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Juju

Geniali, pazzi sfortunati

Messaggi raccomandati

Beppe.Loid

@azn131 Impossibile non citare Ian Curtis. Grazie

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azn131

@Juju grazie del suggerimento, a casa vedrò di approfondire!

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minollo63

E' stato l'autore di quella che per antonomasia viene definito il brano che incarna la filosofia della musica rock, ovvero "Sex and drugs and rock'n'roll" !

Naturalmente sto parlando di Ian Dury che sicuramente non ha avito vita facile nel mondo dorato della musica in quanto da bambino era stato colpito dalla poliomielite, malattia che lo avrebbe segnato nel fisico per tutta la sua vita, fino alla morte avvenuta nel 2000.

Nonostante tutto è stato capace di affrontare con ironia la sua situazione non risparmiandosi mai nelle sue esibizioni sui palchi del rock, facendo uso di un modo di cantare molto particolare, utilizzando uno slang particolare (il cockney) legato anche alle sue londinesi.

Senza dubbio è un altro di quegli autori che si fatica a ricordare pur avendo dato tanto alla musica.

Ciao

Stefano R.

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analogico_09
Il 26/11/2018 Alle 08:49, edogalli ha scritto:

Luca Flores non c'è più da quando nel marzo del 1995 decide di togliersi la vita ...  la dipendenza di Red Rodney ...  Massimo Urbani e Larry Nocella, e tanti altri. Musica che scava nelle nostre debolezze, nella parte scura delle nostre esistenze, e che a volte non ci risparmia il doverci fare i conti.  Una musica che ha avuto tanti troppi martiri. 

Una lista assai lunga di "martiri", come pure ricordavo nell'altro post, nel mondo del jazz non solo amaricano... Flores/Urbani, accomunati dalla musica e da diversi modi di porre anzitemmpo fine alla propria vita. Ma seguiteranno ad esistere grazie alla musica, al loro bellissimo disco Easy to love intitolato ad Urbani, un genio indiscusso, per motivi di "etichetta"... (Trane e Tyner che si ritrovano...)
 

Urbani e Rodney.., alti destini condivisi e "comunicanti", grazie alla musica che trascende e trasferisce all'ascoltatore il mondo segreto e spesso misterioso dell'artista ... e, cavolo!, non solo ovviamente in questi casi, più la vita era dolente più l'arte appariva grande.., e la cosa un po' disorienta ma era così.., oggi non più perché non c'è più dolore dell'anima e l'arte cinchischia nelle blande nevralgie per le quali basta l'aspirina... (meno male.., ma anche no.., insomma quale divario.., sofferta dicotomia...)

All'Alexandereplatz (lì non c'ero.., purtroppo) , provo ad immaginare l'eccitazione di Urbani che suona con Rodney.., sorta di "trade union" con il maestro di tutti, maestro di musica e di poesia del dolore, della vita, oltre il bene ed il male, maestro dei fatali detour esistenziali: Charlie Parker!  C'è un bellissimo disco  e qualche video nel tubo, stessa formazione ma altre date (maggio e dicembre 1993)


 

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analogico_09

Non di meno passibili di ripercuotersi sulla musica, in bene o in male.., ci sono altri fatti che non rappresentano un vizio, una dipendenza, ecc.., cose normali come ad esempio fare lavori "umili".., normalissimo, ma se riflettiamo un attimo su che Mingus.., dico Charlie Mingus, uno dei più grandi, immensi musicisti universali del '900, mentre suonava con i grandi del jazz, Davis, ecc, dovette impiegarsi alle poste per garantirsi il pasto quotidiano. Oppure quando, nel '68, dovette adattare lo stanzone incasinato in cui abitava in scuola di musica.., cosa che contrariò il padrone di casa che lo fece sfrattare dalla polizia la quale, manco si trattasse di sfattare un mafioso..,  seguì il trasloco e se lo portò via in volante, in maniera bonaria, anche perché c'era un troup cinematografica, o televisiova, che filmava la a tratti tragicomica situazione.., cosa molto umiliante per un genio del calibro di Mingus.., nel tubo c'è.., io acquistati molti anni fa una VHS import del film integrale.., un documento strepitoso.. Mingus viene intervistato prima dello sfratto.., bellissimo anche filmicamente, assolutamente da non perdere... Mingus si sfoga, racconta.., torrenziale.. si ascolta anche della bellissima musica, bei spezzoni rari di concerti, il suo tenero rapporto con la figlioletta.., la sua intimità...


