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captain picard

-high end- a me mi "suona" male e a voi?

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captain picard

Ciao a tutti, sul N°142 di fedeltà del suono, appare un piccolo articolo di presentazione delle nuove B&W signature diamond, l'autore Andrea Della Sala ribadisce la spietatezza di tali diffusori con le cattive incisioni, ribadendo che dovrebbe essere sempre così con impianti realmente hig end, ora, non voglio assolutamente polemizzare con Della Sala, persona che apprezzo molto per passione e competenza (oltretutto mi ha consigliato di prendere le mie pro ac 3.5 e gliene sarò grato per tutta questa vita audiofila, almeno fino al prossimo innamoramentoicon_smile_big.gif)

Ma nonostante ciò non sono d'accordo, come sempre è questioni di gusti, avere un impianto troppo selettivo ed avere il terrore di acquistare ogni volta il disco sbagliato, non è l'impianto che voglio, hig and o meno che sia, preferisco un'impianto che sia realmente musicale, magari sacrificando un pò di spietata analisi che il più delle volte dal vivo "semplicemente" non esiste.

Qualche anno fà, si parlava proprio di questo con il buon Gianfranco Machelli,

che spiegava come i vecchi impianti, 20/30 anni fà, soprattutto i diffusori essendo meno "lineari" apparivano certamente meno neutri, ma con la capacità in molti casi, di far suonare tutto ciò che gli davi, sempre con discreto calore e musicalità, con "piacere" insomma.

Cosa ne pensate?

Adolfo.

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JandB

Questione di gusti.

In ogni caso, se un cd suona male, la colpa non è delle casse, ma del tecnico del suono!!! icon_smile_wink.gif

Saluti Alessio.

 

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antono

 

Ciao ,

 

il signor Gianfranco Machelli ha

perfettamente ragione .

"Alla larga" da iperselettivi diffu=

sori che stravolgono il suono del

concerto .

 

Saluti , Carlo .

 

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captain picard

Certo Alessio, non voleva essere un processo ai diffusori in questione,che oltretutto non conosco, quanto appunto ad impianti asemblati per essere selettivi e quanto questa selettività possa o meno servire al buon servizio della musica, essendo le cattive incisioni, purtroppo spesso una realtà.

grazie

 

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steo

Condivido l'opinione che l'impianto debba riprodurre in modo godibile e coinvolgente ogni disco, per quanto mal inciso.

E credo che sia una cosa più difficile da ottenere rispetto all'eccellenza con i soliti 4-5 titoli.

 

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Preston

Non sono d'accordo: mi sembra un ragionamento stile "occhio non vede, cuore non duole"... L'impianto deve essere obiettivo nei confronti dell'incisione, spetta all'ascoltatore (e non all'impianto) perdonare, eventualmente, le cattive incisioni.

Ribadisco comunque che è questione di gusti.

 

Alessandro

 

Nel vino c'è la saggezza, nella birra c'è la forza, nell'acqua ci sono i batteri.

[Antico proverbio tedesco]

 

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mojo_65

Adolfo, il tema é stato più volte dibattuto sul forum, partendo da punti anche molto diversi e senza arrivare ad una soluzione o una condivisione reale di come stanno le cose.

 

Personalmente condivido quanto scrivi come anche l'opinione di Macchelli ma non fermerei la considerazione ai soli impianti.

Ognuno di noi ha una sua capacità di "sentire" e questa si modifica nel tempo, invecchiando ci perdiamo tutti qualcosa per la strada e l'esperienza vera di ascolto della musica, quella suonata e cantata dal vivo é diversa per ognuno di noi ed é innegabile che il percorso formativo dell'esperienza di ascolto dal vivo si riflette molto sulla nostra capacità di giudizio e di gradimento di un certo tipo di suono.

Leggere ed informarsi é buona cosa ma "pensare" con le proprie orecchie senza aver paura del giudizio degli altri é altrettanto importante.

 

Molti impianti e componenti di oggi non mi piacciono, non mi imoporta della loro qualità assoluta, preferisco una foto imprecisa di una bella donna anziché la sua lastra radiografica.

 

Io un giorno ho preso un foglio di carta ed ho mentalmente ripercorso tutti gli anni passati ad ascoltare musica sia riprodotta sia dal vivo (ed é tanta veramente dalla metà dei '70 ad oggi...) e ho scritto sul foglio tutti gli apparecchi che mi avevano emozionato, che mi avevano detto veramente qualcosa così come i suoni che dal vivo mi avevano emozionato, senza questioni di prezzo, prestigio o altro. Poi ho incrociato tutto ed ho imboccato una strada precisa verso un suono che vada bene per me e per la mia esperienza.

