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Interstellar Voyager

Estasi di un delitto

Messaggi raccomandati

Interstellar Voyager

Ultimamente mi sto appassionando a questo genere di pellicole.Ho rivisto dopo tanti anni questo bel film di Bunuel che mi colpì molto quando da ragazzo lo vidi per la prima volta.

Che ne pensate?

Mi potete dare un consiglio su qualche altro film di questo genere?

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analogico_09

Ma me lo fai apposta nominare, così comme sette niente anfusse, il mio nume tutelare, il mio padre superiore spirituale? :D 

Estasi di un delitto è un capolavoro tra l'altro molto amato da Truffaut che, prendendolo come "paradigmas" di un certo mood cinematografico, ne fa un'analisi profonda e affettuosa nel libro : I film della mia vita...

In questo "vecchio" topic appena riesumato, potresti trovare molte informazioni, qualche suggerimento... anche dei video pronti ad essere visti

Logica vorrebbe che ti si consigliassero i primi tre film del regista aragonese che formano la "trilogia surrealista (Un Chien Andalou; l'Age d'or; Las Hurdes-Tierra sin pan) ... vedi un po' tu.., per il resto, senza farla troppo lunga sparo due titoli a "sensazione": L'Angelo sterminatore e Bella di giorno... Ma tutti i film di Bunuel sono capolavori, pur se non lo lo fossero... Invero c'è una minoranza di film del periodo messicano, girati in economia e con l'ansia del tengo famiglia che sono sotto la soglia della sublime genialità, dove tuttavia, in ciascuno di loro c'è sempre un motivo, una scena, un significato, di grande interesse, in continuità con la linea anarcoide di un Bunuel che scende a qualche compromesso, anzi limitazione dignitosa, senza però vendersi, senza mai scendere sotto la su "soglia" ideale , umana, artistica, sempre fedele al suo immaginifico cinematografico, esistenziale, social-politico (senza policismi).

Come Wilder , Hitchcock e altri colleghi di Hollywood che riuscirono a far passare di contrabbando il proibito, ciò che veniva considerato immorale e domoniaco dalla grande porzione di società americana bigotta e ipocrita, aggirando le limitazioni repressive dello sconsiderato e criminale codice di autoregolamentazione Hyes (invero impositorio, repressivo), Bunuel seguitò a mantenere la sua vena (anti)poetica anarco-surrealista in ogni film "minore", perfino nel primo lungometraggio girato in Messico dove era finito in esilio.., Gran Casino,un "musical" sentimentale un po' "paesano" nel quale piazza una scena, che ora sarebbelunga da raccontare, che è un vero e proprio attacco di "immoralismo", una inqualificabile provocazione nei confronti del perbenismo sentimentaloide piccolo borghese dello spattatore che va al cinema in cerca di emozioni spicciole e lacrimevoli, di cui nessuno, neppure i produttori, gli altri cinematografari si accorsero, o non vollero accorgersene... 

In conclusione, per me, Bunuel è uno di quei rari registi che se non fosse nato la storia, la grande vastissima storia del cinema dell'"es" , della dimensione onirica, sur-realis(tIc)a, visionaria e insieme concreta, ecc, non sarebbe stata la stessa, a patire dall'anno 1928, data di uscita di Un chien andalou, quello della rasoiata all'occhio.., film "premonitore", minaccioso, un "invito al delitto" (non si prenda alla lettera) secondo taluni.

Buone visioni e facci sapere... ;)

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Interstellar Voyager

Ti ringrazio per la risposta molto articolata,Bella di giorno l'ho visto e mi è piaciuto,tra l'altro azzeccatissima nel ruolo di Severine la Deneuve,

L'angelo sterminatore lo inserisco nel reminder!

Poi dirò le mie impressioni.

Ps mi leggerò anche il 3d che mi hai indicato.;)

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analogico_09

Documentario nell'approccio, in realtà uno dei più straordinario film mediometraggio della storia.

Questa è una buona copia e mi pare l'unica del tubo che ha i sottotitoli in inglese. Però è stata rimusicata "moderna", è stata tolta la voice off che è in francese nell'originale che invece prevede come colonna sonora la quarta sinfonia di Brahms... quindi consiglierei di vedere quella... sempre nel tubo **https://www.youtube.com/watch?v=qO86FO1bs6g**

Due volte sono andato in pellegrinaggio nei luoghi della pellicola, sulle tracce di Bunuel.., iLas Hiurdes, nome mitologico, incredibile "comarca" dell'Estremadura, di una bellezza selvaggia, misteriosa, un po' inquietante, ricca di storie di demoni e di streghe.. di fantasmi... estremamente affascinante e "mistica"...