Lo sfratto materiale inizia poco dopo min. 47:07
 

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analogico_09

Quanto sopra, situazione esemplare di vergogna razzista, razzista aldilà del colore della pelle.., anche autorazzismo da parte della gente idiota, ignorante, che non ama non conosce e non rispetta l'arte.., in quali consizioni dovevano vivere e lavorare i geni della musica, e anche i non geni, solo grandi.., e scusate se è poco...

Ma ce ne sono a iosa di casi del genere.., ora mi viene in mente quello del trombonista Roswell Rudd, un trombonista "bianco", tra i migliori musicisti della new-thing, che per sopravvivere dovava arrotondare le magre entrate della musica facendo il tassinaro a New York, se non ricordo male...

Breve e strepitoso, fa "parlare" lo strumento..  nella versione di We shall overcome dal più celebre Liberation Music Orchestra di C. Haden, ma il suo contributo è notevole in ogni brano dell'album.., notevole ogni altra cosa che suonava... Magari mentre guidava i taxi nel traffico di NY pensava a come mettere a punto lo stile, le idee musicali.., alla fine non tutti i mali finiscono per nuocere... :D


Qui in un contesto più blues-pop/rock... forse più renumerativo dei taxi... ;)

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bungalow bill

Grande cantautore italiano : Luigi Tenco , morto suicida nel 1967.

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Watt a Flac
Il 25/11/2018 Alle 18:26, edogalli ha scritto:

Tutto quello che Pepper ha inciso in questo periodo rappresenta per me una delle vette assolute del jazz del secolo scorso, un monumento meraviglioso al talento di un genio troppo tormentato e troppo perso dietro i suoi fantasmi.

non sei il solo a pensarla così ed aggiungo, artista molto sottovalutato.

un altro che ha suonato come un dio in "tarda" età,è stato Stan Getz

di incredibile intensità alcuni concerti in duo con Kenny Barron.

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Watt a Flac
Il 25/11/2018 Alle 20:55, analogico_09 ha scritto:

La leggendaria registrazione di Lover Man

quella registarzione è in questo disco https://www.discogs.com/it/Charlie-Parker-The-Art-Of-Charlie-Parker-Vol-2-The-Fabulous-Bird/release/1766008

disco che mi capitò per le mani ,qualche giorno dopo aver letto l'episodio riportato nel libro di polilllo...quando si dice "i casi della vita".

la versione di lover man è straziante,ma ha qualcosa di incredibilmente tenero...in effetti non so che altro aggettivo usare per descrivere la sensazione che mi procura...un bambino che riemerge dal suo stato di pianto ed inizia a cantare con la sua splendida vocina.

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Watt a Flac
Il 26/11/2018 Alle 00:37, analogico_09 ha scritto:

perché l'arte è tanto più alta e nobile quanto più meschina e violenta è la vita)?

perché la coppa che il dolore scava e la stessa che contiene la gioia (cit) ma anche l'intelligenza e la bellezza che da essa scaturisce. 😀

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Beppe.Loid

@tri@ragorn  Sound sono un gruppo che ascoltavo a 15 anni, che ho accantonato per anni, ma che mi ritrovo puntualmente a riscoprire. Bentrovato, goditi anche gli altri loro dischi, ne vale la pena!

