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Melius Club

OTREBLA

Lo Stato Del Vinile [In Aggiornamento]

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OTREBLA

Aqquà:

Però magari c'è di meglio, a cercare bene. Comunque il venditore sopra è ampiamente testato.
E' leggermente aumentato di prezzo da quando l'ho preso io.

Alberto.

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Rimini
Aqquà:

Però magari c'è di meglio, a cercare bene. Comunque il venditore sopra è ampiamente testato.
E' leggermente aumentato di prezzo da quando l'ho preso io.

Alberto.
La prossima volta diccelo prima di far aumentare il prezzo  :)

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getto

lho ascoltato su Spoty, davvero piacevole.

Messo in nota per l'acquisto

Grazie

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tapesrc

osti  OTREBLA  interessanti le tue scanzonate ma sincere recensioni su Lo Stato del Vinile :-bd :-bd

ma perché non ti proponi come recensore musicale su AudioR@@@w .....

lì, quelle che una volta erano info utili per orientarsi nei futuri acquisti, sono diventate quasi uno "sfogo" di pseudo mancati artisti che a seconda del loro umore, caldeggiano o distruggono l'opera presa in esame .... ebbasta, anche se blasonati, non se ne può più :(( X_X

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tapesrc
:-B nota a margine ...
visto che dici di aver fatto già ordini a quel venditore sulla baia, vedo che sta nel Kentacky US, per me lontanisssssimo ( sono abituato a acquisti in Europa e già così prego ogni volta che il pacco non arrivi "acciaccato" ... ) come ti sei trovato ??? pacchi arrivati in ordine ??? dischi / copertine, tutt'ok ?????
grazzzie ^:)^ :-h

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OTREBLA

L'ho scritto più sopra, il venditore è testato e ritestato (da me). Mai nessun problema.

 

Alberto.

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cc660

Che io sappia Importscd spedisce dall'Inghilterra 

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OTREBLA

No, spedisce dagli Stati Uniti.

Alberto.

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OTREBLA

Per lo stato del vinile di questa volta qua: “Le ragazze Con Gli Stivali”, libera traduzione di Puss'n Boots, il trio canoro tutto femminile, capitanato da Norah Jones, che si vede ritratto in copertina.

L'album s'intitola No Fool, No Fun ed è del 2014.

Pubblicato dalla Blue Note è stato registrato in parte in studio ed in parte in occasione di esibizioni live.

Tecnico del suono Joel Hamilton del Studio G. Brooklin (NY), masterizzazione di Creg Calbi dello Sterling Sound Studio sempre a New York.

Norah Jones Voce, Chitarra Elettrica, Violino

Sasha Dobson: Voce, Chitarra Acustica, Contrabbasso, Batteria.

Catherine Popper: Voce, Contrabbasso, Chitarra Acustica.

I brani contenuti in questo disco sono del genere folk-country, country-blues-rock-jazz, insomma quel genere tipico di Norah Jones, unione di vari stili, ma con una base decisamente folk e country. Dodici pezzi in tutto, fra i quali uno scritto da Norah Jones, due da Sasha Dobson ed altri due da Catherine Popper.

Nel complesso un ottimo lavoro, che si fa ascoltare con piacere, la Dobson e la Popper sono molto brave (della Jones non parlo nemmeno), ed il prodotto è musicalmente di alto livello.

Un po' di fotografie, come al solito:

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Il disco è del tipo pesante, circa 180 grammi (176 la mia copia): abbastanza piatto (ma non piattissimo) e pulito.

La stampa è americana, non ho idea chi l'abbia curata. Escludo che sia la RTI.

La copertina esterna si apre in due, a libretto.

La copertina interna è bianca, foderata in polietilene, cosa abbastanza rara per un prodotto commerciale.
Era in offerta qualche settimana fa su Amazon a 13 Euro.

Ehm, sì, l'ho pagato una cicca.

Ho voluto creare questa rubrica che, tengo a specificare, è aperta ai contributi di tutti voi, per segnalare dischi in vinile di produzione commerciale, che si distinguano per la buona quando non ottima qualità generale. Confezione, stampa, suono.

Questo lavoro rientra pienamente nella categoria.

