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Quella sera che salvò l'Italia


Member_0030

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Member_0030

Si concesse un lungo idromassaggio, si asciugò sommariamente, si sdraiò in posizione prona e chiuse gli occhi. Una gazzella caraibica dall'innaturale seno cominciò ad ungerlo con un olio di agrumi che il suo medico preparava per lui con una ricetta segretissima. Quando le mani di caffellatte presero a massaggiargli le spalle si lasciò andare ai pensieri.

Quella sera avrebbe giocato il tutto per tutto con Angela.

Flashback!

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Pasquale SantoiemmaGiacoia
quote:

Quella sera avrebbe giocato il tutto per tutto con Angela.


Cercò e trovò il telecomando, pigiò il tasto e spense in sol colpo tutte le luci.

Il fatto di aver azzeccato il tasto giusto al primo colpo lo rinfrancò.

"Angela ti prego non parlare"

Lasciamoci dondolare insieme nel buio, nei silenzi.

Angela consenti che Lasciamo spazio agli afrori, alle spezie,

che gli unguenti sappiano del miele e tu Angela, l'ape mia regina.

Javòl sciazzly mein fuher...

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Schelefetris

interruppe tutto Igor Gattuso (l'inserviente) che bussando alla porta con furore annunciò l'arrivo del prof. Gasparrestin.

Lui si bloccò, avevo dimenticato l'appuntamento, chiamò il maggiordomo nonchè cugino, FesterGallliani e gli chiese di apparecchiare nella sala del the.

(mode spoetizzant on)

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Pasquale SantoiemmaGiacoia
 

Quel volumetto campeggiava sempre, su qualsiasi piano,

in legno in cristallo e anche su quello in camera da letto, come un portafortuna.

La dedica a pennarello rosso acrilico indelebile giusto apposta

sul frontespizio: "dalla tua crocerossina che ti adora!"

lo ringalluzziva nei momenti tristi dell'esser solo con le sue lenzuola.

Fu così che riaccese la luce che non seppe spegnere

quell'Angela con quell'incedere di voce tonante.

Non ebbe il coraggio di voltarsi e sprofondando il volto

sul cuscino per distrarsi rammentò persino l'incipit

de "la festa cominci" e s'addormentò nel sogno come

un bambino con un dito eroico infilato nella crepa di in una diga.

Anche nei sogni pareva assai confuso; Angela, per la prima volta,

gli fece confondere nel sogno figa con diga in quella riga.

Fu salvato da cappuccetto rosso e lui il lupo e la nonna Angela

e il cestino e il bosco delle riforme, macchè Francia e

quella moglie solo noi siamo davvero bruni.

Tossì che si rizzo il capello sul cuscino. era il segno.

Si è addormentato profondamente, è nel sonno del giusto. Lo scusi.

(Così sussurrò un certo gianniletta ad Angela in un orecchio)

La Signora Angela seppur perplessa, arrossendosi le gote

ebbe la forza di chiedere abbassando gli occhi a letta:

"...skusi, tu ezzere franzosic ... ? "

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Ma egli non ebbe il coraggio di rispondere e riprese l'espressione impenetrabile che gli era solita.

Allora Angela, approfittando del tempo morto e del silenzio che regnava nella stanza, uscì in punta di piedi, inforcò la sua fida bicicletta e iniziò a pedalare allegramente dirigendosi verso Norimberga. Sorrideva tra sé pensando, con tenerezza, all'orsetto che voleva comperare per donarlo a una piccina europea che era appena venuta alla luce: Il mio peluche lo chiamerà Bearliner DeFI, ripeteva tra sé, e verrà visto come un segno della pace e amicizia che regna tra le tre Nazioni europee...

Una giornalista d'assalto però non riusciva a dimenticare i suoi trascorsi meno pacifici, quando ancor sana e snella solea spiare gli stranieri con grazia tutta tettonica (ops! Pardon! "teutonica"!) .

Così, a causa del suo articolo apparso su "le Journal", tutti compresero che l'orsetto DEFI altri non era, pour les français, che un novello cavallo di Troia ...

