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kauko

La grande abbuffata...

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kauko

Visto qualche sera fa.

confesso che non ho capito il senso di sto film, la storia è chiara non implica sforzi di comprensione ma di certo non si esaurisce nella semplice vicenda di gente che si strafoga fino a morirne, c'è un sottotesto che mi sfugge.

insomma, secondo voi che cosa voleva dire Ferreri co sto film?

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Otto von Ubert Steiner

Visto solo una volta: ricordo solo qualche rutto e scorregge disumane. Non credo che il film vada molto oltre...

Nel dubbio, lo riguarderò.  

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°Guru°

Possiamo fare un parallelo con Il pranzo di Babette?

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kauko
1 ora fa, Otto von Ubert Steiner ha scritto:

ricordo solo qualche rutto e scorregge disumane. Non credo che il film vada molto oltre


si il film è quello, ma credo che sotto la apparente grossolanità nasconda dell'altro.

magari lo sopravvaluto io, ma tutto il film è troppo surreale per avere avuto l'intento di esaurirsi con dei rutti.

57 minuti fa, °Guru° ha scritto:

Possiamo fare un parallelo con Il pranzo di Babetto?

per me non ha nessun nesso con Babette.
per inciso non sto pranzo non mi fece impazzire...

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°Guru°

Io ne La grande abbuffata ho sempre visto Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pasolini... 

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kauko

Curioso che i 4 protagonisti matengano i nomi reali anche nel film, come se ci fosse un rapporto ininterrotto tra finzione e realtà.

Ho letto che il film è metafora del consumismo, ma non mi persuade del tutto, lo trovo semplicistico.

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analogico_09

Banalmente ma potrebbe anche riguardare il consumismo. Il pacchetto delle metafore è tuttavia più profondo, ampio e vario. Ho provato ad ipotizzare sopra di cos'altro potrebbe trattarsi ma forse l'idea di ampliare e approfondire le prospettive viene scartata a priori.

 

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analogico_09
6 ore fa, °Guru° ha scritto:

Io ne La grande abbuffata ho sempre visto Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pasolini...  

Concordo, come anch'io ebbi a dire poco sopra.

Ma cosa accomunerà i due film? La presenza della morte. Ma questo forse è il meno.., a me balza di più agli occhi che nel film di Ferreri, a suo modo "liberatorio", non vi siano violenze e perversioni coatte, bensì la libertà di scelta su come fuggire il vuoto esistenziale.

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°Guru°

Io ho sempre visto la decadenza accomunare le due opere, la decadenza di una classe dirigente che sfrutta il proprio potere esclusivamente per soddisfare il proprio ego, raggiungendo ciò attraverso l' "invenzione" dei vizi più strampalati e biechi. Anche l'opera di Ferreri mi sembra un film di forte denuncia.

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kauko

altra info...

pare che Ferreri fosse un grande abbuffone e per alcuni questo film è una sorta di testamento.

mi sento più confuso.

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analogico_09

@guruLe "strampalatezze", giusto, apparentemente comiche, nerissimamente sarcastiche... corrispondono all'alienazione borgese, o classe dirigente. Le stesse strampalatezze di Dillinger è morto o di Break up – L’uomo dei cinque palloni ... spirali di ironie perfide e allucinate, coatte e a loro modo "liberatorie" ma al prezzo della morte che sugella la nevrosi e la decadenza.

Ma la "denuncia", non manichea e demagogica dell'egoismo umano, coinvolge anche l'"uomo della folla" e i suoi orrori, a partire, se non anche da prima, dai due film "neo/sur-realisti" dell'esordio girati in Spagna: El Pisito ed El Cochecito.., entrambi satira spietatamente acre dell'egoismo umano che si abbatte sulle persone più deboli, vecchie, malate, disabili.., dove la ferocia si annida anche nel proletariato (aspetto anch'esso molto bunuelaino: Viridiana, Nazarin, I Figli della violenza, ecc), passando per La donna Scimmia.., una vetta del cinismo più devastante.

