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Stanza d'ascolto ideale: come dovrebbe essere?

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Sonix

Come dovrebbe essere, secondo voi, la stanza ideale? Mi piacerebbe focalizzare la discussione, più che sulla metratura e sul trattamento, su questi tre aspetti:

Soffitto: altezza standard (2,70), più alto, spiovente, doppia altezza (come in presenza di zona soppalcata)

Forma della stanza: pareti parallele tra di loro o no? (la stanza cubica non è ovviamente nemmeno presa in considerazione)

Rapporto aureo della stanza: leggenda audiofila o, a parità di trattamento, da sempre e comunque risultati migliori?

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FedeZappa

I risultati migliori, indipendentemente dalla metratura, li ho ottenuti in stanze di forma molto regolare, rettangolari. 

E' fondamentale curare al massimo l'aspetto della simmetria. 

I diffusori devono essere equidistanti dalle due pareti agli angoli...mi spiego meglio, la distanza tra diffusore dx e parete dx deve essere per quanto possibile simile a quella  che c'è tra diffusore sx e parete sx.

Analogamente, anche lo spazio d'aria che c'è tra il muro posteriore e la cassa dx deve essere lo stesso che c'è tra questo e la cassa sx. 

Sembra facile detta così, ma voglio vedere in presenza di una forte asimmetria come si fa.

Per vincoli legati alla disposizione della sala d'ascolto o a problemi derivati da mobili/porte/punti di passaggio /waf/bambini/ecc e' difficile riuscirci.

Piuttosto che una stanza fortemente asimmetrica dietro e/o di fianco i diffusori, 10 volte meglio a modo mio una stanza quadrata o cubica.

Per il soffitto vale lo stesso discorso, sopra i diffusori dovrebbe esserci la stessa altezza , poi che sia spiovente verso l'impianto o verso il punto di ascolto ha meno importanza. 

Purtroppo ascoltiamo una buona parte di suono riflesso oltre a quello diretto e le asimmetrie negli angoli dietro i diffusori creano somme, ritardi e cancellazioni, in pratica buchi e rigonfiamenti nella risposta in frequenza. 

In queste condizioni meglio casse di tipo a sospensione pneumatica o a linea di trasmissione e con mobili poco risonanti.

Oppure con condotti reflex che sfociano davanti o sotto il diffusore (comunque con una gamma bassa controllata, in modo da limitare le riflessioni).

In stanze sfortunate, anche in gamma medio-alta il comportamento di un tw dal suono dolce e controllato e' più facile da inserire efficacemente in ambiente. 

L'assorbimento di un ambiente é meglio se medio, che è poi quello che dovrebbe essere usato da chi progetta diffusori ben suananti..

Usare trappole acustiche in modo veramente mirato ed efficace é  più alla portata di un professionista che al nostro. 

Un buon orecchio dovrebbe riuscire a "stimare" il grado di assortimento di un locale e scegliere su questa base il diffusore giusto. 

Con un po' di pratica e voglia di migliorare non è complicato.

Del resto, sbagliando (e spendendo) s'impara, parlo per esperienza.

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Arnaldo
12 ore fa, FedeZappa ha scritto:

L'assorbimento di un ambiente é meglio se medio, che è poi quello che dovrebbe essere usato da chi progetta diffusori ben suananti..

Perché? 

Quale sarebbe la teoria dietro questo motivo?

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Paolo_AN

Forse - e dico forse - la forma migliore potrebbe essere il trapezio, dove al lato più corto vengono posizionati i diffusori. Questo lo dico in linea teorica, in quanto non è mai capitato di trovarmi in un sistema del genere. Dalla sua il trapezio ha le 'pareti laterali' non parallele e, come dire, 'sfuggenti' rispetto ai segnali che vi si riflettono; inoltre gli angoli frontali sono >90° alleggerendo un po' le stazionarie, anche se poi gli angoli posteriori risultano <90°, quindi potenzialmente più ostici. 

Per esperienza diretta, invece, ho trovato i pavimenti in legno sempre più performanti in assoluto, meglio se accompagnati da soffitto con travi - sempre in legno - a vista. Il soffitto poi, se in qualche modo inclinato (tipo mansarda, ma non basso) o, meglio, con colmo centrale ritengo sia un'ottima soluzione, sempre nell'ottica di limitare superfici parallele.

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oscarbessi
16 ore fa, FedeZappa ha scritto:

E' fondamentale curare al massimo l'aspetto della simmetria. 

Concordo, porte e finestre permettendo, e chiaramente è più facile in una stanza rettangolare.

