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siebrand

Musica Italiana snobbata?

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siebrand

Prendo spunto da questo 3D

http://forum.videohifi.com/discussion/424673/il-vostro-disco-#Item_23

 

Perché si continua (molti di voi...) a preferire i dischi stranieri?

Se diamo un orecchiato all'Arte Musicale Italiana, dal dopoguerra in poi... possiamo mica dire che gli album, i gruppi, il cantautoriato, il prog ecc. Italiano DEVONO stare nei primi posti, di eventuali classifiche??

 

Andate a risentirvi "Creuza de Ma"...

E non solo, ovviamente....

Mettete qui altri esempi....

 

Prima che lo faccia io...

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Ospite

Assolutamente d'accordo con Siebrand.

 

Oltre al citato, per procedere goccia a goccia metto subito

" Il mio canto libero" di Battisti

un capolavoro assoluto che non sfigura neanche di fronte al miglior Bob Dylan...

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piergiorgio
 non sfigura neanche di fronte al miglior Bob Dylan...

 

ah beh, bob dylan :D

comunque ci sono alcuni lavori nostrani che non sfigurano rispetto agli stranieri...ma poi quelli che prevalgono sono sempre questi ultimi.
comunque tra i miei preferiti : la pulce d'acqua, Branduardi; rimmel,De Gregori  ; oro incenso e birra, Zucchero; Lucio Dalla,Lucio Dalla; storia di un minuto, PFM; uomo di pezza, le Orme;concerti, Paolo Conte; un pò tutti i primi di Bennato

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bungalow bill

Le donne scarseggiano sempre , eppure di cantanti brave ce ne sono . Mina , Giorgia , Mia Martini , Loredana Bertè , Milva , Zancchi , ecc.

 

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piergiorgio

hai ragione, dimenticavo Antonella Ruggiero, souvenir d'italie

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daniele68

La ragione di questo snobismo è sempre il solito: l'esterofilia che contagia molti , troppi italiani, e certamente non solo in ambito musicale, in tutto purtroppo, a volte in maniera davvero stupida. Penso solo ad i luoghi meravigliosi che abbiamo e nemmeno sappiamo che esistono, ma prima c'è da andare all'estero...

 

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Supertramp
La ragione di questo snobismo è sempre il solito: l'esterofilia che contagia molti , troppi italiani, e certamente non solo in ambito musicale, in tutto purtroppo, a volte in maniera davvero stupida. Penso solo ad i luoghi meravigliosi che abbiamo e nemmeno sappiamo che esistono, ma prima c'è da andare all'estero...

Verissimo.Bello e calzante anche il parallelo col mondo del turismo.

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imagewind
La ragione di questo snobismo è sempre il solito: l'esterofilia che contagia molti , troppi italiani, e certamente non solo in ambito musicale, in tutto purtroppo, a volte in maniera davvero stupida. Penso solo ad i luoghi meravigliosi che abbiamo e nemmeno sappiamo che esistono, ma prima c'è da andare all'estero...

concordo al 100%

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invisigoth

Picchio dal pozzo e la maggior parte del prog italiano...

 

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Ospite

Regina al troubador e canzone d'amore (Le Orme)

Concerto grosso n,1 (New Trolls)

Photos of ghost (P.F.M.)

La mela di Odessa (Area)

Caruso (Dalla)

Musica ribelle (Finardi)

Confessione (Biglietto per l'inferno)

Il cielo è sempre più blu (Rino Gaetano)

 

Giusto per citare qualcosa, ma la lista sarebbe chilometrica....per chi sà cercare, nel repertorio italiano esiste tantissima OTTIMA musica!!  ;)

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goodmax

Mia Martini

New Trolls

PFM

Equipe 84

Pierangelo Bertoli "A muso duro"

 

 

 

 

 

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goodmax
hai ragione, dimenticavo Antonella Ruggiero, souvenir d'italie

 

Vacanze romane

 

 

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bungalow bill

Compresi i Matia Bazar .