 

Qualunque suono sia esso dal vivo o riprodotto é una versione, un'interpretazione, l'assoluto non esiste. Ognuno trovi la sua strada.

 

In ultima analisi mi permetto di dire che l'impianto mi serve SOLO per ascoltare i miei dischi. Anche se é con i dischi che provo l'impianto in realtà non uso i dischi per ascoltare l'impianto.

Tutto parte dalla musica.

 

Scusa la lunghezza.

Ciao

ALessandro

 

P.s. comunque sia ProAC é una di quelle aziende che produce macchine da musica...

 

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Superciuk

A questo punto mi domando se ha senso che Ricci e Lincetto si dannino l'anima per fare ottime registrazioni.

Tanto poi ci sono i diffusori che fan suonare bene tutto e comunque.

Aloha

Mattia

 

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dufay

Credo però che non sia del tutto impossibile coniugare "spietatezza" con musicalità.

E' ovvio che l'impianto nasca per essere ascoltato e se il suono non invita a nuovi ascolti non è un buon suono.

Però le sonorità non devono essere nemmeno troppo personalizzate dal lato "eufonico" e nascondere troppi particolari.

Insomma secondo me si tratta di trovare il giusto equilibrio ed anche le B&W in questione (che ho ascoltato al top e mi sono piaciute con riserva) potrebbero suonare in modo quasi perfetto.

 

Saluti.

 

franco gnani

 

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Balance

Cosa ne pensate?

----

 

che abbiamo tutti un grande bisogno di musica, ma ognuno di noi la vuole ascoltare in casa propria secondo i propri gusti e (oltrettutto) non sempre quello standard che desideriamo è uniforme nel tempo, percui possiamo desiderare a volte il suono dettagliato ma sincero e a volte quello più arrotondato ma godibile.

forse si tratta di incominciare a delineare quello che si vuole: una realtà sonora (nel bene o nel male) oppure un suono addomesticato secondo le nostre esigenze ed esperienze trovate nella nostra memoria "storica" e legate ad alcuni ricordi d'ascolto?

l'higend è il primo o il secondo?

credo sia il primo.

il secondo lo chiameremo hig-nostalgie icon_smile_big.gificon_smile.gificon_smile_big.gif.

 

 

ciao

M@ximo

 

 

Modificato da - Balance il 24/10/2007 10:15:39

 

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cactus_atomo

non è esattamente questo il senso del discorso, diciamo che ci sono impianti che "esaltano i difetti fiono a renderer inascoltabile alcune regisatrazioni, ma un cd bene inciso suonerà sempre meglio di uno male inciso (ma anche su questo non c'è identità di vedute, alcuni dischi audiophile per me sono inc i spettacolarmente ma non bene, a partire da alcuni super acclamati xrcd o OMR o da alcune atichette cosiddette audiophile che qui non cito, e non m i riferisco a fonè e a velut luna tanto per essere chiari)

Buona musica

enrico

 

quote:

A questo punto mi domando se ha senso che Ricci e Lincetto si dannino l'anima per fare ottime registrazioni.

Tanto poi ci sono i diffusori che fan suonare bene tutto e comunque.

Aloha

Mattia


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www.romaaudioclub.it

 

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BlueMoon

quote:

Questione di gusti.

In ogni caso, se un cd suona male, la colpa non è delle casse, ma del tecnico del suono!!! icon_smile_wink.gif

Saluti Alessio.


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Ma ci sono casse (purtroppo) che fanno suonare bene molti Cd e altre no!Ciao franco

 

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captain picard

Da quel che sò Marco Lincetto, utilizzava come monitor delle spendor, guarda caso considerati diffusori mai asfittici, pieni e musicali, un pò vecchia maniera insomma, eppure produceva ottime incisioni, quanto sia cambiato ora che utilizza dei più moderni genelec non sò,ma sicuramente si può coniugare monitor attendibili (spendor 100) con musicalità, una cattiva incisione rimane una cattiva incisione, ma in impianti meno votati all'iper analisi, che ripeto in "natura" non esiste,sarà semplicemente più sopportabile.

 

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petrus

quote:......................Ma nonostante ciò non sono d'accordo, come sempre è questioni di gusti, avere un impianto troppo selettivo ed avere il terrore di acquistare ogni volta il disco sbagliato, non è l'impianto che voglio, hig and o meno che sia, preferisco un'impianto che sia realmente musicale, magari sacrificando un pò di spietata analisi che il più delle volte dal vivo "semplicemente" non esiste......................................................Cosa ne pensate?

