zalter

cronaca e costume Gilet gialli. Protesta contro caro benzina in Francia

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ivantaggi78

La rivoluzione francese culminò con la presa della bastiglia, corsi e ricorsi storici...

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nullo
1 ora fa, ivantaggi78 ha scritto:

La rivoluzione francese culminò con la presa della bastiglia, corsi e ricorsi storici...

Il popolo contro la lobby delle batterie...

mi piace...

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stefanino

@tomminno 

Il 18/11/2018 Alle 11:19, tomminno ha scritto:

Consideriamo che la benzina oggi costa di più di quando il petrolio stava sopra i 100$. Tutte accise? 

costava  di piu' ma non cosi' tanto.

Pero' va considerato anche il cambio

Il picco del petrolio ha coinciso con il minimo dei cambi del dollaro e questo cuba parecchio.

Oggi il petrolio e' bassino ma l'euro ha perso un buon 30% sul dollaro. Resta da considerare che sul prezzo finale il costo del petrolio  incide per una frazione.

Per fare un confronto reale dovresti considerare quanto incide la materia prima sul costo industriale dei carburanti e quanto incide la valuta con cui vengono pagate le diverse componenti dello stesso.

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Mister66

Settimana scorsa a Milano alcuni benzinai avevano il gasolio a 1.89😲😲😲

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appecundria

I cugini poco ci manca che tirano di nuovo fuori le ghigliottine.

Meno male che da noi Salvini ha tolto le accise come promesso in campagna elettorale e ora la benzina sta a 0,75.

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briandinazareth

Non dimenticherei che i giubbini gialli sono pochissimi, hanno una precisa identità politica e sono violenti. 

Vi ricordate le strade bloccate in Italia poco tempo fa dal movimento dei forconi? 4 gatti che hanno bloccato l'Italia. 

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maurodg65
49 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

Non dimenticherei che i giubbini gialli sono pochissimi,

Infatti, nell’articolo postato da Mom si parla di circa 280 mila manifestanti sparsi in tutta la Francia ed il numero corrisponde ai dati forniti ieri in un servizio da una giornalista di SkyTG24 in diretta dal luogo di una manifestazione, a Parigi parlava di una manifestazione dei Giubotti Gialli che ha richiamato circa 8000 persone, alla fine sono numeri risibili se li rapportiamo alla popolazione francese, numeri che in Italia farebbero parlare di flop per una mobilitazione e di cui forse la stampa ed i media stanno enfatizzando oltre misura l’importanza.

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siebrand


Bersani dice... se aumenti troppo le tasse e le accise sul carburante... chi paga, alla fine, è il cameriere che va a lavorare in ristorante.

Difficile dargli torto.

Finalmente qualcosa "di sinistra".

Ma se qui, come in Francia e ovunque, non riescono a fermare l'inquinamento...

Se non trovano altre vie che far pagare l'operaio o il cameriere e NON i grandi inquinatori... se fermano le auto, anche quelle efficienti, euro3... chi paga? Di chi è il danno?

Ma sopratutto...

Chi e come fermerà le giuiste proteste dei Francesi? 

Quando sarà che la fiamma accesa attacca altri alberi?

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mom

Ieri le Forze dell’ordine hanno attaccato duro già al mattino senza fare differenza tra i dimostranti pacifici e i gruppi di Black blocs. La maggioranza delle persone, scrive Le Monde, non era affatto pericolosa e i dimostranti  non appartenevano a gruppi di anarchici  ma erano persone normali, già con i capelli grigi , occhiali  e profumavano di dopobarba. Quadri, operai, piccoli imprenditori, madri di famiglia,impiegati, tecnici informatici, pensionati riuniti insieme a cantare la Marsigliese come hanno fatto per i Mondiali di calcio ma  questa volta, tutti uniti, chiedevano a gran voce le dimissioni di Macron, ormai sceso sotto il 25% di popolarità. 

“ Questo non è che l’inizio” ...

