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Memé

Bruckner. Settima sinfonia in Mi maggiore

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Memé

Uno dei miei autori preferiti, se non il preferito...Ipersensibile ed umorale, grandioso e mistico, sensuale e candido.

La grande avventura dello spirito in un discorso sinfonico che induce ad esaltazioni solenni ed audaci contrastati da una febbre emotiva che sembra sempre sul punto di scoppiare in lacrime...

Credo che sia uno dei manifesti più rappresentativi della melanconia romantica.

Sono di parte perché amo Bruckner, cosi come quando si ama veramente qualcuno: senza saperne veramente il perché;  forse perché per ragioni solo nostre risuona e convibra con il nucleo del proprio intimo sentire.

Voi cosa ne pensate?

Avete questo brano nella vostra collezione?

Vi allengo il link di una esecuzione di Karajan, che al momento mi sembra l'unico in grado di restituirgli giustizia.

 

ps. off topic cinema: musica celebre anche per la scelta di Luciano Visconti di farne la colonna sonora del film “Senso”.

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maverick

con me sfondi una porta aperta.

La 7^  di Anton è per me tra le 10 più belle sinfonie mai compostedegna di stare al passo con le grandi sinfonie di Brahms o Mahler, .. e apppena sotto solo ai grandi capolavori beethoveniani.

Difficile restituire in disco l'ampiezza e il colore "organistico" che l'ascolto richiede per emozionare davvero ( d'altra parte Bruckner era organista e la sua capacità di rievocare in musica le grandi costruzioni delle cattedrali è evidente), però con un buon impianto ci si può provare.

Dal vivo ebbi l'occasione di ascoltare proprio una settima eseguita nientemeno che dai Wiener con Pierre Boulez : basta la parola, .. non è difficile capire perché anch'io sia innamorato di questo compositore.

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mozarteum

Condivido tutto meno il finale. Non solo Karajan, ma Bohm, Thielemann, Jochum, Giulini, Celibidache, Furtwangler, Masur e altri hanno lasciato segni grandi.

Ultimamente anche Muti si e’ avvicinato al sommo 

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aggelos

karajan certo...ma non condivido la frase che sia l'unico a rendergli giustizia...per me giulini e celibdache sopra il podio..

OT in questo momento l'elektra su rai 3 in diretta da NY

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Iohannes

Anch'io sono bruckneriano convinto: la più amata è la IX. Prediligo le letture di Celibidache con i Munchner, anche se abbastanza di recente ho ammirato molto la scorrevolezza di Abbado, che restituisce un Bruckner un po' schubertiano. Tra i grandi del passato merita un ascolto anche Oswald Kabasta, uomo dalla vita tragica.

Un saluto a tutti,

Angelo

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luckyjopc

Di bruckner si è molto parlato in questo forum e spesso s'è acceso quale piccolo flame in quanto ci sono anche suoi detrattori.

Ti consiglio di fare una ricerca con google con le parole videohifi e bruckner,scoprirai molte discussioni interessanti

E' uno dei miei  autori preferiti anche se le sue linee melodiche a volte possono lasciare perplessi. 

Lo preferisco a mahler che in vita ebbe maggiori riconoscimenti.

Ah non limitarti alla settima più o meno tutte le sinfonie hanno pregio.Ascolta per esempio la nona con giulini e la chicago.

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ClasseA

La settima sinfonia è in effetti considerata il suo capolavoro.

E non può non piacere a chi apprezza Wagner, ma anche Beethoven. Bruckner stesso venne folgorato dal Tristan un Isolde ( e come non esserne colpilti!). È da considerarsi forse tra i maggiori epigoni wagneriani, in contrapposizione  e in opposizione al formalismo brahmsiano.

Tuttavia l'interesse di Wagner era nel teatro e in temi epici pagani, mentre Bruckner, riservato, religioso e con poco seguito, sembra voler realizzare in completezza l'opera d'arte totale ripronendola nella forma sinfonica.

Inoltre a me paiono convincenti i rilievi di chi ( G. Engel) afferma che vi sia molto di Beethoven in Bruckner e che anzi sostanzialmente lo schema delle sinfonie sia uguale: si parte con un primo movimento che illustra un dramma dell'anima, un conflitto interiore e si prosegue con un momento di comunione con Dio ( Bruckner era molto religioso). Il terzo movimento è uno scherzo che illustra le gioie della vita e infine si assiste al trionfo dell'anima su ogni opposizione.

