Marco

Adriano Lincetto

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Marco

Adriano Lincetto era mio papà.

Ma al di là di questo fatto tutto sommato incidentale, è stato un grande musicista.

E’ stato uno straordinario pianista; è stato un eccelso compositore, forse uno dei più grandi compositori del ‘900.

 

Esattamente 14 anni fa, a quest’ora in cui sto scrivendo – circa le 23.30 – entravo in quella “sala d’attesa” del reparto rianimazione dell’ospedale di Padova. Dietro al vetro, opaco e impenetrabile, c’era mio papà: o meglio, c’era quel poco di fisico che ancora lo legava a questo mondo, visto che lui, la sua essenza vitale, era probabilmente già da qualche altra parte, schivando la tristezza degli ultimi momenti in terra di un corpo troppo improvvisamente colpito da un accidente imprevisto ed imprevedibile e da questo troppo rapidamente consumato.

 

Non l’ho visitato quella notte, perché sapevo che non c’era già più. Stavo lì, in silenzio, con mio zio Danilo, suo fratello, seduto al mio fianco.

Ma in quel silenzio, in realtà, parlai molto, con mio papà.

 

Il nostro rapporto non era stato facile. Fra i miei 18 ed i miei 33 anni ci siamo spesso mandati affanculo reciprocamente: più io a lui, che viceversa, però.

Poi, la musica, ci ha riunito, magicamente. In quei due anni che precedettero quel fatidico 24 aprile 1996 ci fu quasi una rincorsa per recuperare il tempo perduto.

E quella piccola cosa che si chiama Velut Luna fu il motore ed il collante. Velut Luna esiste solo perché io sapevo di poter contare sul miglior direttore artistico in assoluto che qualsiasi – ripeto: QUALSIASI – compagnia discografica potesse, e possa, ambire ad avere.

 

E nonostante lui fosse molto allineato al pensiero di Celibidache, per quanto riguarda le registrazioni (di fatto non esistono sue registrazioni come pianista, tranne un paio di concerti da me ripresi quando ero ancora un bimbo ed una registrazione dell’ORTF, ovvero la radio nazionale di Francia, oggi assolutamente introvabile), non disdegnò il mio progetto.

Forse, a pensarci bene, proprio per come lui la pensava, il suo accettare il coinvolgimento in questa avventura può essere considerato un grande atto d’amore nei miei confronti: da parte di un padre, nei confronti di un figlio.

 

Quella notte fra il 23 ed il 24 aprile 1996 fu senza dubbio la più lunga e la più importante della mia vita, fino ad oggi. E quando alle nove circa di mattina del 24 mi comunicarono che mio papà era morto, avevo già raggiunto la ferrea convinzione che non solo non avrei dovuto mollare la missione che mi ero prefisso di sviluppare, ma anzi con ancora più convinzione dovevo proseguire.

E così fu. E così è. E così sarà. Finchè avrò fiato. Esattamente come ha sempre fatto lui.

 

Mio papà ha fatto tante cose, nella sua vita. In quei 59 anni è riuscito a lasciare tante tracce del suo passaggio; è riuscito a vivere ben più di una sola vita.

Ha “inventato” una delle 5 o 6 più grandi cantanti liriche di tutti i tempi, sicuramente la più grande interprete rossiniana di sempre, ovvero Lucia Valentini Terrani.

L’ha, letteralmente, plasmata. Ed in casa era di famiglia: per me era “zia Lucia”. Avevo 8 anni quando nell’estate del ’69 eravamo in vacanza insieme, a Cervia, in un grande appartamento in affitto e vedemmo insieme l’allunaggio dell’Apollo 11.

 

E poi la carriera concertistica internazionale, come pianista e come camerista prestigioso: dieci anni intensi, fra i ’60 ed i ’70 in cui ha girato tutta l’Europa, con tournee che lo tenevano lontano da casa anche per mesi (ed in cui – oggi ne sono consapevole – io ho sofferto la sua assenza).

