zalter

cronaca e costume Gilet gialli. Protesta contro caro benzina in Francia

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nullo
4 minuti fa, Panurge ha scritto:

Però che mondi diversi, gli americani poveri e trumpiani vogliono che lo stato si occupi di loro il meno possibile,

Diciamo che se hai un lavoro e paga opportuna, uno si può anche arrangiare.

ma qui per molti mancano i primi due parametri, per il terzo invece passa dal si può al si deve..

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maurodg65
Adesso, nullo ha scritto:

ma non li può mettere lo stato, non li può mettere il ricco altrimenti scappa, non li può mettere l'industriale altrimenti perde e comunque ha già delocalizzato.

l'unica è far pagare gli sfigati, infatti...

Che non li possano mettere i pronti lo scrivi tu e non altri, l'economia deve girare intorno all'iniziativa privata, lo Stato interviene sugli investimenti infrastrutturali e nel garantire le condizioni migliori allo sviluppo economico, ma non deve sostituire l'iniziativa privata.

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contemax

Comunque il problema sarà presto risolto

Cina

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nullo
3 minuti fa, contemax ha scritto:

Comunque il problema sarà presto risolto

Cina

Questo lo dici tu! (Cit.)

non sai quanto conti questa UE nello scacchiere mondiale.

segnamo la rotta a tutti!

infatti siamo in rotta...

sono i gilet gialli che non capiscono la loro fortuna 

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maurodg65
1 minuto fa, contemax ha scritto:

Comunque il problema sarà presto risolto

Cina

?????

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Lorenzo67
10 ore fa, adriatico ha scritto:

E hai pure interessi noiosetti.

Detto da un ammiratore dei Queen ...

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Lorenzo67
1 ora fa, maurodg65 ha scritto:

come se la ricchezza si creasse stampando moneta o accumulando debito pubblico

Perché, fino ad oggi come hanno fatto? E mica solo in Italia, eh

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Lorenzo67
55 minuti fa, Panurge ha scritto:

gli americani poveri e trumpiani vogliono che lo stato si occupi di loro il meno possibile

be', insomma. Intanto sono in piena occupazione e per chi ha un reddito è relativamente facile arrangiarsi da solo, ma se scaviamo un po' ed andiamo a vedere quanti soldi ha stampato Obama per arrivarci, alla fine sempre allo Stato si ritorna.

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Panurge

Stampa con efficacia chi se lo può permettere, chi non può meglio stia buonino.

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Lorenzo67

@Panurge Questo è un altro discorso. Io invece parlavo del fatto che non esiste Paese al mondo, neanche il più liberale, che può sopravvivere se lo Stato non si dà da fare con l'economia. Persino la Svizzera, che pure ha un debito pubblico bassissimo, ha dovuto chiamare all'appello la sua Banca Nazionale per salvare UBS e per svalutare il Franco.

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maurodg65
30 minuti fa, Lorenzo67 ha scritto:

Perché, fino ad oggi come hanno fatto? E mica solo in Italia, eh

Lo stato non crea direttamente ricchezza, la creano i privati, al più lo Stato può investire, se ha la possibilità di farlo, in infrastrutture e stimolare e favorire la crescita, ma senza investimenti privati non vai molto distante. 

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adriatico

@Lorenzo67 l'ammiratrice è la mia Signora. Comunque, anche se non sono certo loro fan,  Freddy Mercury è stato un grandissimo del pop-rock mondiale... o ti senti di affermare il contrario in un forum di audio fili? se te la senti...

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Lorenzo67

@adriatico Io non sono un audiofilo e Freddy Mercury non mi è mai piaciuto (con ciò non dico che non fosse un grande). Dici che le due cose sono collegate?

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maurodg65

Piuttosto che parlare di aumentare spesa pubblica proviamo ad imparare a spendere i soldi che abbiamo già a disposizione:

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adriatico

@Lorenzo67 

e quindi cosa vuoi da me? soprattutto se sto interagendo con qualcun altro.

