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      Problemi di login?   31/12/2017

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Ospite [Deleted User]

Teoria del "prezzo massimo"

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Ospite

Rifletto su questa cosa da un po' di tempo e la tiro fuori adesso prendendo spunto da una domanda che un forumer si è fatto in un altro thread, sul perché il prezzo di alcuni beni aumenta sempre invece di essere legato alla legge della domanda e dell'offerta (vedi carburanti per esempio)

 

La risposta secondo me è che chi comanda è riuscito ad allontanare gradualmente questi beni (ma non pensiamo solo alla benzina, anche al latte per esempio) dal loro "valore reale", decidendo e imponendo il loro prezzo a tavolino. La cosa ha funzionato, e la sola cosa di cui si  preoccupano, è studiare fino a che punto è possibile arrivare (chiamiamolo punto di rottura) per poi mantenere quel prezzo anche se casca il mondo (cosiddetto prezzo massimo).

 

Buttandola sul pratico, a spanne per i due esempi fatti: benzina 1.8 - latte 1.6

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GianGastone

Sono prodotti necessari e sotto cartello...

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cactus_atomo

la cosiddetta legge della domanda e e dell'offerta si applica ad un mercato ideale e privo di distorsioni, nel quale esiste un numero illimitato (o comunque molto alto) di venditori ed un numero altrettanto alto di compratori, non si può applicare tout court ai monopoli ed agli oligopoli. Quanti acquirenti di benzina ci sono nei paesi occidentali? e quante sono le compagnie petrolifere che operano negli stessi paesi?

Per il latte il discorso è diverso, il latte è un bene deperibile, il coltello dalla parte del manico ce lo hanno gli intermediari, quelli che comprano il latte (ma vale anche per praticamente tutto il comparto agroalimentare) e lo rendono disponibile ai consumatori. Il latte viene pagato sempre meno al produttore e fatto pagare sempre di più al consumatore,  il produttore non ha la struttura per lavorarlo e conservarlo, l'intermediario ne dose la quota resa disponibile sul mercato in mood da mantenere un equilibrio a lui comodo tra domanda ed offerta.
Per il petrolio il discorso è ancora più complesso, il prezzo di riferimento è ricavata da mercati su cui passa una quota molto bassa della produzione mondiale, le compagnie non pagano il petrolio al prezzo che si pratica sul mercato libero" ma ad un prezzo concordato con il governo che gli concede il diritto di sfruttamento, a cui si aggiunge una quota non alta della differenza tra questo prezzo e quello del mercato libero.

Inutile farsi troppe illusioni, il mercato ideale tende a sparire, se ilmercato è lasciato se stesso va verso la concentrazione, è così nelle banche, nell'alimentare, nell'energia,, nella tecnologia (quanti produttori di chip per computer ci sono sul mercato? praticamente due intel e amd), nel trasporto aereo, nella produzione automobilistica 

enrico

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Esprit
latte 1.6
Di che latte stai parlando?

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Ospite

Granarolo fresco (Carrefour - Napoli), potrei aver sbagliato di una decina di centesimi (1.5?)

Domani verifico, ma il discorso resta uguale.

 

Ci sono veri e propri gruppi di lavoro (a volte internazionali) che stimano il "prezzo" e che poi lo verificano sul campo,

mettendo quel prodotto, sia pur per poco, sopra soglia e vedere che cosa succede.

 

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Cano

È normale, non essendo il mercato in concorrenza perfetta, ed essendoci la possibilità di creare "cartelli" il prezzo viene fissato in modo di massimizzare il profitto. Nessuno appartenente al cartello ha interesse a scartellare, cioè abbassare il prezzo, se lo facesse aumenterebbe notevolmente i suoi profitti nel breve periodo perché si accaparrerebbe una quota di mercato più alta (a volte succede) ma poi abbasserebbero il prezzo anche gli altri e ritornerebbe ad avere la quota di mercato precedente con una diminuzione dei profitti nel lungo periodo

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s4b0t488i0

La maggioranza delle persone utilizza l'auto per andare a lavoro e una buona parte per lavorare

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Ospite

E' normale; si chiamano cartelli; ...

