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Mia esperienza col tuning: punte, cavi e altro


officialsm
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officialsm

@Dubleu cosa ci metteresti al posto del Cambridge a parità di budget (o poco di più) che ti faccia sentire la differenza?

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@officialsm

Dac

Più finale classe D

O

Dac

Più 

Finali usati di vario genere

Integrati cinesi 

Etc etc

Il mondo è grande e di merce moltissima, dovrai cercare e provare. 

Per assurdo un bgw 8500t da 250 euro potrebbe bruciare finali ben più costosi, anche dal costo di 10 12 volte il  cambridge. A trovarlo sano...

Più basso di così. ..

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bungalow bill

@officialsm Ok , grazie . Lo vorrei acquistare per usare in estate , non potendo ascoltare il mio valvolare tipo stufa . Io ho dei diffusori poco efficienti ( Rogers LS3/5A , ATC scm 7 e scm 11 ) . Chissà se riesce pilotarli .

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officialsm

@bungalow bill le ATC sono da 8 ohm quindi non dovresti avere problemi. Le Rogers se sono quelle da 15 ohm in teoria si ma forse 80 watt sono pochini.

Se sei a Milano te lo faccio provare

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bungalow bill

@officialsm Ok grazie , troppo gentile . Abito a Milano , ma penso che sia meglio aspettare che passi un po' questa pandemia . Magari ci sentiremo in autunno . 

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cinghio

Personalmente sono più le volte che ho sentito differenze seppur a volte sfumature che nn aver percepito nulla. 
forse perché i cambiamenti anche nel cablaggio sia di potenza che XRL è stato sostanziale . 

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Gici HV

@officialsm mi riconosco con le tue impressioni,il tuning più evidente,e secondo me migliorativo, è stato l'inserimento sotto i miei grossi diffusori DIY delle punte in gomma antivibrazioni professionali,con i cavi solo sfumature, meglio o peggio non lo so.

Il fatto che cose economiche come i ponticelli vengano considerati importanti mi lascia perplesso,mi domando perché un costruttore dovrebbe castrare le prestazioni di un proprio diffusore,magari costoso,per un pezzo di rame da pochi euro.

 

  • Melius 1
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20 minuti fa, Gici HV ha scritto:

Il fatto che cose economiche come i ponticelli vengano considerati importanti mi lascia perplesso,mi domando perché un costruttore dovrebbe castrare le prestazioni di un proprio diffusore,magari costoso,per un pezzo di rame da pochi euro.

Non posso darti torto … la mia esperienza con i jumpers è stata finora un po’ deludente … provati con alcuni fatti con un cavo Audioquest, ma nulla è migliorato, rispetto alle barrette di ottone in dotazione e non vedo come un cavetto di meno di 10 cm, possa migliorare le situazione. Se un costruttore lo ritenesse fondamentale per il suono del suo diffusore, probabilmente, farebbe diversamente. 
Comunque, mi riservo di riprovarci più avanti, con un qualcosa di meglio. 

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officialsm

ho provato ancora il cavo della stampante verso cavo usb Ricable. Con quello della stampante i suoni sembrano più confusi, è una sensazione ben presente pertanto non penso sia psicoascustica.

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17 ore fa, iBan69 ha scritto:

Se un costruttore lo ritenesse fondamentale per il suono

Ahi, questo discorso vale per ogni tipo di upgrade.

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Armando Sanna

Nella mia esperienza allo stato attuale, con il mio sistema collocato tutto in libreria pesantissima e profonda ( mensole di 42 cm) i sistemi migliori per accoppiare e/o disaccoppiare sono :

- SBAM Bi componente sotto diffusori

- SuperSpikes in combinazione lista piedini sotto Sorgenti, Pre Phono 

- i cavi hanno brand differenti a secondo se suona la linea analogica o digitale …

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  • 1 month later...
cinghio

Secondo me per sentire differenza bisogna provare oggetti di ben altro rango rispetto a quelli che si ha in possesso, che sia la sorgente,ampli o cavi in discorso rimane uguale. 
questo è quello che ho capito nel mio fine tuning 

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  • Administrators
cactus_atomo

@Gici HV un diffusore biwiring nasce fper il biwiring, non per il mono wiring. I ponticelli sono considerati una dotazione necessaria ma provvisoria. Non tutte le situazioni sono uguali ma in almeno due casi i ponticelli di serie non facevano un buon contatto, anche se a prima vista sembravano bene in sede. Con i ponticelli non di serie mai avuto di questi problemi, (bw proac kings audio ed altro). 

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Gici HV

@cactus_atomo mah, anche diffusori economici avevano/hanno il biwiring, adesso anche diffusori importanti lo hanno abbandonato,che abbia un senso solo in caso di multiamplificazione?