Per l'altezza preferisco i 3 metri ai 2,70 per una questione di metri cubi.

Per quanto riguarda il rapporto aureo ... chi lo sa?

P.S.: Non metto a paragone stanze trattate, correttamente s'intende, con stanze non trattate, sono cose diverse ed è inutile tornare sull'argomento tanto ognuno non sposterà di una virgola la propria convinzione. 

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Vmorrison

Non pensa esista una ideale. Rettangolare, grande e trattata. 

Salute

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FedeZappa
5 ore fa, Arnaldo ha scritto:

Perché? 

Quale sarebbe la teoria dietro questo motivo?

Perché è quello più simile alla situazione di un normale ambiente domestico. 

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Sonix

@FedeZappa

20 ore fa, FedeZappa ha scritto:

I diffusori devono essere equidistanti dalle due pareti agli angoli

Potendo, sceglierei anch'io  questo collocamento. Il mio soggiorno non me lo consente ma ti assicuro che, stranamente, non vi è alcuno sbilanciamento. La voce, per esempio, è perfettamente centrata. Riguardo la forma della stanza non ricordo esperienze d'ascolto in stanze dalla forma particolare, trapezoidale, per esempio. Le vostre esperienze mi interessano perché molto probabilmente mi metterò presto alla ricerca di un nuovo appartamento. Ho visto alcune soluzioni interessanti, tipo locali mansardati, loft con soffitti alti e zone soppalcate, ma dal punto di vista acustico mi lasciano parecchio perplesso.

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Sonix
5 ore fa, oscarbessi ha scritto:

Per quanto riguarda il rapporto aureo ... chi lo sa?

Correggetemi se sbaglio. 

Per calcolare le dimensioni ideali di una stanza con soffitto di 2.70, se si vuole applicare il rapporto aureo, bisogna moltiplicare 2,70 x 1.60 per ottenere un lato, ed il risultato ottenuto moltiplicarlo sempre per 1,60 per ottenere l'altro lato. 

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FedeZappa
1 ora fa, Sonix ha scritto:
21 ore fa, FedeZappa ha scritto:

goli

Potendo, sceglierei anch'io  questo collocamento. Il mio soggiorno non me lo consente ma ti assicuro che, stranamente, non vi è alcuno sbilanciamento.

Teoricamente dovresti avere diffusori che fanno "lavorare poco" l'ambiente, quali sono questi diffusori? 

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Sonix

Sono dei monitor realizzati da Heiko Butscheid, hanno una waveguide su tweeter e woofer e il punto di ascolto è a 2.5m

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oscarbessi
7 ore fa, Sonix ha scritto:

2,70 x 1.60

1,618 e verrebbe 2,70x4,37x7.07 ma fregandomene del r.a. , dovendo rispettare l'altezza, terrei un 50 cm in più la larghezza.

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Sonix

A questo punto il top, teoricamente, sarebbe avere un locale con soffitto di 3 metri x 4.8 x 7.8

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oscarbessi

Non so se è il top ma ad avercela. Una curiosa coincidenza tra L13-P8-H5 alla frequenza di 287 (poca roba).

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Alerosso10

Dipende anche dal tipo di impianto. Magari una saletta non perfetta fa suonare bene due torri con reflex anteriore, poi cambi diffusori  e ne prendi un paio con due condotti reflex posteriori e lì iniziano problemi con basse frequenze gonfie e fastidiose code. 

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Arnaldo
14 ore fa, FedeZappa ha scritto:

Perché è quello più simile alla situazione di un normale ambiente domestico. 

Dato questo tuo assunto però, sarebbe più importante che sviluppassero diffusori che non abbiano bisogno di stare lontani dalle pareti soprattutto posteriori, non credi?

Qualcosa è stato fatto con la lente acustica dei B&O ma non è abbastanza. Fare quello che dici tu vorrebbe dire avere diffusori multiamplificati regolati da un dsp...quanti audiofili storcerebbero il naso?

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FedeZappa
5 ore fa, Arnaldo ha scritto:

Dato questo tuo assunto però, sarebbe più importante che sviluppassero diffusori che non abbiano bisogno di stare lontani dalle pareti soprattutto posteriori, non credi?

Qualcosa è stato fatto con la lente acustica dei B&O ma non è abbastanza. Fare quello che dici tu vorrebbe dire avere diffusori multiamplificati regolati da un dsp...quanti audiofili storcerebbero il naso?

Non capisco esattamente che distanza in cm intendi per "stare lontano dalle pareti".

