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Ho iniziato Febbre, di Johnatan Bazzi, per ora lettura piacevole. Ho trovato bizzarro il fatto che, non fosse per un lieve anacronismo, (io lo facevo una quindicina di anni fa) il medico del San Raffa

Uno di quei libri che ti prendono molto lentamente, e poi arrivi a goderti la narrazione, qui basata sull'incontro tra le esistenze di un Islandese (la voce narrante) che progetta il suicidio e gli ab

Facci sapere le tue impressioni.. Intanto ho iniziato questo, gia’ quasi finito, uno spasso...

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Marco Alverà, Rivoluzione Idrogeno, (ceo di SNAM) uno dei massimi esperti al mondo di idrogeno. Lettura fondamentale per sapere quello che ci attende..

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Il 8/8/2020 Alle 11:31, Savgal ha scritto:

È il periodo in cui posso dedicarmi a letture di peso

 ma guarda! Qualche decennio fa è stato uno dei testi su cui ho preparato un esame di Retorica all' Università di Lettere e Filosofia di Torino.

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"Storie di amore, di follia e di morte" di Horacio Quiroga. Spietato come e più delle antiche fiabe russe raccolte da Afanas'ev. Alcune da brividi.

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Savgal

@groove 

Nel mio percorso non era previsto un esame di retorica. Ricordo che il saggio era citato più volte e mi ero ripromesso di leggerlo.

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9 ore fa, Savgal ha scritto:

ripromesso di leggerlo

Ne ho un ricordo piuttosto positivo. Mi aveva aperto un mondo di riflessioni nuove sul linguaggio e sulla comunicazione. E se non ricordo male non era neanche troppo ostico. Consigliato. 

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Ispirato da un post di @samana (concordo con te: ci vorrebbe un thread a parte) sto rileggendo il riflusso della marea di Robert Louis Stevenson. Un gioiellino meno noto di altri, ma i personaggi sono di quelli che ricordi.

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un sorriso

enzo

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Sto leggendo Moby Dick. 

Concedetemi una eresia, stile Fantozzi con la Corazzata: du palle. Non vedo l'ora che finisca. 

:D

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4 ore fa, wow ha scritto:

Concedetemi una eresia

Per quanto mi riguarda, non te la concedo.. ?

23 ore fa, medusa ha scritto:

Un gioiellino meno noto di altri,

Mi permetto di suggerirtene un altro, sempre di Stevenson :

”Il Padiglione sulle Dune” 

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magicaroma

L’altro thread mi ha fatto venire voglia di ri, ri, rileggere il vecchio Buk. Ne ho preso uno a caso nel mucchio

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1 ora fa, magicaroma ha scritto:

a volte più che un romanzo sembra un manuale per la caccia alle balene 

Al tempo non c'erano gli editor.

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3 ore fa, samana ha scritto:

Per quanto mi riguarda, non te la concedo..

Sono alle ultime 40 pagine e inizia a succedere qualcosa... 

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analogico_09
Il 29/7/2020 Alle 17:01, cybe ha scritto:

libertà assoluta nel renderci partecipe del tuo commento. però ti invito a non fermarti all'apparenza. probabilmente harari non ha l'appeal giusto per sfondare lo schermo o doti comunicative legate all'immagine. fortunatamente quando scrive libri fa uscire il meglio di sé

perché parli di fermarsi all'apparenza"? Anche io ho provato impressioni analoghe a quelle di @Pasquale SantoiemmaGiacoia nel seguire dal video colui che si mette in mostra/discussione esprimendo chiaramente la sua idea ovvero una realtà mentale che non appare bensì traspare a tutto tondo dalle sue parole, dal suo "gesto" ...
Sarà pure uno stringato riassunto del "meglio" che albergherebbe in lui, anzi lo è, ma resta pur sempre un campioncino dello stesso.
Se poi con la scrittura l'autore si presenta diversamente, potremmo essere forse di fronte a un caso di incoerenza se non anche di modi diversi di fare promozione del "prodotto" a seconda delle circostanze, del pubblico a cui si rivolge. Non conosco questo scrittore, non mi mi incuriosisce istintivamente, mi colpiscono molto di più le motivazioni delle tante recensioni negative che di quelle positive.., e da questa cosa ne ricavo il mio sacrosanto pre-giudizio...
Mi toglierei tuttavia la sete col prosciutto, ma si tratterebbe di leggere più di un tomo formato da migliaia di pagine.., alchè preferisco rischiare di perdermi eventualmente i libri del secolo... :D