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maurodg65

Una meraviglia, una sequela di idiozie, speriamo che vincano in Francia e vadano al Governo, non saremmo più soli ad avere illusi ed incapaci a governare:

https://www.blitzquotidiano.it/politica-europea/manifesto-giallo-25-punti-popolo-reazionario-2967612/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

Manifesto giallo, anzi rosso bruno: i 25 punti del popolo reazionario

di Lucio Fero
Pubblicato il 10 dicembre 2018 10:22 | Ultimo aggiornamento: 10 dicembre 2018 10:22 

ROMA – Manifesto giallo, manifesto dei gilets jaunes (la maggioranza dei giornalisti italiani in tv pronuncia in maniera che in francese sarebbe gilet giovani…). Manifesto che gira e si diffonde e si condivide in rete e suo profili facebook del movimento. Non si sa chi l’ha scritto, ma di certo qualcuno lo ha pensato. Impaginati 25 punti di programma, richieste e perché no, valori. Impaginati in un giubbotto giallo a modello i dieci comandamenti sulle due tavole della legge.

Punto primo è vietare per legge si possano pagare di tasse più del 25 per cento del reddito di ogni cittadino. Una legge così, un’idea così è il sogno e l’azione anche concreta dei Repubblicani americani e dei loro presidenti più in gamba: abbassare le tasse, poche tasse e quindi poco Stato. Nell’economia e nelle tascjhe dei cittadini.

Ma il punto due dice di aumentare salari e pensioni minime del 40 per cento. Quaranta per cento, mica di un po’. E il punto tre dice di assunzioni massicce di dipendenti statali. E il punto quattro dice di costruire 5 milioni di case popolari.

Dunque il manifesto giallo vuole uno Stato che dimezza le tasse e raddoppia (se va bene solo raddoppia) le spese. Del dove si trovano i soldi si disinteressa con sdegno di popolo. Anzi, siccome è popolo, se ne fotte.

Punto 5: banche buone solo se piccole. Piccole, obbligatoriamente piccole per “difenderle dalla crisi”. E il fatto che sono le banche piccole di solito a saltare? Questo accade nel mondo dei borghesi da rovesciare. Banche piccole perché banche è cattiva parola e si sopporta solo se piccola.

Punto sei, l’architrave: annullare il debito. Annullare il debito pubblico. Innalzare la bandiera di popolo del non si paga. Non si paga a chi il manifesto non dice. Non si attarda il manifesto giallo sulla questione per cui annullare il debito vuol dire anche annullare il risparmio. Annullare il debito è un grido di liberazione e di festa, come quando in un supermarket andassero fuori uso le casse.

Punto sette: meno Parlamenti e più referendum, le leggi le faccia il popolo in una sorta di seggio elettorale permanente.

Punto otto: divieto di lobby (fatta salva ovviamente quella cui si appartiene).

Punto nove, altro caposaldo: Frexit e cioè uscita della Francia dalla odiata Unione Europea. Ovviamente per essere sovrani.

Punto dieci: far pagare agli evasori fiscali 80 miliardi. Chi sono gli evasori cui far pagare? Gli altri, sempre gli altri, il popolo non evade, mai.

Punto 11: tutto pubblico, tutto di Stato. Autostrade, parcheggi, stazioni, aeroporti. Lo stesso Stato che incassa la metà dalle tasse e spende il doppio in assistenza si deve caricare anche la proprietà e gestione delle infrastrutture grandi e piccole. Si suppone con l’obiettivo fondamentale di dare impiego pubblico garantito e inattaccabile da concorrenza e tecnologia.

Punto 12, una delizia ideologica: ritiro degli autovelox dalle strade e stop a multe con telecamere. Ecco il vero e genuino segno di popolo, eccolo il marchio di autenticità: basta autovelox e multe, la gente vuole libertà e non oppressione.

Punto 13: via dalla scuola ogni ideologia nei programmi di insegnamento. Che vuol dire via la scienza acquisita, via i valori acquisiti con e dalla democrazia. Ognuno si fa la sua scienza e la sua storia da solo, magari in famiglia.

Punto 14: pochi giornali e solo se piccoli, dell’informazione bisogna diffidare come delle banche.

Punto 16: replica e ingrandisce il punto 13 e chiede, esige niente Stato in educazione, sanità e famiglia. Ogni indirizzo è bollato come ingerenza. Lo Stato si limiti a pagare, poi ciascuno elabora e pratica cultura, scienza e medicina che gli pare.

