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cronaca e costume La Lombardia è la nuova “terra dei fuochi”?

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https://milano.repubblica.it/cronaca/2018/10/17/news/incendi_milano_rogo_azienda_bovisasca_forte_odore_puzza_segnalazioni-209170148/

Uno dei numerosi roghi di capannoni contenenti rifiuti che stanno andando a fuoco in Lombardia negli ultimi mesi, che sia la Lombardia la nuova terra dei fuochi?

Come ci si dovrebbe comportare nei confronti dei prodotti alimentari Lombardi oggi per tutelare la salute pubblica?

Il rogo dell’articolo, che sta impegnando per il suo spegnimento i vigili del fuoco da domenica, sta producendo fumo e con esso anche diossina che vengono percepiti e respirati fino a Milano.

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Questo è un articolo di oltre un anno fa:

http://www.greenreport.it/news/rifiuti-e-bonifiche/3-anni-250-incendi-negli-impianti-italiani-autorizzati-operare-nel-ciclo-integrato-dei-rifiuti/

In 3 anni 250 incendi negli impianti italiani (autorizzati a operare) nel ciclo integrato dei rifiuti

Ieri le fiamme hanno avvolto lo stabilimento "Eredi Berte" di Mortara, nel pavese

Urge chiarezza: finché gli impianti a norma di legge bruceranno, chi al contrario opera nell’illegalità potrebbe essere il primo a guadagnarci

[7 settembre 2017]

Quello divampato ieri nello stabilimento della “Eredi Berte” di Mortara, in Lombardia, è solo l’ultimo comparso nella lunga serie di incendi che da anni nel nostro Paese bruciano impianti industriali (autorizzati a operare) nel ciclo integrato dei rifiuti: impianti di selezione, riciclo, discariche, etc.

Per quanto riguarda il caso di Mortara in particolare, l’Ispra spiega che «dagli ultimi aggiornamenti sui dati relativi agli inquinanti convenzionali monitorati dalle stazioni della qualità dell’aria non si evidenziano anomalie riconducibili all’incendio», con tutti i valori assoluti «ben al di sotto dei rispettivi limiti di legge». La paura è stata tanta però, e non è ancora dissipata: per le diossine, ad esempio, i risultati delle analisi non sono ancora disponibili.

Nel mentre si moltiplicano i dubbi sulla natura dell’incendio, complice il fatto che proprio ieri era previsto nell’impianto «l’avvio della visita ispettiva ordinaria 2017 secondo la programmazione dei controlli fatta dalla Regione Lombardia», come ricorda ancora l’Ispra: la ditta Eredi Bertè è infatti «una nuova Aia (Autorizzazione integrata ambientale) ed è stata inserita nella programmazione dei controlli a far data dal 2016 (in precedenza il controllo era in carico alla Provincia)».

La cautela è però d’obbligo, e non potranno che essere gli organismi competenti a fare chiarezza sull’accaduto; quel che è certo è che l’area che ha subito il rogo è stata messa sotto sequestro dai Carabinieri, e a Pavia la Procura ha già aperto un fascicolo.

Più ancora che dal singolo caso, sarà interessante analizzare quanto emergerà dall’indagine che la Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti sta mettendo in piedi per individuare un eventuale filo conduttore che leghi questi roghi. Come ha spiegato ieri il presidente della Commissione, Alessandro Bratti, ad oggi «i nostri uffici hanno terminato di acquisire i dati relativi agli incendi che hanno interessato l’intervento delle Arpa, dal 2014 ad oggi. I numeri che devono essere ulteriormente verificati indicano circa 250 incendi in tre anni. Questi incendi interessano impianti di smaltimento e di trattamento di rifiuti e sono di diversa gravità dal punto di vista dell’impatto ambientale. Lombardia, Veneto, Toscana, Puglia e Campania sono numericamente quelle regioni che presentano più incendi ma questo dato estremamente parziale poco ci dice sulla pericolosità di questi fenomeni».