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Già se la vedeva davanti alta, slanciata, fasciata in uno dei suoi bellissimi tailleur, con tutte le sue morbide curve in evidenza.
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Due giorni dopo si ritrovarono tutti insieme ad un non ben definito party a cui erano stati invitati e approfittando di un momento che pensavano fosse di solitudine, il bel ungarofrancese novello padre ebbe l'ardire di chiedere spinto da una curiosità morbosa, unita ad una malcelata invidia e memore delle imprese di cui si favoleggiava fosse protagonista il più anziano cugino d'oltralpe, se effettivamente il tutto corrispondesse al vero, Angela all'inizio lo raggelò con uno sguardo, ma poi si lasciò andare ad un sorriso ben più esplicativo di mille parole, a quel punto anche Nicolas si lasciò andare a quello che definire un sorriso sarebbe riduttivo, una fragorosa risata rendebbe molto di più l'idea dello stato d'animo del francese che per un attimo pensò: anche per stavolta l'onore è salvo, appena un attimo prima che una decina di paparazzi attirati dalla risata fragorosa immortalassero con i flash l'evento, anche loro pensarono di aver salvato se non l'onore almeno la giornata e l'indomani avrebbero mandato in stampa gli articoli con tanto di titoli "E' qui la festa".

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Pasquale SantoiemmaGiacoia
"...quella bagascia! ...Troia a muà? ..."

l'aplomb fransè fu destabilizzè rimboombant tra le mura antiche dell'Eliseo che pur

quelle pareti ne avevano sentite di parole nel tempo andato sbattere violente

gli intonaci a farli vibrare che la polvere sfarinandosi disegnava

un vero nuovo problema per gli inservienti domestici del tempo

che benedissero come fosse un santo l'arrivo del germanico

di quella nuova e immensa invenzione che la polvere aspirava: lè follettèn!

(volendo acquistabile persino a rate, a farfalle, a cambiali a tratte

e persino poi con rate di e per una benevola finanziaria).

Lès Follettèn in frans, vorwerkfolletten in ghermania e in DDR stasifolletten,

los Follettos in espagna, il Folletto in italia, the Goblin in britannia la grande,

de Goblin in olandia, semplicemnete "goblin": folletto nelle regioni nordiche!

anche le renne, tutti, in tutta l'europa e a partire

dalla fine della seconda guerra detta "la mondiale",

ebbero il folletto in casa con pagamento dilazionato a rate!

Già ai primi del novecentosettanta, il movimento femminista denunciava

che il folletto potesse essere lui quel fetente l'elettrico "cavallo di troia"

moderno inghippo per legarle ancora una volta in casa, in salotto,

alle prese con un tappeto immenso di cambiali al sogno realizzato di

promessa di sposalizio:

" caro ti sposo. Mi comprerai il folletto e la lavatrice, amor mio?" .

Nel novanta alcuni economisti ne ebbero la certezza: è lui è il folletto

e quelle maledette rate... e denunciarono, inascoltati,

che il folletto, da quella pancia molle a forma si sacchetto...

il folletto e quel sistema della rata avea in se di fatto la nuova bomba acca

da far saltar alle fondamenta l'affidabilità

di tutto il sistema economico e bancario mondiale nel duemila!

All'eliseo, anche perciò, al rimbombare alle pareti di

quell'urlo:

"...quella bagascia! ...Troia a muà? ..."

Insospettiti al punto che

furono chiamati d'urgenza un nugulo di agenti, di promoter,

di infallibili giocatori di borsa (organizzazione super segreta)

che potessero scandagliare a fondo "l'animale":

quell'orsetto all'apperenza

soffice e sorridente MA proveniente dalla infida angelica germania

e donato in segno di pace in questa strana nuova guerra di Troia

ad infilarsi dalla porta principale in questa moderna Parigi

che già attendeva con ansia la cometa

posarsi giusto in cima all'eliseo con madonna italiana in attesa

e cento angeli fotografi travestiti da pastorelli panettieri

fornai idraulici ed ELETTRICISTI! ... .

Il popolo, avvertito dell'evento,

attendeva la stella, la cometa. l'arrivo dei 3 magi che,

a dorso di cammello dalle lontane arabie dalle libie

dalle tunisie e da qualsiasi altra cajenna che fu francese...

percorressero finalmente in corteo gaudende

tra due ali di folla festante, tutto il sacro corso parigino

sino all'arco di trionfo ove deporre i sacri doni:

tanto oro, tanta birra e tanto incenso per

confondere la vista in una nebbia profumata

di bollenti ardori ad incenerire per sempre

quella montagna di rate, carta ovunque che

non valeva ormai più nulla e che comunque

si intimava al popolo di dover pagare.