Punto 19: diminuire l’influenza dei laboratori farmaceutici. Qualunque cosa voglia dire, il senso è chiaro.

Punto 18 vieta plastica e imballaggi.

Punto 17 garantisce che quello che compri non si rompe per dieci anni.

Punto 20 vieta Ogm e pesticidi.

Punto 21 impone di rimettere in piedi le fabbriche nazionali così non si importa più e si fabbrica tutto in casa.

Punto 23: riportare a casa tutti i soldati impegnati in missione all’estero.

Punto 24: niente più migranti.

Punto 22: uscira della Francia dalla Nato.

Insomma dal 21 al 24 quattro punti che si riassumono in quatto parole. farsi i fatti propri. E solo quelli. Più che la Francia prima di tutto è la Francia è il tutto e il resto del mondo va tenuto fuori dall’uscio. Chiude un a questo punto del tutto posticcio punto 25 che recita rispetto scrupoloso del diritto internazionale. Internazionale? Cattiva parola nel manifesto giallo.

Dunque Stato maggior datore di lavoro, Stato proprietario e Stato assistenziale e produzione di merci nazionali e nazionalizzate. E sistema del credito di fatto nazionalizzato anch’esso. E debito pubblico annullato e peggio per i creditori. E sovranità nazionale ripristinata fino all’ultimo millimetro di ogni territorio immaginabile. E denuncia e divieto anche delle idee e valori del liberalismo politico e delle scienze acquisite. Sistema della formazione scolastica aperto al pensiero magico e ciascuno la sua area e verità. E nemico esterno causa di tutti i mali. E nemico interno da tenere a bada, nemico interno sotto forma di banche, giornali, Parlamento, istituzioni, insomma quella roba là…democratica. E popolo da perdonare, anche quando è in…eccesso di velocità.

Manifesto giallo? Giallo solo per chi ha nozione e sentore delle cose e della storia come sempre comincino dal mattino in cui si sveglia. I 25 punti del manifesto appena dipinto di giallo sono i precisi, perfetti, chiari e identificabili punti del popolo sì e reazionario pure. L’idea che il popolo sia sempre e comunque democratico e libertario e progressista è una favola bella che i democratici (a sinistra soprattutto) si raccontano. Ma  la favola non ha riscontri nella storia reale.

Il popolo più volte ha saputo e voluto essere reazionario contro e a dispetto della democrazia. Quando accade c’è un segnale inequivocabile: l’attacco alle elites. Elites senza le quali non c’è democrazia: un solo esempio, quello della Dichiarazione dei Diritti dell’uomo di cui è il settantesimo anniversario. Nacque dalla voglia reale e sofferta di dichiarare almeno in via di principio che nessun governo o popolo poteva fare quel che governi e popoli avevano fatto durante la seconda guerra mondiale. Nacque per mano e cultura e iniziativa delle elites. 

Manifesto giallo? Gialla è la copertina, i colori veri, i veri colori politici e sociali sono il rosso bruno. Non a caso al manifesto gialli plaudono sia Alessandro Di Battista che Steve Bannon. Ci vedono bene entrambi, hanno colto benissimo il rosso bruno tanta roba di storia che c’è sotto quella esile pennellata di giallo cronaca. 

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Savgal

Storicamente il "popolo", inteso come i ceti collocati alla base della piramide sociale, sono stati il più delle volte reazionari, oscillando tra la rivolta fine a se stessa e la silenziosa sottomissione. Il merito più grande che ha avuto il marxismo è stato di dare una linea politica coerente e una missione storica al "proletariato", che non era il popolo, bensì la classe operaia avente coscienza di classe, distinto dal "lumpenproletariat". Un altro grande merito è stato di aver dato alla classe operaia l'orgoglio di far parte di un soggetto  investito di una missione universale, che apre una epoca nuova della storia del mondo. Entrambi questi elementi sono venuti meno.

