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Iohannes

L'Hammerklavier di Sokolov

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Iohannes

E' appena uscito il nuovo disco: che ne pensate?

A me non convince. I tempi molto lenti gli consentono di valorizzare il micro-dettaglio come nessuno probabilmente ha mai fatto, ma alla fine è una lettura faticosa. Tutto è estremizzato: proporzioni, silenzi, pause, dinamica. Ogni frase presenta soluzioni di suono, o di agogica, in sé interessanti, ma alla fine questa sonata, già vasta ed spaventosamente ricca di idee, diventa gonfia e ipertrofica. Manca lo slancio e la vertigine per me necessari almeno nel I movimento e nello Scherzo. Lo Scherzo (Vivace assai) suonato da Sokolov è quasi caricaturale.
Per me questa op. 106 è uno di quei casi in cui l'intelligenza del pianista prevarica sulla sensibilità e la mortifica.

Un saluto a tutti

Angelo

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Iohannes

Avevo giusto visto il tuo commento nell'altra discussione, che mi ha suggerito di aprire il thread. 

Però non sono così tranchant nella bocciatura di Sokolov quale interprete beethoveniano: gli ho sentito fare cose egregie. 
In questa sonata per esempio è eccellente: 

In generale però questo secondo disco DG (Schubert-Hammerklavier) mi piace decisamente meno del primo Mozart-Chopin del 2008.

Mi piacerebbe sentire il parere di altri. Sokolov è molto ammirato in questo forum e da ammiratore una tantum deluso volevo sentire anche il giudizio di altri pianofili-musicofili sulla sua 106 molto estrema.

Angelo

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mozarteum

L'ha eseguita a Roma lo stesso anno. Non posso darvi torto. Devo pero' dire che il pianismo di Sokolov rende al massimo nel qui e ora del concerto vero. La dilatazione dei tempi, un certo scavo eccessivo che puo' risultare frammentante a un ascolto distaccato come quello a casa, nella liturgia particolare dei concerti live di Sokolov hanno un altro "peso". Lo stesso accadeva con Giulini. Mi auguro che la dg pubblichi il concerto di salisburgo del 2014

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diego_g
L'ha eseguita a Roma lo stesso anno. Non posso darvi torto. Devo pero' dire che il pianismo di Sokolov rende al massimo nel qui e ora del concerto vero. La dilatazione dei tempi, un certo scavo eccessivo che puo' risultare frammentante a un ascolto distaccato come quello a casa, nella liturgia particolare dei concerti live di Sokolov hanno un altro "peso". Lo stesso accadeva con Giulini. Mi auguro che la dg pubblichi il concerto di salisburgo del 2014

 

Quoto: sentita dal vivo, mi ha colpito molto la sua Hammerklavier!

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emdr
L'ha eseguita a Roma lo stesso anno. Non posso darvi torto. Devo pero' dire che il pianismo di Sokolov rende al massimo nel qui e ora del concerto vero. La dilatazione dei tempi, un certo scavo eccessivo che puo' risultare frammentante a un ascolto distaccato come quello a casa, nella liturgia particolare dei concerti live di Sokolov hanno un altro "peso". Lo stesso accadeva con Giulini. Mi auguro che la dg pubblichi il concerto di salisburgo del 2014

 


 

Chiedo scusa se vado leggermente OT ma volevo chiedere una cosa all'amico Mozarteum e agli altri appassionati del forum che tanti concerti hanno ascoltato in giro per il mondo. Mi riallaccio al discorso del live per chiedere questo... Mi raccontava un amico di un concerto di Gardiner con due Sinfonie di Beethoven in programma al Musikverein e di come fosse molto deluso rispetto alle incisioni Archiv. Qualcuno ha esperienza diretta o simile in proposito? Chiedo ancora scusa se l'argomento esce un pochino fuori topic.

