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FedeZappa

Realizzazione centralino BTicino/Atlas - FOTO

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FedeZappa

Ciao a tutti.

Dopo una certa gestazione, oramai è pronto il centralino che ho studiato assieme a Francesco/Leopardino, il mio elettricista "audiophile" di fiducia.

Requisito indispensabile per le mie esigenze è la dimensione ridotta del tutto, il centralino potrebbe finire inserito nello stesso mobile/rack dei componenti hifi, e non appoggiato a terra come usa di solito.

Ci sono ancora un paio di paricolari da definire, a esempio i morsetti.

Sto aspettando altre foto da Francesco, il quale mi deve confermare o meno se quelli visibili qui di seguito saranno i definitivi.

La prerogativa principale di questo centralino è l'utilizzo di un cavo da 4mmq, per la precisione l'Atlas Eos 4sqmm, trovato usato dal sottoscritto nella non comune misura di 3 metri terminato.

La schuko è quella che vedete in foto, mentre sull'altro lato il cavo era stato terminato dal precedente proprietario con una IEC rodiata Furutech , che ho rimosso e riutilizzato per terminare un altro cavo di alimentazione.

Credo di non sbagliare nel dire che, avendo a disposizione 3 metri di cavo, ne sono stati utilizzati non più di 1,2-1,5 per i collegamenti interni al centralino, per cui almeno un metro e mezzo è rimasto a disposizione per la mandata centralino-muro.

Ma questo dettaglio ed altri saranno poi definiti meglio da Francesco, che in questo periodo è impegnato e mi passerà altre foto e informazioni, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione interna.

Da notare che il cavo Atlas, nonostante i conduttori di 4mmq, si è rivelato estremamente flessibile. Pure troppo a detta di Francesco, perché infilandolo nei morsetti delle prese, alcune volte i mazzetti costituiti dai singoli trefoli si sono "sfaldati", constringendolo a rifarli.

Ad ogni modo meglio così piuttosto che conduttori troppo rigidi.

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Ultima Legione @

Perdona la mia ignoranza, ma quali sono le peculiarità di questo cavo ATLAS EOS?

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domenico80

@FedeZappa 

quindi , se ben capisco , tutto viene collegato ad una unica singola presa a muro ?

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camaro71

Ma praticamente è una ciabatta? 

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domenico80

a me è sembrata tale

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FedeZappa
3 ore fa, Ultima Legione @ ha scritto:

Perdona la mia ignoranza, ma quali sono le peculiarità di questo cavo ATLAS EOS?

Dal sito Atlas, tradotto con Google :

"Atlas Eos da 4,0 mm² è costituito da conduttori OFC di 4,0 mm quadrati in un dielettrico isolante in PTFE estruso ad alta pressione ea bassa temperatura, il tutto contenuto in una guaina in PVC con rivestimento in tessuto. Un foglio di alluminio e filo di drenaggio respinge gli effetti deleteri di RFI e torcendo i conduttori respinge EMI. Questi cavi di alimentazione danno un suono solido con bassi prolungati. Il 4.0 mm ha una resistenza inferiore e può essere utilizzato in sistemi più grandi che disegnano a.c. Correnti. L'Eos funge da filtro contro l'ingresso nocivo a.c. potere, scarica gli effetti di disturbo sulla terra e rifiuta l'RFI aereo. L'EOS è uno dei pochi cavi disponibili che consente al sistema di fornire maggiori informazioni. L'EOS funzionerà bene in un sistema in cui l'a.c. il potere sta introducendo effetti di disturbo, sia da un terreno sporco o da effetti aerei come RFI. Caratteristiche tecniche Materiale conduttore: 19X12 / 0.15X3C + 19 / 0.16tc + AL + 1C + nYLON Treccia Guaina: OFC Tipo schermo / Materiale: AL-Mylay Copertura schermo%: 100% Dielettrico: Teflon"

poi, per quanto possa valere, la recensione pentastellata di whathifi:

https://www.whathifi.com/atlas/eos/review

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FedeZappa

Si il centralino/ciabatta termina a muro con la schuko Atlas della foto

L'idea del centralino al posto della tradizionale ciabatta industriale tipo Gewiss, é venuta perché si voleva inserire un cavo di sezione più importante con il rischio che lo stesso fosse poco flessibile rendendo molto complicato fare i collegamenti interni

Il centralino invece, tradizionalmente usato come "quadro" da muro che ospita interruttori e differenziali vari, ha molto più spazio interno. 

Inoltre le dimensioni compatte, non avendo un lato predominante come ad esempio le ciabatte multimodulari (che in presenza di 12 o più moduli raggiungono tranquillamente 50 o più cm di lunghezza), possono tornare utili nel caso di inserimento del tutto in un rack portaelettroniche.

Le stesse ciabatte Gewiss, per ospitare così tanti moduli, si trovano poi con uno spazio interno ridottissimo a fronte di moltissime mandare di cavi da collegare, con il rischio di forzature degli stessi e distaccamento accidentale.

Poi, Bticino fa prese Unel e bipasso di qualità superiore a Gewiss.