EDIT - non cosiglio la visione della versione postata prima,mi sono accorto che molte scene sono prive di commento e quindi non si capisce... meglio la versione spagnola, tra l'altro è molto più interessante, appassionata, la voce recitante, dovrebbe essere di Francisco Rabal, che quella musica posticcia... Meglio ancora accattatevi il cofanetto della "trilogia" per 20 euro... https://www.amazon.it/Luis-Bunuel-Cofanetto-01-DVD/dp/B00ABXSUJO

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analogico_09

@Interstellar Voyager 

Non a caso Bunuel scelse la Deneuve per la parte della bella di giorno... fu proprio per quell'aria di "brava ragazza", bella, pulita, che contrastava con la realtà intima della perversa Severine.., avrebbe trovato scontato e  banale un'attrice che assomigliasse troppo al personaggio...

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Interstellar Voyager

Scusa Peppe una domanda:ma l'aspetto principale del documentario risiede nella denuncia della situazione di estrema povertà della popolazione in contrasto con lo sfarzo dell'unica chiesa presente(ho letto che il docufilm è stato osteggiato dal governo spagnolo)oppure il fatto che la maggiore fonte di sovvenzione della popolazione poverissima fossero i sussidi del governo per l'immissione di orfani nel paese? Oppure l'insieme delle cose?

Mi puoi spiegare?

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mauriziox60

non l'ho visto ma piace molto anche a me  :-)

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analogico_09

@Interstellar Voyager

Volentieri, per fare prima ricopio alcuni appunti su Las Hurdes, mutuando anche da ciò che racconta lo stesso Bunuel nel suo straordinario libro di memorie Dei miei sospiri estremi, SE ed., che preparai anni fa per una chiacchierata sul regista che feci in un certo posto…


Il film fu sempre considerato scomodo, da rimuovere, osteggiato prima dal governo repubblicano, poi dalla dittatura franchista. I panni sporchi si lavano in famiglia… questo è il senso primo della faccenda. C ‘era una condizione di sottosviluppo davvero drammatica.., un livello di vita quasi animalesco. Peraltro lessi da qualche parte, se non ricordo male, che condizioni di vita analoghe si registravano anche, ai tempi, in alcune zone della Francia, e, ci sarebbe da supporre che neppure in alcuni luoghi del profondo sud dell’Italia si stesse meglio… (io ho i miei ricordi del “medioevo” del paesino mio natale di montagna, di quando stalle e abitazioni, mosche a sciami comprese, convivevano pacificamente con le persone, con i bambini scalzi, sporchi, senza nessuna precauzione igienica).  Tutti i “governi” vorrebbero ovviamente nascondere le realtà scomode…


Ancora oggi – ho avuto modo di constatarlo personalmente [sono ricordi di una quindicina di anni fa, l’ultima volta che andai] - alcuni abitanti di quelle terre aspre ma affascinanti, gli anziani in particolare, di giovani ne sono rimasti pochi, presentano i segni del “gozzismo” molto diffuso all’epoca, insieme ad altre forme di malattie genetiche [?] , legate alla mancanza di igiene, quali il “cretinismo”, ecc. Nel film è ben spiegato.


Parlando con alcuni “hurdanos” ho inoltre avuto modo di constatare una cosa che mi ha molto sorpreso, ovvero che quando gli stessi sentono nominare Bunuel si incazzano a morte e gli insulti verso il regista si sprecano: cabronazo, capujo!!:D Sostengono che egli abbia reso un pessimo servizio alla regione e ai suoi abitanti diffamandoli nel mondo intero con una rappresentazione della realtà affatto esagera
Non hanno né canzoni né pane; perfino il loro miele è amaro”, commenta la voce narrante nel film. Comprensibile questo moto di orgoglio da parte degli “hurdanos”, ma sembra proprio che le cose stessero come l’”occhio anarchico”, spietato e tagliente di Bunuel le aveva colte e firmate, in tutta la loro drammaticità.


Lo stesso Bunuel afferma che l’idea del film nacque dopo aver letto uno studio esauriente su quella regione, scritto dal direttore dell’Istituto francese, Legrende. Le risultanze di tale studio collimerebbero con la rappresentazione filmica bunueliana e con la tesi di un suo amico antropologo che si recò nella regione per studiarne le condizioni.


La faccenda impressionò molto Bunuel che nel 1933 prospettò al suo amico Sancez Ventura, che con Pierre Unik furono gli aiuti registi del film, di realizzare un documentario. Era presente Ramon Acìn, un anarchico, che, riferisce Bunuel  propose per primo di realizzare il progetto. Due mesi dopo costui vinse una bella sommetta alla lotteria e il progetto partì. Ramon Acìn, anarchico convinto, dava lezioni di disegno agli operai  la sera. Nel 1936, durante la guerra civile, un gruppo di fascisti armati tentò di arrestarlo. Lui riuscì a fuggire ma i fascisti catturarono sua moglie dicendo che l’avrebbero fucilata se Acìn non si fosse costituito. Il giorno dopo si costituì. Li fucilarono entrambi.