Nel "Manifesto" Marx svolge una critica ai “falsi socialismi”, che per alcuni aspetti sembra l'analisi dei nuovi comunisti di destra. In particolare critica aspramente i socialismi reazionari, che vorrebbero “far girare all’indietro la ruota della storia”, prospettando il ritorno alle forme di organizzazione economica dell’ancien regime. La critica di Marx si rivolge al socialismo di Proudhon, definito “conservatore” o “borghese” in quanto vorrebbe eliminare gli aspetti negativi dalla società borghese, la concorrenza capitalistica, la proprietà dei mezzi di produzioni ed il proletariato, senza sapere che questi aspetti sono inscindibili l'uno dall'altro.  Proudhon potrebbe essere un buon ideologo dei nuovi comunisti, considerando che le sue posizioni politiche sostanzialmente si ispiravano alle classi medie, artigiani, piccoli proprietarî, contadini, delle cui richieste si fece interprete. Di Proudhon si ricorda che la frase "La proprietà è un furto", ma come i nuovi comunisti non chiede la socializzazione di mezzi di produzione, bensì la statalizzazione della grande proprietà.

Il nuovo conflitto sociale, la nuova lotta di classe vede una allenza tra il proletariato e la piccola borghesia prossima alla proletarizzazione, entrambe hanno un nemico comune, ieri si sarebbe chiamata borghesia, oggi élites. L'obiettivo non è più il socialismo, ma un ritorno ad una economia pre-capitalistica..

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nullo

Quante seghe inutili e giri di parole per dire semplicemente che si parla di soldi.

la gente vuole due soldi in più e due spese in meno, il che a volte è pure la stessa cosa... e lo fa sia quando si arriva al colmo della misura, che quando si intravveda la possibilità di alzare la posta nella relazionie fra e parti.

gli stessi discorsi che si facevano dalla sinistra istituzionale e illuminata quando ci si lamentava che non si arrivava alla terza settimana, che faceva la lega, e che faceva Berlusconi. Così altri prima di loro...Nessuna novità in Italia, e nessuna novità all'estero.

la gente scendeva in piazza per pensioni e salari più alti, quanto per servizi troppo cari o inesistenti prima, scende oggi, e scenderà domani.

I soldi in più li vogliono pure  i piccoli capitalisti, i cosiddetti borghesi e i grandi capitalisti, solo che lo fanno in genere con altri metodi.

si litiga per la torta da sempre, sta a vedere che da oggi non si può più perché ce lo chiede l'Europa.

Non basta chiedere perché le persone prima o poi si rivoltano, lo devi imporre, e lo fai fino a che non arriva il rischio di un reale ribaltone, al che Macron o altri, rifanno le fette in modo diverso.

la storia del mondo non c'è bisogno di reinventarla.

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adriatico

bisogna lavorare di più (cit.)

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nullo
1 ora fa, adriatico ha scritto:

bisogna lavorare di più (cit.)

Ma se siamo in sovrapproduzione tanto che dobbiamo buttare roba che funziona e per vendere quella nuova (cit.)

mo di nuovo anche le auto che già in passato hanno goduto di contributi statali a iosa.

abbiamo più case che teste e più auto che strade, abbiamo sette televisioni a testa, telefoni a gogò e altro ancora.

stanze guardaroba che traboccano... e milioni di disoccupati e tu parli di produrre di più.

se lo facciamo in tre ok, ma se lo facciamo tutti finisce male.

il problema è che quando si regalava agli sfigati lo si faceva a debito per non intaccare altri interessi, oggi non si può più per non intaccare gli stessi interessi, perché se si allarga il debito devono crollare necessariamente gli interessi o crolla il castello. Arriveremo agli interessi negativi per amore o per forza, oppure si svaluterà il debito, che è la stessa cosa, senza inflazione non ne esci...hai voglia a girarci intorno.

Ce ne sono già di queste realtà è altre ne arriveranno.

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criMan
7 ore fa, nullo ha scritto:

segnamo la rotta a tutti!

Spezziamo le reni a tutti! 

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maurodg65

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nullo

Macron ha parlato...messaggio registrato.

il nocciolo?

Prime scuse a profusione, poi più pilu per tutti, paga pantalone.

stipendi, pensioni, straordinari, case, emergenza sociale...

come volevasi dimostrare, il consenso si compra ( a debito), vedremo se basta o se si andrà avanti con le proteste.

il partito cambia nome e si chiamerà retro marche.

ps

dimenticavo una nota di colore, lo sguardo non era dei migliori, deve aver avuto qualche grattacapo di troppo e diverse tirate di giacchetta che l'hanno scosso.

Non dura...

