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SimoTocca

Le nuove uscita di musica classica e lirica in formato HiRes e MQA: quali le migliori?

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giorgiovinyl
4 ore fa, aggelos ha scritto:

ma una fotografia di ozawa con i capelli meno elettrizzati no??

Evidentemente è stata una nona elettrizzante... 😎

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SimoTocca

Chi  segue da anni questa straordinaria voce di soprano, quella di Sandrine Piau, nel repertorio barocco, da Bach a Vivaldi, da Hendel a Stradella con frequenti e sublimi incursioni nel repertorio mozartiano, potrebbe meravigliarsi di ritrovarla impegnata in un repertorio liederistico che spazia dal romanticismo tedesco e arriva ai fasti di Broadway passando per Debussy.

Eppure ascoltando quest’album si rimane incantati, letteralmente, dalla perfezione con cui questa voce riesce a rendere ciascuna doversa scrittura musicale, oltretutto in tre lingue diverse!

Chimera, questa specie di sogno ad occhi aperti, questa ricerca di un animale fantastico inesistente, eppure reso reale e attuale dagli studi genetici moderni che ne dichiarano non solo l’esistenza ma anche un certa frequenza, Chimera dicevo é il titolo più giusto per definire questa intelligentissima impaginazione scelta dalla Piau e spiegata perfettamente nel bel libretto di accompagnamento e corredata da splendide immagini di dipinti e affreschi da vanno dal medioevo alla novecentesca scuola di Vienna.

E la pianista Susan Manoff non solo “riesce ad accompagnare e a sostenere la voce della Piau in maniera inappuntabile, ma conferisce un taglio interpretativo personale che non la relega certo a ruolo di “mera accompagnatrice”.

Bellissima la registrazione in HiRes 24/96 su Qobuz.

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giorgiovinyl

La Piau  l'ho vista venerdì sera cimentarsi su alcune arie di Mozart diretta da Alessandrini. Concerto molto bello.

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SimoTocca

@giorgiovinyl 

Infatti anch’io l’ho sempre ascoltata, dal vivo così come da “disco”, su autori barocchi o su Mozart...quindi ascoltarla in questo repertorio é stata una deliziosa sorpresa...

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SimoTocca

Stimolato dalla lettura dell’articolo in ultima pagina su Stereophile di Febbraio (già disponibile in formato digitale) in cui il CEO AudioQuest (peraltro un violinista diplomato al conservatorio) analizza la sua esperienza, di ascolto dal vivo di YoYo Ma e ascolto della sua ultima registrazione delle suites di Bach per violoncello, sono anch’io andato a riascoltare questo bellissimo album, uscito pochi mesi fa in formato 24/96 per i tipi della Sony.

Ho in casa, e avevo ascoltato di YoYo Ma, le due registrazioni precedenti delle suites di Bach, trovandole belle interpretazioni ma in qualche modo “non alla stessa suprema altezza” di quelle di Fournier (recentemente rilasciate in formato HiRes 24/96 dalla DG Archiv) o di quelle di Rostropovich (ahimè, ancora non rimasterizzate in HiRes, come invece quasi tutte le altre sue registrazioni per la EMI, perché fatte in formato DDD nativo...).

Ho ascoltato attentamente quest’ultima fatica di Ma e, forse perché suggestionato dalle parole lette, ho trovato questa recente interpretazione, maturata negli anni, nei decenni anzi, all’altezza delle due sopra citate.

E la ripresa audio, certamente molto ravvicinata, da parte della Sony é comunque molto molto bella...basta tenere il volume non troppo alto per far sì che il violoncello di Ma si materializzi magicamente nel proprio salotto...

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SimoTocca

Si parlava del fatto che non sempre su Tidal e su Qobuz sono segnalate tutte le nuove uscite...

Ecco che per esempio io ho trovato molte registrazioni della Dynamic in formato HiRes 24/96 che prima non ...c’erano! 

Un catalogo molto interessante, che consiglio a tutti di vedere, quello della Dynamic, con questa “chicca” che non conoscevo...

La Messa da Requiem di Donizetti... bella! Fra l’altro con eccellenti solisti fra cui spicca Carmela Remigio...

E una bella ripresa del suono, in una chiesa ampia, molto naturale...