 

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mozarteum

Non ho sentito quel concerto a Vienna. Ho sentito invece due settimane fa Gardiner con i suoi nel requiem di Mozart. Bravino

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maxnalesso

Ma qualcuno l'ha incisa meglio di Gilels?

 

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maverick
Ma qualcuno l'ha incisa meglio di Gilels?

Pollini

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alexis

Sokolov solo dal vivo.. un' esperienza indimenticabile.

Non per nulla disprezza la musica registrata. Probabilmente ha bisogno dell'aura mistica del silenzio e del pubblico.

 

 

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gpb

Sokolov/dg sono registrazioni dal vivo. ...

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gpb
Ma qualcuno l'ha incisa meglio di Gilels?

PolliniPrima che impazzisse....Ma a quel livello...non è meglio...sono indispensabili

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diego_g
Sokolov solo dal vivo.. un' esperienza indimenticabile.

Non per nulla disprezza la musica registrata. Probabilmente ha bisogno dell'aura mistica del silenzio e del pubblico.

 

 

In effetti... io ho un disco con le Ballate di Brahms e la Sonata n. 1.

 

Pur essendo ripreso dal vivo, la magia del concerto é quasi assente, purtroppo.

 

 

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mozarteum
Sokolov/dg sono registrazioni dal vivo. ...

Non e' quello che intendiamo io e credo alexis. Occorre la "situazione" che si crea in sala da concerto quando suona sokolov che non e' piu' presente a casa con la registrazione del medesimo concerto anche se accurata

 

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diego_g
Sokolov/dg sono registrazioni dal vivo. ...

Non e' quello che intendiamo io e credo alexis. Occorre la "situazione" che si crea in sala da concerto quando suona sokolov che non e' piu' presente a casa con la registrazione del medesimo concerto anche se accurata

 

Vedi post #13.

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Panurge

Le situazioni non si tramandano ai posteri purtroppo.

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luckyjopc

Ho un cofanetto naive di sokolov lo trovo anche inciso male

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gpb
Sokolov/dg sono registrazioni dal vivo. ...
Non e' quello che intendiamo io e credo alexis. Occorre la "situazione" che si crea in sala da concerto quando suona sokolov che non e' piu' presente a casa con la registrazione del medesimo concerto anche se accuratasi fa la tara anche a quello...

diverso fare il confronto tra registrazione in studio e live

 

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Iohannes

In generale condivido la tesi di Mozarteum e Alexis: Sokolov è pianista che va ascoltato dal vivo e, possibilmente, vicino al pianoforte. Solo così si può apprezzare a fondo il suo pianismo tutto focalizzato sul suono, controllato con capacità millimetrica, con una grande tavolozza timbrica e coloristica, nonché la grande escursione dinamica.

Volenti o nolenti la registrazione appiattisce e un artista come Sokolov forse più di altri. Vero anche il discorso sul hic et nunc del recital e l'aura che si crea in quel momento: la simbiosi che Sokolov ha con lo strumento, la concentrazione, la generosità, la dedizione assoluta, l'aspetto di altri tempi, esercitano gran fascino su molto ascoltatori. 
Nell'ascolto domestico, naturalmente, tutto questo non agisce. 

Però, facendo la tara, sono le scelte interpretative che mi rendono ostica quella Hammerklavier: anch'io lo sentita dal vivo, e con buona soddisfazione, anche se per me quel programma Schubert-Beethoven è stato per me il meno riuscito degli ultimi anni. Riducendo ai minimi termini, sono i 52-53 minuti contro i 44-45 di Gilels e i 40 circa di Pollini-Schiff per confrontarmi con gli esempi citati, a crearmi disagio. 
In generale quella di Sokolov mi sembra una lettura troppo cerebrale, con momenti pianisticamente interessantissimi, ma nel complesso meno coinvolgente di altre Hammerklavier. 