Tutto ciò mentre in Italia, nella capitale,

qualcuno ancora avvolto dalle lenzuola

sognava come un "gesù" bambino, sprofondato nella sua capanna

calda culla di cuscino a sognare una gazzella dall'innaturale seno che

iniziasse ad ungergli la augusta schiena con olii essenziali

estratti d'oro in polvere che giaceva nei forzieri in

una svizzera a lui assai più prossima: la città del Vaticano.

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Member_0030

Cucù!

Angela ebbe un sussulto, avanzava a passo spedito affiancata da cinque o sei uomini, la bora triestina soffiava ma non troppo, quel tanto che basta a farti capire che se lì, al porto dell'Impero, con quel suo bel sole freddo. Un sole che le ricordava quello della natìa Amburgo.

Lui si era appostato dietro un lampione e le aveva fatto quella tenera burla.

Silvio! Aveva esclamato lei. Du bist ein Kind!

Quel giorno si era rotto il ghiaccio.

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Member_0030

Te ghè ciapà la vaca per i ball, Silvio! La sera prima l'Umberto lo aveva apostrofato in malo modo.

Ven scià che ta duperi, questo le devi dire, altroché! Silvio, tu sei un seduttore, tu per il bene della Patria devi farlo!

Calderoli inarcò entrambe le sopracciglia, il Bossi aveva detto Patria.

E i parenti di tua moglie giù in Sicilia cosa ne pensano? Silvio cercava una via d'uscita.

Loro pensano che dovresti farlo, dicono: è cosa "masculina".

Silvio capì che era il suo turno di prostituirsi.

L'Umberto capì al volo cosa passava nella mente del suo sòdale ed esclamò sorridendo: dai merluzz! Chi cura i interess di alter, al fà anche i sò!

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E quindi, cessata ogni inibizione, non riuscì a trattenere oltre il triste pensiero che sempre l'assaliva ogniqualvolta si trovava di fronte a lui così esclamò: "Silvio! Du bist einen Vogel!" Ma Silvio equivocò; non comprese il doppio senso e, abituato com'era alle adulazioni, tutto compiaciuto, iniziò ad adornarsi con variopinte piume di pavone le quali,oltre alla funzione estetica servivano anche a mascherare qualche piccolo artificio plastico.
Ma, a rovinare questa atmosfera surreale e decisamente ambigua, proprio sul più bello, ecco che all'improvviso, comparve...
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Member_0030

Silvio lasciò cadere la vestaglia di seta nera con ricamato un dragone rosso porpora, un prezioso regalo della sua manicurista. Un lieve odore di agrumi si sprigionò dalle sue carni tiepide e poi furono baci e furono sorrisi poi furono soltanto i fiordalisi...

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Member_0030
...una piccola e tecnologica chiave dai recessi del reggiseno dell'adorata Angela Dora. Mio piccolo pampino monello, tu piacere ciochi? Quando si ostinava a parlare in italiano sembrava la moglie di Kranz. Apri un robusto armadietto, Silvio notò che era blindato, vi frugò all'interno e poi si voltò brandendo un gatto a nove code. A Silvio venne la pelle di gallina.
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quote:

quote: Ma, a rovinare questa atmosfera surreale e decisamente ambigua, proprio sul più bello, ecco che all'improvviso, comparve...
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...una piccola e tecnologica chiave dai recessi del reggiseno dell'adorata Angela Dora.

Mio piccolo pampino monello, tu piacere ciochi?

Quando si ostinava a parlare in italiano sembrava la moglie di Kranz.

Apri un robusto armadietto, Silvio notò che era blindato, vi frugò all'interno e poi si voltò brandendo un gatto a nove code. A Silvio venne la pelle di gallina.

 

Bruno

"e dopo sarà diverso, ma peggiore."

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Il Gattopardo

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e affannosamente si chiese dove poteva rintracciare un certo avvocato inglese che, all'occorrenza, potesse sostituirlo...ma poichè non riusciva a ricordarselo, suonò per chiamare il fido maggiordomo...

(p.s. Ora io vado a dormire,continua tu, buonanotte!)icon_smile.gif

 

Salut!