 

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goodmax

Eran loro a fare la musica..

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analogico_09

Ragazzi non si tratta di esterofilia o di snobismo. 

 

L'Italia,  paese di "melodie" nel quale nacque in illo tempore la "canzone" portata ai livelli della modernità (quella che sostanzialmente vige ancora oggi) da Carissimi , Monteverdi, Palestrina, Monteverdi, Peri, Ingegneri, ecc.  ...

 

che dunque vanta una tradizione/storia  musicale operistica e  "canzonettistica" d'esportazione di primissimo ordine, che fu ed è pienamente apprezzata in patria anche nelle sue novelle forme avvicendatesi nel corso dei secoli (oggi un po' meno...) ...

 

rispetto a tutto quello che è successo nel mondo nel '900, rispetto al fenomeno epocale, capillare, universale del pop/rock di punta e trainante, il "genere" della grande avventura musicale e controculturale ...

 

scrive, in proporzione, poche pagine capitali in grado di competere con la "concorrenza" (come vorrebbe a quanto pare intenderla sie... ).

 

 

Dobbiamo starci.., in rapporto siamo un piccola grande realtà che ha molto di buono e di eccellente da offrire, soprattutto per quanto riguarda il passato, un po' meno l'attualità oramai bordline (ma a quanto pare oramai si vive perlo più di rendita dappertutto), ma non possiamo competere con gli iberici, con americani, con gli anglo e i sàssoni.., ecc.

Noi non abbiamo avuto la "gallinella dalle uova d'oro" da spremere (la "negritudine, l'afroamericanità lgrande, enorme "matrice", la fonte, l'inesauribile ventre maternale e spirituale del novecento musicale quasi intero...) non abbiamo avuto le colonie contaminatrici.., non abbiamo solcato i mari delle conquiste spesso anche naufragando.., ma fecendo esperienza e pagando lo scotto di tanta arroganza.., siamo sempre stati sotto protezione austro-savoiarda, borbonico-papalinia.., fino a ieri...ci va di lusso che la grande tradizione non ce la siamo persa completamente per strada... Dicorso sommario il mio ma spero si sia capito...

 

La mia impressione è che qui si stia rispolverando un po' di stucchevole provincialismo, nemmeno il nazionalismo..; mi sembra invero un falso problema questo orgoglioso rigurgido di campanilismo autarchico più o meno autoctono...

La musica non ha confini e frontiere, non ha patria.., è un linguaggio che tutti possono comprendere... a differenza delle "parole". 

Ma bisogna proprio dirle queste cose in un forum di musica nel quale ogni giorno si parla in percentuali altissime soprattutto musica "ostrogota"? ... Perlomeno questo porto franco dell'arte, delle ricreazione, del piacere ludico e dell'esigenza spirituale, dove negli altri ambiti della vita, della politica, del sociale, ci si scanna nelle profonde divisioni, incomprensioni, incomunicabilitò, lo vogliamo conservare senza buzzicare su che i nostri dischi DEVONO stare sempre al primo posto nelle classifiche... (nevveo, sie... ho letto/capito bene? :-B;) )

 

E', ovviamente, la mia opinione, nessun intento polemico e con tutto il rispetto per le altrui idee e convinzioni.

 

 

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goodmax

Sto vizio di sparare nel mucchio...

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analogico_09
Sto vizio di sparare nel mucchio...
Se ti riferisci a me, visto che non "specifichi" (per l'appunto...), sono intervenuto su una precisa faccenda di carattere generale motivando la mia opinione su quello che è l'argomento in discussione e non sulle persone, nulla di personale, nessun mucchio su cui sparare, quindi... 

 

Non mi va di fare polemiche, se hai da rispondere sui contenuti, accomodati, io intanto passo e chiudo.

 

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goodmax
Sto vizio di sparare nel mucchio...