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SimoTocca

Durante gli ultimi 3 o 4 mesi c’é stato un “diluvio” discografico di nuove registrazioni di Sinfonie di Beethoven, e io, da beethoveniano convinto, le ho via via segnalate, anche perché molte davvero di gran pregio (ad iniziare dalla nona di Beethoven diretta da Antonini e la nona diretta da Sanderling, sempre marchiate Sony e sempre in formato HiRes 24/96...e sempre da parte della Sony é in uscita la nona diretta dal giovane Gaffingan...).

Complice una bella influenza stamani sono a casa e mi sono messo a riascoltare il bel cofanetto, uscito a fine Agosto, della Accentus Music, con l’integrale delle nove Sinfonie di Beethoven dirette da Blomstedt con la Gewandhaus Orchester di Lipsia.

Vista l’eccezionalità dell’impresa ero certo di averlo già segnalato qui sopra, e sono andato a vedere i posts passati uno per uno...ma niente, mi sbagliavo! E quindi corro ai ripari stamani.

Perché “corro”? Perché intanto una integrale beethoveniana con l’orchestra di Lipsia non é cosa da tutti i giorni e le sue tre integrali discografiche precedenti sono state tutte “casi straordinari” ricordati negli anni a venire.

Sto parlando dell’integrale degli anni ‘50- ‘60, quando Lipsia era parte della Germania Est e Franz Konwitschny era il rispettato direttore: é una integrale ancora oggi di gran pregio, anche discografico, ascoltabile in HiRes e marchiata Berlin Classics.

Ma sto parlando anche dell’integrale diretta da Masur, che negli anni ‘70 portò questa orchestra a nuovi fasti internazionali ed ad un livello di perfezione tecnica da rivaleggiare con quello dei Berliner.

E parlo infine dell’integrale per la Decca che il nostro Riccardo Chailly ha registrato solo pochi anni fa, una registrazione Decca molto bella (ancora non disponibile in HiRes, peccato!) e che fece molto scalpore per i tempi rapidi “tenuti” con il metronomo originale beethoveniano..

Ed eccoci a questa ultima integrale, disponibile in formato HiRes 24/48 e registrata davvero bene dalla Accentus, dal 2014 al 2017.

Sul podio un “arzillo novantenne”, Blomstedt che...con la musica di Beethoven sprizza giovinezza da tutti i pori!

Anche i suoi tempi infatti sono rapidi (meno che di quelli di Chailly a dire il vero...) e c’é un rispetto in questo della tradizione che si richiama a Mendelssohn stesso (anche come direttore di questa orchestra) e risale fino a Toscanini (che Blomstedt giudica un modernissimo e coraggioso precursore, mentre giudica Furtwangler interessante ma sui una strada morta...!).

Una grande integrale insomma, sia per l’interpretazione data da uno dei più grandi direttori viventi, sia per la scintillante interpretazione dell’orchestra di Lipsia, sia infine per la tecnica di registrazione sopraffina e che regala un suono sempre bellissimo e naturale (nel senso di arioso e con grande spazalitá, senza eccessiva compressione dinamica...) dalla prima all’ultima nota...

Insomma una integrale da 10 cum laude ...

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aggelos

un disco che consiglio a prescindere dalla registrazione in hires (che in ogni caso e presente) e quello di marina rebeka.

E brava brava.

anche la registrazione e di tutto rispetto come oramai gran parte delle registrazioni di recente uscita che sono sempre di livello piu che accettabile.

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vista da vicino però non e poi cosi bella...

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SimoTocca

@aggelos 

Mi pare di averla ascoltata dal vivo un paio di anni fa... ma quest’album non lo conosco...

Che cosa canta la Rebeka? Brani da opere o cosa?

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SimoTocca

Uscite importati questa settimana... e prima di tutto cito questo “cofanetto” digitale con l’integrale delle Sinfonie di Sibelius eseguite dall’orchestra di Parigi sotto la bacchetta di Paavo Järvi.

Perche per primo? Perché questa integrale é un evento discografico importante, in quanto Järvi é uno dei migliori direttori del mondo, fra i primi tre per essere esatti nel repertorio russo (Shostakovich in particolare) e negli autori nordici (Nielsen e Sibelius in primis).

Ho ascoltato dal vivo a Parigi, alla Philharmonie, Järvi dirigere proprio la quarta sinfonia e allora ne rimasi impressionato, per il suono bellissimo certo che emanava dall’orchestra di Parigi, ma anche per la profondità interpretativa (un Sibelius meno “nazionalista” e più “naturalista”).