 

E poi il Metropolitan… ovvero quando mio papà, per la sua innata ritrosia, per il suo senso di appartenenza alla sua terra, disse no, nel 1972, all’offerta di assumere l'incarico di "maestro preparatore", ricevuta dalla dirigenza del prestigioso teatro newyorkese (contratto biennale, stipendio principesco, casa pagata a Staten Island, scuola pagata nei migliori college per me e mio fratello…)

 

E poi il conservatorio Pollini, la sua seconda casa. Prima, insieme al suo Maestro Silvio Omizzolo, ha contribuito a farlo diventare “Conservatorio”. Poi la cattedra di pianoforte. Poi la “vicedirezione” a fianco di Claudio Scimone: più di dieci anni in cui, in virtù della splendida assenza del vanesio mentore dei Solisti Veneti, di fatto tenne le redini di uno dei più grandi ed importanti conservatori italiani. E poche settimane dopo la sua morte era prevista la sua acclamazione come direttore…

 

In mezzo a tutto ciò, però, il vero motore della sua vita fu… la sua Musica. Mio papà ha scritto tantissima musica, perché non poteva farne a meno. Ma lui scriveva non per la gloria, non con quell’ambizione dissimulata tipica del compositore a la page, molto fintamente modesto. No, mio papà scriveva per se stesso e per i suoi amici. Quante volte un collega, un amico, bussava alla porta della sua aula in conservatorio e gli chiedeva di scrivere qualcosa per lui!

 

A questo proposito, mi piace qui citare quanto ha scritto di lui il famoso filosofo Radu Lidijenko, che ebbe la ventura di conoscerlo a Parigi, nel 1966 e poi restare in contatto epistolare con lui (ed ora, con me):

 

“ Vi sono persone che stanno tra noi e che, pure se troppo silenziose, danno l’impressione d’essere gente normale. Queste persone però vivono in un altro mondo, non nel normale mondo di tutti noi; loro vivono nel mondo vero, e vedono le cose così come sono, e altrettanto semplicemente le descrivono, dandoci a volte una specie di folgorazione.

Adriano Lincetto, e la sua musica lo mostra, si è sottratto alla parodia del cosiddetto mondo artistico, a sua volta una grottesca e micidiale parodia del cosiddetto mondo in generale, senza dar peso ai suggerimenti, alle imposizioni ed ai criteri che da quella parodia dell’arte venivano. La sua salvezza, e quella di chi lo ascolti, sta tutta nell’equilibrio in cui ha vissuto e composto, al di là del vecchio e del nuovo; un buon modo di trovare spazio e luce è quello di isolarsi in buona compagnia.”

 

Ecco: questo breve, folgorante, scritto di Lidijenko fotografa in modo perfetto mio papà e la sua musica.

 

Non ho nessuna intenzione, quindi, di banalizzare la sua arte cercando di incasellarla in una descrizione formale tanto inutile, quanto addirittura insultante.

 

Ho registrato già un paio di dischi dedicati a sue composizioni, ma il “disco dei dischi”, quella che io penso sia la sua musica più sentita e significativa, l’ho registrata lo scorso settembre., con l’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta dal mio amico Fabio Framba. Si tratta di una suite per orchestra da camera, ricavata dalle musiche di scena scritte per una pantomima in atto unico, messa in scena nel dicembre del 1969, su testo di Cornelia Mora Taboga. Si intitola “I Sogni di Gianò” ed è la storia di un barbone, che dopo aver vissuto, si chiude nei suoi sogni, con la sua fisarmonica, in riva alla Senna.

Gianò è Adriano, naturalmente.

Ed il bello di queste persone, il bello di un grande autore, è che non muore mai: la sua musica sta lì, imperiosa ed imperitura.

 

Questa registrazione andrà dentro un disco, che a sua volta sarà allegato alla nostra cara Audiophile Sound, nel numero di settembre.

Però io ve ne voglio regalare un pezzetto subito: gli ultimi sette minuti, in cui, nel finale, potrete apprezzare la più bella e struggente melodia mai scritta, in cui l’oboe ed il flauto si inseguono in una rincorsa verso il cielo, sostenuti dal respiro degli archi.