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Les vrais paradis sont les paradis qu'on a perdus". (M. Proust).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Member_0030

Giulio lo venne a sapere quasi subito. Stava leggendo una rara copia di Argonauti nel Golfo di Napoli che gli aveva prestato Dell'Utri. L'autore era Espositowski, un economista maledetto che scriveva: "ok la Norvegia ma in definitiva sempre c'è una banca ed una moneta.

Il male va invece stroncato alla radice, dovremmo fare come le isole Trobriand ed instaurare il corso legale della conchiglia. I vantaggi sono incalcolabili ma voi fessi non sapete vederli.

La ricchezza sarebbe distribuita equamente, chiunque potrà raccogliere le conchiglie che gli occorrono, non sarebbe escluso il colpo di fortuna: una bella mareggiata e ti trovi milionario.

Nessuno potrebbe avere il signoraggio sulle conchiglie, salvo il dio Nareau che è tanto buono.

Questo sistema monetario genera la vera democrazia, dove noi abbiamo il bunga bunga di uno solo, loro praticano il rito del kula però tutti insieme.

È tutto spiegato in questo libro Argonauti nel Golfo di Napoli, un libro boicottato dai poteri forti e dai padani perché il corso legale della valva di cozza impoverirebbe di colpo il nord ed arricchirebbe il sud. E questo la commissione trilaterale non può permetterlo".

 

Bruno

"e dopo sarà diverso, ma peggiore."id=size2>

Il Gattopardo

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Member_0030

Giulio meditava sulle tre tesi che il libro lasciava irrisolte.

 

Bruno

"e dopo sarà diverso, ma peggiore."id=size2>

Il Gattopardo

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quote:

 

 

Silvio notò che era blindato, vi frugò all'interno e poi si voltò brandendo un gatto a nove code. A Silvio venne la pelle di gallina.

 

Bruno

"e dopo sarà diverso, ma peggiore."

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Il Gattopardo

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Non contenta Angela disse: "Io afere ankora altro giokino per mofimentare nostra folle serata. Si kiama Pickelhaube".

Rovistò ancora nell'armadietto, lo trovò, lo mise sul letto.

Silvio si rilassò, tanta... inventiva da parte della collega tedesca lo lasciò piacevolmente sorpreso.

"Alla faccia degli stereotipi e di quei bacchettoni che mi perseguitano in Italia. Cribio!" pensò.

Finalmente gli si stampò in volto il suo inconfondibile e seducente sorriso, quella sera avrebbe potuto dare fondo alle sue illimitate doti istrioniche con quella gag alla Sturmtruppen, una di quelle che inscenava con le sue amiche nelle serate di Palazzo Grazioli.

Poteva, anzi, doveva stupire Angela, alla fine dei conti sotto quelle apparenze così... teutoniche c'era una donna giocosa, divertente, pepata. Come lui.

Pensava soprattutto che quella sera, se avesse fatto colpo, forse avrebbe potuto imprimere una decisa sterzata alla crisi che attanagliava l'Italia ed il suo traballante Governo. E non si nascose che avrebbe potuto scalzare dall'agenda politica della speciale amica di quella sera "il nanerottolo francese".

Silvio, impaziente, con il suo accento amabilmente bauscia le disse "Su dai Angela, metti in testa quel pickelcoso lì".

Angela diede una civettuola rassettata ai capelli freschi di permanente sbirciando nello stupendo specchio Luigi XVI, poi disse "Trankuillo, io non usa Pickelhaube su testa, io poi non può rofinare kapelli".

L'occhio di Silvio cadde sull'enorme rostro che sormontava l'elmetto prussiano ed il suo sorriso si trasformò in una smorfia....

 

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into the blue again

in the silent water

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Modificato da - wow il 27/10/2011 12:31:32

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massimo m gentile

La sera della catastrofe, accarezzando per l'ultima volta il sogno del Colle, gli vennero in mente le parole del Leopardi.

Prese il libro e corse ai versi finali. Li lesse ad alta voce:

 

"Così tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mare."

 

L'Italia non si salvò.

 

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Fu proprio allora che si sentí bussare alla porta....Silvio, sperando che fosse il maggiordomo, tirò un grosso sospiro di sollievo," forse, pensava, riuscirò a sfangarmela ancora una volta!"...

 

 

Salut!