Questa integrale di Paavo Järvi va a collocarsi diritta diritta nell’Empireo delle integrali delle Sinfonie di Sibelius, giusto insieme a quella di suo padre Neeme con l’orchestra di Göteborg ( e alle “quasi” integrali di Karajan con i Berliner e di Bernstein con i Wiener per la DG).

La Sony, sotto copertura per etichetta RCA, é riuscita a “catturare” perfettamente il suono dell’orchestra di Parigi, suntuoso ma mai debordante, e in formato HiRes su Qobuz  24/96 suona in maniera sorprendente.

Ascolto raccomandatissimo...

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SimoTocca

Ma parlando delle Sinfonie di Sibelius non si può non ricordare che sempre questa settimana inizia il “viaggio sonoro” del giovane direttore finlandese “a bordo” della sua nuova scintillante macchina sinfonica, quella di Göteborg per l’appunto, resa celebre da Järvi padre ...

Il confronto con la prima sinfonia di Sibelius interpretata da Paavo Järvi fa emergere differenze abissali di impostazione sonora, di tempi, anche all’interno di un medesimo movimento.

L’intepretazione del giovane Rouvali (ascoltato e molto applaudito dal vivo a Londra con la  Philharmonia) é tesa e “tagliente” per la precisione degli attacchi, per la scelta dell’equilibrio sonoro fra fiati e archi, pressoché miracoloso...

Insomma una interpretazione alternativa e assai diversa rispetto a quella di Paavo Järvi, che non é meno bella.

Non meno bella anche dal punto di vista audiofilo, perché anche questa in formato 24/96 e anche questa registrata con grande maestria dalla Alpha, ad evidenziare i minimi dettagli orchestrali.

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aggelos

@SimoTocca questi ultime segnalazioni sono due chicche...quasi quasi compro i cd!! entrambi non sono ancora usciti...sono in preorder...magari fra un 3-4 mesi quando il prezzo scenderà.

...e un recital, arie da bellini, donizetti (quello che ho apprezzato di piu) e spontini

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mozarteum

Esiste un’applicazione per ios della goteborg symphony con tanti concerti gratis.

con apple tv si ha la possibilita’ di verderli in grande e sentirli bene.

anche la philarmonie di paris ne ha uno

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antoarma

Non vedo l'ora di mettere le mani sull'integrale delle sinfonie di Sibelius fatta da Jarvi jr. In questo casi i miei "parametri" sono diversi rispetto a SimoTocca. Se cercate una versione "finnish" doc puntate a Segerstam e alla Filarmonica di Helsinki. Per un'interpretazione classica, ben suonante e con gli archi a livelli stratosferici date una sbirciatina audio a Gibson con la Scottish National Orchestra. Infine per i cultori dell'Hi-Res è d'obbligo un passaggio a Minnesota per saggiare la prova di Vanska: tempi dilatati, tensione alle stelle e dinamica "pazzesca". Buon confronto a tutti.

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giorgiovinyl

Di Vanska però è superiore la prima integrale, quella con l’orchestra di Lathi, con la stessa orchestra  in HiRes c’è Kamu. 

Ottimi risultati in Sibelius hanno ottenuto spesso i direttori inglesi: Batbirolli, Colin Davis è anche il giovane Rattle. Bellissima anchevlintegrale del giovane Maazel con i Wiener...

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SimoTocca

@giorgiovinyl 

Sono perfettamente d’accordo con te, sia su Davis (ricordo in HiRes 24/96 la sua ultima integrale delle Sinfonie di Sibelius con la London Symphony, ed. LSO), che su Rattle (l’integrale con i Berliner, in 24/48, ancora non disponibile per lo streaming su Qobuz, ma disponibile in 16/44 su Tidal) e sopratutto con Maazel che ha diretto da “giovane” i Wiener in una registrazione delle 7 Sinfonie ancora oggi un riferimento (abbastanza recente la rimasterizzazione Decca a 24/96 disponibile in HiRes su Qobuz e in MQA su Tidal).

Confermo tuttavia le mie “preferenze assolute” per Karajan, per il suo Sibelius elegantissimo e raffinato e per il “vecchio Bernstein” con i Wiener, un Sibelius lento e dolente, ma di una bellezza struggente...

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giorgiovinyl

Su Karajan sono d'accordo, sopratutto le ultime quattro incise con la DG negli anni 70. Di Bernstein mi ricordo incisioni particolari, un po' come il suo Ciakowski, ma di Lenny non si butta mai via niente. Pero secondo me le due Lathi, Vanska e Kamu sono tra le migliori.

