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  1. °Guru°

    politica ed economia Salvini

    Un personaggio che divide. Vorrei che la discussione partisse dalla visione di questo: https://www.la7.it/tagada/video/galimberti-su-salvini-se-facesse-la-quinta-elementare-sarebbe-classificato-come-bullo-07-06-2019-274266 Che ne pensate del personaggio? Non parliamo della Lega Nord, del suo orientamento e del suo programma, ma del suo leader. Sta facendo il bene del suo partito? Escludendo gli alti papaveri della Lega, ci sono nomi nuovi interessanti?
  2. Non c’e’ giorno che s’agiti che protesti ecc.? Seguo poco in questo momento la querelle, ma questa sovraesposizione secondo me gli nuoce
  3. Oggi la Regina ha tenuto il discorso di rito e ha letto, in un certo senso benedicendolo, il messaggio del Governo, che conferma la volonta’ di una Brexit a breve. Comincio a pensare che la Brexit possa essere un esperimento utile per vedere cosa succede oltre le colonne d’ercole e senza i mille vincoli comunitari (nel caso inglese neanche coinvolgenti la moneta). E se non fosse un disastro?
  4. Ma siete proprio sicuri sicuri che sia una buona idea? https://www.cronachemaceratesi.it/2019/11/09/bancomat-pos-e-carte-di-credito-in-tilt-caos-pagamenti-anche-nel-maceratese/1323050/
  5. https://www.repubblica.it/economia/2020/02/14/news/rc_auto_familiare_nessun_rinvio_cimbri_unipol_misura_populista_pagheranno_i_piu_poveri_-248583646/?ref=RHPPLF-BH-I248584649-C4-P9-S1.4-T1 alla fine vedi perché il povero se la prende sempre nel cu**? perché in buona sostanza il governo può anche fare leggi a tutela dei meno abbienti ma poi chi decide in ultimo è la compagnia "quasi" libera di aumentare i prezzi delle assicurazioni a suo piacimento. E sicuramente faranno cartello. In barba alla nuova normativa, se entrerà poi in vigore. Va anche detto che un salto di 5 classi in caso di sinistro non è male
  6. Giorgetti: «La Lega è affidabile: mai via dall’Euro e dall’Europa. Sui migranti si collabori». Salvini: "Giorgetti è triste e non fa sesso".
  7. appecundria

    politica ed economia Sardine in concerto

    Non solo articoli della Costituzione letti al megafono e cori anti-Salvini. Alla manifestazione delle Sardine in calendario il 19 gennaio a Bologna, la città in cui tutto è iniziato per il Movimento che poi ha replicato i flash mob in tutta Italia, ha aderito una serie di band e musicisti. In piazza VIII agosto suoneranno gli Afterhours guidati da Manuel Agnelli, i Subsonica con il frontman Samuel Romano, Vasco Brondi (artista che canta l’Emilia e per dieci anni voce e anima de Le luci della centrale elettrica), il gruppo rock bolognese Altre di B, il rapper piemontese Willie Peyote. L’evento durerà sei ore e secondo gli organizzatori conta già migliaia di partecipanti: «Per respirare le emozioni di quel 14 novembre e di tutte le piazze italiane che hanno deciso di prendere parte all’onda anomala partita da Bologna. La regola è sempre la stessa: nessuna violenza, nessun insulto, nessuna bandiera. Solo pesci pronti a nuotare in mare aperto». (Corriere.it)
  8. + 25% in un mese... Me lo spiegate?
