowledge, con codice fiscale 07710391215.
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