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aggelos

oltre quelle citate, ma stiamo andando decisamente OT citerei anche ashkenazy che ha anche il pregio di essere ben registrata..un po critico sulla integrale di davis, comprata a scatola chiusa, tempi troppo dilatati (specie sulla quarta che di per se è assai riflessiva), ma anche sulle altre sinfonie...pregio di questa integrale e la bellissima registrazione in sacd.

van karajan quella che mi emoziona di più ma non conosco quelle citate da giorgio, lacuna che coprirò immantinenti:-)

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giorgiovinyl
16 ore fa, aggelos ha scritto:

oltre quelle citate, ma stiamo andando decisamente OT citerei anche ashkenazy che ha anche il pregio di essere ben registrata..un po critico sulla integrale di davis, comprata a scatola chiusa, tempi troppo dilatati (specie sulla quarta che di per se è assai riflessiva), ma anche sulle altre sinfonie...pregio di questa integrale e la bellissima registrazione in sacd.

van karajan quella che mi emoziona di più ma non conosco quelle citate da giorgio, lacuna che coprirò immantinenti:-)

Chiedo scuso per la continuazione  dell'OT, ma per le sinfonie di Sibelius dirette da Colin Davis mi riferivo di più a quelle incise con Boston per la Philips e a quelle sempre con la LSO per la RCA, come del resto mi riferivo alla prima integrale di Rattle con la sua City of Birmingham Symphony e non all'ultima con i Berliner...

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SimoTocca

Quando parlo di Maurizio Pollini, dei suoi concerti dal vivo come dei suoi album, ecco ...”prendetemi con le molle” ...

Perche? Perché sono cresciuto a “pane e Pollini”, ricordo di lui il mio primo concerto con un pianista solista pensando (avevo 8 anni) che fosse una “palla”  (mi piaceva tanto sentire l’orchestra, ma il pianoforte e il violino da soli...no!) e invece rimasi a bocca aperta tutto il tempo per le sonorità così diverse che uscivano dal solito grancoda Steinway da farlo assomigliare ad una piccola orchestra.

Perché poi ogni sua registrazione (e negli anni ce ne sono state tante, per fortuna) é sempre stata una festa per me, ed una specie di rito sacro mettermi ad ascoltare il disco, il CD, il file HiRes per la prima volta, aspettandomi sempre una punto di vista interpretativo così diverso da tutti gli altri da lasciarmi perplesso...per poi farmi conquistare completamente dal suo punto di vista e dimenticarmi di tutti gli altri grandissimi interpreti (e penso al mio primo ascolto delle Polacche di Chopin, per esempio).

E perché infine, alla sua bella età, rimane un “ragazzino” pronto a sfidare il se stesso di venti o trenta anni fa con nuove registrazioni degli stessi brani, senza perdere la sfida...

Insomma ecco, non ci badate troppo al mio entusiasmo se vi segnalo questo nuovo album tutto dedicato a Chopin, con le opere del biennio 1843-44, suonate in maniera così diversa da lasciare stupiti, per lo slancio ed entusiasmo interpretativo adolescenziale di Pollini e per la sua tecnica pianistica, ancora così miracolosamente intatta o quasi intatta...

Insomma ecco magari voi non troverete questo album così bello come lo trovo io, perché appunto forse sopravvaluto Pollini.

Sono sicuro però che tutti voi troverete questo album almeno molto interessante, perché, come ricorda Paolo Petazzi nella sua nota introduttiva, ascoltare tutti i Notturni, o tutti gli Scherzi o le Marzurke, e così via, come una fossero stati scritti tutti insieme, concepiti come una sola opera monografica, fa perdere di vista che ecco, per Chopin non era assolutamente così. Chopin ha composto in anni diversi e lontani brani nella stessa “forma”, che fosse di notturno o di ballata o di polacca o di quello che era, ma mettendoci dentro ogni volta qualcosa di assai diverso, un quid compositivo legato proprio a quel periodo della sua vita.

L’intelligenza di Pollini, nell’impaginare questi suoi ultimi due o tre album dedicati a Chopin, é proprio quella di riunire per “data”, quindi impaginare cronologicamente uno o due anni, facendo risaltare l’unitarietá compositiva nella diversità della forma.

Una esperienza bellissima ascoltare questo nuovo album, registrato alla perfezione dalla DG in formato 24/96 e MQA nella solita sala di Monaco...