Senza voler togliere nulla a Gewiss (ho una loro ciabatta sull'HT), queste prese sembrano identiche a quelle montate su prodotti Hi End dal costo molto più alto.

In più come si vede dalla foto il cavo esce in modo diretto, non come molti prodotti Hi End che hanno la IEC in entrata aumentando inutilmente i costi e il numero di contatti.

Ultimo non ultimo, la realizzazione maniacale delle mandate di cavi, realizzate con il metro e cioè nella misura strettamente necessaria, il che ha permesso di utilizzare solo 1,3 m di cavo a fronte del collegamento di ben 7 frutti (totale 6 moduli), lasciando  disposizione 1,7m di cavo per la mandata a muro (F. mi ha appena comunicato le misure).

Più cavo resta fuori e meno ne viene sprecato all'interno meglio è, a rigor di logica.

Ma la cura di questi dettagli la si vedrà meglio da altre foto che in questo momento non posso ancora caricare.

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domenico80

quindi una ciabatta esteticamnete - digeribile -  , ok

nessun fusibile ?

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FedeZappa

No, lavoro pulito.

Se mi assunto di casa per qualche giorno stacco tutto come ho sempre fatto. 

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domenico80

hai controllato il diametro dei fili della presa  a muro ?

penso di sì , perché solitamente è di 1 o 0,75 mm

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FedeZappa

Si nelle case vecchie e' così. 

La casa è nuova e ha una linea dedicata all'hifi sempre da 4mmq con il suo magnetotermico.

Linea diretta tirata dall'elettricista che ha lavorato per l'impresa ma fatta a regola d'arte senza interruzioni e giunture tra cavi perché controllata da me e F.

comunque credo per legge che adesso ci voglia almeno un filo di 1,5mmq perché nelle prese "servizi" (non elettrodomestici) ho visto che l'elettricista per rispettare la norma ha montato quello. Forse 1,5mmq anche nei punti luce ma non sono sicuro. 

Tornando al discorso di prima, per mia fortuna, in caso di temporali ho sempre staccato gli impianti e gli elettrodomestici e non ho mai avuto danni.

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FedeZappa
37 minuti fa, domenico80 ha scritto:

quindi una ciabatta esteticamnete - digeribile

Si è così. 

Come del resto sono più o meno quelle simili alla mia ma vendute a centinaia/migliaia di euro dai costruttori audiophile.

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domenico80
1 ora fa, FedeZappa ha scritto:

La casa è nuova e ha una linea dedicata all'hifi sempre da 4mmq con il suo magnetotermico.

Linea diretta tirata dall'elettricista

okay , molto bene  😉

sai , capita di sentirne di ogni

1 ora fa, FedeZappa ha scritto:

Si è così. 

Come del resto sono più o meno quelle simili alla mia ma vendute a centinaia/migliaia di euro dai costruttori audiophile.

be' , qui entriamo nell'arte 😎

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corrado
2 ore fa, domenico80 ha scritto:

perché solitamente è di 1 o 0,75 mm

Per essere a norma deve essere minimo da 1.5 per piccoli elettrodomestici altrimenti da 2.5.

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domenico80

il nuovo

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camaro71

Ottimo lavoro 

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Leopardino

Buongiorno,

Sono Francesco, l'esecutore del centralino..chiamarlo "ciabatta" è riduttivo visto cosa si intende generalmente...

Di cosa parliamo esattamente allora?

Di un distributore di rete o multipresa audiophile oriented dall'aspetto elegante ma al tempo stesso funzionale: la struttura e le finiture non sono quelle di un contenitore grigio con viti gewiss ( con tutto rispetto) ridipinto ,non c'è  niente che nemmeno si avvicini concettualmente!.

Ospita ben 18 moduli mantenendo compattezza: 176x250x65 , il contenitore include telaio principale autoportante fissato sul fondo, singoli supporti e placche per i gruppi di moduli con tutte le viti nascoste alla vista. Praticamente ricalca lo schema collaudato dei frutti elettrici ad incasso di casa nostra.

La finitura nonostante i materiali plastici non è "cheap". Può stare in bella vista ed infatti è  stata acquistata a questo scopo per Federico che ha stringenti esigenze di design.

Le prese inserite sono bticino serie Living originali (girano molte infime "compatibili") e sono in produzione da una vita: sicure, affidabili e rifinite bene.


Le soluzioni del collegamento a stella e dell'uso dei morsetti a serraggio indiretto serie Z della Cembre unitamente all'adozione del cavo Atlas usato sia per i frutti che per la mandata principale fanno sembrare questa multipresa una soluzione avvicinabile per esempio  a quella in vendita dall' audiogears...molto molto poco..per niente gewiss... più  audiogears...,poi si può  sempre spendere (molto) di più per soluzioni già  pronte.. 




