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      Problemi di login?   31/12/2017

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BEST-GROOVE

Elettroniche e diffusori trasparenti

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ClasseA

@rpezzane 

Un vetro, l'aria , l'acqua cristallina sono trasparenti. Ciò permette di vedere bene attraverso quel determinato mezzo. Vedere o sentire in questo caso. Sentire i dettagli della musica. Dettagliato e trasparente sono termini complementari. 

Qualcuno ha parlato di nero infra strumentale. In realtà questo c'entra ben poco, infatti si riferisce alla silenziosità. Questo è un concetto diverso.

Altri hanno parlato di frequenze e questo almeno in parte c'entra perché senza qualità e quantità di medio e alte frequenze la trasparenza te la sogni. D'altro canto se si eccede in questo senso, come ho già detto una quarantina di volte, il suono risulterà con poco corpo, esile eccessivamente arioso. E troppo spesso avviene. Almeno questo sentono le li mie orecchie. Ho predilezione per il suono caldo.

Io credo che ci debba essere un glossario condiviso. Poi per il resto capisco che possano piacere le equalizzazioni e possano essere utili, ma pensare di risolvere i dilemmi del bel suono con le macchine è triste. Si deve invece assemblare un impianto a orecchio. È una sfida ma è anche un piacere. 

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giaietto

Per un suono "trasparente" che metta in evidenza le più minime sfumature e dettagli ci vuole in primis un ambiente silenzioso ed elettroniche altrettanto silenziose, dal cui "sfondo nero" emergono senza fatica tutti i colori.

Per questo tiravo in ballo il nero infrastrumentale. Come ho già scritto il mio sistema tende al "caldo" con una risposta calante, almeno ad orecchio, sulle alte e nonostante tutto esprime un ottima trasparenza.

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BEST-GROOVE
28 minuti fa, ClasseA ha scritto:

Un vetro, l'aria , l'acqua cristallina sono trasparenti. Ciò permette di vedere bene attraverso quel determinato mezzo. Vedere o sentire in questo caso. Sentire i dettagli della musica.

Per me  con il termine  trasparenza oltre alla nitidezza del messaggio sonoro in se (particolare prioritario su tutti) , integro con lo stesso termine  pure la possibilità di cosa si può intravvedere da dietro i diffusori i vari piani sonori  e la disposizione degli strumentisti.

Magari per altri non è cosi...

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rpezzane
54 minuti fa, ClasseA ha scritto:

Io credo che ci debba essere un glossario condiviso. Poi per il resto capisco che possano piacere le equalizzazioni e possano essere utili, ma pensare di risolvere i dilemmi del bel suono con le macchine è triste. Si deve invece assemblare un impianto a orecchio. È una sfida ma è anche un piacere. 

Molto d'accordo su questi temi. Lo dicevo in un mio intervento iniziale di questa discussione. Senza un glossario comune non si andrà mai da nessuna parte. Ti confermo per contro che la trasparenza non ha una banda di frequenze predilette ma esiste in ogni registro così come il dettaglio. Spesso si dice che quell'impianto è molto dettagliato perché squilla tanto ma quella si chiama analiticità del medio alto o alto. Viceversa il dettaglio in basso lo puoi chiamare articolazione.

Tutto sta a capirsi. Anche la definizione che da Stereophile della trasparenza io l'ho contestata perché è aria fritta.

La trasparenza e lo scrissi su FDS è la capacità di guardare con le orecchie ossia di percepire nitidamente strumenti differenti che suonano contemporaneamente. La trasparenza è un parametro molto delicato ed è sensibile anche a piccoli cambiamenti in un impianto per esempio un cavo di alimentazione su una sorgente.

Il fatto dell'impianto che suona caldo o freddo è una caratteristica timbrica e quindi nulla a a che vedere con la trasparenza.

@giaietto  Il nero infrastrumentale ossia la capacità di un impianto di scontornare gli strumenti è attinente alla trasparenza perché ne aumenta la percezione.

@BEST-GROOVE invece la capacità che citi è relativa alla scena sonora ed in particolare di profondità e capacità di mantenere ologafia e quindi tridimensionalità a strumenti che stanno suonando a profondità diverse. Per capirsi i violini davanti e gli ottoni dietro.

Scusandomi per la prolissità spero di aver reso il concetto chiaro secondo il mio punto di vista.

Saluti

Roberto

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emaspac

ma è inutile, secondo me, stare a sottilizzare troppo con i termini: il bel suono non può prescindere da un parametro che sia uno, e arrivano di pari passo.

c'è la trasparenza se c'è la profondità della scena e il dettaglio.

un suono dettagliato e trasparente non può produrre una scena piatta.

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rpezzane
5 minuti fa, emaspac ha scritto:

un suono dettagliato e trasparente non può produrre una scena piatta.

Non sono assolutamente d'accordo con questa affermazione. La scena, ed in particolare la profondità, oltre ad essere molto influenzata dall'ambiente è una delle cose più difficile da riprodurre. I prodotti economici ad esempio raramente (anche mai) riescono a riprodurre una scena adeguata.

