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Trovato 122 risultati

  1. politica ed economia Potenti vs influenti

    Berlusconi in un momento in cui il mondo era in recessione non è riuscito a dare stabilità al paese e ghi speculatori si son riempiti le tasche. Monti ha salvato il paese svuotando le tasche al popolo e raddoppiando la disoccupazione. oggi Junker ha detto che in Italia un governo non operativo... e la borsa crolla, se stava zitto la borsa non crollava... Chi è il piu bravo a ... far danni? Chi paga il conto? ...
  2. politica ed economia Gentiloni mostra gli attributi

    Il nostro bravo Gentiloni le canta all'incauto Junkers, reo di essersene uscito con un'affermazione offensiva e destabilizzante per i mercati e le prossime elezioni: https://www.democratica.com/focus/gentiloni-portaaporta-junker-leu-pd/ Junkers comprende di averla fatta fuori dal vaso e rettifica. E poi siamo noi Italiani gli incompetenti!
  3. politica ed economia Fatturato dell'industria +5,1

    http://www.repubblica.it/economia/2018/02/22/news/il_fatturato_delle_industrie_italiane_e_salito_del_5_1_nel_2017-189454938/
  4. politica ed economia Minniti Presidente del Consiglio

    Nel caso di governo FI-PD credo sia la soluzione più probabile. Ed anche la più auspicabile.
  5. politica ed economia Chi mi sta toccando il c**o?

    https://video.repubblica.it/dossier/elezioni-politiche-2018/elezioni-berlusconi-cede-alla-battuta-durante-incontro-con-capogruppo-ppe--chi-mi-sta-toccando-il-c/297785/298406 Con Berlusconi torneremo ad avere prestigio internazionale... finalmente!
  6. politica ed economia Trump è davvero un genio assoluto

    Per combattere la violenza armata nelle scuole americane propone di armare anche gli insegnanti. Quest'uomo è davvero un fuoriclasse!!!
  7. politica ed economia Che fa Presidente, spinge?

    http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/elezioni/2018/02/21/elezioni-napolitano-gentiloni-essenziale-per-governabilita_9faf0854-9ebb-437b-bd07-e3ccb362be19.html Che intende il grande vecchio, che in caso di probabile empasse post elettorale, auspica un Gentiloni bis? Credo sia la soluzione che un po' tutti preferiremmo, se non altro per i modi misurati dell'uomo. E' l'unica volta in cui credo che tutti si preferirebbe non votare.
  8. http://www.repubblica.it/economia/2018/02/20/news/italia_cultura_lavoro_europa_eurostat_unesco-189338188/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P6-S1.6-T1 ...non riusciamo a sfruttare l'enorme tesoro che abbiamo. Ma è mai possibile? Lavoro nell'accoglienza turistica in una città d'arte e vivo tutti i giorni questa situazione paradossale. Parliamo di investimenti, creazione di posti di lavoro, aiuti alle imprese e non utilizziamo una ricchezza immensa lì, a portata di mano. Ci siamo fatti superare nella graduatoria dei paesi più visitati, da nazioni che hanno una frazione del patrimonio artistico e delle bellezze naturali in nostro possesso, abbiamo opere d'arte che farebbero la felicità di un qualsiasi museo del mondo, nascoste negli scantinati a prendere polvere e deteriorarsi. Nessun piano strutturale sul turismo, gran parte dell'organizzazione lasciata al caso. Una miniera d'oro trascurata. Complimenti.
  9. politica ed economia Dobbiamo aspettarci la bombetta?

    L'aggressione all'esponente di Forza Nuova e l'oltraggio al monumento commemorativo della strage di via Fani indicano senza ombra di dubbio una recrudescenza della campagna elettorale. C'era da aspettarselo, vista la penuria di contenuti e l'assoluta incertezza sull'orientamento degli elettori. Che altro dobbiamo aspettarci da questa escalation?
  10. http://www.repubblica.it/cronaca/2018/02/21/news/accoltellato_potere_al_popolo_perugia-189368683/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1 Chi saranno i mandanti?
  11. politica ed economia date il vostro supporto vibratorio!

