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kauko

Prendere 110 e lode a 28 anni non serve a un fico, è meglio prendere 97 a 21..

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kauko

questo il parere del ministro poletti, quale sia l'idea che vuole suggerire mi sembra chiaro, io sono controverso, che se uno ha 21 anni e 97 non lo vuole nessuno per menifesta asinaggine, se uno ha 28 anni e 110 e L non lo vuole nessuno per manifesto coccio:

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maverick

Non estremizziamo, .. il concetto è più che condivisibile.

Il voto di laurea non è garanzia di sapersela cavare o di essere motivato, flessibile (di cervello, non di contratto) e appassionato al mondo del lavoro; il mondo è pieno di laureati con lode ( chissà perchè quasi tutti in discipline umanistiche, .. non riesco a trovare un laureato in lettere con meno di 108 neanche col lanternino ..tutti Umberto Eco.) che sono a spasso , e soprattutto non sanno fare un c..o., ma proprio nulla.
Questa è la realtà del mondo di oggi, che a me fa quasi paura, e pena per i giovani : trent'anni fa, quando ero giovane io, .. la situazione era sicuramente migliore.
Frequento, per motivi di volontariato, una associazione che fa anche formazione sanitaria: mi è capitato di vedere dei medici neolaureati assolutamente incapaci di misurare una pressione, auscultare un cuore, valutare un qualsiasi esame sanguigno se non con i parametri scritti a fianco.. cose che qualsiasi infermiere appena appena un po' sgaio fa a menadito: il mio coetaneo medico, che fa il formatore mi dice che in ospedale isuoi specializzandi sono tutti così, le cose non si insegnano, se non in specializzazione: questa è la preparazione universitaria di oggi; e chi esce ha trent'anni o quasi.
Meglio, molto meglio fare un po' prima con gli esami (non è una questione solo dei medici, ovviamente ...) prepararsi in maniera generica soprattutto nel METODO di lavoro e di studio, e poi farsi su campo le esperienze che servono, .. a 22. 23 anni, .. e non a trenta.

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kauko

il fatto è che quando si va a fare un concorso, un colloquio e affini il voto conta, eccome.

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Velvet

Si ma dei laureati neomasterizzati di 38 anni non sappiamo che farcene.

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kauko
Si ma dei laureati neomasterizzati di 38 anni non sappiamo che farcene.
certo, conta anche l'età.

ma come si fa a stabilire se si trae più vantaggio dall'età o dal voto?

quello del voto è un vantaggio evidente, quella dell'età tutta da vedere..

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Panurge

Nei colloqui il rispetto dei tempi di laurea è considerato fondamentale, salvo giustificati motivi,  è una prima attestazione della capacità di una persona di rispettare tempi ed impegni.

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stefanino

da (ex) imprenditore 

laureato in ingegneria a 24 anni voto 95
percezione : uno che trotta e vuole arrivare a un risultato concreto

laureato in ingegneria 28 anni 110 
percezione: un perfezionista. 

facendo prodotti reali chi assumo? 
Chi mi da il prodotto perfetto fuori tempo massimo o chi me ne da uno vendibile nei tempi previsti?

(non prendo in considerazione i 95 di laurea a 28 anni...a meno che abbia fatto 4 anni di lavoro all'estero per capire come gira il mondo nel qual caso e' il piu' interessante di tutti)

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kauko

eppure vedo spesso, tra gli studenti, la percezione che il voto conti più di ogni altra cosa, cioè non mero perfezionismo ma presunzione che al prezzo di qualche sessione saltata un maggior voto apra più porte.

forse sarebbe il caso che fossero messi a conoscenza di questo 'segreto'. 

