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Trovato 317 risultati

  1. briandinazareth

    politica ed economia evasione fiscale: il modello portoghese

    come hanno fatto ad abbassare l'evasione fiscale e abbassare le tasse contemporaneamente... ma in italia troppi interessi sembrano contrastare una norma simile. http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/05/22/news/l-evasione-si-cancella-con-un-clic-1.322738?ref=RHRR-BE Catarina Pinto da Silva, 40 anni, commessa dei grandi magazzini El Corte Inglés, può contare su quattro vantaggi rispetto a una sua collega italiana alle prese in questi giorni con il 730. Il primo è che risparmierà 3.753 euro di tasse, traduzione pratica di quelle detrazioni che appaiono sul tablet. Il secondo è che per ottenere questo sconto non c’è stato bisogno di accumulare in qualche cassetto di casa centinaia di scontrini, come invece succede da noi a chi vuole scaricare le spese sanitarie: perché ogni volta che è andata a comprare qualcosa, a farsi la messa in piega o a pagare l’idraulico, Catarina ha fornito il suo codice fiscale ricevendo in cambio uno scontrino identificativo caricato direttamente sul sito dell’agenzia delle entrate. Il terzo vantaggio è che alla commessa di Lisbona per compilare la dichiarazione dei redditi basterà schiacciare il tasto invio per spedirla al Fisco. Il quarto e ultimo beneficio dipende invece dalla fortuna. Ogni volta che la donna spende 10 euro, lo scontrino riporta un codice numerico che le permette di partecipare a una lotteria con premio massimo di 50 mila euro. «Di tutte le persone che conosco nessuno finora hai mai vinto la lotteria», racconta la signora Pinto da Silva, «ma la speranza di farcela, e soprattutto la certezza di poter risparmiare qualche migliaio di euro all’anno, ha portato a un cambiamento radicale nell’atteggiamento di noi portoghesi: mentre prima era un’abitudine di pochissimi, oggi qui si fa a gara per farsi fare lo scontrino». consiglio di leggere tutto l'articolo, molto interessante.
  2. giogra

    politica ed economia Italia sotto ricatto

    Lo spread che sale artificiosamente ed improvvisamente,TV e giornali che lanciano minacce,poteri che si agitano contro un governo ancora in via di formazione e che si annuncia poco allineato ai precedenti. Solo uno stupido non capirebbe la situazione politica attuale...
  3. Qualcuno avvisi con urgenza Di Maio che ha vinto, @giacomino pensaci tu, quello è un ragionamento che facevano i socialisti quando erano l'ago della bilancia con il 12%-14% se non ricordo male.
  4. tappodiferro

    politica ed economia Avvocati .....

    .... A proposito di avvocati
  5. domenico80

    politica ed economia equitalia e rottamazione

    interessante offerta 11 maggio vai in sede x chiedere , torni il 12 maggio , non sul sito che si blocca ed incasina , ma in sede , chiedi e ti fanno il conteggio , poco oltre 24.000 € , quadruplicato in 6 anni una cartella che arriva dove la moglie abitava 12 anni fa , tre rate in bollettini che arriveranno da settembre ( bonifica Val nUre ! incredibile ) 31/10 - 5200 € 30/11 - 5200 € 28/02/2019 - 1870 € vabbè giusto ieri si va x chiudere il tutto e , Sorpresona : l'impiegata non ha inserita la voce dei 23 mila e rotti , ma la somma di 650 € che , solo questa , è stata rottamata , tre rate da quattro spicci cadauna i 23 mila rimangono a prezzo pieno impiegata , direttore o chi sia , niente da fare , si dichiarano molto spiacenti e nemmeno si può più vedere la distinta perché chiusa dalla sede centrale mi si dice che dovevo controllare : io i conti li ho trascritti come risultava dal computer e dal cartaceo risulta tutto e poi ci si chiede perché gli italiani votino Lega e M5S tanto vale fermare i cittadini con l'auto della Polizia o della GDF e , pistola alla mano , rapinarli
  6. https://it.businessinsider.com/spie-soldi-tantissimi-e-hacker-nellincredibile-intrigo-dietro-la-reclusione-di-assange-nellambasciata-dellecuador-a-londra/ "Wikileaks ha reso note le spese che, pare, il Regno Unito abbia sostenuto per sorvegliare, a sua volta Assange e l’ambasciata: 22 milioni di sterline, ossia circa 25,1 milioni di euro." "Assange vive segregato nella sede diplomatica dell’Ecuador a Londra dal 2012, da quando cioè la Svezia chiese il suo arresto per stupro (una vicenda controversa: la vittima avrebbe fatto sesso consensuale con Assange almeno fino a quando il preservativo non si è rotto. Da quel momento in poi – secondo le accuse – il rapporto avrebbe cessato di essere consensuale). Le accuse, ad oggi, sono state fatte cadere e la Svezia non chiede più nessuna estradizione, ma Assange non può comunque lasciare l’ambasciata, perché se lo facesse la Polizia Inglese sarebbe comunque tenuta ad arrestarlo per essersi opposto, in passato, alla cattura."
  7. Roberto M

