Jump to content
Melius Club
viale249

Diffusore bookshelf a linea di trasmissione

Recommended Posts

viale249

Lo scrivere di questi diffusori nasce da un intervento nella sezione Vintage dove Argonath07 chiedeva dell'esistenza di un qualche diffusore a linea di trasmissione da libreria: avevo accennato a questa autocostruzione destando l'interesse di qualche forumer; dalla risposta all'aprire questa nuova discussione il passo è stato breve.

Il diffusore a linea di trasmissione oggetto di questo intervento è stato ideato dall'amico Adriano Cagnolati ed è una rielaborazione di un suo progetto risalente alla fine dei '70,  progetto costruito in diversi esemplari, spesso differenti a seconda degli altoparlanti utilizzati ma sempre fedeli al primo prototipo, originariamente pensato per essere messo in libreria: proprio questa caratteristica, unita all'impiego di un woofer di 5" ha generato il nome del diffusore: Disco 5.

(continua)

DISCO5.jpg

Share this post


Link to post
Share on other sites
ulmerino

Molto interessante, esistono dei piani di costruzione? dimensioni? come suona?

Share this post


Link to post
Share on other sites
argonath07

@viale249 Davvero molto interessante! Mi associo a @ulmerino per ulteriori info...

Share this post


Link to post
Share on other sites
Bizio

Anche Jean Marie Reynaud ha prodotto diffusori bookshelf con TL.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Cano

 Ci sono anche le pmc 

Share this post


Link to post
Share on other sites
viale249

Torno sul nome del diffusore. Se il 5 indica il diametro del woofer, Disco si riferisce proprio al disco in vinile. Infatti questi diffusori sono stati pensati per essere disposti in libreria ed in mezzo ai vinili, facendo da spalla a questi ultimi: per questo motivo il fianco del diffusore misura 32 x 32 cm., poco di più di una copertina di un LP. La larghezza del frontale è di 17 cm. ed il peso pari a 7Kg: un diffusore compatto. Il mobile è realizzato con MDF da 10mm. escluso il frontale che è spesso 19mm. Lo spessore usato per il diffusore non è enorme, ma bisogna ricordare che la linea di trasmissione è ripiegata e contribuisce in maniera notevole alla robustezza del diffusore. I fianchi sono rifiniti colore cigliegio e tutto il lavoro di falegnameria è stato realizzato in maniera amatoriale ma con notevole perizia da un amico di Adriano, Roberto.

(continua)

Share this post


Link to post
Share on other sites
viale249

I trasduttori impiegati sono costruiti da Monacor ed Audax: rispettivamente mid-woofer SPH-135C e tweeter TW025A0, incrociati acusticamente a circa 2,5Khz con un filtro assimmetrico, taglio smorzato a 12dB/oct. sul woofer e  taglio a18dB/oct. sul tweeter con resistenza di attenuazione e rifinitura delle due ottave superiori con induttore serie. Opportuni pannelli di feltro sagomati sono posti attorno al tweeter per controllarne le riflessioni dai bordi. Il caricamento della via bassa è, come indicato nell'argomento della discussione, a linea di trasmissione rastremata e ripiegata, conosciuta anche come labirinto acustico. Tipo e quantità di assorbente presente nella linea è stato attentamente calibrato per ottenere il risultato voluto con il diffusore in libreria e quindi quasi a ridosso della parete posteriore. In foto il diffusore durante l'ascolto alla scorsa manifestazione Audiocostruttori a San Vincenzo (LI).

(continua)

