Marcone

Biamplificazione

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Marcone

Buongiorno a tutti, vorrei sapere se qualcuno di voi ha mai provato a collegare l'uscita pre out di un intergrato per pilotare un finale per ottenere una biamplificazione.

Grazie.

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AlfonsoD

Si, provato riprovato fatto pasticci e ottenuto risultati notevoli, ma sarebbe meglio capire il contesto in cui vuoi applicare questo metodo, perché ci sono vantaggi e svantaggi nel farlo, e dipende anche da come sono fatte le amplificazioni che vuoi usare.

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Marcone

Ho un pass int 150 per le vie alte, vorrei collegare un pass 350x5 per quelle basse...

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AlfonsoD

Ma con biamplificazione passiva, cioè attaccando in maniera cruda un amplificatore ad ogni coppia di morsetti dei diffusori?

(ovviamente s'intende con diffusori predisposti per il biwiring)

Inoltre non avresti il controllo sul secondo finale che DEVE essere dotato di guadagno regolabile per allineare l'emissione delle due vie.

Io trovo la cosa abbastanza inutile, sopratutto in caso di finali con buone doti di pilotare carichi ostici; IMHO la biamplificazione ha senso solo se è attiva, cioè con un crossover eletrronico a monte e l'eliminazione di quello interno ai diffusori.


 

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Marcone

Ma l'uscita pre out non varia a seconda del volume  dell'integrato?

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Marcone

Dovrei regolare il volume dal crossover elettronico?

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AlfonsoD

calma, calma.

Allora: il volume del pre out è gestito dall'integrato, ma è fissa, come è fisso il volume del finale che vuoi "attaccarci", a meno che non abbia una regolazione di guadagno da qualche parte (che io ignoro).

Il problema sarebbe questo: i diffusori (che non sappiamo quali sono, ma dò per scontato che sia un diffusore con connettori per il bi-wiring) sono fatti per essere alimentati con la stessa potenza ad entrambe le coppie di morsetti; mettendo un finale sull'uscita pre-out, non puoi sapere a che livello uscirà rispetto alla sezione finale interna, quindi ti potresti trovare uno squilibrio con una sezione bassa (o alta) più avanti o più indietro e non poterci fare nulla.

E' per questo che quando si fa una biamplificazione passiva si utilizzano finali identici o con controllo di guadagno.

----

Multiamplificazione attiva: altro pianeta

Non c'è più il crossover passivo dei diffusori, c'è un sistema che divide il segnale a monte inviando ad ogni finale solo il segnale adatto a pilotare direttamente l'altoparlante cui è collegato, senza interposizione di altri condensatori, induttanze e così via.

Ovviamente il punto debole della catena è il crossover, ma oggi si può agire in digitale prima che il segnale venga convertito, e si può intervenire in maniera anche pesante senza le controindicazioni dei crossover passivi tradizionale e di quelli analogici di qualche anno fa (rotazioni di fase poco controllate, effetti del taglio che si sentivano anche a diverse ottave di distanza, etc...).

P.S.

Un sistemino simile lo sto studiando, ci metterò ancora (molto) tempo, ma l'obiettivo è alto, quindi non c'è fretta.

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sm63
23 ore fa, Marcone ha scritto:

Ho un pass int 150 per le vie alte, vorrei collegare un pass 350x5 per quelle basse...

Biamplificare dal punto di vista teorico offre notevoli vantaggi  sia passivo e attivo ,la potenza  come spesso viene espressa non aumenta ma facilita il lavoro per entrambi le amplificazione .

Tanto per capirci un amplificatore collegato per pilotare un diffusore intera banda , erogare la sua potenza in funzione al carico  distribuita sull'intero spettro audio interessato  dividere un due o piu' parti lo spettro comporta vantaggi in termini di pilotaggio ,come potrebbe complicarne delle altre .

Nel caso specifico non vedo un potenziale vantaggio in quanto sei limitato dall'ampli piu' piccolo .

In passivo il diffusore è stato previsto tenendo conto la potenza applicata sia identica per entrambi i morsetti   ,in attivo invece le possibilita' sono altre ,essendo le vie superiori quasi sempre attenuate .

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maxme1

@Marcone 

23 ore fa, Marcone ha scritto:

Ma l'uscita pre out non varia a seconda del volume  dell'integrato?

Solitamente l'uscita pre out è variabile tramite il volume, quella fissa è l'uscita rec out. 

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newton

poi c'è il costo di avere tutti i cavi doppi, da ultimo...

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ferroattivo

Salve a tutti, posto la mia esperienza con la biamplificazione passiva ed attiva. Ho usato per diversi anni la biamplificazione passiva con un pre a doppia uscita di cui una regolabile, in questo modo è possibile usare due diversi finali. Un finale a transistor per la gamma bassa, un finale a valvole per la gamma medioalta. Non avendo alcuna strumentazione, ho regolato ad orecchio l'erogazione di potenza del finale a transistor livellandolo al finale a valvole ottenendo ottimi risultati senza avvertenza di scollegamento delle due gamme. Ovviamente il pre deve essere cazzuto per pilotare senza esitazione i due finali. Con questa configurazione si ottiene un suono piu corposo, il segnale musicale è piu' veritiero, si entra in una altra dimensione e non si torna piu' indietro.

Attualmente ho cambiato tutto, piloto le mie casse a tromba (5 vie) con la triamplificazione attiva  e due crossover, uno digitale , uno analogico, uso un finale a transistor per la gamma bassa , un finale a valvole da 40 watt  per la gamma mediobassa e un finale da 9 watt 300B per la gamma medioalta. In questo caso le variabili sono tante, si puo' intervenire sia su i due crossover attivi sulle singole bande di frequenza (e non è poco) ma anche sul crossover passivo a bordo casse. Come citato da Newton ci sono piu cavi ma anche piu finali di potenza. Si viene ripagati da grandi soddisfazioni ed è un gioco che non stanca mai.

Guerino

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arturo3358

@Marcone concordo con @ferroattivo 

ho mosso i primi passi biamplificando con un crossover Cabre AS 45L economico , tuttora in produzione, ma efficace Appurato che riuscivo ad avere degli iggettivi miglioramenti sono arrivato alla triamplificazione utilizzando  2 xover Cabre di livello superiore 105 e 105L a seconda dei sistemi che collego

Difficle se nin impossibile tornare indietro

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