    politica ed economia Razzismo tedesco anti-italiano

    Siamo sotto attacco, con i peggiori stereotipi razzisti degli "alleati" tedeschi. "Mamma mia !" "Italia scroccona" "Conte Arlecchino". Con l'ape piaggio con a bordo il buzzurro italico che si getta festante sul burrone. Un razzismo virulento che fa da contraltare al vergognoso razzismo del presidente lussemburghese della commissione europea "I paesi del Sud ? Spendono tutto in donne e alcol". Questa è l'Europa di cui siamo succubi, grazie alla sinistra sciagurata delle banche e delle multinazionali. Uno scatto d'orgoglio, rimbocchiamoci le maniche e mandiamoli tutti a fare in cu**. A cominciare dagli italiani collaborazionisti e traditori. C'è riuscito il Regno Unito, non vedo perché non dovremo riuscirci noi.
  8. Lorenzo67

    politica ed economia Così parlò il patrizio ...

    Ma non si vergogna neanche un pochino, il sig. Scalfari? https://www.diegofusaro.com/plebei-al-potere/
  9. 21 MAGGIO 2018 20:30 ... Steve Bannon, l'ex stratega di Donald Trump, sarà in Italia in settimana per incontrare il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. Lo riporta l'agenzia Bloomberg, nell'ambito di un'intervista all'ex consigliere della Casa Bianca. ... Trump-Bannon e Salvini…cercano di salvare l' Occidente. L' Occidente…è l' Ordine di Roma, il Pensiero di Atene ed il Monoteismo di Gerusalemme. Dalla fine della seconda guerra mondiale…continuamente assediato… dall' Armata Rossa militarmente… hardware... e dall' Armata del Politicamente Corretto-Progressismo-Teologie della Liberazione-68ismo ecc. software… Alla prima Armata militare…si sono opposti… Reagan e Thatcher… Alla seconda Armata… culturale e/o mass-mediatica… Wolfe e Bloom… ORA (!) la situazione si sta facendo drammatica… che...l' ORIENTE (con tutte le sue divisioni-odi-rivendicazioni-rancori storici…) Jap-Cina-India-Pakistan ecc. e Medioriente-Africa di default... hanno SCOPERTO la debolezza del' OCCIDENTE… cioè (!) la NON combattività-virilità-volontà di potenza-conservazione dei propri valori ecc. Russia…nel MEZZO… ed ISRAELE ultima propaggine-avamposto OCCIDENTALE... verso EST…
  10. maxfabbri

    politica ed economia Orfini: un genio

    Secondo questo genio le dichiarazioni di Minniti sul problema migranti hanno sdoganato la destra: https://www.huffingtonpost.it/2018/05/24/minniti-sui-migranti-ha-sdoganato-la-destra_a_23442816/?utm_hp_ref=it-homepage
  11. newton

    politica ed economia Che Fico quest'inno nazionale...

    Allora oggi abbiamo nell'ordine: il presidente della camera che si gratta i gabbasisi durante l'inno nazionale alla commemorazione della strage di Capaci Le minacce protofasciste del Battista padre e figlio al Presidente della Repubblica e poi, vediamo, l'incarico di governo a un tizio di cui sappiamo poco; di certo ci sarebbe un curriculum da evasore fiscale che ricompattare il centrodestra potrebbe non essere un miraggio.
  12. .. cominciano i patteggiamenti.. https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/24/processo-maugeri-in-appello-accusa-chiede-7-anni-e-mezzo-per-roberto-formigoni/4379038/ l'allegra brigata dei tangentari comincia a sfaldarsi e, come da copione, fioccano le richieste di patteggiamento. Ma gli passerà il celeste gigno strafottente a questo sublime prodotto della politica post-craxiana-pidiellina?
  13. °Guru°