Quanto c’entri lo zampino di Marine Le Pen io non credo sia così importante...in Francia, non solo a Parigi, ma in tutta la Francia, ne hanno abbastanza di tasse e sacrifici, promesse mancate e non c’è assolutamente feeling con un prepotente come Macron.

Questa la cronaca, le foto e i video di ieri a Parigi:

https://www.lemonde.fr/societe/article/2018/11/24/gilets-jaunes-et-les-champs-elysees-se-couvrirent-de-gaz-lacrymogene_5388217_3224.html

Ma se, a Parigi, erano in 8000, in tutta la Francia erano circa 106000:

https://www.lemonde.fr/societe/article/2018/11/24/gilets-jaunes-au-moins-81-000-personnes-dans-les-manifestations-et-les-blocages-en-france_5388126_3224.html

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maurodg65

@mom ...in mezzo ai manifestanti si sono infiltrati gruppi di “Black Blocks” come mi sembra riporti l’articolo che hai postato? 

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mom

@maurodg65 Sì, venivano anche da fuori. Al solito, come anche in Italia, Erano poco più di 1000.

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appecundria
11 minuti fa, mom ha scritto:

un prepotente come Macron.

Finirà come Renzi, a casa sostituito da un leader simpatico e vicino alle giuste richieste del popolo.

bufala-accise-benzina-salvini-2.png

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maurodg65
37 minuti fa, mom ha scritto:

Erano poco più di 1000.

Su 8000 manifestanti direi che 1000 sono un’enormità e giustificano la reazione delle forze dell’ordine, quei Black Blocks hanno come obiettivo proprio di provocare scontri.

Io comincerai ad interrogarmi, visto il basso numero complessivo dei manifestanti, su quali siano stati gli ispiratori della protesta e quali i loro effettivi scopi, la manovra di Macron, criticata dalla Commissione Europea, non mi sembra giustifichi razionalmente alcuna protesta parlando di incremento della tassazione che sembra non esserci, l’unico taglio reale è quello del personale della PA come indicato nel copia incolla qui sotto:

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-10-16/legge-bilancio-2019-anche-francia-aumenta-deficit-ma-converge-il-pareggio-160209.shtml?uuid=AEdO56NG

Il deficit mascherato della Francia
La Francia peggiora il suo deficit: dal 2,6% del pil, al 2,8%. È un incremento che “maschera” però un progressivo avvicinamento al pareggio di bilancio. L’anno prossimo il governo francese rimborserà alcuni crediti d’imposta (già presenti, come attivi, nel bilanci delle imprese) e li trasformerà in detrazioni fiscali: in un anno solo le stesse facilitazioni di imposta avranno effetto doppio sul bilancio pubblico.

Pareggio in vista nel 2022
Senza questa duplicazione, il deficit francese sarebbe pari all’1,9% e si prevede raggiunga lo 0,3% nel 2022, anno elettorale. La pressione fiscale non a caso passerà l’anno prossimo dal 45% al 44,2%, con il quasi azzeramento delle imposte sulle case, e un taglio delle spese, attraverso soprattutto il taglio di 4.164 posti pubblici, parte di un piano di riduzione di 50mila posizioni in cinque anni. 

Investimenti in capitale umano
La manovra prosegue l’applicazione del Grande piano di investimenti, con una particolare attenzione (2,5 miliardi) al capitale umano, come è più indicato per un’economia avanzata, oltre che alla transizione energetica verso le energie pulite e il risparmio energetico (anche attraverso ristrutturazioni edilizie).”

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contemax

Insomma uno statista!

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maurodg65
Adesso, contemax ha scritto:

Insomma uno statista!

Senz’altro se lo paragoniamo a un Di Maio o a un Salvini o a un Conte qualsiasi, di certo è riuscito a fare una manovra finanziaria che sembra sensata e che la Commissione Europea, seppur con qualche critica, ha accettato.

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contemax

Quindi secondo te se avesse fatto una manovra come quella del governo italiano sarebbe stato fatto tutto esattamente come hanno fatto a noi?