Forse potremmo dire che Bruckner ha certe sonorità wagneriane unite però a forme sinfoniche non lontane da quelle utilizzate da Beethoven.

Con l'occasione consiglio anche un riascolto della sinfonia n.4, altra bella vetta.

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analogico_09

Grande sinfonia, mi piace molto anche l'ottava: Masur, Baremboim in vinile, la 7 con  Bohm in CD. Non sono un profondo conoscitore di Bruckner, ma quello che conosco (anche un bel Te Deum) mi intriga parecchio...

 

6 ore fa, Memé ha scritto:

Sono di parte perché amo Bruckner, cosi come quando si ama veramente qualcuno: senza saperne veramente il perché;  forse perché per ragioni solo nostre risuona e convibra con il nucleo del proprio intimo sentire.



Vale nella vita, con le pesone, e con l'arte, la musica, la letteratura, il cinema, ecc, si ama di più quello che pur non conoscendolo lo ri-conosciamo...

I miei primi grandi amori musicali furono le musiche di musicisti mai sentiti e conosciuti... :)

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chicco98

@Memé questa raccolta è straordinaria.  Celibidache in Bruckner è immenso!

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analogico_09
1 ora fa, densenpf ha scritto:

se ti piace Bruckner ti consiglio uno dei massimi esponenti della sua musica. Qui con i Berliner.

Dimenticavo Wand, le ho tutte e nove nel cofanettone The Great recorder, ma con Kolner Rundfunk Sinf. Orch., tutto ottimo, non saprei rispetto alle versioni con Berliner...

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amus

bruckner è un autore che conosco poco.. 

la 7a mi manca (ma anche la 9a a quanto pare è tra i must have) e da quello che si può intuire dal gracchiante wooferino del tablet è magnifica.

la prossima settimana mi metto alla ricerca.. grazie per la segnalazione! 

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Memé

Scusatemi se rispondo cosi tardi, è stata una giornata lunga e ora sono a casa, comoda. 

@maverick mi fa molto piacere che citi la sua formazione da organista: mi hai fatto venire in mente che nella sua settima sinfonia, soprattutto, l'impressione è che i colori dei suoni tumultino e si rincorrano quasi ad esplodere proprio come un organo che mano a mano tira fuori tutti i suoi registri in un crescendo di atmosfere e di interventi. Ho avuto proprio questa visione di un'organista che da un afflato timido si fomenti fino a dispiegare tutta la potenza delle canne...(in questo caso l'orchestrazione).

E' stata una bella descrizione visiva di ciò che mi comunica l'opera, grazie.@mozarteum il finale delle mie considerazioni o il finale della settima? nel primo caso ci sta, nel secondo caso ricordo di aver letto che all'epoca gli dissero la medesima cosa quei musicisti che peraltro avevano accolto con stupore ed ammirazione la sua composizione: sei in onorevole compagnia :)

@aggelos ho scritto al momento proprio perché ho ascoltato pochi conduttori...mi segnalate in tanti celibidache...sarà il primo delle altre versioni che ascolterò per formarmi una opinione.Grazie aggelos. :)@luckyjopc  grazie. Di fatti ho già famelicamente ascoltato la gran parte di tutto il suo repertorio, scoprendo che ha composto perfino 25 sonate per pianoforte che quasi nessuno conosce e/o ha eseguito.  ci sono solo due registrazioni, la più recente è di una giapponese Fumiko Shiraga (Anton Bruckner – Piano works, un cd del 2001). Alcune di esse per me sono incantevoli. Bruckner comunque mi parla prevalentemente nelle opere corali, con le quali mi colpisce dritta al petto. Locus Iste o la sua Ave Maria mantengono quell'atmosfera di dialogo privilegiato col soprannaturale che in pochi altri autori sento. Il kyrie della Messa n.2 in Re minore mi fa venire la pelle d'oca...@ClasseA molto interessante. mi piace uno scambio intellettuale di questo genere. io percepisco bruckner come portatore di una sensibilità fuori dalla norma, quella mistica che più che avvicinarsi al trascendente, è essa stessa Divino. 

3 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Vale nella vita, con le pesone, e con l'arte, la musica, la letteratura, il cinema, ecc, si ama di più quello che pur non conoscendolo lo ri-conosciamo...