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cinghio
12 minuti fa, Gici HV ha scritto:

che abbia un senso solo in caso di multiamplificazione?

Un po’ quello perché un diffusore bi amplificato rende decisamente meglio, provare per credere.

secondo , lo fanno anche a scopo marketing, se nn è bi wiring come fai a giocare di conseguenza spendere.. ?

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  • Administrators
cactus_atomo

@cinghio @Gici HV il biwiring è stato anche una moda, una sorta di obbligo, ricordo un economico cinese che  aveva 4 morsetti ma non era biwiring. Non è per far spendere, i fabbricanti di diffusori non producono cavi, ma il mercato voleva così. 

Biam è una altra cosa ma più difficile, più costosa

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goldeye

@iBan69 Se hai comprato gli Audioquest da 50 euro, come ho fatto io del resto, ti suggerisco specie se hai dei buoni diffusori e cavi adeguati a monte, di "dedicare" un miglior budget ai jumpers.. 

Io ho comprato usati i Cardas Clear 😉

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@goldeye al momento ho preferito investire in un cavo bilanciato di qualità, Cardas Clear light, per il mio pre phono, e sto ottenendo ottimi risultati. 😉

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officialsm

@Dubleu ho confrontato un Naim XS3 col mio CXA82 (al negozio cambiando solo l'amplificatore). E devo dire che c'è una differenza netta, il Naim è un altro mondo. Costa anche più del doppio. Forse dovrei ragionare su un nuovo ampli, penso che le mie casse potrebbero dare di più

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antonew

@cactus_atomo ho sempre pensato che i morsetti fossero solo per la bi amplificazione. 

E mi sembra più logico

Certamente i produttori di cavi han poifiutato l'affare 

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  • Administrators
cactus_atomo

@antonew in origine erano per la biamp ma il successo c'è stato quando in UK è partita la moda biwire. Tutti possono provare due copie di cavi, non tutti due coppie di finali (devi avere un pre adatto, restano fuori quelli con gli integrati). Una ma bronze da 500 euro o meno ha poco senso biampkificarla

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antonew

@cactus_atomo ah be certo.

Dovettero adeguarsi tutti,

dai all'audiofilo 

il barlume di speranza di poter magicamente  'trasformare' 

facendogli credere d'aver un sistema aperto

e quello è contento.

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  • Administrators
cactus_atomo

@antonew tutti tutti no, ci sono produttori sempre mono wiring e utenti che anche con diffusori biwiring hanno lasciato i ponticelli. 

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Riprendo questo thread, con lo scopo di raccontare, come da titolo, le mie ultime esperienze in materia di fine tunning. 
Trattasi dei miei ultimi 2 acquisti, in fatto di cavi e piedini isolanti.

1) Cavi

Da poco più di un mese ho acquistato un nuovo pre phono, un Gold Note PH10 con il suo alimentatore PSU, che gestisce entrambe i miei due giradischi. Questo era collegato all’amplificatore con un cavo sbilanciato Cardas Parsec, un ottimo cavo, ma avendo la possibilità di collegarli anche in bilanciato, ho recuperato dal mio rivenditore di fiducia un Cardas Clear Light, bilanciato, con cui fare un confronto.

I due cavi, sono di due fascia differenti, ma non troppo. Il Parsec è il cavo top della fascia che Cardas definisce più calda, tuttora in produzione, invece Il Clear Light, era il primo cavo entry level della fascia superiore definita più neutra, da Cardas, del 2015. 

Per darvi dei parametri di costo, stiamo parlando di, 500€ di listino (meno il 30% di sconto) per il Parsec e per il Clear Light (oggi fuori produzione), di 900€ circa, di listino, acquistato usato con imballo e certificato a 450€. 
Il confronto è stato semplice, avendo la possibilità di collegare contemporaneamente il pre phono in sbilanciato che bilanciato, all’amplificatore. 
Oltre la ovvia differenza di sensibilità  a favore del bilanciato, che ho compensato potendo facilmente regolare il livello dell’ingresso con il Mcintosh (visualizzando il livello sul display sono riuscito più o meno a parificarli), quello che mi è da subito stata chiaro, che il Clear Light, aveva una maggior capacità di ricostruzione scenica, migliore focus e gli strumenti erano più stabili e identificabili nello spazio. Migliorava la dinamica e anche il dettaglio. Niente mandibole cadute, capiamoci, ma una performance, notevole, che non saprei quanto attribuirla al solo cavo o anche alla tipologia di collegamento. Con questa configurazione, il Gold Note, ha fatto un ulteriore passo in avanti (il primo era quello dell’alimentazione separata), dimostrando di essere un pre phono, dal rapporto qualità prezzo e funzioni, eccellente, nella sua fascia, (che direi possa rientrare tranquillamente tra i 2000€ e 3000€, e forse di più).

