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vignotra

Dell'MT10, del vinile, del digitale e sul futuro della riproduzione domestica della musica.

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vignotra

Apro questo thread con l'obiettivo di provare a fare il punto della situazione sulla musica riprodotta tra le pareti domestiche. So che è un argomento complesso e che, come in molte cose della vita, i pareri contrari a quello che sto per scrivere, non mancheranno. Mi auguro però che, la discussione che ne seguirà, potrà portare ad una crescita di conoscenza per tutti.

Come sapete, da un paio di settimane, nel mio impianto principale troneggia l'MT10. Dopo un primo momento di "sbandamento" e di adattamento all'uso di una macchina ben più complessa rispetto al vecchio Thorens, ho potuto concentrarmi su alcuni aspetti che hanno fatto scaturire nella mia testa alcune tesi.

Già da circa un anno, frequentando audiofili che avevano come sorgente principale il vinile, mi ero accorto di un qualcosa di anomalo, di strano ed alineo nell'ascolto del digitale che, giorno dopo giorno, ha eroso le mie convinzioni, o parte di esse, sulla superiorità qualitativa del digitale rispetto all'analogico. La mia non è una abiura ma un prendere atto che l'ascolto del vecchio vinile porta con se un ritorno ad una specie di umanesimo che, in 30 e passa anni, il digitale ci ha negato.

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vignotra

Per molti anni, ho iniziato nel 1983 a comprare i cd, la superiorità dell'usio del digitale in forma fisica, mi ha fatto pensare che non ci potesse essere ascolto migliore. Si certo, c'erano cd registrati meglio di altri, più o meno compressi, più o meno audiofili ma, anche grazie alla continua corsa verso il miglioramento tecnologico dei lettori, pensavo di aver raggiunto quella maturità, quella consapevolezza e quella sicurezza, consolidata dal tempo, con cui poter affermare che i nostalgici del vinile avevano semplicemente torto. Questa convinzione si è andata rafforzando nel 2000, allorquando entrò a casa il primo lettore sacd e i primi dischi in questo formato. La superiorità del sacd rispetto al cd, alle mie orecchie, era tale da rendermi impermeabile a qualsiasi tesi contraria. Anche grazie alla conoscenza degli amici del forum, alla conoscenza di alcuni addetti ai lavori nella registrazione musicale, e soprattutto all'ascolto della musica dal vivo, ho sempre ritenuto, come dicevo fino all'anno scorso, la superiorità del digitale inelluttabile ed incontrovertibile.

 

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vignotra

L'anno scorso sono accadute due cose:

la prima è stata la prova e recensione del lettore MVP891, che poi mi sono comprato.

la seconda, l'ascolto di un front end analogico, di assoluto rilievo, a casa di un amico.

Durante la recensione del lettore multi standard di casa Mcintosh, effettuando prove tra supporti diversi (dvd audio, sacd stereo e multicanale, blu ray audio ecc) ho potuto cogliere meglio quale fosse il pregio ed il difetto di ogni supporto. Le registrazione PCM, ad esempio risultavano sempre più dinamiche e precise rispetto alle equivalenti in dsd ma, queste ultime, risultavano più piacevoli alle mie orecchie. Comunque, tutte mostravano una algida bellezza ed una performance tecnica asettica. Mi sembrava che mancasse qualcosa, quel qualcosa di ancestrale, di memorizzato nella mia corteccia celebrale, quel ricordo sbiadito che mi lasciava una strana sensazione di incompiuto.

 

 

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vignotra

L'ascolto a casa del mio amico fu dirimente. Con un giradischi Oracle, collegato ad un pre phono ARC, ho capito cosa mancava: c'era la dinamica, c'era la correttezza timbrica, c'erano tutti i parametri audiofili a cui noi siamo tanto attenti ma, in più c'era quel calore, quel senso tattile del suono, quella umana imperfezione che, anche nelle migliori registrazioni in dsd, non avevo trovato.