Chiaramente tu puoi dire di sì

Ma io dico che avrebbe avuto qualche critica ma pesata come la sua

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appecundria
28 minuti fa, contemax ha scritto:

Ma io dico che avrebbe avuto qualche critica ma pesata come la sua

Su quale base affermi questa cosa curiosa? Due più due non può fare cinque perché lo dici tu, i numeri sono numeri e quelli francesi rientrano in una data griglia mentre quelli italiani volutamente non rientrano.

Non è sempre colpa di qualcun altro.

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siebrand
14 minuti fa, appecundria ha scritto:

Non è sempre colpa di qualcun altro.

Non è questo il punto.

Scusami, permettimi...

Il punto è.. che è sempre colpa di Renzi (ossia... del PD...)

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audio2

ma anche di quelli di prima e di prima del prima, non siamo mica ingenerosi.

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maurodg65
3 ore fa, contemax ha scritto:

Quindi secondo te se avesse fatto una manovra come quella del governo italiano sarebbe stato fatto tutto esattamente come hanno fatto a noi?

Chiaramente tu puoi dire di sì

Ma io dico che avrebbe avuto qualche critica ma pesata come la sua

Ti ha già risposto @appecundria in modo chiaro.

Comunque Il problema è quasi sempre di metodo e di forma, oltre che di idee, a noi la Commissione Europea ha concesso per più anni una flessibilità concordata per specifici provvedimenti o a problemi specifici come i migranti e il terremoto, tutti interventi che hanno permesso ai precedenti governi di sforare sui conti per poter intervenire non calcolando lo sforamento sul debito e presumo neanche sul deficit, quindi l’Europa brutta e cattiva ancora deve arrivare e stando alle previsioni sarà la prossima, quella dei sovranisti e degli indipendentisti che ci hanno già dato un assaggio di ciò che sarà in futuro.

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EnzoNapoli

@audio2 per me andrebbe pure bene. basti che non aumenti il gpl.

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audio2

credo che purtroppo sarà la prima cosa che faranno non appena ci sarà un discreto numero di vetture circolanti

con tale carburante, proprio come fecero per il gasolio in illo tempore.

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maurodg65

https://www.linkiesta.it/it/article/2018/11/20/la-rivolta-dei-gilet-gialli-non-e-una-rivoluzione-e-una-guerra-tra-con/40183/

La rivolta dei gilet gialli non è una rivoluzione, è una guerra tra consumatori frustrati

Quella che negli ultimi giorni si è scatenata contro la Carbon Tax voluta dal governo Macron non ha niente a che fare con la rivoluzione e con la libertà, ma è soltanto la reazione cieca e furente di una classe media divisa che lotta per mantenere dei finti privilegi

287.710 persone. 2034 posti di blocco. Circa 5000 agenti di polizia a presidio. 355 persone interrogate di cui 157 arrestate. 409 feriti di cui 14 in gravi condizioni. 1 morto. Cifre che fanno pensare all’inizio di una guerra civile, che non stonano persino con quelle della presa della Batiglia del 14 luglio 1789, il giorno in cui nacque la Francia repubblicana, quando 1000 insorti attaccarono la prigione di Parigi presidiata da 82 veterani invalidi e 32 guardie svizzere.

Eppure questo è soltanto il bilancio, tra l’altro parziale, di una protesta che non ha nulla di rivoluzionario: la cosiddetta rivolta dei gilet jaunes — hanno preso il nome dai giubbotti gialli che gli automobilisti sono tenuti ad indossare in caso di pericolo — una rivolta che è scoppiata per protestare contro la Carbon Taxproposta dal governo Macron e che negli ultimi giorni ha messo a dura prova la Francia intera.

Insomma, una volta i cittadini francesi sfidavano le autorità per lottare contro l’aumento delle tariffe del pane, contro i privilegi di classe della nobiltà, e combattevano per guadagnarsi il diritto a partecipare alla vita politica. Ora invece lo fanno per protestare contro l’aumento delle tariffe della benzina, che fa parte del progetto politico del governo Macron di tassare i carburanti sia per finanziare progetti ambientali, sia per detassare il lavoro.