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ferdydurke

Se Macron desse in IPhone a tutti i manifestanti, sono sicuro che in molti si calmerebbero...

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nullo
1 ora fa, ferdydurke ha scritto:

Se Macron desse in IPhone a tutti i manifestanti, sono sicuro che in molti si calmerebbero...

Costerà comunque molto, i conti salteranno, in pratica erano già saltati e lo si sapeva, così le regolette cretine dovranno essere cambiate.

Altrimenti che farà Moscovici? Lo sanziona?

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maurodg65
9 ore fa, nullo ha scritto:

il consenso si compra ( a debito),

È bello sapere che tu abbia doti divinatorie, del resto “ricordati che devi morire” è un presagio, e che tu sappia già da quanto ascoltato ieri sera per bocca del Presidente Francese, dichiarazioni che per inciso non ho ancora sentito e neppure letto, che quanto promesso verrà realizzato a debito e non coperto con altri tagli alla spesa o con un aumento di imposte.

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maurodg65
7 ore fa, nullo ha scritto:

Costerà comunque molto, i conti salteranno, in pratica erano già saltati e lo si sapeva, così le regolette cretine dovranno essere cambiate.

Altrimenti che farà Moscovici? Lo sanziona?

In effetti ora non c’è più dubbio, chi sei il mago Otelma? 

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maurodg65

Per la cronaca il Primo Ministro francese, in uno dei diversi articoli postati al riguardo dei fatti francesi, aveva già scritto chiaramente che l’eventuale rientro degli aumenti previsti sui carburanti avrebbe comportato dei tagli in diversi capitoli di spesa del bilancio francese per coprire i mancati introiti.

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maurodg65

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-12-10/macron-misure-contro-collera-aumento-salario-minimo-straordinari-pensioni-154005.shtml?uuid=AE3GAFxG

Macron, le misure contro la collera: aumento del salario minimo e tagli fiscali per lavoratori e pensionati

Riccardo Sorrentino08 dicembre 2018

Una condanna forte delle violenze, «inammissibili». Poi l’apertura di uno «stato di emergenza economico e sociale», che si concretizza con una serie di misure a favore dei più deboli - i pensionati, i lavoratori con salario minimo - e l’apertura di un grande dibattito pubblico sui grandi temi politici, a cominciare dal rapporto tra la vita quotidiana («avere una casa, spostarsi, riscaldarsi») e il riscaldamento climatico, soprattutto nelle aree non metropolitane.

«Quarant’anni di malessere»
Emmanuel Macron ha affidato a un quarto d’ora di discorso, letto con una posa un po’ rigida e non privo di toni retorici (peraltro tipici del mondo politico francese) il compito di ricostruire il rapporto con la piazza. Non quella degli scontri («Nessuna rabbia può giustificare l’attacco a un poliziotto, un gendarme, che si distrugga un esercizio commerciale o un edificio pubblico», ha detto), ma quella dei più deboli che la cattiva sequenza degli interventi politici ha dimenticato: «Abbiamo finito per abituarci», ha detto il presidente ricordando che «sono quarant’anni di malessere che riemergono».

Nessun passo indietro sulla patrimoniale
La sua non è però una marcia indietro totale. Nelle misure proposte manca la revisione dell’imposta patrimoniale, chiesta dai Gilets jaunes: aiuterà la creazione di nuovi posti di lavoro, ha detto e tornare indietro indebolirebbe l’economia. Piuttosto diventerà più rigida la politica sull’evasione fiscale e meno elastiche le elusioni: «I dirigenti delle imprese francesi devono pagare le imposte in Francia». 

Aumento del salario minimo
Il presidente ha poi annunciato un aumento di 100 euro del salario minimo - oggi è pari a 1.185 euro netti e a 1.578 euro lordi - senza oneri aggiuntivi per i datori di lavoro; la defiscalizzazione degli straordinari - uno di quei provvedimenti annunciati da tempo ma rinviati - la defiscalizzazione dei bonus di fine anno da parte delle imprese, che Macron invita a versare; e l’abrogazione dell’aumento dei contributi - una delle misure considerate più odiose dai francesi - per i pensionati che guadagnano meno di 2mila euro al mese: «Lo sforzo richiesto era troppo pesante e non era giusto» ha ammesso il presidente, che non ha mancato di assumersi le proprie responsabilità: «So che mi è capitato di ferire qualcuno di voi con le mie parole», ha detto.

