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alexis

Cavi per il phono

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alexis

Tema scabroso... ma se  pensavate di aver “estratto” tutto il possibile dal vostro sistema di giradischi, e volete farvi “male”, ovviamente solo in senso economico... provate pure questo cavo.. ma sappiate che difficilmente ci sarà ritorno..:-)

Oltraggiosamente caro, ma pure oltraggiosamente valido, oltre ogni immaginazione, se non avete “praxis” con cablaggi di tale levatura.

Torno sul tema perché secondo le mie “povere” esperienze in campo, il cavo in quella posizione, tra testina e pre fono, ha un peso specifico altissimo, anche, udite udite, superiore alla testina stessa. In parole povere: non saprete mai “come” suona il vostro gira, senza un cavo di questa o simile caratura. Cosa cambia rispetto a un cavo diverso da questo, anche di alto lignaggio, ma non specificatamente dedicato al  Phono? Io per esempio avevo in quella posizione un analogo cavo delle serie MAX, stesso livello qualitativo, ma non dedicato, e pensavo di cavarmela cosi .. sbagliando clamorosamente. Evidentemente hanno pensato ai micro voltaggi presenti su quella tratta e alle impedenze tipiche di ingresso degli stadi fono. In soldoni, sembra quasi di cambiare impianto, soprattutto lo scavo nello spazio virtuale, e la messa a nudo di miriadi di micro informazioni spaziali e timbrici assume un altro significato.

Cose difficili da spiegare, certi effetti vanno sperimentati di persona.

Ma esiste un cavo phono ancora superiore a questo? Al momento non lo so e dubito esista, ma se dovessi trovare di meglio e magari a prezzo inferiore sarò il primo a segnalarlo.. 

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saperusa

ma solo tra quello che vende Pozzi o sei aperto anche ad altro?

S.

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angeloklipsch

Azz abbiamo aperto un treadh contemporaneamente...

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nefro

@alexis sono d’accordo sull’importanza del Cavo phono; l’ho provato per tre mesi, direi eccellente ma poi restituito al proprietario e riposizionato il mio xlo di fascia alta le differenze mi son sembrate minime.. dovrò comunque riascoltarlo. Ps com’è il lyra phono ?

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saperusa

@nefro costo?

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nefro

@saperusa dell’xlo? Non ricordo ha più di 10 aa , ma il mit costa un “ pozzo” 😂 di soldi. Ps il mio impianto è tutto cablato mit ma x

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alexis

Sono aperto assolutamente a tutto, se qualcuno vuole mandarmi qualcosa in prova, ne sono assolutamente lieto.

Se poi andasse meglio del Max phono, ancora piú lieto.

Mi ha comunque sorpreso cosa succede quando tutta la catena è cablata Oracle Max, e non é certo uno scherzo dal punto di vista economico. Ma le peculiarità di questi cavi, la resa spaziale, la micro e macro risoluzione per esempio..  è come se insieme si potenziassero all’inverosimile... non è solo una addizione algebrica di pregi sonori, è molto di più.

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alexis

Nefro hai provato i Max shd?

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nefro

@alexis no magari, ma li ha il mio amico...superbi

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alexis

Come cavo phono per fortuna si sono fermati al Ma - x pH, anche se il mio, visto ora, sulla scatola riporta “95 multipole”, mentre sul sito sono fermi a 68. Boh.

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BEST-GROOVE

sospetto che il cavo in questione costi più della testina a cui viene collegato ; a questo punto se lo squilibrio di spesa verte verso il cavo e la testina passa in secondo piano siamo veramente alla frutta. O.o

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alexis

Quel particolare punto di transizione, è, evidentemente, un Limes assai periglioso per il delicato segnale proveniente dalla testina. Meglio tenerne conto, che trascurarlo in nome di una ipotetica “ragionevole” ed equa distribuzione delle spese tra meccanica, braccio testina e pre fono. Se vogliamo toccare le stelle, dobbiamo ricordarci che neppure loro sono “aggratis”.

Facezie a parte, e superate le doverose considerazioni sui folli listini hifi, una tematica che non può a mio avviso essere elusa facilmente e a cuor leggero. Questo é il primo cavo della catena ed evidentemente il più importante. Inutile spendere in testine ipertop, e poi accontentarsi del cavo benevolmente offerto dal costruttore del braccio, che sicuramente “Sa Il  fatto suo”.

se vogliamo sapere cosa è impresso in fondo ai nostri solchi vinilici, abbiamo bisogno di un cavo simile, se non questo, almeno un altro capace di simili prestazioni. E Sarebbe bello scovarne uno dal costo più ragionevole, qui siamo tutti d’accordo..ma al momento sul podio c’è lui. Poi vedremo.. anzi forse a breve .. chissà. 🙂

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cammellocurioso

credo che @alexis intenda consigliare, agli appassionati vinilisti, di usare il miglior cavo (di cui si è  in possesso) tra testina e pre phono. 

non posso che convenire.

