appecundria

Cosa resta del Neorealismo?

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appecundria

Mi sono sparato di seguito: Ladri di biciclette, Umberto D., Miracolo a Milano e Il generale Della Rovere.

Per me sono ancora capolavori assoluti, fondamentali per una mimima cultura cinefila.

Voi cosa ne pensate, hanno ancora il loro valore?

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Panurge

Resta una eredità traviata in salsa splatter .

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°Guru°

Credo che il valore e l'attualità che delle opere del neorealismo siano assolutamente intatti, e ci siano nrl mondo cineasti che ne hanno raccolto l'eredità. Purtroppo non in italia. Penso soprattutto al cinema iraniano, o comunque mediorientale.

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analogico_09

L'eredità del neorealismo è piuttosto diffusa. Basti pensare che Roberto Rossellini, altro padre del "genere", veniva considerato come una sorta di nume tutelare dai "giovani turchi" dei Chaiers du cinema (Truffaut, Godard, Chabrol, Rohmer, Resnais, Rivette, ecc), nati come critici e presto diventati a loro volta registi e creatori della Nouvelle Vague... 


A Rossellini e al neorealismo si ispira dichiaratamente anche il nostro contemporaneo Carlos Reygadas (in modo particolare per Batalla en el cielo.., gran bel film da noi quasi maltrattato.., quanto di più lontano, apparentemente, dal mondo zavattiniano.., eppure...) l'eccellente, "avanzato" regista messicano (il suo ultimo film presentato in concorso a Venezia 2018, Nuestro tiempo, viene dato come "immenso", non ha preso nessun premio - era già preparato per Cuaron, cvd ... - e ci spero poco che venga distribuito in Italia.., poi dicono che il cinema sia morto...) che a quanto pare non ha risposto al canto della sirena hollywoodiana come gli altri due colleghi connazionali, il già citato Alfonso Cuaron e Gonzales Inarritu che avevano cominciato entrambi così bene (rispettivamente Y tu mama tambien e Amores Perros) in modo "autoctono" e che poi il dollars e il richiamo della celebrità ebbero la meglio.., peccato...

Chierdo scusa se sono andato un po' OT parlando di Reygadas, ma è uno di quei registi da noi ignorati che fanno ancora la grandezza del cinema che non morirà fintanto che essi esisteranno...

Ci sarebbe infine anche da dire, mia personale, modesta e magari fallace teoria, che il neorealismo un po' rimbalza più o meno alla lontana, e con effetto di reciprocità,  anche nell'enorme cinema del grande regista giapponese Jasujiro Ozu... Insomma il neorealismo ha un peso cinematografico storico e d'attualità di primissimo e germinale piano.., solo che in Italia, dopo essere stati maestri da un certo punto in avanti non abbiamo più saputo raccogliere le nostre stesse eredità artistiche d'eccellenza.., come se fosse intervenuta una sorta di incipiente ed ormai cronicizzatasi forma di demenza senile, e il nostro cinema si ritrova quindi ad esser, oggi, così... come si mostra... Fatte salve le solite, poche eccezioni, escluse le vecchie glorie ancora attive.., compreso Garrone, ovviamente, che fa tesoro della lezione neorealista...

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bungalow bill

C'è anche il film " Rocco e i suoi fratelli " .

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analogico_09

Rocco e i suoi fratelli deriva direttamente dal neorealismo ma va oltre...siamo già al 1960, altra pagina cinematografica.  Sempre di Visconti, i precedenti La terra trema e Ossessione sono invece del neorealismo,  Ossessione è anzi uno dei primi film iniziatori del "genere" che comprende altri capolavori sui quali sarebbe bello soffermarsi... cito due opere straordinarie di Rossellini che mi piacciono forse di piu del pur bellissimo Roma città aperta... Viaggio in Italia ed Europa 51.

Il risveglio della morte. "l'amour a' mort"...

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lopez74

Sono molto interessato anche io al neorealismo, sono rimasto colpito da Umberto D. e Ladri di biciclette. Il problema e' che il cinema d'autore e' difficile da

trovare, penso a Sky (qualcosina c'e')/Netflix, sapete se ci sono servizi a pagamento con film d'epoca e d'autore? vincitrici di palme d'oro, orsi, premi della critica tanto

per capirci?

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Fabio Cottatellucci
Il 28/10/2018 Alle 07:27, Panurge ha scritto:

Resta una eredità traviata in salsa splatter .

Bravissimo.

Era il concetto che non riuscivo ad esprimere sull'attuale realismo realismo italiano.

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Fabio Cottatellucci
Il 28/10/2018 Alle 00:39, appecundria ha scritto:

Voi cosa ne pensate, hanno ancora il loro valore?


Ne hanno talmente tanto che vorrei avere un Rossellini , un Visconti, un De Sica o altri di loro a raccontare l'Italia di oggi con film come quelli.