E' importante che i dischi siano di produzione normale, escludendo quindi i dischi audiophile, altrimenti il compito sarebbe sin troppo facile.

Dal punto di vista artistico a me l'album è piaciuto molto, d'altro canto amo Norah Jones e ci voleva poco a farmelo piacere.

La segnalazione non concerne tuttavia l'aspetto artistico, bensì quello tecnico. Il master sarà anche digitale, anzi senz'altro lo è, ma il suono è quanto di più trasparente mi sia mai capitato di ascoltare da un vinile di produzione commerciale. Il suono è splendido.

Per la verità non è neppure per questo motivo che lo segnalo ma per un altro fatto, abbastanza singolare. Azi molto singolare.

Io possiedo un migliaio di vinile, tra cui molti Speakers Corner, Analogue Productions (anche i 45 giri), Mobile Fidelity, ORG, ecc.

Ebbene, un vinile così silenzioso non l'ho mai sentito.

E' impressionante.

Mi sarà capitata anche la copia benedetta dal Signore, può darsi senz'altro, ma cribbio...lascia di stucco! Un silenzio di fondo, veramente assurdo per un vinile.

Non so come possano aver fatto, ma ciò dimostra che si può fare.

Probabilmente sarà dipeso da una partita di plastica per lo stampaggio particolarmente fortunata, o chissà da quale congiunzione astrale favorevole...comunque sto vinile non fa un tic, un frr, un scchh...neppure a sparargli.

Zero assoluto.

Lo userò per barare con i digitalisti: ah sì? Il vinile fa rumore? Senti questo...

6RPHnFe.jpg

Alberto.

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OTREBLA

Per “Lo Stato Del Vinile” mi sono dato una regola: segnalare vinile nuovo, non audiophile benché registrato comunque bene.

Quindi potrebbe sembrare che questa volta violi la norma da me stesso fissata, in quanto sto per presentarvi una registrazione del 1959. Siccome però non è mai apparsa su disco, sarebbe del tutto errato parlare di ristampa. Inoltre la Sam Records, che si è occupata dell'operazione, ha evitato di strillare la parola “adiophile” (come fanno in molti) il che, anche se sono cosciente della spiegazione un po' deboluccia, m'induce a continuare.

Del disco in oggetto esistono tre versioni viniliche.

Una stampa europea con codice EAN 5051083121231, di cui non so nulla.

Un sontuoso cofanetto composto di due vinile, stampati alla Pallas in Germania; si tratta della versione estesa e completa delle sessioni di registrazione. E' uscito in occasione del Record Store Day del 2017 e sparito immediatamente dalla circolazione; edizione limitata e numerata, codice EAN 5051083116923.

Molto costoso ed ambito, eccolo qua:

https://www.ebay.it/itm/RECORD-STORE-DAY-2017-THELONIOUS-MONK-LES-LIAISONS-LP-BOXSET-NEW-SEALED-RSD-Ltd/263809219329

Ed infine la stampa americana, su disco singolo 33 giri, codice EAN 881034155443, di cui sto per parlarvi.

Siòri e siòre, ecco a voi: Thelonious Monk – Les Liaisions Dangereuses.

Il titolo fa riferimento all'omonimo film girato nel 1959 da Roger Vadim, a sua volta trasposizione cinematografica del famoso romanzo di Pierre de Laclos.

Monk fu scritturato per la realizzazione della colonna sonora, cui diedero il loro contributo anche i Jazz Messengers di Art Blakey ed il mio amato Duke Jordan (di cui consiglio la ristampa Venus Records dell'album a suo nome, intitolato alla stessa maniera). Ci volle un bel po' per convincere Monk ad accettare l'incarico, ma alla fine l'impegno fu siglato.

Alcune fotografie, come di consueto:

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Col fatto che tutti cercano il predetto cofanetto, la stampa in questione è passata un po' inosservata. I più attenti avranno notato la busta interna, tipo Mobile Fidelity, marcata Quality Records, fabbrica di proprietà della Analogue Productions ove da qualche anno l'etichetta di Salina, Kansas, produce tutti i suoi vinile. Basterebbe ciò per farvi capire che siamo di fronte ad un padellone di alta qualità.