 

A chiunque me ne farà richiesta, manderò volentieri, interamente a mie spese, il master clone di questi sette minuti.

Perché la musica di mio papà deve continuare e muoversi fra la gente come piaceva a lui: da un amico all’altro.

 

P.S.: a volte, per non dire sempre, ci sono segnali che ci indicano un disegno molto al di sopra di noi. Mio papà è morto fra il 23 ed il 24 aprile 1996. Esattamente 5 anni dopo, contro ogni previsione, per una srie di eventi fra loro concatenati e fortuiti, senza minimamente far conto della data, il 23 aprile, mi sono sposato con Patrizia.

Oggi, 23 aprile 2010, è nata Elena, la prima figlia del mio socio Andrea.

La vita continua.

 

 

Marco Lincetto

"Sono un operatore del settore musicale e sono molto inadeguato al settore in cui opero. Sono inadeguato tout-court"

http://i36.tinypic.com/209nexv.jpg

http://i34.tinypic.com/a085qw.jpg

 

 

 

 

 

Modificato da - marco lincetto il 24/04/2010 00:33:56

 

Modificato da - marco lincetto il 24/04/2010 09:14:17

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Ospite

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smile

Stupenda, una vera lezione di vita. Direi anche che, come tu hai sentito la mancanza di tuo padre, ci sono anche tante persone che sentono la tua dal forum...icon_smile.gif

 

Attenderemo con piacere il numero di settembre.

 

Alberto Maltese,

Operatore

 

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HR

Un simile intervento tocca le corde piu' intime dell'animo umano...Grazie Marco per l' interessante testimonianza...

 

Ciao & Happy listening!

HR

 

"Watt Giant – A very emotionally involving musical experience" - Pura goduria per le orecchie e per il cuore.id=size1>

 

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n/a

Continui a chiamarlo "papà, il mio papà".

 

Questo riempie il cuore perché è come ascoltare la voce limpida di un bimbo.

 

Altro non si può dire: perché la bellezza va mantenuta intatta dentro la profonda pienezza del tuo ricordo.

 

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maverick

Ho letto con interesse e partecipazione l'intenso ricordo di tuo padre: ai complimenti per la lucida cronistoria si sommino anche gli auguri per la tua vita privata (visto che è il tuo anniversario) e anche per la nuova vita che ha allietato la famiglia del tuo socio.

La vita continua, ma il ricordo di chi ci è stato vicino la rende più ricca e degna di essere vissuta.

ciao

 

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Brento

Con affetto e partecipazione ti sono vicino più di quanto tu creda.

Io ho perso mio padre, nel 95, dopo terribile malattia (la famigerata SLA). Aveva 57 anni.

Un vuoto immenso, una presenza costante e quotidiana, oggi, e finchè vivrò.

Conserva gelosamente e diffondi l'arte di tuo padre. E non cambiare mai.

 

 

Alberto

 

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n/a

capisco perfettamente le parole di lincetto ma - senza voler sminuire l'importanza e la profondità della sua parte principale - mi piace sottolinearne sopratutto il suo post scriptum e la straordinarietà del casualità o coincidenza che dir si voglia...

 

attendiamo settembre!

 

 

ciao! [ ...andrea riderelli... ]

listen » "should i be one of you?..."

33jiees.gif

 

Modificato da - dersklerosenkavalier il 24/04/2010 11:19:45

 

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Flos

Il tuo bel racconto è declinabile nella vita di tutti noi.

Penso che molti leggendoti hanno provato emozioni molto forti.

Mi hai fatto venire una gran bisogno di sentire mio padre, lo chiamo subito.

 

In gamba Marco e.....hasta la victoria, siempre!

 

Enrico

 

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beatle1951

Caro Lincetto, mi sono commosso!

Il mio papà, l'ho perso a 9 anni!

Ti abbraccio

Luciano (McBeatle)

 

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raeldiy

Mi hai fatto ricordare, con inattesa tenerezza, mio padre.

Anche lui scomparso nel '96.

Un abbraccio.