 

Se ti riferisci a me, visto che non "specifichi"

 

Certo che mi riferisco a te.

Sparare nel mucchio e generalizzare coinvolge tutti e questo non va bene.

La prossima volta quota a chi ti riferisci.

 

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Ospite

Dunque mi sembrava si parlasse di album, ma forse è meglio limitarsi a citare i grandi artisti che Nulla hanno da invidiare ai Big della musica americana e inglese.

Ne cito alcuni, cercando un summa di quelli citati sopra:

 

Battisti, De Andrè, Battiato, PFM, Banco del mutuo soccorso, Area, Dalla, De Gregori, Vecchioni, Jovanotti ( della maturità), Bennato, Mina, Paoli, Vasco, Guccini, Conte, Zucchero, Ligabue, Venditti, Baglioni etc...

 

I generi sono i più vari, così come i testi (talora coltissimi, si pensi a Battiato-Sgalambro, talaltra efficaci alla bisogna, al genere).

Peraltro ciò vale per tutti i gruppi di qualsivoglia provenienza e di ogni periodo.

È giusto affrontare la musica globalmente, affiancando ai big come Beatles, Beach boys, Stones, Cohen e tanti altri ( ai quali nessuno deve rinunciare si badi bene) anche i nostri valentissimi artisti di cui alcuni sopra citati.

Il bello e il difficile sta nell'individuare le peculiarità stilistiche di ciascheduno in relazione anche al periodo storico di appartenenza. Poi ci sarebbe un ulteriore passo consistente nell'analizzare la carriera di ognuno di loro, individuando i vertici compositivi e anche inevitabilmente i momenti di minore ispirazione.

Insomma un lavorone capitale. Difficilmente si può fare su di un forum, ma l'assunto di partenza da cui è iniziato il topic, mi sembra corretto e condivisibile.

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Ospite

Epica Etica Etnica Pathos dei CCCP

Ko de Mondo dei CSI

Dainamaita e CRX dei Casino Royale

 

4 lavori immensi tanto per restare in anni recenti

 

Per il proog molti lavori degli Area e anche del Banco del Mutuo Soccorso

 

 

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analogico_09
Sto vizio di sparare nel mucchio...
Se ti riferisci a me, visto che non "specifichi" Certo che mi riferisco a te.Sparare nel mucchio e generalizzare coinvolge tutti e questo non va bene.La prossima volta quota a chi ti riferisci.Dovresti quotare interamente quello che scrivono gli altri.., a proposito di vizi... dovresti quindi regolarti tu meglio nel merito la prossima volta.

 

E allora te lo ridico l"omissis"... 

 

sono intervenuto su una precisa faccenda di carattere generale motivando la mia opinione su quello che è l'argomento in discussione e non sulle persone, nulla di personale, nessun mucchio su cui sparare, quindi...

[aggiungo] solo un argomento da commentare come si fa con tutti gli argomenti dove ciascuno esprime la propria opinione tra le tante che arrivano sullo specifico tema di pubblico interesse e non sulle persone e su mucchi inesistenti. Prova a mettere meglio a fuoco, magari ci arrivi.

 