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analogico_09

Sto ri-leggendo un libro bellissimo, di uno dei più celebrati scrittori spagnoli contemporanei, che purtroppo non è stato tradotto in italiano.., forse perché negli uffici marketing avranno pensato che non sarebbe diventato da noi un "best seller"...)
Si entra in un mondo di cultura, di umanesimo e di arte senza i "popolarismi" di facile acchitto.., senza  intellettualismi e astrusità lessicali e concettuali di sorta. Scorrevole la scrittura, accessibile il linguaggio nonostante anche per me, modesto conoscitore dell'idioma iberico.

Il libro, a stringere, è un viaggio attraverso le cattedrali di Spagna dove le affascinanti "rose di pietra" si presentano al viandante curioso come degli specchi attraverso il quale osservare la storia, il tempo, il "paesaggio" geografico, poetico e psichico, le relazioni che intercorrono tra le persone e tutto questo...

LLamazares ha scritto anche un "seguito" intitolato "Las Rosas del Sur" per completare il viaggio nella Spagna più meridionale, quella dei segni e delle reminiscenze del passato arabo, ecc... Lo leggerò al più presto.

 

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4 ore fa, analogico_09 ha scritto:

che purtroppo non è stato tradotto in italiano.

e lo leggi in spagnolo?? 

per me invece terminato un classico della cultura anteguerra americana

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capolavoro! l'autrice dipinge affreschi a lei contemporanei con una arte e semplicita..

subito prima invece Furore di steinbeck, che nonostante il grande successo non mi ha per nulla impressionato e l'ho finito solo per "stima" nei confronti di chi me lo aveva piu volte suggerito. Sopratutto il genere di prosa usato e per me veramente ostico.

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@aggelos Quando lessi “ Il buio oltre la siepe” era estate e frequentavo le medie. Mi piacque moltissimo: le splendide immagini evocate con grande realismo mi portavano a respirarne anche il calore soffocante e umido che evocava. Lo rilessi in tempi più recenti quando mi occupavo di narrativa a sfondo razziale e la rilettura confermò la prima impressione.

Sempre durante quell’estate, lessi anche “Uomini e topi” di J. Steinbeck. e “Fermento di luglio “ di E. Caldwell. L’incontro con questo tipo di linguaggio descrittivo mi colpì molto... Mi domandavo che cosa avrebbe potuto dirmi la mia professoressa di lettere se mai io, per descrivere un uomo obeso che saliva in auto avessi scritto:  “ ...schiacciò il pancione sotto il volante...” ?

Questa frase bizzarra, così come tante altre dei libri in oggetto, mi rimasero comunque molto impresse e, con il tempo, mi aiutarono a comprendere quel genere di letteratura che, comunque, non apprezzo particolarmente perché più che originale è, a mio avviso, troppo esasperata.  :) 

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analogico_09
16 ore fa, aggelos ha scritto:

e lo leggi in spagnolo?? 

Come divevo.., da modesto conoscitore dell'idioma iberico, l'unico linguaggio "estero" che conosco, insieme all'italiano e all'abruzzese, riesco a leggere abbastanza agevolmente in lingua originale le opere della letteratura spagnola che amo particolarmente. ?


Molto bello “Il buio oltre la siepe” , premio Pulitzer della scrittrice di Harper Lee, amica stretta e collaboratrice di Truman Capote durante le indagini sull'efferato, multiplo assassinio avvenuto in una remota contrada del Kansas che ebbe sinistra eco tra le genti inorridite del luogo e della nazione, ed ispirò a Capote "A sangue freddo", tragica, controversa opera letteraria portata due volte sullo schermo con esiti diversi.  Dal libro di Harper Lee lo squisito regista Robert Mulligan trarrà, mantenendo lo stesso titolo, un bellissimo e sensibilissimo film che merita un posto d'onore negli annali delle "leggende" cinematografiche.


Non ho letto "Furore", ma conosco la trasposizione filmica di John Ford.., un capolavoro, altra "leggenda" del cinema

Ma potremmo approfondire meglio queste faccende nel topic dedicato alla letteratura e cinema...