    Dal potere curativo dello yoga a quello di portare "un barlume di luce" nella politica italiana. Tiziana Santaniello, adepta della santona Sri Mataji Nirmala Devi, che il 2 dicembre 1979 dichiarò di essere la reincarnazione della madre divina sulla terra (il suo "metodo" sostiene che la meditazione possa curare cancro e Aids) ora è candidata con il MoVimento 5 Stelle al Senato. In un messaggio pubblicato su Whatsapp dal gruppo milanese aderente alla Sahaja Yoga di Milano, viene spiegato come alla Santanello la proposta fosse arrivata "inaspettatamente e, dopo una lunga riflessione e consulto vibratorio collettivo, ha deciso di accettare». Questo “consulto vibratorio collettivo” l'ha convinta a correre per il collegio di Milano 2. Nel messaggio social si legge ancora: "Cari fratelli e sorelle vorremo darvi una grande notizia, non per aprire un dibattito politico o cercare di influenzare le opinioni sacrosante che ognuno di noi ha, ma per dire che una nostra cara sorella, Tiziana Santaniello di Milano, è stata candidata al Senato della Repubblica Italiana nelle prossime elezioni!. Va da sé che questa è un’occasione davvero unica che è capitata per portare un barlume di luce nel mondo della politica italiana, che ne ha sicuramente bisogno in questi tempi di grande confusione e cambiamento. Supporto vibratorio ll messaggio fra adepti della Sahaja Yoga si conclude così: "Vi chiediamo di dare tutto il vostro supporto vibratorio a lei e a questa impresa, con il desiderio di portare portare vibrazioni nelle istituzioni italiane per iniziare una rinascita Sahaja e illuminata del nostro Paese".
  12. MAESTRI Federico Caffè, una lezione (attuale) Non c’è integrazione senza equità Trent’anni fa l’autorevole economista keynesiano spariva per non farsi più rivedere Nell’ultima lezione, tenuta nel 1984, criticò la svolta neoliberista in corso nel mondo ... di GUIDO BRERA Caffè, nato a Pescara il 6 gennaio 1914, fece perdere le sue tracce il 15 aprile 1987 ... «L’esperienza è ciò che ottieni quando non sei riuscito a ottenere ciò che volevi». Queste parole sono state pronunciate dall’informatico statunitense Randy Pausch il 18 settembre 2007. Quel giorno, presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Pausch tenne la sua Last Lecture. Gravemente malato e consapevole di una fine imminente, compose un estremo magistero a proposito del modo con cui conseguire i propri sogni. Morirà dieci mesi più tardi, a 48 anni. «Federico Caffè. Le riflessioni della stanza rossa» (in uscita a marzo; pagine 144, euro 14,50) Un’ultima lezione è anche quella dell’economista Federico Caffè all’Università di Roma, una mattina di giugno del 1984. A differenza di Pausch, Caffè percepiva la definitività relativa d’un congedo accademico. Ma il relativo si farà assoluto tre anni dopo, il 15 aprile 1987, quando il professore scomparirà nel nulla come già aveva fatto, alla fine degli anni Trenta, il fisico Ettore Majorana. Uomini svaniti, sottrattisi al proprio tempo: forse prigionieri dell’«esperienza», di quello che ci resta allorché il setaccio del vivere ha filtrato la materia di sogni, desideri e intendimenti tra le maglie strette della realtà. Per lo scienziato allievo di Fermi e per il riformista solitario che studiava Keynes sembrano valere le parole di Pausch. Entrambi furono feriti dalla preveggenza di ciò che intuirono ed entrambi constatarono l’impossibilità di conseguire ciò che volevano. Secondo alcuni, Majorana avrebbe previsto l’inferno atomico che le sue ricerche stavano contribuendo a schiudere. A Caffè, invece, toccò sondare il futuro guardando