 

Tino

"I know what I like and I like what I know"

 

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vignotra

Mio padre è andato via il 2 maggio di 6 anni fa. Era un geometra. La sua eredità materiale la trovo ogni volta che vedo uno dei fabbricati dove ha posto la sua conoscenza professionale. L'eredità spirituale è, invece, sempre con me. Essa mi guida ogni giorno in tutto quello che faccio. Caro Marco, hai le spalle larghe per poter portare con orgoglio l'eredità materiale e spirituale di tuo padre fino agli estremi confini della terra. Buon lavoro.

 

Vincenzo

Audiofili Pugliesi

http://www.facebook.com/group.php?v=wall&gid=282589821011

 

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Partizan

Grazie Marco,

 

mi hai toccato dei tasti particolarmente sensibili in questo periodo.

 

Anch'io ho avuto rapporti difficili, tesi, con difficoltà di accettazione reciproca con mio papà. Mio padre era un "personaggio" strano che amava la vita e l'arte, nel suo caso principalmente la pittura.

 

Ultimamente sto riflettendo spesso sul fatto che se le mie priorità sono legate alle cose d'arte in genere, musica, arti visive (cinema e fotografia) principalmente, ed alla correttezza estrema nei rapporti con le persone... lo devo a lui! Certamente non me l'hanno insegnato a scuola, non è stato un qualcosa che mi è stato trasmesso dal tipo di società in cui sono vissuto... lo devo a mio papà!

 

Grazie ancora Marco per quanto hai scritto, ciao.

 

Evandro

 

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medusa

Bel post, Marco, davvero.

 

un sorriso

enzo

 

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Coltr@ne

Sempre interessante leggerti.

Grazie

 

Ciao

Stefano

 

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qcieri

Grazie, Marco. Splendido.

 

Quirino Cieri (Operatore - Kenwood El. Italia S.p.A.)

 

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Tiggy

E' bello che tu abbia voluto condividere con noi quello che hai scritto.

Un abbraccio

Gualtiero

 

5zplycw.jpg

 

"Non c'è prezzo per la miticità, neppure per l'attraenza" (Po)

 

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regioweb

...mi stupisco sempre di scoprire quanta sensibilità può nascondersi dietro ad una corteccia "sgrusa"...

 

ciao

 

Luca R.

 

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Aqualung

Ciao Marco, mi sono commosso. Io ho perso papà pochi mesi fa...ho ritrovato nelle tue parole tutte le sensazioni che ho provato e provo io, pure nella diversità delle storie.... Poi mi ha letteralmente colpito il ricordo di quella notte del 69.. anche io ero in vacanza a Cervia in una casetta in affitto laterale di V.le Roma e con genitori e nonni rimasi incollato alla televisione.... Cervia è un po' come la mia seconda città...le mie vacanze, la mia gioventu' che cerco di mantenere nel cuore, i miei ricordi sono li'.....e tu quella notte eri poco lontane.

Bellissimo post, spero che tu legga la mia risposta e - confidando- ti regalo le parole di un filosofo del quale ora non ricordo il nome, ma che sento:

 

"Non esiste la morte, esiste l'invisibilità" intendendo con questo che le persone che ci amano ci sono comunque vicine anche dopo la morte fisica, anche se non le vediamo.

Ed io amo credere che ciò sia vero.

Ciao Marco e a presto risentirci.

 

 

 

Maurizio

 

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Marco

Image and video hosting by TinyPic

 

A destra, mio papà - a sinistra Silvio Omizzolo, il suo maestro.

 

Era la sera del 12 settembre 1980, al termine del suo ultimo concerto da solista, prima del ritiro dalla carriera concertistica ufficiale.

Nel programma erano presenti tre dei "Dieci Studi sul trillo", dello stesso Omizzolo: in assoluto una delle partiture per pianoforte più complesse mai scritte, eseguiti - dal 1939, data di composizione - solamente da mio papà, dallo stesso Omizzolo, da Carlo Vidusso e da Giovanni Tirindelli.