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Les vrais paradis sont les paradis qu'on a perdus". (M. Proust).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pasquale SantoiemmaGiacoia

quote:

Lo rifacciamo? icon_smile.gif


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Lo rifacciamo! Certo che lo rifacciamo: lo convinco io!

L'idea di "rifacciare" il Cavaliere, di rifarlo, di farlo, di clonarlo in copia perfetta

e con qualche lieve miglioria la ebbe l'Apicella, il musico di corte.

 

Erano in 12, come gli apostoli all'ultima cena

in pizzeria a Napoli quella sera di luna rossa accesa

a margellina come na lampedina di quelle vecchie, di quelle prima che

negavano il bagliore ospedaliero bianco di neòn, che chiavica 'sta

luce palida smorta; essì quelle da muort, quelle!

 

- celati dietro una apposita tenda.paravento.praivasi

azzurro cielo e'napule con stemma borbonico che campeggiava in primo piano

sul tendone ben tirato dal soffitto a intradossi al piano, un pavimento in cotto casertano -

 

Alla calda luce di quella lampadina,

al tavolo imbandito di calzoni cozze

e pizze alla marinara, stavano seduti:

(in rigoroso ordine alfabetico) i 12 signori:

 

Andreotti Giulio

(stranamente SPROVVISTO della sua gobba)

 

Apicella il Musico di corte

(con chitarra)

 

Aprile Abete

(storico di risorgimenti adattamenti e mutazioni in tempo reale)

 

Appendicite dottor Antonio

(Totonno l'affilato, per gli amici)

 

Bonaiuti Paolillo

(esperto di sonoro e voci -eventualmente- da apportare come miglioria al progetto)

 

Bondi Sandro

(esperto di modifiche lato cultura -bulbi piliferi esclusi- precisava)

 

Dalema Cardinale Massimo

(programmi, tra-vestimenti talari, aggiornamenti sistemi operativi)

 

Dantoni Maik

(personal cocc in incremento statura senza uso di sopralzi e tacchi)

 

Dellutrico professor Onofrio

(in qualità e in funzione di esperto, luminare, in diarie e diari)

 

Antonio Negri

(detto Trony: Trony Negri, intellettuale italofrancese

noto per i suoi studi su pensiero politico e supermercati:

come creare una immagine vincente su tutti gli scaffali,

valida su ogni piano, da quello del circolo intellettuale

al ripiano di una corsia in un supermarscè fransè di periferia)

 

Veltronico Uòllter

(diplomato diplomatico in reti, canali, parabole, torrenti.

esperto massimo in scienze dell'ottimismo delle speci.

Docente in Volterra, di fatto Volterriano convinto.

 

Verace Donatella

(stilista antiventola, fescion-artist niù gradimento for ccontrast by

semply "esse" privata: ilvio sarebbe più d'immagine di silvio e nel

medesimo tempo assai più verace, accattivante in quanto niù iuropian lìder.

 

...Dodici apostoli, in 12 seduti intorno ad un tavolo seduti.

Il tendone azzurro, il separè vibrò a tal punto e

in un'onda anomala che si propagò come uno tzunami nella stoffa alle sale

che, muovendosi quel mare che ondeggiava... pareva, dall'alatra parte,

- per il resto della pizzeria- che il telone

sorridesse sì ma affranto assaje al sentire che all'unanimità

eccheggiò quell'urlo all'unisono,

fetente e disumana frase affermativa:

 

SI! Noi lo rifacciamo!

 

(...chi fu di quei dodici che,

lasciando il suo aifonn acceso permise poi,

che in un monastero, in alta ghermania,

nella foresta nera, la più tetra e scura...

una certa suor Anghela -proprio il giorno prima

di sposarsi ella con il suo Dio-

potesse ascoltare tutto in diretta uairless...

 

... chi fu quel colui mai si seppe. )

 

... ...

 

 

 

 

 

 

 

Modificato da - pasquale santoiemma giacoia il 27/10/2011 13:17:45

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Pasquale SantoiemmaGiacoia

quote:

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Chi fosse tra i dodici la persona con l'aifonn lasciato acceso

era il rovello della SSS servizi super segreti, in riunione urgente a Bonn, ultimo piano

di un discount alimentare che faceva da copertura.

 

icon_smile_big.gif la faccina finale, in coda al messaggio, lasciava assai perplessi gli esperti.

Uno scherzo dalla Cina? Chi dei dodici frequenta forum italiani dediti all'esoterimo aifai?