gli anni Ottanta della «rivoluzione conservatrice», di cui — proprio nell’ultima lezione — confutò con durezza il «retoricume neoliberista», l’apologia del mercato, l’odio per lo Stato e — di conseguenza — per qualsiasi interesse sociale. Federico Caffè preconizzò gli effetti nefasti del culto dei mercati nel cui segno la globalizzazione si è imposta, mentre conservatori e socialisti andavano incontrandosi lungo la «terza via»: nell’indistinto di ciò che è stato chiamato «estremismo di centro». A trent’anni dalla scomparsa, il vuoto lasciato da Caffè non scalfisce la lungimiranza di un insegnamento che continua a indicare la strada. Benché fosse un convinto europeista, il professore nutriva profondi dubbi nei riguardi del Sistema monetario europeo (Sme) e soprattutto nei confronti della Germania, la nazione con il marco forte e il terrore per l’inflazione, che considerava causa d’inevitabili squilibri rispetto ai Paesi con valuta debole. Per questo, citando Keynes, raccomandava una reciprocità di obblighi tra nazioni esportatrici e Paesi importatori, sempre alla ricerca di un equilibrio commerciale che fosse presupposto di pace durevole e benessere collettivo. Oggi, quelle preoccupazioni trovano tragica conferma nell’Europa della moneta unica, dominata dal surplus commerciale tedesco. Le asimmetrie di allora diventano ingiustizie strutturali nella spirale perversa che vede le potenze neo-mercantiliste cavalcare l’onda delle esportazioni, trasformare i Paesi in deficit in mercati di sbocco per i loro prodotti e poi comprarne il debito attraverso gli stessi surplus commerciali che ne derivano. È il frutto velenoso della globalizzazione senza regole, e diventa letale quando soffoca Paesi come la Grecia, costretti in una gabbia nella quale non possono né svalutare né stampare in autonomia. Vista da Atene, l’Unione Europea ricorda la camera della morte di una tonnara, l’inaggirabile intrico di reti in cui la preda si dibatte fino alla mattanza: cioè, all’esplodere di una crisi finanziaria e al diffondersi del panico. È allora che subentra il diktat dell’austerità, la finta cura che — invece di lenire — acuisce la sofferenza. Il rimando a meccanismi di perequazione e bilanciamento, alla reciprocità e alla solidarietà tra Stati, è l’imprescindibile lezione di Caffè per invertire la rotta tracciata dal mercantilismo teutonico, al tempo della guerra commerciale tra le due sponde dell’Atlantico, nei giorni in cui in America echeggiano sirene protezioniste e nel vecchio continente la mistica della sovranità nazionale si tinge di truci implicazioni identitarie. Un monito per tentare di riformare radicalmente l’Ue, perché serve più Europa, ma soprattutto una diversa Europa, e non differenti «velocità» o, peggio, due valute che condannerebbero le aree più lente a una svalutazione imposta, con conseguente fughe di capitali e crisi del sistema bancario. Il «divorzio amichevole» è una proposta tardiva, fuori tempo massimo, e suona beffarda ora che, sull’altare del rigorismo, i Paesi in deficit hanno già sacrificato pezzi del sistema produttivo e del welfare, pagando con l’impoverimento e l’inasprirsi delle condizioni di vita. Federico Caffè ed Ettore Majorana videro lontano, ma non ottennero ciò che volevano. Ci resta la loro «esperienza», prezioso contributo per conseguire nuovi e vecchi sogni. 9 febbraio 2017 (modifica il 13 febbraio 2017 | 19:51) http://www.corriere.it/cultura/17_febbraio_09/federico-caffe-economista-scomparsa-keynes-16884450-eee6-11e6-b691-ec49635e90c8.shtml?refresh_ce-cp
  13. politica ed economia Matteo e i 3,3 Mln di follower