disco_ascolto.jpg

Share this post


Link to post
Share on other sites
viale249

Si, ma come suonano? Il progetto ha richiesto diversi compromessi tecnici dovuti alle caratteristiche particolari dei driver utilizzati, ottenendo alla fine un suono caratterizzato da interessanti doti di presenza e chiarezza. Stupisce favorevolmente l’impatto in gamma bassa, sempre in relazione al diametro del piccolo woofer utilizzato, unito ad una articolazione e pulizia notevoli, caratteristici di questo caricamento. Non è un diffusore neutro e compassato ma al contrario vivo e piacevole da ascoltare, con una prestazione inusuale se rapportata alle dimensioni contenute. Si è detto che è stato progettato per sfruttare il caricamento dovuto alla vicinanza della parete posteriore quando posto a libreria: durante la manifestazione Audiocostruttori si è provato ad ascoltarlo posizionato sulla mensola del camino presente nell’ampia sala d’ascolto, così da minimizzare la distanza con la parete posteriore, ed ha stupito i presenti con la prestazione in basso tant’è che qualcuno ha creduto che a suonare fossero le ben più generose torri (quattro vie, sub attivo) ancora presenti nell’ambiente perché oggetto di una precedente prova d’ascolto. Le Disco5 sono state comunque ascoltate anche su stand  opportunamente distanziate dalle pareti della stanza; anche in questa modalità rimane un diffusore piacevole da ascoltare e non penalizzato sul registro basso: non per nulla si sono aggiudicate la menzione come migliore realizzazione di categoria durante il contest tra gli autocostruttori.

(continua)

disco_bombardino.jpg

Share this post


Link to post
Share on other sites
viale249

Ho invitato il progettista ad intervenire in questa discussione: vediamo se vuole partecipare ed aggiungere qualche cosa riguardo questo interessante diffusore, magari qualche nota realizzativa, anche se va comunque ricordato che il progetto integrale sarà oggetto di un prossimo articolo sulla rivista Costruire HiFi.

Share this post


Link to post
Share on other sites
argonath07

Molto molto interessante!  Grazie mille 

Share this post


Link to post
Share on other sites
AlfonsoD

Progetto interessante e risultato molto gradevole che riesce a contenere bene le dimensioni nonostante la linea di trasmissione.

Bravi

Share this post


Link to post
Share on other sites
argonath07

A volerli comprare già belli e fatti, di che cifre parliamo?

Share this post


Link to post
Share on other sites
SHAR_BO

Eccomi finalmente come sollecitato da @viale249 

Inizio dicendo che non sono un produttore di diffusori e che quindi non ne ho da vendere.

Posso chiedere al mio amico Roberto, che ha materialmente costruito i 2 mobili, se avesse voglia di farne un secondo paio ed a che costi.

Share this post


Link to post
Share on other sites
SHAR_BO

Come già esposto da @viale249 i Disco5 hanno partecipato al contest di San Vincenzo nello scorso febbraio, suscitando interesse negli spettatori e nella giuria. In virtù di tale partecipazione ho scritto un articolo che le descrive, articolo che sarà pubblicato a breve su CHF: per tale motivo, per non rompere le uova nel paniere all'Editore di CHF, in questa sede non fornirò tutte le informazioni necessarie per poter riprodurre gli oggetti questo fino alla avvenuta pubblicazione dell'articolo, dopo di che potrò rispondere liberamente a qualunque domanda.

Inizierei illustrando le particolarità del caricamento della gamma bassa a linea di trasmissione ( transmission line o labirinto ), soluzione questa normalmente adottata da diffusori già grandicelli ma inusuale per oggetti di tali piccole dimensioni e che ritengo fondamentale per le prestazioni offerte dalle Disco5.

La soluzione TL risale a varie decadi fa ed è stata oggetto di parecchie disamine e formulazioni di modelli rappresentativi, nessuno a quanto ne so completamente accettato e risolutivo. Un aspetto del TL che non ho trovato analizzato nei testi più accreditati e il fatto che il tubo applicato al cono si comporta come un adattatore di impedenza a lambda quarti.

Per entrare nel concetto del lambda quarti e capirne a fondo le caratteristiche occorre qualche MINIMA nozione di cosa sia l'impedenza acustica, concetto questo che io stesso mastico poco e quindi prima di decidere come esporre l'argomento vorrei ricevere qualche feed dai forumer.

Share this post


Link to post
Share on other sites
AlfonsoD

@SHAR_BO Ad orecchio, di che estensione parliamo? sono paragonabili a due buoni bookshelf con wooferino da 4" o vanno notevolmente più giù?

Il senso della domanda è quello di capire se vale la pena costruire un diffusore con un 4" caricato in TL ed un reflex con altoparlante da 5".

Share this post


Link to post
Share on other sites
SHAR_BO

be',

quello impiegato nelle Disco5 è un midwoofer da 5", come dice il nome.