Migliaia di persone che lottano per difendere il proprio diritto di usare la macchina sulle tangenziali e sulle autostrade francesi, è vero, ma che non si accorgono che quel diritto non è un affatto un diritto, ma è un privilegio, e persino di quelli inutili, che servono per mascherare una prigione. Sì, perché l'automobile, per molti di loro non è certo il mezzo che gli apre la stada della libertà, ma è una vera e propria schiavitù, soprattutto nelle tangenziali e nelle strade della Capitale, nelle quali, a causa del traffico, la velocità media delle auto è ormai scesa a 38 km/h in tangenziale, e addirittura a 13 km/h, 2 in meno che in bicicletta, in città.

Ma attenzione, perché i giubbotti gialli non sono dei poveri idioti. Sono solo le vittime di un potere che mentre fa gli interessi di se stesso e si schiera a difesa delle classi privilegiate, li ha attirati in una prigione usando lo zuccherino della finta libertà individuale. Ma contemporaneamente, e drammaticamente, essi sono le vittime di se stessi, carnefici a propria insaputa delle proprie stesse libertà. Sono vittime che invece di unirsi e collaborare per il bene della collettività e per il futuro del pianeta (e quindi anche dei propri figli) si battono gli uni contro gli altri in una guerra civile al ribasso, fatta di rabbia e furore.

Per capire la dimensione di questo paradosso basta guardarsi intorno, e prendere i mezzi pubblici. Si scoprirà che la Francia non è messa meglio dell’Italia. La RER, ovvero l’insieme delle linee interurbane dell’Ile de France, è una rete che serve milioni di pendolari ogni giorno, e funziona malino: è spesso guasta, interrotta, mal funzionante. Non è troppo diversa, insomma, dalla rete che ogni giorno fa impazzire milioni di lavoratori italiani coi suoi ritardi e malservizi. Eppure nessun sciopero dei pendolari è stato mai indetto, nessuna lotta è stata fatta per esigere l'emancipazione della mobilità e la libertà di gestire il proprio tempo senza dover passare ore al giorno rinchiusi in una macchina.

«I giubbotti sono gialli, ma la rabbia è nera», gridano i partecipanti a questa ondata di protesta senza precedenti. È una rabbia vera, profonda, esplosiva. Ma è una rabbia che sta venendo convogliata male, malissimo, che sta esplodendo ciecamente e che sta causando una guerra civile tra povera gente, lavoratori esasperati che il sistema ha portato a vivere a decine di chilometri da dove li costringe a lavorare e, nello stesso tempo, ha convinto di essere più liberi da soli che insieme.

Dividi et impera, dicevano i senatori dell’antica Roma, che in quanto a conservazione del potere ne capivano abbastanza. E quelli che ora sono al loro posto, a un paio di millenni di distanza, non fanno molto diversamente.

Dividi et impera, dicevano i senatori dell’antica Roma, che in quanto a conservazione del potere ne capivano abbastanza. E quelli che ora sono al loro posto, a un paio di millenni di distanza, non fanno molto diversamente: hanno capito che è molto più comodo dividere i subalterni, isolarli gli uni dagli altri, rinchiuderli in piccole gabbie di acciaio semovente, convincerli che il vicino è il loro nemico e che la lotta giusta è quella per avere il proprio posto — fermo — in mezzo al traffico, piuttosto che riguadagnare il tempo della propria vita.

Nell’agosto del 2011, a Londra si scatenò una delle rivolte più violente (per ora) del XXI secolo. Iniziata da una manifestazione pacifica di circa 200 persone, la protesta invase le strade di molti quartieri della città. Migliaia di persone si riversarono in strada e attaccarono negozi e attività commerciali. Il loro obiettivo non era lottare per avere più diritti, ma prendersi con la forza ciò che gli era stato promesso ma che non avevano soldi per avere. Non pane, ma iPhone. Il governo cercò di contenere la rivolta schierando 16.000 poliziotti. I morti alla fine di quella settimana furono 5, quasi 200 i feriti. Circa 1500 gli arresti. «Snatch and grab, get anything you want, anything you ever desired», disse un 19enne che partecipò agli scontri al giornalista del Guardian che lo intervstò.

