Jump to content

Magie di suono pianistico


Iohannes
 Share

Recommended Posts

maverick
6 ore fa, maxnalesso ha scritto:

Avendolo ascoltato dal vivo in un suo bis,  posso assicurarvi che il fortissimo dell'inizio sembra provenire da 10 pianoforti,  mentre il pianissimo della parte finale ha lasciato tutto il pubblico senza fiato per quella manciata di secondi:  anche qui,  su un brano brevissimo e tecnicamente assai facile,  il genio si è mostrato in tutta la sua grandezza.

Anch'io l'ho ascoltato dal vivo nei preludi,  ..il buon Sokolov, non posso che confermare.

D'altra parte,  i geni si riconoscono anche da quello, sono convinto che " fra Martino Campanaro",  suonato da Michelangeli, avrebbe un suono tutto diverso che se lo suonassi io, ..o magari qualcun altro del forum

Ho scoperto l'acqua calda .. 😅

  • Melius 1
  • Haha 1
Link to comment
Share on other sites

Grancolauro
Il 22/5/2021 at 18:22, Alpine71 ha scritto:

Poi arriva un interprete che si distacca dal flusso e, dai più per non dire dai critici, viene definito eccentrico se non strampalato. Talvolta accade che qualcuno di questi “superi il muro” e divienga un quasi mito da ascoltare ed apprezzare, finalmente con attenzione e passione. 

Sono d'accordo con te. Questo accade in fin dei conti in tutte le forme d'arte, mi sembra. Si consolida lentamente un main stream, un "codice" generalmente condiviso dai più per distinguere la buona dalla cattiva arte. Poi intervengono momenti di rottura che generano nuovi codici. Forse nella musica classica tutto questo avviene soltanto più lentamente. C'è una forte resistenza a modificare i paradimi consolidati, un conservatorismo di fondo, che è un po' nel DNA di questo ambito della musica (altrimento la chiameremmo "musica classica" 🙂). Quindi gli artisti di rottura fanno più fatica ad emergere, soprattutto per colpa dell'uditorio, del pubblico, che tende a coltivare la tradizione più che l'innovazione. Oggi alla fine per generare vere e proprie rotture servono, il più delle volte, dei grandi artisti che siano anche dei grandi personaggi. Uno per tutti: Glenn Gould, il cui successo tra il grande pubblico si deve più al suo essere stato un personaggio eccentrico e curioso rispetto al modo in cui suonava.

  • Melius 2
Link to comment
Share on other sites

Alpine71
Il 19/5/2021 at 20:02, Iohannes ha scritto:

in cui appare quasi più gouldiano di Gould:

vero, verissimo. Sokolov, che dire: ha un cesello che ogni volta riesce a sorprendermi; ha sempre qualcosa di suo da esprimere, in tutte le composizioni che suona.

Alla fine del preludio non avevo mai sentito il mordente, è presente nello spartito? 

Dopo aver visto il programma chopiniano di Pletnev, rammaricandomi del fatto che non suona l'Op. 59 vi dedico la n. 3 nella registrazione RCA di Horowitz. A tuttoggi, per quelle che ho sentito io e per il mio gusto, nessuno si avvicina al colore, allo stile rapsodico unito alla bellezza del ritmo che riesce a far sprigionare dal pianoforte il mitico Volodia. In confronto il grande e unico Arthur Rubinstein, da me amato visceralmente da adolescente, suona il compitino. Buon ascolto

 

  • Melius 1
Link to comment
Share on other sites

Iohannes
20 ore fa, Alpine71 ha scritto:

Alla fine del preludio non avevo mai sentito il mordente, è presente nello spartito? 

A me non risulta...però lo trovo molto bello e appropriato.

Magnifica l'esecuzione di Horowitz, che fa emergere, come sempre, la sua riconoscibilissima personalità sonora.

  • Thanks 1
Link to comment
Share on other sites

Gabrilupo

Approfitto di questo spazio per un piccolo OT di omaggio. Dopodomani Martha Argerich compirà ottant'anni.

Il seguente video non dirà niente di nuovo a chi la conosce bene ma mi piace far rilevare, verso la fine, le considerazioni dell'autore sui nuovi virtuosi supportati dall'editing e quello che "Martita" ha sempre fatto "nature" e che continua a fare, si vedano gli spezzoni di concerti più recenti.

 

Link to comment
Share on other sites

maverick
2 ore fa, Gabrilupo ha scritto:

e quello che "Martita" ha sempre fatto "nature" e che continua a fare, si vedano gli spezzoni di concerti più recenti.

eh già, .. immensa la grande Martita, assolutamente mostruosa nel suo talento e nell'essersi mantenuta a livelli altissimi ( pur con gli inevitabili alti e bassi, .. ma pensiamo che è stata anche a lungo seriamente malata) fino a 80 anni.

Emozionante come pochi, ricordo ogni suo concerto dal vivo come un'esperienza travolgente e unica.

Link to comment
Share on other sites

Grancolauro

Visto che si è parlato all’inizio del thread di Shura Cherkssky, volevo aggiungere questa registrazione della trascrizione di Godowsky di un celebre pezzo di Saint-Seans. Il modo in cui la suona Shura è davvero magistrale, per la capacità di “far cantare” il pianoforte, per la tecnica del legato sopraffina,  per la separazione delle voci, per la qualità del suono. Tutto meraviglioso. Che poi questo piccolo brano sembra facile da suonare e invece non lo è proprio per niente

 

  • Melius 1
Link to comment
Share on other sites

tarantolazzi

Sempre a proposito del "far cantare" il pianoforte, degli esempi IMHO imprescidibili e che pero' sono stati evitati come la peste da schiere di pianisti (o se volete frequentati soprattutto da eccentrici) sono gli Schubert-Liszt.