E mi piacerebbe anche un novello Verga capace di scrivere un Ciclo dei Vinti per i Malavoglia dei giorni nostri.

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analogico_09
32 minuti fa, Fabio Cottatellucci ha scritto:
Il 28/10/2018 Alle 07:27, Panurge ha scritto:

Resta una eredità traviata in salsa splatter . 

Bravissimo.

Era il concetto che non riuscivo ad esprimere sull'attuale realismo realismo italiano.

Il solo paragonare, benchè a suo disdoro, questo sub-cinema alla grande stagione neorealista, conferisce allo stesso un ruolo e una "dignità" che non se li può sognare manco di striscio...

Non c'è nessuna eredità, solo una roba spuria e indegna da prendere per quello che è, e poi a chi piace, piace.., de gustibus... con tutto il rispetto ma senza nessuna complicità...

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Panurge

La vergogna del padre in ladri di bicilette colpisce come un pugno nello stomaco mentre tutti i litri di succo di pomodoro usati dai vari gomosuburristi attuali sono solo...succo di pomodoro.

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analogico_09

Si.., ma, ci rifaccio.., non esiste proprio il paragone... Parliamo del neorealismo.., non di quello che non è 'sto trash di oggi che manco può sfiorargli l'unghia di un piede ad un film dell'anima qual è, ad esempio, Il Ferroviere di Pietro Germi .., Il Cammino, della speranza, Gioventù perduta, In Nome della legge... altro immenso cineasta italiano dimenticato...

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analogico_09
39 minuti fa, Fabio Cottatellucci ha scritto:

Era il concetto che non riuscivo ad esprimere sull'attuale realismo realismo italiano.

Non esiste un "attuale realismo" del cinema italiano allo sbando che non ha proprio nessuna "direzione".., salvo le rare eccezioni cui facevo cenno nell'altro post.

Introdurre il " neorealismo parlando di questa roba mi sembra un percorso improprio e innecessario...
Scambiamoci i pareri sul neorealismo, su tale glorioso passato proiettato verso il futuro e dimentichiamo il mortifero presente... senno mi metto a citare (gli) "Optezik"... come cavolo si chiama.., e sforiamo di brutto... :D

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Panurge

Passatista (colui che ama il passato di verdura)

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analogico_09

Passatista è colui che crede che il neorealismo sia una passata di pomodoro scaduta...

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Fabio Cottatellucci
58 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

senno mi metto a citare (gli) "Optezik"... come cavolo si chiama..,

No, Ozpetek no... mi arrendo !!! 😱

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analogico_09

@Fabio Cottatellucci Ok.., :D ... allora pa rliamo di cinema.., torniamo a parlare di cinema, proviamo a rimovimentare la sezione che troppo langue.., raccogliamo l'invito dell'autore di questo topic...

Rivisto qualche giorno fa, da DVD uscito in edicola, avevo una vecchia VHS... L'unico film "tardo"-neorealista di Antonioni che aderì trasversalmente al "movimento" nato in modo spontaneo, senza essere "manifesto", "scuola", finendo tuttavia per influenzare praticamente tutta la cinematografia mondiale, "avvalendosi" a sua volta, come già ricordato, delle influenze di altre cinematografie del mondo, anche del "realismo poetico" del cinema francese.
Visconti e Antonioni furono aiuti registi rispettivamente di Renoir e di Carnè...Ossessione di Visconti, girato mentre c'era ancora il fascismo, dunque osteggiato e censurato da Vittorio Mussolini, figlio del duce (critico cinematografico, direttore della rivista "Cinema" con la quale avevano a che fare anche Visconti e Antonioni), forse il primo film neorealista che si opponeva al genere di regime inoffensivo e anestetizzante dei "telefoni bianchi", ancora oggi "scandaloso", prende molto, in maniera emancipatrice, da Jean Renoir... come pure non può essere non notato l'afflato lirico, epico, tragico-passionale, "decadente", amore e thanatos..,  di Marcel Carnè (Les Enfants du paradis: Amanti perduti nei due meravigliosi, "devastanti" capitoli: Il Boulevard del delitto e L'Uomo in bianco), nel cinema controverso di Visconti...

Cronaca di un amore, con Massimo Girotti e Lucia Bosè, un "giallo" (come pretesto) che si pone in modo originale e senza nessun tipo di "soggezione" tra il noir americano e il noir francese. 