Ovviamente ho fatto delle misure di risposta in frequenza ma, poichè l'uscita del condotto è molto vicina al woofer, non sono sicuro dei risultati in quanto la misura in campo vicino sul condotto risente anche dell'emissione del woofer; e viceversa.

Stando alle mie misure, da prendere quindi con un po' di incertezza, ho il -3 dB rispetto alla gamma media a circa 65 Hz. con pendenza a scendere compresa tra 12 e 18 dB/ottava.

Il grande vantaggio del cono caricato in TL è che può digerire ed emettere una quantità di potenza in gamma bassa, ritengo in misura molto maggiore di quanto lo stesso cono possa fare in reflex.

Al contest di San Vincenzo pubblico e giuria ne sono rimasti molto impressionati, specialmente con un brano di percussioni riprodotto a livello veramente elevato, da rendere difficoltosa la conversazione a 5 metri di distanza.

Share this post


Link to post
Share on other sites
AlfonsoD

Scusa per il fraintendimento: avevo calcolato al volo un volume interno di circa 12 litri netto e davo per scontato fosse un 4" con l'inviluppo della linea; in effetti, trattandosi di un 5", che tipicamente viene caricato in reflex in un volume simile, credo che se non ha fatto il miracolo il progettista ha fatto un progettino con i fiocchi.

Share this post


Link to post
Share on other sites
SHAR_BO

Rieccomi.

Inizio precisando che le Disco5 non nascono da un progetto ben definito ma sono il risultato della composizione di elementi già esistenti: 

- midwoofer Monacor rimanenza da altre costruzioni

- tweeter a cupola Coral da 1" anch'essi di risulta da esperimenti precedenti

- mobile a labirinto delle dimensioni della copertina degli LP, costruito ad hoc per i Monacor ma basato su un mio progetto degli anni '70. 

A questo materiale di base nel corso delle sperimentazioni si sono aggiunti un tweeter di migliore qualità, lo Audax, e naturalmente un filtro crossove che cucisse al meglio le 2 vie.

L'idea di abbinare al Monacor un caricamento a labirinto è venuta al mio amico Roberto Canali, appassionato costruttore di diffusori acustici nonchè valente falegname ed ebanista per hobby. Dimensioni del mobile e struttura del condotto interno, lungo quasi 1 metro, risalgono ad un mio progetto di gioventù.

1126109888_3TL5.thumb.JPG.bdfd5c941df3b654a9ea1255a6e44403.JPG

Il pregio del carico a labirinto - il termine esatto sarebbe linea di trasmissione, immagino che la denominazione "labirinto" derivi dalla costruzione complessa e con condotto molto ripiegato dei primi diffusori realizzati in base a tale tipologia - sta nel fatto che il condotto risonante applicato sul retro del cono opera una trasformazione sui valori di pressione e velocità dell'onda sonora emessa, trasformazione che permette di estrarre dal cono ed immettere in ambiente un livello sonoro molto maggiore di quanto il cono da solo possa esprimere in campo libero dalla sua faccia anteriore.

Tale trasformazione non è aperiodica ed uguale a tutte le frequenze ma avviene solamente all'intorno della frequenza di risonanza del condotto, frequenza la cui lunghezza d'onda è pari a 4 volte la lunghezza acustica del condotto. 

E` lo stesso principio su cui si basa il funzionamento degli strumenti a fiato e dell'organo a canne.

Naturalmente in HiFi una risonanza accentuata che riguarda un ristretto intorno di frequenze non sarebbe accettabile e per tale motivo normalmente il condotto viene smorzato mediante l'introduzione di materiale assorbente allo scopo di allargare la gamma di intervento del rinforzo operato dal condotto al prezzo di una diminuzione di tale rinforzo. 

Share this post


Link to post
Share on other sites
AlfonsoD
7 ore fa, SHAR_BO ha scritto:

Il pregio del carico a labirinto - il termine esatto sarebbe linea di trasmissione, immagino che la denominazione "labirinto" derivi dalla costruzione complessa e con condotto molto ripiegato dei primi diffusori realizzati in base a tale tipologia - sta nel fatto che il condotto risonante applicato sul retro del cono opera una trasformazione sui valori di pressione e velocità dell'onda sonora emessa, trasformazione che permette di estrarre dal cono ed immettere in ambiente un livello sonoro molto maggiore di quanto il cono da solo possa esprimere in campo libero dalla sua faccia anteriore.