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Watt a Flac

Lester Young "the president" appellativo che si è guadagnato (così narra la leggenda) dopo aver vinto una battaglia tra sax tenori con "The Hawk" Coleman Hawkins in quel di Kansas City.Musicista eccelso,talento precoce,nato a New Orleans,ancora adolescente suona nelle orchestre della sua città per poi trasferisrsi in quella che allora era la capitale del Jazz,Kansas City ,appunto.Tutto "magnifico" fino al giorno in cui viene chiamato alle armi.Questa esperienza lo segna per il resto della sua vita.A causa della sua indole e del suo colore ,subirà violenze di ogni tipo, compresa la detenzione.Ne esce mentalmente debilitato. Alcool e droga saranno suoi compagni di viaggio fino alla morte nel 59.

dotato di una classe "sovrumana" e con un sax dal suono incofondibile,nonostante la salute sempre più cagionevole,ha ancora il tempo per incidere album bellissimi.Per quanto sia abbastanza puerile stilare classifiche molti lo considerano uno tra i 3 più grandi tenor sassofonisti della storia insieme a the Hawk e Trane.Personalmente e musicalmente parlando,lo adoro ed è uno di quelli che girano più frequentemente sul mio giradischi.

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giaga

Mi sembra che possa rientrare nel gruppo (magari non geniale, un po pazzo forse, certo sfortunato) William Borsay conosciuto come Willy de Ville

Magrissimo artista di grande capacità e versatilità ha saputo riunire e fondere generi diversi R&R R&B Cajun in modo originale e moderno (usava spesso anche lingua ispanica nei suoi testi) e passava da canzoni consuoni decisamente forti e aggressivi a ballate dolci e morbide.

Ho quasi tutta la sua discografia, sia i primi album (in vinile) quando il nome era Mink de ville che quelli successivi come Willy (in CD). Reputo i primi i migliori, assieme ad uno live.

Sfortunato perché sposato tre volte con le due prime mogli entrambe morte; e poi problemi di droga

Artista atipico, si definiva un cane randagio, si presentava anche vestito da indiano (la nonna era un indiana irochese).

Sentitelo in questa Mixed up, shook up girl live

https://www.youtube.com/watch?v=KJtE-MHzKYY

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bost
52 minuti fa, giaga ha scritto:

si presentava anche vestito da indiano

@giaga si, era un gran figo ( vedetelo nella "Hey Joe"), ma rasato "indiano dici?) ...fa paura...

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simone59

Robert Johnson:la prova che il diavolo esiste,gli ha venduto l'anima.É assolutamente vero.

   Johnny Thunders: l'elogio dell'autodistruzione.

Ian Curtis: l'impossibilità di vivere.

Joe Strummer :che bello andare allo stadio a vedere il Chelsea con lui

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analogico_09
Il 29/11/2018 Alle 20:30, Watt a Flac ha scritto:

Per quanto sia abbastanza puerile stilare classifiche molti lo considerano uno tra i 3 più grandi tenor sassofonisti della storia insieme a the Hawk e Trane.

 
Tre o quattro, cinque.., i numeri ingannano (questi "molti" hanno dimenticato gravemente di contemplare Parker...;  "semplicemente" Young è il padre del sax moderno.., è una "voce" musicale nuova, insieme, in tandem, a quella di Billie Holiday, "tragicamente" simile.. e anticipa il "cool" di Davis (cool inteso non come "genere" del jazz, bensì come distacco.., "filosofia" musicale, come psiche...) dove Hawkins fece suonare il sax come un sax e non come una tromba, e Parker, un fuori-serie, genere e ambito.., il Messia del jazz, rivoluzionò ogni cosa per preparare la strada anche a Coltrane, a Rollins, a Eric Dolphy.., e tanti altri grandi sassofonisti "apostoli" o adepti che stano nel mezzo, o più avanti o più indietro è irrilevante, nella musica non si fa a gara...

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andpi65
4 ore fa, giaga ha scritto:

Magrissimo artista di grande capacità e versatilità ha saputo riunire e fondere generi diversi R&R R&B Cajun in modo originale e moderno (usava spesso anche lingua ispanica nei suoi testi) e passava da canzoni consuoni decisamente forti e aggressivi a ballate dolci e morbide.