Sulle cause il mistero rimane fitto. Il Sole 24 Ore, che da tempo documenta l’evolversi della situazione, osserva che «c’è chi collega questi incendi a un piano unico, a una mente unica. In qualche caso, i depositi di rifiuti sono andati a fuoco per motivi chiaramente casuali; spesso sono stati accertati inneschi non volontari, per esempio corto circuiti in macchinari oppure reazioni chimiche incontrollate tra rifiuti industriali. Però in molti casi l’origine dolosa è stata comprovata fin dall’inizio, per esempio quando gli incendiari sono stati filmati dalle telecamere notturne di sicurezza che controllano i muri perimetrali degli stabilimenti».

C’è chi chiama in causa i proprietari stessi degli impianti, che si auto-appiccherebbero fuoco pur di cancellare sospette ipotesi di reato, o per sbarazzarsi inopinatamente dei propri rifiuti; un’ipotesi che appare francamente di difficile generalizzazione, dato che si parla di impianti dotati delle necessarie autorizzazioni ad operare. Un incendio, al contrario, oltre alle ire della popolazione locale (c’è anche chi, al contrario, ipotizza che gli incendiari abbiano a che fare con quanti, sul territorio, non gradiscono la presenza dell’impianto)  attira sul sito l’attenzione dei media come della Procura, come si vede, imponendo importanti blocchi operativi (e costi) all’azienda. I rifiuti che l’impianto non potrà più trattare andranno altrove: in un altro impianto autorizzato, oppure magari in discariche abusive?

È questa una delle domande più importanti cui occorre rispondere per osservare le reali conseguenze di questa sequela di roghi. Perché finché gli impianti per la gestione dei rifiuti a norma di legge bruceranno, chi al contrario opera nell’illegalità potrebbe essere il primo a guadagnarci: la nostra società continua a produrre rifiuti, e – come l’acqua – da qualche parte questi devono pur finire. Come, e dove, non è scontato.

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https://video.sky.it/news/cronaca/sky-tg24-60-secondi-terra-dei-fuochi-ha-traslocato-al-nord/v456414.vid

Ci fu un’inchiesta di Sky TG un annetto fa che denunciava il fenomeno, non riesco a ritrovare il thread aperto allora, un problema di cui non si vuole parlare, fermato il traffico illegale di rifiuti industriali che la malavita portava dal Nord al Sud ora il “problema” viene affrontato in loco.

Si comprende anche il perché dell’ostracismo nei confronti del SISTRI, che di riprometteva di monitorare in tempo reale il percorso di tutti i rifiuti dal luogo di produzione alla discarica autorizzata.

http://www.sistri.it/index.php?option=com_content&view=article&id=176&Itemid=27

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Un vecchio articolo già postato al tempo:

https://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/18_gennaio_18/rifiuti-lombardia-incendio-mese-brescia-inquinare-business-41aecdc0-fc64-11e7-80a4-a8d109924739_preview.shtml?reason=unauthenticated&cat=1&cid=4-7-4LCU&pids=FR&origin=http%3A%2F%2Fbrescia.corriere.it%2Fnotizie%2Fcronaca%2F18_gennaio_18%2Frifiuti-lombardia-incendio-mese-brescia-inquinare-business-41aecdc0-fc64-11e7-80a4-a8d109924739.shtml

Rifiuti, in Lombardia un incendio al mese: «Inquinare è un business, ora la terra dei fuochi è qui»

Quattro roghi su 10 si verificano al Nord, nell’ultimo anno in Lombardia è divampato un incendio al mese. Milano, Brescia e Pavia le province più colpite

di Luca Rinaldi

261 casi negli ultimi tre anni di cui 124 nelle regioni del Nord, il 47,5% sul totale. E il 20% circa è di origine dolosa. Sono gli incendi che si sono verificati negli impianti di recupero e smaltimento di rifiuti mappati nella relazione finale della commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti licenziata ieri da Camera e Senato. Quattro roghi su dieci sono registrati al Nord e nell’ultimo anno in Lombardia è divampato un incendio al mese. Il 2018 è iniziato attenendosi alla media con le fiamme al capannone «fantasma» di Corteolona divenuto deposito abusivo di rifiuti. Dai dati raccolti (tra Arpa, procure della Repubblica e Vigili del fuoco) e su cui la commissione ha svolto approfondimenti si contano in regione 33 episodi, la maggioranza dei quali distribuiti nelle province di Milano (8), Brescia (7) e Pavia (6). Tra chi non ha le carte in regola il fuoco diventa più di una tentazione e in alcuni casi le fiamme sono una spia di altri reati ambientali o societari.