Tal Minetti, visto i dentoni, ha avuto a che fare con un dentista cinese?

Con un dentista italiano in Cina?

 

Un vero problema sapere "chi".

 

Numero telefonico criptato, nessuna traccia certa e traccia scia che,

ammesso che fosse poi quella giusta in quel gomitolo di lana ingarbugliato,

"passava quel filo" inspiegabilmente da vodafonn a skype a telekom

e via via prima si inabissarsi e poi, riemergendo, sovrapporsi

a mille altre scie telefoniche passando persino da tiscali nodo di sardinia oristano

e quindi a un nodo porno nascosto dentro la città del vaticano e facendo

infine un lungo giro fra 33 nodi telefonici in asia e tornando cacchio cacchio

dal circolo polare artico...

in linea retta ...dirigendoai verso sud e... zaff giusto entrare "dentro"

un cellulare teutonico di una suora, una novizia,

che manco sapeva di averlo ancora quel suo cellulare che usava

quando da cancelliera chiedeva info private su certe ricette di cucina italiana

afrodisiaca che ambiva imparare in fretta e furia.

 

Il telefono di quell'angiolina (suor Angiolina era il nome scelto per il noviziato)

era il Supertelefunken SPFM - Solo Per Frolain Merkel -

uno tra i 32 esemplari, unici al mondo,

costruiti dalla Telefunken "su misura" e solo per "certe autorità" a tutela

delle loro comunicazioni riservate.

 

Eppure grazie a quel SuperTelefunken poggiato

sul piano in quercia, balaustra austera di

inginocchiatoio nella sua cameretta, cella antica di dolore,

loculo di abbazia con mura spesse oltre metro...

Anghela risolse con quel telefonino

il dubbio politico del prender voti

che da tempo l'attanagliava:

 

"Tomani mattinen jo non prento i voti! Nain voten mainen ilvio, sciazzly!

...und konn te Ilvio mio, con amor mi rifaccio anke io!"

 

e premette decisa (klunk) il tasto "SENDET" appena

dopo l'aver aggiunto questa faccina icon_smile_big.gif

la medesima icona che concludeva quel

"messaggio dal nulla" arrivato a lei da chissà chi,

e che aveva girato tutto il mondo ed era

finito a morire in una celletta fredda di metri 2x3

di un convento nella foresta nera che

più nera di tanto non poteva essere poiché

la madre superiora ogni sera

faceva cantare in coro, a cappella, a tutte le novizie:

Vè dark said ovvè muun.

 

Chissà perché.

 

 

 

 

 

 

Modificato da - pasquale santoiemma giacoia il 28/10/2011 15:29:09

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Member_0030

Giulio stava preparando un saggio polemico da titolo "Che cozza vuole Espositowski?".

Nel saggio, Giulio sosteneva le tre tesi seguenti contro l'uso della cozza come moneta al posto dell'euro:

1 in Italia esistono almeno tre istituti d'emissione, Chioggia, Tatanto e Pozzuoli.

Non si è mai vista una moneta emessa da tre istituti (due dei quali al Sud, per giunta)

2 Espositowski non chiarisce quale sarebbe il concambio con l'euro della nuova moneta

3 e, cosa più importante, l'unità monetaria Cozza sarebbe composta dall'intero guscio o dalla singola valva?

 

 

Bruno

"e dopo sarà diverso, ma peggiore."id=size2>

Il Gattopardo

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Pasquale SantoiemmaGiacoia

quote:

E Umberto non fu invitato?


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L'Umberto fu contattato per quell'ultima cena.

Persino il nome in codice che usarono - Don Backy -

per convincerlo in un turbinio di telefonate a partecipare...

all'Umberto... quel don backy lo arraffava.

 

Gli piaceva quell'essere appellato in un modo che

lo riportava di colpo ai tempi eroici del quando era giovane e comunista

ed in quelle telefonate risentiva persino l'odore della polvere uscire

dall'aifonn come tosse

...la medesima polvere che s'alzava uscendo dalle tavole dei palchi come borotalco

ai passi del twist e del geghegeghegè in balere della bassa ove l'Umberto si esibiva

giovane chitarrista in un complessino che s'ispirava in canzoni e abbigliamento

imitando i giganti, gli osanna e i cugini di campagna.