    Il Nostro ha iniziato la sua campagna Rottamatrice con i Tweet... Fiero dei suoi 3 milioni di followweeerss a cui si rivolge nei suoi cyber-comizi de Noantri. Niente , una volta si diceva dei cugini Romanisti "mai 'na gioia" , adesso con Matteuccio e' come sparare sulla Croce Rossa . A fare le pulci ai seguaci-social dei cinguettii politici è stato il Cnr di Pisa che ha scoperto che l'88% dei 3,3MLN di Followers sono Fake o inattivi... Nel vizietto dei "seguaci-gonfiati" non e' solo , il neonato "Liberi e qualcosa" con ben 600.000 seguaci ,,, circa l''86% sono falsi o inattivi...
  14. politica ed economia Giovanni Siciliano

    Non ha le basi http://www.consob.it/web/area-pubblica/siciliano-giovanni
  15. politica ed economia Salutame a Soros

    Fratelli d’Italia è una ridicola e inquietante parodia del Movimento Sociale Italiano, perché dopo Fiuggi persino dentro Alleanza Nazionale avrebbero giudicato come uno sciroccato – come minimo – chi avesse aderito a una teoria del complotto sui ricchi banchieri ebrei che vogliono distruggere l’Europa contaminandone la razza o fosse andato a fare sceneggiate da Bagaglino davanti al Museo Egizio di Torino.
  16. politica ed economia I populisti in giacca e cravatta

    Uno degli slogan che più si sente in campagna elettorale e’ l’accusa di populismo. Le persone poco serie sarebbero i “populisti”, i “demagoghi” che titillano le emozioni della gente unicamente per prendere voti. Mentre loro, quelli che tuonano contro il populismo, sarebbero persone serie. E si presentano in giacca e cravatta, non con le felpe. Questo arguto articolo di Nicola Porto disvela le ipocrisie del PD, di Gentiloni e di “repubblica”. I populisti in giacca e cravatta. http://m.ilgiornale.it/news/2018/02/19/i-populisti-in-giacca-e-cravatta/1495553/
  17. politica ed economia Domanda di economia per gli esperti

    Con il quantitative easing la BCE ha attuato una politica volta ad immettere liquidità nel sistema per scongiurare pericoli deflazionistici e favorire l'attività creditizia delle banche. La domanda è questa: considerando quanto elevato sia il fardello dei debiti pubblici per alcuni stati tipo il nostro, cosa succederebbe se la BCE decidesse di azzerare il valore di quei crediti acquisiti in questi anni? Lo chiedo perché mi è capitato di leggere alcune prese di posizione di economisti, o presunti tale, che consideravano questa eventualità, ma non ho mai realmente capito se si trattasse di dichiarazioni ad minchiam o se effettivamente ci fosse una qualche logica.
  18. http://milano.repubblica.it/cronaca/2018/02/16/news/elezioni_milano_lega_manifesti_elettorali_immigrati-189021368/ Solito paradosso italico, manifesti di partiti apertamente schierati contro l'immigrazione vengo affissi proprio da immigrati... Perché? Semplice, costano meno! Perché gli immigrati non li vuole nessuno, però quando si parla di manodopera a basso costo il fenomeno immigrazione viene rivalutato.
  19. politica ed economia si dice di loro...