Amante dei cavi Cardas, il mio impianto è ormai tutto cablato (per quanto riguarda i cavi di segnale, phono e di potenza, ma non di alimentazione) con i cavi di questo ottimo costruttore, anche se con modelli diversi. Trovo il suono (se di suono si può parlare, per un cavo), decisamente musicale, dettagliato, ma non analitico, per cui stancante, ma con una leggera sfumatura dorata in alto, che rende molto piacevole. 
In conclusione, posso ritenermi molto soddisfatto di questa scelta, più che in altre circostanze, con questo collegamento ho ottenuto un upgrade sonoro, percepibile, pur rientrando in una scala di valori ridotta, parlando di cavi e non di apparecchi. 
2) piedini IsoAcoustics Orea Bronze

Era qualche anno che leggevo favorevoli recensioni dei piedini di questo produttore, confermate da chi aveva già provato e acquistato i suoi prodotti. Purtroppo, il prezzo di questi, non è proprio popolare, ma con il senno di poi, posso dire che valgono quello che costano. 
Complice l’arrivo di questo inverno del secondo giradischi, il Vertere DG1, ho studiato come isolarlo al meglio dal tavolino dove era appoggiato. 
Mi sono fatto un’esperienza in merito, provando diverse soluzioni con l’altro mio giradischi, il VPI Aries, e alla fine, sono riuscito a costruire una base che lo isola molto bene. È  stato complicato, per le sue dimensioni e peso, nonché per il suo motore separato, ma studiandoci un po’, confrontandomi con alcuni forumer e leggendo il forum di VPI USA, sono molto soddisfatto del risultato raggiunto. Ora toccava il Vertere. 
Anche questo giradischi, e collocato come il VPI, su un secondo tavolino Norstone Stabbl, che fa discretamente il suo lavoro. Ma un conto è appoggiarci delle elettroniche e un conto, un giradischi. Il Vertere è un giradischi particolare, semiflottante, relativamente leggero (8kg), costruito in maniera innovativa per un giradischi di questa fascia di prezzo (3000€ circa). Ma, a differenza del roccioso VPI Aries, è più sensibile ai feedback esterni. Appena acquistato, l’ho appoggiato su una pesante base ProJect Ground Deluxe per giradischi, che si accoppiava al ripiano superiore del tavolino con delle punte e relative sottopunte. Ma questa soluzione, non mi soddisfava pienamente, perché in questo modo accoppiavo la base al tavolino, ma non isolavo a sufficienza il giradischi. Motivo per cui, ho deciso di aggiungere un elemento di isolamento, ovvero dei piedini che assorbissero le vibrazioni. Il quesito era,  li metto sotto la base al posto delle punte o direttamente sotto il giradischi? Ho scoperto che la Vertere fa come accessorio, dei piccoli piedini di sorbotane rovesciati, che si posizionano sotto alle 3 gambe del Giradischi. Oltre a costare, mi sembravano decisamente poveri, ma se la stessa Vertere li prevedeva come optional, voleva dire che la mia idea era fondamentalmente corretta. Motivo per cui mi sono deciso di Prendere 3 piedini della IsoAcoustics Orea, calibrati in funzione del peso che dovevano sopportare. Scelto il modello Bronze, li ho acquistati su Amazon, allo stesso prezzo che li vende l’importatore, ma con la possibilità, qualora non mi soddisfassero di poterli restituire e ottenere il rimborso, considerando che questi costano 62€ cadauno. 
Arrivati qualche giorno fa, li posiziono sotto i tre piedini del giradischi, verificando che tutto sia in bolla e lasciando sotto ad essi la base Project, come ulteriore filtro alle possibili vibrazioni, provenienti dal tavolino/pavimento/diffusori.

L’ascolto con gli IsoAcoustics, ha dato il riscontro auspicato. Il giradischi, e quindi anche il suo suono è diventato più stabile, preciso e dettagliato. 
Non una grande differenza, parliamo di sfumature, ma il pur leggero miglioramento ha giustificato la spesa di questi, oltretutto, bellissimi piedini. 
Sicuramente, riescono ad isolare in modo efficace, e questo l’ho percepito facendo un ascolto ad alto volume, con musica con una forte componente di frequenze basse, che non hanno inficiato minimamente la prestazione del giradischi (considerate che i miei diffusori distano solo 25 cm, dai tavolini, su cui sono appoggiati i 2 giradischi). 
In conclusione un upgrade che mi sento di consigliare a tutti coloro, che hanno necessita di isolare dei componenti hifi, dalle vibrazioni.

Grazie

 

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  • Melius 2
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