I miei primi grandi amori musicali furono le musiche di musicisti mai sentiti e conosciuti..

@analogico_09 a dimostrazione che tutto ciò che è autentico passa dalla pancia e non dalla mente. La verità non è a livello degli occhi.

 @densenpf non lo conoscevo!!!! approfondirò! grazie :-)@chicco98 sono curiosa di valutarlo. Mi fido molto di celibidache. lo farò con piacere.

buona notte a tutti.

Memé

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luckyjopc

Molto interessante non conosco i brani per piano e vedrò di trovarli in rete, di solito mi sono concentrato sulle sinfonie. Se  vuoi approfondire anche l’uomo bruckner i suoi rapporti con brahms e Wagner cerca in rete il podcast di  un “lezioni di musica” di qualche anno fa, tenuto da Claudio strinati sono 2 ore godibilissime.

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aggelos

@chicco98 comprato 4 cofanetti un bel po di tempo fa, a volte i suoi tempi di esecuzione mi lasciano perplesso e non sono il solo.

In ogni caso imprescindibile l'ascolto

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chicco98

@aggelos si, in Bruckner dilata un po' ma resta sempre profondo, sontuoso.

Quando non ho molto tempo ascolto il Brockner di Jochum.

In Brahms, secondo me è veramente grande. Con Beethoven le scelte sono tante Karajan, Furtwangler..... ma la sua Eroica con i Munchen è straordinaria

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Memé
4 ore fa, luckyjopc ha scritto:

podcast di  un “lezioni di musica” di qualche anno fa, tenuto da Claudio strinati

Grazie per la segnalazione!!!!!!!!!! 

Cavoli. :x

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rock56

Della settima io ho la versione diretta da Chailly, molto bella anche questa.

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mozarteum

Bruckner ha scritto le sinfonie che il Wagner del parsifal - che e’ molto diverso dal resto- non ha avuto modo di comporre

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mozarteum

Non e’ peregrina l’assonanza col Beethoven indicata da Classe A (quello “oltre” la forma: Missa solemnis, ultimi quartetti, nona); cosi’ come con l’ultimo quartetto di Schubert e la sinfonia Grande

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mozarteum

Uno dei piu’ grandi bruckneriani viventi e’ oggi il venerando blomstedt. Chi ha la digital puo’ rendersene conto.

Puo’ stare sul podio con gli altri due: Haitink e Thielemann. Parlo di esecuzioni dal vero.

mentre il grande Jansons in Bruckner non mi convince. Ottimo quello di Barenboim ma come spesso accade gli manca quella rifinitura ultima per l’olimpo, mentre sempre piu’ interessante si fa il Bruckner di Muti.

per nelsons sospendo il giudizio. Sentii una settima con la birmingham e mi sembro’ calligrafica e compiaciuta

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Memé
16 ore fa, mozarteum ha scritto:

Puo’ stare sul podio con gli altri due: Haitink e Thielemann

 Ho dunque ascoltato Celibidache e Thielemann... Devo dire che quest’ultimo ora mi ha travolta, mettendo in forte discussione la mia iniziale opinione. 

Un autore così amato come Bruckner credo mi porterà ad un vaglio paziente dell’interprete piu affine e appagante, desidero davvero ascoltarlo eseguito al massimo del suo potenziale. 

Dunque, ora...Thielemann...

ne ho da studiare ancora. 

Buona settimana a tutti 

Memé 

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SimoTocca

@Memé 

Sono d’accordo con te su Bruckner in generale e sulla settima sinfonia in particolare, che personalmente trovo la più bella ed equilibrata, anche se amo ugualmente la quarta, l’ottava, la nona e..anche la prima!

Celibidache ti é stato giustamente segnalato in quanto, pur estremamente “soggettivo ed egocentrico” come in direttore, in Bruckner la sua “filosofia zen” tocca vertici altissimi...ma può anche non piacere...

É pur vero che gli esiti più alti Celibidache li tocca con la Filarmonica di Stoccarda negli anni ‘70 (registrazioni dal vivo della Deutsche Grammophon) piuttosto che nella senilità con i Münchner (EMI anni ‘90), quindi per farsi un’idea dovresti ascoltare anche quelle sue registrazioni.