Da quel momento, giorno dopo giorno, ho ricominciato a pensare al giradischi non come mero complemento dell'impianto ma l'ho riportato al suo ruolo di riproduttore di musica. Ho rispolverato i vecchi vinili e li ho riascoltati con attenzione. La scomodità del supporto non mi ha fatto desistere, così come i problemi di regolazione, di posizionamento, di manutenzione che il giradischi richiede, tutte cose che avevo dimenticato e che nel 83 mi avevano fatto esultare per l'arrivo del cd.

 

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vignotra

Già con il Thorens, dal peso sonoro tiepido, ero riuscito a cogliere quel qualcosa in più, ma, nel mio animo, continuando a sentire altri impianti dotati di una sorgente analogica di rilievo, mi convincevo che la strada da seguire dovesse essere quella.

Così, quando ne ho avuto la possibilità, ho deciso di prendere lMT10, quello strano oggetto che avevo rifiutato di comprare una prima volta nel 2008. Mi dicevo all'epoca che era del tutto inutile e pazzesco spendere tanti soldi per portarsi a casa quell'oggetto. Si certo, era un McIntosh, dal vivo era più bello che in foto, ma lo riteneve solo un bel dinosauro illuminato e luccicante.

Oggi non riesco a staccarmene e, pur ascoltando ancora cd e sacd, l'analogico, o meglio il vinile, è la sorgente che sto utilizzando di più. Sono tutte rose e fiori? La risposta è no.

 

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vignotra

I pro del vinile sono molti e, paradossalmente, li rilevo molto più facilmente con i vecchi LP, quelli dell'epoca d'oro (anni 70 - 80). Questi, di peso leggero, suonano divinamente. Che siano di classica o di rock suonano completi, dinamici, affascinanti, pieni. Se ben conservati, non mostrano le ingiurie del tempo e restituiscono pura magia. Dove invece resto perplesso è nell'ascolto dei vinili recenti, quelli soprattutto che utilizzano il famoso vinile da 180g.

Ho potuto fare un confronto in diretta tra due incisioni dello stesso disco: The Wall dei Pink Floyd. Il vecchi disco, in vinile standard suona più luminoso, ha un volume di registrazione più alto ma non è compresso, suona più naturale e completo. dinamicamente ineccepibile. Il 180g mostra subito un volume di registrazione più basso, è più carico sulle basse frequenze, nei momenti di silenzio il supporto apare più rumoroso. Sono rimasto deluso.

 

 

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CarloK75

E qui si scatenano le solite guerre.......ti riporto la mia esperienza.

Molto tempo fa ho dovuto acquistare un lettore cd Revox perchè non trovavo più i titoli in vinile, dopo pochi mesi l'ho rivenduto insieme a tutti i cd perchè non riuscivo ad ascoltarlo.

Poi, ancora costretto dall'industria dicografica, l'ho ricomprato.

Ho ascoltato e posseggo pessime incsioni in vinile, ottime in digitale e il contrario, questo è il punto principale.

Oggi torna di moda il vinile....... e molti vinili sono copiati da cd.....è diventato difficile e costoso reperire incisioni degne.....un porto sicuro sono quelle giapponesi d'epoca.

Provenendo dal vinile la mia predisposizione al supporto mi fa sentire più vicino il messaggio musicale e, forse per questo, in un confronto con lo stesso titolo in cd ho sempre preferito il vinile.

Non ultimo, alcuni miei cd molto vecchi non vengono più letti mentre ascolto, con piacere, i primi LP acquistati e i 78 giri ereditati.

 

Un saluto, Carlo.