  9. ferrocsm

    politica ed economia Denatalità

    Dopo i dati Istat e l'ennesima presa di posizione del nostro capo dello stato è divenuto in questi giorni un problema stringente. Io per primo dovrei starmene zitto dato che figli nisba, ribadisco l'ennesima volta quello che dicevano i vecchi saggi del mio paese: un uomo nella sua vita almeno tre cose deve fare, piantare un albero, farsi una casa, fare un figlio. Due le ho fatte, la prima: alberi ne ho davvero piantato più di uno, casa non l'ho fatta di sana pianta ma ho sistemato la vecchia casa dei mie nonni, figli zero. Questo (riferito alla scarsa natalità) è ciò che pensa qualcuno che a novembre del 2019 scriveva sul giornale dei preti. "Senza figli. La denatalità? E' un sintomo della crisi del capitalismo Massimo Calvi martedì 26 novembre 2019 L'Italia è in emergenza demografica. Ma nel mondo sviluppato i tassi di fecondità sono ovunque un problema. E' l'effetto di una cultura che ha trasformato tutto in merce e reso i figli un optional"
  10. COME L’OSSESSIONE PER LA POSITIVITÀ STA ROVINANDO LA NOSTRA SALUTE MENTALE DI JENNIFER GUERRA 17 GENNAIO 2020 https://thevision.com/cultura/ossessione-positivita-social/ ... Tra le tante cose che hanno caratterizzato la prima era di Facebook e oggi conservate nell’archivio iconografico collettivo “We Pretend It’s 2007-2012 internet”, c’è la grafica “Keep calm and carry on”. La storia di questa immagine è molto interessante: si tratta infatti di un poster di propaganda britannico realizzato nel 1939 con l’intento di distribuirlo in caso di catastrofe, ma mai effettivamente pubblicato. Nel 2000 un libraio inglese se lo aggiudicò all’asta e cominciò a venderne riproduzioni, finché nel 2007 non aprì un e-commerce dedicato che ebbe un successo straordinario. Testate come il Guardian, The Independent e il New York Times si interrogarono sul perché questa opera fosse così popolare, collegando la sua fama al clima politico depresso e alla crisi economica che nel 2009 ricordavano il periodo pre-bellico. Si può dire che “Keep calm and carry on” sia stato non solo uno dei primi meme di internet (vista la sua riproposizione in infinite varianti, spesso ironiche), ma abbia anche anticipato un fenomeno che ancora oggi è tra i più distintivi dei social network: l’ossessione per la positività. Come sappiamo, sia internet che i social sono nati come strumenti per unire e connettere le persone, e la loro ascesa è stata accompagnata da un clima di fiducia ed entusiasmo positivista. A distanza ormai di una decina d’anni, il panorama è cambiato totalmente: i social sono associati alla manipolazione mentale, all’hate speech, al capitalismo di sorveglianza e all’ansia sociale. Tuttavia, esiste ancora una fetta di internet che non ha perso l’entusiasmo dei primi tempi, ma anzi sfrutta l’onda lunga del cinismo anti social per proporre la propria visione del mondo dove tutto va per il meglio e i social sono solo un mero passatempo. Parliamo di quella sterminata galassia che va dal coaching di laureati alla Bocconi, ai travel blogger, dai fanatici del fitness, ai guru spirituali improvvisati, che non fanno altro che condividere post motivazionali e citazioni sul successo e sulla felicità. Secondo loro, non è vero che stai male: in realtà stai benissimo, sei solo troppo negativo. E il mondo non è un brutto posto, sei tu che lo vedi in quel modo. Questo fenomeno è stato chiamato in diversi modi: “Toxic positivity”, “Oppressive positivity”, “Fake positivity”, tutti termini che si riferiscono sia alla cultura dell’ottimismo a priori sia alla fiorente industria che la sostiene: il problema, infatti, non è tanto condividere la scritta “Stay positive” o una frase ispirazionale, ma il fatto che chi posta queste cose a quanto pare sta cercando di venderci qualcosa. E con altrettanta probabilità, questo qualcosa sarà legato al nostro benessere, con la promessa di cambiare le nostre vite in meglio: corsi di fitness, coaching, app per la meditazione, piani alimentari salutisti e quant’altro. Ovviamente, non c’è niente di male nell’essere ottimisti e nel cercare di stare fisicamente e psicologicamente meglio e cambiare le proprie abitudini negative, ma questa esposizione continua alle good vibes risulta spesso in contrasto con il sentire comune: la nostra realtà, infatti, somiglia sempre più a quella vignetta del cane che beve il tè dicendo “This is fine”, mentre la sua casa è in fiamme. La cultura della positività tossica ci potrebbe far finire dritti nell’incendio. Basta guardare i dati sullo stato di salute mentale globale per capire che c’è una contraddizione di fondo: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, più