Se per magrissimo intendi fisicamente, ti devo dire/contraddire che avendolo visto di persona ( ed  io son alto uno e 80 e fisicato) , non alla fine quando era l'ombra di quello che era stato, era un'omone ..sul resto, sulla sua musica mi trovi concorde al 100 %

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analogico_09

E se Scott La faro non fosse morto all'età di 26 anni in un tragico incidente d'auto, dopo aver rivoluzionato il contrabbasso nel jazz (senza ovviamente dimenticare Mingus), cos'altro ci averebbe riservato? Il contrabbasso con La Faro non è più uno strumento d'accompagnamento, la tradizionale "ritmica", diventa anche "armonizzazione" (quello che fa Elvin Jones con la batteria, con Coltrane), capace di fare anche melodia.., si potrebbe tentare di tracciare un parallelo con il basso continuo del barocco...
Il basso viene suonato un po' come se fosse una chitarra.., e di questo nuovo corso del linguaggio e delle tecniche dello strumentio ne sa molto anche Charlie Haden, si ascolti il suo potente assolo in Song for Che del suo album Liberation Music Orchestra...

Ornette Coleman e Bill Evans trovano in La Faro il loro perfetto partner.., Evans distrutto dalla scomparsa del suo amico della musica resterà senza suonare per lunghi mesi...

Il lungo,  travolgente "contrappunto" tra due bassi che si ascolta in Free Jazz a collective improvisation by the Ornette Coleman Quartet, è uno dei più alti momenti di improvvisazione e di "concertazione" della storia della musica afroamericana che si ripercuote anche sul "rock".., momenti di immaginazione musicale stratosferici, irripetibili, forse unici.

Min 25:20 ... Scott La Faro on the left channel; Charlie Haden on the right ...
 

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edogalli

@analogico_09 Disco di mirabolante bellezza. Uno dei tanti vertici della musica afroamericana. Giusto ricordarlo

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Watt a Flac
16 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Young è il padre del sax moderno.., è una "voce" musicale nuova, insieme, in tandem, a quella di Billie Holiday, "tragicamente" simile.. e anticipa il "cool" di Davis (cool inteso non come "genere" del jazz, bensì come distacco.., "filosofia" musicale, come psiche...) dove Hawkins fece suonare il sax come un sax e non come una tromba, e Parker, un fuori-serie, genere e ambito..

interessante...non avevo mai pensato a Pres come al precursore del cool

in effetti ,da un punto di vista estetico,armonico,le analogie sono evidenti,ma se mi parli di psiche c'è qualcosa che non mi convince del tutto,nel ragionamento.

Non starò qui a dissertare sulle sensazioni personali che non interessano nessuno,mi limito a riportare un fatto,non esiste una nota prodotta dal sax di Young che non trasudi blues,il che è un elemento psichico di assoluto rilievo.Di contro abbiamo il cool,"stile" o forse sarebbe meglio definirlo movimento? che,nasce dalla necessita' di sperimentare un'alternativa al bop,di suonare più "cool" appunto (non a caso molti lo chiameranno jazz bianco).

sinettizzando, mi sembra che le istanze siano diverse,le risposte simili.

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musicaando

@analogico_09 

davvero interessante la storia di la faro-

ho cominciato a scartabellare la discoteca in cerca di sue traccie.

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analogico_09
7 ore fa, Watt a Flac ha scritto:

interessante...non avevo mai pensato a Pres come al precursore del cool

in effetti ,da un punto di vista estetico,armonico,le analogie sono evidenti,ma se mi parli di psiche c'è qualcosa che non mi convince del tutto,nel ragionamento.

Non starò qui a dissertare sulle sensazioni personali che non interessano nessuno,mi limito a riportare un fatto,non esiste una nota prodotta dal sax di Young che non trasudi blues,il che è un elemento psichico di assoluto rilievo.Di contro abbiamo il cool,"stile" o forse sarebbe meglio definirlo movimento? che,nasce dalla necessita' di sperimentare un'alternativa al bop,di suonare più "cool" appunto (non a caso molti lo chiameranno jazz bianco).

sinettizzando, mi sembra che le istanze siano diverse,le risposte simili.

Non sono cose personali, sono della musica, di pubblico interesse, penso se ne possa parlare. ;) . Il cool , stile, movimento - sono etichette, l'importante è che esista - non è di contorni netti e precisi, nel jazz i confini si assottigliano sempre, c'è l'innesto... Sarebbe lungo il racconto più articolato, riassumendo...subito dopo la rivoluzione parkeriana il jazz è in fermento, in fibrillazione.., sono state abbattute le vecchie "macchine" da ballo industriali dell'era dello swing e indicate numerose nuove strade musicali da seguire, strade dello spirito -  nei tentativi fatti anche attraverso la musica di rappropriazioni dell'identità ed integrità culturali afro-americane che erano finite stritolate dal proliferare di un sub-jazz esangue, inoffensivo, commerciale-, nessuna così lontana dalle altre, anche molto diverse tra di loro, e nel "casino" il cool, sempre semplificando, si colora di bianco, di nero e di bianco & nero...