Adolfo.


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Forse non c'è tutta questa necessità di rendere ascoltabili le incisioni pessime, poi tutto dipende dai generi ascoltati, ma un buon audiofilo deve rifiutarsi di comprare incisioni fatte male che senso ha, tranne che si tratti di documenti storici di indubbio valori, opere che non possono mancare comunque nella discoteca dell'appasionato.

Inoltre bisogna porre anche una certa attenzione nel giudicare le incisioni, quello che ascoltiamo potrebbe essere eventualmente un difetto dell'impianto, immaginiamo una mancanza di linearità entro un certo intervallo di frequenze (tipiche sibilanti) siamo sicuri che i difetti in quelle circostanze siano da attribuire all'incisione ?

Ciao Lorenzo

 

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giorgio - cav

quote:

 

In ogni caso, se un cd suona male, la colpa non è delle casse, ma del tecnico del suono!!! icon_smile_wink.gif

Saluti Alessio.


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Infatti come non quotarti...

Se nel cd o vinile che sia ci sono le informazioni corrette alla fine queste si sentiranno corrette se il cd è inciso da cani si sentirà da cani in ogni caso anche in impianti da 500000€.

Altra cosa è quando nel supporto ci sono le informazioni corrette ma poi queste non vengono fatte sentire correttamente da un impianto.icon_smile_dissapprove.gif

 

saluti

Pier Giorgio

 

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giorgio - cav

quote:

 

 

Inoltre bisogna porre anche una certa attenzione nel giudicare le incisioni, quello che ascoltiamo potrebbe essere eventualmente un difetto dell'impianto, immaginiamo una mancanza di linearità entro un certo intervallo di frequenze (tipiche sibilanti) siamo sicuri che i difetti in quelle circostanze siano da attribuire all'incisione ?

Ciao Lorenzo


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Infatti è proprio qui il bello...icon_smile_wink.gifmolte volte non è l'incisione ad andare male ma qualcosa nell'impianto....

 

saluti

Pier Giorgio

 

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soundfan

Bene, bene, bene. Mi piace questo 3d dove in pratica si mette in discussione (annosa e senza soluzione) cos'è l'HiFi sia HiEnd che "Standard" (possiamo coniare una nuova definizione ?)

Molto interessanti i commenti che in pratica ci dividono in due grandi categorie.

 

A) Chi intende la catena audio come uno strumento accurato e preciso capace di riprodurre nella maniera più lineare possibile il supporto musicale. Come vogliamo chiamarli? "Puristi"? "Rigorosi"? "Disincantati"? Boh, fate voi.

 

B) Chi intende la catena audio come qualcosa che suona anch'essa plasmata secondo il proprio gusto tanto da digerire e restituire più o meno sempre con lo stesso "sentiment" qualunque supporto musicale viene riprodotto. Come vogliamo chiamarli? "Audiofili"? "Sognatori"? "Sentimentali"? Boh, fate voi.

 

 

Il punto è che in giro ci sono pessime registrazioni e/o pessimi remastering in Cd anche di registrazioni valide. E il punto sta sempre qui. Parte sempre tutto dalla sorgente.

Non che freghi niente a nessuno ma personalmente appartengo al gruppo A). Preferisco accorgermi di una registrazione mal fatta e ascoltarla "tappandomi il naso" piuttosto che avere un impianto che digerisce tutto aggiungendo o togliendo qualcosa di suo.

Questione non solo di gusti ma credo proprio di atteggiamento mentale. Ma ognuno ha il suo e meno male se no, come detto in altro 3d tempo fa, avremmo tutti lo stesso impianto dello stesso produttore.

 

Infine, un aneddoto divertente (o forse no . . .)

Qualche anno fa quando cambiai l'impianto venne a casa mia un amico di vecchia data appassionato di musica e musicista (ormai solo a tempo perso, purtroppo) che vedendo le 802 disse "Domani vengo con un CD di Madonna (Like a Virgin nda) dove voglio proprio sentire CON I BASSI CHE HA come suona con queste casse!" Lui aveva delle Sonus faber piccole, non ricordo il modello.

Bene il giorno dopo arriva "scaldiamo" l'impianto e mettiamo il disco "incriminato".

Risultato: bassi quasi ZERO, dinamica compressa sulle medie e medio/alte (fare cantare Madonna già da allora non era facile icon_smile_big.gif), alti sparatissimi, una roba quasi inascoltabile (stile comunque che ha riguardato moltissimi dei primi remastering in CD di vecchie incisioni). Ricordo, e non dimentico, la sua faccia ammutolita e profondamente delusa.