Tale trasformazione non è aperiodica ed uguale a tutte le frequenze ma avviene solamente all'intorno della frequenza di risonanza del condotto, frequenza la cui lunghezza d'onda è pari a 4 volte la lunghezza acustica del condotto. 

E` lo stesso principio su cui si basa il funzionamento degli strumenti a fiato e dell'organo a canne.

Naturalmente in HiFi una risonanza accentuata che riguarda un ristretto intorno di frequenze non sarebbe accettabile e per tale motivo normalmente il condotto viene smorzato mediante l'introduzione di materiale assorbente allo scopo di allargare la gamma di intervento del rinforzo operato dal condotto al prezzo di una diminuzione di tale rinforzo. 

E' tanto che studio libri e riviste per colmare la mia ignoranza in materia elettroacustica, ed una cosa che ha sempre attirato la mia attenzione è il diverso tipo di caricamento acustico per estrarre il massimo quello che gli altoparlanti possono offrire.

Credo di non aver mai letto da nessuna parte una sintesi così breve e chiara riguardante uno qualsiasi dei tipi di caricamento conosciuti.

Bravo, e grazie.

Share this post


Link to post
Share on other sites
SHAR_BO
20 ore fa, SHAR_BO ha scritto:

frequenza la cui lunghezza d'onda è pari a 4 volte la lunghezza acustica del condotto. 

Precisazione:

tale relazione vale solo nel caso di condotto ( canna, tubo, ecc. ) aperto ad una estremità ma chiuso all'altra estremità; in caso di tubi aperti ad entrambe le estremità oppure ugualmente chiusi valgono proporzioni diverse.

12 ore fa, AlfonsoD ha scritto:

una sintesi così breve e chiara

troppo gentile, grazie.

Share this post


Link to post
Share on other sites
SHAR_BO

Riassumendo, il tubo applicato dietro al cono permette di estrarne un rinforzo importante in una gamma di frequenze al limite inferiore della sua gamma di funzionamento, rinforzo centrato sulla risonanza fondamentale del tubo, che nel caso delle Disco5 casca attorno ai 70 Hz.

Dosando quantità, tipo e disposizione del materiale smorzante all'interno del condotto si può modulare alla bisogna l'entità del rinforzo, in contrapposizione all'uscita di frequenze superiori dannose, da attenuare il più possibile.

Ma all'epoca della nascita dei prototipi - fine anni '70 - questi aspetti attinenti alla trasformazione dell'impedenza acustica sull'emissione posteriore del cono non mi erano affatto noti: semplicemente desideravo costruire un diffusore a labirinto, di cui all'epoca si diceva un gran bene, abbastanza piccolo da essere posto in libreria.

Comunque già allora mi era chiaro, cosa poi verificata nella pratica, che un labirinto richiede un buon smorzamento interno per produrre un basso robusto ma secco, cosa che porta ad un andamento della risposta calante al diminuire della frequenza; mettere le casse in una libreria ben piena addossata alla parete di fondo del locale di ascolto avrebbe compensato la risposta calante grazie al rinforzo dato appunto dalla parete, restituendo così un equilibrio nella risposta degno di casse di maggiori dimensioni.

Fatte le casse, già alle prime prove inusitatamente il Monacor montato a labirinto rendeva bene, ma il risultato offerto dal tweeter Coral mi sembrava migliorabile. Data la conformazione della cassa, che pone dei vincoli di ingombro interno, e la sede a scasso del tweeter la scelta di un sostituto per la via alta alla fine è caduta sull'Audax TW025A0.

Share this post


Link to post
Share on other sites
argonath07

@SHAR_BO Più spieghi e più mi affascinano...

Share this post


Link to post
Share on other sites
SHAR_BO

Per farla breve, dopo parecchi mesi di fai, disfa, modifica e riprova alla fine ho trovato un filtro combinato in modo tale da fornire un risultato plausibile con tutti i generi musicali, col quale nel febbraio scorso ho presentato le casse al Contest di San Vincenzo , come già anticipato da @viale249 .