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maverick
Si ma dei laureati neomasterizzati di 38 anni non sappiamo che farcene.
certo, conta anche l'età.

ma come si fa a stabilire se si trae più vantaggio dall'età o dal voto?

quello del voto è un vantaggio evidente, quella dell'età tutta da vedere..
Non sono d'accordo: certo, .. un 110 e lode a 24 anni o a 25 (poi dipende da che facoltà ...) è già un eccellente punto di partenza, .. ma come ha scritto qualche altro, .. di trentenni ( e a volte molto di più), con curriculum immacolato non si sa cosa farsene.
Eppoi siamo proprio sicuri che cinque o dieci punti in più contino tanto ?
Ai tempi di quando feci e vinsi il concorso nella p.a. ricordo che un punteggio per i titoli  era attributo al range 100 - 110 e uno poco inferiore a chi aveva un voto di laurea tra 90 e 100; un ancora inferiore sotto il 90.
Ma l'incidenza di tali punteggio era tale che bastava fare un esame appena appena migliore per sotterrare completamente ogni voto alto derivante dagli studi.
Che quindi il voto di laurea sia così importante non corrisponde alla mia esperienza, .. essì che lavoro nella pubblica amministrazione . nel privato penso sia ancora minore ...
Mah ....

Fin da quando studiavo, e poi anche dopo, ho sempre ripetuto come un mantra ad amici e studenti più giovani " sbrigatevi a laurearvi e fregatevene del voto" - dopo trent'anni non ho affatto cambiato idea.

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Panurge
eppure vedo spesso, tra gli studenti, la percezione che il voto conti più di ogni altra cosa, cioè non mero perfezionismo ma presunzione che al prezzo di qualche sessione saltata un maggior voto apra più porte.

forse sarebbe il caso che fossero messi a conoscenza di questo 'segreto'. 
Non è un gran segreto, la mia figlioccia si è laureata in ingegneria in time, con un dignitoso 102, da un paio d'anni, lei ed i compagni di corso di pari caratteristiche tutti ad ora assunti a tempo indeterminato  e già messi a gestire il lavoro di altri. Non c'è bisogno che te lo dica nessuno se non lo sai da te sei già in seconda fila.

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maverick
eppure vedo spesso, tra gli studenti, la percezione che il voto conti più di ogni altra cosa, cioè non mero perfezionismo ma presunzione che al prezzo di qualche sessione saltata un maggior voto apra più porte.

forse sarebbe il caso che fossero messi a conoscenza di questo 'segreto'. 
Nessun segreto, ... solo buonsenso.
Se non ce l'hai è giusto che ne paghi le conseguenze.

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enzo966

Penso che possano esistere addirittura ingegneri elettronici laureati a 24 anni con 110 e lode che acquistano cavi d'alimentazione di "lusso".

P.S.: credendoci pure.

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mozarteum

Concordo con poletti. Anche perche' il 30 non garantisce niente. La differenza e' solo fra cervelli ben fatti e cervelli de coccio. quanti universitari prendono 30 ripetendo i libri a pappagallo non avendo alcuna penetrazione di cio' che leggono?

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diego_g
da (ex) imprenditore 

laureato in ingegneria a 24 anni voto 95
percezione : uno che trotta e vuole arrivare a un risultato concreto

laureato in ingegneria 28 anni 110 
percezione: un perfezionista. 

facendo prodotti reali chi assumo? 
Chi mi da il prodotto perfetto fuori tempo massimo o chi me ne da uno vendibile nei tempi previsti?

(non prendo in considerazione i 95 di laurea a 28 anni...a meno che abbia fatto 4 anni di lavoro all'estero per capire come gira il mondo nel qual caso e' il piu' interessante di tutti)

Io assomiglio di più al secondo profilo che hai descritto, ed effettivamente ci avresti preso abbastanza, nel fotografare il mio carattere di allora  :).

Già ai miei tempi, vedevo gente che trottava via liscia, senza preoccuparsi troppo del voto e mirando al mondo del lavoro: io ero più ingenuo e in genere mi preparavo bene, tentando di avere una preparazione completa sui temi del programma. Viste le mie evidentemente ridotte doti, poi, ci mettevo più tempo del necessario.

Comunque, ai miei tempi, il mercato del lavoro assorbiva molto bene e quindi non ho avuto problemi nell'inserirmi.

Oggi la competizione è più feroce, mi rendo conto.

Nel tempo, lavorando, ho poi imparato che l'ottimo è spesso nemico del bene, ma allora non lo sapevo!