Bunuel partì con una piccola troupe, insieme all’operatore Eli Lotar,  con una mdp prestata dal collega francese Yves Allegret ["Dedèe D’Anverse", bellissimo!, con S. Signoret] a bordo di una vecchia Fiat riparata dallo stesso Bunuel. Si ritrovarono nelle aspre montagne di Las Hurdes, a dorso di mulo, facendo base nel convento abbandonato de Las Batuecas, che conservava nella foresteria qualche stanza ancora agibile []Il convento fu riattivato, l’ultima volta che andai trascorsi alcuni giorni nella foresteria di quel luogo sperduto tra le montagne, insieme ai frati Carmelitani che osservavano la regola del silenzio.., esperienza “mistica” indimenticabile, da “ateo per grazia di Dio” qual son io, seguendo come umile discepolo le orme del Maestro… :D  


Perché un film così realistico fa parte di una trilogia cinematografica surrealista? Bunuel scopre una realtà il cui effetto era più devastante dei sogni surrealisti, una realtà così assurda ed incredibile da prospettarsi più forte di ogni capacità immaginifica. Ciò non comportò per lui la rottura con l’estetica del movimento. Per lui, e per i surrealisti, la visione delle cose surrealista si poteva applicare anche alla realtà.


Il film incontrò l’ostilità censoria di tutti alla fine, la faccio breve, fu acquistato e iniziò a circolare… ( con i soldi del compratore della pellicola Bunuel restituisce tutto alle due figlie di Ramon Acìn, il “finanziatore” anarchico che era già morto. Riferisce Bunuel nella sopracitata autobiografia (che raccomando, lettura amenissima e molto istruttiva per capire meglio in cinema e un po’ la grande arte d’avanguardia e non del ‘900) : Durante la guerra di Spagna … il governatore dell’Aragona trovò una scheda a mio nome tra le carte della guardia civile. Mi descriveva come un vizioso morfinomane abietto, e soprattutto come l’autore di quell’abominevole film, un vero delitto contro la patria, che si chiamava Las Hurdes. Una volta scovato, bisognava consegnarmi immediatamente alle autorità falangiste: la mia sorte era segnata.


Inizia il lungo esilio di Bunuel che dura fino alla sua morte avvenuta in Messico.

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Interstellar Voyager

Scusami Peppe ma ho preso un giorno di ferie per leggere il tuo post,ecco perché ti rispondo solo ora.O.o:D

A parte gli scherzi la tua passione per questo regista si capisce che è tanta davvero.

Grazie per le spiegazioni e quando avrò visto l'Angelo Sterminatore rientrerò per darti il mio giudizio.

Ciao

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analogico_09

@Interstellar Voyager 

Questo non è niente, la prossima volta che mi solletichi su questo argomento, se vorrai leggere la mia risposta dovrai prenderti un mese di aspettativa... B|

No.., come già detto, ho fatto presto, ho solo riciclato vecchio materiale che dormiva nell'HD esterno... ;)

  • Grazie! 1

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Interstellar Voyager

Ma ti dico di più.Per la passione  e le indicazioni sui film da vedere ti meriti anche un bel "reputino";)

  • Grazie! 1

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analogico_09

@Interstellar Voyager Ohoo.., ma grazie.., :D ...io lo metto a te perché tirare fuori un film come Estasi di un delitto non è cosa che si fa tutte le mattine prima della colazione... ;) 

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Interstellar Voyager

:)

Ma devi sapere che "Estasi di un delitto" mi colpì anche e soprattutto per la presenza del carillon dal quale in fondo nasce la tormentata storia del personaggio.

Bene,non è un caso che uno dei film che mi è sempre piaciuto di più della serie di Sherlock Holmes(quello interpretato da Basil Rathbone naturalmente,unico grande SH)è proprio "Il Mistero Del Carrillon Scomparso"

Insomma quando c'è un carillon di mezzo il mistero si fa fitto e io non capisco più nulla.:D

Che non me ne regalino mai uno!Potrei fare di mia moglie una novella Lavinia...anzi il manichino di Lavinia...:D

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analogico_09

Povera moglie... :D...


Comunque il carillon ricorre spesso nei film "de paura".., è un elemento inquietante.., sinistro, con quel suono "androgino".., astratto, remoto.., evoca i fantasmi,.., i traumi infantili che poi conducono alla follia, alle varie forme di nevrosi maniacali.., come l'Archibaldo del film in questione che tra l'altro ha la tendenza oltre che all'assassinio (impotente...) al fetiscismo morboso...


Un film molto sfaccettato.., stimolante, ricco di elementi stimolanti e curiosi sui quali soffermrsi, ma te lo risparmio, non vorrei che ti licenziassero... :D

Solo questo..,  la scena della gamba tagliata del manichino (ora che ci penso potrebbe essere citato nel topic sulle "bambole meccaniche"...) ricorda quella di Tristana che conquistò Hitchcock che ammirava molto Bunuel.