Un livido melodramma di rarefatta e gelida eleganza tutt'altro che formale, di "avvolgente" , sapiente lentezza, mirabile la fotografia di Giuseppe Rotunno, un mago nei chiaroscuri che sono sottolineatura dei sentimenti, degli stati d'animo dei controversi protagonisti, della tragica vicenda.
Cambia il linguaggio che si fa più "sofisticato", senza perdere in naturalezza.., altro modo più "moderno" di intendere l'inquadratura, i movimenti di macchina; si apre la nuova grande stagione del cinema italiano.., Antonioni abbandona con questo film l'aspetto "sociale", sempre presente nel neorealismo dal quale il regista inizia a distanziarsi per mettere in scena gli aspetti psicologici ed esistenziali della coppia borghese: c'è il presagio di quello che sarà uno dei temi ricorrenti nel suo cinema innovativo, l'"incomunicabilità":  Deserto Rosso, L'Avventura, La Notte, L'Eclisse., Blow up .. fino all'ultimo capolavoro Professione Reporter. Si compie il "magnifico tradimento" della visone neorealista... Quello che accadrà anche con Visconti a partire da Rocco e i suoi fratelli, opera immensa nella quale convivono entrambi gli aspetti, il sociale e l'esistenziale... ecc...
 

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Fabio Cottatellucci
2 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Ossessione di Visconti, girato mentre c'era ancora il fascismo, dunque osteggiato e censurato da Vittorio Mussolini, figlio del duce (critico cinematografico, direttore della rivista "Cinema" con la quale avevano a che fare anche Visconti e Antonioni),

Meno male che non han fatto distruggere la pellicola... quando uscì?

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analogico_09

@Fabio Cottatellucci

Fu distrutto ma per fortuna... incollo da wiki chè lo spiega bene...


l film di Visconti è girato fra l'estate e l'autunno del 1942 [entrambi tratti dallo stesso romanzo, Il postino suona sempre due volte di Tay Garret fu girato nel 1945 e vanta il remake del 1981 diretto da Bob Rafelson, con J. Nicholson e J. Lange.., gran bella trasposizione pure questa, di un erotismo forte ed esplicito.., per la cronaca esiste un precedente adattamento dallo stesso tema letterario, Le dernier tournant di Pierre Chénal, 1939, mentre Jean Renoir nel '35 aveva girato Tony, film tratto da un fatto di cronaca che richiama vagamente la vicenda di Ossessione e de Il Postino.., Truffaut in veste di critico cinematografico al riguardo scrisse: "Con dieci anni d'anticipo sui cineasti italiani, inventò il neorealismo, cioè la narrazione minuziosa non di un'azione ma di un fatto di cronaca reale in uno stile obiettivo senza mai alzare il tono" ], una volta ultimato viene presentato a Roma in anteprima nella primavera 1943 con l'intento di rimuovere alcuni intoppi burocratico-censori. Le autorità, rendendosi conto che il film non attacca direttamente il regime, ne autorizzano la distribuzione. Alcuni mesi dopo il film viene quindi proiettato nelle sale di alcune città del Nord Italia ma solo l'anno successivo raggiunge Milano, sotto l'occupazione tedesca. Il film resta peraltro nelle sale per due o tre sere o addirittura per poche ore, prima di venire tolto dalla circolazione a seguito delle reazioni scandalizzate delle autorità fasciste e della Chiesa. In ultimo il film viene definitivamente vietato e successivamente distrutto dal regime fascista di Salò; Visconti riesce però a tenere nascosta una copia del negativo fino alla fine della guerra, da cui derivano le copie attualmente esistenti.


Meno male si.., coraggiosissimo, dirompente, provocatore, rivoluzionario dal punto di vista estetico e sotto ogni altro punto di vista, Ossessione così "miracolosamente" riapparve, già bello che fatto neorealista ante litteram (opera dunque di capitale importanza nell'evoluzione del cinema italiano), in quei primi anni del dopoguerra che videro nascere i primi film neorealisti, capolavori con i quali si voltarono definitivamente le pagine del cinema mortifero di regime: Paisà, Sciuscià, Roma città aperta, ecc...
 

Il puro genio di Visconti ... da questo film a Morte a Venezia ce ne passa.., o ci sarà una sorta di continuità estetica, non dico solo meramente "morale", testuale.., certo sono climax molto diversi, mondi opposti, voi cosa ne pensate, la vedo dura rintracciare delle ricorsività ma anche no... c'è in entrambi i film una tensione esistenziale e psicologica spasmodica, "arcana" , sia nell'apparente "naturalismo" realistico, brutale, degradato di Ossessione, sia nella trasfigurante, più esplicita sofferenza lirico-"escatologica" di Morte a Venezia.., qualcosa che conduce alla morte... ad un'Ossessione di morte, ad un "Senso" di Morte...

 
Leggere i commenti al video.., sono molto interessanti

 

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stanzani

I film di de santis, paisa', achtung banditi di lizzani

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Pasquale SantoiemmaGiacoia
Il 28/10/2018 Alle 00:39, appecundria ha scritto:

Voi cosa ne pensate, hanno ancora il loro valore?

Mancherebbe Sciuscià... Tuttavia diamo a Cesare ciò che è di Cesare.

Ed è solo un'oretta di e con quel Cesare (l'immenso Zavattini😞

 

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