Il disco Mozart-Chopin (e bis) DG, anch'esso live, è invece molto molto bello. 
Un saluto a tutti

Angelo

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gpb

Per quel che si può dire viste le limitate testimonianze è il suo approccio eccessivamente cerebrale ed analitico che non funziona col pianoforte di Beethoven

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alexis

S. tutt'altro che cerebrale e analitico dal vivo.

E il suo hammerklavier che ho visto su you tube (non trovo il link) è per dirla con semplicità.. bellissimo... :-)

 

 

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gpb
S. tutt'altro che cerebrale e analitico dal vivo.

E il suo hammerklavier che ho visto su you tube (non trovo il link) è per dirla con semplicità.. bellissimo... :-)

 

la trovi su spotify, anche senza abbonamento

la qualità è sensibilmente superiore

 

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luckyjopc

Il terzo movimento è suonato con lentezza esasperante. Non fa per me

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gpb

è un'operazione non troppo dissimile all'appassionata di gould (che ne fece unico esperimento, preferendo di norma tempi decisamente più spediti della media per le altre sonate)

in gould regge in parte (ed alla fine in effetti si allinea abbastanza con i tempi), ma sokolov non è gould, non ha il suo spirito, la sua capacità di trasgressione ma mettendo in luce sempre elementi propri dell'autore, spesso i veri elementi propri di beethoven. sokolov analizza, ma perde troppo il filo, spezzetta, perde cantabilità, dimentica lo sturm und drang...è un beethoven freudiano, ma non sempre tutte le categorie possono essere applicate a tutti gli autori, nonostante le spalle grandine del buon lodovico

e dimentica che l'analisi non è mai fine a se stessa, ma serve a raggiungere una sintesi

non dissimile fu l'impressione con l'op.10/3 portata in giro lo scorso anno

 

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Iohannes

Gian Paolo, per me il paragone con GG non regge. L'intento di GG verso l'Appassionata è dissacrante, o meglio lo è nei confronti della tradizione interpretativa e del "mito" dell'op. 57 presso il pubblico. La lentezza enorme vuole, a modo suo, metterne a nudo la "pochezza" di inventiva e di scrittura. Come dicesse: senti quanto è banale questa sequenza all'unisono... senti che trombonata il ta-ta-ta ta...e così sacrifica il I movimento.

GS nella 106 è come sempre autonomo rispetto alla tradizione, ma non ha nessun intento dissacrante: a modo suo intende valorizzare al meglio la ricchezza di inventiva, l'abilità luciferina di LvB nel disporre le idee musicali, la scrittura, i tanti contrappunti, la dinamica, l'articolazione, cavando fuori tutta la modernità della 106. Per questo adotta una scansione lenta: per paradosso, la cura con cui realizza i segni della partitura è maniacale, al limite della pignoleria dimostrativa. E in verità ha pure scrupoli formali: le proporzioni tra i singoli movimenti sono nella norma rispetto alle altre interpretazioni della sonata. Solo che così è costretto a dilatare enormemente anche lo Scherzo, che suona impacciato e bolso (per me).
Così il risultato complessivo, alle mie orecchie di ascoltatore domestico, è inferiore ad altre prove sokoloviane.

La op. 10/3 gliel'ho sentita eseguire due volte, prima a Parma, poi a Brescia. Interpretazioni decisamente diverse: la prima molto estroversa, con un 1° mov. molto brillante, il 2° mov. struggente e il finale quasi scanzonato. A Brescia tempi più moderati e lettura più meditata, ma altrettanto bella, anzi con un 3° mov. con un suono avvolgente e dolcissimo. 
Sul Sokolov interprete beethoveniano ho riserve solo sull'Hammerklavier, per il resto l'ho sempre trovato all'altezza (sono altri pianisti che mi hanno dato problemi...).

un saluto a tutti

Angelo 

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wertigo

a me non è dispiaciuta per nulla.