Infatti il varo del "genere" cool lo anticipa David, nella sua prima "era", o svolta post-parkeriana (prima, dopo p Parker era alla ricerca di una sua strata personale, e la trova che ce l'aveva già...)  un cool profondamente blues, post-bebop, nerissimo.., realizzato con la collaborazione di grandi msicisti bianchi del calibro di Konitz, Mulligan, Kay Winding, Gunther Schuller, ecc: il memorabile Birth of the cool che "ufficializza" il cool.


Perlomeno non da parte dei neri, non dallo stesso Davis, il cool non rappresentò un'alternativa al bop.., impossibile un bop due.., semmai una parte dei musicisti, cool e poi  post-hard bop, (etichette...) cercarono, figli di Parker, di "uccidere" il padre, come di norma e giusto che sia... Ma sta di fatto che ad ogni tentativo di ammazzamento Parker rinasceva dentro 'sti figli più o meno grandi, generalmente grandi... :) Parker aveva segnato indelebilmente il jazz come fece poi anche Coltrane.


C'è una vecchia polemiche su chi fosse l"inventore" del cool,  il padre.. A parte Lester Young che con il suo "suono" (musicalità) rilassato, non frenetico, spesso etero, "sonnolento", ovviamente molto drammatico ed espressivo, innovativo, il suo tenore sembrava a volte un contralto.., mentre anche sul piano ritmico andava rinnovando gli stili, preludeva al cool, Miles Davis suonava cool, pieno cool,  già durante le sue numerose performances con Parker, quando aveva 18/19 anni.., il suo stile di tromba e di frase, puro suono senza vibrato, la voce lirica, intima, introversa e comunicativa, quasi sempre sui registri medi, contrasta non poco e meravigliosamente con lo stile strumentale e musicale torrenziale di Parker... Si ascolti il Bird of Paradise, 1947, che ho postato quale esempio esemplare di ciò. L'assolo di Davis "incalzato" da Parker.., rimanda chiaramente alle sonorità, alle liriche rarefatte atmosfere di Birth of the cool del 1956, dieci anni dopo ...

In queste cose non esistono padri sicuri e univoci.., è solo per fare "archivio".., in realtà ci sono tutta una summa di stili, di tecniche ed espressioni che confluiscono nel cosiddetto genere... Certo non si può negare che Davis abbia tutte le carte in regola per candidarsi al primi due posti nella gara dei riconoscimento della paternità, senza se e senza ma... :D


Davis era già cool.., prima che il cool nascesse, e qui torniamo un attimo a quello che dicevo sopra sul cool di Davis che diventa anche "atteggiamento", stile di vita, di sentimenti..,  che va oltre lo stile, oltre il genere musicali e diventa anche "filosofia": la condizione esistenziale discriminata dell'afroamericano crea questo stile spirituale, "introverso", distante, di un lirismo tagliente, quasi da iniziatico (in Davis ci sarà sempre questo, fino al suo ultimo concerto, ultimo disco), un modo di prendere le distantze, di distinguarsi,  dalle brutture del mondo dominato con violenza e con razzismo dai bianchi... Cool nell'accezione letterale del temine: "freddo"! (fuori, bollente dentro...).

C'è una certa vicinanza con l'esistenzialismo francese.., cool, distaccato, blasè (Archie Sheep..in pieno free riprende con il suo album e il meraviglioso brano  non a caso questa "filosofia" psichico-musicale.., reveries del vecchio cool...).