Tant'è che in un incontro a Hollywood tra grandi registi, il gotha cinematografico, organizzato da Geoge Cukor nella sua favolosa villa in onore di Bunuel che era andato per presentare il suo Fascino discreto della borghesia che vinse strameritatamente (uno di film più belli di don Luis e della storia del cinema) la statuetta come miglior film straniero, Hitch volle sedersi accanto a Bunuel e non lo lasciò più.

Sdraiato su di lui,  ogni tanto gli ripeteva: Ah.., quella gamba."... riferendeosi alla gamba finta di Tristana (Catherine Deneuve) protagonista dell'omonimo film. be'.., le affinità elettive c'erano tutte tra i due per diversi autori... ;)

Spassosissimo come Bunuel racconta quell'incontro nel suo libro autobiografico...

C'era pure John Ford in età avanzata, malandato, che se andò via prima sorretto dal suo "schiavo" negro.., racconta Bunuel in maniera saracasticamente "affettuosa"... uhmmmm :D


Directors Group Party, 11/20/72 (Front) Billy Wilder, George Stevens, Luis Bunuel, Alfred Hitchcock, and Rouben Mamoulin (Back) Robert Mulligan, Wiliam Wyler, George Cukor, Robert Wise, Jean-Claude Carriere, and Serge Silverman.

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Interstellar Voyager

Bella questa foto di cotanti registi!

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analogico_09

Nel 1972, l'anno dell'Oscar a Il Fascino discreto della borghesia, ero grandicello..; quanto avrei dato per poter strare lì, nascosto dietro a un mobile, a "spiare" in silenzio e forse col batticuore quella riunione di geni... Mi sarei anche umilmente prestato a servire loro mentre facevano salotto il Martini Dry secondo la ricetta "trascendentale" di Bunuel.., oppure il "Bunueloni", il cocktail inventato dal regista in realtà un "plagio" dichiarato del famoso Negroni...


Bunuel amava i piaceri della vita senza essere mondano. Amava i bar, luoghi delle riflessioni solitarie e delle lunghe e appassionanti riunioni tra amici, artisti, intellettuali: la tertulia... Cose di altri tempi.. che a quanto pare si sono trasferite nel virtuale.., in fondo questo spazio non è un po' bar, un po' club, un po' forum, un po' tertulia:)


Non è solo gossip.., sono dettagli ordinari della vita privata che Bunuel fa entrare nei suoi film, dunque importanti per capire meglio il più profondo senso cinematografico del "nostro".

Senza autoreferenzialismi narcisistici e autocompiaciuti alla Woody Allen, alla Lars  Von Trier, alla Bertolucci, ecc, per capirci, l'esperienza umana dell'uomo Bunuel si riflette, spesso "testualmente", non già metaforicamente, nei suoi film. Cosa che rende inscindibili l'uomo e l'artista... Bunuel uno e duo... :D

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Ecco John Ford.., mi attendo la visita di panurge... :)

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stefano_pol

Che bello, si parla ancora di Bunuel!

Non c'è contrasto in Bunuel fra sur-realtà e realtà perché il suo surrealismo è una disciplina morale, com'egli ha più volte ripetuto, un modo per andare dentro la realtà, non un'evasione da essa.

A me piacciono quasi tutti i film del periodo messicano, quegli degli anni '50, anche quelli da lui meno stimati come "La figlia dell'inganno" e "Una donna senza amore", perché trovo che i suoi personaggi fuoriescano dallo schermo e ci parlino direttamente. Mi ricordo una scena di "violenza per una giovane" in cui il prete redarguisce lo zio (sospettato di aver importunato la bella e giovanissima nipote) con una tale potenza comunicativa da annullare il medium e l'anzianità del film. 

"Estasi di un delitto" è forse il mio preferito. Dovrebbe rinascere Freud per commentarlo adeguatamente (peraltro, alcune tematiche come quelle dell'ambivalenza fra bene e male si ritrovano quasi identiche nel caso freudiano dell'uomo dei topi), anche se in bunuel c'è una tensione romantica verso un amore assoluto che sostanzia di tensione emotiva tutti i suoi film.    

  • Grazie! 1

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analogico_09
14 ore fa, stefano_pol ha scritto:

"Estasi di un delitto" è forse il mio preferito. Dovrebbe rinascere Freud per commentarlo adeguatamente (peraltro, alcune tematiche come quelle dell'ambivalenza fra bene e male si ritrovano quasi identiche nel caso freudiano dell'uomo dei topi), anche se in bunuel c'è una tensione romantica verso un amore assoluto che sostanzia di tensione emotiva tutti i suoi film.    


E' esattamente il tema dell'"amour-fou", dell'amore "ossessivo", ad ogni costo; tutt'altro che romantico; altro elemento portante del "pensiero" eversivo surrealista, molto caro quaindi a Bunuel, un sasso scagliato nelle "putrefatte" certezze della borghesia dal "fascino discreto" e... romantico.