 


 

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Leopardino

Ancora qualche  appunto sulla realizzazione: il fondo del centralino è  rinforzato al centro con un un rialzo che ricalca la barra din in uso nei quadri elettrici e mi ha permesso di fissare in modo stabile due morsettiere con questo tipo di attacco. La terza morsettiera (quella di terra) è volante per la mancanza di spazio fisico visto il collegamento a stella di grossa sezione (ricordo di 4mmq). Impossibile fare di più. La pulizia comunque con i morsetti a più  vie è  notevole in luogo delle classiche "campane" e "mammuth".


il lavoro ha richiesto pazienza e perizia. Gli stessi morsetti sulle prese sono stati stretti con la frizione dell'avvitatore dopo averli stretti prima a mano!.

I singoli conduttori sono stati spellati con spellafili manuale e non con forbici per non rovinare i trefoli;


Il punto inserzione della terra in entrata è  centrale alla mosettiera;

le curvature dei singoli spezzoni sono allo stesso modo senza l'uso di fascette;

le entrate nei morsetti seguono il percorso più  breve possibile;

le prese sono girate tutte nello stesso verso e i collegamenti di fase sono identici (a sinistra per le shuko, in alto per le bipasso); 

 Per contenere in posizione le diciture Atlas sui cavi nella stessa identica posizione originale sono state usate delle termorestringenti "invisibili"...ecc. .

Rimango a disposizione per chi avesse domande o dubbi o ancora volesse consigli in merito.

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gpb
Il 9/8/2018 Alle 11:06, FedeZappa ha scritto:

Dal sito Atlas, tradotto con Google

cioè un 3x4 schermato...

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Leopardino

Esattamente

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FedeZappa

Certo che in questa sezione i cavi audiophile non è che godano di tanta popolarità 😏

Ma è giusto così.

La mia idea è che le valutazioni andrebbero fatte caso per caso o meglio cavo per cavo.

Se ciò che interessa sono sezione importante, tanta flessibilità, un buon isolamento (teflon), spine all'altezza e prezzo accettabile (per me) sull'usato, questo cavo potrebbe essere l'ideale.

Se si cercano presunte prestazioni top, materiali rari e nobili, geometrie complesse (purtroppo legate spesso a scarsa flessibilità), trattamenti esoterici oppure psicosuggestioni dovute al prestigio di un determinato marchio, allora anche questo cavo è da considerarsi non prestigioso come altri concorrenti, specialmente USA, che dalla loro parte hanno anche il prezzo gonfiato da spese di trasporto e importazione.

Tutte cose che ne aumentano il listino, il prestigio e l'impressione di mistero.

Se si vuol spendere molto meno e, FORSE, accontentarsi, allora ci sono tanti cavi di tipo industriale a buon prezzo.

C'è la possibilità che vadano uguale o addirittura meglio, ma anche quella che siano costruiti peggio (quasi sicuramente) e vadano peggio (questo non è detto).

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domenico80
46 minuti fa, FedeZappa ha scritto:

Se si vuol spendere molto meno e, FORSE, accontentarsi,

scusami , accontentarsi in quale ambito ?

46 minuti fa, FedeZappa ha scritto:

allora ci sono tanti cavi di tipo industriale a buon prezzo.

un cavo industriale è sempre garanzia di affidabilità , rispetto delle normative e sicurezza

47 minuti fa, FedeZappa ha scritto:

C'è la possibilità che vadano uguale o addirittura meglio

scusami , ma cosa intendi ?

47 minuti fa, FedeZappa ha scritto:

ma anche quella che siano costruiti peggio (quasi sicuramente)

difficile i cavi industriali siano costruiti peggio 

48 minuti fa, FedeZappa ha scritto:

e vadano peggio

come prestrazioni teniche o , all'ascolto ?

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FedeZappa

Era chiaro che mi riferivo al fatto che un cavo come quello è costruito meglio, con materiali migliori, basta guardare la purezza del rame e l'isolamento in teflon.

Poi si sa che a volte i marchi audiophile non rispettano le normative ma me ne sono fatto una ragione, anche perché a casa mia per fortuna non si è mai incendiato né usurato alcunché, né cavi né altro.

Poi spesso, ma non è detto, i risultati si sentono anche all'ascolto.

Comunque se preferisci i cavi di tipo industriale non sono io che devo convincerti, avrai già una tua idea in proposito.

Mettermi a discutere sulla'importanza o meno di un buon cablaggio non mi interessa, né qui né in fine tuning, ho già dato.

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FedeZappa

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domenico80
4 ore fa, FedeZappa ha scritto:

Comunque se preferisci i cavi di tipo industriale

li preferisco perché certificati ed ottemperanti le normative , solo per questo , non certo per - l'ascolto

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Leopardino

 Io con i cavi industriali ci lavoro tutti i giorni e allo stesso tempo ho avuto in mano aperti dei cavi audiophile. I primi sono sicuramente a norma e mi pare scontato dirlo...i secondi dipende anche dal paese di provenienza e vanno verificate le compatibilità elettriche. Rimane il fatto che l'Atlas in oggetto è  un ottimo cavo che rispetta anche i colori di neutro e terra come quello industriale. Per me deve suonare anche bene nel giusto contesto come quello di Federico. Comunque dovremmo tornare in topic..

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domenico80
3 minuti fa, Leopardino ha scritto:

Per me deve suonare anche bene nel giusto contesto come quello di Federico

ecco , qui volevo arrivare 

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