di 300 milioni di persone nel mondo soffrono di depressione e questo numero sta crescendo, specialmente nei Paesi più poveri. Oltre alla depressione, che è anche la prima causa di disabilità nel mondo, i sintomi dell’ansia sono sempre più diffusi: secondo Assosalute, soltanto nel nostro Paese l’85% degli italiani soffre di disturbi legati allo stress. Se dovessimo farci un’idea basandoci solo sul nostro feed di Instagram, l’impressione sarebbe invece quella di vivere in pieno edonismo reaganiano. È evidente che qualcuno ha ben pensato di privatizzare e quindi capitalizzare quello che è anzitutto un problema sociale. Anche se siamo abituati a pensare che le malattie mentali siano una questione privata, è innegabile che la loro diffusione esponenziale negli ultimi anni sia stata legata a un sistema socio-economico sempre più esigente e soffocante – come dimostrano i dati in crescita sulla sindrome del burnout. La falsa positività ovviamente non ha interesse a risolvere il problema alla radice, altrimenti nessuno sarebbe più interessato a comprare un’app che ti sprona a pensare positivo quattro volte al giorno. La positività è diventata così rilevante nella nostra società anche grazie all’influenza dell’ex presidente della American Psychology Association, Martin Seligman, famoso proprio per i suoi studi sulla psicologia positiva: secondo Seligman, la disciplina si concentrava troppo sull’aspetto patologico della salute mentale, e non sull’ottimismo e la felicità. Questi concetti introdotti ormai vent’anni fa, vengono spesso svuotati e semplificati per un consumo immediato diventando, come dice Nicholas Gilmore sul Saturday Evening Post, materiale “da workshop motivazionali e meeting aziendali”. Il marketing ha sempre sfruttato la felicità per venderci di tutto, ma ora sembra che si sia creata una sorta di “meta-industria” che usa questi valori non per proporci un prodotto, ma la felicità in sé. Il sistema si autoalimenta in modo molto sapiente: la falsa positività ci induce a nascondere tutte le emozioni negative e riduce la complessità dei nostri sentimenti a un binarismo tra “buoni” e “cattivi”, che a lungo andare si rivela nocivo. La repressione genera sempre frustrazione, e di conseguenza nuove emozioni negative: non basta fare pensieri felici per essere felici, ma anzi, questa convinzione può rivelarsi controproducente. Secondo due studi pubblicati dalla rivista scientifica Motivation and Emotion, le persone che credono che le proprie emozioni possano essere cambiate con la forza di volontà e la positività sono più inclini a incolparsi per le proprie emozioni negative. La cultura della positività imposta è opprimente sia per chi decide di abbracciarla (e che presto si accorgerà che non si può vivere la propria vita con un sorriso sempre stampato in faccia) sia per chi invece soffre di depressione o di altre malattie mentali, magari sottovalutate o non diagnosticate. L’idea che basti pensare positivo per far sì che le cose belle accadano, significa far ricadere la responsabilità delle esperienze e dei sentimenti negativi esclusivamente sulle scelte dell’individuo. Ma le persone non decidono di essere depresse, o anche semplicemente tristi: la falsa positività è una forma di gaslighting, che invalida emozioni che tutti proviamo, con l’aggravante di farlo spesso nel nome del profitto. “Essere positivi è diventata una nuova forma di correttezza morale”, ha spiegato la psicologa della Harvard Medical School Susan David in un Ted Talk, “Alle persone col cancro viene automaticamente detto che basta pensare positivo. Alle donne viene detto di non essere così arrabbiate. E la lista va avanti. È una tirannia. È la tirannia della positività, ed è crudele, ingiusta e inefficace”. Secondo David, la cosa fondamentale per sottrarsi a questo dominio dell’ottimismo è interpretare le emozioni non come un’imposizione, ma come dati da cui partire per analizzare la propria condizione. A volte sono proprio i social ad alimentare questo disagio, facendoci sentire in difetto in confronto a vite artificiosamente perfette o a standard estetici irraggiungibili. Il panorama, però, sta cominciando a cambiare: sempre più persone usano i social, specialmente Instagram, come una piattaforma di advocacy per la salute mentale. I cosiddetti “therapy influencer” raccontano le loro esperienze e i loro percorsi psicologici. In particolare, si insiste sull’inevitabilità e la normalità delle emozioni negative che la cultura della positività cerca di cancellare a tutti i costi. Dopotutto, anche quel “Keep calm and carry on” serviva a nascondere agli inglesi che sarebbe arrivata l’invasione nazista.