La copertina, singola, realizzata con cartoncino pesante, presenta finitura lucida a spessore, tipo Analogue Productions (di nuovo) e contiene un inserto che si apre in due, con fotografie a tutta pagina e note scritte da Robin Kelley, l'autore della più completa biografia su Thelonious Monk, “Storia Un Genio Americano”.

Il vinile, perfetto e silenziosissimo, pesa 140 grammi scarsi. Strano a dirsi, non è un vinile 180 grammi.

Reputo una benedizione che il nastro del 1959 sia improvvisamente saltato fuori, perché non si tratta di una registrazione fatta alla buona e di fortuna, ma di una sessione in studio ripresa con cura (come si usava all'epoca), dall'allora tecnico del suono Tom Nola. Un emerito sconosciuto che mi fa pensare a quanti bravi professionisti lavoravano una volta nel mondo della discografia.

Del riversamento full analogue si è occupato la star del taglio lacche Kevin Gray, del Cohearent Studio; dovrebbe bastare a fugare ogni dubbio sul valore del risultato sonoro.

Il lavoro si colloca nel periodo “Riverside” di Monk, ed in effetti pare di ascoltare un nastro andato perduto della Riverside, con quel tipico suono morbido e tendente al caldo, meno secco e preciso del successivo periodo Columbia.

Fanno compagnia al grande genio, Art Taylor alla batteria, Sam Jones al contrabbasso ed il fido Charlie Rouse al sax tenore. Ospite d'eccezione l'eccellente tenor-sassofonista francese (originario di Nizza) Barney Wilen, che esibisce un fraseggio morbido, vellutato ed al contempo potente. All'epoca aveva soltanto ventidue anni, ciò nonostante Wilen non sfigura affatto a fianco di Charlie Rouse (più anziano di 13 anni).

Il disco è splendido, un gioiello. Tipica la sequenza dei brani monkiani, tra i quali spicca Pannonica, proposta in tre take: un preludio per solo pianoforte, la sua naturale prosecuzione in ballad, sempre per pianoforte solista, ed una lunga versione per quartetto.

Monk è in stato di grazia, c'è e non c'è, come al suo solito, appare e scompare, e come ripeto il disco è una gemma.

Per il sottoscritto, appassionato di Monk sino all'idolatria, questo ritrovamento d'archivio è un vero regalo, graditissimo ed inaspettato.

Il prezzo lo colloca di diritto qua, all'interno della mia rubrichina: 23,72 Euro spedito dagli USA.

Ecco il link:

https://www.ebay.it/itm/Les-Liaisons-Dangereuses-1960-Thelonious-Monk-2017-Vinyl-NEUF-881034155443/391947538645?ssPageName=STRK%3AMEBIDX%3AIT&_trksid=p2060353.m2749.l2649

Finché ce n'è, fatene incetta.

Alberto.

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Mxcolombo

@OTREBLA grazie per la segnalazione. Anche a me piace molto Monk. Non vedo l’ora che arrivi.

massimiliano

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OTREBLA

Prego, però non so fare le fotografie. Con tutto che ho la Leica (vecchiotta però), non sono mai soddisfatto delle fotografie che faccio.

Va be'...

Alberto.

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BEST-GROOVE

@OTREBLA   grazie della dritta le ragazze con gli stivali e Monk faranno presto parte della mia collezione.

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Mxcolombo

@OTREBLA off topic - nemmeno io sono soddisfatto delle foto che faccio. Poi, un giorno, convito da un’amica ho mandato un paio di foto alla giuria di una mostra, accettate entrambe e una è pure finita in un calendario. Difficilmente siamo i migliori giudici di noi stessi.

massimiliano

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Rimini

'Acchiappato' Monk: grazie Oltrebla!

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OTREBLA

Prego, ma è Otrebla, ovvero Alberto al contrario.

Alberto

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daniele_g

questo thread mi era sfuggito, ma ora che l'ho visto devo fare i complimenti ad Otrebla (di qui il 'melius', appiccicato per comodità al suo ultimo intervento qua sopra): io sono restio a prendere vinile nuovo -tranne qualche stampa audiophile, ecc ecc ecc- perché ho sempre l'idea che le attuali produzioni partano da master digitale e che probabilmente a quel punto meglio il CD eccetera. ma ho anche sempre il dubbio che qualche titolo o edizione che valga la pena comunque ci possa essere, solo che... come fare ?

ecco qua: col thread di Otrebla e le segnalazioni dei partecipanti tutti.