Un ambiente mediamente assorbente (come può essere una stanza di ascolto normalmente arredata) e' quello più adatto alla maggior parte dei diffusori ben progettati, molto probabilmente perché questi sono stati provati e messi a punto proprio in questa stanza tipo.

Esistono ottimi diffusori che hanno bisogno di molta aria intorno (esempio proac, b&w, sonus faber), e altri che invece lavorano bene anche vicini alle pareti (atc, kudos, spendor, alcune tannoy).

Io ho anche dei diffusori che lavorano bene attaccati alle pareti.

Facendo una media, molti diffusori equilibrati lavorano bene a 50-70 cm dalle pareti, né appiccicati né distanti 1,5/2 m, indipendentemente dal volume della stanza d'ascolto.

Poi è ovvio che se uno mette delle jbl Everest o delle Tannoy westminster royal in un loculo sarà meglio allontanarle dalle pareti, parlo di condizioni di normalità cioè di stanze adatte alla volumetria/efficienza dei diffusori che ospitano.

Se invece metto le everest in un salone adatto, da 50-60 mq, magari vanno bene anche a 60-70 cm dalle pareti e non per forza a 2 metri come se le mettessi in una stanza decisamente più piccola (faccio questo esempio citando le jbl solo per chiarire il concetto).

Quindi non vedo perché bisognerebbe ricorrere necessariamente a multi amplificazione o a DSP. 

Oppure, se non è questo ciò di cui stai parlando ti chiedo di spiegarti meglio perché non capisco.

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Alerosso10

A prescindere dal tipo di diffusore, lontano dalla parete di fondo si ha sempre una resa migliore. 

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FedeZappa
4 ore fa, Alerosso10 ha scritto:

A prescindere dal tipo di diffusore, lontano dalla parete di fondo si ha sempre una resa migliore. 

Non sono assolutamente d'accordo, esistono diverse tipologie di diffusori che suonano bene avvicinati alle pareti, quantomeno a quelle posteriori, indipendentemente dal rapporto volume stanza/litraggio diffusori:

- con progetto a sospensione pneumatica

- con linea di trasmissione 

- con cabinet ultrarigidi

- con reflex sotto o davanti

- mini monitor e minitower con bassi stretti

- vecchi progetti, ancora in uso, tipo "lavatrice" che nascevano per suonare attaccati alla parete posteriore

- diffusori da libreria

Quanti di questi li hai ascoltati in condizioni controllate? 

Io ne ho avuti diversi e ne ho ascoltato di appartenenti alle diverse tipologie: Tannoy arden/dc2000/r1, spendor s8e, kudos c2, atc scm 40, audio pro multicanale.

Ti posso garantire che molto lontani dalla parete posteriore alcune suonano poco coinvolgenti se non magre o stitiche.

E altrettante ne ho sentite che hanno bisogno di un metro se non un metro e mezzo.

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Arnaldo
7 ore fa, FedeZappa ha scritto:

...esistono diverse tipologie di diffusori che suonano bene avvicinati alle pareti, quantomeno a quelle posteriori, ...

- con progetto a sospensione pneumatica


Le mie avalon Eclipse se le metti vicine alla parete di fondo perdi tutto quello per cui sono state progettate...e sono in sospensione pneumatica.

JBL grandi da loculo, tanto amate in giappone sono reflex...

insomma già ci sono cose che non quadrano nella tua teoria.

quando dici assolutamente forse intendi per quello che conosci...suvvia lascimo le certezze assolute nel cassetto altrimenti non si cresce ma si rimane sempre allo stesso punto.

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Arnaldo
16 ore fa, FedeZappa ha scritto:

Esistono ottimi diffusori che hanno bisogno di molta aria intorno

Hai notato la differenza di ricostruzione spaziale tra un diffusore lontano dalla parete di fondo e uno addossato?

Se si, allora possiamo continuare la nostra disamina, se no, vuol dire che la colgo solo io e sono da neuro quindi punto e a capo.

16 ore fa, FedeZappa ha scritto:

Quindi non vedo perché bisognerebbe ricorrere necessariamente a multi amplificazione o a DSP. 

Solo grazie a trucchi, come la lente acustica di B&O ho potuto apprezzare qualcosa di nuovo e incredibilmente performante come ricostruzione su difusori attaccati alla parete di fondo.

Hai mai avuto esperienze in merito?

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Alerosso10

Una ricostruzione spaziale corretta e credibile, soprattutto in profonditá, la vedo dura con diffusori attaccati alla parete di fondo. 