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emaspac
Adesso, rpezzane ha scritto:

Non sono assolutamente d'accordo con questa affermazione. La scena, ed in particolare la profondità, oltre ad essere molto influenzata dall'ambiente è una delle cose più difficile da riprodurre. I prodotti economici ad esempio raramente (anche mai) riescono a riprodurre una scena adeguata.

voglio solo dire che la scena non può essere profonda se non distingui gli strumenti. 

è un controsenso.

non è che i componenti economici sono trasparenti e poi si perdono la scena. 

sono economici e basta.

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rpezzane

Si ho capito cosa vuoi dire ma faccio un esempio. Hai un pianoforte davanti e una tromba dietro. Un impianto trasparente te li fa percepire ben separati  e distinti ma magari uno ti fa percepire la tromba venire da più distante un altro te la mette davanti  un altro te la spiaccica sul pianoforte.

Questo intendevo

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Felis
8 ore fa, Vmorrison ha scritto:

caro Felis, seguo il suo discorso e da questo punto di vista sento anche tante registrazioni di... finte...ma io ho detto un’altra cosa. Il diffusore dovrebbe APPROSSIMARE uno strumento acustico in ambiente e quindi per me, e solo per me, non renderlo lineare con la digitalizzazione per una spasmodica ricerca di questa al punto d’ascolto, che non esiste in nessun ambiente chiuso se non in anecoica, è una caz****. 

È contro la mia idea di alta fedeltà e contro il mio orecchio. Tutto qui. 

Ok. Lo accetto. E nel caso di uno strumento non acustico ma elettronico?

6 ore fa, Lorenzo67 ha scritto:

Non è vero. Il direttore è in grado di distinguere perfettamente ogni suono proveniente da ogni singolo strumento. E' il suo lavoro.

Ed anche lo spettatore, se non lontano dall'orchestra e concentrato sui singoli strumenti, spesso ci riesce.

Ma per saperlo bisogna andare ad ascoltare la musica dal vivo o, mi allargo, magari anche qualche prova delle orchestre.

Certo che è in grado ma ti assicuro che in "nero" cioè i vuoto tra uno strumento e l'altro non lo sente perché non c'è.

6 minuti fa, rpezzane ha scritto:

Si ho capito cosa vuoi dire ma faccio un esempio. Hai un pianoforte davanti e una tromba dietro. Un impianto trasparente te li fa percepire ben separati  e distinti ma magari uno ti fa percepire la tromba venire da più distante un altro te la mette davanti  un altro te la spiaccica sul pianoforte.

Questo intendevo

e magari chi ha mixato in studio li ha sentiti e voluto tutti sullo stesso piano orizzontale.

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rpezzane
5 minuti fa, Felis ha scritto:

e magari chi ha mixato in studio li ha sentiti e voluto tutti sullo stesso piano orizzontale.

Può darsi. Ma può darsi anche no. La vedo difficile che in una registrazione ad esempio di sinfonica, il tecnico del suono decida di collassare 90 elementi di una orchestra sullo stesso piano.

Sarebbe quantomeno discutibile. Anche perché per fare ciò non ti servono batterie di microfoni.

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gianventu

@rpezzane Resta il problema che noi non sappiamo, in fase di registrazione, in che posizione  fosse la tromba rispetto al pianoforte. Possiamo certamente capire se fosse davanti, allineata o dietro, ma a che distanza? 

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rpezzane
15 minuti fa, gianventu ha scritto:

Resta il problema che noi non sappiamo, in fase di registrazione, in che posizione  fosse la tromba rispetto al pianoforte. Possiamo certamente capire se fosse davanti, allineata o dietro, ma a che distanza? 

Questo è uno dei motivi per cui non ha senso ricercare la qualità di un impianto affermando che non aggiunge e non toglie nulla alla registrazione che come giustamente hai sottolineato tu non è nota agli ascoltatori.

Rimane però un obiettivo di ricreare la piacevolezza dell'ascolto e ritengo che, soprattutto in alcuni generi, sia fondamentale la veridicità della scena. Nella classica sinfonica, per esempio, ampiezza, altezza e profondità della scena sono tutti parametri fondamentali. Poi per carità sapere se la tromba stava 1 metro dietro o 3 metri dietro ce ne faremo una ragione purchè sia dietro e che si senta che il suono provenga da più lontano.

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gianventu
8 minuti fa, rpezzane ha scritto:

Rimane però un obiettivo di ricreare la piacevolezza dell'ascolto e ritengo che, soprattutto in alcuni generi, sia fondamentale la veridicità della scena. Nella classica sinfonica, per esempio, ampiezza, altezza e profondità della scena sono tutti parametri fondamentali. Poi per carità sapere se la tromba stava 1 metro dietro o 3 metri dietro ce ne faremo una ragione purchè sia dietro e che si senta che il suono provenga da più lontano.

Concordo. Infatti io ho parametri semplici di valutazione di un impianto: correttezza timbrica, scansione e collocazione verosimile dei piani sonori e degli strumenti. 

Un ottimo test? Il bellissimo brano di Charles Mingus nell'album "Mingus Mingus Mingus Mingus Mingus" , II B.S.: se il contrabbasso di Charles lo si perde dopo i primi 45 secondi sovrastato dagli altri strumenti, be', l'impianto non è trasparente. 

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