L'assunto "morale" dei surrealisti andava contro la morale moralistica borghese.., quindi era una anti-morale di nsani ma affatto opposti principi e (anti)ideali.., siamo nel mondo dell'anarchia.., si abbattono quassi tutte le "definizioni" correnti.., mi permetto di specificare.., non vorrei che se dovesse leggerci Don Lui si mettesse a rigirarsi nella tomba :D (lui esce di tanto in tanto dalla tomba, per vedere come va il mondo.., si fa un giretto raso muro e poi se ne ritorna dentro.., un'altra volta lo racconterò meglio 'sto fatto).


L'amour-fou è presente ad esempio in Belle de jour (l'amorei Marcel, Pierre Clementi, per Severine, la viziosa Deneuve.., amore criminale che porta al delitto, ma "autentico", passionale, vissuto, consumato... non come l'amore, il sentimento, l'eros borghese che non quagliano mai.., gli "atti mancati" del borghese "errante" (impossibilità di mangiare, trombare, amare...) altro spunto interessante.., tipicamente bunueliano...), e in modo particolarmente tragico in uno dei film più cupi , inquietanti, disperati, del periodo messicano, nel bellissimo e misconosciuto "Cime tempestose"... (da Bronte) nel quale si assiste al trionfo dell'amour-fou, nel finale delirante che si spinge oltre la necrofilia e il macabro... Solo con E. A. Poe potrebbe prendersi per mano Bunuel.., anche se il romanticismo dello scrittore americano era già oltre li "genere", nella prima metà dell'800... E non a caso Bunuel amava la musica di Wagner che mette, tra gli altri brani "classici", in L'age d'or... e , in maniera "ossessiva", nel citato Cime Tempestose, il Tristano e Isotta.., altra musica "visionaria", quasi del delirio, che va aldilà del "romanticismo", nonostante le coincidenze temporali...

Ci sarebbe da approfondire e riprenderei volentieri anche altre cose del tuo interessante intervento ma si è fatto tardi, alla prossima.

Ah.. Bunuel detesta Freud e la psicoanalisi.., tutte le interpretazioni dei critici dei suoi film, le metafore, le allegorie e i simbolismi.., idem il violoncello e i cechi (non vedenti) ma di se stesso diceva anche di essere un bugiardo...

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stefano_pol

...il bello dei grandi Autori - fra i quali rientra decisamente Bunuel - è che nella loro opera ci sono tante cose contemporaneamente: l'esatto opposto della stereotipia o delle contrapposizioni nette fra opposti.

Riguardo all'aspetto "romantico" in Bunuel, che tu escludi a favore della classica interpretazione del surrealismo come anarchico, secondo me è invece una chiave importante per capire Bunuel. Ti riporto alcune sue parole:

"…riesco solo a credere in pochi individui eccezionali e in buona fede, seppure perdenti, come Nazarin. […] Questo mi commuove veramente: è l’amore totale, l’amore nonostante tutto. Un amore assolutamente privo di speranza. […] l’amore che si afferma al di sopra di ogni cosa. È un’idea troppo romantica? Forse, ma mi emoziona sempre" (da Turrent, Colina, Bunuel secondo Bunuel)

E poi, nell'ossessione non c'è forse un anelito di perfezione? di totalità?

Dove può essere trovata la perfezione dell'amore se non in qualcosa che supera tutte le contingenze della vita per essere infinito come la morte?

Anche in Cime tempestose, il tema non è la necrofilia, ma il romanticismo disperato.

"Forse un amore appassionato, sublime, che brucia come una fiamma profonda, è incompatibile con la vita. È troppo grande, troppo forte per la vita. Solo la morte può contenerlo" (da Bunuel, Dei miei sospiri estremi).

Riguardo all'anarchia dei surrealisti, anche qui farei una distinzione per quanto riguarda Bunuel, per il quale l'anarchia è una morale differente non mera distruzione (tu parli giustamente di "anti-ideali" non di "assenza di ideali"). Dice Bunuel:

"Il surrealismo mi svelò che l’uomo non può fare a meno di un senso morale. Credevo alla libertà totale dell’uomo, ma ho visto nel surrealismo una disciplina da seguire, e questo mi ha fatto compiere un passo poetico e meraviglioso".

Peraltro, come saprai, Bunuel era stato criticato dai suoi amici surrealisti per "I figli della violenza", a motivo dell'intervento salvatore del direttore dell'istituto di riabilitazione e della polizia che arresta il povero ragazzino protagonista, e anche per il finale a lieto fine di "Estasi di un delitto" (che invece a mio parere è perfetto nella costruzione complessiva del racconto!)

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analogico_09

@stefano_pol Oh.., siamo al culmine della serata e le danze si accendono.., mi capita rarissimamente di incontrare qualcuno che abbia letto il libro di conversazioni Bunuel secondo Bunuel di Turrent e Colina, oltre che l'autobiografia del nostro.., ma ora sono preso dalle faccende di pranzo familiare, ci aggiorniamo presto. :)

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analogico_09

@stefano_pol 

Effettivamente ci sono parecchie cose che bollono in pentola, andrò un po' a ruota libera sulle varie, interessantissime suggestioni.