    ho trovato questo, mi sembra carino, spero si sappia apprezzare lo scherzo:
  20. Bussolati e Sumaya ospiti nella moschea di Shwaima. Foto con Gentiloni e Bussolati Incontri ravvicinati. Il centro islamico di Milano e Lombardia ha convocato nella sua moschea, a Segrate, un incontro con il segretario del Pd di Milano Pietro Bussolati e la consigliera Sumaya Abdel Qader. Decine di persone ad ascoltarli: gli uomini da una parte e donne dall'altra. Rigorosamente. A introdurre i due illustri ospiti, il leader storico del centro islamico: Abu Shwaima. Difficile stabilire quali affinità possa avere il Pd con l'imam di Segrate, che fra l'altro ha partecipato a uno dei noti cortei «per Gerusalemme», il 16 dicembre, gridando col megafono ai partecipanti messaggi di questo tenore: «Non trattare con israeliani», «di Gerusalemme vogliono farne un ghetto per gli ebrei» e «Intifada contro questo progetto». Sumaya aveva perso posizione contro gli slogan antisemiti scanditi in quei cortei, in particolare il 9 dicembre. E il Pd ha presentato una denuncia sul caso. Altri hanno chiesto anche agli imam una presa di distanza, di cui a oggi ancora non si ha notizia. Probabilmente Abu Shwaima e il Pd non si troveranno d'accorso sull'uso della bicicletta: per la sinistra è notoriamente da incentivare, per Shwaima invece è sconveniente, per le donne, ovviamente perché sono «un diamante». «È più decoroso e di rispetto per una donna che non vada in bicicletta» ha detto nel 2016 questo imam che ieri ha accolto in moschea i due ospiti Pd. Segue: http://m.ilgiornale.it/news/2018/02/19/il-pd-cerca-voti-dallimam-che-vieta-la-bici-alle-donne/1495824/
  21. I super ricchi dovrebbero pagare tasse «significativamente» più alte. Firmato Bill Gates. In un’intervista alla Cnn il miliardario fondatore di Microsoft (e secondo uomo più ricco del mondo) ha criticato la riforma fiscale Usa, voluta da Donald Trump: «Non è una legislazione fiscale progressiva, ma regressiva», ha detto. «Consente alle persone più ricche di trarre enormi benefici rispetto alla classe media o ai poveri - ha aggiunto - e quindi contrasta con la tendenza generale che vorremmo vedere, che prevede una rete di sicurezza più forte e le persone più abbienti che pagano più tasse». All’intervistatore che gli chiedeva cosa pensasse della crescente diseguaglianza negli Stati Uniti, Gates ha risposto: «E’ un problema che tutte le democrazie devono affrontare».
  22. politica ed economia la shoa? anche un po' colpa degli ebrei...

    La tensione tra Polonia e Israele sulle responsabilità dell'olocausto non accenna a calare. Dopo l'approvazione della controversa legge polacca che vieta, anche all'estero, a chiunque di parlare di "campi di concentramento polacchi" o di collaborazionismo tra polacchi e nazisti, il premier Mateusz Morawiecki alla Conferenza sulla Sicurezza a Monaco di Baviera, ha rinfocolato la polemica sostenendo che durante la Shoah "ci furono colpevoli polacchi, così come ci furono colpevoli ebrei". Il premier polacco ha così risposto alla domanda del giornalista, Ronen Bergman, che gli ha chiesto: visto che mia madre è scappata dalla Gestapo in Polonia poco dopo aver saputo che i suoi vicini polacchi l'avevano denunciata, "se raccontassi questa storia sarei considerato un criminale nel suo Paese?", scatenando un applauso tra i presenti. A questo punto Morawiecki ha replicato: "Non sarà incriminabile per aver detto che c'erano criminali polacchi, se si aggiungerà che c'erano anche criminali ebrei, russi, ucraini, e tedeschi" ricordando che l'obiettivo della legge, che prevede fino a 3 anni di carcere, è difendere l'onore della Polonia occupata dai nazisti. L'intervento del premier polacco hanno scatenato ancora una volta l'ira dell'israeliano Benjamin Netanyahu: "Le sue parole qui a Monaco sono oltraggiose. Parole che dimostrano la sua incapacità di comprendere la storia e la mancanza di sensibilità per la tragedia della nostra gente".
  23. politica ed economia Maastricht dove? Il programma PD