I numeri confermano «una inversione del flusso dei rifiuti rispetto alla stagione della “Terra dei fuochi” — spiega la presidente della commissione Chiara Braga — e ciò è dovuto all’alta presenza di impianti di trattamento che ricevono molti rifiuti dal Centro Sud». Una posizione a cui ha fatto eco nel corso di un convegno organizzato a Corteolona dalla prefettura di Pavia lo scorso martedì anche il comandante del Noe di Milano Massimiliano Corsano: «Si inquina non per scarsa etica o per poca conoscenza, ma perché ci si vuole arricchire». In questi contesti ha specificato Corsano «non esiste una singola ecomafia ma esistono interessi criminali nel settore. Sempre più spesso si registrano operatori che si sono piegati a dinamiche delinquenziali pur di sopravvivere economicamente. E ora i rifiuti dal Sud arrivano al Nord».

Il 2017 è stato l’annus horribilis del fenomeno che non coinvolge tanto le vecchie discariche quanto invece gli impianti di trattamento, stoccaggio e selezione dei rifiuti. In particolare quelli medio piccoli meno soggetti ai controlli, di più agile autorizzazione, ma in grado di accogliere grandi quantità di rifiuti che se accumulati e incendiati possono dare luogo a roghi della durata di settimane. Come accaduto alla ditta Eredi Bertè di Mortara che ha impegnato i vigili del fuoco per più di quindici giorni. Le indagini della procura di Pavia sono in corso. Qui la commissione ha fatto un sopralluogo ai primi di dicembre così come in altri due siti: la discarica ex Faeco di Bedizzole (Brescia) e a uno degli stabilimenti della Carluccio di Cinisello Balsamo. Della stessa società era il capannone andato a fuoco il 2 luglio a Bruzzano: episodi su cui indaga la procura di Milano.

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maurodg65

https://www.dtti.it/programmitv/la-terra-dei-fuochi-del-nord-domani-linchiesta-su-sky-tg24-54814/

La terra dei fuochi del Nord, domani l’inchiesta su Sky TG24

Gli incendi di rifiuti sono un fenomeno in costante crescita nelle regioni del Nord Italia. Dal Friuli Venezia Giulia fino al Piemonte, passando per la Lombardia, sempre più spesso si verificano roghi di immondizia, tanto che il fenomeno ha i contorni di una vera e propria “terra dei fuochi del Nord”. Lo racconta un’inchiesta di Sky TG24, a cura di Diletta Giuffrida, in onda domani 14 luglio 2018, all’interno delle principali edizioni del tg.

Le telecamere di Sky TG24 raccontano le cause e le dimensioni di questo problema: il flusso dei rifiuti, che una volta venivano spediti da Nord a Sud del Paese, ha registrato un’inversione, dovuta alla presenza al nord di strutture di smaltimento migliori. La Lombardia conta infatti oltre 2700 impianti, il Veneto oltre 1500. Sempre più spesso però questi rifiuti non vengono gestiti in modo corretto: sono spediti nei siti di destinazione finale ma saltano le tappe di smaltimento intermedie e vengono abbandonati o bruciati senza subire alcun trattamento. Negli ultimi tre anni, quasi il 50% degli incendi di rifiuti è avvenuto al nord. Di questi il 20% era di origine dolosa.

Ad aggravare una situazione già critica è giunta anche la decisione della Cina di bloccare da gennaio l’importazione di rifiuti plastici provenienti dall’Europa. Un peso da sopportare non indifferente, se si considera che, nel 2016, la Cina ha importato oltre 7 milioni di tonnellate di questi rifiuti, il 70% della produzione mondiale. Così, in una filiera sempre più in sofferenza, trovano spazio iniziative illegali ed eco-mafie: i rifiuti sono stipati in capannoni abbandonati – sempre più numerosi a causa della crisi economica – e lì poi vengono lasciati o incendiati, con il conseguente rilascio di sostanze tossiche come la diossina. Nella sola provincia di Pavia, dove è stato effettuato un censimento, sono ben 284 le strutture abbandonate: di queste 164 sono capannoni potenzialmente a rischio di stoccaggio illegale, mentre in 76 è stata accertata la presenza di rifiuti.