 

ecco una delle chiamate-invito

apparsa poi qualche tempo dopo

su la rivista der spighell mì, lo specchio, edizione alta Baviera in padano e

con questo titolone a ben 5 colonne:

 

OP: Operazioone cassola?

 

- Pronti... Sono OP... parlo con casa don bachi in persona?

 

- Dite a quel bersani che la sua vecchia romagna se la sogna!

lo vede il dito? La romagna è pronta per una atmosfera padana.

andiamo da soli!

 

- Don Bachi sono OP... ricorda "operazione cassola" ?

la... operazione rifare quella canzone ... un revival...

don umbè... c'è una casa bianca che...

lo studio di registrazione è per stasera... via sanremo...

...c'è tutto il Clan!

 

- El ghe' anca il molleggiato, l'Adriano?

 

- Certo che no, è l'operazione cassola, è il progetto per il festival.

chi non lavora non fa l'amore... Don allora, Pregherò?

 

- Fin che la barca va non vengo. ma quanti siamo?

 

- Don ecco che si siamo, con il grande don backy siamo in 13!

 

- ...13? a tavola porta sfiga ... con il pesce siamo 14 e allora vengo.

 

- Don backy caro... proprio non si può... la trota la lasci a casa stavolta,

che famo, la mandiamo a prendere? spari un titolo!

 

- 7 e 40. però mi el porti il trota, un duo ...o va da via i ciapp... ti il 13 e la cassola!

 

- Don Bachy ...Io son sicuro che, per ogni goccia

per ogni goccia che cadrà un nuovo fiore nascerà

e su quel fiore una milione volerà

Io son sicuro che in questa grande immensità

se qualcuno pensa un poco a lui...

lui non ci scorderà: lui è l'immensità!

 

- in 13 posta sfiga. non canto...

che se mi metto a cantare io...

...

 

Quando la ex suor angelina seppe di quel prete,

trasecolò.

Un brivido caldo lungo la schiena, aspro di peccato.

bollente più di quel dannatissimo punch al mandarino

che, costretta, sorridendo faceva finta

di sorseggiare lentamente a Pechino... in Cina.

 

l'Angela era in debito col destino.

 

 

 

 

 

 

 

 

Modificato da - pasquale santoiemma giacoia il 31/10/2011 01:17:12

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Pasquale SantoiemmaGiacoia

quote:

Giulio lo venne a sapere quasi subito.


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Sono sbarcati in Normandia! Avvertite Draghi, s'affrettò ad ordinare

con tono eccitato e preoccupato:

telefonate a Draghi perbacco: altri3 mostri del war games sono

appena sbarcati in Normandia, lo sapevo!

 

riunione d'urgenza al viminale!

Il cavaliere in quella tavola rotonda, assonnato, chiese:

Come mai non siamo in otto?

 

Perché manca l'Ancillotto... bofonchiò l'Umberto

strizzando un occhio a al ministro delle semplificazioni

come a dire in codice padano... se manca il Gianni il cavaliere è fritto...

 

Gianni Letta infatti non c'era, era a Ginevra in missione,

appuntamento segreto e riservatissimo

con un commesso di una rinomata gioielleria ginevrina

che sapeva esattamente la misura del dito anulare

di una affranta e sconsolata donna innamorata: angela Merkel.

 

Finalmente un'idea!

 

Il cavaliere voleva un'idea vincente, un colpo senza scampo per lasciare

a bocca aperta tutti 'sti statisti cacasotto ...in quella riunione del del G20

che doveva tenersi in settimana.

 

e l'idea venne al Gianni la sera prima dello sbarco in Norrmandia:

 

Annunceremo il fidanzamento ufficiale tra italia e germania.

Sarà uno sposalizio entro l'anno, così fastoso da far impallidire d'invidia gli inglesi!

In San Pietro, sposati dal Papa...

e poi il merchandising, la diretta a reti unificate per una settimana intera

e sino al giorno di natale che quello è già prenotato dal vaticano.

 

Il popolo ha bisogno di fiabe antiche e sarà un matrimonio che passerà alla storia!

 

il fatto che potesse passare finalmente "alla storia" convinse il cavaliere

che da riottoso iniziò ad immaginare finalmente l'evento:

titoli sui giornali di tutto il mondo e tutto in un

motore mediatico televisivo che avrebbe sollevato alle stelle l'auditel

e il morale delle persone tutte.