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saperusa

@cammellocurioso Alexis consiglia un cavo phono dedicato, il migliore possibile.
Il cavo phono è diverso per costruzione, valori elettrici, geometria degli schermi  dagli altri cavi di segnale.

S.

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alexis

esatto. i cavi phono davvero dedicati sono diversi, perché evidentemente diversi i valori in gioco, non nell'ordine del V, ma dell'mV.. e anche le impedenze tipiche degli ingressi dei pre fono, probabilmente hanno il loro peso.

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cammellocurioso

@saperusa 

purtroppo l'editor ci ha messo del suo...

intendevo scrivere la stessa cosa. 

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antonio_caponetto

Come ho appena scritto in un altro, simile, thread, dato il maggior numero di variabili in gioco nell'analogico rispetto alle catene con sorgenti solo digitali, sono totalmente d'accordo sul fatto che si debba usare un cavo phono specifico, e in grado di inserirsi nel migliore dei modi tra testina e prephono.

La scelta del cavo phono è in funzione dei  valori della testina, tipo, tensione d'uscita, capacità consigliata o impedenza, se il prephono permette di variare questi valori, se e quanto incide il cablaggio interno al cavo, ecc...

Dopoddichè penso che anche economicamente non abbia senso un cavo phono eccessivamente migliore della testina. Sempre un componente passivo è... (detto da cavofilo, si badi)

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noam
9 ore fa, saperusa ha scritto:

@cammellocurioso Alexis consiglia un cavo phono dedicato, il migliore possibile.
Il cavo phono è diverso per costruzione, valori elettrici, geometria degli schermi  dagli altri cavi di segnale.

S.

Sono cavi diversi , ma sei riuscito a farli suonare in maniera molto simile . Si sente che appartengono allo stesso marchio di fabbrica . 

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juss956

@alexis  e' tutta una questione di delicatissimi equilibrii ..., il prezzo non conta, quello che fa si che il suono sia davvero meraviglioso

è racchiuso in due semplici parole : sinergia perfetta !! 

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alexis

Di rado scrivo e racconto in questa sede di un particolare oggetto o di un componente. Preferisco ragionare di concetti, su basi più ampie. Ma la questione che mi sono posto in questo frangente era semplice semplice.

vale di più la qualità assoluta di un singolo cavo, o la sua specificità, ovvero specializzazione?

cosa succede se sostituisco uno dei migliori cavi di segnale, con uno di egual livello, ma dedicato alla transizione del segnale phono? Come giustamente sostiene  saperusa, sono ambiti diversi, che vanno affrontati con “armi” diverse.

e senza poter generalizzare, perché troppo ampia è l’offerta del mercato, mi pare di poter segnalare che la maggior parte dei cavi “phono” presenti sul mercato, sono null’altro che normali cavi linea, dotati di cavi di massa, e magari terminati DIN..

sarebbe interessante leggere di esperienze specifiche di appassionati, che hanno giocato un po’ in questo ambito... 

per quanto mi riguarda, considerato l’enorme peso specifico del cavo nella prima tratta, penso che la maggior parte delle impressioni di ascolto di per esempio bracci e testine siano pesantemente inficiate dalla prestazione del cavo, e per questi motivi da ritenersi poco significative per non dire inattendibile.

Faccio un esempio: cosa suona meglio, per esempio una lyra Atlas ( top Level)  con un cavo di serie (per esempio quello fornito dalla sme), oppure una lyra delos, l’entry level,  ma con un cavo del livello di un Max phono ( o equivalente)?

io la risposta la so, perché ho provato, e non è affatto un esito confortante.. 

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noam

@alexis ma il cavo entry level dello sme è come avere una mm entry level .

Alex ti piace vincere facile 

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alexis

Ho fatto un esempio, ne potrei farnemolti altri, assai scabrosi, perché coinvolgono giradischi assai diffusi e stimati, anche di livello medio alto, alcuni con bracci dotati di cavi fissi e non sostituibili, per esempio.

 Ma non voglio parlare di marchi, ma di concetti. e la questione, così come l’ho sperimentata io, è spinosa assai 🙂

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antonio_caponetto

@alexis concordo con te, ma non riesco a capire cosa ci sia di spinoso. 

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ago

@alexis concordo. Per esperienza diretta e non recentissima nel mio impianto il cavo in dotazione ai bracci SME anche top come il V è un cavo onesto ma palesa i sui limiti già  al confronto di un Cardas Clear phono ( cavo dalla capacità molto bassa). Ma concordo ancora di più sul concetto che un cavo espressamente ideato per svolgere quella funzione faccia davvero la differenza: cambiando il buon cavo in dotazione con il braccio Graham su questo Basis con il cavo  Lyra abbiamo avuto i ringraziamenti immediati da parte della Lyra Skala montata in quel momento ed in azione nel sistema della foto sottostante. Geometrie , lunghezza,  bassa capacità, studio dei connettori? O forse tutte queste cose. La materia, sentiti i risultati, è degna di essere approfondita.