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Rimini
14 hours ago, OTREBLA said:

ma è Otrebla

Sorry, nella fretta...😊

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Rimini

Lo stesso Fremer avverte che, dalla fine degli anni'80, il 90% dei vinili è passato da linee di incisione a 16 bit. Ma della 'Quality Record Pressing' ci si può fidare.

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maxbara

Arrivato adesso Monk, grazie Alberto

Max

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OTREBLA

A'rieccoce con Lo Stato Del Vinile, in occasione dell'uscita del nuovo album di Madeleine Peyroux, Anthem.

Dodici le canzoni contenute nel doppio vinile pubblicato dalla Decca-Universal, undici brani originali ed una composizione di Leonard Cohen, Anthem appunto.

I brani originali sono stati scritti a più mani, dalla stessa Madeleine Peyroux e da alcuni componenti della nutrita band (17 elementi) che l'accompagna in questa avventura.

Si tratta di un disco composito, un insieme di più generi: funk, spiritual, latino, folk, e naturalmente jazz, sebbene più in secondo piano quest'ultimo rispetto ai dischi del passato. La Peyroux non sbaglia un colpo, al suo ottavo lavoro discografico ci si potrebbe aspettare qualcosa di già sentito, ma non è così. L'album a me è piaciuto moltissimo, classe a profusione, ma se dovessi scegliere un aggettivo sceglierei “Sorprendente”, giacché Madeleine Peyroux dimostra una volta di più quanto sia feconda la sua vena artistica e come fosse ingiusta la critica che le veniva mossa agli esordi, di essere l'imitatrice di Billie Holiday.

Madeleine Peyroux è una cantautrice assolutamente originale.

Alcune fotografie del disco:

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Due i vinile 180 grammi, stampati in Europa, abbastanza silenziosi.

Mefitiche come da prammatica le copertine interne in carta non foderata, leggerine, tisiche, che come le guardi si strappano. Prenderanno presto la strada del pattume, rimpiazzate da qualcosa di più decente.

La copertina esterna si apre in due rivelando i testi della canzoni oltre alle informazioni riguardanti musicisti e registrazione.

E qua viene il bello, perché si scopre che il master del disco è stato realizzato da Bernie Grundman.

Essesente!

In effetti sembra una registrazione uscita paro paro dai primi anni '70, morbida e avvolgente, che più analogica non si può. Forse gli strumenti potevano essere un po' più spaziati, c’è per la verità un'eccessiva compattezza del fronte sonoro; ciò però è da imputare, più che al bravo Grundman, ai tecnici del suono Adam Greespan, Andy Taub e Roderick Shearer. Fisime audiofile a parte il fronte sonoro è assolutamente di buon livello, benché sia il risultato di un lavoro di sovraincisione.

Eh ma Alberto, con Grundman a tagliare le lacche, si fa presto a trovare materiale per Lo Stato Del Vinile! Così siamo capaci tutti, volevi consigliare un disco meritorio e ti sei scelto la strada più semplice.

In effetti...no.

Come no?

No.

Non è Anthem che voglio segnalare, il discorso sopra mi è servito soltanto da prologo.

Ma come, parti con tutta ‘sta filippica e le foto e la copertina mefitica, e poi il disco non è nemmeno quello?

Certo, voi mi fate divagare! Come al solito!

Dunque di quale disco volevo parlare…Claudio Villa no (quello prossimamente)…la Berti no, l’orchestra Castellina-Pasi forse?…no…no, mi pare fosse…Sandro Gicobbe…no…era un nome tipo Giacobbe…che ci somigliava…giac…giac…Perché io sono anziano e mi dimentico le cose se qualcuno (senza fare nomi) me le fa dimenticare!

TROVATO! Madeleine Peyroux!

Per lo Stato Del Vinile di questa volta qua (adesso ci sono), cari amici (si fa per dire) audiofili (parlo dei vinilisti), è del penultimo album di Madeleine Peyroux che intendo parlarvi: Secular Hymns.