 

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vignotra

Mi sono detto, ok, il master sarà stato riadattato ai tempi moderni ma, almeno, potevano fare un lavoro migliore. Sono passato ad ascoltare il cofanetto degli E.S.T live in Amburg, altro vinile da 180g. Sulla qualità della registrazione nulla da eccepire, sul supporto si, stesso rumore di fondo dei Pink Floyd. In questo caso però ho potuto cogliere qualcosa in più. Quando la registrazione è nativa digitale, comunque il vinile arriva a suonare come il corrispondente cd ma si perde quel qualcosa che l'analogco ha ed il digitale no, il calore. Il suono è perfetto ma, come dicevo, algido. Mi riprendo subito mettendo sul piatto illuminato dell'MT10 i Dire Straits con Making Movies e...respiro. Il suono di questo vecchio LP mi ricatapulta indietro agli anni 80 e sogno, nuovamente.

Iniziamo a trarre qualche prima conclusione:

Il vinile, quasi sempre, a livello di puro piacere d'ascolto, è superiore a qualsiasi sorgente digitale, compresi i formati ad alta risoluzione, a patto che:

1) il master sia analogico;

2) il supporto sia fatto bene.

Non sono i 180g che fanno la differenza ma la qualità del vinile.

Ad esempio, l'ultimo lavoro del Boss, High Hopes in vinile è ottimo ed è sicuramente più piacevole da ascoltare rispetto al cd.

 

 

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vignotra

E i file in HD?

Premesso che, utilizzando tuttoil giorno per lavoro ed altro il pc, non mi pasa assolutamente per la testa di utilizzarlo anche per l'acolto della musica. Su questo sono irremovibile. Io voglio ancora godere del tatto del supporto, del piacere della collezione del disco. Sono u feticista? Si lo sono, anche e soprattuto per i McIntosh.

Sono certo che un sistema di musica liquida, ben assettato, con il giusto dac ed i giusti driver posaa far sentire benissimo, forse meglio dell'equivalente supporto fisico (sacd e/o blu ray audio) ma resta digitale. Un digitale perfetto resta sempre tale e da qui non si scappa.

Come diceva Marco Lincetto in un suo thread, non ha senso arrivare al vinile partendo da un master digitale in formato standard 16/44,1 ma, ne avrebbe invece, se il master digitale fosse 24/96 o meglio ancora 88,2.

La mia è una speranza, forse una utopia ma la rendo pubblica:

Spero che chi produce musica si concentri più sulla qualità del master, sulla qualità del supporto e meno sul marketing. Dei 180g, come la storia ci ha insegnato, se ne può tranquillamente fare a meno. Ed i vecchi LP stanno ancora li a testimoniarlo.

 

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vignotra

Carlo, sono stanco delle guerre di religione. Penso di essere una persona ragionevole e, certamente, non un talebano come qualcuno vorrebbe far intendere. La mia esperienza nel settore è intrisa più di dubbi che di certezze e, ancora dopo 30 e passa anni, mi accorgo sempre più di quello che non so rispetto a quello che pensavo di conoscere. Ho imparato a rimettermi in gioco e a saper ascoltare tutto e tutti.

 

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lucamac
I pro del vinile sono molti e, paradossalmente, li rilevo molto più facilmente con i vecchi LP, quelli dell'epoca d'oro (anni 70 - 80). Questi, di peso leggero, suonano divinamente. Che siano di classica o di rock suonano completi, dinamici, affascinanti, pieni. Se ben conservati, non mostrano le ingiurie del tempo e restituiscono pura magia. Dove invece resto perplesso è nell'ascolto dei vinili recenti, quelli soprattutto che utilizzano il famoso vinile da 180g.

Ho potuto fare un confronto in diretta tra due incisioni dello stesso disco: The Wall dei Pink Floyd. Il vecchi disco, in vinile standard suona più luminoso, ha un volume di registrazione più alto ma non è compresso, suona più naturale e completo. dinamicamente ineccepibile. Il 180g mostra subito un volume di registrazione più basso, è più carico sulle basse frequenze, nei momenti di silenzio il supporto apare più rumoroso. Sono rimasto deluso.