Cosi come, sempre ascoltando la settima sinfonia, potresti farti un’idea delle interpretazioni “classiche” ascoltando quelle di Furtwangler (splendida), di Böhm con i Wiener (sempre DG), e di Jochum (ma con la Staatskapelle Dresden anni ‘70 per la EMI, a mio avviso meno monolitico rispetto alle registrazioni DG con i Berliner e i Bavaresi..) e non ultime quelle di Wand (le migliori sono quelle della senilità con i Berliner per la RCA).

A me personalmente poi piace moltissimo anche Georg Solti, che proprio nella settima e nell’ottava raggiunge il suo apice interpretativo, ovviamente ben registrato dalla Decca con la sua orchestra di Chicago (ma anche con i Viennesi negli anni ‘60 risultati splendidi e da ascoltare...).

Thielemann è sicuramente un grande interprete bruckneriano, di scuola “classica tedesca”, e fra i viventi é forse quello che preferisco, ma anche Nezèt-Seguin, con la sua Orchestre Metropolitain, ha registrato un’integrale che, seppure di taglio interpretativo diversissimo, trovo assolutamente interessante. Meno interessante trovo le recentissime registrazioni di Andriss Nelson con la Gewandhaus di Lipsia, ma aspettiamo di ascoltare le prossime, perché siamo solo ad inizio ciclo per ora.

Comunque sia, trovo che Karajan riesca a “sublimare” la musica di Bruckner, attraverso la calibrazione millimetrica del suono, come nessun altro ha potuto fare, e accanto al suo testamento (la settima con i Wiener é la sua ultima registrazione ...) è assolutamente da ascoltare la settima con i Berliner registrata per la EMI.

Nelle mie preferenze personali, comunque, accanto a Karajan ci metto tre direttori italiani, così diversi fra loro e così ugualmente straordinari nel portare in Bruckner un po' di “cantabilità” italiana.

Mi riferisco a Giulini, che riesce a interpretare perfettamente l’atmosfera religiosa delle ultime tre Sinfonie sul podio dei Wiener Philharmoniker, in bellissime registrazioni della DG.

Ma parlo anche di Giuseppe Sinopoli (non citato da nessuno fino ad ora) che alla testa della sua Staatskapelle Dresden ha lasciato incisioni memorabili, in particolare della settima e ottava, memorabili perché la sua abituale “analisi musicale a blocchi” riesce a dare, in Bruckner, frutti elevatissimi e assolutamente personali.

E per ultimo, ma ovviamente é il primo nel mio empireo personale, cito Claudio Abbado, che ha inciso una settima con i Wiener che porta in seno una leggerezza ed una trasparenza di contrappunto che, probabilmente, vanno oltre le intenzioni di Bruckner medesimo...ma che (proprio come il caso di Karajan) proprio per questo riescono a sublimarne le intenzioni.

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mozarteum

Ricordo una settima di Bruckner a Roma diretta da Abbado dopo la malattia. Un po' leggerina...

D'accordo su Sinopoli.

Quanto all'ultima settima di Karajan di cui avevo il biglietto, fui costretto a rinunciare per l'orale di procuratore legale. Giurai che mai piu' il lavoro si sarebbe messo di traverso alla Musica. E cosi' e' stato. In udienza vado sempre con l'agenda musicale e cerco sempre - per quanto possibile- di ottenere date libere da impegni di musica, senza ovviamente alcun pregiudizio per i miei assistiti

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giorgiovinyl

Di Sinopoli oltre quelle citate da Simone è bellissima anche la quinta...

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ClasseA

@Memé 

Ciao. Riprendendo un attimo il discorso Wagner - Beethoven in Bruckner vorrei citare un'opinione del critico Hanslick, critico ceco vissuto a Vienna, il quale così si espresse circa la musica bruckneriana e cioè come:"  una visione in cui la Nona di Beethoven si unisce alla Walkiria di Wagner e finisce sotto gli zoccoli del suo cavallo".

A me sembra che questo sia vero, ma sicuramente deve essere ribadito in senso certamente non dispregiativo e anzi utile a sottolinearne la notevole modernità del linguaggio che attirò infatti il disprezzo di Brahms e del suo entourage. 

Modernità che persegue l'eloquenza grazie ad una costruzione ampia, fatta di grandi blocchi affidati a famiglie di strumenti ben distinguibili, che, ripetuti, creano una tensione sfociante in momenti più  fragorosi che ricordano il successivo Mahler.