 

Marco Lincetto

"Sono un operatore del settore musicale e sono molto inadeguato al settore in cui opero. Sono inadeguato tout-court"

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artepaint

che dire

un padre grande

un figlio fortunato.

peccato che i migliori se ne vadano via troppo presto

 

icon_smile.gif

 

ps: Marco, una info : i tuoi "master clone" (di norma) sono 16 bit 44,1 Khz, oppure DVD-A 24 bit 88.2 Khz , oppure altro ???

 

inoltre ---> http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:Ricerca?search=Adriano+Lincetto&sourceid=Mozilla-search

 

Modificato da - artepaint il 25/04/2010 19:59:45

 

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montag451

al di là delle comprensibili cerimonie commemorative della ricorrenza,

e della umanamente comprensibile pulsione di esternare affetto e ricordo,

con quale faccia si ritrova dopo 10 giorni dalla sua draconiana dichiarazione a riscrivere sul forum?

non pensa che la sua credibilità possa venir meno quanto la sua parola?

 

stefano

 

"il particolare oscura l'intero e cresce a sue spese" - f. nietzsche

 

 

 

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Aldos

Mi hai commosso...grazie

 

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mozarteum

quote:

al di là delle comprensibili cerimonie commemorative della ricorrenza,

e della umanamente comprensibile pulsione di esternare affetto e ricordo,

con quale faccia si ritrova dopo 10 giorni dalla sua draconiana dichiarazione a riscrivere sul forum?

non pensa che la sua credibilità possa venir meno quanto la sua parola?

 

stefano

 

"il particolare oscura l'intero e cresce a sue spese" - f. nietzsche

 

 


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Post da burocrate

 

Roberto

 

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Brento

quote:

quote:

al di là delle comprensibili cerimonie commemorative della ricorrenza,

e della umanamente comprensibile pulsione di esternare affetto e ricordo,

con quale faccia si ritrova dopo 10 giorni dalla sua draconiana dichiarazione a riscrivere sul forum?

non pensa che la sua credibilità possa venir meno quanto la sua parola?

 

stefano

 

"il particolare oscura l'intero e cresce a sue spese" - f. nietzsche

 

 


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Post da burocrate

 

Roberto


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Ahimè...

 

Alberto

 

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artepaint

quote:

con quale faccia (...)

 

stefano


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adesso si vengono ad innescare flame anche in sezione musica ???

bastano e avanzano le polemiche e gli scazzi in sezione audio e in sezione OT.

e poi certe considerazioni tienile per te; il Forum non è piegato ai tuoi voleri.

 

icon_smile_angry.gif

 

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codex

Ciao, Marco, bentornato.

 

Ho letto con emozione i tuoi pensieri, anch'io ho nel ricordo di mio padre riferimenti fermi ed insegnamenti indimenticabili.

 

E' bello comunque leggere quanto hai ricordato nel post scriptum, alle volte è necessario riconciliarsi con la vita.

 

Un saluto speciale

 

Mariano

 

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Marco

Forse non sarebbe necessario questo post... ma...

 

Non ho fatto alcuna draconiana affermazione, 25 giorni fa...

Ho solo aperto un post in cui stava scritto nel titolo: "Game over", ovvero, fine del gioco... E così è stato. Ed è.

 

Questo post non è un "gioco".

Questo post, in teoria, non prevderebbe "discussioni"...

Questo post riguarda me e solo me e coloro che forse provano qualcosa per me e per il mio mondo...

 

Fino al 1 aprile io qui ho "giocato", parlando quasi mai di me... e quando l'ho fatto è stato solo su richiesta...

 

Ora, se e quando interverrò in questo forum sarà solo per parlare di me e del mio mondo, nel rispetto delle regole del forum, e con l'idea che a qualcuno interessi quello che ho da scrivere...

E mi pare, leggendo le risposte qui presenti, che alla maggioranza delle persone interessi quello che ho da dire, almeno su certi argomenti...

 

Marco Lincetto

"Sono un operatore del settore musicale e sono molto inadeguato al settore in cui opero. Sono inadeguato tout-court"

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landmarq

quote:

Forse non sarebbe necessario questo post... ma...