Era già un bel po' di tempo che mi proponevo di infilare Secular Hymns, pubblicato nel 2016 per la Impulse!, dentro a questo spazio ed ora che è uscito Anthem mi sono deciso. E’ stato Anthem a scuotere la mia pigrizia.

Per farla breve: Secular Hymns è un gioiello assoluto, sotto tutti i punti di vista.

Basterebbe ciò per indicare esattamente cosa penso dell'album: stupendo, artisticamente e tecnicamente.

Lavoro più propriamente jazz rispetto ad Anthem, credo che possa piacere, e molto, anche ai non appassionati di jazz. La Peyroux in questo caso è affiancata soltanto dal chitarrista John Herington e dal bassista Barak Mori, le cui voci vengono prestate anche per le parti corali e di sostegno vocale.

Un trio di una classe e di un'intesa assolutamente magiche, che inanella dieci brani uno più bello dell'altro, arrangiati benissimo e interpretati in maniera spettacolare. Diversi gli autori della canzoni, nessuna delle quali è stata scritta dalla Peyroux.
Ecco un po’ di fotografie.

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Il vinile è singolo, protetto da una busta di carta foderata in polietilene, che io ho comunque sostituito con una tipo MFSL (in fotografia), perché il disco la merita assolutamente.
La copertina esterna, decisamente più attraente di quella di Anthem (intrisa di patriottismo quanto inaspettatamente anonima) si apre in due, benché come ripeto il vinile sia singolo.

La stampa 180 grammi, francese credo ma non ne sono sicuro, è un modello di perfezione vinilica: muta come una tomba e senza il minimo difetto. Una specie di Pallas col turbo.

Veniamo alla registrazione.

Se in cima alla copertina avessero stampato Original Master Recording, credo che mi avrebbero senz’altro fregato, perché avrei davvero scambiato questo disco per un MFSL, tanto che suona bene.
Non ho idea se sia una registrazione digitale o analogica, pur tuttavia posso dichiarare che i tecnici del suono Doug Dawson e Stuart Bruce (che si è occupato anche del mastering presso il proprio studio in Inghilterra), hanno fatto davvero un lavoro eccellente.

La ripresa live in assenza di pubblico è stata realizzata nel Regno Unito, presso la Parish Church of Saint Mary The Virgin di Chipping Norton, nell’Oxfordshire, il 12 e 13 Gennaio del 2016.

Tutto si può pensare, ascoltando il disco, tranne che sia stato registrato in una cattedrale di stile gotico, quasi vuota.

Il suono è bilanciatissimo, completo, sontuoso, con la voce della Peyroux, contrabbasso e chitarra perfettamente a fuoco. Pensare che c’è stato un periodo che su IBS questo disco te lo tiravano dietro a 15 Euro, scontato!

Ah, se tutti i vinile fossero curati in questa maniera!

Però chissà, dai e dai, magari in un futuro non troppo lontano ogni vinile verrà realizzato come Secular Hymns e la mia rubrichina L’Etat De Los Vinilèn (in tedesco franco-spagnolizzato, perché io so anche le lingue…) non avrà più senso.

Ammesso che ora ne abbia :-).

Alberto.

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cricchio

Confermo, e ci mancherebbe altro, il giudizio su Secular Hymns, uno dei vinili migliori della mia modesta collezione. Prima o poi prenderò anche Anthem . . . 

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OTREBLA

Puntata natalizia dello Stato Del Vinile.

Stavo pensando che si potrebbe organizzare un presepe vivente, noi della sezione Musica.

In attesa di organizzare, vi dico che finalmente dedico questo spazio ad un disco di musica classica, ed essendo amante del genere ne sono felice. Era ora.

Parliamo di un doppio vinile che tenevo d'occhio da un annetto. Non mi decidevo ad acquistarlo per via del prezzo, che all'inizio si aggirava sui 40 Euro, e per il fatto di non riuscire a trovare alcun tipo di recensione tecnica, oltre a poche recensioni e non molto esaustive circa il valore artistico.