    Sotto la lente, le elezioni e l’economia /1 Maggiori uscite per circa 40 miliardi, la più corposa è lo scorporo dal deficit di spese “mirate”. Ridurre il cuneo contributivo porta minori entrate per 12 miliardi. Le privatizzazioni sono irrealistiche di ROBERTO PEROTTI QUANTO costa il programma elettorale del Pd? La somma dei costi è di almeno 56,4 miliardi (oltre il 3 percento del Pil), di cui 39,7 miliardi di maggiori spese e 16,7 miliardi di minori tasse. A questa cifra bisogna però aggiungere svariati ma imprecisati miliardi da ben trenta voci di maggiori spese e cinque voci di minori entrate, la cui quantificazione è impossibile in assenza di dettagli. Inoltre, il programma del PD non indica coperture. Di seguito commento brevemente le maggiori proposte, in particolare quelle di cui ho stimato personalmente i costi in assenza di indicazioni nel programma, divise tra maggiori spese e minori entrate. La voce principale è un piano di aiuti alle famiglie, 240 euro di detrazione Irpef mensile per i figli a carico fino a 18 anni e 80 euro per i figli fino a 26 anni, che raggiunge anche gli autonomi e gli incapienti, ad un costo stimato dal Pd di 9 miliardi. Il programma del Pd prevede poi almeno 150 ore di formazione durante la vita di ogni lavoratore: la mia stima è di un costo annuo di 2 miliardi. Per quanto riguarda il reddito di inclusione, con la legge di Bilancio 2018 vengono stanziati 2,75 miliardi dal 2020; la mia stima del costo del raddoppio è dunque di 2,75 miliardi. Il PD propone l’innalzamento del livello di contribuzione alla cooperazione allo 0,3% del Pil. Oggi per gli aiuti pubblici allo sviluppo l’Italia spende 3,1 miliardi. Per arrivare allo 0,3 percento del Pil, 5,3 miliardi, stimo quindi un costo di 2,2 miliardi. Il “ritorno a Maastricht” significa lo scorporo dal calcolo del deficit entro il tetto del 3% del Pil di spese “mirate e chiaramente identificabili”. Questa misura va letta insieme alla prossima, l’ “emissione di Eurobond per finanziare progetti su capitale umano, ricerca e infrastrutture, fino al 5% del Pil dell’Eurozona”. La quota dell’Italia sarebbe il 5 percento del Pil italiano; sull’arco della legislatura, significa l’1 percento l’anno, cioè 18 miliardi. Tra le minori entrate, la voce maggiore è la riduzione del cuneo contributivo dal 33 al 29 percento per lavori a tempo indeterminato, di un punto percentuale all’anno per quattro anni. La mia stima è di almeno 12 miliardi. Le altre due maggiori misure di riduzioni di entrate sono la riduzione dell’aliquota IRES dal 24 al 22 percento (2,8 miliardi), e l’estensione alle partite IVA del bonus 80 euro (1,9 miliardi). Il programma del Pd non identifica coperture, eccetto per il punto 95 del Programma breve: “Recuperare un punto di Pil nell’arco della prossima legislatura attraverso la digitalizzazione della PA”, su cui non vengono forniti ulteriori dettagli. Il Programma lungo enuncia però un ambizioso obiettivo di riduzione del debito: “ridurre gradualmente ma stabilmente il rapporto tra debito pubblico e Pil al valore del 100% entro i prossimi 10 anni”. Per raggiungerlo, basterebbe la “crescita attuale” anche in presenza di “politiche fiscali moderatamente espansive”. Questa affermazione è fattualmente scorretta. Attualmente il costo medio del debito è il 3,1 percento, la crescita nominale del Pil il 2 percento, l’avanzo primario l’1,7 percento del Pil, e il rapporto debito pubblico / Pil il 130 percento. È facile verificare che con questi numeri il rapporto debito pubblico / Pil rimarrebbe praticamente stabile. Con una politica fiscale “moderatamente espansiva”, diciamo un avanzo primario dell’1 percento del Pil invece dell’1,7 percento attuale, il rapporto aumenterebbe. È vero che l’inflazione probabilmente aumenterà, e con essa il tasso di crescita del Pil nominale, ma anche il tasso di interesse probabilmente aumenterà. http://www.repubblica.it/economia/2018/02/12/news/il_programma_del_partito_democrato_costi_e_coperture_spiegazione-188663336/?ref=drnweb.repubblica.scroll-1
  24. politica ed economia Per un pugno di euro: programma M5S