Lotta e protesta non per avere il pane, ma avere gli iPhone. Non per l’emancipazione e per i diritti di tutti, ma per il proprio privilegio al consumo. Ieri gli iPhone, oggi le macchine. Questa non è per niente una rivoluzione, è una reazione. È la reazione di un ceto medio imbrutito e frustrato, che ha dimenticato che la propria forza è la coscienza della propria subalternità e l’unione nella lotta. Un ceto medio imbestialito che non lotta per il futuro del proprio lavoro, dei propri figli e del pianeta, ma che, vittima di se stesso e della propria rabbia, privo della lucidità e della coscienza necessaria a capire chi e cosa sono il nemico. Un ceto medio fatto di gente che, pensando solo al proprio ombelico, sta massacrando se stessa, il pianeta e il futuro dei propri figli.

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Superciuk

Sabato ero in tangenziale e sulla corsia di emergenza c'era una macchina con una gomma bucata. Ovviamente il conducente era sceso dall'auto indossando

il giubbino giallo. Si è fermata un'auto francese, è sceso il conducente indossando il giubbino giallo e subito ha iniziato una contestazione.

Aloha

Mattia

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Panurge

Nel dubbio la celere ha menato tutti e due.

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Martin
1 hour ago, Panurge said:

Nel dubbio la celere ha menato tutti e due.

Secondo la questura, erano in 4.

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maurodg65

Non ci facciamo mancare mai nulla. :S

https://torino.repubblica.it/cronaca/2018/11/25/news/gilet_gialli_anche_in_italia_il_coordinamento_a_torino_siamo_contro_l_europa_non_contro_il_governo_-212605181/

Gilet gialli anche in Italia, nasce il coordinamento a Torino: "Siamo contro l'Europa, non contro il governo"

Il primo iscritto alla pagina Facebook è Giancarlo Nardozzi, ambulante già vicino ai "forconi". Tra gli amministratori del gruppo anche Ivan Della Valle, ex parlamentare grillino espulso dal movimento

di FEDERICA CRAVERO25 novembre 2018

"Abbiamo preso spunto dalla protesta francese, ma noi siamo mossi da altre motivazioni. Noi siamo contro questa Europa e stiamo pensando di scendere in piazza per bloccare simbolicamente le frontiere, per chiedere che l'Europa non si intrometta più nelle questioni italiane e non comandi a casa nostra".

Giancarlo Nardozzi, venditore ambulante di Torino, sintetizza così la sua decisione di creare su Facebook il "Coordinamento nazionale gilet gialli Italia", che in tre giorni ha già raccolto oltre mille adesioni principalmente tra i venditori ambulanti, visto che Nardozzi è presidente del Goia, il Gruppo organizzato indipendente ambulanti, e ha radunato attorno alla protesta anche i rappresentanti di Aval e Ubat. "Nasciamo per affrontare problematiche di categoria, in primis la Bolkestein e le tasse troppo elevate per le imprese, ma stiamo allargando i contatti ad altre categorie in tutta Italia. Abbiamo anche iniziato una battaglia per chiedere la revoca della concessione a Autostrade e la riduzione dei pedaggi".

Non si tratta di un gruppo politico, giura il fondatore, sebbene precisi la sua posizione: "Io sono un cittadino 'ignorante' se posso dire così, ma una cosa ce l'ho chiara: questo è il governo che abbiamo scelto e quello che ha promesso di fare dei cambiamenti, per esempio in materia di tasse, che noi condividiamo e auspichiamo. Per questo non accettiamo che queste riforme, che secondo noi potrebbero farci uscire da anni di sofferenza, non vengano attuate perché a Bruxelles le bocciano". E alla politica lui stesso strizza l'occhio quando apre il suo gruppo anche a "politici di buoni principi che aderiscano all'iniziativa per far si che la voce del popolo prevalga su quella degli speculatori".