 

Non ho fatto alcuna draconiana affermazione, 25 giorni fa...

Ho solo aperto un post in cui stava scritto nel titolo: "Game over", ovvero, fine del gioco... E così è stato. Ed è.

 

Questo post non è un "gioco".

Questo post, in teoria, non prevderebbe "discussioni"...

Questo post riguarda me e solo me e coloro che forse provano qualcosa per me e per il mio mondo...

 

Fino al 1 aprile io qui ho "giocato", parlando quasi mai di me... e quando l'ho fatto è stato solo su richiesta...

 

Ora, se e quando interverrò in questo forum sarà solo per parlare di me e del mio mondo, nel rispetto delle regole del forum, e con l'idea che a qualcuno interessi quello che ho da scrivere...

E mi pare, leggendo le risposte qui presenti, che alla maggioranza delle persone interessi quello che ho da dire, almeno su certi argomenti...

 

Marco Lincetto

"Sono un operatore del settore musicale e sono molto inadeguato al settore in cui opero. Sono inadeguato tout-court"

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http://i34.tinypic.com/a085qw.jpg


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Marco, lascia perdere certi personaggi, è gente che non ha rispetto per niente. Piuttosto, se ne hai voglia, mi piacerebbe sapere qualcosa anche di tua madre. Sono sempre stato incuriosito e affascinato dalle donne che dividono la vita, magari nell'ombra, con uomini come tuo padre. E che spesso sono un elemento tutt'altro che secondario della loro piena realizzazione umana e quindi artistica. Grazie

 

Marcello

partenonejj6.jpg

 

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Marco

quote:

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Forse non sarebbe necessario questo post... ma...

 

Non ho fatto alcuna draconiana affermazione, 25 giorni fa...

Ho solo aperto un post in cui stava scritto nel titolo: "Game over", ovvero, fine del gioco... E così è stato. Ed è.

 

Questo post non è un "gioco".

Questo post, in teoria, non prevderebbe "discussioni"...

Questo post riguarda me e solo me e coloro che forse provano qualcosa per me e per il mio mondo...

 

Fino al 1 aprile io qui ho "giocato", parlando quasi mai di me... e quando l'ho fatto è stato solo su richiesta...

 

Ora, se e quando interverrò in questo forum sarà solo per parlare di me e del mio mondo, nel rispetto delle regole del forum, e con l'idea che a qualcuno interessi quello che ho da scrivere...

E mi pare, leggendo le risposte qui presenti, che alla maggioranza delle persone interessi quello che ho da dire, almeno su certi argomenti...

 

Marco Lincetto

"Sono un operatore del settore musicale e sono molto inadeguato al settore in cui opero. Sono inadeguato tout-court"

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Marco, lascia perdere certi personaggi, è gente che non ha rispetto per niente. Piuttosto, se ne hai voglia, mi piacerebbe sapere qualcosa anche di tua madre. Sono sempre stato incuriosito e affascinato dalle donne che dividono la vita, magari nell'ombra, con uomini come tuo padre. E che spesso sono un elemento tutt'altro che secondario della loro piena realizzazione umana e quindi artistica. Grazie

 

Marcello

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Senza mia mamma, mio papà non avrebbe fatto NULLA di ciò che ha fatto.

Mia mamma è una donna vecchio stile, che ha sacrificato la sua possibile carriera (era una promettente cantante lirica), per tenere insieme una famiglia complicata, dopo essersi sposata a 22 anni ed aver dato alla luce il sottoscritto a 23.

E tutt'ora è un punto di riferimento imprescindibile (anche se parla veramente troppo... ed io finisco troppo spesso per trattarla male...: da tempo mi riprometto di fare un "esperimento scientifico", ovvero portarla per la prima volta in USA e vedere se riescirà ad "attaccare bottone" con chiunque anche lì, considerando che non parla una parola di inglese... sono SICURO che troverà il modo di farsi capire...icon_smile_big.gif)

 

 

Marco Lincetto

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Modificato da - marco lincetto il 26/04/2010 08:32:08

 

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