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Cano

Il discorso di poletti è un po' estremo ma condivisibile nel concetto

 

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mozarteum

L'ottimo e' nemico del tempo libero

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lufranz
L'ottimo e' nemico del tempo libero

La concezione attuale del lavoro, totalizzante e competitivo rispetto al quale tutto deve passare in secondo piano, è nemica non solo del tempo libero ma della vita stessa.

Questo a me fa semplicemente orrore.

 

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Cano

Occorre equilibrio, come in tutte le cose

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diego_g
L'ottimo e' nemico del tempo libero

La concezione attuale del lavoro, totalizzante e competitivo rispetto al quale tutto deve passare in secondo piano, è nemica non solo del tempo libero ma della vita stessa.

Questo a me fa semplicemente orrore.

 

Quoto: ci sono dentro mani e piedi, in questa logica. E non la vivo bene...

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mvnap

considerando tale solo la magistrale, a 21 anni in italia non ti puoi legalmente laureare.

Mi pare un concetto ebete, specie provenendo da uno che pontifica senza laurea.

In più in Italia già va di moda la mediocrità, non c'è bisogno di ulteriore promozione...

 

Tanto più che in certi settori se non hai minimo un 105 manco ti guardano in faccia...

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PietroPDP

Scusate la domanda che non c' entra con il 3D, ma capita solo a me di non vedere il post numero 16 ?

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Cano
Scusate la domanda che non c' entra con il 3D, ma capita solo a me di non vedere il post numero 16 ?

 

Adesso che mi fai notare...ci sono 2 post n. 15

Certi che se bello strano tu... :D

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PietroPDP

Pensa avevo notato la mancanza del post 16 e non del doppio post 15.

Scusate ancora, io ho fatto solo la prima alimentare e non sono di aiuto al 3D :) ...

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simpson

io ho preso 100 a 27 anni e uno come me non lo assumerei mai.

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maverick
L'ottimo e' nemico del tempo libero

La concezione attuale del lavoro, totalizzante e competitivo rispetto al quale tutto deve passare in secondo piano, è nemica non solo del tempo libero ma della vita stessa.

Questo a me fa semplicemente orrore.

 

Questo è un altro concetto condivisibile (almeno io lo condivido pienamente ).Ma credo ci siano ancora armi per difendersi

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etnatom
questo il parere del ministro poletti, quale sia l'idea che vuole suggerire mi sembra chiaro, io sono controverso, che se uno ha 21 anni e 97 non lo vuole nessuno per menifesta asinaggine, se uno ha 28 anni e 110 e L non lo vuole nessuno per manifesto coccio:


Assolutamente d'accordo con il Ministro. Concordanza 100%.

Te lo dico da laureato in regola, 6 anni su 6 previsti, lode, alla veneranda età di  23 anni e 10 mesi compiuti.
All'Università si studia, non si cazzeggia.

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Jonas Rainer

Mi son laureato a 30 anni in ingegneria elettronica, con 110 (senza lode, solo infamia.....ahahahahah)

Da studente guardavo il voto, almeno sopra il 26 dicevo (anche se per certi esami,ho preso anche 20...). E così, son passati 10 anni di università.
Quando ero laureando (mi mancava un esame e la tesi), dietro consiglio di un ex collega, inviai il curriculum (con zero esperienza) ad una azienda del posto (vi era un posto vacante).
Nei corridoi dell'università, sentivo qualche collega già laureato (era il periodo degli esami di stato) che diceva che chiamavano al colloquio in base all'età ed al voto di laurea. Pensai che non mi avrebbero mai chiamato.
Invece, il 29 luglio, dopo aver rifiutato un 23 all'ultimo esame "mattone", ricevo una chiamata quando ero già in "ferie-studio". Era la segretaria dell'azienda che mi chiedeva quando sarei voluto andare a fare il colloquio.
Alla fine, fino a quel giorno, mi ero classificato al primo posto, con tanto di complimenti da parte dell'esaminatore 
(1 ora e mezzo di colloquio tecnico, per un posto di progettista hardware). 
Mi era stato detto che, essendo senza esperienza, il colloquio sarebbe stato più lungo.
Peccato che il giorno dopo, fece il colloquio uno già laureato in ing elettronica, con anche il dottorato, di 33 anni.
Giustamente,presero lui. Quindi, ripresi a studiare  e mi laureai 5 mesi dopo.

