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fausto11

chi ha provato Dirac o DRC ?

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fausto11

Argomento trito e ritrito, ma, visto che starei acquistando Dirac desideravo sapere di qualcuno che lo ha o lo ha provato e cosa ne ha tratto

 

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Ligo

Utilizzo DRC e ho provato Dirac.

Più "pericoloso" il primo in quanto necessita di un bel po' di studio preliminare per adottare gli accorgimenti e le attenzioni che portano a risultati positivi invece che negativi, più facile e sicuro il secondo ma con minori possibilità di intervento.

Alla fine per me ottimi risultati con entrambe.

P.S. @Esprit forse vorrà spostare il 3ad nella sezione più opportuna.

:)

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Flavio

Ciao Ligo,

permettimi questo commento dichiaratamente di parte.

 

Le possibilità di intervento di altre applicazioni non sono a mio avviso un vantaggio ma una necessità per regolazioni che con Dirac Live non servono... di un esempio si è discusso qui:

http://forum.videohifi.com/discussion/328329/dirac-vs-acourate-nove-misurazioni-contro-una/p1

 

Devo d'altra parte riconoscere che il prezzo del DRC di Denis è imbattibile :)

vantaggio che viene almeno in parte limitato se avendo già un DAC si deve acquistare una scheda audio che non è necessaria per Dirac Live perchè un terzo sweep compensa il clock drift fra il microfono USB ed il DAC

 

Non entro nel merito dell'ascolto perché è un argomento troppo discutibile.

Flavio

 

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facchigo

Ti conviene fare come ho fatto io... Acquista il microfono di calibrazione umik, scaricati la prova di dirac e fai le dovute considerazioni... Mal che vada hai da rivendere il mic. Io personalmente dal primo utilizzo di dirac non ho avuto dubbi, ho ottenuto risultati molto molto convincenti. Non penso che riuscirei a tornare indietro.

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Ligo

@Flavio Ormai anche DRC fornisce set di configurazioni pronte anche se è sempre possibile intervenire di fino per ottimizzare le cose. In generale però non intendevo questo ma la possibilità di analisi fine dei risultati che conduce poi alle ottimizzazioni, soprattutto della target. Il side effect è che diventa un potente strumento didattico.

Se non fossi così testardo, comunque, avrei preso Dirac.

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fausto11

io ho provato Dirac e dubito che ritornerò al mio disastro precedente, altrochè iniziare la danza del cambio sorgenti e finali o casse. Invece DRC è un perfetto sconosciuto non avendo io dimestichezza con i computer

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Ligo

Non posso che essere d'accordo. Se non hai una buona operatività con il PC vai con Dirac senza pensarci due volte.

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giordy60

il Dirac è il modo più semplice per entrare nel mondo della correzione digitale, senza se senza ma.

........con risultati molto soddisfacenti. ;)

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Andrea Parenti

Provato Dirac Live fin dal giugno 2012 (allora avevo un TacT Audio RCS 2.2, un precursore del DRC).

Mai più disinstallato da allora. 

;)
Consiglio anch'io il microfono UMIK-1.

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blind82

Salve,

visto che si parla di esperienze sui correttori attivi, volevo chiedervi se qualcuno lo utilizza tra pre e finale in modo da poter utilizzare altre sorgenti....? Anche con giradischi potrebbe "avere senso"?

Grazie

andrea

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emaspac

fra pre e finale, personalmente, non lo inserirei mai...

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blind82
Per utilizzare diverse sorgenti bisogna utilizzare un processore DSP esterno da scegliere fra questi a seconda della configurazione desiderata: http://www.minidsp.com/products/dirac-series/product-line-summary

 

fra pre e finale direi questo: http://www.minidsp.com/dirac-series/ddrc-22a

 

Ciao, Flavio

Ecco, intendevo uno di questi scatolotti tipo minidsp :D, vorrei capire se in una stanza non trattata, i vantaggi della correzione superano gli svantaggi della doppia conversione... Esperienze?

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blind82
fra pre e finale, personalmente, non lo inserirei mai...

 

parla per esperienza personale? Tra pre e finale ci sarebbe la comodità di poter utilizzare più sorgenti senza tanti stacca attacca... o no.....?

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gefrusti
Per utilizzare diverse sorgenti bisogna utilizzare un processore DSP esterno da scegliere fra questi a seconda della configurazione desiderata: http://www.minidsp.com/products/dirac-series/product-line-summary

 

fra pre e finale direi questo: http://www.minidsp.com/dirac-series/ddrc-22a

 

Ciao, Flavio

Ecco, intendevo uno di questi scatolotti tipo minidsp :D, vorrei capire se in una stanza non trattata, i vantaggi della correzione superano gli svantaggi della doppia conversione... Esperienze? ....i vantaggi della correzione rimarranno comunque....eventuali svantaggi di una doppia conversione invece sarebbero un problema in piu....ma molto dipende dalla trasparenza del sistema D/A--A/D--D/A...perchè alcuni si fanno sentire (e degradano)...altri manco te ne accorgeresti...ci passasse dentro anche il segnale di un elettronica di grande prestigio.

ciao, Tom.

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Esprit

Sì, se non hai "problemi" con il limite dei 96kHz non vedo controindicazioni. Sin dai tempi dei primi HT si è pensato ad una correzione attiva ma solo ultimamente i vari sw si stanno avvicinando alle nostre esigenze di una maggiore qualitù finale... Se tutto va come penso tra un paio di settimane potrei, dopo anni, provare Dirac (la versione sw).