    politica ed economia La nuova legge sulla privacy

    http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2018-04-24/focus-sole-24-ore-nuove-regole-privacy--183506.shtml?uuid=AEBLP8dE Cosa cambierà? Vedo gente nel panico più totale, io invece immagino le solite incertezze iniziali e credo che molto si risolverà, per le piccole aziende e gli studi professionali col classico tutto cambia nulla cambia. Addirittura c'è chi teme multe salatissime se manda al proprio medico di famiglia una mail con un referto.
  14. Fca, l'Italia non è piu un Paese per auto di massa. Basteranno Alfa Romeo e Maserati? Paolo Bricco19 maggio 2018 Alla fine, la fine è arrivata. La fine dell’Italia dell’auto per come l’abbiamo sempre conosciuta. La fine dell’Italia del mass market. Una Italia che ha avuto il suo apogeo nel 1984 con la Fiat Uno di Vittorio Ghidella, l’ultimo degli ingegneri della Fiat in grado di realizzare una macchina che consentiva a Corso Marconi – allora si chiamava così – di competere mese dopo mese con Wolfsburg, il quartier generale della Volkswagen, per la leadership delle vendite europee. Sembra un secolo fa. Sono passati meno di 35 anni. La decisione di eliminare qualunque tipo di auto popolare e non ad alto valore aggiunto – in sostanza, l’Italia perde il marchio Fiat (resta solo la 500 X a Melfi) – e di mantenere nel nostro Paese i marchi premium Alfa Romeo e Maserati è la naturale formalizzazione della impostazione strategica data da Sergio Marchionne a Fca in questi ultimi anni e annunciata, nei suoi termini concreti, un pezzettino dopo l’altro negli ultimi mesi. Il 1° giugno a Balocco, alla presentazione del piano industriale, ci sarà prima di tutto la celebrazione del rifondatore della Fiat e della Chrysler, la cui successione annunciata mesi e mesi se non anni e anni prima della sua effettiva realizzazione sta dando vita a una ridda di spifferi e pettegolezzi, tensioni e ambiguità che, se non nuoce all’impresa, di certo ha creato un nuovo standard nell’industria e nella finanza internazionali: il Ceo in and out, l’amministratore delegato che c’è e allo stesso tempo non c’è, il capoazienda che è il demiurgo assoluto e che allo stesso tempo è in uscita. In secondo luogo, è molto probabile che a Balocco ci sia la messa cantata per il debt-free, la cancellazione della posizione finanziaria netta negativa che caratterizzava Fca rispetto alle altre case automobilistiche. La cancellazione del debito è un altro punto di partenza ineludibile – pura finanza di impresa – dalla doppia valenza: serve per edificare l’attuazione del piano industriale e serve per procedere a ogni tipo di risoluzione strategica sul perimetro del gruppo e sull’equity, al di là del fatto che sia o no Marchionne a gestire – all’ultimo minuto – una qualche ipotesi di operazione straordinaria, dal break-up a una fusione in posizione di minorità. La terza cosa che succederà a Balocco sarà, appunto, la formalizzazione del mutamento di natura dell’Italia Paese delle fabbriche. Un mutamento che sarà tutt’altro che indolore. Su questo punto occorre essere lucidi e intellettualmente onesti. L’idea che l’Italia non possa essere più la casa delle auto di massa darà anche una fitta nostalgica agli italiani – la Cinquecento e la 126, la prima Panda e la Ritmo sono tutte nel nostro cuore e nella nostra memoria – ma è aziendalmente razionale, per un gruppo internazionalizzato, a trazione americana e a impostazione giuridico-societaria olandese e inglese. Il problema, però, è che questa impostazione sarebbe pienamente accettabile per il Paese se i marchi premium avessero già una consistenza tale da garantire una compensazione alla perdita della specializzazione produttiva storica. Soltanto che, finora, i volumi di Alfa Romeo e di Maserati sono stati meno significativi rispetto a quanto, per esempio, annunciato a Auburn Hills nel 2014, alla presentazione di un piano industriale che puntava forte sul marchio Fiat e fortissimo sui marchi Alfa Romeo e Maserati. Da allora, il marchio Fiat si è lentamente contratto e rinsecchito. Da allora, i marchi Alfa Romeo e Maserati hanno compiuto un pezzo di strada, che però è stato più tortuoso e meno lungo rispetto a quanto avrebbe potuto essere. Produrre auto resta l’attività principale dell’automotive industry. È vero che esistono i componentisti. È vero che esistono i fornitori di secondo livello. È vero che, ormai, l’articolazione e la segmentazione dei cicli produttivi e innovativi sono profonde e pervasive. Ma fare auto – non solo assemblarle, ma anche concepirle e progettarle - conserva la più alta concentrazione di valore aggiunto del comparto. L’Italia ha un nuovo destino. Forse non poteva essere altrimenti. Di certo è un destino ancora tutto da costruire.
  15. Le promesse elettorali dell’ ultima tornata rendono a mio avviso necessario questo passaggio. Occorre cioe’ che ciascun partito o coalizione presenti programmi certificati in punto di copertura per mettere argine alla demagogia. vuoi dare il reddito di cittadinanza? Bene devi indicare la partita di entrata corrispondente, certa, liquida, esigibile (es. imposta prima casa, successioni etc). Vuoi tagliare gli sprechi? Bene, indichi i capitoli di spreco puntualmente, con stima del corrispondente risparmio con tolleranza mille euro (mentre qui ad minchiam si dice ancora fra i 4 e i 5 miliardi d’euro). sarebbe un modo per responsabilizzare l’elettorato. la certificazione spetta a organismi indipendenti si potrebbe pensare a un autorita’ a fianco della Ragioneria generale dello Stato. sia chiaro, essa non deve entrare nel merito, ma solo certificare numeri.
  16. Roberto M