Non solo degli italiani.

 

Bombarderemo Roma intera di petali di rosa caro Gianni! Ora corri a Ginevra!

 

Letta, prima di accomiatarsi ebbe un'altra intuizione delle sue, mediatore nato:

Bombardare di petali di rosa... grazie Silvio così faremo contento

anche il nostro ministro della difesa e non si sentirà escluso.

Faremo cadere anche le foglie, tonnellate di verdi foglie padane.

inonderanno, cadendo dal cielo con i petali rosa, tutta roma!

Anche Umberto sarà contento e apprezzerà la fatica di trovare

foglie verdi in autunno inoltrato.

 

Quindi salutò e corse via lesto verso Ginevra

accostando delicatamente e con cura la porta della

sala riunioni riservate, di Palazzo Grazioli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Member_0030

Letta corse al Quirinale ad avvertire il presidente, la first lady eseguì puntigliosamente i riti apotropaici. Appena il trafelato ambasciatore ebbe riferito la buona novella si misero tutti intorno ad un frugale pasto di ringraziamento: frittata di cipolle di Tropea ed un bicchiere di Gragnano a testa.

 

Bruno

"e dopo sarà diverso, ma peggiore."id=size2>

Il Gattopardo

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Nel frattempo una spia cinese aveva segretamente comunicato la notizia delle prossime nozze ad una ditta del suo Paese, specializzata nel riprodurre effigi varie su boccali da birra e tazzine da caffè. Il titolare dell'azienda, uomo ignorante e piuttosto rozzo ma animato dal grande desiderio di arrivare per primo a proporre sul mercato la sua paccottiglia, nella fretta di fare partire la merce confuse l'immagine dell'Angela con quella della Rosy.

Grande fu la sorpresa degli italiani quando videro le vetrine inondarsi di migliaia di tazzine e boccali sui quali, all'interno di un cuore dorato, campeggiavano sorridenti e ammiccanti, i volti di una nota rosa selvatica e di un silvestre celeberrimo gnomo.

In Germania la sposa ribolliva di rabbia! L'italiano le aveva ancora una volta preparato uno scherzo? o, più semplicemente non aveva mantenuto fede alla sua promessa data?

Nubi nere si addensavano all'orizzonte e terribili venti di guerra si annunciavano per questo ennesimo equivoco del tutto involontario da parte dell' interessato...

 

Salut!

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Les vrais paradis sont les paradis qu'on a perdus". (M. Proust).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pasquale SantoiemmaGiacoia

quote:

Letta corse al Quirinale ad avvertire il presidente, la first lady eseguì puntigliosamente i riti apotropaici. Appena il trafelato ambasciatore ebbe riferito la buona novella si misero tutti intorno ad un frugale pasto di ringraziamento: frittata di cipolle di Tropea ed un bicchiere di Gragnano a testa.


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Presidente - osservò il Gianni -

Caro Presidente la vedo improvvisamente adombrato, è la frittata?

 

No caro Letta, non è la frittata è che ripensandosi a quanto Lei

mi appena messo al corrente... sarà il vino ma...

A noi piacerebbe che, visto che si bombarderà roma di petali rossi di rose

e verdi foglie di pianura italiana...

saremmo propensi all'aggiunta di bianchi petali di giglio,

in modo che dal cielo si bombardi Roma intera dei colori

della nostra Italia: il rosso, il verde ed il bianco.

 

Certo che, comprendo caro Letta, che la cosa potrebbe esser

considerata uno sgarbo verso la sposa e quella sua bandiera

non rappresentata.

 

La Prego Letta, faccia in modo che si possa fare senza cadere

in esposti diplomatici di stizza, Lei comprende,

In fondo in fondo... il 150* anniversario dell'Unità d'Italia è il nostro...

...o no?

 

Letta accenno ad un sì convinto ma solo col capo in quanto

aveva la bocca piena di quella frittata di cipolle di tropea.

Quando deglutì aggiunse sollevando il calice del rosso:

 

Presidente, San Gennaro farà la grazia, almeno

lui è dalla nostra parte di certo.

... All'unità d'Italia!

 

All'unità con la Germania!

aggiunse la first lady come augurio ad augurio

e prosegui subitamente con una domanda:

 

Un caffè caro ambasciatore?

 

 

 

 

 

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