L’apertura di un grande dibattito nazionale
A Macron interessa anche ricostruire anche il dialogo sociale e far risalire la propria popolarità, che oggi è pari - a seconda dei sondaggi - al 18-21%. L’idea del “dibattito nazionale” già lanciato dal presidente del consiglio Édouard Philippe sul tema della fiscalità, sarà allargato a tutti gli aspetti politici, compresa la distribuzione dei redditi, le riforme della rappresentanza per tener conto, per esempio, delle schede bianche, l’equilibrio della fiscalità e il modo di far fronte, nella quotidianità, al cambiamento climatico.

Attenzione alle aree non metropolitane
Macron ha inoltre capito bene che uno dei nodi è il rapporto tra le città e le aree non metropolitane: gli enti locali sono stati troppo bruscamente privati di alcune entrate, a causa della parziale abrogazione di imposte immobiliari, senza sufficienti compensazioni; e i servizi pubblici ne hanno sofferto. Il presidente incontrerà allora, «regione per regione», i sindaci francesi, per ricostruire un programma che non sia così verticale e centralizzato come lo è stato finora. «Le buone soluzioni emergeranno sul terreno», ha detto.

Nessuna indulgenza per i violenti
Le proteste possono diventare quindi «una chance», ha spiegato il presidente che, all’inizio del discorso, ha condannato duramente le violenze: «Non riceveranno alcuna indulgenza». Allo stesso modo, poche concessioni sul tema dell’immigrazione: «Voglio che la Nazione si metta d’accordo con se stessa su quella che è la sua identità profonda». Un retorico: «La mia preoccupazione siete voi, la mia sola battaglia è per voi, la nostra sola battaglia è per la Francia» ha concluso il discorso. 

I Gilet jaunes libres: «Mezze misure»
Per i Gilet jaunes libres - i moderati che non hanno partecipato alle proteste di sabato - si tratta di «mezze misure». «Cento euro vanno bene per gli smicards(coloro che ricevono lo Smic, il salario minimo, ndr), ma che ne è - ha detto il portavoce Benjamin Cauchy alla rete tv France 2- dei salariati medi che vivono una pressione fiscale enorme? Che ne è della carbon tax su navi e aerei? i Gilet jaunes e i francesi sono per l’ecologia. Per le pensioni - ha spiegato infine - l’indicizzazione al costo della vita sarebbe il minimo».

La Ue accende i riflettori sui conti pubblici
Critiche le opposizioni, mentre il sindacato Cgt ha annunciato una mobilitazione, insieme ai Gilets jaunes, per venerdì. Il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha intanto immediatamente acceso i riflettori sulle ricadute che le nuove misure avranno sul bilancio pubblico francese. «Stiamo monitorando attentamente le potenziali nuove misure annunciate - ha detto - ma non possiamo commentarle prima che siano propriamente varate e dettagliate». 

Un costo di 8-10 miliardi
Le misure proposte da Macron imporranno una rivisitazione della Loi de Finances 2019, la Finanziaria francese. Secondo Olivier Dussopt, segretario di Stato con delega al budget, i provvedimenti costeranno 8-10 miliardi di euro, una cifra compresa tra lo 0,33 e lo 0,41% del pil nominale previsto dal governo per il 2019. Attualmente Parigi prevede per l’anno prossimo un deficit del 2,8%, anche se 0,9 punti percentuali sono legati a misure straordinarie: nel 2019 lo stato francese verserà alle imprese alcuni crediti di imposta relativi al 2018 che sono stati trasformati in deduzioni fiscali e creeranno quindi, per un anno, un “buco” nelle entrate. Nel 2020 il disavanzo dovrebbe infatti calare all’1,4%. In ogni caso Parigi rischia, per le misure annunciate da presidente e in assenza di interventi correttivi, di sforare il tetto del 3%.

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audio2
18 ore fa, nullo ha scritto:

Lo sanziona?

ma no, finirà in un bel 96 invertito con reciproco dito dove non batte il sole.

la vecchia filma tutto e si rivende il prodotto sul canale gaio di you p.

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