Innanzitutto vorrei ribadire, come già sostenuto, che la produzione del periodo messicano di Bunuel, dell'"esilio", non è affatto inferiore artisticamente (anche perché Bunuel rimane sempre se stesso) alle coproduzionio Messico/Usa (tre film: Le Avventure di Robinson Crusoè, La Selva dei dannati e il già da te citato, bellissimo, uno dei rari film davvero antirazzisti della storia, Violenza per una giovane, unico suo film in lingua inglese)  e alla produzione francese e coproduzione Fr/Sp/It.
Anzi, è proprio in virtù di una condizione di minori disponibilità economico-produttive, di un certo “isolamento” geografico, psicologico  e “geopolitico”, che i fichi del ricco bigonzo del nostro, più “sofferti” perché realizzati in periodi esistenziali più difficili, i più duri della sua vita (Bunuel era di origini borghesi, ricco di famiglia, sceglie la “libertà” a costo di ritrovarsi ad “errare”, anche grazie al “tradimento inqualificabile” dell’ex amico, Salvador Dalì, alias Avidadollars...) hanno un sapore particolare.
Fermo restando che si potrebbe tranquillamente dire la stessa cosa di tutta la produzione del nostro che, dal primo all’ultimo film, senza mai ripetersi, caratteristica dei geni, è rimasto fedele alla sua visione cinematografica, poetico-surrealista, non già romantica, del mondo.


Per come la leggo e interpreto io, mi permetto di insistere, nulla gli è meno congeniale del romanticismo nell'accezione letteraria, "filosofica" e storica del termine. Bunuel usa il termine parlando di Nazarin con la coppia di critici messicani per prendere le distanze, la sua è una domanda retorica: “potrà sembrarvi romantica?”… formulata in maniera provocatoria perché sa che negli ambienti convenzionali il sentimento, lo stupore emotivo, si fa coincidere di norma con il romanticismo.., tutto diventa romanticismo come "formula"...
In Bunuel c’è invece molto sentimento, questo si, nonostante il suo acre, tagliente e corrosivo sarcasmo, mai tuttavia cattivo, malevole, acido; era il suo l'atteggiamento da “entomologo” che con distacco osserva gli insetti con un senso dello humor nero mai serioso ma al vetriolo.., i tic, vizi, lazzi della borghesia.., nella quale lui stesso tuttavia si riconosceva.., e di nuovo emerge la “contraddizione”.., assolutamente consapevole e voluta.., se ne potrebbe parlare a lungo.  

Potremmo anche anche definire umanistica la sua direttrice estetica, psichica, lirica, immaginifica, permeata da una sorta di “misticismo” laico, anzi ”ateo per grazia di Dio”…
Altro personaggio dei suoi film a cui Bunuel era molto affezionato, che ammirava molto, come Nazarin che cercava di applicare in maniera coerente e generosa, profondamente cristiana, ma con effetti disastrosi , controproducente (la faccenda viene ripresa in Viridiana) la parola del Cristo, è l’eremita Simone… Simon del desierto - altro grandissimo film -, l'anacoreta, lo stilita che viveva nel deserto in cima ad un’alta colonna mangiando solo qualche foglia di lattuga, resistendo a tutte le tentazioni demoniache, fino al finale imprevedibile, strepitoso e precipitoso.., anche obbligato da momento erano finiti i soldi per produrlo…
 

Bunuel si riferisce certamente all’amore devastante, “folle”, (anti)eroico.., impossibile, più grande della vita.., inconciliabile con la vita, ecc, e in tutto questo sussistono, e fortemente, forme di melanconia feticistico-necrofila, chiaramente presenti in Cime tempestose, in Bella di Giorno, in Viridiana, in Tristana, in Estasi di un delitto, in El, in L’Angelo sterminatore, e in altri film, quale evidente e quasi immancabile leitmotiv… Potremmo anche chiamarlo “romanticismo disperato”, ma sono solo definizioni, sta di fatto che queste forme di “perversioni” cliniche e/o culturali, magari "liriche",  o tutto quanto messo insieme, siano piuttosto “normali” nel cinema, nell’arte.., albergano spesso anche nei personaggi dei film di altri grandi registi del calibro di Hitchcock, Lynch, Kubrick, Polanky, Bergman.., in maniera più “nascosta” e diluita, in Wilde, addirittura in Ford.., ovvero, senza fare l'improbo listone, credo un po’ in tutti i registi che sanno scavare a fondo all’interno della psiche umana  assai più complessa, sfaccettata, piena di ombre e luci di come noi si cerca di farla apparire agli occhi degli altri… Questo fa l’arte.., porto franco della vita, che tutto redime, ripulisce, rende possibile, legittima, esalta, riduce, spezza, poetizza, o spoetizza, "livella".., come la morte...,  senza separare il “bene dal “male”, la luce dalle ombre, il buono dal cattivo,… per questo l’arte non potrà mai essere morale, e il cinema di Bunuel non lo è.., se non mi modo evresivo rispetto alla morale dominante, come dicevo nell’altro post.