A completare il quadro il fatto che fosse una registrazione Live, ed io come sento Live penso subito agli applausi, alle scatarrate nel bel mezzo dei pianissimo, ed ad altri consimili schiamazzi molesti. In fine non mi convinceva gran che neppure la copertina, con 'sto viola di fondo che boh...non mi attirava.

Comunque lo tenevo d'occhio perché mi mancava una Ottava sinfonia di Bruckner registrata come si deve, e m'incuriosiva il simbolo della Thorens in calce alla copertina.

Ad un certo momento su Amazon il prezzo è passato da 40 Euro circa a 28 Euro (d'altro canto non lo comperava nessuno), ed ho deciso di rischiare.

Ecchilo qua, per l'etichetta Profil Medien GmbH, Anton Bruckner, Symphony n.8 in Do Minore, esegue l'orchestra sinfonica di Dresda “Staatskapelle”, sotto la direzione di Christian Thielemann.

Sinteticamente:

Stampa: magnifica.

Esecuzione: magnifica.

Registrazione: magnifica.

Buon Natale a tutti.

Ma come è già finita?

Cosa volete dire, che batto la fiacca? Vi ricordo che a me non mi paga nessuno, sebbene abbia fatto domanda (due volte), con tutti i timbri ed i bolli del caso.

Va be' dai, vi metto le fotografie...A COLORI (per dire che qua non si bada a spese...).

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D'accordo, siccome insistete, aggiungo un paio di particolari, giusto perché è Natale e siamo tutti un po' meno carognoni...

Punto essenziale: non ci sono gli scatarramenti.

Secondo me avrebbero fatto bene a scriverlo...in tedesco naturalmente...dunque com'è...perché io sono anche un fine germanista...sssì, dunque...dovrebbe essere più o meno così (chiedo scusa per la pronuncia): “Achtung! Achtung! Italianén Scassapallèn Audiofilèn! In cvesta recistrazionén tàl fifèn, nein scatarramentèn, nein tossichiamentèn ti anzianén tupercolosichén, nein applausèn ogni zwai minutèn mit rompimentén ti maronén!”.

O una cosa del genere ecco.

Sarebbe stato utile, non trovate? Più tardi scrivo alla Profil e glielo suggerisco per il futuro.

Sì lo so, qualcuno avrà notato che il mio tedesco è un tantino aulico, ma io sono abituato a tradurre da Goethe e sto a perdere tempo qua con voi...

Gli applausi si sentono soltanto a fine sinfonia, per il resto nessun rumore di nessun genere disturba l'ascolto. La registrazione è datata 14 Settembre 2009.

Due i vinile, 180 grammi, stampati alla Pallas, secondo me, poiché le buste foderate interne sono quelle tipiche della Pallas e poi la qualità di stampa è tale, che dietro non può che esserci la Pallas.

Su questo disco avrebbero fatto bene a scrivere a caratteri cubitali: AUDIOPHILE COL BOTTÈN!

Siccome però i signori della Profil hanno fatto l'errore di non scriverlo, perché in caso contrario io non avrei mai potuto parlarvene all'interno di questo spazio, posso tranquillamente far finta che il doppio vinile in oggetto non sia una produzione audiophile. Ma lo è.

Suona magnificamente.

Bilanciato, con un'ottima profondità della scena sonora, tutte le frequenze in ordine, stupendo.

Che dire poi del buon Thielemann e dell'Orchestra di Dresda?
Lo so, Bruckner per molti è ostico, se non indigesto. Io come tutti gli appassionati di musica classica: lo amo. Ammetto tuttavia che la sua musica non è immediata come quella che so, di Čajkovskij ad esempio.

L'Ottava Sinfonia, va detto, è monumento, bello piantato a terra, con la sua ora e mezza scarsa di musica.

I dresdiani però, bisogna dargliene atto, sono gran bravi, e Thielemann dirige da ottimo brucknerista. A me è piaciuta molto e le do un bell'otto più. Pensosa al punto giusto senza essere pedante, piena di colori, solida.

Copertina che si apre in due, senza alcun inserto all'interno.

C'è 'sto viola di fondo che non dice niente...va be' son tedeschi, non è che si può pretendere...

Bene avrei finito.

Per eventuali donazioni, vi lascio i dati del conto (cifrato) dopo i saluti.

Saluti.