    politica ed economia Il contratto di governo

    Eccolo qui, la bozza pressoché definitiva. http://media2.corriere.it/corriere/pdf/2018/politica/contratto-governo.pdf
  17. Come segnalavamo nel thread reddito di cittadinanza / reddito di natalità confermato che l'Italia è un paese di vecchi, siamo i secondi al mondo solo dopo il Giappone. Nascite ancora in diminuizione. Stranieri in aumento. http://www.repubblica.it/economia/2018/05/16/news/istat_italia_secondo_paese_piu_vecchio_al_mondo_piu_italiani_in_fuga_-196527073/
  18. appecundria

    politica ed economia La Grande Marcia del Ritorno

    E' di "18 morti e 512 feriti" il bilancio delle violenze in corso ai confini della Striscia di Gaza, dove migliaia di palestinesi stanno manifestando in concomitanza con l'inaugurazione dell'ambasciata Usa a Gerusalemme, prevista per stasera. E' quanto ha riferito il portavoce del ministero della Sanità del governo di Gaza a guida Hamas, Ashraf al-Qudra. Uno dei palestinesi morti aveva 14 anni. Salgono così a 61 i palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza da spari israeliani dall'inizio della cosiddetta 'Grande marcia del ritorno', cominciata il 30 marzo scorso per chiedere il 'diritto al ritorno' per i rifugiati palestinesi e denunciare il blocco imposto da Israele a Gaza.
  19. Roberto M

    politica ed economia De Luca segretario del PD !

    E' l'unica speranza di rinascita di questo partito. Qui il video con la sua lucidissima analisi che, in pratica, è l'esatto opposto della "vision" di @briandinazareth, @maurodg65 e @appecundria, laddove individua le cause della sconfitta, sul tema della "sicurezza" (e quindi immigrazione e jus soli) che è stato colpevolmente lasciato alla destra e al M5S ed arrogantemente derubricato a propaganda internettiana contro i fatti delle "statistiche". I famosi "vasi di ferro" appecundriani con cui la sinistra si è però frantumata da sola i cog****. https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/23/de-luca-il-pd-vive-come-gli-ebrei-negli-anni-delle-leggi-razziali-braccati-umiliati-e-senza-patria/4311687/
  20. briandinazareth