  11. Mi son sempre chiesto quale sia il riferimento valoriare della destra italiana. Patriottismo? L'essere liberali? L'avversione a tutto ciò che è pubblico? Una attenzione spasmodica all'ordine e alla sicurezza? La libertà assoluta del singolo? Faccio veramente fatica a comprendere, anche perché i vari attori, che si definiscono di destra, paiono avere posizioni non del tutto convergenti. Che mi dite?
  12. Ho sentito le agghiaccianti parole di Oliviero Toscani sul crollo del ponte Morandi e ho provato un senso schifo. Che abbia avuto successo, come fotografo, è innegabile ma erigersi paladino a difesa del datore di lavoro non lo accetto, anche perché stiamo parlando -sta parlando- di persone che hanno perso perso, in quel ponte, gli affetti più cari, una tragedia umana. Come può arrivare a tanto? Per me è un essere spregevole, non so cosa ne pensate
  13. Giorgia Meloni vola negli USA per vedere venir esaminata la sua idoneità a guidar l'Italia dai trumpiani laggiù riuniti. Sorvoliamo che trattasi di un'invitata tra 1500 congressisti. Sorvoliamo sul fatto che Trump nemmeno la riceva in cartolina e probabilmente ne ignori l'esistenza. Sorvoliamo che la photo opportunity dinanzi alla Casa Bianca (fuori dal cancello), l'avremmo potuta fare anche noi. Sorvoliamo che il tutto sappia tanto di marketing politico italiano ad uso e consumo interno, ma in ogni caso l'america trumpiana è veramente ai suoi minimi politici storici, solo a lasciar credere di esaminare l'ex ministra di FDI come possibile futuro presidente del consiglio italiano. Preoccupa e consola contemporaneamente che non si tratta di una cosa seria, ed il dubbio che Trump sia una caricatura, un personaggio da fumetti.
  14. ...certamente apro un Th inutile...allora Non riesco a capire tutta questa considerazione su Salvini.Io l'ho sempre considerato un "babarone" ( si, lo so che è facile dirlo adesso). Al contrario, parlando di Di Maio credo di dire che al contrario di Salvini che è in politica da una vita, vedere uno che da ex bibitaro si trova a 30 anni ai vertici della politica, trattando (...) con personalità di stati esteri ecc. non credo sia da tutti. Per ultimo , riuscire a realizzare quella grande cazzata del reddito di cittadinanza...e chi ci sarebbe riuscito? Renzi ha regalato 80 euri a chi già lavora. Di Maio invece centinaia di euro a...di tutto e di più...tanto di cappello...