Tra gli amministratori del gruppo in realtà c'è anche Ivan Della Valle, l'ex deputato grillino piemontese che aveva fatto della lotta contro la Bolkenstein una missione, prima di essere espulso dal Movimento 5 Stelle dopo lo scandalo che si era scatenato per la mancata restituzione di una parte dell'indennità parlamentare. "Ho aderito assieme al Goia a questo coordinamento per aiutare a portare avanti battaglie fondamentali come l’uscita degli ambulanti e balneari dalla Bolkestein, riduzione della pressione fiscale, diminuzione del costo delle accise sulla benzina e dei pedaggi autostradali. Se l’Europa continuerà con la politica dell’Austerity siamo pronti a scendere in piazza", ha scritto su Facebook.

Dai social network Nardozzi sta già pensando di passare a una manifestazione di piazza. "Magari a gennaio, ma non abbiamo ancora pensato a una data, vogliamo vedere se passa la legge sul bilancio". Proprio ieri sulla pagina Fb è stata lanciata la proposta: "Oggi Champs Elysées, la prossima a Roma. Facciamo partire la protesta dei gilet gialli in Italia. Non paghiamo più le autostrade se i pedaggi non scendono di prezzo e se a gestirle rimane Autostrade spa". E sarà una manifestazione "anche dura, come quelle che c'erano state nel periodo dei forconi - ribadisce - Ma vogliamo che sia pacifica, noi non vogliamo i morti che ci sono stati in Francia".

Nardozzi in piazza con i forconi c'era: "Non facevo parte del movimento, ma ho partecipato alle manifestazioni". Erano stati i giorni caldi del dicembre 2013, in cui a Torino la contestazione era degerata in una guerriglia urbana, era stata presa d'assalto la sede della Regione Piemonte in piazza Castello ed erano bloccate strade e ferrovie.

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La pagina Facebook dei Gilet gialli realizzata da Nardozzi


Nel post d'apertura della pagina facebook Nardozzi aggiunge: "Ho aderito a questo coordinamento per aiutare a superare le difficoltà della categoria e per cercare di apporre dei cambiamenti anche protestando sempre in forma civile e legale a sostegno di questo governo ormai circondato da tutti". Nardozzi prosegue scrivendo di essersi "reso conto dello stallo alle risoluzioni dei problemi che noi abbiamo sostenuto e che oggi l'Europa vuole vietare sostenendo in pratica l'austerità che fino a oggi il vecchio governo ha esercitato sul popolo e che ha portato e tiene alla fame milioni di italiani".

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Otto von Ubert Steiner
Il ‎19‎/‎11‎/‎2018 Alle 15:31, Mister66 ha scritto:

Settimana scorsa a Milano alcuni benzinai avevano il gasolio a 1.89😲😲😲

Saranno stati in autostrada o tangenziale: basta sfilarli con una pernacchia...

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Otto von Ubert Steiner
Il ‎25‎/‎11‎/‎2018 Alle 08:16, mom ha scritto:

Ieri le Forze dell’ordine hanno attaccato duro già al mattino senza fare differenza tra i dimostranti pacifici e i gruppi di Black blocs.

Provo amara invidia, perché da noi per il G8 fecero differenza: riempirono di botte i dimostranti pacifici mentre ignorono i gruppi di BB.

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maurodg65
7 minuti fa, Otto von Ubert Steiner ha scritto:

Provo amara invidia, perché da noi per il G8 fecero differenza: riempirono di botte i dimostranti pacifici mentre ignorono i gruppi di BB.

Non ignorarono i BB, c’erano molte più persone che parteciparono alla manifestazione, non erano solo un paio migliaia di manifestanti come a Parigi, a Genova fu più facile per i BB colpire e fuggire evitando scontri diretti con la Polizia, poi i problemi ci furono alla Diaz ma è un’altra storia.

P.S. A Genova ci furono circa duecentomila manifestanti in una realtà urbana come quella di Genova che è ben diversa da quella di Parigi, più facile scappare e nascondersi nei vicoli della città ligure mascherandosi poi tra la folla, oltre dieci volte i manifestanti di Parigi in spazi molto ridotti.

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