    Sotto la lente, le elezioni e l’economia /2 Rispetto ai calcoli del Movimento il reddito minimo non costa 15 miliardi ma quasi il doppio. Superare la Fornero genera aggravi per 15 miliardi invece degli 11 previsti. Con la riforma Irpef minori entrate per 16 miliardi, non per 4 di ROBERTO PEROTTI Il costo totale del programma M5S, secondo lo stesso movimento, è di 78,5 miliardi (il 4,5 per cento del Pil), di cui più di tre quarti di maggiori spese. Secondo le mie stime, il costo totale è di 108 miliardi. A queste cifre bisogna aggiungere svariati ma imprecisati miliardi da almeno tre voci non quantificate nel programma del M5S. La somma delle coperture è di 79 miliardi secondo il M5S, 45 miliardi secondo le mie stime. Sottraendo le coperture dal totale dei costi, si ottiene un avanzo di 0,5 miliardi secondo il M5S, un disavanzo 63 miliardi (il 3,5 per cento del Pil) secondo le mie stime. Il reddito di cittadinanza è un reddito minimo garantito di 812 euro al mese per un single, 1.706 euro al mese per una famiglia di due adulti con due figli. Il costo secondo il M5S è di 15 miliardi, lo stesso calcolato dall'Istat nel 2015. L'Inps calcolò il doppio, 30 miliardi, una cifra confermata di recente da Massimo Baldini e Francesco Daveri su lavoce.info. L'Istat attribuisce alle famiglie che possiedono la casa un reddito "imputato", pari all'affitto che pagherebbero sulla casa se fosse in affitto. Questo aumenta il loro reddito, e diminuisce quindi il sussidio che ricevono. Tuttavia, non c'è menzione di questo aggiustamento nella proposta del M5S. Il M5S propone di superare la legge Fornero tornando alla pensione di anzianità con 41 anni di contributi per i lavori gravosi e di introdurre "quota 100", meno pesante per le casse dello stato della "quota 96" pre-Fornero: con quota 100 per andare in pensione a 60 anni bisogna avere 40 anni di contributi, con quota 96 ne bastavano 36. La stima di costo del M5S è di 11 miliardi, compreso il blocco dell'adeguamento dell'età pensionabile alle aspettative di vita. Tuttavia, quest'ultimo richiede di modificare anche tutte le riforme approvate dai governi di centrodestra dal 2004 in poi, che hanno introdotto il principio dell'adeguamento: la legge Fornero si è limitata ad accelerarne i tempi di applicazione. Prudenzialmente, assumo un costo di 15 miliardi. Gli aiuti alle famiglie (14,5 miliardi) consistono in rimborsi per asili nido, pannolini e baby sitter e nell'innalzamento dell'importo detraibile per assunzione di colf e badanti. Tra le entrate, per quanto riguarda l'Irpef, vi saranno tre aliquote, con no tax area a 10.000 euro invece degli 8.000 attuali, fino a 26.000 se si hanno famigliari a carico. Il costo stimato dal M5S è di 4 miliardi (13 miliardi da cui va sottratto il costo del bonus 80 euro, che il M5S vuole abolire). Recentemente, Massimo Baldini e Leonzio Rizzo su lavoce.info stimano un costo di 16 miliardi: essi applicano l'aumento della no tax area a tutti i contribuenti, inclusi gli autonomi, dato che la proposta del M5S non menziona alcuna differenza. D'altra parte, la loro è probabilmente addirittura una sottostima del costo perché non tiene conto del forte aumento delle detrazioni per famigliari a carico proposto dal M5S, fino a 26.000 euro. http://www.repubblica.it/economia/2018/02/13/news/programma_m5s-188717203/?ref=drnweb.repubblica.scroll-2

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