Alberto.

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OTREBLA

Ma come, è già passato a 41,49 Euro? Com'è possibile? Avrà mica letto questa mia sconclusionata recensione l'algoritmo di Amazon?

Non capisco davvero, che voi sappiate l'algoritmo sa leggere?

Tra l'altro non può essere dovuto all'aumento delle copie vendute poiché sette copie erano e sette sono rimaste.

Boh...strano.

Mi spiace ragazzi, non è più a 28 Euro.

Alberto.

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cricchio

Sono stato tentato di prenderlo anche se non con ogni probabilità non sarebbe stato la mia tazza di te. 

Mi chiedo spesso se l'algoritmo valuti anche le "visualizzazioni". 

Grazie comunque! Anche senza prenderlo il solo post meritava 

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OTREBLA

Arieccoce qua, col primo “Stato Del Vinile” del 2019, che si apre con squilli di tromba e colpi di grancassa, ad annunciare lei, la biondona di cui al mio avatar, la canadese dagli occhi di velluto, la Elvis Presley delle cantanti Jazz.
E’ tornata la Stonata!
Questa volta in compagnia, essendosi tirata dietro il vèciòn, ovvero l’ottuagenario Tony Bennett, che va per i 92. C’è un video su Youtube con i due che cantano in una promo per il disco e il buon Anthony pare proprio tenuto su con i fili. Sì sì Otrebla, fai lo spiritoso! Arrivaci tu, se sei capace, a 92 anni, messo come è messo lui!
Ma torniamo alla stonatona biondona, e facciamo partire subito il servizio fotografico, di rara bellezza e stile assai ricercato, grazie ai potenti mezzi tecnici dell’Otrebla, il quale quando capita che riesca a capire da che parte bisogna girare la rotella del diaframma, c’è anche il caso che scatti fotografie in cui si vede qualcosa.
Love Is Here To Stay, Diana Krall & Tony Bennett. Verve (2018).
Inquadratura dalla parte di qua:

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Inquadratura dalla parte di là:

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Inquadratura del di dentro (dal davanti):

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Inquadratura del di dietro (del di dentro):

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Prima di pubblicare l’ultima immagine, che poi è la più importante, devo fare una premessa. Mi ha scritto uno dei miei lettori, un certo Pisistrato Della Carciofaia da Chitignano Marittima, che per la verità è l’unico che mi scrive; sempre le stesse mail peraltro, con richieste di recensire le sue Stereo 8 degli anni ’70.
Signor Pisistrato, ne approfitto per ripeterle per l’ennesima volta che non posso recensire le Stereo 8 perché non possiedo il lettore apposito. E sottolineo apposito.
Comunque, ‘sto uomo pesante, saltando i soliti complimenti sul fatto che sono bello, alto, aitante e molto intelligente, aggiunge: “Siccome non pratico il vinile, le chiederei di fotografare il prossimo con a fianco un altro oggetto paragonativo, così da potermi fare un’idea dimensionale; la prima cosa che le capita sottomano, purché banale, del tutto inutile e possibilmente presa dalla spazzatura”.
Eccola accontentata signor Pisistrato: vinile della Krall con oggetto pattumifero a lato, onde darle un’idea delle proporzioni:

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C'è un abisso lo so. 

La stampa è europea. Vi è anche una stampa della Quality Records, amaraccana, con codice EAN 602567781271, nel caso foste interessati. Pagato 17.79 Euro su Amazon, dal venditore Dodax-Italy. Il vinile è stampato molto bene, praticamente non ha difetti degni di nota: è piatto, pulito e non fa alcun rumore molesto.

La copertina interna è di carta patinata non foderata.

Impostata quindi la modalità Otrebla-Bricoleur su ON,  in men che non si dica un foglio di polietilene della Nagaoka è comparso all’interno, perfettamente calzato e fissato; come se ci fosse sempre stato.
A lavoro compiuto ho inviato una fotografia alla Nagaoka e per conoscenza alla Verve. Pochi giorni dopo mi sono visto recapitare dal Giappone, per via aerea, il diploma di Stato di Gran Maestro di Origami (“Ntzù-yo-takamasò-aaagakatò!”, in giapponese…dialettale), su pergamena e oro zecchino.