  15. Ben prima di Zingaretti sono io e molti dei miei amici ad aver detto: Grazie! Grazie a Mattia Santori e ai suoi giovani amici e amiche che sono riusciti a “dare corpo” al pensiero di molti italiani: che la politica non debba essere sempre brutale semplificazione o una gara a chi comunica meglio promesse che non saranno mantenute mai. Grazie non tanto, e non solo, per aver fermato, in modo chiaro, netto, inequivocabile, la “conquista” leghista dell’Emilia Romagna, conquista brandita come clava per far cadere un governo nazionale ed avere “pieni poteri” (compresi quelli di citofonare a privati cittadini accusandoli davanti a milioni di occhi indiscreti, quelli del popolo dei social, di essere spacciatori...che se uno ha prove e sospetti fondati il suo dovere è quello di rivolgersi alle forze dell’ordine...altro che suonare campanelli!! passi se lo fa un ragazzino, e da ragazzino alzi la mano chi non ha fatto il gesto infantile-cretino-vigliacco di suonare un campanello e poi scappare o citofonare dicendo “chi non è per il Viola ha la mamma bucaiola! ...ma fatto da un signore di mezz’età che è stato Ministro degli Interni è un gesto semplicemente inqualificabile...o forse che qualifica perfettamente chi lo fa... ). Grazie invece alle Sardine per aver indicato una strada percorribilissima (ed infatti è stata percorsa...) per manifestare quei sentimenti di solidarietà, di correttezza, di ottimismo, di voglia di costruire insieme un futuro migliore per tutti senza lasciare indietro nessuno... Le Sardine, signori miei, non sono una manica di estremisti a tipo brigatisti, rossi o neri non importa che tanto sempre di criminali contro l’Umanità si sta parlando, ma le Sardine sono quei cittadini che, come Mattia & friends, sono cresciuti in parrocchia, ascoltando le parole del più rivoluzionario politico che abbia calcato le scene del mondo e della storia, un certo Gesù, che diceva: vi lascio solo due comandamenti: ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, e ama il Prossimo tuo come te stesso”... Predicava parole e ha praticato nei fatti la non violenza, testimoniando le sue parole con la sua vita e la sua morte. Proprio ieri le Sardine sono state definite “pericolose e violente”...! Insomma le Sardine pericolosi sovversivi che hanno ricordato le parole di quell’uomo (per molti anche un Dio, certo, ma per chi non crede semplicemente un Uomo straordinario...), nato povero fra i poveri (già...il Presepio...ma chissà cosa vorrà dire?? Io adoro i Presepi, per le statuine, certo, per le lucine colorate, per le montagne di cartapesta...ma sopratutto adoro i Presepi perché ci ricordano che furono solo semplici pastori, gli ultimi della scala sociale ebrea dell’epoca, ad accogliere un bambino nato in una grotta/stalla da genitori lontani da casa e senza parenti o amici ...chissà se il messaggio arriva forte e chiaro a tutti, senza bisogno di sostituire un gommone alla mangiatoia per metterci la statuina del Bambinello...). Le parole di quell’uomo che invitava ad amare tutti, ad aiutare i più bisognosi in suo nome (quando avrai accolto uno straniero, dato da bere ad un assetato, da mangiare ad un affamato, lo avrai fatto a me medesimo), che disprezzava la ricchezza e sopratutto disprezzava i ricchi (è più facile che una fune da barca passi per la cruna di un piccolo ago che un ricco entri nel regno dei Cieli...). Insomma grazie alle Sardine per avere dato finalmente voce e corpo a quella parte di umanità in cui mi identifico, umanità pacifica, non violenta, solidale, rispettosa della natura che ci circonda e del pianeta su cui viviamo (a proposito: un grazie anche a Greta!)... Insomma: un grazie immenso alle Sardine...
  16. Schelefetris

    politica ed economia suffragio universale

    con l'accesso delle donne al voto arriva il suffragio universale, introdotto in Italia il primo febbraio 1945 se ci si pensa sono solo 75 anni... assurdo.
  17. Discreto film su Netflix ma non solo, un bel dire che sono elezioni locali ma l'evaporazione dei penta qualche problema lo pone, oramai sono come Agilulfo.