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Vmorrison

Anche in larghezza

salute

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FedeZappa
Il 03 maggio 2018 Alle 08:40, Arnaldo ha scritto:

Le mie avalon Eclipse se le metti vicine alla parete di fondo perdi tutto quello per cui sono state progettate...e sono in sospensione pneumatica.

JBL grandi da loculo, tanto amate in giappone sono reflex...

insomma già ci sono cose che non quadrano nella tua teoria.

quando dici assolutamente forse intendi per quello che conosci...suvvia lascimo le certezze assolute nel cassetto altrimenti non si cresce ma si rimane sempre allo stesso punto.

Certo che sento la differenza nella profondità (e non solo) della scena con i diffusori con molta aria attorno...

 Il mio post era per replicare Alerosso, che per la precisione afferma "ogni diffusore suona meglio lontano dalla parete posteriore a prescindere".

Su questo, per usare di nuovo un assolutismo, ribadisco che non sono assolutamente d'accordo.

A quale mia "teoria" ti riferisci scusa?

Se uno dice "tutti i diffusori" e solo io ne ho avuti in casa almeno 4-5 che si esprimono bene vicino alle pareti di fondo, per quanto mi riguarda non sono "tutti i diffusori', e mi sorge quantomeno il dubbio che potrebbero essercente tanti altri che vanno altrettanto bene, soprattutto tra le categorie che ho elencato. Quale assolutismo avrei usato?

Mica ho detto che tutti i diffusori delle tipologie che ho citato vanno bene vicini alla parete di fondo, ho detto che di questi ce ne sono molti che potrebbero andar meglio in quelle situazioni. 

Inoltre, io ho quantificato delle distanze, non ho detto "appiccicati" alle pareti, ho detto "avvicinati", il che significa, facendo sempre riferimento alle misure di prima, più 30-70 cm  che non un metro/un metro e mezzo. 

Dal tuo ultimo post invece sembra, per il fatto che i tuoi diffusori a sospensione pneumatica vanno meglio distanti dalle pareti, che sei proprio tu a supporre che tutti i diffusori di qualsiasi tipo vadano meglio lontano dalle pareti.

Hai ascoltato tutti i diffusori sul mercato?

Infine, a molti interessa una scena 3d sviluppata in profondità, ad altrettanti potrebbe non interessare e potrebbero focalizzare il loro interesse principalmente su timbrica, corpo, dinamica, ecc.

E infatti molti ascoltatori, vedi anche chi ascolta diffusori enormi nei loculi, spesso non è interessato a questo "parametro".

Non è strano pensare che anche tra i costruttori ne esistano alcuni meno interessati a migliorare il parametro della scena e di più a creare progetti mirati a rendere al meglio timbrica ed equilibrio in ambienti "normali".

Spesso questi ambienti non permettono di posizionare le casse a piacimento...

E' un modus operandi tipico di molti  costruttori british.

Rileggi meglio il 3d e i miei interventi...

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Paolo_AN

Ci si sta allontanando dal tema del 3d. In ogni caso, per un ascolto stereo hifi non si può prescindere da una scena 3d corretta, come non si può non considerare gli altri parametri, quali dinamica, timbrica etc. Deve essere un equilibrio, elevato ai massimi livelli raggiungibili. Partire da una buona scelta di diffusori per un dato ambiente (o viceversa, se si è nella possibilità di farlo...) è di fondamentale importanza nella costruzione di un sistema stereo hifi.

Forse la stanza ideale non esiste, esiste la stanza migliore per un dato sistema... e, soprattutto, un chiaro obiettivo da perseguire.

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Aletto

L’onda sonora è di tipo longitudinale e si propaga nello spazio procedendo su superfici sferiche concentriche man mano che si allontana dalla sorgente che l’ha generata che sta nel centro di tale sfera.

I diffusori di contro sono progettati, praticamente tutti salvo sparute eccezioni, per una emissione prevalentemente frontale dove si concentra il grosso della radiazione; inoltre le caratteristiche dei suoni - la frequenza - comporta una grande direzionalita’ dei driver dei medioalti, mentre la gamma bassa, al solito, lo è molto meno.

Posto questo, l’ambiente va pensato per adattarsi al meglio a queste caratteristiche fisiche del suono.

La radiazione sonora in uscita dai diffusori incontrerà ostacoli lungo il suo percorso in tempi diversi con una sequenza - statisticamente maggiore - di questo tipo, pareti posteriori, pareti laterali, pavimento e soffitto, pareti di fondo, con pressioni sonore differenti.