Per farla breve,2 anni dopo, dopo un tirocinio inutile  di 6 mesi in un azienda  "mangia contributi regionali"(dove l'esaminatore non mi voleva prendere perchè vecchio...),e dopo un anno e mezzo di colloqui in altre aziende, venni richiamato dalla prima azienda ed assunto.

Son 3 anni che lavoro in questa azienda, da 1 anno ho il contratto a tempo indeterminato, e lavoro assieme al collega che mi ha "fregato" il posto 2 anni prima.
Eppure molti di quelli che hanno fatto il colloquio prima di me, erano quasi tutti di 25 anni con 110 e lode in tasca.
Come diceva un mio prof delle superiori, un 110 e lode di uno bravo solo sui libri, non serve al mondo del lavoro, anche se ha 25 anni. 
Parlando col il mio esaminatore (ora il mio capo), mi disse che molti di quelli che aveva esaminato avevano molte lacune, quasi quasi non riuscivano a leggere uno schema elettrico, fare le operazioni con i dB (passare da mW a dBm), a capire come era polarizzato un transistor. Eppure stavano sostenendo un colloquio per un posto da ingengere progettista Hardware (senza esperienza, ma non senza basi..). 

Alla fine, bisogna raggiungere un compromesso tra conoscenze e tempo di studio.
 Tornando indietro, avrei rifiutato meno voti agli esami, e casomai mi sarei laureato qualche anno prima.
Comunque, le grosse aziende guardano età e voto. A esempio, ENEL, durante una presentazione in facoltà, aveva parlato dei requisiti per poter accedere ad un colloquio con loro da neolaureati. 
Eta massima 27 anni ed voto di laurea superiore a 107.  Le persone che non avevano tali requisiti erano pregati di non lasciare il loro CV. E a quella presentazione, pochissimi avevano i requisiti.

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ninomau

Il discorso di Poletti e' condivisibile nei principi, ma, come sempre va esaminato alla luce delle esperienze individuali.

Distinguiamo tra laurea triennale o magistrale. Teniamo conto che all'estero con la triennale lavorano, quindi entrano nel mercato del lavoro a 22/ 21 anni.

Anche la facolta' e l' universita' contano, in alcune chiudere nei tempi o con votazione d'eccellenza e' molto complicato.

Inoltre nei commenti di molti traspare un grande problema dell'attuale mercato del lavoro, ovvero che solo i migliori e piu' brillanti hanno diritto ad un lavoro. Tutti noi sappiamo che esistono delle mansioni che richiedono competenze ed abilita', ma per le quali un profilo top e' unfit, se non dannoso.

Esperienza personale : mi sono laureato in ingegneria a 27 anni con 95/110, dopo ho perso quasi 2 anni per il servizio militare. Ho trovato facilmente lavoro, sono diventato dirigente a 42 anni (qualcuno in piu' dei miei piu' giovani e brillanti colleghi). L'unica (grossa) fregatura e' la Fornero ...

Ciao a tutti

Nino

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OLIVER10

la vita non segue queste regole

l'ho capito al liceo.....4  passati col massimo dei voti, alla fine un insegnante, una casalinga e due baristi

quello passato col minimo dei voti ha una ditta sua e dei dipendenti (e compra costosi apparecchi hifi :-) )

Ma la cosa che non mi torna è che il ministro parla di 'non lo vuole nessuno'   ma esclude a priori che una laurea possa anche spingere uno ad una attività in proprio  ,  tutti vogliono fare i dipendenti...questo è il probema vero !

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LeonardoP

Io assumerei senza dubbio quello col voto più alto (o per lo meno, quello che al colloquio mi ispira più fiducia e mi sembra più capace).

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