 

Attenzione !! perchè il vecchio  vinile dei Pink The Wall ha diverse incision. Io posseggo la Harvest UK mentre per il cd la migliore in assoluto è la Japan.

 

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vignotra

L'ultima l'ho presa di MW, la prima è quella che arrivò in Italia all'uscita dell'album.

Non ho fatto paragone con il cd. In questo caso mi sembrava più importante il confronto tra i vinili.

 

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lucamac
L'ultima l'ho presa di MW, la prima è quella che arrivò in Italia all'uscita dell'album.

Non ho fatto paragone con il cd. In questo caso mi sembrava più importante il confronto tra i vinili.

Mi riferivo alla tua rivalutazione dell'analogico. Magari un confronto tra un incisione Jap del CD con la migliore in vinile potrebbe essere istruttivo.

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vignotra
L'ultima l'ho presa di MW, la prima è quella che arrivò in Italia all'uscita dell'album.

Non ho fatto paragone con il cd. In questo caso mi sembrava più importante il confronto tra i vinili.

Mi riferivo alla tua rivalutazione dell'analogico. Magari un confronto tra un incisione Jap del CD con la migliore in vinile potrebbe essere istruttivo.

Si potrebbe ma in cd non ho la versione Jap. Però, ad esempio, ho fatto il confronto con l'album live dei supertamp, live in paris. Vinile batte cd 2 a 0.

 

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Giovanni71

io caro Vincenzo (ricordi che siamo colleghi?) per i tuoi stessi motivi non andrò mai di liquida e continuo a comprere vinile sempre di più.... non ho un setup pazzesco ma già con il mio rega mi regalo tanti gustosi ascolti... ;)

cmq complimenti per le tue parole è sempre carino leggerti.

Giovanni

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vignotra

E veniamo al materiale con cui sono fatti i nostri amati dischi. Nelle ultime settimane, penso che li avrete letti, sono stati aperti numerosi thread relativi alla superiorità di un materiale, piuttosto che un altro, nella costruzione dei cd e sacd. Platino, oro, ecc...sono tutti ottimi materiali che, secondo i tecnici, dovrebbero garantire una migliore riflessione del raggio laser e quindi una lettura più accurata dei singoli dot, incisi nel supporto. Il ragionamento non fa una grinza.

Si prende il master originale, quasi sempre analogico, lo si riversa in pcm o dsd, a seconda del risultato finale che su vuole ottenere, e poi si produce il cd o sacd con il supporto in materiale pregiato.

In tutto questo ragionamento però c'è una cosa che non capisco: un cd resta un cd, come un sacd resta un sacd, indipendentemente dal materiale usato. Quindi, per i cd, per poter essere letti da tutti i lettori, dovranno per forza di cose rispettare i limiti del red book. Spendere 30 o 40 euro per riavere, sicuramente migliorata, sempre il cd di un lavoro che abbiamo già in tutti i formati, siamo certi che ne valga effettivamente la spesa? Mi ricorda il discorso dei 180g.....

 

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vignotra

io caro Vincenzo (ricordi che siamo colleghi?) per i tuoi stessi motivi non andrò mai di liquida e continuo a comprere vinile sempre di più.... non ho un setup pazzesco ma già con il mio rega mi regalo tanti gustosi ascolti... ;)

cmq complimenti per le tue parole è sempre carino leggerti.

Giovanni

Grazie Giovanni. Un forum come questo non è fatto da persone che sanno tutto e conservano la conoscenza per se. Io metto a disposizione quel poco che so e tento di imparare da chi ne sa più di me. Almeno ci provo.

 

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m.tonetti
E veniamo al materiale con cui sono fatti i nostri amati dischi. Nelle ultime settimane, penso che li avrete letti, sono stati aperti numerosi thread relativi alla superiorità di un materiale, piuttosto che un altro, nella costruzione dei cd e sacd. Platino, oro, ecc...sono tutti ottimi materiali che, secondo i tecnici, dovrebbero garantire una migliore riflessione del raggio laser e quindi una lettura più accurata dei singoli dot, incisi nel supporto. Il ragionamento non fa una grinza.