:-B

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analogico_09
Dunque mi sembrava si parlasse di album, ma forse è meglio limitarsi a citare i grandi artisti che Nulla hanno da invidiare ai Big della musica americana e inglese.Ne cito alcuni, cercando un summa di quelli citati sopra:Battisti, De Andrè, Battiato, PFM, Banco del mutuo soccorso, Area, Dalla, De Gregori, Vecchioni, Jovanotti ( della maturità), Bennato, Mina, Paoli, Vasco, Guccini, Conte, Zucchero, Ligabue, Venditti, Baglioni etc...I generi sono i più vari, così come i testi (talora coltissimi, si pensi a Battiato-Sgalambro, talaltra efficaci alla bisogna, al genere).Peraltro ciò vale per tutti i gruppi di qualsivoglia provenienza e di ogni periodo.È giusto affrontare la musica globalmente, affiancando ai big come Beatles, Beach boys, Stones, Cohen e tanti altri ( ai quali nessuno deve rinunciare si badi bene) anche i nostri valentissimi artisti di cui alcuni sopra citati.Il bello e il difficile sta nell'individuare le peculiarità stilistiche di ciascheduno in relazione anche al periodo storico di appartenenza. Poi ci sarebbe un ulteriore passo consistente nell'analizzare la carriera di ognuno di loro, individuando i vertici compositivi e anche inevitabilmente i momenti di minore ispirazione.Insomma un lavorone capitale. Difficilmente si può fare su di un forum, ma l'assunto di partenza da cui è iniziato il topic, mi sembra corretto e condivisibile.
I nostri "gruppi" hanno nulla da invidiare ai big, assolutamente, mai scritto il contrario; le mie considerazioni motivate sono di altra natura, parlavo sostanzialmnte, tra l'altro, dell'innegabile maggior "quantità", che non va a discapito della qualità (dove i buono e il non buono c'è d'altra parte dappetutto) e varietà di musica prodotta nel resto mondo in campo rock/pop, prog, e altri sottogeneri derivati, rispetto al nostro più ristretto campo di azione pop/rock, ecc (sottolineo che mi riferisco unicamente a tale campo...). Come già detto, ricordando quelli che sono una parte dei fattori determinanti, ci sono inoppugnabili ragioni storico-culturali, ambientali, estetiche, ecc, per cui il rock italiano è meno vasto e vario di quello anglo-americano che peraltro ha molto influenzato il nostro dal quale il nostro ha molto preso e non viceversa, se non in maniera molto marginale.

Le nostre cover dei loro "originali" sono in quantita incalcolabile; le loro cover dei nosti "originali"..,  mi pare vi sia ben poco, ma se sbaglio sono qui pronto ad ammettere la mia ignoranza.

Ciò chiarito, ottima cosa magnificare, apprezzare, passare in rassegna, soffermrci insomma sulle nostre eccellenze musicali, anche a confronto con quelle del resto del mondo, senza però mettersi a fare, sempre dal mio personale punto di vista, le inutili, improbabili e improponibili  gare, su di chi deve stare prima in classifica nelle scalette perchè, sempre a mio modesto avviso, suona a vieto campanilismo in un mondo senpre più aperto e globale anche in positivo, non solo come globalizazzione omologante.

E mi rifersico con questo al post di apertura di siebrand che rispetto ma non condivido nella sua impostazione, nulla di personale, sie.

E' come se ci mettessimo a rivendicare la prima postazione in classifica del nostro Rossini ed esempio, rispetto ad altri compositori europei... Nella classica queste cose non si fanno.., anche nel rock, "genere" maturo, adulto, anzi a quanto pare avviato alla senilità a una maggiore "serietà" anche formale (la formalina è vicina... :D) , cerchiamo di evitare la tifoseria campanilistica e populistica...

 

 

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Ospite

Un appunto che mi sento di fare a certa critica nostrana che pure stimo non poco, parlo di Guglielmi, Stefani , Cilia etc... è che nelle loro pregevoli opere finalizzate alla diffusione della cultura rock intesa come comprensione e critica profonda dei gruppi più rappresentativi dagli anni 50 grosso modo sino agli anni 2000, hanno un po' troppo trascurato gli autori italiani.

E l'estero non si è ancora sufficientemente interessato ai nostri gruppi e cantautori per il principale motivo della lingua. La vittoria del pop rock anglo americano va di pari passo con l'egemonia della lingua inglese. Non vedo ragioni qualitative ostacolanti la diffusione, ma questioni di lingua da un lato e di potere di promozione e distribuzione dall'altro. Italia, Francia, Spagna e la stessa Germania sono inevitabilmente state trascurate. Ho detto trascurate, non ignorate.