    politica ed economia 1100 economisti (14 nobel) scrivono a Trump

    perché non ripercorra gli errori che portarono alla grande depressione https://it.businessinsider.com/1-100-economisti-tra-cui-14-nobel-scrivono-a-trump-non-rifare-lerrore-che-porto-alla-grande-depressione/ Oltre 1.100 economisti di altissimo profilo hanno inviato una lettera a Donald Trump intimandogli di invertire la rotta sulle recenti decisioni sul commercio internazionale per evitare che gli Stati Uniti ricadano in uno dei più gravi errori della Grande depressione.
  21. In questo momento di incertezze e turbinosi cambiamenti almeno un punto fermo rimane, il PD si spacca, con un po' di impegno 4 o 5 milioni di correnti si possono formare, gli argomenti non mancano. http://www.repubblica.it/politica/2018/05/19/news/assemblea_pd_il_partito_spaccato_prima_dell_inizio_firme_su_due_mozioni_contrapposte-196799376/
  22. l’Olocausto è stato causato da alcuni «comportamenti sociali» tenuti dagli ebrei, come «l’usura, le banche e cose del genere». L’ha scritto un neonazista ? Un pericoloso fascista ? No, l’ha scritto il capo di stato indiscusso “moderato” dei palestinesi della Cisgiordania Abu Mazen.
  23. Fca, l'Italia non è piu un Paese per auto di massa. Basteranno Alfa Romeo e Maserati? Paolo Bricco19 maggio 2018 Alla fine, la fine è arrivata. La fine dell’Italia dell’auto per come l’abbiamo sempre conosciuta. La fine dell’Italia del mass market. Una Italia che ha avuto il suo apogeo nel 1984 con la Fiat Uno di Vittorio Ghidella, l’ultimo degli ingegneri della Fiat in grado di realizzare una macchina che consentiva a Corso Marconi – allora si chiamava così – di competere mese dopo mese con Wolfsburg, il quartier generale della Volkswagen, per la leadership delle vendite europee. Sembra un secolo fa. Sono passati meno di 35 anni. La decisione di eliminare qualunque tipo di auto popolare e non ad alto valore aggiunto – in sostanza, l’Italia perde il marchio Fiat (resta solo la 500 X a Melfi) – e di mantenere nel nostro Paese i marchi premium Alfa Romeo e Maserati è la naturale formalizzazione della impostazione strategica data da Sergio Marchionne a Fca in questi ultimi anni e annunciata, nei suoi termini concreti, un pezzettino dopo l’altro negli ultimi mesi. Il 1° giugno a Balocco, alla presentazione del piano industriale, ci sarà prima di tutto la celebrazione del rifondatore della Fiat e della Chrysler, la cui successione annunciata mesi e mesi se non anni e anni prima della sua effettiva realizzazione sta dando vita a una ridda di spifferi e pettegolezzi, tensioni e ambiguità che, se non nuoce all’impresa, di certo ha creato un nuovo standard nell’industria e nella finanza internazionali: il Ceo in and out, l’amministratore delegato che c’è e allo stesso tempo non c’è, il capoazienda che è il demiurgo assoluto e che allo stesso tempo è in uscita. In secondo luogo, è molto probabile che a Balocco ci sia la messa cantata per il debt-free, la cancellazione della posizione finanziaria netta negativa che caratterizzava Fca rispetto alle altre case automobilistiche. La cancellazione del debito è un altro punto di partenza ineludibile – pura finanza di impresa – dalla doppia valenza: serve per edificare l’attuazione del piano industriale e serve per procedere a ogni tipo di risoluzione strategica sul perimetro del gruppo e sull’equity, al di là del fatto che sia o no Marchionne a gestire – all’ultimo minuto – una qualche ipotesi di operazione straordinaria, dal break-up a una fusione in posizione di minorità. La terza cosa che succederà a Balocco sarà, appunto, la formalizzazione del mutamento di natura dell’Italia Paese delle fabbriche. Un mutamento che sarà tutt’altro che indolore. Su questo punto occorre essere lucidi e intellettualmente onesti. L’idea che l’Italia non possa essere più la casa delle auto di massa darà anche una fitta nostalgica agli italiani – la Cinquecento e la 126, la prima Panda e la Ritmo sono tutte nel nostro cuore e nella nostra memoria – ma è aziendalmente razionale, per un gruppo internazionalizzato, a trazione americana e a impostazione giuridico-societaria olandese e inglese. Il problema, però, è che questa impostazione sarebbe pienamente accettabile per il Paese se i marchi premium avessero già una consistenza tale da garantire una compensazione alla perdita della specializzazione produttiva storica. Soltanto che, finora, i volumi di Alfa Romeo e di Maserati sono stati meno significativi rispetto a quanto, per esempio, annunciato a Auburn Hills nel 2014, alla presentazione di un piano industriale che puntava forte sul marchio Fiat e fortissimo sui marchi Alfa Romeo e Maserati. Da allora, il marchio Fiat si è lentamente contratto e rinsecchito. Da allora, i marchi Alfa Romeo e Maserati hanno compiuto un pezzo di strada, che però è stato più tortuoso e meno lungo rispetto a quanto avrebbe potuto essere. Produrre auto resta l’attività principale dell’automotive industry. È vero che esistono i componentisti. È vero che esistono i fornitori di secondo livello. È vero che, ormai, l’articolazione e la segmentazione dei cicli produttivi e innovativi sono profonde e pervasive. Ma fare auto – non solo assemblarle, ma anche concepirle e progettarle - conserva la più alta concentrazione di valore aggiunto del comparto. L’Italia ha un nuovo destino. Forse non poteva essere altrimenti. Di certo è un destino ancora tutto da costruire.
  24. Conosco abbastanza bene la Turchia e in particolare Istanbul: ho dei carissimi amici sempre pronti ad ospitarmi ma, ultimamente non ho più voglia di andare: Istanbul è una città splendida in una posizione fantastica e fino a qualche anno fa, ogni volta che andavo, si girava benissimo, era sempre più europea, avanzata, ricca e prospera. Erano i tempi, non lontani, in cui si parlava di un ingresso della Turchia in Europa. Le ultime due volte, però, l’ho trovata molto cambiata, in recessione e triste. In una parola è tornata indietro nel tempo e le direttive islamiche sono sempre più visibili, sia nell’abbigliamento dei cittadini che nelle abitudini. La zona di Taksim e dei Boulevards non è più la stessa e nei parchi non si vedono più gli innamorati che passeggiano mano nella mano, scambiandosi effusioni. Si stanno costruendo nuove moschee e il tempo sembra essersi fermato. Che tristezza! http://www.lastampa.it/2017/02/09/esteri/istanbul-in-piazza-taksim-una-moschea-prende-il-posto-della-movida-7YXOAaByg0oJbUuUtyXZNO/pagina.html Ho amici anche ad Ankara: sono benestanti, medici molto bravi e specialisti in chirurgie avanzate: posseggono una clinica piuttosto importante ma, pur essendo islamici, sono aperti e non integralisti e hanno alle spalle studi in università americane. La loro vita però è uno stress continuo per le vessazioni che subiscono per motivi religiosi e sono pronti, se le cose peggioreranno ancora, a venire in Italia e a lasciare tutto. Hanno anche acquistato casa e terreni qui... non si sa mai,dicono... Oggi, leggendo questo articolo, ho pensato a loro. http://www.lastampa.it/2018/05/19/esteri/erdogan-e-la-rabbia-islamica-conquistiamo-gerusalemme-3UmCpy2YRXr0IqahKxqymJ/pagina.html
  25. Ryo