Ad ogni “incontro” della radiazione con l’ostacolo verrà generata una modifica all’onda sonora in cui, solitamente in caso di ostacoli grossi (tipo pareti), prevarrà la componente di riflessione per cui ci sarà una modifica di traiettoria.

Quando le onde riflesse si incontreranno fra loro daranno luogo ad altri fenomeni tipo interferenze, battimenti etc.

Insomma una specie di flipper sonoro...

Appare fondamentale a questo punto la dimensione dell’ambiente, i materiali con cui è fatto è il suo arredamento.

Per ovvi motivi gli ambienti più piccoli sono più semplici da “settare” di quelli più ampi di contro però non permettono di raggiungere ricostruzioni sonore di ampio respiro per via del poco tempo con cui avvengono tutte le prime riflessioni.

Le forme migliori sono quelle rettangolari in pianta con i due lati non troppo diversi e con soffitti piani non troppo bassi ne’ troppo alti. I diffusori è preferibile metterli nel lato più lungo tenendo conto di eventuali ostacoli fissi.

Nella creazione del famoso triangolo di ascolto bisogna porre attenzione all’inclinazione dei diffusori verso la zona della seduta (angolo di toe) perché la sua importanza varia a seconda del tipo di diffusore ed in alcuni casi potrebbe anche essere inutile o al peggio dannosa.

Le zone più importanti da trattare sono nell’ordine:

parete posteriore dietro e fra i diffusori;

angoli parete posteriore pareti laterali e, dopo, pareti frontale sempre con pareti laterali;

pavimento fra diffusori e zona di ascolto;

soffitto e pareti frontali.

Man mano che aumentano le dimensioni dell’ambiente aumenta l’importanza del trattamento di tutte le superficie menzionate, mentre in ambienti piccoli possono bastare anche soltanto i primi 2 trattamenti.

Come già detto altre volte l’acustica e’ una scienza sperimentale e quindi quasi sempre si partirà da una configurazione per procedere poi per successivi tentativi prima di trovare l’assetto che più ci convince che ovviamente sarà soggettivo.

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Vmorrison

Perché l’ambiente piccolo dovrebbe essere più semplice? Un ambiente piccolo  ha più riflessioni a pressioni maggiori( ENERGIA) in tempi ravvicinati.

un esempio è la parete dietro il punto d’ascolto, in un ambiente grande non serve trattare la prima riflessione o la si tratta diffondendo, in quello piccolo oltre che diffondere bisogna assorbire. 

Un altro esempio...le prime riflessioni...omolatelali e controlaterali saranno da trattare pesantemente in un ambiente piccolo, meno in un ambiente grande, soprattutto quella controlaterale sarà più scarica...

insomma ogni ambiente fara storia a se ovviamente, si risolveranno i problemi in maniera diversa, ma asserire che piccolo è meglio o più semplice, no.

Grande è meglio per tantissimi motivi.

Diffusori e punto d’ascolto più lontani possibile dalle pareti.

salute

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Sonix

Hai ragione Paolo, la scena e il posizionamento dei diffusori é argomento interessante ma nel mio post iniziale ho specificato che mi interessa piu che altro sapere le vostre esperienze riguardo alla forma della stanza e al soffitto. 

Qualcuno di voi ha esperienze di ascolto in locali con soffitto alto (4/5m), magari con zone soppalcate/mansardate o in locali dalla pianta non rettangolare? 

Pensate che queste situazioni "particolari" possano essere più problematiche?

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Sonix
1 ora fa, Aletto ha scritto:

Le forme migliori sono quelle rettangolari in pianta con i due lati non troppo diversi e con soffitti piani non troppo bassi ne’ troppo alti. I diffusori è preferibile metterli nel lato più lungo tenendo conto di eventuali ostacoli fissi.

Grazie Aletto 

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Aletto

@Vmorrison solitamente l’ambiente piccolo, che poi andrebbe specificato cosa si intende per piccolo, è più semplice per il discorso, importante, delle riflessioni, in quanto i vari ritardi sono molto piccoli anch’essi e non creano le sensazioni di rimbombi o peggio echi.

E’ poi ragionevole pensare - anche se ho esempi diversi - che in ambienti più piccoli si adoperino diffusori adeguati con predilezioni per i medioalti ( che contengono meno energia).

comunque chiedo scusa se sono sembrato un po’ troppo “ professore” è la passione che spinge...

Detto questo si tratta un qualcosa, parlo di trattamento acustico degli ambienti, che facciamo nell’ambito della professione e quindi qualche esempio pratico l’ho affrontato e ci ho dovuto sbattere la testa.

Ricambio i saluti.

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