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Felis

Ho sentito i notturni questa mattina. Non mi sono piaciuti per nulla. Abbastanza aridi e anche mia moglie pianista ne ha convenuto. La scelta del campo riverberato che per poco sembra di essere in chiesa è altrettanto dubbia.

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mozarteum

non mi pare che siano aridi, hanno il senso di una “summa” retrospettiva. E’ come se l’ultimo Chopin di Pollini fosse al crocevia della letteratura pianistica di ogni tempo e a lui retroagissero anche gli autori posteriori che Pollini ha scandagliato ed eseguito nella sua meravigliosa e leggendaria carriera.

E’ uno Chopin non idiomatico come puo’ esserlo quello di un Rubinstein o Magaloff o Cortot, ma lo trovo veramente interessante.

magnifica la registrazione, con riverbero perfetto che lungi dal nuocere alla chiarezza rende il corpo scuro e la pienezza armonica del pianoforte. Se e’ lo stesso luogo in cui furono registrati i preludi di debussy di Ciani anch’essi meravigliosamente ripresi dalla Dg (e’ uno dei miei riferimenti hifi nel mio impianto) mi spiego tutto

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aggelos

bene..due recensioni diametralmente opposte

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Audiohiker

Solo una è una recensione , che non sia piaciuta a Felis e consorte diplomata in Pianoforte è solo un'opinione...che non condivido.

la registrazione e fantastica e naturale , nessuna finta ambienza, e Pollini ci lascia un'interpretazione per sottrazione libera da incrostazioni post romantiche e proiettata nel futuro

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SimoTocca

@Felis Rispetto ovviamente la tua opinione (e quella della tua signora), però devo dire che ...aridi ecco proprio non li definirei, se con aridi si intende “asciutti”. Ascoltando quella manciata di Notturni incisi dal giovanissimo Pollini per la EMI, ancora fresco di alloro del Concorso Chopin, dove l’uso del pedale era molto più parco e dove la mano sinistra aveva molta meno “libertà di fraseggio e di rubato” ma aveva una “precisione svizzera”, ecco sì, potrei concordare con “aridi” dando al termine il significato di “interpretazione prosciugata da qualsiasi tentazione di romanticismo” (interpretazione che, si badi, ho amato ed amo non meno che di questa del vecchio Pollini...).

Qui invece mi sembra che si sia in direzione opposta, cioè sono Notturni “umidi”, di umori e di emozioni, meno precisi e taglienti certo, ma anche più “umani”.

@mozarteum 

concordo ovviamente in pieno con la tua analisi artistica e con il tuo giudizio sulla bellezza della registrazione, Questa registrazione, come la stragrande parte di quelle degli ultimi 10 anni e passa, é fatta nella Herkulessaal di Monaco e posso dire che la registrazione rende perfettamente l’acustica bellissima di quella sala, in cui sono stato diverse volte (anche a sentire Pollini medesimo...).

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mozarteum
Il 14/1/2019 Alle 09:58, SimoTocca ha scritto:

Bellissima la registrazione in HiRes 24/96 su Qobuz.

La sto sentendo ora betulia liberata

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Gabrilupo

@giorgiovinyl Concordo sulla bellezza del concerto nella sua componente sinfonica. Qualche perplessità, invece, sulla prova della Piau.

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Felis
Il 26/1/2019 Alle 22:40, mozarteum ha scritto:

E’ uno Chopin non idiomatico come puo’ esserlo quello di un Rubinstein o Magaloff o Cortot

Ecco bravo. Preferisco.Di certo Pollini non lo vado ad associare automaticamente a Chopin ma non è uno dei miei pianisti preferiti. Rubinstein, considerando le ere geologiche che lo separano da Pollini è su un'altra galassia.

La tua elucubrazione sull'iter carrieristico è sì affascinante ma spesso si tende a mitizzare l'uomo (certo è il fulcro del pensiero romantico) ma per me in ogni caso prima viene la musica.

@SimoTocca Certo forse "arido" è troppo ed è più calzante dire "asciutti", ecco "ascetici" forse è il termine più azzeccato.

Niente, io non riesco a farmi piacere la presa del suono e lo sto sentendo a 96000 in cuffia. Il luogo è questo https://de.wikipedia.org/wiki/Herkulessaal è stata una scelta di presa del suono abbastanza coraggiosa quindi perché hanno privilegiato abbastanza il suono dell'ambiente e nei bassi lo si sente di più. Se notate non è infatti la classica presa bassi a sinistra e alti a destra e il suono col riverbero della sala vaga per i canali quando in nostro aumenta la dinamica. 