L’inchiesta sarà disponibile anche suskytg24.it. Il dibattito attorno ai temi trattati si estenderà anche ai canaliFacebook, Twitter e Instagram ufficiali di Sky TG24.

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31canzoni

Sì è la nuova terra dei fuochi seguita dal veneto. La lega si sta specializzando a brusar scoasse.

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appecundria
Panurge

Una insalatina al fenantrene fa passare anche la tosse.

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Otto von Ubert Steiner

Produciamo troppi rifiuti, che solo in minima parte vengono riciclati. Si creano montagne di spazzatura da smaltire.

La Cina (letto stamattina sul Corriere) ha chiuso le frontiere e non accoglie più monnezza altrui. Ci ritroviamo sommersi, ma lo smaltimento dei rifiuti può trasformarsi da problema a facile fonte di guadagno. Come? Affitto un capannone, un'area dismessa, riempio di immondizia, incasso fior di quattrini (perché se uno raccoglie, significa che altri conferiscono), quando la misura è colma brucio tutto. Cosa rischio? Nulla

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gbale

Il problema è noto da anni e anni. Vi posso solo dire che il senato sta lavorando ad un nuovo testo normativo sulla problematica. Per la questione dei fanghi, già è stato scritto nel 3d del ponte. 

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maurodg65
3 minuti fa, Otto von Ubert Steiner ha scritto:

Nulla

Solo la galera, è penale.

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Otto von Ubert Steiner
Adesso, maurodg65 ha scritto:

Solo la galera, è penale.

Trovami un articolo che parli di una persona finita in galera accusata "solamente" di smaltimento illecito di rifiuti.

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maurodg65

P.S. Lo stoccaggio può essere fatto solo con specifica autorizzazione con autorizzazione della specifica tipologia di rifiuto da stoccare, non puoi affittate un capannone e stoccarci i rifiuti che vuoi e le autorizzazioni le rilascia la provincia o la regione.

1 minuto fa, Otto von Ubert Steiner ha scritto:

Trovami un articolo che parli di una persona finita in galera accusata "solamente" di smaltimento illecito di rifiuti.

Tu manco sai di che parli.

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gbale
9 minuti fa, Otto von Ubert Steiner ha scritto:

Cosa rischio? Nulla

Quando prende fuoco un capannone è mod. 44: ignoti. Chiunque lo può appiccare. Diventerà m. 21 (noti) quando una telecamera avrà visto tutto (quasi mai) 

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Otto von Ubert Steiner
1 minuto fa, maurodg65 ha scritto:

Tu manco sai do che parli.

A parte offendere, sai anche rispondere?

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Otto von Ubert Steiner
2 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Lo stoccaggio può essere fatto solo con specifica autorizzazione con autorizzazione della specifica tipologia di rifiuto da stoccare, non puoi affittate un capannone e stoccarci i rifiuti che vuoi e le autorizzazioni le rilascia la provincia o la regione.

E' proprio su questo che si fa il business illegale sui rifiuti: il capannone andato a fuoco NON aveva alcuna autorizzazione. Quanto sei ignorante...

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maurodg65
1 minuto fa, gbale ha scritto:

Quando prende fuoco un capannone è mod. 44: ignoti. Chiunque lo può appiccare. Diventerà m. 21 (noti) quando una telecamera avrà visto tutto (quasi mai) 

Quei capannoni non sono autorizzato allo stoccaggio, è penale anche il solo aver stoccato i rifiuti, quindi i proprietari sono i primi responsabili, poi se non bastasse i titolari delle aziende che hanno smaltito sono penalmente responsabili del conferimento dei rifiuti a discarica autorizzata, quindi sono anch’essi responsabili penalmente e a seguire.

No a caso chi ha un’autorizzazione allo stoccaggio diventa milionario.

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maurodg65
4 minuti fa, Otto von Ubert Steiner ha scritto:

E' proprio su questo che si fa il business illegale sui rifiuti: il capannone andato a fuoco NON aveva alcuna autorizzazione. Quanto sei ignorante...