ok dimentichiamoci della 106, ma quella che fa Sokolov è grande musica
ormai la fedeltà al testo non è più imprescindibile, dopo decine di migliaia di esecuzioni, c'è una libertà dello spirito che ha senso.

la riascolterò, ma la prima impressione è stata positiva

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gpb

Ma infatti non parliamo di fedeltà ma di scelte e resa

Uno fedelissimo, almeno nelle registrazioni, è pletnev, maniacale

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TOLA

l'intento dissacrante francamente non lo capisco. se non piace la sonata basta non suonarla! compito di un interprete è valorizzare al massimo anche il brano + banale (non è il caso dell'"appassionata" ovviamente)

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gpb
Gian Paolo, per me il paragone con GG non regge. L'intento di GG verso l'Appassionata è dissacrante, o meglio lo è nei confronti della tradizione interpretativa e del "mito" dell'op. 57 presso il pubblico. La lentezza enorme vuole, a modo suo, metterne a nudo la "pochezza" di inventiva e di scrittura. Come dicesse: senti quanto è banale questa sequenza all'unisono... senti che trombonata il ta-ta-ta ta...e così sacrifica il I movimento.
GS nella 106 è come sempre autonomo rispetto alla tradizione, ma non ha nessun intento dissacrante: a modo suo intende valorizzare al meglio la ricchezza di inventiva, l'abilità luciferina di LvB nel disporre le idee musicali, la scrittura, i tanti contrappunti, la dinamica, l'articolazione, cavando fuori tutta la modernità della 106. Per questo adotta una scansione lenta: per paradosso, la cura con cui realizza i segni della partitura è maniacale, al limite della pignoleria dimostrativa. E in verità ha pure scrupoli formali: le proporzioni tra i singoli movimenti sono nella norma rispetto alle altre interpretazioni della sonata. Solo che così è costretto a dilatare enormemente anche lo Scherzo, che suona impacciato e bolso (per me).
Così il risultato complessivo, alle mie orecchie di ascoltatore domestico, è inferiore ad altre prove sokoloviane.

La op. 10/3 gliel'ho sentita eseguire due volte, prima a Parma, poi a Brescia. Interpretazioni decisamente diverse: la prima molto estroversa, con un 1° mov. molto brillante, il 2° mov. struggente e il finale quasi scanzonato. A Brescia tempi più moderati e lettura più meditata, ma altrettanto bella, anzi con un 3° mov. con un suono avvolgente e dolcissimo. 
Sul Sokolov interprete beethoveniano ho riserve solo sull'Hammerklavier, per il resto l'ho sempre trovato all'altezza (sono altri pianisti che mi hanno dato problemi...).

un saluto a tutti

Angelo 
Angelo, sono d'accordo, ed infatti gould alla fine si riallinea abbastanza. Sokolov fa una scelta filosofica, ma dimentica beethoven (cosa che gould non fa mai, se non in quel primo movimento...)

la 10/3 evidentemente l'ha eseguita in modi molto diversi. qui a roma ha usato lo stesso metodo della 106, e quello posso giudicare: il secondo movimento, già parzialmente frammentario di suo, sembrava qualcosa della scuola di vienna...e l' lodovico non ci arriva, almeno col pianoforte, soprattutto con quello dell'op. 10...

pollini, che pure non è un romantico nella 106 (non è fortunatamente quello che diventerà dopo...) non arriva a tento, perché sa che non può, pena perdere il senso della costruzione

ovviamente la tensione che si instaura dal vivo aiuta, ma secondo me, in questo caso non basta, almeno che in altre occasioni non abbia cambiato come hai testimoniato tu con la 10/3

 

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luckyjopc

Mi domando :ma bisogna essere per forza originali,e voler dire qualcosa di nuovo quando tutto è stato già egregiamente detto nel l'interpretazione della hammerklavier?forse sokolov ha voluto dare una interpretazione inaudita,rivoluzionaria,ma nel far questo ha sfiorato l'arbitrio .

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