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goodmax
Prova a mettere meglio a fuoco, magari ci arrivi.

 

:-B

Preferisco mollarti davanti al tuo specchio.Buonanotte

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analogico_09

 

Prova a mettere meglio a fuoco, magari ci arrivi.

 

:-B

Preferisco mollarti davanti al tuo specchio.BuonanotteAspè.., prima ripigliati lo specchio... :D

 

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analogico_09
Un appunto che mi sento di fare a certa critica nostrana che pure stimo non poco, parlo di Guglielmi, Stefani , Cilia etc... è che nelle loro pregevoli opere finalizzate alla diffusione della cultura rock intesa come comprensione e critica profonda dei gruppi più rappresentativi dagli anni 50 grosso modo sino agli anni 2000, hanno un po' troppo trascurato gli autori italiani. E l'estero non si è ancora sufficientemente interessato ai nostri gruppi e cantautori per il principale motivo della lingua. La vittoria del pop rock anglo americano va di pari passo con l'egemonia della lingua inglese. Non vedo ragioni qualitative ostacolanti la diffusione, ma questioni di lingua da un lato e di potere di promozione e distribuzione dall'altro. Italia, Francia, Spagna e la stessa Germania sono inevitabilmente state trascurate. Ho detto trascurate, non ignorate.
Potrebbe essere in parte vero, ma non credo che la difficoltà di comprensione della lingua sia determinante...

Anzi.., è invece risaputo che l'italiano non è "foneticamente" molto adatto per il rock.., e questo credo abbia rappresentato un limite per maggiori e più articolati sviluppi del "genere".

Inoltre, ripeto, in Italia non abbiamo avuto l'enorme, epocale, straordinaria e diretta influenza della great black music, del blues, jazz e soul, R & B, ecc, ecc, ecc... roba devastante che è rimbalzata anche in GB, non solo attraverso i Beatles e RS, "facilitati" anche dalla lingua, la stessa parlata e cantata dagli afroamericani...

Il nostro rock, anche il più prog, è "condizionato" dalla lingua che si adatta molto meglio al "melos", mentre risponde con minore duttilità ed elasticità al ritmo, al "beat", e questo fa si che anche nelle forme più avanzate di rock nostrano si resti in larga misura allo spirito della "canzone" popolare più tradizionale...

Non che sia una cosa negativa in se, ma tant'è.., è la nostra caratteristica, a me piace ma questo non mi impedisce di sentire che il rock "estero", in special modo l'anglo-americano, abbia spinto decisamente verso direzioni musicali più ardite, più  sperimentali e argonaute... Le nostre sono non di meno ottime, però prendiamo questo e quello  per come sono musicalmente e non per spirito di "patria"...

 

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siebrand

Ma io non intendevo dire... " meglio Italian Style"...

La musica, d'accordo con Peppe, non ha confini.

Spesso è il Marketing a far sì che Tizio è meglio di "Caio", per poi scoprire, il giorno dopo, che invece è migliore il 'Sempronio'...

Intendevo...

Noto che i nostri dischi "del cuore", difficilmente comprendono album Italiani...

E mi sonno stupito.

Mio figlio, batterista, ha un adesivo sulla macchina: "there are no foreigners in Art"

Vero

Verissimo.

Ma non snobbiamo la Musica Italiana ...

 

Per favore..

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analogico_09

Sieb, nessuno la snobba, tranquillo, non temere, proprio tu che mi snobbi Tenco... :D)

 

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siebrand

Beh,... snobbo anche la Pausini..... e... Justin....

 

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Ospite

Non sono per nulla d'accordo con i limiti fonetici dell'italiano che avrebbero impedito insieme ad altri fattori l'imporsi della musica italiana.

Soluzioni ardite ne troviamo anche in Italia. Ascoltarsi "Io sono nato libero" del Banco del mutuo soccorso e riflettere, anche considerato l'anno di pubblicazione.

Giusto per esemplificare.

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