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analogico_09
2 ore fa, mom ha scritto:

Mi domandavo che cosa avrebbe potuto dirmi la mia professoressa di lettere se mai io, per descrivere un uomo obeso che saliva in auto avessi scritto:  “ ...schiacciò il pancione sotto il volante...” ?

A mio modesto e personale avviso, se è possibile dirlo, una "professoressa" aperta e lungimirante avrebbe potuto e forse dovuto riconoscere la creatività, il talento dell'allieva che con quella breve frase descriveva una scena che forse nemmeno la professoressa stessa avrebbe saputo descrivere con altrettanta efficacia espressiva, in modo così "colorato", così "visivo", quasi "fotografico"... Il lettore vede letteralmente la scena dell'uomo obeso costretto a "schiacciare il pancione ["esagerato"] sotto il volante" per poter entrare nell'abitacolo della vettura.

Non dovrebbe esserci nulla di sconveniente in tale frase; non credo serva ricordare che nelle arti la forma sia al servizio del contenuto e non già il contenuto al servizio della forma, e che non vi sia regola formare che, per "amore" della stessa, possa indurre chiunque a mortificare, frustrare o disconoscere la creatività, l'espressione poetica, sia tutto questo anche trasgressivo rispetto alla forma costituita.
Per di più la frase "incriminata" a me sembra formalmente, grammaticalmente, lessicalmente, sintatticamente corretta. Oltre che divertente... :D

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4 ore fa, analogico_09 ha scritto:

A mio modesto e personale avviso, se è possibile dirlo, una "professoressa" aperta e lungimirante avrebbe potuto e forse dovuto riconoscere la creatività, il talento dell'allieva che con quella breve frase descriveva una scena che forse nemmeno la professoressa stessa avrebbe saputo descrivere con altrettanta efficacia espressiva,

Allora non era così. Tanto per fare un esempio, durante le vacanze di Natale, appena passata la terza media, io ho trascorso le mie giornate, feste comprese, a tradurre in maniera molto curata, la traduzione delle “Contemplations” di Vittorio Hugo che, allora, mi avevano appassionato moltissimo. Al rientro a scuola, tutta felice del mio lavoro, l’ho portato a vedere alla professoressa di francese: non solo lei non l’ha degnato di uno sguardo ma mi ha affibbiato un due perché...non avevo svolto i compiti delle vacanze assegnati...( robetta, rispetto all’impegnativo lavoro svolto!).  :( 

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analogico_09

@mom be', mi sembra diverso. Provo ad immaginare ovviamente in modo molto libero, sulla base di quello che riferisci tu.., io non ero lì presente... :D:)

Sembrerebbe che in quella circostanza  fu ciecamente punita la tua "indisciplinatezza", castigato il tuo desiderio di "avventura" intellettuale. Benchè ben più impegnativo il tuo lavoro di traduttrice delle opere di Hugo, la rigida professoressa che si aspettava gli ordinari "compiti delle vacanze" ti affibiò il "due" "burocratico" senza valutare e neppure guardare le tue ben laboriose traduzioni. Segno di ristrettezza mental-formativa, pedagogica? Secondo me si, anche in rapporto ai tempi.., e d'altra parte ancora oggi ci sono insegnanti che restano attaccati in modo rigido alle norme generiche, magari per insicurezza, per mancanza di immaginazione, incapaci di affrontare in modo più elastico e personalizzato le diverese situazioni. Le regole ovviamente ci vogliono, valgono mper tutti  e vannom rispettate da tutti, ma ogni allievo esprime una sensibilità e un mondo intellettuale a se stanti, omologare tutto in nome di un "regolamento" sommario ritengo sia sbagliato. 

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Il 18/8/2020 Alle 23:03, wow ha scritto:

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Le prime 50 pagine promettono bene

Bel romanzo, la storia vera delle fughe di Tunda,  il protagonista, ufficiale austriaco, che fatto prigioniero, dopo per una serie di vicissitudini partecipa alla rivoluzione russa (innamorato della compagna Natasha) e fugge dai ruoli di rappresentanza che vorrebbe conferirgli il partito per approdare in una Germania nella quale, tra nobiltà decadente e scricchiolii anticipatori delle vicende che portarono a Weimar e al nazismo, incontra un vecchio amore che, dopo averlo atteso, si è rifatto una vita.

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