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SimoTocca

Ecco, non ve la prendete con me se, in meno di 10 giorni, vi propongo due versioni della nona Sinfonia di Beethoven!

La colpa, ma felice colpa!, é delle Casa Discografiche che ...non si mettono d’accordo nelle loro uscite! 😉

D’altra parte se non potevo non segnalare la bellezza ieratica della nona diretta dal vecchio Ozawa, é anche vero che non posso passare sotto silenzio questa splendida prova da parte di uno dei miei giovani direttori preferiti, un astro nascente di prima grandezza,  James Gaffigan con la sua Orchestra Sinfonica di Lucerna (ah, quella cittadina Svizzera é rinata a nuova grandezza da quando é stata “toccata” da Claudio Abbado...), da non confondere con la più famosa, ma occasionale e non stabile, Lucerne Festival Orchestra.

La chiave interpretativa di Gaffigan é semplice ma al contempo straordinaria:  adottare le acquisizioni della filologia beethoveniana più recente, far suonare gli archi con poco vibrato, e adottare un metronomo che sia veloce ma non precipitoso...

Il risultato é una delle più belle none mia ascoltate, grazie anche al quartetto di solisti fra cui spicca la Harnish (altra scoperta di Abbado...) e grazie anche alla straordinaria tecnica di registrazione della Sony, che fa suonare vera e tattile la grande orchestra così come lo splendido coro...

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SimoTocca

Ricordo  ancora quando, negli anni ‘90, dopo aver ascoltato dal vivo il primo concerto di Mendelssohn per pianoforte e orchestra, andai il giorno dopo nel negozio di dischi più fornito di Firenze (e allora ce n’erano almeno 3 o 4 davvero grandi e belli...di negozi dico...) aspettandomi di trovare diverse incisioni di molti grandi pianisti...

E invece, per la sorpresa di quel ragazzino (che ero io), insieme al commesso super esperto si riuscì a malapena a “pescare” un solo CD, peraltro di una serie economica della Warner... quello di Cyprien Katsaris, un pianista che allora non avevo mai sentito nominare...

Lo presi lo stesso, ma ascoltato a casa ebbi una mezza delusione, l’esecuzione mi parve troppo “frettolosa”, rapida ma quasi tirata via... Un’impressone sbagliata, a riscotarlo adesso quel CD, ma ancora oggi trovo che quella interpretazione manchi di “qualcosa”. Dovetti aspettare diversi anni prima che il giovane Thibaudet incidesse quei concerti per la Decca, con un’interpretazione che finalmente toccò le mie corde e mi convinse fino in fondo.

Tutto questo lungo “cappello” per dire che i due concerti di Mendelssohn sono stati assai poco incisi e assai poco frequentati dai grandi nomi della tastiera...

Il perché é presto detto: la scrittura del giovane Mendelsssohn é sì piena di spunti virtuosistici, ma anche un po' ingenua e priva di quell’aureo equilibrio  dei gioielli mozartiani così come della ferina potenza dei capolavori beethoveniani.

Eppure, se “approcciati” in maniera corretta possono rivelarsi, questi di Mendelssohn dico, dei piccoli capolavori.

E negli ultimi 3 mesi (non anni! ma poche settimane!) sono uscite tre registrazioni molto belle e interessanti.

Quella di Prosseda l’abbiamo a suo tempo segnalata e applaudita qui sopra, in uno dei posts precedenti.

Quella di Brautigan per la BIS non ho avuto ancora modo di ascoltarla per bene, ma mi é sembrata di eccellente fattura.

Questa del giovane  Lisiecki però mi ha letteralmente “stregato”, ed é per questo che ve la segnalo stamani.

Il perché é presto detto: il giovane pianista canadese ha un tocco da “fuoriclasse”, come pochi attualmente possono vantare (Volodos, Trifonov, e...?), ma con una freschezza, una spontaneità, una leggerezza che ...ecco, posso dire che era l’interpretazione che aspettavo da sempre e ancora non avevo mai ascoltato!

No, non c’é direttore, perché l’Orpheus Chamber Orchestra si dirige “da sola”, ma la precisione degli attacchi e l’affiatamento col solista sono da applausi.

E la registrazione, in HiRes 24/96 o MQA, della Deutsche Grammophon é di una bellezza mozzafiato...

Da ascoltare assolutamente...

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