Si prende il master originale, quasi sempre analogico, lo si riversa in pcm o dsd, a seconda del risultato finale che su vuole ottenere, e poi si produce il cd o sacd con il supporto in materiale pregiato.

In tutto questo ragionamento però c'è una cosa che non capisco: un cd resta un cd, come un sacd resta un sacd, indipendentemente dal materiale usato. Quindi, per i cd, per poter essere letti da tutti i lettori, dovranno per forza di cose rispettare i limiti del red book. Spendere 30 o 40 euro per riavere, sicuramente migliorata, sempre il cd di un lavoro che abbiamo già in tutti i formati, siamo certi che ne valga effettivamente la spesa? Mi ricorda il discorso dei 180g.....

Se ti riferisci ai SHM-CD (Platinum e non) e ai SHM-SACD c'è la questione del FLAT MASTER che ti è sfuggita!
Quindi in questi casi stiamo parlando di un risultato finale proprio diverso e per il quale vale la pena sicuramente prendere ulteriori versioni.

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CarloK75
Carlo, sono stanco delle guerre di religione. Penso di essere una persona ragionevole e, certamente, non un talebano come qualcuno vorrebbe far intendere. La mia esperienza nel settore è intrisa più di dubbi che di certezze e, ancora dopo 30 e passa anni, mi accorgo sempre più di quello che non so rispetto a quello che pensavo di conoscere. Ho imparato a rimettermi in gioco e a saper ascoltare tutto e tutti.

Sono d'accordo con te, ecco perchè ho solo riportato la mia esperienza e il mio gusto senza alcuna pretesa.

Poi sulla qualità del vinile utilizzato oggi e sul master ci sarebbe da dire molto in negativo o positivo.

Come ho cercato di scrivere io sono di parte e quindi mi va bene che il vinile sia tornato di moda, quello che non mi piace è la direzione che le case discografiche impongono a tutti noi.

Giustamente, come tu rilevi, non ha senso parlare di 180 o 200 grammi quando poi si scopre che il master è un dischetto argenteo, per contro è vero anche che alcune case discografiche serie utilizzano supporti digitali e master migliori.

Posseggo tre versioni di Texas Flood di Stevie Ray Vaughan continuo a preferire la versione originale in vinile dell'epoca ma tra la odinaria versione cd e quella che ho comprato poco tempo fa della Original Master Recording c'è un'abbisso.

 

Un saluto, Carlo.

 

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Giovanni71
E veniamo al materiale con cui sono fatti i nostri amati dischi. Nelle ultime settimane, penso che li avrete letti, sono stati aperti numerosi thread relativi alla superiorità di un materiale, piuttosto che un altro, nella costruzione dei cd e sacd. Platino, oro, ecc...sono tutti ottimi materiali che, secondo i tecnici, dovrebbero garantire una migliore riflessione del raggio laser e quindi una lettura più accurata dei singoli dot, incisi nel supporto. Il ragionamento non fa una grinza.

Si prende il master originale, quasi sempre analogico, lo si riversa in pcm o dsd, a seconda del risultato finale che su vuole ottenere, e poi si produce il cd o sacd con il supporto in materiale pregiato.

In tutto questo ragionamento però c'è una cosa che non capisco: un cd resta un cd, come un sacd resta un sacd, indipendentemente dal materiale usato. Quindi, per i cd, per poter essere letti da tutti i lettori, dovranno per forza di cose rispettare i limiti del red book. Spendere 30 o 40 euro per riavere, sicuramente migliorata, sempre il cd di un lavoro che abbiamo già in tutti i formati, siamo certi che ne valga effettivamente la spesa? Mi ricorda il discorso dei 180g.....