    politica ed economia Diritti umani in Tibet

    Il Tibet non ha la stessa visibilità mediatica della questione israelo-palestinese, mi è sembrato doveroso, almeno qui, spostare l'accento. A cura del Centro Tibetano per i Diritti Umani e la Democrazia La violazione dei Diritti Umani Nel 1959, 1961 e 1965, le Nazioni Unite approvarono tre risoluzioni a favore del Tibet in cui si esprimeva preoccupazione circa la violazione dei diritti umani e si chiedeva “la cessazione di tutto ciò che priva il popolo tibetano dei suoi fondamentali diritti umani e delle libertà, incluso il diritto all’autodeterminazione”. A partire dal 1986, numerose risoluzioni del Congresso degli Stati Uniti, del Parlamento Europeo e di molti parlamenti nazionali hanno deplorato la situazione esistente in Tibet e all’interno della stessa Cina ed esortato il governo cinese al rispetto dei diritti umani e delle libertà democratiche. Malgrado gli incessanti appelli della comunita internazionale: il diritto del popolo tibetano alla libertà di parola è sistematicamente violato. Miglialia di tibetani sono tuttora impriogionati, torturati e condannati senza processo. Le condizioni carcerarie sono disumane. Le donne tibetane sono costrette a subire involontariamente la sterilizzazione e l’aborto. I tibetani sono perseguitati per il loro credo religioso. Monaci e monache sono costretti a sottostare a sessioni di rieducazione patriottica, a denunciare il Dalai Lama e a dichiarare obbedienza al Partito comunista. Prigionieri politici Si definiscono prigionieri politici coloro i quali sono incarcerati a causa delle loro opinioni politiche, religiose o della loro etnia. Ogni anno centinaia di tibetani sono arrestati e detenuti per aver espresso pacificamente il loro credo politico o religioso. Gli arresti in massa dei tibetani iniziarono all’epoca dell’invasione del Tibet, nel 1949, ma con l’avvio delle politiche di “liberalizzazione” della Cina, agli inizi degli anni ’80, prese il via una nuova ondata di detenzioni, torture e condanne. L’età non costituisce un ostacolo all’arresto per reati politici e persino bambini di 13 anni sono detenuti insieme ai prigionieri adulti. A metà del 2000, circa 500 Tibetani risultano essere in carcere per reati di questo tipo e attualmente sono noti i casi di 73 prigionieri politici che scontano condanne di 10 o più anni. Nonostante sia uno dei firmatari della Convenzione Internazionale per i Diritti Civili e Politici, la Repubblica Popolare Cinese non ha protetto i diritti civili e politici dei suoi cittadini. I prigionieri politici, arrestati solamente per aver esercitato una loro legale prerogativa, una volta incarcerati, perdono molti altri diritti. Vengono sottoposti a torture fisiche e mentali e tenuti in isolamento, in condizioni ben al di sotto di ogni standard internazionale. Perdono inoltre il diritto a un processo giusto o a qualsiasi garanzia legale, rimanendo privi di ogni possibilità di difendersi dalle accuse. IL SISTEMA LEGALE CINESE: “Prima il verdetto, poi il processo” Secondo l’ordinamento giuridico cinese, diritti legali basilari quali la “presunzione di innocenza fino a prova contraria” e il diritto alla difesa sono sostituiti dalle linee di principio cinesi “prima il verdetto, poi il processo”, “clemenza per chi confessa, severità per chi nega” oppure “correzione e rieducazione attraverso il lavoro”. Durante le indagini, che possono durare da diversi mesi fino a un anno, il sospettato è generalmente tenuto in isolamento e, in molti casi, è ignorata anche la disposizione in base alla quale la polizia deve informare la famiglia del sospettato entro 24 ore dall’arresto. Molte famiglie non sono mai ufficialmente informate dell’arresto dei loro parenti e sono avvisate solo al momento del processo. Anche allora, le famiglie incontrano molte difficoltà a capire esattamente in quale prigione i loro cari siano detenuti. La mancanza di informazioni rende l’intera esperienza ancora più stressante sia per i prigionieri sia per le loro famiglie. Nel nuovo Codice di Procedura Penale è stata introdotta l’espressione “minaccia per la sicurezza dello stato”, che sostituisce l’espressione utilizzata in precedenza di “contro-rivoluzionario”. Questo consente alle autorità cinesi di utilizzare la formula “segreto di stato” a giustificazione dell’arresto e della detenzione e negare al sospettato il diritto alla difesa per tutto il periodo delle indagini e degli interrogatori. Per gli imputati politici Tibetani è molto difficile ottenere un difensore soprattutto per motivi finanziari o per la riluttanza degli avvocati che