Ferreri non concedeva nulla al pubblico dal quale non era particolarmente amato, ragione per la quale, parte della critica, purtroppo la maggior parte, quella codina, "penniovendola di regime", o lo avversò o lo prese sottogamba... questa solita italietta eternamente savoiarda e papalina ... e poi dicono dei "borboni"...

Ferreri non concedeva nulla al pubblico perché aveva rispetto del cinema, di se stesso e del pubblico al quale ha lasciato preziosi film delle scomode ma "preziose" verità e non già delle menzogne dispensante dai "fabbricatori di consensi" che al prezzo di un po' di "intrattenimento" narcotizzate si comprano le anime spettatoriali.

Poi ci sarebbe da parlare di film sulle scottanti tematiche sociali, quali il maschilismo, l'identità femminile, ecc: L'Aper regine, Ciao Maschio, La Storia di Piera...

Cosa c'entra tutto questo con la Grande abbuffata.., c'entra, tutto è in continuità, non ci sarebbe una cosa senza l'altra... i grandi autori creano più opere che sono un'unica opera.

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bungalow bill

Non so quanti soldi costò il film ma furono soldi buttati dalla finestra. Bruttissimo film .

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analogico_09

@bungalow bill Nun te piglià pena, sarà perché alla gente piace farsi scandalizzare, quella gente per lo più piccolo borghese moralista e "televisiva" che lo va a vedere pur sapendo che vedrà un film che non gli pacerà, La Grande bouffe  ebbe un grande successo di pubblico e di critica (esclusa la critica pennivendola di regime), ed è ancora molto "frequentato", ripagando gli sforzi economici del "coraggioso" produttore, nè tu a quanto pare gli hai fatto mancare il tuo "soldo". ;) 


Per quanto riguarda il valore artistico, del film e del suo autore qualcosa nella storia del cinema e forse del "costume" certamente resterà, anzi è già dentro la storia, mentre sulle nostre chiacchiere cadrà l'oblio perpetuo.., per cui meglio approfittare ora (o mai più) che siamo ancora in onda per cercare di contribuire, possibilmente, in maiera più o meno costruttiva e argomentata. 🤓

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bungalow bill

Purtroppo ho contribuito anch'io agli incassi ma se il film non lo vedi come puoi criticarlo ?

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analogico_09

Non mi pare di aver letto critiche al film, dire che sia bruttissimo e che i soldi che ci sono voluti per produrlo siano stati buttati al vento rappresenta una congettura che lascia il tempo che trova.

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keres

A me è piaciuto da morire 🙂

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kauko

è un film dall'apparenza grossolana che sembra fare il verso a un certo pubblico dalla risata facile che predilige i cinepanettoni, che ride dei peti e di quello vestito da ballerina e di cose del genere.

Sono convinto che quel tipo di pubblico ha 'gradito' il film, magari non ha colto il disgusto ma solo il grottesco percepito come comico e nonostante il finale tragico se ne sia andato dalla sala col sorriso a fil di labbra.

Ma vederlo come film comico non funziona pertanto è ovvio che va letto in altro modo.

Ho letto varie critiche in giro per il web e la maggioranza concorda, ognuno con una sua sfumatura, con la versione di una parodia del consumismo.

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bungalow bill

Non tutti critici capiscono il significato dei film.

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analogico_09

@kauko Aurelio non voglio contraddirti, ma la grande abbuffata non è un film grossolano; la regia è raffinatissima, il girato, il montaggio, i tempi comico-drammatici, ecc, la sceneggiatura, i dialoghi, ecc, tutto è cinematograficamente  geniale, si percepisce chiaramente che sia opera di un grande maestro del cinema. Per non parlare delle interpretazioni: gli attori interpretano se stessi.., anzi non interpretano, sono sei stessi e il film in tal modo potrebbe anche essere la storia-non storia di quella folle comitiva di borghesi  chiusi nella villa della calle Providencia dalla quale non possono più uscire bloccati dal loro "Angelo Sterminatore"... Anche sotto il profilo testuale, della storia e dei siparietti tragico-grotteschi, volgari, scoreggioni... siamo anni  luce lontani dalla paccottiglia pecoreccia, non di rado scombinata ed ottusa dei film panettone che hanno pure loro un motivo di esistere ma per conto loro...