Dal fronte Verve invece silenzio totale; un mio uomo in loco mi riferisce che sono saltate alcune teste nel reparto confezioni; pare ci siano stati anche dei disordini (dice che se so’ menati in Direzione…).
La copertina esterna è singola, del solito cartoncino europeo, senza infamia e senza lode. Aridatece il cartone da mezzo chilo degli anni ’50!
Diana Krall è tornata finalmente al combo jazz, e la cosa non può che farmi piacere. Non che non l’apprezzi con le orchestre, ma la preferisco accompagnata dai piccoli gruppi. In questo lavoro è affiancata dal Bill Charlap trio, piano, basso, batteria, mentre Diana si limita a cantare.
The Bill Charlap Trio comprende Bill Charlap al pianoforte (molto bravo il ragazzo, lontano parente di Dick Hyman), Peter Washington al contrabbasso e Kenny Washington (i due non sono parenti) alla batteria.
Ultracinquantenni, jazzisti di esperienza, con alle spalle varie collaborazioni ad alto livello, e la cosa si sente; credetemi che si sente.
Il disco è dedicato alla musica dei Gershwin, quindi i dodici brani in programma vanno da I Got Rythm, a Nice Work If You Can Get It, a Fascinating Rhythm, a But Not For Me…insomma gli standard più famosi dei fratelli George e Ira.
La mia adorata stonatona e Tony Bennett fanno il loro sporco lavoro, ed in particolare Bennett, nonostante l’età, è semplicemente fantastico. Si tratta di due star del Jazz, il risultato si poteva prevedere scontato.
La vera sorpresa è il Charlap, il buon Bill, ‘nsomma il pianista. Punteggia, appoggia, sostiene, palleggia con le due star, e come se non bastasse sfodera dodici stupendi arrangiamenti, di prima classe, che sono il vero plus del disco. Ottimi ed ottimamente integrati anche i due Washington, Peter e Kenny.
Questa è gente che sa fare molto bene il proprio mestiere e non lascia niente al caso. Complimenti al Mr. Charlap Trio.

Registratiòn chèz le Avatar Studio de New York; master presso il Sterling Sound, sempre a New York, ad opera del signor Greg Calbi, il quale ci consegna un suono dolce, ben contrastato, dinamico e naturale. Le voci della Krall e di Bennett si stagliano sonore e perfettamente a fuoco, del che l’audiofilo sentitamente ringrazia. Se state pensando di comperarvi la stampa americana della Quality Records, secondo me potete tranquillamente farne a meno.

I dischi della Krall degli ultimi anni, dal punto di vista tecnico, non mi hanno mai soddisfatto del tutto. Io di solito compero le stampe americane, che tuttavia rivelano ogni volta qualche piccolo difettuccio. Questo ultimo Verve europeo invece merita pienamente le mie lodi.
In conclusione, lo Stato Del Vinile è decisamente bbbuono…anche stavolta.
 

Alla prossima cari.

Alberto.

Achtung! Achtung!: la lettura di questo thread è severamente vietata ai cidilofili e superaudiocidilofili, nonché ai liquidisti digitaliani in generale, che potrebbero risentirne a livello di fegato (declino ogni responsabilità).
Magari se ‘sto avviso lo mettevo all’inizio era meglio, ma va be’…

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siebrand
36 minuti fa, OTREBLA ha scritto:

Eccola accontentata signor Pisistrato: vinile della Krall con oggetto pattumifero a lato, onde darle un’idea delle proporzioni:

vabbeh... non perdi occasione per parlare male del CD.

ciao ciao

(PS... hai letto il mio 3D su Knappertsbusch/Wagner/sacd?)

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OTREBLA

Sì l'ho letto ed ho risposto.

Alberto.

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mozarteum

Ottava di Bruckner segnalata stupenda, fra le migliori in circolazione.

E oggi Thielemann e' il primo direttore Wagner-Bruckner-Straussiano

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OTREBLA

E' bella eh? Peccato che il doppio vinile sia tornato praticamente all'istante su di prezzo. Oramai si è fatto la sua fama, suona bene, ottimo artisticamente, dubito che scenderà di nuovo.

Alberto.

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