Allora misi su qualcosa (no ricordo cosa)dove i bassi c'erano davvero di quelli belli asciutti e profondi che fanno vibrare il divano e tu che ci sei seduto sopra. Tanto perchè non avesse dubbi sull'impianto . . . ma secondo me qualche dubbio gli è rimasto ancora.

Ciao!

Cesare

www.soundfan.it

 

 

 

 

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grapu

Adolfo ha utilizzato un termine "selettività". Se per selettività si intende + dettaglio allora c'è poco da fare: più dettaglio = maggior realismo = maggior aderenza a quanto è registrato sul supporto. Se poi questa selettività sia da ottenere grazie a carbonio, diamante, ceramica o kevlar, se parliamo di diffusori, questo è demandato all'utente finale che può scegliere anche in base alle sue esigenze/requisiti/elettroniche possedute. Graziano

 

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mozarteum

La mia esperienza è esattamente nel senso opposto: più sono salito, più la qualità generale della riproduzione è cresciuta anche con dischi tutt'altro che buoni.

 

Quanto agli impianti radiografanti, sono a mio avviso tali solo quelli che generano fatica d'ascolto a volumi sostenuti. Altrimenti il dettaglio e l'iperdettaglio sono sempre un valore, per quanto mi riguarda, e ciò lo si capisce con una Mer o con un concertato tosto (tipo finale del 2 atto dei Maestri cantori).

 

Poi, per la mia esperienza, il suono dal vivo, ascoltato in posizione adeguta è sempre molto dettagliato. Come ho detto altre volte (lo so spesso mi ripeto), si tratta però di dettagli non avulsi, ma "concertanti". Questa è la cosa difficile da riprodurre a casa.

 

Roberto

 

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JandB

E poi in base a cosa definiamo le incisioni?

Al nostro gusto, al nostro impianto o altro? Come si fa a dire se un'incisione è buona oppure no?

Siamo sicuri che lo stesso CD suoni bene e possa essere definito "ottima incisione" in due impianti differenti?

Saluti Alessio.

 

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mozarteum

Bè, vabbè Alessio, non spacchiamo il capello in quattro: io giudico buona una incisione che mi dia un messaggio verosimile. In qualche caso riesco a riconoscere anche l'acustica di qualche sala. Le registrazioni al Musikverein per esempio devono risultare timbricamente scure e piacevolmente alonate. Se suonano secche o brillanti o è sbagliata la registrazione o è starato l'impianto. ecco, io mi aiuto con queste cose empiriche un pò così.

 

Roberto

 

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giorgio - cav

quote:

La mia esperienza è esattamente nel senso opposto: più sono salito, più la qualità generale della riproduzione è cresciuta anche con dischi tutt'altro che buoni.

 

Roberto


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Questo è ovvio, però non potrai mai tirare fuori il sangue dalle rape se questo non vi è presente.

L'impianto non si inventa qualcosa che non esiste in partenza.....

 

saluti

Pier Giorgio

 

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artepaint

Come un impianto possa comportarsi in maniera diversa verso CD registrati male e CD registrati bene, rimane un mistero inspiegabile.

Anzi credo possa essere vero il contrario, ovvero che se un impianto rende meno inascoltabili le pessime registrazioni, finirà per falsare anche le ottime registrazioni.

Se un impianto rende al meglio il soundstage, non lo può inventare in una registrazione che c'è l'ha sballato.

Se un impianto taglia alcune frequenze lo farà con qualsiasi registrazione e se con determinate incisioni può (ammesso e non concesso) essere un bene, non lo sarà per le incisioni ben fatte.

E poi provo sempre invidia per quelli che sanno sempre, prima dell'acquisto, quali CD non suonano bene e quali no, con il non indifferente vantaggio di andare SEMPRE a colpo sicuro.

 

saluti

artepaint

 

 

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petrus

quote:

La mia esperienza è esattamente nel senso opposto: più sono salito, più la qualità generale della riproduzione è cresciuta anche con dischi tutt'altro che buoni...............

 

Roberto


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Quoto.

molte volte ho rivalutato incisioni, in particolare anni '50, che al crescere dell'impianto parevano migliorarsi anch'esse.

Ciao Lorenzo

 

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mozarteum

Esempio concreto: Backhaus-Beethoven pianoforte, sia mono che stereo.