La metafora del consumismo evidentemente c'è, ma e più di superficie e scontata rispetto a un film che apre, e chiude, a una molteplicità di significati. Più che di consumismo parlerei di eccesso . Ecco, una poetica e insieme una metafora a-moralistica dell'eccesso che si manifesta nei consumi delle cose materiali e sessuali dell'era moderna e nelle forme di autodistruzione "eescatologche" di tutte le ere che portano alla morte. La morte a mio avviso è l'ultima chiave di lettura di un film beffardo, enigmatico, inqualificabile.., l'ultima metafora ma la più centrale e ovviamente fatale. 

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analogico_09
Il 8/11/2018 Alle 09:38, kauko ha scritto:

è un film dall'apparenza grossolana che sembra fare il verso a un certo pubblico dalla risata facile che predilige i cinepanettoni

Volevo rettificare, c'è nulla da "contraddire", non avevo afferrato bene il senso di quello che scrivi, in effetti è verosimile che il film di Ferreri potrebbe fare, all'apparenza, il verso al pubblico dei  cinepanettoni, ecc, e quindi sembrare, all'apprenza.., grossolano...  :)

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stanzani

il film E' una favola allegorica per adulti contro il consumismo e la bulimia (non solo gastronomica ma anche sessuale e in senso allargato) dell'occidente. Il finale allude alla invasione di popolazioni africane che prenderanno il sopravvento sull'occidente decadente

Andrebbe scoltato in versione originale francese (gli italiani recitano in perfetto francese, sembrano madrelingua). nell'italia bigotta e democristiana italia ferreri fatica a trovare produttori e girovagava (el cochecito ed el pisito li giro' in spagna e franco non se ne accorse, era troppo occupato a far espatriare bunuel ;) )

Non vinse la palma d'oro poiche' quella fighetta della ipocrita e bigotta bergman presenziava la giuria di cannes (le scoreggie la schifavano pero' sfasciare le famiglie n0)

Ferreri e' un genio del cinema e il suo capolavoro e' Dillinger e' morto, girato per sottrzione: il cinema con le cose noiose della vita, al contrario di cio' che sosteneva hitchcok: se volete vederlo vi giro il file registrato da rai3, di buona qualita'. E' di difficilissima visione oggi😞 non aveva una grande cultura (e questo forse era un vantaggio) ma un talento cinematografico cristallino).

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stanzani

ricordo i miei parenti did estra correre al cinema nella sperenza di vedere culi e tette. ne usciro sciccati. Lo stesso accadde per ultimo tango :) :)

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stanzani

@bungalow bill lo dici tu. E se mi consenti hai detto una bella cazzata. Mi piacerebbe sapere quali sono i capolavori secondo te

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stanzani

Scusate i cazzi, nulla di personale, ma quando ci vuole ...

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analogico_09

... ci vuole. ;)
 

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stanzani

@analogico_09 se no, come diceva ivan fjodorovic karamazov, tutto e' permesso :)

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analogico_09
1 ora fa, stanzani ha scritto:

Il finale allude alla invasione di popolazioni africane che prenderanno il sopravvento sull'occidente decadente 


Questo particolare non lo ricordavo, d'altra parte Ferreri era molto sensibile a queste tematiche, sociali e politiche, senza fare mai "particicismi".., il suo è un sentimento e uno sguardo anarchico; altra satira feroce sulle carità pelose "missionarie" occidentali è il film Come sono buoni i bianchi... comunque Ferrei non risparmiava nessuno.., criticava il colonialismo che con la beneficenza cercava di tacitare la coscienze, ma, in misura diversa e tenendo conto dello stato di sottomissione e necessità, anche i "neri" che si facevano abbindolare dalle elemosine dei bianchi...

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kauko
1 ora fa, stanzani ha scritto:

se volete vederlo vi giro il file registrato da rai3, di buona qualita'

gira gira... 😉

grazie.

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