temono di essere accusati di sostenere i “separatisti”. Gli imputati sono anche restii a ricorrere in appello, poiché i ricorsi sono generalmente inutili e l’Alta Corte si limita a confermare la decisione del tribunale di primo grado, senza rivedere il caso. Chi ricorre in appello può anche dover subire un verdetto più severo in quanto il giudice d’appello può prolungare la pena detentiva. LIMITAZIONE DELLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE Il diritto alla libertà di espressione e di opinione è chiaramente espresso nell’Articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: “Ciascuno ha diritto alla libertà di opinione e di espressione; questo diritto include la libertà di professare le proprie opinioni senza intromissioni e di chiedere , ricevere o diffondere informazioni o idee attraverso qualsiasi mezzo e senza limiti di frontiere”. Tuttavia, in Tibet, l’esercizio del diritto alla libertà di parola e di espressione non esiste: esprimere una qualsiasi opinione contraria alle politiche del governo cinese è considerato anti-nazionale e le conseguenze sono l’arresto e la detenzione. La Repubblica Popolare Cinese ha costantemente negato al popolo del Tibet il fondamentale diritto di professare le proprie opinioni politiche o religiose. Per questo motivo la Cina ha avviato, nel 1996, la campagna “Colpisci Duro” che mira a sradicare la fedeltà dei tibetani nei confronti del Dalai Lama, del Panchen Lama tibetano e della stessa nazione tibetana. Inizialmente limitata alle istituzioni monastiche, nel 1999 la campagna è stata estesa a tutto il contesto sociale. Nel gennaio 1999, la Cina a lanciato una campagna a favore dell’ateismo, violando il diritto dei tibetani a professare la loro religione. Qualsiasi espressione pacifica del nazionalismo tibetano o di critica alla politica cinese può portare all’arresto. ARRESTI E DETENZIONI ARBITRARI Secondo le Nazioni Unite, un arresto si considera illegittimo se effettuato (a) su basi o secondo procedure diverse da quelle previste per legge; oppure (b) secondo previsioni di legge che siano in contrasto con il diritto alla libertà e alla sicurezza della persona. Tutte le forme di espressione contrarie al Partito Comunista Cinese sono causa di arresto in Tibet. Quasi tutti i prigionieri politici tibetani sono stati arrestati e detenuti arbitrariamente. L’accusa più comune consiste nell’imputazione di “minaccia alla sicurezza dello stato”. Il nuovo Codice di Procedure Penale cinese non ha introdotto alcuna misura che limiti l’incidenza degli arresti arbitrari e quindi i tibetani corrono ancora il rischio di essere arrestati per aver espresso opinioni contrarie alla ideologia ufficiale cinese. Il problema fondamentale in Tibet è che le considerazioni politiche vengono anteposte alle norme del codice penale. Il Gruppo di Lavoro sulla Detenzione Illegittima, riunitosi in Tibet nel 1997, ha espresso in questi termini la sua preoccupazione: “anche se l’espressione crimini contro-rivoluzionari è stata abolita, la giurisdizione dello Stato è stata ampliata. Di conseguenza, anche le azioni dei singoli individui, nell’esercizio della propria libertà di espressione e di opinione, possono essere considerate minaccia alla sicurezza nazionale.” Ciò consente alla Repubblica Popolare Cinese di continuare ad effettuare arresti arbitrari per sopprimere le opinioni sovversive, in aperta violazione del diritto alle libertà civili individuali e del diritto alla libertà di espressione ed opinione. LE CONDIZIONI CARCERARIE Le condizioni carcerarie in Tibet sono disumane. Vengono applicati innumerevoli metodi di tortura, sia fisici che psicologici, per estorcere “confessioni” o semplicemente come strumenti di umiliazione quotidiana. Le celle sono estremamente piccole rispetto al numero dei prigionieri detenuti e i prigionieri, anche durante l’inverno, generalmente dormono sul pavimento, senza materassi né coperte. L’igiene non viene tenuta in alcuna considerazione: le celle sono sporche, talvolta con escrementi sul pavimento; i prigionieri hanno come unico servizio igienico un bidone che viene tenuto nella cella, spesso nello stesso spazio dove devono mangiare; ci sono pochissime opportunità di potersi lavare ed alle donne non sono forniti gli assorbenti igienici durante le mestruazioni. Jampel Monlam è uno dei tanti prigionieri politici Tibetani che ha trascorso anni dietro le sbarre per aver esercitato il suo diritto alla libertà di espressione. Ha trascorso cinque anni nella prigione di Drapchi dove veniva tenuto in una piccola cella con altri 12 prigionieri. Dormivano tutti in