 

In precedenza, con buoni impianti, le note suonavano come nell'ovatta, nitide (abbastanza), ma "sgonfie e grigio fumo di londra". Ora suonano nere, turgide, abbastanza veloci. La registrazione è quella che è: non confrontabile con quelle DG di Kempff, per esempio, a mio avviso, semplicemente perfette sul piano della registrazione dello strumento.

Ecco dunque un caso di netto miglioramento del suono rispetto ad una registrazione non ottimale (anche se non modesta)

 

Roberto

 

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petrus

quote:

Esempio concreto: Backhaus-Beethoven pianoforte, sia mono che stereo.

.............................

 

Roberto


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II Esempio genere Jazz: LOUIS ARMSTRONG/SATCHMO PLAYS KING OLIVER

 

bassi tracottanti incontrollabili e gonfi ora tutto sparito voce piena materica definita bassi controllati e frenati.

 

Ciao Lorenzo

 

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artepaint

Infatti dagli ultimi post di Mozarteum e Petrus si evince che dando in pasto ad impianti di alto livello determinati CD ....... il suono migliora rispetto ad impianti di livello inferiore.

 

secondo la legge di Catalano !!!

 

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petrus

quote:

Infatti dagli ultimi post di Mozarteum e Petrus si evince che dando in pasto ad impianti di alto livello determinati CD ....... il suono migliora rispetto ad impianti di livello inferiore.

 

secondo la legge di Catalano !!!


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Un pò di tempo fà e non ricordo dove, un 3D riportava il "problema" delle sibilanti nelle registrazioni e alcuni elencavano per portare esempio alcuni titoli incriminati, uno per tutti era: JACINTHA/HERE'S TO BEN

ebbene io ho quel disco e di sibilanti neanche l'ombra.

Trai un pò le conclusioni.

Ciao Lorenzo

 

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cactus_atomo

le sibilantio esistono in natura, non è+ detto che un impiantoi che non fa sentire le subulanti sia quello gisuto, tutto è sapere se quelle sibilanti sono nella incisione o nella riproduzione

+Buona musica

enrico

 

quote:

quote:

Infatti dagli ultimi post di Mozarteum e Petrus si evince che dando in pasto ad impianti di alto livello determinati CD ....... il suono migliora rispetto ad impianti di livello inferiore.

 

secondo la legge di Catalano !!!


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Un pò di tempo fà e non ricordo dove, un 3D riportava il "problema" delle sibilanti nelle registrazioni e alcuni elencavano per portare esempio alcuni titoli incriminati, uno per tutti era: JACINTHA/HERE'S TO BEN

ebbene io ho quel disco e di sibilanti neanche l'ombra.

Trai un pò le conclusioni.

Ciao Lorenzo


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www.romaaudioclub.it

 

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mojo_65

quote:

Esempio concreto: Backhaus-Beethoven pianoforte, sia mono che stereo.

 

In precedenza, con buoni impianti, le note suonavano come nell'ovatta, nitide (abbastanza), ma "sgonfie e grigio fumo di londra". Ora suonano nere, turgide, abbastanza veloci. La registrazione è quella che è: non confrontabile con quelle DG di Kempff, per esempio, a mio avviso, semplicemente perfette sul piano della registrazione dello strumento.

Ecco dunque un caso di netto miglioramento del suono rispetto ad una registrazione non ottimale (anche se non modesta)

 

Roberto


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Ottimi commenti Roberto, sono quello che intendevo con il mio precedente commento.

La nostra esperienza di ascolto dal vivo ci porta a considerare o riconsiderare parametri audiofili che non hanno dei veri riferimenti.

 

Il Musikverein per esempio lo ricordo come tu dici un po' scuro anche se in realtà mi piace di più definirlo "compassato", il suono assume dei contorni morbidi ma non imprecisi, é un suono molto plastico. E questo DEVE emergere dalle registrazioni.

Condivido anche che molte registrazioni DG degli anni 60 (verso la metà) sono ancora oggi un esempio di rispetto dei timbri e nel trattamento delle armoniche. Lo splendido violino di Accardo nei concerti di Paganini registrati e stampati nel '64/'65 sono un altro esempio, quella luce, quel colore strumentale é oggi difficile da ritrovare.

 

E non tutti gli impianti riescono a tirare fuori il meglio da quelle registrazioni. Con questi materiali é certo che si debba utilizzare componenti rivelatori ma anche rispettosi del segnale originale e che poi impianti moderni rivelino anche i difetti di quelle registrazioni é normale ed accettabile (quei bassi un po' slabbrati nei pieni per esempio...).

 

Ciao

Alessandro

 

 

 

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