Non a caso, ancora.., è tutto concatenato...  Davis sarà più volte in Francia, avrà una storia di amore con Juliette Greco, il simbolo dell'esistenzialismo, della grande chanson dei tempi delle cantine fumose di Montmartre e d'intorni nelle quali risuonavano le note in blue(s) dell'america jazzistica, per tornare di nuovo nel '58 per comporre l'immensa colonna sonora di Ascensore per il patibolo di Malle.., una musica stratosferica.., di nuovo "cool".., musica profondamente notturna.., distante, lontana, tagliente, siderale.., un antitodo e un rimedio contro le brutture di un certo mondo fisico e mentale razzista e disumano... L'arte trionfa su tali miserie.

(KOB è ancora purissimo "cool".)


Spero di essermi spiegato.., sono tanti fatti e concetti, devo stringere...  
 

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Gabrilupo

@analogico_09 Ho quotato te ma vale anche per gli altri che stanno scrivendo di jazz. E' da un po' che volevo chiedere qualcosa di questo tipo, parlo dell'evoluzione del sax nel jazz prima di Coltrane. Grazie. E' bello leggervi e partecipare almeno così quando non si ha nulla da aggiungere😊

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Victrix

Come non ricordare Tim Buckley genialoide cantautore folk jazz molto innovativo.

song to the siren

Incredibilmente il figlio Jeff ne ricalca brillantemente le orme tuttavia muore giovanissimo per annegamento...

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Gabrilupo

@Victrix Jeff, secondo me, non ha la carica innovatrice del padre. Lo uguaglia nelle capacità vocali, sebbene diverso sia il timbro e, di suo, aveva una grande presenza scenica.

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Gabrilupo

Per continuare con Tim Buckley, due versioni ugualmente belle di un suo classico:

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Juju

@Gabrilupo Che voce che aveva Tim... Nella seconda versione dal vivo e` impressionante...

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Victrix

The La’s un solo disco, di una freschezza clamorosa e i componenti del gruppo non volevano neanche pubblicarlo.

questo pezzo (il 2º) saccheggiato ampiamente in 30 anni.

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Watt a Flac
17 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Spero di essermi spiegato.., sono tanti fatti e concetti, devo stringere...

eccome ti sei spiegato,è sempre un piacere conversare con chi dimostra di amare la musica,hai ragione sono tanti i fatti ed i concetti ,e poi c'è la soggettività con la quale ognuno di noi,cerca di risostruire la vicenda.

per come lo interpreto io,per le cose lette  e soprattutto per le sensazioni che rimangono dagli ascolti,il cool è un movimento le cui origini non possono prescindere che da "musici" come Tristano o Evans. Il nerissimo Davis ( tra l'altro quoto al 100% quel che scrivi circa il suo essere cool ancor prima che il cool nascesse) ,as usual,si trova nel posto giusto al momento giusto...e con questo non voglio dire che fosse li per caso,al contrario è molto probabile che sia stato il suo immenso talento a dare la spinta necessaria affinche il cool venisse quanto meno riconosciuto come stile con birth of the cool,(lui sarà famoso anche per il fatto di essere sempre sul pezzo,sempre un passo avanti),ma la cifra stilistica del cool è bianca (facciamo beige 😁),ed è sperimentale,dovrebbe nascere da un'idea ben precisa di orchestrazione e suono.Per quel che può valere, il cool mi appassiona meno rispetto ad altri stili,ne riconosco l'eleganza del suono e la raffinata ricercatezza stilistica e musicale,alcune cose di Tristano dovrebbero essere riconosciute (al pari di molte altre di Mingus),come capolavori di musica classica contemporanea.(...che poi bisognerebbe interrogarsi su cosa sia la musica classica contemporanea).

mentre scrivo di musicisti bianchi mi viene in mente un altro che ha avuto una vita allucinante,Chet Baker,magari appena ho tempo scrivo due righe ...

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Armando Sanna

Come non ricordare "il batterista" Keith Moon e la sua morte strana :

Il 7 settembre 1978, dopo aver trascorso la serata con Paul McCartney e sua moglie Linda, ritornò a casa con la sua fidanzata, Annette Walter-Lax, e prese una quantità eccessiva di pastiglie di clometiazolo prescritte nella sua terapia contro la tossicodipendenza.

Iniziò a vedere a letto il film L'abominevole dottor Phibes, chiese ad Annette di cucinargli una bistecca e delle uova e poco dopo morì nel sonno quella stessa notte, all'età di trentadue anni.

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