In tal senso il surrealismo abbracciato da Bunuel era una “disciplina” pogghiante su fondamenti morali anarco-indisciplinati, sul senso profondo della coerenza nell'incoerenza...  :D

Conosco quasi a memoria l’autobiografia di Bunuel.., ho letto moltissimo su di lui, anche testi spagnoli, messicani, tradotti e non in italiano… Bunuel il “contraddittorio”.., animato da una (anti)fede granitica, tenace, lucida.., e il suo “lieto fine” era sempre finto.., beffardo, paradossale, provocatorio.., ne parlai al riguardo tempo fa a proposito di Susana, Carne y demonio, che ha un lieto fine volutamente “demenziale”.., un filmone “minore”…


Il capolavoro “messicano”, forse.., Los Olvidados (I figli della violenza), fu criticato dagli amici surrealisti, in particolare da Sadoul se non ricordo male, ma anche dall’”establishment” culturale e popolare messicano molto contrariato e offeso da fatto che Bunuel avesse mostrato un Messico terzomondista e “cattivo”..: nessuna madre messicana negherebbe il cibo al suo figliolo, reclamavano indignati... Ma il film ebbe grande successo e vinse a Cannes. In realtà non ci aveva capito nulla nessuno l’ì per lì ., Bunuel aveva girato un film sconvolgente, surreale e insieme neorealista.., troppo avanzato.., e solo le preghiere del produttore apertissimo, disponibilissimo, indussero Bunuel a inserire scene di una sur-realità ancora più sbalorditiva, sulla carta.., che sono certo sarebbero riuscite alla grande se realizzate (una.., avrebbe voluto mettere un'intera orchestra sinfonica dentro lo scheletro squallido di un palazzo in costruzione nella estrema e degradara periferia di Citta del Messico che suonava durante la scena dell'assassinio del ragazzino....).

Bunuel era più avanti rispetto a tutti.., seguiva la sua propria vena visionaria strettamente aggrappato alla realtà.., incurante delle “ideologie”, dei principi costituiti, anche di quelli a lui vicini… Una bella lezione impartita agli stessi surrealisti… (hai per caso il libro di (anti)poesie e di scritti cinematografici, intitolato Un tradimento inqualificabile, di Bunuel? Imperdibile!)

Prevert invece capì.., quando il film vinse a Cannes, scrisse dei bellissimi versi che postai in questa discussione.., un po' di memoria per fortuna mi resta... :)


 

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stefano_pol

...non vorrei che la nostra simpatica conversazione su Bunuel si inceppi su una questione terminologica. "Romanticismo", certo, l'ho usato forzando un po' il termine, ma mi pare che tu ti trovi d'accordo quando riconosci che c'è molto "sentimento" (non sentimentalismo) nella sua opera. Anche "umanesimo" lo trovo un bel termine.

"Romantico" è probabilmente diventato un cliché ma, nel suo significato originario includeva nulla di sdolcinato, ma un anelito verso l'Assoluto che facilmente diventa burla, deformità, assenza. Di qui l'ironia tragica. 

Ti riporto quest'ultima citazione da Max Aub (Buñuel: il romanzo)

«Aub – Ho sempre pensato che nel fondo della tua opera c’è un romanticismo esasperato. Buñuel – Certamente». (p. 119).

i film "messicani" mi piacciono tutti, a parte, forse, di Robinson Crosué e La selva dei dannati. Ma magari non li avevo visti ben predisposto. Anche Un'illusione viaggia in tranvai non mi aveva entusiasmato. Mi convincono meno gli ultimi, da Bella di giorno esclusa in poi, perché troppo intrisi di simboli personali da decodificare. 

L'ho scoperto con I figli della violenza trasmesso qualche anno fa da Fuori Orario.

Il mio problema, ora, è che avevo una custodia con tutti i film di Bunuel e che non riesco più a ritrovare e sono disperato!

  • Melius! 1

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Interstellar Voyager

:D

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analogico_09
3 ore fa, stefano_pol ha scritto:

Ti riporto quest'ultima citazione da Max Aub (Buñuel: il romanzo)

«Aub – Ho sempre pensato che nel fondo della tua opera c’è un romanticismo esasperato. Buñuel – Certamente». (p. 119).

Sellerio editore.., gran bel libercolo di "conversazioni" a ruota libera tra uomini di intelletto.., perle di sagezza.., altra panoramica anche sul novecento, mi comlimento con te, e grazie della disponibità a parlarne! 