 

e guarda caso parliamo di beni di "prima necessità" (petrolio, latte ...)

mica fessi,

con la Nutella e la CocaCola certo non funzionerebbe.

 

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supermario7_2007
Granarolo fresco (Carrefour - Napoli), potrei aver sbagliato di una decina di centesimi (1.5?)

Domani verifico, ma il discorso resta uguale.

 

Ci sono veri e propri gruppi di lavoro (a volte internazionali) che stimano il "prezzo" e che poi lo verificano sul campo,

mettendo quel prodotto, sia pur per poco, sopra soglia e vedere che cosa succede.

per quel che riguarda i carburanti,

c'è la potentisima lobby dei petrolieri che vince sempre e comunque

 

e, quindi, ce lo mettono in quel posto!

 

....

 

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supermario7_2007

...per il latte, fortunatamente, NOn vi è una altrettanto potente e massonica lobby.

 

infatti, se vai, ad esempio all'Iper, il latte fresco di giornata, lo paghi molto meno di 1,60.

 

M.

 

 

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Supertramp

Latte di Montagna. Despar. Fresco. 0,79.

Fate voi.

 

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radioelasais

Per questo genere di risorse, limitate, è stato elaborato il modello di Hotelling e altre variazioni di questo. Non riesce, però, a descrivere con fedeltà la realtà dei fatti se non per alcuni periodi.

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flydanny

Piuttosto viene da chiedersi perchè a Napoli Rurale il latte lo paga 1,6 euro e Supertramp 0,79!

Sayonara

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Supertramp
Piuttosto viene da chiedersi perchè a Napoli Rurale il latte lo paga 1,6 euro e Supertramp 0,79!

Sayonara
Essenzialmente per 2 motivi:

1) Non vivo a Napoli :-D

2) Non compro latte "griffato".

Sono convinto che i "latte" siano similissimi e pagare il doppio non la trovo certo una mossa furba.

Anche a Roma quello di "marca" oscilla fra 1,40 e i 1,70 , ma li ho eliminati da molti anni.

Diciamo da "subito dopo aver assaggiato quelli non marcati da altisonanti nomi tanto in voga negli

spot pubblicitari".

Ma veramente siamo convinti che quegli spot non glieli paghiamo sulla confezione?

 

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Ospite

Che il "latte di Montagna" possa raggiungere la grande distribuzione ho grossi dubbi.

 

Compro il latte che trovo (esiste anche una cricca della distribuzione) e più che il prezzo,

visto quanto ne consumo, mi assicuro di due cose: della dicitura fresco e 100% latte italiano.

 

Detto questo, il prezzo del latte oggi è parzialmente ritornato a livelli di normalità (se così si può dire

visto che agli allevatori viene pagato 0,30). Qualche anno fa dalle mie parti era arrivato anche a 1.9 al litro.

 

 

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Supertramp

"latte di montagna" è credo il nome, più che il tipo di latte.

Non rammento la provenienza, ma al Despar va a ruba.

Già dopo le 17 quasi non lo si trova più.

Onestamente: è buono e costa poco.

Lascio a zio Paperone e a Rockerduck il latte Granarolo o il Parmalat a certe cifre. :-)

 

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supermario7_2007
"latte di montagna" è credo il nome, più che il tipo di latte.

Non rammento la provenienza, ma al Despar va a ruba.

Già dopo le 17 quasi non lo si trova più.

Onestamente: è buono e costa poco.

Lascio a zio Paperone e a Rockerduck il latte Granarolo o il Parmalat a certe cifre. :-)

Infatti, è quello che ho detto sopra.

 

Il problema sono i carburanti.

Qui NOn ci fai niente: i petrolieri sono troppo potenti.

 

M.

 

 

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Supertramp

Sui carburanti per fortuna ho potuto attuare la mia strategia.

Ho ridotto drasticamente il numero di km (già misero ogni anno) al fine

di far fronte ai rincari.

Benzina aumentata del 40% in 2 anni?

Io avrò ridotto i miei km del 60%.... indi per cui...paradossalmente spendo meno di prima.

Certo, mi spiace però per quelli che non hanno alternative all'auto. :-(

 

 

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