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Mi è capitato spesso di cercare informazioni in rete su alcuni apparecchi di tanti anni fa e trovare poche frammentarie affermazioni che sono poi diventate un riferimento a volte fuorviante per l’appassionato nella misura in cui sono apodittiche, lapidarie e decontestualizzate. Anche alla luce della perdita del data base di VHF/Melius vorrei aprire un 3d per ricollocare nella giusta dimensione alcuni apparecchi anziani che in rete appaiono snobbati o sottovalutati e magare ricompattare le esperienze dirette di ciascuno sull’argomento anche al fine di capire quanto sia ancora attuale il progetto.

Il mio contributo parte da un Mark Levinson n. 28, ritenuto tra i più anonimi dei pre del marchio.

Ho avuto modo di riascoltarlo di recente nel mio impianto, e debbo ammettere che è un preamplificatore ancora dannatamente attuale.

Per dare un riferimento concreto, ritengo che possa tranquillamente essere comparato, quanto a prestazione complessiva, persino ad un AR LS25 mk1 o a un Bryston BP26. Poi, si può preferire quella attitudine a trasportarti nell’evento dell’AR o quella profondità della scena e quel basso solido del Bryston, ma anche qui c’è della gran sostanza. Sostanzialmente timbricamente corretto, dimensione scenica ragguardevole, gamma media levigata e ottimamente definita con una trasparenza insospettabile malgrado quella una lieve nota di calore che connota un pò tutta la serie 20 conferendo un suono spesso e materico. Lo ritengo un pre abbastanza universale, considerati i valori elettrici di guadagno regolabile e di impedenza, e dall’ottimo rapporto qualità prezzo.

Non azzardo un confronto a memoria col n. 26, splendida macchina, ma teniamo ben conto che quando si parla di differenze, nell’alta fedeltà, spesso si enfatizzano delle nuances che un non addetto ai lavoro normalmente nemmeno percepisce …

 

 

  • Melius 1
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@emiliopablo Ti credo sulla parola.. Del resto, stai parlando di un Mark Levinson... Capisco che molti oggi sono convinti di aver fatto l'affare della vita, acquistando prodotti cinesi o peggio, le belle copie su Aliexpress... 

Io vivo felice con un ARC LS25 più o meno dello stesso periodo e prezzo, l'hai anche nominato 😉

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Vorrei segnalare un'altra gloria, questa volta Audio Research, il VT100 mk3 coevo del Mark levinson n.28 
A cavallo tra gli anni 90 e gli anni 2000 AR ha messo in produzione quella che probabilmente è la sua elettronca più longeva, il VT100. 
La versione mk3 è la più performante (ma anche la mk2 non scherza) e ancora oggi è uno dei migliori finali a valvole sul mercato.
Una trasparenza e silenziosità che ha dell'incredibile (ha una particolare configurazione progettuale in cui una parte del segnale va in ultralineare direttamente ai trasformatori di uscita). Estensione scenica straordinaria, equilibrio timbrico e dinamica impattante come può esserlo un push pull da 100 watt completamente bilanciato. 
Al confronto, i finali successivi di AR (Ref. 110, Ref. 75, Ref. 150, Ref. 75SE) tendono ad un suono più asciutto che nella versione SE vira verso una neutralità quasi anonima in nome di una maggiore universalità. 
L'obiettivo di AR è comprensibile, ovvero di offrire finali sempre più controllati, veloci e tersi, a discapito dell'anima del suono. 
Ne guadagna la gamma bassa in precisione ed estensione, il controllo sul diffusore, ma si rimpiange lo spessore del suono, quel corpo che ti fa apparire vividi e palpabili i protagonisti sulla scena. 
Questo per dire che il VT100mk3, pur non avendo velleità oggi di essere un finale universale (che poi significa pilotare di tutto ma non così bene come può farlo una elettronica più specializzata e dedicata a una particolare tipologia di diffusore), ma con i giusti diffusori (i canonici 90db) magari due vie, meglio se di buon litraggio, il VT100 offre una riproduzione che lascia ancora di stucco.
Poi, la valvola 6550, per la mia personalissima esperienza, ha una capacità di sprigionare armoniche e nuance che la rende sempre molto coinvolgente. Un coinvolgimento che mi è a volte mancato con le KT anabolizzate.   
Insomma, questa elettroncica è l'archetipo del suono AR, dotata di grande raffinatezza, costruito come una corazzata e ancora attualissimo. Per me un grandissimo finale. Magari abbinato proprio al ML28 ... 

P.s.

Lavora benissimo anche con elettroniche sbilanciate, la qualità della connessione in bilanciato o sbilanciato è la stessa!
 

  • Melius 1
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QUAD II.

Il capolavoro di Peter Walker. Siamo nel 1953. Installati nel mio impianto principale, qualche anno fa, hanno dato un tocco pura magia alle Klipsch Heresy III, conferendo allo stesso tempo un basso mai sentito prima da queste casse, sopratutto con le sue originali KT66 grafitate. Con gl altri diffusori che ho, con efficienze via via più basse, si comportano altrettanto bene, ma non bisogna chiedergli di più dei 15w che può dare...

 

  • Melius 1
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Mission Cyrus Two+ PSX

Dettagliato ma composto, piacevolissimo. E sopratutto, spinge. Parecchio. Si trova ancora a poche centinaia di euro, e a queste cifre, non ha rivali sul nuovo. Ideale con minidiffusori inglesi, chissà perché...😉
 

Restando in tema di integrati e di paese di origine:

Musical Fidelity A1 (la bistecchiera) ancora più piacevole, ma meno grintoso, difficile trovarlo in buone condizioni 

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  • Administrators

@emiliopablo Un pre va giudicato insieme ad un finale. anni fa a casa mia portarono un ottimo prer arc (che con il suo finale a valvole arc faceva faville), provai a metterlo in luogo del mio 28, finale levinsn 23, risultato assai deludente,. Ma non era colpa del pre o del finale solo un matrimonio mal riuscito. Il mipo 28 nlo portai anche a casa di un amico che aveva un altro pre di gran pregio, ero preoccupato che il 28 nne uscisse con le ossa rotte (il che avrebbe dato alimento alla scimmia) invece inaspettamente il 28 si è ben comportato ed il mio amco si prese subito dopo un 26s.

Il 28 è più mordino del 26, diciamo che tra 29 e 26 core la differenza che c'è tra il 38 ed il 380, dipende da che suono si cerca, da come lo si abbina. Per me la limitazione maggiore sono i maledetti cnnettori camac, per fortuna le uscite per il finale sono anche ilanciate ed anch un ingresso alo livello lo è

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@emiliopablo ARC ls 25 mk I e ARC VT 100 mkIII sono il motore del mio impianto principale. Pilotano ormai da un decennio una coppia di Avalon Opus Ceramique con soddisfazione tale da non avermi sinora spinto a cercare alternative (per fortuna del portafoglio). In ambiente di medie dimensioni sono per me ancora attualissimi.

buona musica

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@cactus_atomo strano: la serie 20 è uno dei matrimoni consigliati per i pre AR che di solito si interfacciano bene con la maggior parte dei finali. Ho sentito andare meravigliosamente bene il finale n29 con pre AR. 
Mentre, il n28 l’ho ascoltato in bilanciato col vt100 e non faceva rimpiangere il pre AR ... 

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