Se ti riferisci ai SHM-CD (Platinum e non) e ai SHM-SACD c'è la questione del FLAT MASTER che ti è sfuggita!
Quindi in questi casi stiamo parlando di un risultato finale proprio diverso e per il quale vale la pena sicuramente prendere ulteriori versioni.

 

si quoto, infatti non è tanto il materiale ad nfluenzare la qualità della riproduzione quanto "cosa ci metti dentro" il discorso sui nuovi flat transfer è questo (io sto aspettando Love over gold appena arriva vi posto il confronto con cd normale vecchio master digitale e vinile).

ciao

 

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ivantaggi78

....il vinile, son gioie e dolori, ma per fortuna IMHO prevalgono le prime sulle seconde, a patto di avere un sistema ben tarato ed altri piccoli accorgimenti per tirarne fuori il meglio....a proposito per le tarature ti sei fatto aiutare o hai imparato tu? Sarebbe meglio imparare, tanto alla fine sono poche le cose davvero importanti....

Sul discorso 180-200 gr sono secondo me uno specchietto per le allodole, nel senso che dietro quella dicitura e quella grammatura non c'è nulla, a volte suonan bene altre 'na chiavica; è ovviamente come hai ben capito il master che fa la differenza, che sia analogico o digitale poco importa, ma che sia fatto con tutti i crismi!!!! E l'unico modo per scoprirlo è purtroppo mettere il disco sul piatto e poggiare la propria testina....

Se la musica che ascolti non è in prevalenza contemporanea consiglierei di provare con l'usato, ovviamente in buono stato, magari dotandosi di una macchina lavadischi (manuale dalle 50 € in su o automatica dalle 400 in su...), poichè quei crismi in linea di massima negli anni '60-'70-'80 li conoscevano e li applicavano tutti!!!!! 

P.S. complimenti per l'acquisto!!!!!

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zagor333
E veniamo al materiale con cui sono fatti i nostri amati dischi. Nelle ultime settimane, penso che li avrete letti, sono stati aperti numerosi thread relativi alla superiorità di un materiale, piuttosto che un altro, nella costruzione dei cd e sacd. Platino, oro, ecc...sono tutti ottimi materiali che, secondo i tecnici, dovrebbero garantire una migliore riflessione del raggio laser e quindi una lettura più accurata dei singoli dot, incisi nel supporto. Il ragionamento non fa una grinza.

Si prende il master originale, quasi sempre analogico, lo si riversa in pcm o dsd, a seconda del risultato finale che su vuole ottenere, e poi si produce il cd o sacd con il supporto in materiale pregiato.

In tutto questo ragionamento però c'è una cosa che non capisco: un cd resta un cd, come un sacd resta un sacd, indipendentemente dal materiale usato. Quindi, per i cd, per poter essere letti da tutti i lettori, dovranno per forza di cose rispettare i limiti del red book. Spendere 30 o 40 euro per riavere, sicuramente migliorata, sempre il cd di un lavoro che abbiamo già in tutti i formati, siamo certi che ne valga effettivamente la spesa? Mi ricorda il discorso dei 180g.....

Se ti riferisci ai SHM-CD (Platinum e non) e ai SHM-SACD c'è la questione del FLAT MASTER che ti è sfuggita!
Quindi in questi casi stiamo parlando di un risultato finale proprio diverso e per il quale vale la pena sicuramente prendere ulteriori versioni.