un unico lungo letto e dovevano condividere un bidone come servizio igienico. Durante i suoi cinque anni di detenzione poté lavarsi solo due volte. Cibo ed acqua sono bisogni umani elementari e devono essere forniti in quantità adeguate. Invece, le autorità cinesi razionano sia cibo che acqua come forma di punizione. Il regime alimentare in prigione è decisamente povero sia per qualità che per quantità. In molti casi il cibo è anche estremamente sporco o cosparso di insetti morti. Un certo numero di prigionieri politici viene inoltre messo in cella di isolamento quale punizione per le più disparate attività, dall’aver partecipato a manifestazioni di protesta all’aver cantato canzoni inneggianti alla libertà. Questi prigionieri vengono messi in celle buie ed anguste che misurano circa 2 metri per 1 metro, spesso con mani e piedi ammanettati e le loro razioni di cibo sono ulteriormente ridotte. La detenzione in isolamento è una delle peggiori esperienze carcerarie di cui si abbia testimonianza. Negli anni ’80 la Cina introdusse anche una nuova forma di detenzione in isolamento conosciuta come “cella fredda”. Le piccole celle sono foderate di lamiera così che la temperatura può scendere fino a –10° C . Gaden Tashi fu tenuto in cella di isolamento per 34 giorni nel carcere di Outridu. “Nei primi tre giorni ebbi una paura insopportabile e pensai addirittura al suicidio. Quella cella buia era considerata dalla maggior parte dei prigionieri come una delle più spaventose esperienze che ci potessero capitare … Quando il tempo era bello e c’era il sole, in cella riuscivo appena a vedere le mie mani. Se il tempo era coperto, non riuscivo a distinguere il giorno dalla notte. Quando fui rilasciato, rimasi cieco per diverse ore, non riuscivo a vedere nulla.” LE TORTURE IN CARCERE Ex prigionieri politici hanno descritto innumerevoli metodi di tortura crudeli e degradanti che includono, fra gli altri, il ricevere scariche elettriche in ogni parte del corpo per mezzo di un pungolo per bovini e l’essere obbligati a rimanere a piedi nudi sul terreno ghiacciato fino a che la pelle dei piedi non rimane attaccata al terreno stesso. Le tecniche di tortura impiegate nelle prigioni cinesi cambiano di volta in volta e nuovi metodi di tortura sono messi a punto per non lasciare tracce visibili. Molti ex prigionieri hanno detto di aver sentito dire dagli ufficiali delle prigioni frasi come “Non ferirlo all’esterno del corpo, mettilo fuori uso con delle ferite interne.” Oltre alle torture fisiche, i prigionieri devono subire talvolta veri e propri traumi psicologici. Per obbligarli a denunciare il Dalai Lama o altri compatrioti, gli ufficiali delle prigioni spesso minacciano i prigionieri di fare del male alle loro famiglie. Le donne prigioniere politiche in Tibet subiscono le forme di tortura più degradanti. Spietati pestaggi, stupri e violenze di tipo sessuale, quali lacerazioni ai capezzoli, l’inserimento di pungoli elettrici per bovini nei genitali o scosse elettriche date tramite cavi elettrici avvolti intorno al petto ed al corpo sono alcune fra le tante atrocità di cui si ha testimonianza. Nel 1997, la Commissione Internazionale dei Giuristi interrogò in Tibet ex poliziotti, giudici e detenuti e confermò che la tortura dei detenuti politici era una pratica comune. LE CURE MEDICHE I prigionieri vengono generalmente ricoverati a seguito delle gravi ferite ricevute durante le torture o per le malattie contratte a causa delle pessime condizioni igieniche. Alcuni ex prigionieri politici hanno riferito che, durante il loro ricovero in ospedale, le famiglie ebbero difficoltà a riconoscerli. Se i prigionieri si ristabiliscono, devono tornare in prigione per finire di scontare la condanna. I detenuti che vengono ricoverati sono generalmente accompagnati dalle guardie carcerarie e in alcuni casi sono anche ammanettati al letto dell’ospedale. Se, una volta ricoverato, il prigioniero non mostra segni di miglioramento, viene imposto alla sua famiglia di firmare una “dichiarazione di responsabilità”, il che significa che dovrà pagare tutte le spese mediche a partire dalla data della firma. Se una persona è in punto di morte a causa delle torture, viene rilasciata su “parere medico”. Questa procedura ha due motivazioni principali: in primo luogo gli ospedali del carcere non hanno le strutture adatte a fornire cure adeguate e, in secondo luogo, se un prigioniero muore fuori dalle mura del carcere, il governo cinese appare meno colpevole. http://www.italiatibet.org/2008/12/23/prigionieri-politici/

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