  18. cactus_atomo

    politica ed economia il voto di protesta

    Mi permetto di dire la mia sul voto di protesta, un fenomeno che è presente in tutte le democrazie (nelle dittature non si vota, la protesta la si fa in altro modo). Il voto di potesta nasce, è ovvio, quando gli elettoro sentono la classe politica lontana dalle loro esignze e quando non trovino chi li rappresenti nei vari schieramenti in campo. Il voto di protesta può avere fodamenta reli o immaginarie, essere di testa o di pancia, ma le modalità in cui si manifesta sono prticamente sempre le stsse. In un sistema stabile, in cui il ricambio avvviene tra foze he condividono gli stessi valori base, o in un istema bloccato in cui le opposuzioni non posson andare la gverno (italia durante la guerr fredda), i politici vivon una realtà a parte, sono disposti a andare votare tutti i giorni, in caso di sconfitta elettorale (ma la gente normale non ha tempo per la rivoluione permanente e er la militanza 24h24), ragionano in termoni di gruppo, di potere. Avevo iniziato a fare politica tantissimi anni fa, ero un qudretto di peiferia, ho smesso pechè la politica mi stava cambiando (durante un congresso nazionale ho coninto un delegato non della mia corrente a cedermi le sue deleghe, stavo entrando in una logica di gruppo che non mi apparteneva, ho preferito dire basta). In italia il voto di proteta si è sostnziato di volta in volta su soggetti differenti, l'uomo qualunque, il msi di almirnte, la lista bonino, la lega di bossi, i 5stelle (e qualcosa di sicuro mi scordo). Poichè il voto di proteta è un voto contro, è facile coagularlo su una lista, ma quando si tratta di governare si rischia di scontentare, qualunque scelta si faccia, la metà del prorpio elettorato. Il concetto del voto di proteta è una richta di tutto esubito che non tiene conto che roma non è stata costruita in un giorno. Posso distruggere il colosseo in 24 ore, ma per costruire un altro ci vogliono anni In genre chi raccoglie i voti di protesta non si pone il problema del dopo, promette tutto a tutto (mgari perché non crede di poter davvero arrivare a gvernare) non si cura delle alleanze futuro (invece in politica il nemico di oggi può essere l'alleato di domani), non si da una scalla (neppure segeta) delle priorità e quando arria nelle stanza dei bottoni va in tilt. Deludre un voto di protesta, oltre che n errore, è criminale, cra disaffezione nella democrazia, rifiuto della politica, fa affermare il concetto qualunquista che tanto sono tutti uguali. Una delle prime caratterstiche dei movimenti di protesta è il giustizialismo e la richsta (e promessa) di una moralità assoluta e adamantina.Poi però bossi, dopo lo slogn Roma ladrona, si trova ad essere condannato per gli stssi reati che cntestava ai noatbili della prima repubblica, la politica costa e restare immuni da tutto è difficile, sopratutto se si pretende un certo comportamento dahgli avvwrsari dei sar certo che ppena dirazzi ti presenteranno il conto.Altro problema, la selezione della classe dirigente.In un sistema rappresentativo può succedere che un eletto sun 100 non si comporti come dovrebbe, ma se lo fanno in troppi, la responsabilità è di chi ha compilato le liste, e troppe volte le liste son piene di gente che sta in lista per caso, senza un minimo di background.I romani antichi avevano il cursus honorum, un percorso obbligato per chi voleva seguire la carriera politica, non potevi diventare console se prima non ti eri fatto le ossa con altri incarichi. Oggi gente che non sa gestire una assemblea condominiale pensa di poter guidare una delegazione governativa