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SimoTocca

@giorgiovinyl 

Giorgio hai ragione senz’altro. Io stavo parlando delle edizioni della settima sinfonia, attenendomi strettamente a quanto chiesto da Meme nel titolo di questo Thread, ma se parliamo di altre Sinfonie, certamente vengono a mente grandi nomi del podio. Come non citare, per esempio Klemperer nell’ottava  con la Philarmonia per la EMI, o Walter con la sua orchestra americana nella quarta sinfonia “romantica”, o anche Bernstein che nella sua unica sinfonia di Bruckner mai diretta e registrata, la nona, ha “seminato” tutti gli altri (fatta eccezione per l’ultimo Abbado di Lucerne) nel costruire una cattedrale sonora con i Wiener che il qualche modo é un epitaffio marmoreo che vale per il compositore e per il direttore al contempo (Lenny era consapevole di essere in fin di vita e alla sua ultima apparizione con i Wiener, proprio come Claudio Abbado con la sua Lucerna Festival Orchestra).

Sará forse perché sia Bernstein che Abbado sono accomunati dalla consapevolezza della morte prossima che, scegliendo l’ultima sinfonia rimasta appunto incompiuta per la morte di Bruckner, hanno consegnato alla storia due interpretazioni “definitive e irraggiungibili”?

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SimoTocca

Per quanto riguarda l’interessante parallelo con Beethoven, introdotto da Classe A e ratificato da Mozarteum: no, non sono d’accordo nell’avvicinare Bruckner a Beethoven, che pure era il suo idolo e modello.

Beethoven nelle sue Sinfonie condivide non Mozart (ma anche con Haydn, con Brahms, Dvorak fino a Mahler) la capacità di far passare l’ascoltatore da un tema al successivo senza quasi che ci se ne accorga, tanto é fluida la transizione.

In Bruckner accade il contrario: sembra che ciascun tema rimanga “quasi sospeso” nel suo sviluppo, e che sia “giustapposto” al tema successivo, come fosse un discorso privo di congiunzioni.

E questo modo di procedere avvicina Bruckner piuttosto a Schubert, che in molte sue Sinfonie condivide questo modo di comporre, passando da un tema all’altro quasi “lasciando il discorso sospeso”.

E penso che noi sentiamo vicino Bruckner per questa sua “modernità” di linguaggio musicale, anche se forse la sua é una modernità inconsapevole e forse (lui che era così conservatore nella vita e nelle idee politiche) neppure voluta o cercata, ma inevitabile come tutti i comportamenti che nascono dall’inconscio.

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mozarteum

Non a tutto Beethoven, si diceva...

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giorgiovinyl
3 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Giorgio hai ragione senz’altro. Io stavo parlando delle edizioni della settima sinfonia, attenendomi strettamente a quanto chiesto da Meme nel titolo di questo Thread, ma se parliamo di altre Sinfonie, certamente vengono a mente grandi nomi del podio. Come non citare, per esempio Klemperer nell’ottava  con la Philarmonia per la EMI, o Walter con la sua orchestra americana nella quarta sinfonia “romantica”, o anche Bernstein che nella sua unica sinfonia di Bruckner mai diretta e registrata, la nona, ha “seminato” tutti gli altri (fatta eccezione per l’ultimo Abbado di Lucerne) nel costruire una cattedrale sonora con i Wiener che il qualche modo é un epitaffio marmoreo che vale per il compositore e per il direttore al contempo (Lenny era consapevole di essere in fin di vita e alla sua ultima apparizione con i Wiener, proprio come Claudio Abbado con la sua Lucerna Festival Orchestra).

Sará forse perché sia Bernstein che Abbado sono accomunati dalla consapevolezza della morte prossima che, scegliendo l’ultima sinfonia rimasta appunto incompiuta per la morte di Bruckner, hanno consegnato alla storia due interpretazioni “definitive e irraggiungibili”?

Si certo, citando però Sinopoli mi hai fatto ricordare di avere la sua splendida quinta. Condivido le tue altre segnalazioni aggiungo solo che Abbado a Lucerna ha inciso non solo la Nona ma anche una magnifica prima. Uscì su Accent ma era compresa anche nel cofanetto Abbado Symphony Edition...

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