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paolosances

Solid core del 1976

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oscilloscopio

@what Se hai voglia prova...io ho provato su un impianto, ma non ho colto particolari differenze (ma per come sono piazzato io per cogliere differenze devono essere molto sensibili)

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Fabio Cottatellucci
12 minuti fa, what ha scritto:

Giusto,ora è chiaro.Marrone uguale lucina.Avete capito che non è esattamente il mio campo...

Ragazzi, non scriviamo inesattezze.

Il cercafase non serve assolutamente a nulla per mettere in fase elettrica gli apparecchi.

Totalmente inutile anche guardare dentro gli apparecchi.

Come avremo scritto una trentina di volte (non scherzo), non c'è relazione fra il filo marrone della corrente e la messa in fase elettrica dell'apparecchio.

Alla base di questo equivoco c'è la confusione fra due diverse nozioni di fase; per chiarire la cosa, guardate qui:

La messa in fase elettrica di un'elettronica si fa col tester, seguendo il metodo descritto qui sotto, post 10 e 12, o col metodo analogo dell'Ing. Chiappetta):

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Fabio Cottatellucci

Peraltro, evitiamo di trasformare questo thread nell'ennesimo sulla fase elettrica, che sarebbe OT...

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viale249

@paolosances difficilmente come conducibilità sarà migliore di quello attuale che, se realizzato da primarie marche, è almeno 99,9%. Non sempre vecchio è sinonimo di costruito meglio. Quando ho acquistato il mio attuale appartamento l'ho ristrutturato completamente: l'impianto elettrico era realizzato con cavo solid core: gettato tutto senza rimpianti... 

@what non scherzarci, non è rassicurante avere l'impianto domestico realizzato con questo tipo di conduttore per almeno per due motivi: la sezione è spesso sottodimensionata rispetto ai carichi odierni (lavatrici, lavastoviglie, forni elettrici, etc.), l'isolamento è praticamente fuori legge (dovrebbe essere non propagante l'incendio...); può succedere che in caso di guasto le due cose portino a conseguente anche gravi. Volendo revisionare il tutto sorge il problema che le canalizzazioni usate all'epoca non consentono una facile sostituzione dei conduttori oltre a non avere il diametro idoneo a fare passare tutti i conduttori necessari, rendendo obbligatorio l'uso di canale esterne. Immagino poi che non avrai protezione selettiva ne linee separate per luci e f.m. Valuta un adeguamento specie se l'appartamento è di proprietà, al limite limitato alle sole prese.

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what

Circa le fasi dell'impianto audio, la mia era solo ironia.Non ho proprio voglia di perdere tempo a sperimentare.Con tutti gli apparecchi che ho ,dovrei prendere l'aspettativa...

L'impianto elettrico se pur antiquato,per il momento non da problemi,  senz'altro esiste il problema "norma".

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ediate

@viale249 Sono assoutamente d'accordo sulla necessità dell'adeguamento alle norme attuali dell'impianto elettrico. Lo feci sulla casa che ho venduto qualche anno fa e ancora benedico quei soldi, adesso devo farlo su quella attuale.

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Fabio Cottatellucci
19 ore fa, viale249 ha scritto:

rendendo obbligatorio l'uso di canale esterne.

Sai che mi sembra di ricordare che siano state vietate pure quelle?

C'è un installatore che ce lo conferma?

12 ore fa, what ha scritto:

L'impianto elettrico se pur antiquato,per il momento non da problemi,  senz'altro esiste il problema "norma".

Be, il problema "Norma" coincide con il problema "Sicurezza"...

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Martin
On 9/14/2018 at 8:00 PM, v15 said:

Si, mi pare si chiamasse "effetto pelle" e si usava il cavo multifilare proprio per evitare ciò. 

L' effetto pelle dipende da una interazione complessa tra la corrente ed il campo EM ad essa associato all'interno del conduttore, che questo sia a filo unico o formato da fili intrecciati nulla cambia, a meno che i fili intrecciati non siano l'un l'altro isolati nel senso della lunghezza come nel c.d. filo Litz. 

Inoltre l'effetto pelle è  proporzionale alla frequenza,  aumentandola è come se i cavi diventassero più sottii. Questo si somma alle altre "costanti distribuite" della linea: Induttanza e capacità.  Per fortuna lo spettro di potenza del segnale audio decresce brutalmente con la frequenza, mitigando gli effetti dell'incremento di impedenza del cavo.

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Fabio Cottatellucci
14 ore fa, Martin ha scritto:

Per fortuna lo spettro di potenza del segnale audio decresce brutalmente con la frequenza, mitigando gli effetti dell'incremento di impedenza del cavo.

Aggiungerei che le frequenze usate nell'audio sono basse...

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Martin
14 minutes ago, Fabio Cottatellucci said:

Aggiungerei che le frequenze usate nell'audio sono basse...

In assoluto si, ma col particolare che l'intervallo è ampio. Se consideriamo ad esempio la distanza fra 30 e 12000 Hz, andiamo da una frequenza che, vista dal cavo,  è poco più della corrente continua, ad un'altra dove per effetto delle costanti distribuite il cavo potrebbe già cominciare a dar fastidio ad un ampli non ben compensato o volutamente sotto-compensato per ragioni "soniche", oppure con protezioni elettroniche troppo prudenti.

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TheoTks

Mah, ho collaudato componenti attivi e passivi, quindi anche cavi, per circa 20 anni e, per quanto ricordi, alle lunghezze e frequenze in campo, era impossibile riescire a valutare uno sfasamento, era invece possibile valutare i parametri come fossero concentrati... ma non insisto...

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Martin
2 minutes ago, TheoTks said:

era impossibile riescire a valutare uno sfasamento,

Infatti, anche per me gli effetti sono nell'uso pratico impercettibili. E se un ampli va in crisi in alta frequenza per le caratteristiche del cavo, lo ritengo un ampli progettato male. 

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TheoTks
5 minuti fa, Martin ha scritto:

E se un ampli va in crisi in alta frequenza per le caratteristiche del cavo, lo ritengo un ampli progettato male.  

certo, probabilmentte cercano una larga banda passante, a scapito della stabilità.

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