Domani preparerò una versione a dimensioni ridotte dei piani costruttivi, che poi posterò.

Share this post


Link to post
Share on other sites
SHAR_BO

int_disco5.thumb.jpg.840a428614760ca7149e9f240dc3e529.jpg

Ecco qui la costruzione interna delle Disco5

Share this post


Link to post
Share on other sites
AlfonsoD
Il 26/11/2018 Alle 23:34, SHAR_BO ha scritto:

Il mio metodo di lavoro non prevede l'uso di simulatori: so che è una grave lacuna ma al momento sono messo così.

La progettazione del filtro comincia col rilievo delle risposte dei singoli trasduttori montati in cassa, sia in asse che di lato a 30°, e delle relative curve di impedenza.

Dalle curve di risposta determino quale sia l'intervallo di frequenze in cui le risposte dei trasduttori meglio si sovrappongono e lì all'interno determino una probabile frequenza di incrocio, che sia posta abbastanza distante dalla frequenza di risonanza del tweeter - almeno una ottava ma meglio se di più - e parallelamente ben distante dai breakup del midwoofer. 

Condivido con te questo tipo di approccio.

Anche perché un approccio diverso (progetto al simulatore e poi costruzione) lo farebbe diventare troppo simile a quello che faccio per lavoro, perderei tutto il divertimento.

P.S. a me non interessa se per costruire un paio di casse ci metto due anni, l'importante è che in questo lasso di tempo mi sia divertito a farle; eppoi non vado mai così di fretta, in genere ci metto anche di più.

Share this post


Link to post
Share on other sites
SHAR_BO
1 ora fa, AlfonsoD ha scritto:

lo farebbe diventare troppo simile a quello che faccio per lavoro

Interessante, posso chiedere quale lavoro ?

Share this post


Link to post
Share on other sites
AlfonsoD

Sono un tagliatore di polistirolo; ti spiego la procedura standard/tipo per i processi di lavorazione: disegno dei pezzi da realizzare e relative verifiche dimensionali, scomposizione in elementi lavorabili e/o tagli fattibili a macchina, esecuzione degli stessi, assemblaggio.

Ovviamente se va tutto bene, non ci sono errori ed i pezzi sono come li avevi disegnati all'inizio, altrimenti si vede dove e come correggere e si ricomincia il processo daccapo.

Ovviamente io preferisco i lavori in cui c'è molta più manualità, dove i pezzi vanno "aggiustati" a mano e con ODG (Olio Di Gomito), dove il risultato dipende da te, non dalle macchine.

Share this post


Link to post
Share on other sites
SHAR_BO

Un artista in pectore

Share this post


Link to post
Share on other sites
AlfonsoD

Perdonami, ma quel termine lo trovo piuttosto denigratorio.

In gioventù mi sembrava un complimento, ma col passare del tempo e con l'esperienza lavorativa accumulata, avendo conosciuto molto più di alcuni "artisti", o presunti tali, ho imparato che spesso l'opera d'arte vera, quella inventata, realizzata, vissuta, sudata con le proprie mani è tale solo nello zero virgola percento di quello che viene spacciato in giro per tale.

Share this post


Link to post
Share on other sites

  • Statistiche Forum

    307641
    Total Topics
    6946312
    Total Posts

Facebook

About Melius Club

Melius Club è il ritrovo dei cultori di tutte le passioni sospese tra arte e tecnica, appassionati sempre alla ricerca del miglioramento. Melius Club è l'esclusivo spazio web dove coltivare la propria passione, condividere informazioni, raccontare esperienze, valutare prodotti e soluzioni col supporto attivo della comunità degli appassionati.

Riproduzione audio e video, fotografia, musica, dischi, concerti, cinema, teatro, collezionismo e restauro di preziose apparecchiature vintage: qui su Melius hanno spazio tutte le passioni.

 

 

Il servizio web Melius.Club viene offerto al pubblico da Kunigoo S.R.L., start-up innovativa attiva nel settore Internet of content and knowledge, con codice fiscale 07710391215.
Powered by K-Tribes.

Follow us

×
×
  • Create New...

Important Information

Privacy Policy