 

si quoto, infatti non è tanto il materiale ad nfluenzare la qualità della riproduzione quanto "cosa ci metti dentro" il discorso sui nuovi flat transfer è questo (io sto aspettando Love over gold appena arriva vi posto il confronto con cd normale vecchio master digitale e vinile).

ciao

 


Lo abbiamo scritto in tutte le salse e in più 3D che il supporto (SHM o SHM Platinum) ci azzecca poco.Sono mesi che lo scriviamo.Mi sorprende che questa cosa non sia ancora chiara per molti.Buonissimi ascolti flat

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vignotra

Flat o non flat questa sera ho messo sull'MT10 Comuniquè dei Dire Straits. Correva l'anno 1979 e i vinili sapevano come farli. Supporto silenzioso e suono meraviglioso. Poi passo ad un 180g, Cannonball Adderley, Somethin's Else, registrazione del 59, alla tromba c'è Miles Davis...il suono è meraviglioso ma il supporto è rumoroso.

Che dire, le prove continuano. Quello che di bello mi ha portato il riavvicinamento all'analogico è la scoperta di lavori del passato che non conoscevo per nulla o quasi.

Se questo è il vero senso del ritorno al passato, posso dire che, in realtà è un passo nel futuro.

 

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zagor333

Io lo avevo scritto molto tempo fa che già il mio "giocattolo" della Rega con i miei LP non mi faceva rimpiangere lo MCD500 con i miei CD/SACD (non che il "giocattolo"+LP suonasse meglio o peggio dello MCD500+CD/SACD, semplicemente suonava "diverso", e rimpianti non ne avevo). Mi avete preso per "visionario".

 

PS: flat on non flat mica tanto, provare per credere...

 

Buonissimi ascolti analogici e digitali (se flat poi è un pò meglio).

;)

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codex

Caro Roberto, gli "out of stock" si stanno moltiplicando... e, almeno in questo caso, non si tratta di vinili, ma di vituperati cd, e sacd ;)

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Rodolfo Luffarelli
Caro Roberto, gli "out of stock" si stanno moltiplicando... e, almeno in questo caso, non si tratta di vinili, ma di vituperati cd, e sacd ;)
Infatti Mariano ...

il ritorno al vinile è proprio anacronistico e destituito di fondamento ... per me sono superiori i cd shm platinum figurarsi il digitale ad alta definizione (ben fatto ...).

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Brivido101

Io da sempre sostengo che un buon lp letto da un gira ben regolato regala emozioni come nessuna sorgente digitale riesce a fare.

Ovviamente ha pro e contro ma i pro sono talmente goduriosi(scena grande e solida, effetto live e punch) che i contro (imprecisione e rimorosità) svaniscono.

Luca

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vignotra
Caro Roberto, gli "out of stock" si stanno moltiplicando... e, almeno in questo caso, non si tratta di vinili, ma di vituperati cd, e sacd ;)
Infatti Mariano ...

il ritorno al vinile è proprio anacronistico e destituito di fondamento ... per me sono superiori i cd shm platinum figurarsi il digitale ad alta definizione (ben fatto ...).

Ciao Rodolfo. Sarà ma un cd resta un cd e, se il master di partenza è digitale, comunque suonerà al meglio del digitale. Io ho riscoperto il suono analogico e, se il master è analogico, ti posso garantire che, a livello di puro piacere d'ascolto, non c'è digitale che tenga. Il suono in natura è analogico, così come il nostro apparato uditivo. Quindi, senza guerre di religione, ti piace il suono digitale al massimo delle sue prestazioni? Perfetto, a me non piace più.

 

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Rodolfo Luffarelli

Caro Vincenzo, un fraterno saluto.

Ti auguro i migliori ascolti con il tuo nuovo set-up analogico ! 

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biologo58

Caro Vincenzo, avere un buon set-up analogico secondo me è importante, ma privarsi di ascoltare e avere questi nuovi supporti in particolare gli shm sacd secondo me è ugualmente importante, io ne ho ascoltato uno per il momento ma ne ho in arrivo altri e ho notato le stesse nuance del grande vinile. In questi supporti mi è sembrato che ci sia veramente poco di digitale praticamente suonano come un vinile, se ti capita di prenderne uno e io te lo consiglio rimarrai stupito. Provare non costa nulla, per me questi supporti vale la pena prenderli.

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