Saluti

Luigi

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alexis

wow le mie viva allegro in silver con gli aurora mono...

ma è il tuo sistema?

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ago

@alexis no non è mio. Era alla mostra di Ricci a Roma. Io ho montato solo il giradischi Graham di cui ho descritto sopra la esperienza di ascolto. A casa ho cose diverse descritte nei 3d testine da vicino e pre phono.

Saluti

Luigi

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alexis

prova, se hai occasione, anche il max phono.. intossicante 🙂

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ago

@alexis purtroppo il pre phono ha un solo ingresso bilanciato con connettori Lemo. È difficile provare cavi nuovi.☹️ Inserire adattatori vari in un punto così delicato non mi sembra opportuno e non so nemmeno se esistano. Se fosse stato possibile già  avrei provato almeno il cavo Lyra. Tra l'altro in questo cavo anche i connettori sono stati scelti in base ai parametri fissati nel progetto e sostituirli tout court non sarebbe una buona idea. Rimango con il cardas clear 😜

Saluti

Luigi

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odino

Mi fa molto piacere leggere quello che molto timidamente, con solenni prese per il beeeeeeeeeeep della mia cricca di amici, sostengo da tempo, non solo sull'importanza dei cavi in generale ma della specificità degli stessi...trovo peraltro stimolante la sfida lanciata dall'architetto alexis 🙂 sulla possibilità che si possa fare di meglio ed a costo inferiore , molti ann fa ne feci uno che lasciò piuttosto soddisfatto il nostro comune amico Stefano (GOTO) che, come sai, ora  è in fase di down size del suo impianto.

Buona musica

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saperusa

Una breve nota sulle specifiche che ha un cavo phono per essere tale e le soluzioni adottate dai vari costruttori.

Tutti i cavi phono che vengono prodotti hanno alcune specifiche che sono comuni a tutti e che proprio per queste sono dedicati al collegamento tra la testina del nostro gira ed il pre phono.

Prima di tutto i valori capacitivi che devono essere entro un range ben specifico all'interno di una lunghezza di 120 cm e che in genere oscillano tra i 40 ed i 100 pf/m quindi dato che la capacità di un cavo è linearmente dipendente si può calcolare facilmente la capacità totale del cavo per la classica lunghezza di 120 cm.

La sezione totale, ottenuta tramite sinogolo conduttore o tramite geometria multiconduttore  "viaggia" sempre tra un AWG 24 ed un AWG 21.

Questi valori sono legati al segnale che devono trattare e non avrebbe senso oltre ad essere deleterio uscire da questi valori.

Ora la maggior parte dei costruttori produce cavi di segnale mono conduttore quindi un canale si ottiene a prescindere la geometria con una coppia di conduttori.

Questa è la strada più facile ma anche quella che non permette di ottenere certe prestazioni da un cavo phono.

In questo modo si ottengono delle specifiche su valori capacitivi da mostrare estremamente bassi ma anche valori induttivi che ci fanno capire che cosa aspettarci.
In genere per ottenere una gamma bassa un minimo estesa si opta per conduttori AWG 22/23 in modo da avere un giusto compromesso tra estensione in alto e gamma bassa.
La maggior parte dei cavi viene costruita in questo modo...
Dopo di che se vogliamo avere certe prestazioni dobbiamo andare su sistema multiconduttore lavorando sulla geometria per non sforare i valori di progetto della capacità ma nello stesso tempo per avere bassi valori induttivi.
Mit gioca diverso nel senso che utilizza un grande numero di conduttori che comporterebbe un grande valore capacitivo ma poi li riporta alle specifiche di progetto con una rete passiva che gli permette di fare e ottenere quello che vuole.
Di fatto equalizza il cavo, ma lo sa fare bene visto che all'ascolto la rete passiva non fa sembrare che si sia perso dettaglio con il MIT; loro sanno lavorare sulla rete passiva del resto sono almeno vent'anni che hanno sempre aggirato i problemi delle specifiche attraverso una serie di componenti passivi inseriti all'interno dei loro cavi.
Per gli altri si viaggia con sistemi multiconduttore (anche Silcable sul top di gamma) lavorando sui drain e spessori dei rivestimenti dei cavi in modo che con la geometria si mantengano certi valori.
A questo si aggiunge la modalità con la quale si progetta lo schermo dei cavi che per ottenere le migliori prestazioni non dovrebbe essere collegato a R-/L- ma dovrebbe andare in comune con la massa del braccio  in modo da non aumentare inutilmente la capacità del cavo schermandolo nello stesso tempo.
altri mettono un filo di piccola sezione collegato tra la massa del gira e quella del phono e amen...
Quindi fare un cavo phono non è banale e farlo multiconduttore diventa molto complicato ma come ho scritto prima permette di spostare l'asticella delle prestazioni molto più in alto.

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