E imprescindibile in questo imprescindibile terreno di espressione credo sia Vladimir Sofronitzky.

A differenza dell'ultimo esempio linkato da Grancolauro, qui non si gioca tanto sulla differenziazione timbrica e dinamica

tra canto e non-canto (pur disponendo di una tecnica della differenziazione timbrica anche lui di prim'ordine, come si sente), quanto sulla caratterizzazione declamatoria della melodia, i cui connotati espressivi gia' forti ed espliciti negli originali vengono ancora amplificati. Scuriti ed ingranditi, come se la lieve e malinconica "terzieta'" schubertiana (il saper-sapersi guardare almeno un po' dall'esterno anche nei contesti tristi e/o disperati di alcuni lied come il primo del video, Der Muller und der bach, o il secondo, Aufenthalt) sia negata e tutto sia invece tragicamente immanente e immersivo. Insomma gia' la scrittura di Liszt addensa e scurisce, qui poi il (grande, forse quello che piu' mi chiama tra tutti) pianista ci si mette anche lui......per dire, alla fine di sottili sottointesi o di elementi decorativi o anche normalmente "neutri" non ne resta l'ombra.

 

 

  • Melius 2
Link to comment
Share on other sites

Alpine71

Ecco il programma del concerto di cui ho scritto sopra. 
Direi niente male considerando che, nel 1995, aveva 84 anni….

image.jpg

  • Melius 1
  • Thanks 1
Link to comment
Share on other sites

Grancolauro

@Alpine71  che stano programma, con la sonata di Bartok tra Handel e Anton Rubinstein, e poi Chopin nel secondo tempo. Non ne capisco il senso francamente. Comunque davvero impressionante per un pianista di quell'età, niente da dire.

Link to comment
Share on other sites

tarantolazzi
Il 7/6/2021 at 13:21, Grancolauro ha scritto:

C'è stato un momento in cui Igor Pogorelich ha raggiunto vette artistiche siderali.

L'ho ascoltato dal vivo otto volte (l'ultima 3-4 anni fa a Cuneo, ma mi fece uno strano effetto, non un altro pianista ma

forse un pianista con diverse pretese) e due su tutte:  nel suo periodo probabilmente piu' brillante, a Bergamo (Granados, Prokofiev, poi i preludi di Chopin), saranno passati trent'anni e mi sembra ieri.

E poi in un cinemino di Chiasso, al suo rientro sulle scene dopo il suo periodo di lutto e di interruzione dei concerti (Rachmaninov, Beethoven), forse era addirittura il primo concerto della ripresa.....

anche questa serata fu memorabile, non avevo mai ne' sentito ne' anche solo immaginato che un pianoforte potesse esprimere sonorita' cosi' telluriche e metalliche, e posizionarsi (o almeno tendere cosi' esplicitamente ad essere) come un medium, un tramite verso dimensioni reali quanto occulte.

Chissa', forse  il Pogorelich del video che linko puo' essere anch'esso esemplare del momento d'oro al quale fai riferimento.

Pogorelich live Napoli   Chopin I Scherzo

 

  • Melius 2
Link to comment
Share on other sites

Grancolauro
7 ore fa, tarantolazzi ha scritto:

Chissa', forse  il Pogorelich del video che linko puo' essere anch'esso esemplare del momento d'oro

Mamma mia... che dire di fronte a una roba così... rimango senza parole. Questa versione dal vivo della Scherzo in si minore mi sembra ancor più straordinaria di quella su disco. La cosa che a me colpisce tantissimo è la capacità di Pogolerich di imprimere tensione e impulso ritmico a questo come ad altri brani. Anche il fraseggio e l’agogica nella prima parte dello Scherzo sono funzionali a questo: generare stacchi ritmici  inesorabili, frenetici, tellurici. Poi nella parte centrale la dilatazione del tempo sembra fatta apposta per rendere il tema e il suo sviluppo a-ritmici, senza tempo quasi, consentendo al suono di dilatarsi libero, senza vincoli. Per poi, nella ripresa, ridare agli impulsi ritmici, in tutte le loro variazioni e intersezioni tra le voci, il ruolo di protagonisti in un crescendo che arriva fino alla fine. Un modo di suonare, questo, primordiale per certi versi, ma al contempo espressione di una immaginazione straordinaria.

grazie molte per questo video che non conoscevo!

  • Melius 2
Link to comment
Share on other sites

maverick
12 ore fa, Grancolauro ha scritto:

Il fatto che fosse poi il protetto della grande musa argentina, che in quel periodo apparteneva alla stretta schiera di chi aveva diritto di vita o di morte sui pianisti di tutto il mondo, mi irritava ancora di più

beh, .. non era giusto, .. però bisogna ammettere che su Pogorelich ( a cui non ho mai risparmiato critiche) la grande Martita aveva ragione.

Forse senza tutto il baillame scaturito dallo Chopin 1980, avremmo avuto meno occasioni di sentire le sue interpretazioni; e in molti casi sarebbe stato un vero peccato.

  • Melius 1
Link to comment
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
 Share

×
×
  • Create New...