Un romanticismo sui generis.., ma non serve in effetti fermarsi alle parole, sappiamo che si tratta di humanitas, che non può non contemplare il sentimento... e, perfino un intellettuale non conformista come Aub lo associa al romanticismo.., e naturalmnete Bunuel non contraddice, perché non serviva... ;)


Credo che Robinson Crusoè, sebbene tra i meno noti e celebrati, sia un gran bel film, molto particolare, denso, prova a rivederlo. 

La Selva dei dannati non entusiasma in modo particolare neppure me, mentre L'illusione viaggia in tranvai, benchè collocabile tra i più "minimali", ha diverse cose assai godibili.., quel viaggio notturno fantastico in tram nella straniante Città del Messico..

Però.., i film girati da Bunuel dopo Bella di giorno, sono tutti capolavori più o meno assoluti (gli ultimi tre lo sono certamente, imho...)  della piena maturità (ma scrivo forse una banalità, Bunuel era "maturo" già nel 1929...), opere che hanno confermato e consolidado la notorietà e grandezza del suo cinema che andava sempre più esercitando grande influenza sul pubblico e sul cinema stesso...


Vi sono certamente in essi momenti, situazioni in genere brevi,  magari marginali, altre volte più di contenuto, che riconducono al vissuto personale del regista - come sempre, come in tutti i i suoi film, fin dal primo, personalissimo,  Un chien andalou basato sui sogni che facevano e si raccontavano, e scrivevano e filmavano lui e l'amico Dalì, -, ma non a discapito della comprensibilità dei contenuti universali, dei simbolismi semplici, perfino facili, giocosi, ingenui, spassionati (tra l'altro Bunuel si divertiva un mondo a leggere le "fesserie" che scrivevano i critici dei suoi simbolismi che lui neppure riteneva tali... (leggi pag. 79 del libro di Aub). Nulla di astruso o cervellotico, insomma, elementi che rimandano spesso anche al nostro vissuto.., e infatti hanno avuto anche successo presso il grande pubblico che si è identificato...  Scrivo a braccio, senza curare la forma.., il tema è complesso, non aggiungo altro, vorrei postare il contenuto della lettera che il grande Fellini, al cumine della carriera, della notorietà universale, quando era uno degli dei più riveriti del cinema mondiale, scrisse al collega spagnolo, chiamandolo "maestro", dopo aver visto l'immenso Il Fascino discreto della borghesia... 

:)



Roma, 3 maggio 1974
Carissimo Luis,
ho visto ieri sera “Il Fascino Discreto della Borghesia”. Dirti quanto il tuo film mi sia piaciuto, quanto mi abbia divertito e incantato mi sembra improvvisamente ovvio e inadeguato ad esprimere il sentimento, l’emozione ben più profondi, più privati e che mi hanno fatto venire la voglia di scriverti subito. La vitalità, la splendida naturalezza, la fantasia impassibile e inquietante, l’umorismo spietato ed umanissimo, la libertà provocante e pur tuttavia possibile della tua ultima opera, ad un certo punto ti hanno fatto apparire ai miei occhi come una specie di incarnazione di nutriente nume tutelare della creatività che riesce ad ignorare le mortificazioni e cedimenti arditi del tempo. Ed allora ho provato un gran conforto, una fiducia rassicurante e una confusa vivida gratitudine nei tuoi confronti. Ecco volevo dirti questo carissimo maestro.

Un saluto affettuoso e tanti calorosi auguri di buon lavoro e buona fortuna.
Tuo
Federico Fellini

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analogico_09
4 ore fa, stefano_pol ha scritto:

Il mio problema, ora, è che avevo una custodia con tutti i film di Bunuel e che non riesco più a ritrovare e sono disperato!


 be'.., davvero spiacevole.., non credo che si siano volatilizzati dentro casa ove suppongo li terrai; a meno che qualche amico o familiare non voglia farti uno scherzo "surrealista"... :D vedrai che li ritrovi,in bocca al lupo, facci sapere! ;)

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analogico_09

@Interstellar Voyager :D

Ma no.., anzi, grazie a te che hai dato il "la".., tutti abbiamo la nostra suggestione da condividere, anche la più semplice che però sfugge ad altri potrebbe aprire scenari interessanti... non ti lasciare intimorire dalle altrui chiacchiere, buttati! ;)

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Interstellar Voyager

Era pura ironia.So che con te si può scherzare.Non entravo semplicemente per vera ignoranza.Non essendo all'altezza di sostenere un dialogo approfondito,come stavate facendo, su questo argomento,mi piace leggervi!;)

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analogico_09

@Interstellar Voyager Certe cose anche se non si sanno si sentono.., e si possono dire anche a "sensazione", e una sensazione potrebbe conternere più "verità" e intuizione che tanta scienza e sapienza...

In fondo si parla di cose dell'arte che interpreta la vita.., le nostre vite... ;)

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Interstellar Voyager

Vero Peppe ma a volte anche il solo leggere può nutrirti l'anima e come fa un buon libro anche il solo leggere la lettera di Fellini a Bunuel di cui hai parlato è fonte di piacere...

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