Assolutamente no, il business dei rifiuti si è sempre fatto con lo smaltimento dei rifiuti taroccando la tipologia del rifiuto conferito alla discarica, in quella per i solidi urbani smaltivi dai rifiuti speciali a salire, ovviamente era penale ma era difficile risalire ai responsabili in tempi brevi, quello che sta accadendo in Lombardia è qualcosa di diverso e mai accaduto ed è il frutto delle operazioni di polizia al sud e della fine del business dello smaltimento delle industrie del Nord verso il meridione.

Se cerchi ignoranti guardati allo specchio fai prima.

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diego_g
1 ora fa, Panurge ha scritto:

Una insalatina al fenantrene fa passare anche la tosse.

Veramente mi fa venire il mal di gola... lavoro poco lontano da dove si sono sviluppati gli incendi e c'è una puzza fastidiosa davvero...

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gbale
1 minuto fa, maurodg65 ha scritto:

penale anche il solo aver stoccato

Ancora. I mod. 44 e 21 sono sempre penali. Io parlo di BRUCIARE e di dare una responsabilità al danno causato dalla combustione. per le autorizzazioni e le carte l'iter è un altro (sempre penale ovviamente). Infattii l'illecito (eventuale) si concretizzava anche se non bruciava un bel nulla. Via su. 

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maurodg65

@gbale senza autorizzazione non puoi stoccare rifiuti, è penale e prescinde dalla responsabilità dell’incendio se doloso, incendio del quale è comunque quantomeno corresponsabile il proprietario del capannone. 

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Otto von Ubert Steiner

@maurodg65 Ho provato ancora a instaurare un dialogo, ma con te non c'è speranza...

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maurodg65
5 minuti fa, Otto von Ubert Steiner ha scritto:

Ho provato ancora a instaurare un dialogo, ma con te non c'è speranza...

18 minuti fa, Otto von Ubert Steiner ha scritto:

E' proprio su questo che si fa il business illegale sui rifiuti: il capannone andato a fuoco NON aveva alcuna autorizzazione. Quanto sei ignorante...

Ho letto, si notava chiaramente il tentativo di impostare un dialogo cordiale.

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Otto von Ubert Steiner

Se tu prima mi scrivi "Tu manco sai di che parli", io ti rispondo per le rime. Naturalmente poi porto anche fatti utili alla discussione generale perché il 3D lo leggono tutti. E i fatti dicono che lo smaltimento LEGALE dei rifiuti è un'attività a bassissimo margine, spesso in perdita, altro che diventi milionario! Tanto è vero che nasce il mercato illegale, dove l'utile deriva DAL MANCATO SMALTIMENTO in quanto brucio tutto. Poi resta della tua idea, a me poco cambia. Ritengo che la gestione dei rifiuti debba essere un'attività di monopolio, in mano solo allo Stato, finanziato dalla collettività: non deve generare utili, ma solo salute pubblica.

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xalessio

Se sia la nuova terra dei fuochi non so. Sicuramente è una landa ad alta infiltrazione dell'andrangheta  (o gumme gazz se scrive...), con tutto ciò che ne consegue...

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camaro71

poi vogliono bloccare gli euro 3 , 4 e bla bla bla 

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maurodg65
3 minuti fa, Otto von Ubert Steiner ha scritto:

. E i fatti dicono che lo smaltimento LEGALE dei rifiuti è un'attività a bassissimo margine, spesso in perdita, altro che diventi milionario! 

Questo lo affermi tu, chi ha una discarica con le autorizzazioni allo smaltimento e chi ha le autorizzazioni allo stoccaggio, questi ultimi un po’ meno, fanno i soldi ma soldi veri, il perché è anche facilmente intuibile. 

4 minuti fa, Otto von Ubert Steiner ha scritto:

Tanto è vero che nasce il mercato illegale, dove l'utile deriva DAL MANCATO SMALTIMENTO in quanto brucio tutto. 

No, il vantaggio sta nel fatto che puoi smaltire senza autorizzazione, autorizzazione che è tutto fuorché facile da ottenere e che se possiedi ti guardi bene dal rischiare di perdere per un piccolo maggior guadagno.

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xalessio

@camaro71 catalizziamo la munnezza, minimo euro7...

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camaro71

@xalessio concordo

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