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emaspac
fra pre e finale, personalmente, non lo inserirei mai...
parla per esperienza personale? Tra pre e finale ci sarebbe la comodità di poter utilizzare più sorgenti senza tanti stacca attacca... o no.....?se lo inserisci tra pre e finale, hai una conversione da analogico in digitale, fatta con un chip. poi hai l'ottimizzazione di Dirac, che lavora in digitale, e poi hai la conversione da digitale ad analogico, con un chip. 
quel chip è il tuo nuovo DAC, con uscita pre. mi pare un'assurdità, a meno di avere una sorgente o un DAC di livello modesto, così coem il pre.

personalmente la doppia conversione  l'ho provata con D-Speaker Anti Mode Dual Core: l'apparecchio lavorava e funzionava, tra pre e finale, ma la resa era mediocre.
la correzione, a parer mio, ha senso se fatta alla sorgente o, in seconda battuta, nella catena digitale.

miniDSP ha anche un prodotto, con Dirac, che lavora tutto in digitale e si può inserire tra trasporto/sorgente e DAC. lì ha un senso.

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Ligo

 

Salve, visto che si parla di esperienze sui correttori attivi, volevo chiedervi se qualcuno lo utilizza tra pre e finale in modo da poter utilizzare altre sorgenti....? Anche con giradischi potrebbe "avere senso"? Grazie andrea

Sicuramente la via più conservativa è lavorare nel dominio digitale e questo lo puoi fare con minidsp ma devi vedere se il modello giusto ha il numero e il tipo di ingressi che ti servono per le tue sorgenti digitali. Tu cosa dovresti attaccarci?
Inserire la doppia conversione per correggere le sorgenti analogiche non è detto che degradi in modo udibile ma bisognerebbe poter provare per dirlo e mi pare difficile.

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blind82

Eccomi! Grazie a tutti per le risposte, dunque parto dal fondo, la mia intenzione era di attaccarci un multilettore e un giradischi, da questo l'idea tra pre e finale.. Appunto per capire se conviene o se quei soldi è meglio metterli in una correzione passiva..

Poi capisco il fatto che dipende da quanto è trasparente la doppia conversione, che senno rischia di essere l'anello debole... I 96khz credo siano sufficienti... Diciamo anche che non punto ad un impianto di riferimento assoluto :D

andrea

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Ligo

Più di quello che è già stato detto non credo che si possa dirti. Ora hai tutti gli elementi per decidere. :)

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Zapuan

Io ti dico quello che ne ho tratto:

1) un miglioramento drastico della qualità degli ascolti
2) una consapevolezza "nuova" di quanto - e come - conta l'ambiente
3) una conoscenza degli enormi effetti dell'equalizzazione ben fatta (mixed-phase)
4) una conseguente spinta nell'approfondimento dello studio dell'elettroacustica
5) una comprensione del fatto che le differenze all'ascolto tra elettroniche dipendono in gran parte dalla rif
6) un conseguente risparmio enorme di denaro che non serve più spendere in sorgenti, pre, cavi, accessori
in sintesi, se dopo aver usato - e capito - Dirac o DRC rimani l'audiofilo di prima, è grave ;) 
:D

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giordy60

in sintesi, se dopo aver usato - e capito - Dirac o DRC rimani l'audiofilo di prima, è grave ;) 
:D

=)) =))

;)

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Ligo
Io ti dico quello che ne ho tratto:
1) un miglioramento drastico della qualità degli ascolti
2) una consapevolezza "nuova" di quanto - e come - conta l'ambiente
3) una conoscenza degli enormi effetti dell'equalizzazione ben fatta (mixed-phase)
4) una conseguente spinta nell'approfondimento dello studio dell'elettroacustica
5) una comprensione del fatto che le differenze all'ascolto tra elettroniche dipendono in gran parte dalla rif
6) un conseguente risparmio enorme di denaro che non serve più spendere in sorgenti, pre, cavi, accessori
in sintesi, se dopo aver usato - e capito - Dirac o DRC rimani l'audiofilo di prima, è grave ;) 
:D
Mi ci ritrovo in pieno!

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blind82
Io ti dico quello che ne ho tratto:
1) un miglioramento drastico della qualità degli ascolti
2) una consapevolezza "nuova" di quanto - e come - conta l'ambiente
3) una conoscenza degli enormi effetti dell'equalizzazione ben fatta (mixed-phase)
4) una conseguente spinta nell'approfondimento dello studio dell'elettroacustica
5) una comprensione del fatto che le differenze all'ascolto tra elettroniche dipendono in gran parte dalla rif
6) un conseguente risparmio enorme di denaro che non serve più spendere in sorgenti, pre, cavi, accessori
in sintesi, se dopo aver usato - e capito - Dirac o DRC rimani l'audiofilo di prima, è grave ;) 
:D
Più di quello che è già stato detto non credo che si possa dirti. Ora hai tutti gli elementi per decidere. :)
OOOk, effettivamente è quello che volevo sentire :D anche se sull'importanza (moltissima!) dell'ambiente nella riproduzione me ne ero già accorto... 
vi farò sapere!!!
grazie

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fausto11

rimane il prezzo di Dirac, non proprio popolare

 

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fausto11

non è azione di cui vantarsi paragonarsi a quelli che spendono  500  o  1000 € per un cavo sia USB o di altra concezione

 

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antoniotrevi

ma quanto costa un mini dsp e dove si puo trovare online ?

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