  19. Secondo me in Emilia Salvini perde, vista l’affluenza. Bisognera’ capire come va il mov.5 stelle. In Calabria un risultato vale l’altro, regione disgraziatamente perduta, al momento, ma una resurrezione e’ sempre possibile, come Tolstoj insegna. Come si comportera’ Renzi? Se come credo i 5 stelle fletteranno, ringalluzzira’ e si andra’ alla crisi di governo e a un nuovo esecutivo con nuovi equilibri e forse parzialmente nuovi partiti (nel frattempo e’ cresciuto il gruppo misto calamari e gamberi)
  20. E' stata appena formalizzata la nascita della prima compagnia di bandiera regionale, un compagnia siciliana (e ti pareva, li c'è non la regione siclia ma la regione siciliana, non la prvincia di ragusa, ma la provincia sicliana di ragus, poteva mancare una compagnia aere?). La società vuole avere un azionariato diffusor, ma intanto il capitale sociale versato dovrebbe ess tra i 173.000 ed i 400.000 euro, la cifra sembra bassa per un supermercato piccoolin, mi pare decisamente insufficiente per una compagnia aerea. I voli dovrebbero partire a giugno 2020, la nuova compagnia vuole comprare 12 airbus a ed arrivare ad una capitalizzazione di 10 milioni di euro, con un piano che prevede un fattura di 280 milioni di euro. Il tutto coordinato da un esperto dl trasporto aereo, quel Di Crispino, fondatore e proprietario di air sicli, compagnia aerea siciliana fallita negli anni '90. Speriamo che l'impresa decolli, ma la vedo dura, mi auguro che alla fine non sia la regione ciliana a pagare gli eventuali disavanzi
  21. Berlusconi riferendosi alla candidata Santelli in un comizio... E' incredibile che se ne esca ancora con queste battute, ed ancora più incredibile che chi lo attornia sia disposto a passarci sopra! Fatemi capire..qual'e il messaggio che dovrebbe passare attraverso questa battuta di dubbio gusto all'elettore? 1. Che tutte le sue candidate, tranne questa, si sono concesse? 2. Che è strano, che non si sia concessa, nonostante sia stata candidata? 3. Che è brava nonostante non si sia concessa, e quindi tutte le altre, lo sono...o non lo sono? 4. Quanto sia bravo con il gentil sesso e quindi chi lo vota lo diventerà? ...o semplicemente che ... Ciao Sergio
  22. https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/01/14/bibbiano-la-cassazione-non-cerano-elementi-per-la-misura-per-il-sindaco-andrea-carletti/5670168/ Ora parlateci di Bibbiano.
  23. interessante intervista a michele ainis che mi sembra molto centrata. https://www.huffingtonpost.it/entry/le-emozioni-governano-il-sistema-e-una-nuova-tirannia-intervista-a-michele-ainis_it_5e2d6147c5b67d8874b3bb70?tic&utm_hp_ref=it-homepage Viviamo in un tempo in cui la soggettività prevale sull’oggettività. Conta meno quello che fai di quello che comunichi. Meglio sarebbe dire: scomunichi. La responsabilità non paga elettoralmente. ... “La vita collettiva degli uomini, da sempre, ha di fronte a sé la sfida del dominio delle passioni. Essa dovrebbe tendere – seppure destinata a non raggiungerla mai – alla terra promessa delle scelte razionali”. ... È una nuova tirannia? Per certi aspetti, lo è. E non riguarda solo lo show della politica: riguarda anche le leggi dello stato. Perché, in Italia, durano così poco? Perché spesso vengono redatte in fretta e furia, sull’onda dell’ultimo caso di cronaca nera, oppure quando scoppia uno scandalo che riguarda un partito, per dare un segnale all’opinione pubblica. Così anche la sana astrattezza della legge viene contaminata dall’emozione del momento appena passato.
  24. Credo che i tempi comincino ad essere maturi. Salvini si è rivelato ingombrante e scomodo, e la Lega non è certo il partito adatto per tutte le stagioni. La Meloni non sarà mai il partito di riferimento a dx. L'ala dx dei 5stelle è confluita nella Lega, ma credo non si trovi completamente a suo agio. Credete che il momento sia propizio per la nascita di un nuovo soggetto politico a destra? Tipo una nuova AN di Fini.

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